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Conoscete veramente Carpino?

Conoscete veramente Carpino? Conoscete tutte le sue Chiese esistenti (alcune ancora per poco) oggi (un tempo erano molte di più)? San Cirillo, San Nicola di Mira, la Santa Croce, Sant’Anna, San Giorgio (che non tutti conoscono)…ma questa che vedete in foto chi la conosce?

Come potete vedere è stato sottratta la cornice, sicuramente di un certo valore artistico, dell’ingresso…e non solo quella.

L’altare, le campane, le statue……non è rimasto nulla

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La chiesa di Santa Barbara a Rodi Garganico,Ordine dei Cavalieri di Malta e la simbologia

Ecco il simbolo misterioso

 Questo è un simbolo dell’ordine dei Cavalieri di Malta

Mentre il porto di Rodi decolla questa Chiesa (la più antica di Rodi Garganico) viene lasciata all’incuria

Un affresco interessante,sembrerebbe descrivere un miracolo

La sua esistenza è attestata già in un documento del 1091 come dipendenza dell’abbazia di Benevento. Più tardi, fu data in commenda ai Cavalieri di Malta,un ordine ospedaliero benedettino intorno alla prima metà del XI secolo a Gerusalemme e divenuto,in seguito alla prima crociata,un ordine religioso cavalleresco cristiano dotato di un proprio statuto a cui fu affidata la cura e la difesa dei pellegrini diretti in Terra Santa.In
seguito l’Ordine si rifugiò brevemente a Cipro e poi a Rodi(non Rodi Garganico), su cui estese la propria sovranità, e successivamente a Malta con lo stato di Vassallo del re di Sicilia. I cavalieri di Malta ricoprirono un’importante ruolo nel piccolo centro garganico scacciando la pirateria che minacciava le attività commerciale di Rodi nel XVI secolo.Nel 1645 la Chiesa fu restaurata ed arricchita di un prezioso quadro su tela raffigurante Santa Barbara. (continua qui)

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Testo e foto di Domenico Sergio Antonacci

 

 

Rodi Garganico:la Chiesa di Santa Barbara sta crollando

Rodi Garganico. Su segnalazione della professoressa Teresa Maria Rauzino mi dirigo verso la zona Santa Barbara di Rodi G.co dove c’è la chiesa omonima. Situata fuori le mura del paese, è la più antica in assoluto. La sua esistenza è attestata già in un documento del 1091 come dipendenza dell’abbazia di Benevento. Più tardi, fu data in commenda ai Cavalieri di Malta,un ordine ospedaliero benedettino intorno alla prima metà del XI secolo a Gerusalemme e divenuto,in seguito alla prima crociata,un ordine religioso cavalleresco cristiano dotato di un proprio statuto a cui fu affidata la cura e la difesa dei pellegrini diretti in Terra Santa.In
seguito l’Ordine si rifugiò brevemente a Cipro e poi a Rodi(non Rodi Garganico), su cui estese la propria sovranità, e successivamente a Malta con lo stato di Vassallo del re di Sicilia.
I cavalieri di Malta ricoprirono un’importante ruolo nel piccolo centro garganico scacciando la pirateria che minacciava le attività commerciale di Rodi nel XVI secolo.
Nel 1645 la Chiesa fu restaurata ed arricchita di un prezioso quadro su tela raffigurante Santa Barbara.

Nell’indifferenza generale (della gente e delle istituzioni) la parte sinistra della facciata della piccola chiesa è crollata compromettendone la solidità strutturale (già precaria).Il culto di Santa Barbara è un culto consolidato sul Gargano e ciò è denotabile dalla presenza (attuale o passata) in quasi ogni paese garganico di edifici sacri consacrati alla Santa protettrice contro i fulmini e le morti improvvise e violente .

