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DOPO IL CARPINO FOLK FESTIVAL, ANCHE L’ACCADIA BLUES FESTIVAL PERDE I SUOI STORICI ORGANIZZATORI

Nino Antonacci, ideatore e animatore dell’evento a Rione Fossi, non ci sta: “Lo sfruttamento dello stesso nome appare parassitario e incoerente”
di TOMMI GUERRIERI su l’Attacco di mercoledi 21 luglio 2021

Metti che artisti del calibro di Robben Ford, storico chitarrista di Miles Davis, hanno una sola data in Italia per il loro concerto. E questa data è ad Accadia. L’Accadia Blues Festival. Metti che altri artisti ugualmente importanti, ne abbiano due o tre sole, in Italia. E una di queste date sia sempre Accadia. Metti anche che a questo Festival arrivino appassionati dal Salento, dalla Puglia, ma anche dal resto d’Italia, dall’Inghilterra e dalla Svizzera. E che oltre ai nomi di grande richiamo, ci sia la location Il Rione Fossi, che diventa suggestivo scenario naturale, che rivive con due palchi e numerose attività commerciali a fare da supporto. Tu cresci e arrivi all’undicesima edizione, ma poi all’improvviso, cambia il sindaco di Accadia, la città che lo ospita e da cuill Festival prende il nome, e i nuovi amministratori siano sordi alla tua voglia di continuare a fare il festival. Non ti chiamano, non ti ricevono e non ti rispondono. Anzi, ti ignorano. Cambiano gli organizzatori e mettono su il loro programma.

Una storia andata già in scesa anche a Carpino dove con modalità molto molto simili si mette fine allo storico Carpino Folk Festival e si crea il Carpino in Folk. Colpo di spugna e si cancella tutto. Nel timido silenzio di chi viene messo da parte. Relegato a questo silenzio, al punto che è costretto a esprimere dispiacere e amarezza attraverso scarne parole, che esplicitano una non polemica. Una triste arrendevolezza alla consuetudine. Pasquale Di Viesti, del Carpino Folk Festival lo aveva detto mesi fa. Siamo in contrasto con l’amministrazione guidata dal sindaco Rocco Di Brina e non vogliamo rilasciare interviste per non alimentare polemiche. Restiamo in silenzio in attesa di tempi migliori”. Ad Accadia gli organizzatori scrivono che l’edizione 2021 appena presentata dall’amministrazione guidata dal Sindaco Agostino De Paolis “nulla ha a che fare con la direzione artistica di tutte le precedenti edizioni del Festival. Ci teniamo a precisare che la nostra organizzazione e direzione artistica ne è stata anche la madre che l’ha concepito, gli ha dato un nome, l’ha fatto crescere, l’ha amato e lo hareso quello che ė, o meglio che è stato, dal 2010 fino allo scorso 2020, con immenso impegno, dedizione e orgoglio”.

Il Festival Blues nasce da un’idea di Nino Antonacci. “Accettai di partire con questo festival nella speranza che facesse la storia ad Accadia, ricorda l’allora Sindaco Pasquale Murgante. “Capii che avrebbe dato lustro al paese”. Il primo anno in cartellone a sono nomi internazionali che in breve tempo hanno fatto uscire il Festival dal territorio, trasformandolo in appuntamento di richiamo per l’importanza degli ospiti e la bellezza dell’evento. “Ora era giunto alla sua 11esima edizione, aveva portato avanti un percorso di crescente interesse da parte del pubblico e di critica, proprio pergli artisti che si esibivano e che venivano invitati. Ma al cambio dell’amministrazione sifa tabula rasa del passato e oggi si propone un cartellone che con il blues a poco a che fare a mio dire. Sembra piuttosto un pacco napoletano, dove al posto della radio e del telefono che pensi di aver acquistato apri la scatola e troviun mattone”. “Una volta compreso il cambio di rotta legittimo ma celato fino all’ultimo, da parte della nuova Amministrazione di Accadia – scrivono gli storici organizzatori in un post – abbiamo inoltrato fomale e cordiale richiesta ad essa, di non utilizzare lo stesso nome per non creare confusione con la nuova manifestazione e direzione artistica. Tale richiesta è purtroppo caduta nel limbo dell’indifferenza sordomuta, e lo sfruttamento dello stesso nome, appare parassitario o quantomeno incoerente, dato che al tempo stesso non è stato riconosciuto evidentemente, il valore del nostro lavoro”. Insomma: gli organizzatori hanno chiesto un incontro prima per rinnovare la loro disponibilità mal’amministrazione non ha mai risposto e nemmeno li ha mai convocati. Poi hanno anche scritto una lettera, per dire di non appropriarsi del nome, ma nessuna risposta nemmeno a questa sollecitazione.

“Gli Unni erano meglio, almeno non agivano mossi da infantilismo sciocco. Sono comportamenti che ritengo ingiustificabili. Un’amministrazione che tenta di distruggere tutto ciò che è stato fatto, credo generi un danno alla sua comunità e all’intero territorio. Il risultato è quello che si vede oggi. Abbiamo perso un’altra eccellenza della Provincia di Foggia. – continua Murgante- Non sono un grande intenditore, ma non mi pare che siano nomi di spicco. Chissà se ci saranno visitatori e se Accadia per una settimana si animera…
La serata di domenica si chiuderà con un evento di musica napoletana in montagna. I nomi? Sono nomi che possono fare da richiamo per la gente del paese, che mentre passeggia magari ascolta anche la musica… ben diverso da ciò che era prima questo festival. Demolire poi anche il Rione Fossi, quella rinascita che ne era stata… I due palchi….ora invece l’evento si svolgerà nella piazzetta del paese e anche le attività di supporto, quelle commerciali, non si potranno svolgere. Il fascino del Rione Fossi era unico, un luogo che si rianimava in occasione del Festival Blues”.

