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La prima volta di Sergio Rubini al Carpino Folk Festival

Il grande ospite del 6 agosto è l’attore e regista Sergio Rubini che dedicherà un reading al cantautore foggiano Matteo Salvatore, dal titolo “di fame, di denaro, di passione – La vita di Matteo Salvatore”
“Non bisogna fare l’equazione: crisi economica uguale crisi culturale…è esattamente il contrario. La profonda crisi culturale che sta vivendo il paese, in particolare il Sud, si traduce in crisi economica”.


06 Agosto 2013
CANTAR VIAGGIANDO – “Una valigia di ricordi”
“Un viaggio slow a bordo dei vagoni delle Ferrovie del Gargano”
Ore 18.00 in viaggio tratta San Severo/Carpino
SALVATORE LUCA TOTA – “Trik e trak e stoffa da vendere”

Con degustazione di prodotti tipici regionali

Ore 20.00 Stazione di Carpino
NAZARIO VASCIARELLI – “Terra, pane e libertà. La cantata di Michele Sciarra”
Commento musicale di Matteo Marolla

CARPINO FOLK FESTIVAL – L’ITALIA è la patria del diritto e del rovescio
Ore 22,00 Largo San Nicola – Carpino

SERGIO RUBINI – “di fame, di denaro, di passione – La vita di Matteo Salvatore”

In viaggio sulla tratta Ferrovie del Gargano San Severo-Carpino, partenza ore 19:05
SALVATORE LUCA TOTA
Tricche e tracche e stoffa da vendere

Le tradizioni locali, i modi di fare e i proverbi che caratterizzano la cultura popolare sanseverese diventano musica grazie a “Tricche e ttracche…”, il primo album di Salvatore Luca Tota.
L’esibizione “viaggiante” all’interno del CFF trasporterà il pubblico in un viaggio alla scoperta dei modi di dire dei personaggi sanseveresi, come “Ninetta 50 lire”, delle tradizioni locali, come la Festa del Soccorso, e di brani caratterizzati da francesismi che giocano sulla somiglianza del vernacolo alla lingua francese. L’autore, già noto per le sue qualità recitative e di interpretative, regala al pubblico anche brani più toccanti capaci di smuovere le corde dell’animo raccontando di un territorio caratterizzato da problematiche diverse, da storie parallele, ma tutte accomunate dalla presenza di una speranza che non può e non deve morire mai.

TERRA, PANE E LIBERTA’ – La cantata di Michele Sciarra
Spettacolo teatrale di e con Nazario Vasciarelli. Commento musicale di Matteo Marolla

Una storia di terra, pane e libertà. Una storia che attraversa gli anni, le guerre, gli oceani.
“Terra, pane e libertà. La cantata di Michele Sciarra” parla di Michele, socialista figlio di anarchici che, abbandonato dal padre fuggito nel Nuovo Mondo, cresce con la madre negli anni difficili del fascismo. La sua storia è una lenta e inesorabile presa di coscienza che lo condurrà, alla fine del secondo conflitto mondiale, a organizzare in sindacati i braccianti della sua terra per occupare quei latifondi che, rimasti incolti, erano la speranza di una classe sociale ridotta allo stremo.
Sarà il racconto di un’epoca quello in scena alla stazione ferroviaria di Carpino: il tempo dei difensori dei lavoratori come Giuseppe Di Vittorio, Placido Rizzotto, Salvatore Carnevale e Carmine Cannelonga i quali, spinti da un’eccezionale e straordinaria personalità, completata da una grandissima autodisciplina, cambiarono per sempre i rapporti tra braccianti e grandi proprietari terrieri.
Un’ora di rievocazione e magia. Un’ora di emozioni in cui le immagini del lavoro nei campi, delle prepotenze dei fascisti, dell’iniziazione ai principi del socialismo, dell’apostolato tra i braccianti, rivivono attraverso la forza evocativa della parola, sottolineata dalla fisicità dell’attore che racconta la vicenda e dalla voce di Matteo Marolla che canta i brani del repertorio di Matteo Salvatore e scandisce i capitoli della vicenda.

SERGIO RUBINI in “Di fame, di denaro, di passione – La vita di Matteo Salvatore
Musica dal vivo di Umberto Sangiovanni e Daunia Orchestra

Con Sergio Rubini – voce recitante, Umberto Sangiovanni – pianoforte e composizioni, Serena Scocca- voce, Adriano Mactovich – basso.
Un viaggio tra le parole e la musica di Matteo Salvatore, il cantastorie pugliese, poeta degli “ultimi”, che con le sue ballate ha raccontato se stesso e la sua quotidianità. Dalla sua terra lui ha rubato tutto: il bianco pudore dell’ignoranza, la capacità di non mollare mai e la forza di rinascere ogni giorno e mille volte ancora. La miseria nera e la fame che accompagnarono tanti, troppi anni della sua vita, saranno linee parallele ai suoi ricordi, come chimere raggiunte e ritrovate, sognate e malcelate.
Versi che brillano di una bellezza sofferente, di una straziante realtà che spesso si mischia alla follia. I suoi passaggi vocali inaspettati, dai toni più gravi al falsetto, lasciavano quel senso malinconico come se tutto fosse cantato con il sottile timore di dover raccontare una biografia dolorosa. Gli anni passati in carcere per l’uccisione della sua compagna Adriana nel 1973, non gli tolsero la voglia di ricominciare, di ritrovare la gente per mettere ancora in piazza la sua forza, il suo talento di cantastorie. Della sua vita ha saputo tralasciare moralismi e giudizi, ha speso i molti soldi che gli regalò il destino, ha voluto bene ai suoi pochi amici e cercato sempre il sorriso di una donna. Adesso la sua musica ha un posto sicuro dove potersi posare perché, come Matteo, lascerà ogni volta il rimpianto di non averne mai parlato abbastanza, di non averne mai suonato abbastanza.

DOMANI LA PARTENZA DELLA DICIOTTESIMA ED.NE DEL CARPINO FOLK FESTIVAL

Mancano poche ore e il conto alla rovescia sta per terminare

Un festival che raggiunge i 18 anni (la maggiore età) deve per forza avere in sé forza e caratteristiche tali da essere apprezzato dal pubblico che annualmente lo segue. È il caso del “Carpino Folk Festival”, che promosso dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival trova collocazione temporale stabile all’interno dei grandi eventi della Puglia, contribuendo a darne spessore e qualità.