Domenico S. Antonacci

Il 26 Luglio si festeggiava Sant’Anna anche a Carpino

Il 26 luglio di un anno non precisato di mezzo secolo fa a Carpino era festa

Il cammino dei carpinesi alla Chiesa di Sant’Anna nel piano sotto la calura del sole estivo era estenuante; di tanto in tanto ci si fermava all’ombra di qualche ulivo. C’erano tutti, dagli anziani ansimanti ai bambini euforici che finalmente potevano spendere i loro piccoli risparmi per comprare confetti, gelati ed i pochi dolciumi disponibili a quel tempo sulle bancarelle appostate intorno alla Chiesa.
Le donne si erano fatte belle, e gli uomini non avevano i vestiti sporchi della campagna…anche quell’imprecisato anno c’era stato il solito tira e molla tra il proprietario di un terreno adiacente all’edificio sacro ed i passanti per quel tratturo privato (o per lo meno ritenuto tale) che arrivava alla Chiesa. Comunque ora tutti erano a messa..la campagna diventa di nuovo silenziosa, si ode l’eco della voce di Don Agostino che recita l’omelia. Poi il suono della piccola campana, la celebrazione alla protettrice delle donne incinte era finita..qualche piccolo fuoco pirotecnico..e tutti a pranzo (un pò più ricco del solito per chi era fortunato).

La festa di Sant’Anna oggi a Carpino non esiste più…la Chiesa di Sant’Anna sta cadendo a pezzi e con essa la memoria di quella festa secolare e delle giornate dei braccianti carpinesi dettate dai rintocchi di quella piccola campana sparirà.

Domenico S. Antonacci

CALENA: IL RISVEGLIO DELLA SOPRINTENDENZA. FIRMATE LA PETIZIONE

Riceviamo e pubblichiamo “in toto” la lettera inviata dalla Soprintendenza di Bari ai componenti della famiglia Martucci, attuali proprietari della Abazia di Calena in agro di Peschici, a seguito del crollo della residuale copertura nella zona absidale della Chiesa di S. Maria annessa alla millenaria struttura.

MODULARIO
B. C. – 255 MOD. 304

Bari, 22 giugno 2009
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI
DIPARTIMENTO PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA PUGLIA

SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHITETTONICI E PER IL PAESAGGIO PER LE PROVINCE DI BARI E FOGGIA
Al Sig. Martucci Vincenzo
Via Tratturo Castiglione, 7 71100 FOGGIA

Al Sig. Martucci Francesco
Via Castello, 9 71010 PESCHICI (FG)

Alla Sig.ra Martucci Maria
Via P. Mascagni, 48 00199 ROMA

Alla Sig.ra Martucci Anna Elisabetta
Via Castello, 5 71010 PESCHICI (FG)

Al Sindaco del Comune di 71010 PESCHICI (FG)
Alla Direzione Regionale per i Beni Culturali
e Paesaggistici della Puglia 70122 BARI

Prot. N ° 5421 Allegati Raccomandata Risposta al Foglio del
Div. Sez. N °

OGGETTO:Peschici (FG) Abbazia di S. Maria di Kalena.

E’ pervenuta alla Scrivente notizia, tramite posta elettronica inviata in data 19/06 u.s. dal “Centro studi Martella “ di Peschici, dell’avvenuto crollo della residuale copertura nella zona absidale della Chiesa di S. Maria annessa all’Abbazia di Kalena in Peschici.
Pertanto, considerato che l’intero complesso monumentale risulta di proprietà privata, questa Soprintendenza, al fine di garantire la conservazione del bene e impedire ulteriori danni, con riferimento agli artt. 32 e 33 del decreto legislativo n.42/2004;
INGIUNGE
alle SS.VV, quali proprietari dell’intero complesso monumentale in oggetto, di provvedere con urgenza e comunque entro 20 giorni dalla data di ricevimento della presente, all’esecuzione dei sotto elencati interventi:
 realizzazione di strutture provvisionali, nelle zone interessate dal crollo, in ponteggi metallici tipo tubo-giunto, per consentire la messa in sicurezza e conservazione delle strutture murarie esistenti;
 puntellatura dell’arcata trasversale che delimita l’area presbiteriale dalla navata;
 realizzazione di copertura provvisoria in lamiera di ferro zincata da collegare alle strutture provvisionali.
Si fa tuttavia presente che, qualora le SS.VV. non adempiano a quanto sopra prescritto nei termini indicati, questo Ufficio procederà agli ulteriori provvedimenti previsti dalla vigente normativa.
La presente è inviata agli altri Uffici in indirizzo per quanto di competenza.