Insomma, proprio come a Carpino, anche ad Accadia il lavoro di anni è andato distrutto. Per cosa? Qualcuno dice banalità, invidia, stupidità. Non vuole commentare Nino Antonacci. “Metto acqua sul fuoco, non benzina. Ho sentito con le mie parole di dover solo tracciare un solco fra il passato e il presente. Non mi permetterei di entrare nel merito di questo Festival, dico solo che non é piu quello che ho ideato e pensato io. Cosi come è un diritto legittimo degli amministratori cambiare, credo che lo sia anche il mio di voler prendere a questo punto, le distanze”.

Il Sindaco Agostino De Paolis contattato telefonicamente da l’Attacco risponde a tarda serata. Gli chiediamo come mai abbia scelto la linea della discontinuità nell’organizzazione e della continuità invece nel nome del festival. “Faccio fare la manifestazione a chi ritengo opportuno. O dobbiamo dare conto a voi? L’organizzazione precedente era affidata a un privato che ha guadagnato per molti anni. Lei permette che ora decida io a chi dare i soldi del Comune e che impostazione dare alla manifestazione? E non cambio il nome perche l’evento é del Comune, non certo del privato. Dice di non aver incontrato Antonacci perchè si è rivolto al vicesindaco e non a lui, ma che in ogni caso, non ci sono motivi di scontentezza rispetto al passato, solo la voglia di una nuova amministrazione di evolversi: “Sarà un evento più volto a recuperare il filone Daunia-Campania, perchè questo, più del blues che non ha a che fare con la tradizione, sarà una svolta per Accadia”. Legittimo. Ma chissà allora perche lo continua a chiamare così..

“SETTE SATANICHE” E VIL METALLO, COME SI È SPENTO IL CARPINO FOLK FESTIVAL

A distanza di tre anni la versione di TOMMI GUERRIERI sull’ATTACCO di mercoledi 30 giugno 2021

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Il mesto epilogo del festival di Capitanata. Il CFF: da “setta satanica” a un addomesticato silenzio in attesa di tempi migliori
Non sono solo Festival. E quello di Sanremo a livello nazionale ne è ancora l’esempio. Una kermesse di musica su cui dirigenti di reti, istituzioni e artisti si giocano carriere e reputazione. Perché citiamo Sanremo? Perché nell’immaginario collettivo è l’emblema dell’evento canoro che divide, distrugge e santifica. In Puglia c’è quello salentino, che ormai è volato oltre i confini regionali, la Notte della Taranta e poi c’erano i Festival della Capitanata, eterna controversa Cenerentola, che almeno in questo era riuscita a dire la sua esprimendo con Apricena, Orsara, Carpino e Monte Sant’Angelo il meglio della musica tradizionale popolare. Oggi, di quel fermento che ha fatto la storia, di artisti e territorio, è rimasto molto poco. Troppo poco, diremmo. Solo Festambiente resiste. E diventa Festival del Territorio. Manifestazione itinerante, quest’anno fra Monte Sant’Angelo e Vieste. “Non ci fa piacere – dice l’ideatore e organizzatore Franco Salcuni essere rimasti l’unico Festival del territorio. Dovremmo interrogarci e capire che cosa non ha funzionato”.
La domanda è più che lecita. La risposta oggi la troviamo guardando poco lontano.
Carpino. Un luogo che tutti hanno conosciuto grazie al suo Festival. Quel Carpino Folk Festival fondato nel 1996 da Rocco Draicchio. Primo evento che è riuscito a trasformare un paese in un teatro, in cui ad andare in scena erano l’arte, la cultura, la musica, le tradizioni popolari. Agosto era Carpino. E Carpino era il Festival. Ora questo ricordo genera solo rabbia e amarezza. In tutti. In un territorio mortificato da questa perdita, avvelenato da guerre di principi che non fanno che impoverire e dividere. Superfluo spiegare cos’era il Carpino Folk Festival. “All’inizio non lo volevamo – ci ha raccontato uno dei commercianti del centro garganico – perche portava gente strana, che beveva e fumava. Gente che ci faceva paura. Ma con il passare degli anni è diventato la nostra vera ricchezza. Da ogni punto di vista. Sia per l’indotto economico che generava. Sia per l’enormità dei contenuti che passavano di qua. Era una gioia vedere quanta gente e quanta festa si faceva intomo a questo evento. Oggi, quello che è successo, è un dispiacere per tutti”.

Ma cosa è successo? Al Festival è successo quello che da queste parti succede spesso: l’esempio del fallimento di una classe politica che non riesce a vedere oltre il proprio perimetro. Che non coglie opportunità di crescita e di cambiamento, che non vede come risorsa, le espressioni del territorio. Che non vuole supportare, ma controllare, e dove non può, distrugge. Il Carpino Folk Festival si è fermato per ragioni legate ufficialmente alla scelta della sede a divergenze con l’amministrazione comunale sulla location. Il Sindaco, quando l’associazione Carpino Folk Festival decide di non andare avanti con l’evento, defini quelle motivazioni strumentali, disse che erano invece legate a finalità politiche. Che si voleva boicottare l’amministrazione. E dichiaro che anche chi aveva tentato di trovare una soluzione per mediare, era stato invitato ad attenersi alle decisioni prese dai vertici dell’associazione e cosi era andato via. Polemiche su polemiche anche per la decisione di tenere la conferenza stampa di presentazione della nuova associazione, il Carpino in Folk, nella sede della Federazione provinciale del Pd di Foggia. “Una scelta – questa fu la spiegazione fornita dal sindaco Rocco Di Brina – dipesa solo dalla difficoltà di reperire un altro luogo cosi velocemente, lo ho coperto personalmente i simboli del partito. Non avrei mai coinvolto il Pd se avessi trovato unaltro spazio. Mi sono fatto prestare la sede dopo aver coperto i simboli ma il partito non c’entra nulla”. Ma su che fondi ha contato la nuova manifestazione lo hanno visto tutti. Era il 2019 quando vennero destinati 10mila euro al Carpino in Folk, la tre giorni sostenuta da Comune e Regione che stava cercando di compensare l’assenza del CFF e che è costata oltre 88mila euro, stando al piano finanziario complessivo presentato al Parco. Non sono mancati i contributi ad altre numerose manifestazioni estive, ma la spesa più rilevante è legata a Gargano in Folk, fra comunicazione, stampa, grafica, spese di trasporto. Tutto per affidamento diretto.