Al centro del sistema insediativo distribuito a corona intorno al lago di Varano, lungo la strada pedecollinare che lambisce l’anfiteatro naturale costituito da Capoiale, San Nicola di Varano, Cagnano Varano, Ischitella, Vico del Gargano fino a Rodi Garganico, in posizione rialzata e panoramica sul Poggio Pastromele si è realizzato un incontro di saperi, di generazioni, di competenze e di stimoli ideali che ha permesso a Carpino, grazie ai suoi cantori e all’intera comunità, di divenire in Puglia una sorta di santuario simbolico dell’“altra Musica”.

A celebrare questa musica è uno degli eventi musicali più importanti della Puglia e una delle feste popolari più longeve e più famose in Italia. Diventato tale semplicemente perché è un festival, nel suo genere, di qualità che attrae migliaia di persone, molti dei quali ritornano anno dopo anno.

 

Dopo le anteprime di Rodi Garganico e di Foce Varano domani, 4 agosto, il Carpino Folk Festival parte con il Premio Rocco Draicchio, i laboratori musicali e il “Cantar Viaggiando”.

Alla diciottesima edizione del Carpino Folk Festival il Premio Rocco Draicchio, omaggio al suo fondatore, si rinnova e si propone ai videomakers mettendo in palio un premio di 800,00 euro per colui che meglio interpreterà il nostro festival, il territorio e il suo paesaggio e il patrimonio culturale immateriale del Gargano.

(Su http://www.carpinofolkfestival.com il bando di partecipazione)

Anche sul fronte culturale il festival della musica popolare non vuole abbassare la guardia proponendo anche quest’anno lezioni/dimostrazioni in cui vengono esplorate di volta in volta le caratteristiche della musica e del ballo e la conoscenza degli strumenti musicali tradizionali del territorio garganico e quindi la pratica del suonare, cantare e ballare insieme. I partecipanti al festival potranno scegliere fra il corso di Ballo proposto dall’etnomusicologo Salvatore Villani (organizzatore di cultura, compositore, cantante e direttore di ensemble musicali, con al suo attivo numerose pubblicazioni, registrazioni e concerti in Italia ed all’estero), il corso di tamburello di Antonio Marotta (collaboratore del M° Roberto De Simone, come cantante, attore e musicista) e il corso sulla chitarra battente di Pio Gravina (musicista, cantante e studioso delle tradizioni di San Giovanni Rotondo e del Gargano).

COL CANTAR VIAGGIANDO IL TURISMO LENTO DEL GARGANO 4/6 AGOSTO

All’interno del contesto del CARPINO FOLK FESTIVAL, l’Associazione Culturale con la partecipazione attiva del Gruppo di Azione Locale del Gargano, promotore del progetto, realizzerà nelle serate dal 4 al 6 agosto la III edizione di CANTAR VIAGGIANDO coll’obiettivo di promuovere nell’offerta turistica estiva del Gargano il turismo attento alla lentezza.

Con CANTAR VIAGGIANDO al terzo anno consecutivo, insieme alle Ferrovie del Gargano e al Comune di Carpino, innesteremo all’interno dei vagoni del treno e nelle stazioni elementi di creatività e sostenibilità per promuovere un turismo attento alla lentezza, ai valori del territorio, alle tipicità facendo, quindi alla mobilità sostenibile per godere a pieno gli squarci di bellezza straordinaria di cui è pieno il tragitto del Gargano.

“Cantar Viaggiando” è un viaggio slow a bordo dei vagoni delle Ferrovie del Gargano.

Partire da San Severo, toccare San Nicandro e Cagnano Varano e poi dritti su fino ad arrivare agli spettacoli del Carpino Folk Festival dove lo sguardo spazia sul Lago di Varano e sulla lingua di terra che spacca l’azzurro in due, dividendo lo specchio lacustre da quello marino. Stesso obiettivo, da Calenella lungo il blu della costa per tuffarsi a San Menaio e a Rodi garganico, toccare da lontano Ischitella e quindi immergersi nei ritmi delle tarantelle garganiche accompagnati dai suoni del tamburello, delle castagnole e delle chitarre battenti.

L’idea è quella di stimolare l’utilizzo del servizio treno/bus navetta delle Ferrovie del Gargano per permettere al pubblico di spostarsi comodamente all’interno del nostro territorio evitando l’uso della propria autovettura per raggiungere il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni.

Un viaggio impreziosito dalla presenza a bordo di microeventi tematici che renderanno piacevole e originale il tragitto, cantando e raccontando e godendo appieno i paesaggi che si attraversano nel tramonto di un estate garganica.

Con il Gruppo di Azione Locale del Gargano e il coinvolgimento delle aziende agricole o di commercializzazione dei prodotti della nostra terra, verrà svolta la degustazione gratuita e la somministrazione di prodotti agroalimentari locali.

CANTAR VIAGGIANDO 2013 prevede la partenza del viaggio da San Severo con arrivo a Carpino dove verranno realizzati eventi all’interno della stazione, per poi proseguire la serata nella parte più vecchia del centro storico del paese dei cantori.

LA TRADIZIONE CONTADINA PUGLIESE: CARPINO FOOD FESTIVAL

All’interno del contesto del Carpino Folk Festival, l’Associazione Culturale con la partecipazione attiva del Gruppo di Azione Locale del Gargano, promotore del progetto, per valorizzare i tratti identitari più evidenti della nostra tradizione realizza: CARPINO FOOD FESTIVAL.

L’enogastronomia, l’eccellenza enologica, i prodotti tipici e quindi la tradizione agroalimentare, non rappresentano più solo una componente importante del nostro sistema produttivo, ma oggi anche leve straordinariamente formidabili per il turismo in Puglia.

Il “CARPINO FOOD FESTIVAL” intende essere strumento efficace, incisivo, propositivo, aperto a nuovi stimoli, anche esterni, per riversarsi in strada e offrirsi a tutti in un contesto non monotematico ma con la promozione e la valorizzazione di una molteplice varietà di ambiti  (culturali, sociali, economici ed anche ludici), affrontando esplicitamente i problemi  connessi, attraverso una manifestazione pubblica complessa che focalizza il campo, ne delineano i corollari, dove anche il pubblico è attore che partecipa, che influenza, che giudica.