Il Soprintendente ad interim
Attilio Maurano

NB. Continua, intanto, la raccolta delle firme per la PETIZIONE ON LINE “SALVIAMO CALENA” al link http://www.ipetitions.com/petition/kalena (il PDF è anche in categoria PERIODICI DI CITTA’ GARGANO). Essendo richiesta l’e-mail del firmatario, chi ne fosse sprovvisto può fare riferimento al nostro indirizzo di posta elettronica inserendo info@puntodistella.it

puntodistella.it

La chiesa di Sant’Anna, tra l’indifferenza ed il mistero dei suoi simboli

Chiesa di Sant'Anna a Carpino.

Dott. Andrea Grana (Direttore Team Archeo – Speleologico ARGOD)
Domenico Sergio Antonacci (Team Archeo – Speleologico ARGOD)

La chiesa di Sant’Anna è una delle due chiese rurali di Carpino. Fu costruita in modo da consentire agli abitanti impegnati nella coltivazione dei campi di assistere alla messa mattutina. Nominata per la prima volta in un documento del 1736, e annoverata tra le chiese rurali, in origine fu affidata alla custodia di un eremita, per il quale era stata realizzata una abitazione annessa alla chiesa, presto abbandonata, e che risultava già parzialmente distrutta agli inizi del Novecento. In seguito al primo crollo della copertura, l’edificio fu sottoposto a diversi interventi di restauro, che ne hanno, per fortuna, conservato l’aspetto originario. La semplice facciata in pietra bianca è ancora visibile; sulla parte alta del muro posteriore, un arco campanario sorregge una campana. Sull’unico altare in stile barocco, con colonne decorate da tralci di vite a spirale, campeggiava un bel quadro di fattura settecentesca raffigurante la Madonna col bambino e Sant’Anna, sottratto purtroppo nel 1969. Voci dicono invece che la campana sia in qualche casa di Carpino. Tale evento, unito alla distanza dal centro abitato, ha contribuito al suo progressivo abbandono, per cui, dopo un ulteriore crollo della copertura, appare purtroppo allo stato di rudere. Essa si trova, inoltre, in un piccolo fondo privato e quindi essa stessa è proprietà privata;questo è un’ulteriore ostacolo alla sua tutela ed un suo eventuale restauro. Giorno dopo giorno la chiesa mostra i segni evidenti del suo stato di abbandono;all’interno arbusti e cespugli crescono incontrastati mentre la struttura (la cui costruzione è sicuramente di bassa qualità,e come materiali usati e come tecnica edile) crolla pezzo dopo pezzo. Ultimo episodio negativo riguarda l’architrave del portale d’ingresso caduto qualche mese fa (probabilmente anche a causa di un incendio sviluppatosi davanti la chiesa che ha compromesso la solidità dei materiali già fragili dell’edificio).

Pezzo di architrave crollato nel 2009.

Recentemente il Team Archeo – Speleologico ARGOD ha analizzato le pareti della struttura notando una serie di simboli davvero interessanti. Innanzi tutto sulla parte destra della facciata anteriore si può osservare una variante del centro sacro, simbolo fortemente legato alla Triplice Cinta Sacra e posto generalmente in luoghi particolarmente carichi di sacralità. Questa variante si presenta come un quadrato profondamente inciso con un foro centrale abbastanza profondo ed una linea intermedia verticale che interseca esattamente a metà il quadrilatero. Potrebbe trattarsi anche di un Centro Sacro rimasto incompiuto (il Centro Sacro consiste generalmente in quadrato in cui sono inscritti 8 raggi, che al proprio interno formano due croci greche) sta di fatto che il quadrato in sé rappresenta l’orientamento dell’uomo nello spazio e nell’ambito vitale, in base a una divisione del mondo in parti governate da custodi soprannaturali. E’ il simbolo della terra, in opposizione al cielo, ma è anche, ad un altro livello, il simbolo dell’universo creato, terra e cielo, in opposizione al non-creato e al creatore. Ma è anche un diretto riferimento al cosiddetto “OMPHALOS”, uno dei simboli più potenti che rappresentano il “Centro del Mondo”, diffuso quasi ovunque tra i popoli e le regioni della Terra.

Il cosiddetto Centro Sacro.

I tre cerchi intersecanti a rappresentare probabilmente la Trinità.

Imbarcazione incisa con le croci.

Da notare, ancora, una serie di cerchi intersecanti posizionati vicino al quadrato prima descritto. In generale i cerchi intersecanti rappresentano un di lapicidi lasciato dai magister muratori per indicare che quella costruzione è stata sviluppata secondo i canoni della sezione aurea.