Ecco perché la classe politica non ricuce, ma gestisce. Distribuisce. Dove necessario, mette una pietra e affossa. Toglie l’aria. E l’aria sono i soldi. Fondi che come per magia si tolgono a uno e si distribuiscono a un altro. Nasce quindi la nuova associazione che non si chiama per ragioni legali nello stesso modo, ma ne scimmiotta nome e finalità e cerca – per il bene del territorio, s’intende – di portare avanti oltre vent’anni di lavoro, sacrifici, passione e cultura. Ma è un favore a chi? Un contenitore per cosa? Dall’altra parte oggi, almeno ufficialmente, il silenzio. Senza voglia di dire nulla.

LA SINTESI

“Non potevano mettersi insieme e trovare il modo di fare meglio, di fare di più, qualcosa di più grande?”. No. C’è chi sostiene che l’associazione storica era una sorta di setta satanica, difficile da penetrare, rigida e irragionevole, quasi una casta”. E in effetti non è stato possibile parlare o capire le posizioni, né con il Presidente, Pasquale Di Viesti e nemmeno con l’altra anima del Carpino Folk Festival Luciano Castelluccia, chiusi in un silenzio asfittico (eppure anche oggi 01/07/2021 Luciano e Domenico parlano sull’Attacco dei loro progetti culturali e turistici).
Ma le guerre di principi le perdono tutti. I vinti, che si sono rassegnanti, in attesa di tempi migliori che chissà se e quando arriveranno, i nuovi, che pur essendo scesi in campo non hanno saputo o potuto dimostrare di superare i confini locali di un evento che per tradizione è ormai leggenda nell’immaginario di un territorio. E perde la coscienza politica, che invece di unire continua a dividere. E impone la dittatura di un silenzio che fa più rumore di una condanna.

Una setta già fa ridere di per se, satanica è il massimo della risata. Sto pensando all’informatore quanto gusto prova a leggere tutto questo sfascio.

DIVIDI ET IMPERA – CARPINO SENZA VOCE E DESTINO

di Tommi Guerrieri sull’Attacco di venerdi 25 giugno 2021

I cartelli con la scritta vendesi o affittasi sono scritti a penna e rimandano a numeri di cellulari personali. Sì vendono le case di famiglia, quelle ereditate da figli o nipoti che in estate non ci vogliono più venire; oppure si affittano stanze o piccole case arredate per chi invece la vacanza la immagina lenta e tranquilla. Carpino, un po’ distesa, po’ ‘arroccata; un po’ sgualcita, con facciate intere di palazzi in cui il sole ha mangiato il colore e anche l’intonaco. E poi altre, facciate su cui il sole batte forte e fa risplendere la pietra di Apricena che le riveste. Una terra di contrasti, di spaccature. Che si manifestano in maniera netta. La bellezza devastante di una immensa magnolia che si erge in centro, su un fazzoletto di terra davanti a un portone, balconi ammiccanti come dehor e sotto, le bombole di gas arrugginite che si arroventano al caldo. Balconi e scalini, che spuntano in mezzo alla strada senza un perché. Al punto che un segnale stradale ne segnala il pericolo. Balcone sporgente, avverte il cartello. Sporgente e appuntito, sta lì.
E tardi per abbattere o riqualificare. Del resto, non è stata edilizia speculativa, ma forse solo spazio rubato per bellezza o comodità. A che serve ora discutere, ordinare, litigare? Meglio il silenzio. ll quieto vivere. Quella calma apparente che fa sembrare tutto in ordine Se è tutto in ordine o no è difficile dirlo, per noi, che qui abbiamo trascorso una giornata a cercare di capire. Capire perché nessuno vuole parlare. Nessuno vuole raccontare. Il Sindaco Rocco Di Brina ha una serie di imprevisti che gli rendono impossibile conciliare i suoi impegni con la pianificazione di una intervista per il giornale e per il format “Cinque anni di solitudine”. I due ex sindaci Mario Trombetta e Rocco Manzo, sono entrambi impossibilitati a incontrarci per motivi lavorativi. Sono fuori per lavoro anche tutte le altre persone contattate per raccontare la ricettività di Carpino, o per parlare del Festival di tradizioni e musica popolare. E chi c’è preferisce non esporsi. Incontrarci solo per fare una chiacchierata senza telecamere. Quindi Reportage e Format su Carpino saranno inevitabilmente privi delle pluralità di voci che ci piace ascoltare e raccontare.