All’interno delle altre iniziative del Carpino Folk Festival si prefigge di raccogliere una pluralità di esperienze: dalla riscoperta delle tradizioni alla vitalità delle arti – declinandole verso lo specifico della cultura del territorio in una narrazione storica, di quotidianità, ma anche di innovazione.

L’obiettivo di medio periodo dell’iniziativa è quella di avvicinare la sfera degli specialisti e dei discorsi scientifici alla fruizione di un pubblico eterogeneo e non necessariamente in possesso degli strumenti tecnici propri delle discipline coinvolte.

Anche in questo caso la volontà è quella di aprirsi, pur mantenendo l’integrità e la coerenza della trattazione specializzata.

Grazie, quindi, al Gal Gargano e con la collaborazione e il sostegno finanziario del Parco Nazionale del Gargano e dell’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, proponiamo pertanto una settimana di alto livello, versatile ed aperta a nuovi contenuti, all’insegna della qualità e della tradizione, per ricercare strategie di promozione di nuovi stili di vita, di valorizzazione delle attività economico-commerciali e di rilancio di consumi eco-consapevoli, in un’ottica propositiva e costruttiva di una agricoltura intesa come cultura della natura e dell’uomo, sinonimo di agricoltura informata e consapevole, rivolto alle donne e agli uomini di ogni età, agli agricoltori, ai turisti, a gli operatori siano culturali, turistici e commerciali.

Nel corso delle giornate festivaliere con la realizzazione di un museo dell’antica civiltà contadina e dei laboratori didattici, con una mostra mercato dei prodotti tipici di qualità della Puglia e punti di degustazione degli stessi si intende raccogliere testimonianze e contributi che abbiano spessore culturale ma di prevalente matrice agricola, per farli divenire modi d’essere, di pensare, di agire, per la massima diffusione della cultura agricola, facendo convergere a Carpino un pubblico cosmopolita, diverso per provenienza, per età (specialmente giovani e giovanissimi), per grado di formazione ed informazione.

 

Il Gal Gargano al Folk Festival con il CARPINO FOOD FESTIVAL
Il Gruppo di Azione Locale, infatti, sarà parte attiva, con un proprio progetto, della 18^ edizione del Carpino Folk Festival.
Carpino Food Festival è il nome dell’iniziativa ideata in collaborazione con gli organizzatori del Carpino Folk Festival per far conoscere ai numerosi appassionati di musica e tradizioni popolari, che si ritroveranno nel centro garganico, i prodotti tipici della produzione locale.

Da lunedì 5 agosto fino a sabato 10 in Piazza del Popolo a Carpino, tutte le sere a partire dalle 20,30, e fino alle 22,00, negli stand allestiti per l’occasione sarà possibile conoscere caratteristiche, metodi di produzione, ricette tipiche di quelle che sono le produzioni tradizionali del promontorio del Gargano. Ogni sera aziende provenienti da tutta la Montagna del Sole, con video, dimostrazioni pratiche, laboratori, faranno conoscere il meglio della tradizioni culinaria del territorio. Non una semplice degustazione, dunque, ma l’occasione di un approfondimento sulla cultura enogastronomica garganica. Ogni giorno, infatti, sarà dedicato a un prodotto specifico, e ai suoi derivati, nella consapevolezza che solo la conoscenza può garantire lo sviluppo e il consolidamento, anche economico, delle nostre produzioni tipiche. Un lavoro che sarà accompagnato da materiale informativo ad hoc.

La giornata inaugurale sarà dedicata alla produzione tipica del comune ospitante e quindi alla fava di Carpino. Martedì invece sarà la volta della valorizzazione di pane e pasta tradizionali con dimostrazioni pratiche. Formaggi (mozzarelle e caciocavallo podolico) e Agrumi del Gargano (con liquori e marmellate) interesseranno invece le giornate di mercoledì e giovedì. Venerdì assaggi e laboratori del gusto dedicati all’olio. Si chiuderà in bellezza sabato 10 con un approfondimento sui dolciumi tradizionali con un laboratorio pratico di produzione. Negli stand di Piazza del Popolo anche una vetrina permanente dei prodotti delle aziende locali.

Per il presidente del Galgargano, Francesco Schiavone: “con questa iniziativa si va a consolidare la scelta fatta dal Consiglio di Amministrazione di essere presente sul territorio in modo propositivo facendo conoscere in modo consapevole il territorio e le sue produzioni. Un compito questo demandato ai Gal dal PSR e che necessità di strategie definite e integrate tra enti, aziende e territorio”.

IL CARPINO FOLK FESTIVAL RIPARTE DALLE LOCALITÀ COSTIERE DI RODI GARGANICO E FOCE VARANO

La 18edizione del festival della musica popolare e delle sue contaminazioni è in programma dal 4 al 10 agosto prossimi, con due anteprime a Rodi Garganico, il 31 luglio, e Foce Varano, il 01 agosto.

Il Gargano è una terra che ha una tradizione di pastori, contadini e pescatori. Oggi, certamente, il Gargano è meta di turismo grazie alle sue coste, allo splendido mare, all’entroterra boscoso e montuoso, all’artigianato locale e alla gastronomia tipica.
Un’attrazione sempre più forte in questa terra è però esercita anche dal patrimonio culturale e musicale che viene continuamente riscoperto e coltivato, dopo essere stato per decenni abbandonato a causa anche della migrazione degli anni ‘50 e ‘60 che ha svuotato queste terre di molta energia spostandola altrove.
Si è assistito e si assiste, quindi, ad una riscoperta della tarantella del Gargano.
Sono molti i gruppi di giovani musicisti e appassionati – coadiuvati in questo dalle amministrazioni pubbliche più lungimiranti – che riprendono in mano canti e testimonianze musicali del passato cercando di salvarle, diffonderle e rinnovarle.
Tra i più vecchi suonatori del Gargano c’è un gruppo che è ormai una leggenda: i Cantori di Carpino (“Tarantella del Gargano” è anche il titolo di un loro sonetto).
I Cantori di Carpino si sono ritrovati in un vortice di attenzione e notorietà da parte di appassionati ed anche studiosi di etnomusicologia (come Alan Lomax e Diego Carpitella che già negli anni cinquanta avevano effettuato approfondite indagini all’interno di un progetto di ricerca con cui hanno raccolto molti documenti sulla musica etnica italiana).
Uno degli aspetti che contraddistingue la Tarantella del Gargano, anche se si dovrebbe parlare di tarantelle del Gargano perché ci sono tra i paesi e territori del Gargano diverse tradizioni musicali che si richiamano alla tarantella, è la presenza forte della “chitarra battente” che ritma i canti, le serenate e le ninne nanne.
Gli antichi rituali delle tarantelle e della cultura popolare sono resi attuali nei ritmi vigorosi di chitarra e tamburi che si possono ascoltare sempre più spesso per le piazze di Carpino e dei paesi del Gargano.