Altre teorie associano questo tipo di simbologia al già citato OMPHALOS, specie se poi l’intersezione forma un FIORE DI LOTO (simbologie che ritroviamo in diverse strutture antiche del Gargano).

In particolare su questa stessa facciata, si può però individuare un insieme di tre cerchi intersecanti, con dimensioni pressoché simili, che potrebbero essere la rappresentazione simbolica della Trinità, cioè Dio uno e trino (come è possibile osservare ad esempio nella Cattedrale di Troia).

Altre incisioni degni di nota sono delle imbarcazioni portanti una o più croci, molto simili a incisioni che raffigurano le imbarcazioni dei Crociati in diverse chiese d’epoca medievale (come è possibile notare all’interno della Chiesa di Monte D’Elio a San Nicandro G.co), anche se la spiegazione potrebbe essere ben altra.

Oltre ad una serie di scritte che stiamo cercando di analizzare è curiosa un’altra incisione, quella di un volto di profilo con un elmo tipico vichingo, conico ed oblungo con due corna poste ai due lati.

La E’ vero che con le incisioni bisogna andare con i piedi di piombo, ma il numero di simboli attribuibili ad epoche decisamente anteriori alle origini della chiesa, fa sospettare che parte di essa sia stata costruita con materiale di risulta di strutture più antiche. Per ora rimane una semplice ed affascinante ipotesi che necessita ulteriori approfondimenti. Non appena  il Team Archeo – Speleologico ARGOD avrà novità in merito verranno riportati su questo blog il prima possibile.

 

 

 

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Domani Conferenza Stampa di Presentazione de Five Festival Sud System 2009

Comunicato Stampa
Foggia, 25 giugno 2009



CONFERENZA STAMPA
di presentazione de

Five Festival Sud System 2009

Venerdì 26 Giugno ore 11:00
Sala Giunta della Provincia di Foggia – Palazzo Dogana

CONFERENZA STAMPA
Il Consorzio per la promozione della qualità culturale del territorio – 5FSS – invita tutti i giornalisti a partecipare alla Conferenza Stampa per la Presentazione del Five Festival Sud System’09.

Si terrà venerdì 26 giugno, alle 11.00 nella Sala Giunta di Palazzo Dogana, la conferenza stampa di presentazione del cartellone degli eventi estivi organizzati dal Consorzio Five Festival Sud System.
Alla conferenza stampa parteciperanno il presidente della Provincia, Antonio Pepe; l’assessore provinciale alle Politiche Culturali, Billa Consiglio; l’assessore provinciale al Turismo, Nicola Vascello, il presidente del Consorzio 5FSS., Franco Salcuni; tutti i presidenti dei festival consorziati e il responsabile Spettacoli ed Eventi della Provincia, Mario De Vivo.

SERATA DI GALA
A seguire, a partire dalle 20.30 nel Palazzo di Monte Sant’Angelo, nell’ambito di Citta Aperte 2009 si terrà l’esposizione dettagliata del programma 5FSS solo per gli invitati, delle istituzioni e del mondo imprenditoriale e della comunicazione.

Programma della Serata
– Saluto di benvenuto di Andrea Ciliberti, Sindaco di Monte Sant’Angelo;
– Franco Salcuni presenta i programmi di 5FSS;
– Consegna del premio "Carlo Nobile" ad Antonio Piccininno e Antonio Maccarone, – testimoni della cultura popolare del Gargano;
– Eugenio Bennato presenta il suo nuovo progetto "Taranta Opera", la cui prima si terrà nella splendida cornice della Marina di Peschici sabato 27 giugno;

Alessandra Benvenuto presenta "Effetto Puglia" guida cineturistica del territorio pugliese.