IL CARPINO FOLK FESTIVAL
Per la storica kermesse musicale rapporti molto tesi: due associazione diverse ma con le stesse finalità
Restano tesi i rapporti anche in aria Festival. Come conferma Pasquale DI Viesti, Presidente del Carpino Folk Festival, i contrasti con il sindaco vanno avanti già dal 2018. Non si vogliono alimentare polemiche rilasciando interviste e per questo si preferisce il silenzio in attesa di tempi migliori. Il Carpino Folk Festival era fiore all’occhiello di un paese come questo. Carpino è rappresentata dalla fava, dall’olio e dal Festival. Intanto, c’è un dato di fatto. Che c’è una divisione anche sul Festival, raccontata già a suo tempo sulle pagine dei giornali. Questa rottura e divisione ha portato a una desertificazione totale.
La manifestazione rischiava di saltare ad agosto 2019, quando, a pochi giorni dallo stop annunciato dall’associazione culturale Carpino Folk Festival, il Sindaco Rocco Di Brina replica con suo annuncio. La manifestazione si farà. Ma sì chiamerà in un altro modo. Si chiamerà ADIBAS, con gli stessi contenuti che per 23 anni sono stati portati avanti dall’associazione culturale Carpino Folk Festival. A quanto sembra, una prassì comune a Carpino, quando non si trova la quadra, quella di fondare una nuova realtà, con un nome diverso, che persegue stesse finalità e obiettivi. Fu già così dieci anni a, quando fu fatta nascere in maniera artificiosa una banda musicale del paese. Artificiosa, perché c’è n’era già un’altra.
La seconda era di indirizzo politico e dopo le elezioni, come d’incanto, la banda si scioglie. Ora, in un momento di grande difficoltà del paese, con uno stallo netto fra cultura e politica, accade questo anche al Festival. Nonostante le difficoltà all’interno dell’associazione, con la presidenza di Pasquale Di Viesti, il modo di rapportarsi dicono sia cambiato, trovandola strada di un approccio più morbido e aperto.
Eppure, alle prime difficoltà e dopo scontri che spesso sono anche legittimi, l’amministrazione ha favorito la nascita di una associazione che persegue fini identici, e l’associazione originale, quella storica, del Carpino Folk Festival, anche in concomitanza con il periodo di emergenza sanitaria, che di fatto ha limitato le attività e le uscite pubbliche, si è silenziata. Preferisce non parlare, per non alimentare polemiche, in attesa di tempi migliori. Eppure, chi rappresenta l’associazione sa che rappresenta un patrimonio culturale, storico e musicale della comunità e non si può esimere dal promuoverlo. Può non voler entrare nei meriti della polemica, ma non può esimersi dal ricordo della memoria e dalla storia. Eppure, come per l’amministrazione che ha visto il negarsi dei tre sindaci, anche per il Festival c’è stata questa scelta. Oggi, se uno vuole parlare, gli strumenti sono tanti. File audio, mail messaggio.

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Vedi cara, quando l’intorno sociale è saturo di guastatori che passano la loro vita a rovinare le imprese altrui e quando il panorama ti lascia pensare che non ci sia più nulla da fare e che sia inutile fare qualunque cosa… per non diventare come loro se puoi vai via, scappi, se non puoi l’atto più significativo che puoi fare è tacere, ossia fare silenzio. Silenzio come atto d’igiene pubblica, come sospensione dagli obblighi e sovversione dagli ordini. Il tal senso, silenzio rivelatore e comunicativo.

A proposito di democrazia, fischi e cultura…

Non si placa la «querelle» sul Carpino Folk Festival

Il Folk Festival rappresenta ancora l’orgoglio della nostra comunità e non saranno certamente i fischi pilotati a scalfirne l’identità e l’originalità.
Il dissenso fa parte della democrazia ma deve essere motivato e costruttivo.
Se quei ragazzi, molti dei quali ricordo di averli visti al seggio come supporters della lista Manzo, avessero saputo che il Comune di Carpino e la Provincia di Foggia dove siede un Assessore di Carpino, non hanno devoluto un centesimo per la realizzazione della manifestazione, quei fischi li avrebbero indirizzati a quei soggetti bravi come sempre a trasformare la verità delle cose.
Irresponsabile è chi ricopre cariche istituzionali ed assume i panni del sobillatore.
Divulgare la nostra cultura in fondo non rappresenta una negatività. Il festival è nato a Carpino, per Carpino e bisogna fare ogni sforzo perchè il suo habitat non muti. Per fare questo occorre una classe dirigente capace di intendere che certi fenomeni rappresentano una ricchezza per tutti e non un avversario “politico” da abbattere. Hanno messo le mani su tutto ma non sono riusciti a metterle sul Festival. Sarà questo il problema?
All’Associazione dico: siate più determinati e chiari.
Vi capiranno di più.

Rocco Di Brina

“Canti e suoni della tradizione di Carpino”, il doppio cd è ora acquistabile online!!

Da qualche giorno il portale ufficiale del Carpino Folk Festival è tornato online rinnovandosi ed introducendo una nuova sezione dedicata all’acquisto del doppio cd prodotto quest’estate dall’associazione:
“Canti e suoni della tradizione di Carpino”

Per perpetuare la crescita in coscienza della comunità e per ritessere i fili della propria memoria può essere utile raccogliere in un unico supporto digitale le voci testimonianti il repertorio ricchissimo di Carpino: Nunzia D’Antuono, Michele Maich Maccarone, Matteo Scansuso, Carlo Trombetta, Michele Di Giacomo, Angela Sacco, Maria Di Perna, Maria Vittoria Sacco, Nicola Di Perna, Andrea Sacco, Rocco Antonio Sacco, Rocco Valente, Antonio Piccininno.

Il doppio cd si può acquistare a questo link, (verrà spedito al vostro indirizzo)

Oppure su iTUNES:
Volume 1
Volume 2

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E’ PUGLIA BITE LO SPETTACOLO PRODOTTO DAL CARPINO FOLK FESTIVAL

CARPINO FOLK FESTIVAL H20
… è fiume e mare, è dolce e salata, è nemica ed amica, è confine e infinito, è principio e fine.
Domenica 07 Agosto 2011 dalle ore 22,00 in Piazza del Popolo – Carpino
PUGLIA BITE
L'ideale unione della Puglia attraverso le musiche dei suoi estremi: il Gargano ed il Salento.

diretta da Mauro Durante
 
I diversi timbri, modi di cantare, dialetti, colori, le diverse danze e le splendide voci, che hanno facce da giovani ma che sembrano portatrici di un passato dai contorni mitici, parlano per l'occasione una sola lingua, quella pugliese, con il chiaro intento di cercare e creare un'identità comune nella modernità. 
 