ALLEGATO: COMUNICATO STAMPA LE ANTEPRIME DI RODI GARGANICO E FOCE VARANO
31 luglio | 01 agosto 2013

Fu colonia cretese e greca, e porto del Gargano in età romana. Rodi garganico conserva ancora i racconti degli assedi e dei saccheggi da parte di Goti e Veneziani.

Sarà quindi di nuovo la località tra le più apprezzate mete balneare del Gargano ad ospitare la prima serata del Carpino Folk Festival ‪#‎cff2013‬ con i concerti dei:

SUONIDISOTTO
Musiche di Tradizione Meticcia

CANTORI DI CARPINO
Stile, storia e musica alla carpinese

FOCE VARANO è una località costiera balneare del Parco Nazionale del Gargano, frazione di Ischitella.
È situata sulla costa nord del Promontorio del Gargano in prossimità dello sbocco del “Canale di Varano”, uno dei due canali che collegano il Lago di Varano al Mare Adriatico.
Il primo agosto presso l’anfiteatro e in Piazzetta del Porto di Foce Varano i concerti di:

ENZA PAGLIARA
Frunte de luna

MALICANTI XXL con la partecipazione di MIKE MACCARONE, PIO GRAVINA E GIORGIO D’ARIA
Tarantelle e Canti Tradizionali delle Puglie

SUONIDISOTTO
Musiche di Tradizione Meticcia
Il progetto nasce da un’intesa musicale di sei elementi, alcuni dei quali di impostazione accademica, che hanno saputo mescolare tradizione e innovazione. Già il nome del progetto è la chiave di lettura che ci permette di entrare in un nuovo laboratorio di musica popolare impegnato nel recupero delle radici del Sud. Il live dei “Suoni di Sotto”, come una forza centripeta volta verso il cuore del Sud, vi catapulterà in un viaggio alla scoperta di melodie passate che gli artisti, seppur provenienti da tradizioni musicali diverse, hanno saputo vestire di eleganza e modernità.

I CANTORI DI CARPINO
Stile, storia e musica alla carpinese
Semplicemente straordinari, gli unici grandi maestri della tarantella. Grazie alla loro memoria non si sono perse nel tempo quelle tradizioni che hanno reso Carpino il punto di riferimento della musica Folk italiana. Le fortunate collaborazioni con Eugenio Bennato, Teresa de Sio, Giovanni Lindo Ferretti e altri hanno portato loro, e soprattutto la loro musica, alla ribalta, riscoprendone e valorizzandone le portentose caratteristiche. Sicuramente i decani della musica italiana: i “Buena vista social club” Garganici, capaci, ultraottantenni, di portare le loro note, la loro arte, la loro inventiva, fatta di ritmi trascinanti e melodie struggenti, in giro per la nostra penisola, di concerto in concerto. Mille anni di musica che risuonano sulle corde della chitarra battente. Chi ha la fortuna di ascoltare i “Cantori di Carpino”, entra in un circuito magico, primordiale. Ti senti proiettato in un mondo scomparso, ma che senti rivivere in te, in una sorta di metempsicosi che ti fa ritornare quello che forse un tempo, in un’altra vita, sei stato.
Scomparsi Andrea Sacco e Antonio Maccarone, è oggi Antonio Piccininno il riconosciuto guardiano della tradizione. Non solo perché l’ha custodita e trasmessa cantando, ma anche perché si è accollato un compito difficile e di straordinario valore: mettere per iscritto questa sapienza orale. Prima che fosse troppo tardi. Antonio Piccininno indubbiamente incarna la figura tipica del cantore tradizionale. Nato nel 1916, dopo appena un anno rimane orfano di entrambi i genitori. Inizia a lavorare come pastore e in seguito come contadino bracciante, per poi spostarsi in paese per prendere moglie. Attualmente è bisnonno. Antonio Piccininno come i “mistici pastori” descritti dal Tancredi in “Folklore Garganico”, ispira un innato senso di rispetto verso la saggezza antica del tuo popolo, come gli antichi aedi dell’Iliade e dell’Odissea.” Allo spettacolo collaborano sette giovani musicisti carpinesi, che tutt’ora accompagnano il loro “nonno” in giro per il mondo.

ENZA PAGLIARA
Frunte de luna
“In questa voce c’è la terra: le ferite della storia, la dolcezza delle passioni, l’orgoglio stupendo delle illusioni, c’è la pizzica che ossessiona, o che guarisce, o che arrovella”.
Cantante, attrice e percussionista, Enza Pagliara è una delle anime della Notte della Taranta, con la sua voce intrisa di sapori arcaici è tra le più apprezzate interpreti della tradizione musicale salentina. Nella sua carriera ha avuto modo di affrontare un lungo percorso di ricerca musicale, partita dal mondo contadino che la circondava fino a giungere ad esperienze artistiche di rilievo al fianco di Giovanna Marini, Eugenio Bennato, Teresa De Sio, Noa e Lucilla Galeazzi. In meno di dieci anni di carriera ha realizzato concerti, recital e spettacoli (Canto di Passione nel 2002, Canti Mare nel 2003, Incantamentum nel 2004) non solo in Italia ma anche all’estero come nel caso delle sue esperienze in Russia al Teatro Bolshoij di Mosca e Mussorskij di San Pietroburgo.