A fare gli onori di Casa lo chef Gegè Mangano da "Li Jalantuomene"

www.fivefestival.it
ufficiostampa@fivefestival.it
telefax: + 39 0884-565533
mobile:
Pasquale Gatta – +39 349 4038929
Antonio Basile – +39 339 5299998

L’abbazia di Santa Maria di Kàlena in disfacimento. Unica salvazza l’esproprio

L'abbazia di Santa Maria Kàlena in stato d'abbandonoIl sindaco di Peschici Vecera: «Nessuno caccia i soldi. Meglio il restauro in convenzione con la proprietà»

FOGGIA – L’unica strada per salvare l’abbazia di Santa Maria di Kàlena dal disfacimento è l’esproprio. Togliere la proprietà alla famiglia Martucci e dare all’abbazia la patente di un bene pubblico per facilitarne il recupero. Questo quanto indicato ieri su queste pagine dal direttore re­gionale ai Beni culturali, Ruggero Martines, ora che il vincolo è stato esteso anche all’intera area che cir­conda le chiesette. «Tutti sono sta­ti e sono capaci di parlare di Kàle­na, di invocare il restauro – com­menta il sindaco di Peschici, Dome­nico Vecera – , la Regione, la Sovrin­tendenza, Italia Nostra e Italia loro, ma poi alla fine nessuno ci ha mes­so mai un euro. E si punta il dito contro il Comune».

Il sindaco ha assistitito in silen­zio in questi giorni alle polemiche sollevate sui mancati interventi e sul crollo del tetto sull’abside di una delle due chiese: «E’ facile af­fermare che il Comune può avviare l’esproprio. E i soldi? Ce li diano, ci diano qualcosa come un milione di euro e la espropriamo subito l’abbazia. Io invece penso che, vi­sto che abbiamo fatto un passo avanti con la prima convenzione con la famiglia proprietaria, biso­gna partire da questo per avviare il restauro».

Il Comune oggi, attraverso que­sto accordo, può «gestire» a fini culturali le chiese e i giardini stori­ci, la parte religiosa dell’abbazia. La gestione per aprire le chiese ai visitatori durerà 40 anni. Ma, stra­no a dirsi, la convenzione è stata si­glata a settembre, ma al Comune le chiavi per accedere a questa parte del complesso non sono state anco­ra trasferite. Tanto è vero che il tet­to è crollato ma non c’è stato anco­ra nessun intervento di puntella­mento per evitare altri crolli.

«Il tetto era purtroppo già peri­colante, non appena ci consegne­ranno le chiavi faremo le verifiche del caso. Ma voglio essere chiaro: per noi Kàlena è una priorità. Co­me amministrazione abbiamo pre­sentato il progetto per i finanzia­menti del piano strategico di area vasta – sottolinea il primo cittadino – ma non siamo stati noi poi a indi­care le priorità. Noi non siamo pre­senti nella cabina di regia. Non si può pensare che con il bilancio co­munale si possa restaurare quel be­ne. E mi auguro che alla fine non cada tutta a pezzi. Che non riman­ga, come ha scritto qualcuno, un’agonia di pietre».

Restano dunque le incertezze sul futuro dell’abbazia, che è stata dichiarata monumento nazionale nel 1951 e che era stata indicata co­me uno dei pezzi importanti del­l’arte nell’Italia meridionale sin dal 1904 dallo storico Emile Bertaux. Un’abbazia con la prima chiesa, quella cosiddetta vecchia, con le cupole in asse che quindi si inseri­sce nel corso della tradizione pu­gliese; e la chiesa «nuova» addos­sata all’edificio più antico e che fu costruita secondo modelli architet­tonici presenti nella tradizione eu­ropea. Una tradizione che ha il suo pun­to di contatto nella via Francigena, che le maestranze di scalpellini che dalla Francia si spostavano ver­so i regni crociati, percorrevano nei due sensi, fermandosi anche a Kàlena.