Un progetto musicale di Mauro Durante, leader del Canzoniere Grecanico Salentino e assistente di Ludovico Einaudi alla Notte della Taranta, in cui le pizziche salentine e le tarantelle garganiche si alternano e fluiscono le une nelle altre senza soluzione di continuità, in una festa di tammorre e tamburelli, nacchere e pietre, chitarre battenti e mandole, archi e organetti, zampogna e banda di fiati.
Uno spettacolo da non perdere, che è allo stesso tempo viaggio e incontro, presente e passato, musica e magia.
 
Lo spettacolo è prodotto dal Carpino Folk Festival interessato al coinvolgimento dei giovani nella valorizzazione delle specificità territoriali con l'obiettivo di cementare delle nuove icone della musica popolare di casa nostra come espressione alta di vitalità culturale.
 
Ispirandosi ai valori, alla poetica e alle capacità dei suonatori e dai cantatori della tradizione, "PUGLIA BITE" vuole presentare al grande pubblico, prima pugliese e poi nazionale e internazionale, brani ritenuti godibili solo da specialisti e musicologi.
 
La prima nazionale avverrà nel corso della XVI edizione del Carpino Folk Festival che si svolgerà il 4, 5, 6, 7, 8 e 9 agosto 2011, la presentazione domenica 24 luglio a Cagnano Varano e poi spettacoli verranno promossi nelle principali piazze e teatri della Puglia con l’auspicato coinvolgimento del Teatro Pubblico Pugliese e della sua filiera di produzioni. Non verrà trascurato il mercato Estero di modo da promuovere l’immagine della Puglia come location di eventi e di produzione culturali di particolare qualità.
 
Gli artisti coinvolti:
Mauro Durante: violino, tamburi a cornice, voce, direzione musicale
Silvia Perrone: danza
Luca Tarantino: chitarra classica, battente, basso, cori
Maria Mazzotta: voce, nacchere, tamburello
Massimiliano Morabito: organetto
Giulio Bianco: zampogna, flauti, armonica a bocca
Giancarlo Paglialunga: voce, tamburello
Vito de Lorenzi: batteria, percussioni, tamburello
Roberta Mazzotta: violino
Antonello Cavallo: violoncello, cori
Igor Legari: contrabbasso
Peppe Grassi: mandolino, mandoloncello
Pio Gravina: voce, chitarra battente
Antonio Manzo: tammorra
Antonio Pizzarelli : clarinetto,clarinetto basso
Raffaele Gentile: clarinetto
Antonio Antonacci: sax alto
Pasquale Manobianco: sax tenore
Giovanni Palmieri: corno
Domenico Marino: tromba
Marcello Cruciano: basso tuba
Guglielmo Dimidri: sound engineer

 Il Programma della XVI Edizione del primo festival pugliese sulla musica popolare e sue contaminazioni.

Il Carpino Folk Festival ècofinanziato dall'UE-PO PUGLIA FESR 2007-2013 ASSE IV AZIONE4.3.2
L'autenticità e le tipicitàimmateriali del Gargano è finanziata nell'ambito del bando “Giovani Energiein Comune”, progetto promosso dal Dipartimento della Gioventù – Presidenzadel Consiglio dei Ministri e dall’Anci – Associazione Nazionale ComuniItaliani, per migliorare il “Coinvolgimento dei giovani nellavalorizzazione delle specificità territoriali”
La Rete dei Festival 5FSS èsostenuta dal Progetto Puglia Sounds – P.O. FESR Puglia 2007-2013 AsseIV
Un festival speciale, in una location speciale, inuna terra speciale
Iscritta all'Albo Regionale Pugliese dello Spettacolo
NGO maintaining official relations with UNESCO
www.carpinofolkfestival.com
www.facebook.com/CFFestival

Investire sul Carpino Folk Festival vuol dire investire sul nostro territorio

– A tutti i cittadini di Carpino

– Ai titolari di locali pubblici e di attività commerciali

– Al senso civico dei più giovani

 

"Il Carpino Folk Festival ricopre un ruolo importante nella scena musicale della Puglia. Si tratta di un evento fantastico, dove stare tra il pubblico è meraviglioso cosi come esibirsi sul palcoscenico.

Da oltre 15 anni è un evento portatore di valori, di legami con il territorio, di passione, tradizione, identità e credibilità.

E' nato a Carpino il primo grande festival pugliese della musica popolare e delle sue contaminazioni.

 

Quest'anno l'Associazione organizzatrice ha davvero bisogno del sostegno di TUTTI per assicurare che uno dei più grandi eventi del suo genere dell'Italia del sud possa continuare a fornire un'esperienza  superiore ai tanti altri festival patacca!

La motivazione a sostenerci può essere la passione per la musica, il  desiderio di preservare un evento culturale che alimenta la nostra  economia e l'industria del turismo culturale della Puglia, o la consapevolezza che i giovani, i talenti e i nostri visitatori continuano  a vivere il festival cosi com'è stato concepito, ossia come una grande festa popolare.

 

Ci sono molti modi per sostenerci, in particolare attraverso:

Donazioni – per essere un importante sostenitore

Contributi – per essere partner e co-generatore dei nostri eventi e dei nostri risultati

Sponsorizzazioni – per associare il festival e gli  spettacoli del singolo artista alla propria azienda/istituzione che ne  ha permesso la realizzazione.

 

Le donazioni e i contributi possono essere  effettuati autonomamente tramite

– PayPal (il metodo sicuro di pagamento online con carta di credito)

bonifico bancario intestato a "Associazione Culturale Carpino Folk Festival" – IBAN: IT32 V088 1078 3300 0002 0009 201 (Banca Credito Cooperativo Agenzia di Carpino – x i carpinesi nel mondo il codice SWIFT o BIC: ICRAITRRMIO);

Nella causale scrivere "Nome Cognome sostiene il CFF"

 

Le donazioni superiori a 10,00 € che perverranno entro il 15 luglio 2011 verranno citate in apposita sezione dei 5000 books 10×21 del festival.