MALICANTI XXL ospiti Mike Maccarone, Pio Gravina, Giorgio D’Aria
Tarantelle e Canti Tradizionali delle Puglie
MALICANTI XXL propone i suoni potenti ma tradizionali di MALICANTI, arricchiti dagli interventi di ospiti speciali, interamente appartenenti alle tradizioni musicali pugliesi.
MALICANTI suona e canta le musiche dei modi contadini tradizionali di due aree della Puglia: il Salento e il Gargano.
Il concerto è composto per metà di pizziche e tarantelle da ballo, musica da festa quindi, ritmata e incalzante, e in essi le chitarre battenti e i tamburelli, insieme a organetto e violino, giocano la parte protagonista.
La voce è invece la protagonista del resto del repertorio: serenate d’amore, canzoni di sdegno, e canti alla stisa, a distesa, eseguiti cioè a cappella, a 3 o 4 linee di voci indipendenti.
Malicanti è composto da Valerio Rodelli, Elia Ciricillo e Enrico Noviello, suona dal 1999, ha partecipato ai maggiori festival pugliesi, vinto l’Eurofolk 2005, e si è esibito in diverse nazioni (Colombia, Australia, Spagna, Portogallo, Belgio….).
Per anni MALICANTI ha vissuto volutamente ai margini dei circuiti classici, in una situazione di ricerca umana e musicale fondata sul passare molto tempo con i vecchi contadini e pastori e che ha prodotto originali amicizie intergenerazionali e soprattutto affetti profondi.
Da queste ricerche e da queste amicizie nascono le collaborazioni con gli ospiti speciali:
Giorgio D’Aria, componente dello storico gruppo del Salento, gli Strittuli
Pio Gravina, ricercatore e potente voce di San Giovanni Rotondo (FG)
Mike Maccarone, 87 anni, ex pastore e cantatore tradizionale di Carpino (FG)

PRESENTAZIONE CARPINO FOLK FESTIVAL 2013

Un festival che raggiunge i 18 anni (la maggiore età) deve per forza avere in sé forza e caratteristiche tali da essere apprezzato dal pubblico che annualmente lo segue. È il caso del “Carpino Folk Festival”, che promosso dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival trova collocazione temporale stabile all’interno dei grandi eventi della Puglia, contribuendo a darne spessore e qualità.

Se il “Carpino Folk Festival” non avesse avuto tutte le carte in regola, ovvero se non avesse saputo proporre appuntamenti musicali di un certo peso nel proprio settore di riferimento non sarebbe di certo giunto al livello attuale; non solo: ma nel corso del tempo ha saputo anche innovarsi coniugando la musica con altre espressioni artistiche e anche con la cultura eno-gastronomica del territorio arricchendo ulteriormente la proposta. Per tutti questi motivi il festival è costantemente cresciuto e ha trovato nelle istituzioni pubbliche (fra cui la Regione con l’assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo e tutti gli enti locali, dai Comuni del territorio, al Gal e al Parco Nazionale del Gargano) e in diversi privati i partner necessari per continuare un cammino ancora lungo e pieno di successi.

 

Il “Carpino Folk Festival” 2013 raggiunge la maggiore età: diciotto anni non sono pochi per un festival, soprattutto alla luce di tempi difficili come gli attuali in cui altre rassegne e manifestazioni, certamente non meno prestigiose, registrano cali vertiginosi se non chiusure clamorose. Il festival di Carpino al contrario, tenta di riproporre con forza la propria formula ormai consolidata di tre serate di approfondimenti e di tre notti di grandi concerti nella propria location naturale. Ma non vuole neanche venir meno all’impegno con il territorio proponendo poche, ma gustose anteprime nei comuni che hanno voluto ospitarci (quest’anno Rodi Garganico, Ischitella).

Anche quest’anno il festival, grazie alle Ferrovie del Gargano e al Gal Gargano ripropone “Cantar Viaggiando“, ossia l’idea di inserire all’interno delle ferrovie elementi di creatività e sostenibilità per promuovere un turismo attento alla lentezza, ai valori del territorio, alle tipicità agroalimentari pugliesi, quindi alla mobilità sostenibile, per godere a pieno gli squarci di bellezza straordinaria di cui è pieno il tragitto del Gargano.

Ma non solo, grazie sempre al forte impegno del Gal Gargano, del Parco Nazionale del Gargano e dell’Assessorato regionale alle Risorse Agroalimentari quest’anno il festival propone “Carpino Food Festival“, ossia una sezione in cui le produzioni tipiche, l’eccellenza enologica e quindi la tradizione agroalimentare pugliese scendono in strada per offrirsi a tutti in un contesto non monotematico, ma con la promozione e la valorizzazione di una molteplice varietà di ambiti (culturali, sociali, economici e ludici), con il pubblico che diventa attore e che partecipa e giudica.

 

Alla diciottesima edizione del Carpino Folk Festival il Premio, omaggio al suo fondatore, Rocco Draicchio si rinnova e si propone ai videomakers mettendo in palio un premio di 800,00 euro per colui che meglio interpreterà il nostro festival, il territorio e il suo paesaggio e il patrimonio culturale immateriale del Gargano.

 

Anche sul fronte culturale il festival della musica popolare non vuole abbassare la guardia proponendo anche quest’anno lezioni/dimostrazioni in cui vengono esplorate di volta in volta le caratteristiche della musica e del ballo e la conoscenza degli strumenti musicali tradizionali del territorio garganico e quindi la pratica del suonare, cantare e ballare insieme. I partecipanti al festival potranno scegliere fra il corso di Ballo proposto dall’etnomusicologo Salvatore Villani (organizzatore di cultura, compositore, cantante e direttore di ensemble musicali, con al suo attivo numerose pubblicazioni, registrazioni e concerti in Italia ed all’estero), il corso di tamburello di Antonio Marotta (collaboratore del M° Roberto De Simone, come cantante, attore e musicista) e il corso sulla chitarra battente di Pio Gravina (musicista, cantante e studioso delle tradizioni di San Giovanni Rotondo e del Gargano).

 

La Puglia, si sa, è capace di offrire al suo visitatore tanta qualità sotto tanti aspetti differenti, di questi ad oggi solo il patrimonio storico architettonico pugliese ha ottenuto il riconoscimento di patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco con i siti di Monte Sant’Angelo, Andria e Alberobello. Ma la Puglia ha anche grandi ricchezze culturali immateriali.

Con l’etnomusicologo Salvatore Villani faremo il punto della situazione sul dossier in cui è impegnato personalmente per lanciare la candidatura all’Unesco della “Tarantella del Gargano.