Antonella Caruso
18 giugno 2009

QUELL’ABBAZIA DI PESCHICI MINACCIATA DAL CEMENTO

E l´Abbazia di Kàlena? A chiunque giunga a Peschici da Vieste, percorrendo la strada interna, Kàlena appare maestosa, padrona del cielo e della terra, compiutamente adagiata nella sua solitudine, così come l´hanno voluta i suoi ispirati e audaci costruttori, così come i secoli passati l´hanno pietosamente conservata, così come artisti di pregio l´hanno rappresentata, così come fotografi di fama l´hanno immortalata.
Rilevanti il paesaggio agreste e il contesto paesaggistico da cui Kàlena emana i suoi bagliori ricchi di cultura e di storia millenaria, quanto la stessa autorevole e simbolica costruzione, quanto la magia che la avvolge nel mistero dei tempi andati, quanto le emozioni che il luogo della memoria suggerisce a chi sa leggere nelle sottili trame di un misticismo indelebile.
Più in là, verso la spiaggia, laddove l´insostituibile ma distrutto sistema delle dune, in perenne e precario equilibrio tra acque, venti e sabbie, doveva pur rappresentare un´altra delle autentiche meraviglie della natura garganica, solo caos, cementificazione disordinata, speculazione edilizia, devastazione di un territorio offeso, oltraggiato, a marcare un raccapricciante comune denominatore nel nostro Gargano meraviglioso, non più "sperduto", semplicemente perso.
Ma come salvare l´Abbazia se non si rispettano il paesaggio, l´ambiente, la peculiarità e l´identità del luogo? E per salvare Kàlena non è stato ancora posto un vincolo paesaggistico anche nelle sue adiacenze? Se così è l´Abbazia di Kàlena si appresta a seguire il triste destino che incombe sui tanti luoghi della memoria.
Un destino legato, qui come altrove, a comunità umane svuotate dalle antiche ambizioni culturali che, spesso e più volte nella storia, hanno consegnato alla nostra penisola la fama universale di centro di cultura e di arte. Cultura e arte che qui, nel nostro Gargano, hanno origini antiche e tradizioni consolidate, che anche l´uomo protostorico seppe esprimere e rappresentare, degnamente, sempre con rispetto, comunque con amore.
E se in una notte di stelle e di tramontana, vi dovesse capitare di sostare davanti all´Abbazia, chiudete gli occhi, e ascoltate il canto del mare e del vento sussurrare quiete e pace all´anima. E oltre la selvaggia febbre edilizia dell´uomo, tutto proteso verso un´assurda modernità dal sapore aspro e amaro di un´identità perduta, sentirete quasi un canto gregoriano provenire dall´Adriatico "aperto" al sole che nasce. Dove da sempre moltitudini di esuli preganti giungevano alla "Terra promessa", accolti e rifocillati verso una "nuova rinascita".
E Kàlena fu edificata lì, solitaria, a testimoniare la cultura dell´accoglienza dei discendenti garganici di Noé, quasi a tramandare nella notte dei tempi le voci greche, diomedee, omeriche, alla fonte delle nostre origini. E nessuno, nemmeno l´edificazione della piana di Càlena, il colonnato alla "Mancina"di Vieste, la lottizzazione della Necropoli di S. Nicola, l´aggressione alla spiaggia di "Chiancamasitto", le tante sopraelevazioni nei nostri centri storici, i tanti paesaggi perduti, a passo fermo e socchiuse le palpebre, potrà impedirci di sentire quella nenia antica salire dalle onde.
Voce del passato, sempre presente, mossa a pietà e supplicante, affinché si liberi oltre il mare, ancora una volta, libero e forte, il nostro "grido di dolore". A richiamare la memoria, a ripensare la storia, a seguitare le tradizioni

MICHELE EUGENIO DI CARLO

Monte Sant’Angelo, La Chiesa Trinità in abbandono

Monte Sant’Angelo – Chiesa della SS.ma Trinità di Monte Sant’Angelo necessita di interventi urgenti sulla tettoia per evitare infiltrazioni di acqua. Le ultime piogge hanno causato problemi alla struttura.Di qui la necessità di intervenire in maniera urgente.
Come si ricorderà la Chiesa della SS.ma Trinità e l’annesso ex monastero delle clarisse occupano una vasta area nel cuore del centro storico di Monte Sant’Angelo e dominano con le loro fabbriche il caratteristico rione ”Junno”.
La Chiesa attuale, di stile prettamente barocco, risale alla metà del 1600; essa poggia su una più antica e preesistente Chiesa risalente al 1400 della quale restano le imponenti strutture murarie che si possono osservare dall’attiguo monastero.
L’intero complesso venne eretto ufficialmente il 17 agosto 1404 con atto dell’arcivescovo sipontino Niccolò II di Imola, il quale concesse al ricco e nobile cittadino garganico Antonio Poldeo di fondare il monastero che ebbe vita floridissima per quasi cinque secoli e che fu un grande centro – ha visto la presenza mediamente di 29 monache, oltre alle educande – sia di preghiera che di cultura, in esso, bisogna ricordare, ci fu nel 1700 una scuola di pittura e di artigianato sacro.

Fonte:lagazzettadelmezzogiorno.it

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