Per i contributi restiamo disponibili ad ogni eventuale documentazione da produrre.

Attenzione: non consegnate soldi in contanti a nessuno li chieda per il Carpino Folk Festival!

 

Per le sponsorizzazioni, non vi offriamo un mero  acquisto di spazi, come altri, ma una creazione congiunta di opportunità  per le quali siamo pronti ad ascoltare le vostre proposte.

Tuttavia, in attesa delle stesse, per passare immediatamente al  concreto, con azioni che possono sostenere la promozione la diffusione e  consolidamento del vostro brand vi proponiamo i nostri pacchetti  pubblicitari innovativi e soprattutto fortemente visibili tra i giovani,  i lavoratori e le imprese che hanno nel proprio territorio il vero  patrimonio.

(A seguito della vostra scelta formalizzeremo il tutto con regolare contratto di sponsorizzazione e fatturazione.)

 

Per divulgare, in maniera diffusa e capillare, le attività, i servizi e le Vostre opportunità sul territorio pugliese.

# Pacchetto A = 9 mila euro + iva

– Rendere visibile “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR nella piazza del concerto

– Inserire il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sui 10.000 volantini A5 del festival

– Inserire il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sui 5.000 flayer 14×21 (2 ante) del festival

– Inserire il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sul sito web ufficiale del festival www.carpinofolkfestival.com e nella community di facebook del festival www.facebook.com/cffestival

– Inserire il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR nella cartella  stampa del festival su tutti i comunicati stampa che verranno lanciati  per promuovere il festival insieme al banner dedicato agli enti  istituzionali.

– Inserire il logo "Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sullo sfondo delle interviste ufficiali e della conferenza stampa

 

Per garantire un'informazione visibile e trasparente sulle possibilità offerte dall'"Azienda" e dalle sue "Attività/Prodotti"

# Pacchetto B = 15 mila euro + iva

– Esporre il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sulle 2 torri del palco del festival

– Inserire il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sui 1000 manifesti 70×100 della XVI edizione

– Inserire il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR e breve testo (60  caratteri spazi inclusi) nella grafica degli spazi pubblicitari  programmati su un quotidiano Nazionale (2 uscite – 15 moduli)

– Mettere a disposizione dello SPONSOR 2 pagine dei 5000 books 10×21  (2 ante 24 pag.) del festival per la proprio comunicazione e promozione.

 

# Pacchetto A + B = 22 mila euro + iva

Per ciascuno dei pacchetti A, B e A+B  è inclusa la possibilità dello  SPONSOR di distribuire prodotti promozionali e gadget dello SPONSOR  medesimo durante il festival.

 

# Azione C = Mettere a disposizione uno Stand nella  Piazza dei concerti per la promozione/vendita dei prodotti dell’azienda  dello SPONSOR, esclusi quelli alimentari, Inserire il logo  “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sui 10.000 volantini e sui 5.000  flayer  = 2000,00 + iva

# Azione D = Mettere a disposizione dello SPONSOR 2  pagine dei 5000 books del festival per la proprio comunicazione e  promozione = 1.000,00 + iva

# Azione E = Inserire il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sui 10.000 volantini e sui 5.000 flayer  = 800,00 + iva

# Azione F = Inserire il logo "Azienda/Prodotto"  dello SPONSOR nella pagina dedicata agli SPONSOR sui 5000 books del  festival = 500,00 + iva

 

Comunque decidete di sostenere la nostra attività, sappiate che il vostro contributo è molto apprezzato.

Ogni erogazione è per il festival molto importante.

Carpino li 23 maggio 2011

 

Associazione Culturale Carpino Folk Festival

Su Fb: http://www.facebook.com/CFFestival

Sul Web: http://www.carpinofolkfestival.com/

 

Per contatti diretti:

Telefono: +39 0884 326145

Mobile: +39 360512842

info@carpinofolkfestival.com

Col Piano del Polo del Gargano in arrivo 70 milioni di euro per internazionalizzare l’offerta turistica entro il 2015

Lo scorso 8 marzo 2011 la Giunta Regionale approva il Piano del Polo del Gargano, insieme a quello del Salento, a seguito della relazione esposta dall’Assessore al Mediterraneo, Turismo e Attività culturali prof.ssa Silvia Godelli, unitamente all’Assessore alla Qualità del Territorio, Beni Culturali, Aree protette e Assetto del territorio prof.ssa Angela Barbanente, sulla base dell’istruttoria condotta dal Direttore dell’Area Politiche per la Promozione del Territorio dei Saperi e dei Talenti dott. Francesco Palumbo.

L'obiettivo di fondo del Piano è la valorizzazione e la promozione dell’offerta culturale e naturalistica del Gargano in un’ottica integrata e nel rispetto delle esigenze dei mercati internazionali.

In particolare secondo le intenzioni del Piano la strategia di valorizzazione che il Polo dovrà intraprendere, dovrà saper coniugare l’offerta naturalistica e culturale di cui il Polo è espressione quale elemento di integrazione tra turismo balneare, turismo nautico e tutte le altre forme di turismo compatibili con le risorse possedute con uno sviluppo sostenibile del territorio. Ciò anche nella direzione di inquadrare gli approdi turistici e le risorse naturali quali vere e proprie porte di accesso alla fruizione allargata e sostenibile del territorio.

Gli indirizzi strategici che il Polo del Gargano deve dunque porsi si muovono essenzialmente in una duplice direzione: da un lato, qualificare l’intera ospitalità territoriale; dall’altro promuovere la creazione, valorizzazione e promocommercializzazione di offerte turistiche integrate che rispondano alle esigenze dei target attuali e potenziali in un’ottica di sostenibilità e destagionalizzazione.

Indirizzi devono essere funzionali alla creazione e promozione di prodotti turistici integrati che aiutino la costa ad attrarre visitatori anche nei periodi di bassa stagione e l’entroterra a promuovere e valorizzare le proprie potenzialità, individuando forme di offerta integrata tra la costa e l’entroterra.