 

Il Carpino Folk Festival è abituato da anni a fare i conti con i grandi numeri e procede senza mostrare segni di invecchiamento dimostrandosi festival longevo grazie alla programmazione e alla costante attenzione posta sia nei confronti della memoria orale di storie, canti e balli e quindi nei confronti dei suonatori e cantatori tradizionali, sia nei confronti dei gruppi di riproposta fedeli che nei confronti degli artisti che si rifanno ai temi o alla musica di tradizione orale.

Anche questa edizione ci sembra che sia riuscita ad abbinare nomi ed etichette emergenti di grande interesse e attualità con alcuni artisti affermati e con i cantori della tradizione.

Al Carpino Folk Festival 2013 ritroviamo Enza Pagliara, i Malicanti e Nando Citarella e I Tamburi Del Vesuvio. Dalla Gran Bretagna  arrivano gli Asian dub Foundation. Quindi l’ensemble inglese e cubana dei Ska Cubano. Dal salento Insintesi dub e i Crifiu. Sergio Rubini viene a Carpino per Matteo Salvatore. Il Tesoro di San Gennaro, Nomad set,  DonPasta, Luca Tota, Nazario Vasciarelli e il concerto inedito, produzione del festival 2013, della Banda Borbonica feat Giovanni Mauriello, Patrizio Trampetti e Marco Zurzolo. Antonio Piccininno e i Cantori di Carpino.

I coorganizzatori dell’edizione 2013 del Carpino Folk Festival

La Regione Puglia tra gli organizzatori della edizione 2013 del Carpino Folk Festival

“Eccoli i Cantori di Carpino, i custodi della tarantella garganica che si presentano a noi nel cuore del Carpino Folk Festival, il grande evento della estate daunia che si svolge nel magnifico promontorio garganico, tra foresta e mare, tra musica e cibo, tra danza e storia.

Sì, possiamo parlare senz’altro di storia, storia popolare e delle nostre straordinarie tradizioni, che prende corpo nei suoni e nelle danze, nel dialogo tra musiche diverse, e nella gioia collettiva del Festival e delle migliaia di cittadini e di turisti che ne frequentano le splendide serate.

Ogni anno, e questa volta in occasione della 18esima edizione, l’appuntamento di Carpino segna il tempo della grande estate, del dinamico movimento del turismo nazionale e internazionale, della cultura e della musica per tutti”

Regione Puglia
Assessore alla Cultura, Turismo e Mediterraneo

Silvia Godelli


Il Carpino Folk Festival, un simbolo di speranza e di sprone per Istituzioni e mondo dell’imprenditoria

“Il Carpino Folk Festival è una manifestazione che conserva intatte le nobili ragioni per la quale è stata concepita, resistendo alle snaturalizzazioni del tempo figlie del dio denaro e del consumismo. E’ uno dei simboli più autentici del Parco Nazionale del Gargano, con cui condivide sin dai primi passi l’obiettivo di tutelare e promuovere le tradizioni che appartengono e rendono affascinante il nostro territorio.

La musica e la cultura che scandiscono da secoli il ritmo della tarantella dei Cantori di Carpino, devono continuare ad essere la bussola del Gargano, soprattutto in un momento come questo dove i principi della moralità e la difesa della propria identità sono offuscate. La passione e la diffusa partecipazione dei giovani all’organizzazione del Carpino Folk Festival, è un simbolo di speranza e di sprone per Istituzioni e mondo dell’imprenditoria.

Sono oltremodo orgoglioso che per quest’anno si sia scelto un tema etico e sociale per titolare la manifestazione; un luogo ed un momento costruttivo di confronto e riflessione, che serve a porre le basi per uno sviluppo economico, sociale ed occupazionale che faccia perno sul concetto di legalità e di solidarietà. L’equità, la competenza e l’amore per il nostro territorio ci aiuteranno a guardare con serenità il futuro”.

Ente Parco Nazionale del Gargano

Il Presidente

Avv. Stefano Pecorella

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Il GalGargano al Carpino Folk Festival

Dopo la partecipazione con lo stand istituzionale alla Fiera Internazionale del Gusto e del Turismo a Rodi Garganico, proseguono, sul promontorio, le attività di promozione territoriale del Gal Gargano, per valorizzare le produzioni tipiche locali. I prossimi appuntamenti previsti sono: nell’ambito di Festambiente Sud a Monte Sant’Angelo in programma dal 25 al 28 luglio, cui seguirà dall’4 all’10 agosto la partecipazione al Carpino Folk Festival con il progetto col Carpino Food Festival

Un lavoro specifico che il Gal ha pensato utile a dare risalto, nel’ambito di iniziative consolidate presenti su tutto il territorio di riferimento, alle attività ed alle peculiarità delle produzioni e della cultura locale. Una coorganizzazione di eventi, con realtà consolidate e riconosciute a livello nazionale, che punterà la sua attenzione particolare alla tradizione della cultura rurale.

Per il presidente del Galgargano, Francesco Schiavone:  collaborare e dare forza  – con progetti specifici – a manifestazioni culturali e promozionali consolidate è il modo migliore per fare squadra e favorire anche quell’integrazione tra aree interne e zone costiere che è uno degli obiettivi fissati dal Gal nella sua azione sul territorio”.

Gal Gargano

Presidente

Francesco Schiavone

CARPINO FOLK FESTIVAL XVIII “L’Italia è la patria del diritto e del rovescio”

Torna in agosto il Carpino Folk Festival. Tema dominante della 18.ma edizione “L’Italia è la patria del diritto e del rovescio”.

La frase ironica di Ennio Flaiano per descrivere il carattere nazionale degli italiani sarà il tema dominante dell’edizione 2013 del festival della musica popolare e delle sue contaminazioni: dall’esaltazione dell’astuzia e dalla cura dell’interesse particolare al rispetto della legalità.

Siamo giunti alla XVIII edizione del CFF, la prima per me da Presidente e, nel ringraziare tutta l’Associazione culturale Carpino Folk Festival, che ha voluto riporre in me la sua fiducia, non nascondo tuttavia un pizzico di emozione e, allo stesso tempo, un grande senso di responsabilità nel continuare il lavoro di quanti, Presidente e Direttivo uscente, hanno reso grande questa manifestazione.

Il Carpino Folk Festival, quindi, diventa maggiorenne e, noi dell’Associazione Culturale, sentiamo dentro la stessa euforia e voglia di fare di quei ragazzi che, raggiunta la maggiore età, pensano di acquisire quell’autonomia fondamentale per vivere la vita con un po’ di libertà in più. Ma siamo anche consapevoli che da soli non si va da nessuna parte ed è quindi indispensabile collaborare con tutti gli attori del territorio per raggiungere l’obbiettivo comune che ci sta a cuore: la salvaguardia, la tutela, la promozione e la valorizzazione del patrimonio musicale garganico.

 

Un obiettivo che quest’anno abbiamo voluto unire con i prodotti tipici della tradizione agricola. Con la prima edizione del Carpino Food Festival – Dalla coltura della natura alla cultura dell’uomo, infatti, oltre a promuovere la nostra tradizione musicale, poniamo la nostra attenzione e quella di tutti i partecipanti al CFF sui prodotti della tradizione agroalimentare iscritti nel “Registro regionale pugliese dei Prodotti di Qualità Puglia”. Con la collaborazione e il sostegno della BCC di San Giovanni Rotondo,  dell’Assessorato regionale alle Politiche Agricole, del Gal Gargano, del Parco Nazionale del Gargano e del Comune di Carpino, per tutta la durata della manifestazione musicale saranno allestite delle vetrine espositive con la contestuale degustazione gratuita di tutti i prodotti della nostra terra.

L’Italia è la patria del diritto e del rovescio.Noi italiani siamo un po’ fatti così”, si sente continuamente dire. Un giustificazionismo morale onnicomprensivo che nega la responsabilità individuale e collettiva.

Parcheggiamo in seconda fila, usiamo il cellulare quando siamo al volante, non rispettiamo le precedenze quando stiamo in fila ad uno sportello, imbrattiamo l’ambiente, ci assentiamo dal lavoro anche se non siamo realmente ammalati, evadiamo le tasse, sofistichiamo gli alimenti, ci facciamo raccomandare, chiediamo e concediamo favori calpestando con noncuranza i diritti altrui.

Da queste considerazioni nasce la convinzione che, per cambiare le cattive abitudini, bisogna intervenire sull’educazione dei nostri ragazzi ed è per questo che nel programma del CFF 2013 abbiamo previsto un concorso riservato ai ragazzi dai 10 ai 15 anni denominato “Coloriamo la legalità”. La scuola, le istituzioni, le organizzazioni culturali debbono avere il compito prioritario di  formare cittadini consapevoli, sviluppando il senso civico dei giovani e facendo loro comprendere come solo il rispetto delle regole permette di esercitare la libertà individuale e che soltanto il rispetto della cosa pubblica e dell’interesse generale possono garantirci un’elevata qualità di vita.

Questa azione di sensibilizzazione dei giovani sul tema della legalità proseguirà anche dopo la XVIII edizione del Carpino Folk Festival attraverso progetti da sviluppare insieme all’Istituto Comprensivo di Carpino. Vogliamo contribuire alla riduzione della dispersione scolastica dando il nostro contributo attraverso quello che meglio sappiamo fare: trasmettere alle generazioni future la memoria storica del nostro patrimonio musicale.

 

Il resto del racconto lo trovate nelle prossime pagine, a me restano gli auguri a tutti di buon Carpino Folk Festival 2013.

Il rito antico della tarantella (di Carpino)

di Sergio Torsello
da Anci Rivista, marzo/aprile 2013

La recente “fortuna” delle tradizioni popolari in chiave identitaria ha innescato in numerose comunità locali, in special modo nel Meridione d’Italia, processi virtuosi di valorizzazione dei patrimoni etnografici territoriali. In Puglia la clamorosa risonanza mediatica della scena della pizzica salentina ha talvolta oscurato il dinamismo di altre realtà in cui da più di un decennio si registra una significativa opera di riscoperta del patrimonio musicale di tradizione orale che coinvolge intellettuali, musicisti, amministratori locali. È il caso delle tradizioni musicali di Carpino, piccolo centro agricolo in provincia di Foggia, nel cuore del promontorio del Gargano, “scoperte” dall’etnomusicologia storica sin dagli anni 50 e 60 e oggi oggetto di un vasto ritorno di interesse soprattutto giovanile. A questo prezioso patrimonio musicale (di cui la celebre “tarantella del Gargano” è l’esempio più noto) è dedicato ora un raffinato volume di Salvatore Villani, Le tarantelle del Gargano. I cantori e musici di Carpino (pp.142, euro 25) recentemente edito per i tipi delle Edizioni Nota di Udine. Etnomusicologo, musicista e operatore culturale, Villani convoglia nel testo i risultati di un trentennale lavoro di ricerca e documentazione soffermandosi in maniera sistematica su due particolari forme di canto: il “sunëtte” (sonetto) che si esegue sulle varie forme di tarantella, e la “Canzone” (canzone) un canto a distesa accompagnato dalla chitarra battente, lo strumento principe dell’area in esame. In un percorso metodologicamente ineccepibile, Villani ricostruisce gli scenari performativi, le forme e le articolazioni del testo verbale, le pratiche musicali e gli aspetti organologici, le figure di esecutori e quelle dei costruttori di strumenti, offrendo al lettore un compendio non del tutto esaustivo ma largamente attendibile di forme e generi della musica tradizionale dell’area. Canti d’amore e di sdegno, soprattutto, ma anche tarantelle e canti narrativi, testimoniano l’unicità di repertori strettamente legati ad un mondo agropastorale ormai quasi del tutto estinto, a spiccata vocazione conservativa, ma non per questo privo di echi ed influssi che rimandano ad una più ampia civiltà musicale euromediterranea. Al volume sono allegati due Cd che raccolgono 40 documenti sonori registrati tra il ‘54 e il 2011 da Alan Lomax, Diego Carpitella, Roberto Leydi, Gabriele Leggieri e Giovanni Canistro e dallo stesso Villani che restituiscono tutto il fascino “poetico” e insieme il “furore panico”, come disse Leydi, che emana dalla tarantella del Gargano e dai suoi leggendari interpreti: Andrea Sacco, Antonio Piccininno, Antonio Maccarone, per citare solo i più noti. Un libro per certi versi esemplare perché oltretutto dimostra, semmai ce ne fosse ancora bisogno, come la conoscenza,la documentazione e la divulgazione dei risultati delle ricerche siano il presupposto fondamentale per ogni iniziativa di tutela e valorizzazione del folklore musicale.