Il processo di sviluppo virtuoso che si immagina parte dalla consapevolezza che:
– il mare è la principale risorsa turistica del territorio del Polo e lo sarà ancora per molti anni, anche se va innovato, estendendo il concetto di prodotto collegato al mare nelle sue diverse articolazioni, in modo da parlare di “turismi” del mare, piuttosto che considerare il turismo balneare come fenomeno monolitico;
– la forte stagionalità può essere attenuata con un piano specifico fondato sulla attivazione di altri turismi, ma anche sull’allargamento del periodo estivo con lo sviluppo di nuove nicchie di turismi del mare (come diportismo nautico);
– l’incentivazione del low cost, insieme alle politiche di stimolo alla realizzazione di mostre, manifestazioni ed eventi, legati al patrimonio dei beni paesaggistici e culturali, deve contribuire a far compiere un salto di qualità all’appeal dei turismi locali verso i mercati internazionali.

Il Piano si articola in operazioni, c.d. Progetti portanti, individuate a titolarità regionale e caratterizzate da forte rilevanza strategica per la valorizzazione a fini turistici del territorio del Polo cui esse si riferiscono e da una portata finanziaria superiore a 5.000.000 euro.

Concludono il piano gli "Altri interventi", di cui si individuano le “linee specifiche di attività” sulle quali la Regione dovrà avviare il confronto con il territorio per la selezione, attraverso procedure negoziali e di evidenza pubblica, dei progetti da finanziare.

Nel dettaglio "Il polo Gargano" fa parte in via principale della Rete "In vacanza tra parchi e riserve naturali" e in via complementare della Rete “Gli approdi turistici del mediterraneo”.

Nella Rete “Gli approdi turistici del Mediterraneo” la Regione Puglia prevede un investimento complessivo di € 34.000.000,00
Serviranno a finanziare:
– i SERVIZI PER IL DIPORTISMO NAUTICO per garantire il miglioramento e, per conseguenza, l’attrattività dell’offerta non solo per i diportisti, crocieristi e turisti in transito via mare italiani, ma anche e soprattutto per quelli esteri.
– l'ACCESSIBILITA’ MARE/TERRA, LE PIAZZE SUL MARE e i NUOVI SISTEMI VACANZA volti alla creazione di un bacino nautico organizzato, trasformando la zona costiera in un area di sviluppo sostenibile basata sull’interazione e l’interdipendenza fra versante marittimo e quello terrestre.

Nella Rete “In vacanza tra Parchi e Riserve” è prevista un investimento ripartito in 5 anni di € 35.380.000,00
Questi serviranno per finanziare:
– il TRENOTRAM DEL GARGANO sulla tratta Rodi/Peschici
– L’ABBAZIA E GLI EREMI DI PULSANO
– LA MOBILITA’ LENTA con lo sviluppo di percorsi escursionistici e le Ciclovie
– i LUOGHI ED ITINERARI D’ARTE per la valorizzazione di beni culturali e il recupero di manufatti da destinare alla fruizione dei beni ambientali ed all’ospitalità diffusa
– la creazione di una CABINA DI REGIA PER L’ATTRATTIVITA' per ampliare e differenziare l’offerta turistica del Polo, anche in termini di destagionalizzazione e delocalizzazione balneare, con la messa in rete degli eventi spettacolari (Festival e rassegne musicali, teatrali e cinematografiche).

Resta il rammarico per non aver previsto al momento finanziamenti specifici per gli spazi e i contenitori attivi nell’ambito della produzione e della fruizione culturale pur essendo la limitata presenza sul Gargano citata tra i punti di debolezza dei servizi di ricettività, accoglienza e supporto alla fruizione turistica.

Lunedi 28 Marzo 2011
Ufficio Stampa Carpino Folk Festival – Antonio Basile
Bisogna sempre indicare l'autore dell'opera
CC-BY

All’Autore Daniele Bisceglia il Premio Rocco Draicchio della XV edizione del Carpino Folk Festival

Comunicato Stampa Carpino Folk Festival
FOGGIA, li 16 MARZO 2011
Si prega la massima pubblicazione e divulgazione

L'Associazione Culturale Carpino Folk Festival ha bandito in occasione della XV edizione del Carpino Folk Festival che si è tenuta nel mese di Agosto 2010 un concorso fotografico finalizzato a elaborare proposte e idee per qualificare il Patrimonio Immateriale del Gargano.
“…lavorare per i beni immateriali della tradizione orale non significa proteggere l’immutabilità di culture folkloristiche pensate come residui congelati di passati localistici. Significa, piuttosto, garantire il diritto e la possibilità che la tradizione si trasformi con i suoi stessi mezzi e secondo le proprie necessità, e che questa trasformazione non sia né eterodiretta né imposta".

"Col turismo vivere il Patrimonio Culturale come strumento di incontro e di rispetto e comprensione degli altri e del loro futuro" era il tema proposto per condividere le emozioni ricevute attraverso uno scatto che raffigurasse uno degli aspetti del patrimonio culturale e paesaggistico del territorio tra i più pregiati della Puglia e dell'Italia.

Da Bando, il vincitore non è il concorrente della fotografia classificata prima, ma il lavoro composto dalle 5 foto del concorrente che ha avuto il maggiore punteggio.