Il vocabolario del dialetto carpinese di Lino Bramante

Lino Bramante

Grazie all’iniziativa di Lino Bramante e alla collaborazione di una vivace comunità online, con Pietro Menonna tra i più attivi, nasce un progetto unico: un vocabolario del dialetto carpinese, generosamente donato a tutti gli abitanti di Carpino e a chiunque voglia preservare e arricchire questo patrimonio linguistico.

Un progetto per il futuro del dialetto

La lingua carpinese, parlata a Carpino, piccolo borgo garganico in provincia di Foggia, è una varietà linguistica ricca e complessa, che affonda le sue radici nella tradizione neolatina. Situato tra il lago di Varano e il mare, questo paese di circa 4.500 abitanti ha mantenuto vivo il proprio dialetto grazie alla trasmissione orale e al legame con le generazioni passate.

Il lavoro di Bramante, tuttavia, non si propone come una versione definitiva del dialetto, bensì come una base per ulteriori ricerche e contributi. Ogni parola, frase e registrazione è il frutto di un’indagine amatoriale, che include testi vernacolari e dialoghi con anziani e puristi della lingua carpinese.

Un dialetto in evoluzione

Come accade per molte lingue minoritarie, anche il dialetto carpinese sta subendo l’influenza dell’italiano standard, dei mass media e della globalizzazione. Molti termini tradizionali sono stati sostituiti o modificati nel corso del tempo:

Cugino: da cunzuprin a cugin

Sposarsi: da nzurarc’ a spusarc’

Farmacia: da spziarij a farmacij

Macelleria: da uicciarij a macellerij

Questa trasformazione non è solo lessicale, ma anche fonetica e semantica, differenziando il carpinese dagli altri dialetti garganici, come quelli di Cagnano, Ischitella o Rodi.

Un’opera in divenire

La caratteristica principale di questo vocabolario è la sua apertura alla comunità: chiunque può consultarlo, ampliarlo e condividerlo. Come sottolinea Gino Giordano nella premessa, l’obiettivo non è creare un prodotto finito, ma fornire uno strumento di conservazione e diletto.

Il dizionario è arricchito da registrazioni audio che aiutano nella pronuncia e nella comprensione delle parole, un aspetto fondamentale per chi desidera apprendere il dialetto, dato che la sua trasmissione autentica avviene solo vivendo a Carpino o imparandolo da chi lo parla correntemente.

Come accedere al vocabolario

Il vocabolario carpinese è disponibile gratuitamente per il download. Chiunque è invitato a leggerlo, condividerlo e ripubblicarlo su altri siti, per contribuire alla salvaguardia di questa preziosa eredità linguistica.

Con questo progetto, Bramante e i suoi collaboratori non solo omaggiano le generazioni passate, ma offrono uno strumento per le future, affinché il dialetto carpinese continui a vivere e a raccontare la storia di una comunità.

Ne potrete prendere una copia e propagarla e anche ripubblicarla su altri siti: it’s free, gratis. (Download il Dizionario Carpinese – la Grammatica Carpinese).

Spunta un’altra italoamericana nata da genitori di Carpino – Rosa Giordano

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 29 Aprile 2013

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 29 Aprile 2013

Il web raccoglie storie di migranti da tutto il mondo
«That’s me when I was a girl… in a grande park, we went dove c’erano gli alberi… Questa è n’al – tra cosa… quando was engaged, fidanzata…» Le immagini color seppia risalgono al 1947. Scorrono sul video. Una giovane donna al parco, una festa di fidanzamento. Il matrimonio. Il Bronx, New York. La voce è quella di Rosa Giordano, nata in America da genitori di Carpino. È lei la protagonista di quel filmino quasi dimenticato. E alzi la mano chi non ha, in famiglia, uno zio d’America, un cugino che non parli quella lingua ibrida, a metà fra un dialetto dimenticato anche in patria tanto che è vecchio, e un nuovo idioma. Inglese, americano, spagnolo o portoghese.

Ai migranti pugliesi in tutto il mondo e alle nuove vite che hanno costruito è dedicato il progetto «Life of Apulian Migrants», realizzato dall’associazione foggiana MamApulia e che è stato presentato sabato sera

a Foggia, nella sede del Foto Cine Club in occasione dell’inaugurazione della mostra fotografica sull’emigrazione pugliese intitolata «I tre colori dell’emigrazione» (aperta fino all’8 maggio). Un progetto finalizzato al recupero dei filmati di famiglia e delle fotografie degli emigrati pugliesi attraverso il portale http://www.lifeofapulianmigrants.org.

«Video, foto, ma non solo», spiega Mirko Notarangelo, uno dei referenti dell’associazione MamApulia presente alla serata insieme a Gabriella Roselli. «Cerchiamo ogni testimonianza, anche semplici registrazioni audio, interviste, documenti ed ogni altra testimonianza che ci possa essere utile a capire

eraccontare come gli emigranti pugliesi si siano integrati in un nuovo Paese». È sempre più difficile trovare materiali video e fotografici d’epoca. Spesso giacciono dimenticati in fondo a vecchie valige, in soffitte o cantine. C’è il rischio che possano finire nella spazzatura, una volta venuti a mancare i diretti protagonisti. Anche se sempre più diffuso è fra i giovani di origine italiana il senso di appartenenza, coltivato dalla associazioni di italiani nel mondo. «Ci sono giunti persino filmati in formato Super 8, o videocassette. Il nostro impegno è quello di digitalizzarli, e poi di rispedirli al mittente».

L’associazione è no profit, si sostiene con il lavoro volontario dei soci ed è aperta a donazione e sponsorizzazioni. «È un doppio scopo quello che l’associazione si propone – aggiunge Gabriella Roselli -.

Il primo, quello evidente, consiste nel recupero e conservazione della memoria storica di chi ha abbandonato la terra natìa per cercare fortuna altrove. Il secondo scopo è quello di creare un legame con le seconde, terze e quarte generazioni, i figli e i nipoti degli emigranti. Sono loro, i giovani, i più tecnologici, coloro che più facilmente hanno accesso al web e potrebbero aderire al nostro progetto, caricando sul portale i materiali di famiglia. Così facendo potrebbero scoprire storie che non conoscono, e stabilire un legame con la loro terra d’orgine». [ste. lab.]

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