E’ con grande piacere annunciare i primi 3 classificati:
1. Daniele Bisceglia
2. Alberto Busini
3. Nazario Cruciano        

Preme sottolineare che tale scelta è stata compiuta dalla commissione esaminatrice in coerenza con il tema del concorso e in base al criterio dell’originalità e della capacità rappresentativa della realtà territoriale del Gargano durante il Carpino Folk Festival e successivamente tramite il voto della giuria popolare online sulla facebook Fanpage del Carpino Folk Festival (http://www.facebook.com/cffestival) e sul portale ufficiale del festival (http://www.carpinofolkfestival.com/)

La giuria tecnica era composta da Michele Ortore – Presidente dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, Rocco Ruo – Assessore alla Cultura Comune di Carpino, Nicola Vascello – Commissario dell’Azienda di Promozione Turistica della provincia di Foggia, Giuseppe Torre – Coordinatore del Comitato per la Promozione del Patrimonio Immateriale, da Arcangelo Palumbo – Photographer de newsgargano.com, Angelo Del Vecchio – giornalista, scrittore e direttore respondabile di “Garganopress.net”, da Domenico Prencipe – direttore del portale di informazione “il diario Montanaro”, da Piero Giannini – direttore della testata giornalistica “Puntodistella” e corrispondente dal Gargano di "Puglia", da Gaetano Berthoud – direttore di TuttoGargano, da Anna Lucia Sticozzi – corrispondente dal Gargano per la Gazzetta del Mezzogiorno, da Ninì delli Santi – direttore di “Ondaradio”, da Piero Russo – direttore de "Il Grecale" e giornalista de "La Repubblica" e da Barbara Terenzi – Antropologa della Fondazione Basso Sezione Internazionale e Coordinatore del Comitato per la promozione e la protezione dei diritti umani.

Per la premiazione, che avverrà in occasione della XVI Edizione del Carpino Folk Festival, il prossimo mese di agosto, è prevista una cerimonia pubblica durante la quale verranno assegnati i seguenti premi:
–      500,00 primo classificato.
–      300,00 secondo classificato

La bellezza degli scatti in concorso ci inorgoglisce e attesta l'importanza del ruolo svolto dal Carpino Folk Festival nella tutela e valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale del Gargano.
Oltre agli aspetti culturali, molto apprezzati dai votanti online sono stati anche gli elementi naturali e/o paesaggistici del nostro territorio tra i più pregiati della Puglia e dell'Italia che gli autori hanno raffigurato.
Le nostre congratulazioni al “vincitore” e i ringraziamenti a tutti coloro che hanno partecipato e/o che hanno dato il loro contributo per la riuscita del festival della musica popolare e delle sue contaminazioni.

Testi e materiali per la comunicazione
Antonio Basile

Ufficio Stampa Associazione Culturale
Carpino Folk Festival
Via Mazzini, 88
71010 Carpino (FG)
info@carpinofolkfestival.com

Approvato il Piano del Polo turistico del Gargano – Tra gli attrattori culturali il Carpino Folk Festival

La Giunta regionale pugliese nel pomeriggio odierno ha approvato, nell’ambito del POin FESR 2007-13 Attrattori culturali, naturali e turismo i piani del Polo del Salento e del Polo del Gargano.
Per Polo si intende un’area geograficamente circoscritta in cui si concentrano attrattori culturali e/o naturali e/o paesaggistici di particolare pregio e qualità intrinseca, tale da rappresentare – se adeguatamente valorizzata con riferimento sia agli attrattori in essa localizzati, sia alle condizioni e servizi che ne determinano la relativa fruizione – una destinazione capace di attrarre visitatori e di determinare impatti positivi, diretti ed indiretti, sul sistema socio‐economico complessivo.
Il Polo Turistico culturale/naturalistico del Gargano, nasce all’interno dell’area del Parco Nazionale del Gargano e si sviluppa sull’Adriatico per una lunghezza di circa 65 km. Nel suo interno è possibile individuare una serie di attrattori materiali ed immateriali di vario livello che per notorietà, unicità e rarità costituiscono un importante fattore di richiamo per i flussi turistici sia di natura nazionale che internazionale e vanno ben ad integrarsi all’interno di un’offerta turistico-territoriale più ampia legata ai poli culturali/naturalistici del Mezzogiorno.

COMUNI INTERESSATI: Apricena, Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Isole Tremiti,Lesina, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Peschici, Poggio Imperiale, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Sannicandro Garganico, Vico del Gargano e Vieste.
AREA LIMITROFA: Carapelle, Cerignola, Foggia, San Paolo di Civitate, San Severo, Serracapriola, Zapponeta.
ALTRI COMUNI: Lucera.

Tra gli attrattori culturali è incluso il festival di musica popolare “CARPINO FOLK FESTIVAL” che raccoglie ogni anno migliaia di spettatori soprattutto tra gli appassionati ed i turisti del Gargano intorno agli scenari naturali e culturali nel quale si svolge.

L’ass. Godelli presenta Puglia Events, il nuovo portale degli eventi culturali della Puglia

L'assessore al turismo, cultura e Mediterraneo della Regione Puglia, Silvia Godelli, parla alla BIT 2011 di Milano. Tema centrale è la nuova posizione nel panorama turistico italiano conquistata dalla Puglia negli ultimi anni.
Per l'occasione è stato presentato Puglia Events, un innovativo sistema di comunicazione integrata degli eventi culturali come spettacoli dal vico, festival e mostre.

"Uno scacchiere ampio e articolato pensato per informare il viaggiatore ed intercettare nuovi segmenti della domanda turistica", ha specificato la Godelli. Si tratterà di "un portale evoluto e molto interattivo in cui gli utenti potranno essere informati di tutti gli eventi che si svolgono in Puglia e delle locations e le bellezze naturalistiche, architettoniche e artistiche.
Puglia events raccoglierà dentro di se tutti i tipi di eventi, da quelli del turismo religioso ai riti della settimana santa, dall'enogastronomia alle sagre, tutti i prodotti di eccellenza del nostro territorio, dal cinema ai grandi festival di musica tra luglio e agosto, Italia Wave, La notte della Taranta, Carpino Folk Festival, Festival della Valle d'Itria, ed i festival del cinema, il Bifest a Bari, il Festival del Cinema a Lecce e a Foggia,; un'ininterrotta galleria che è il supporto vincente per l'obbiettivo prossimo, la Puglia destagionalizza e conquista a se tutto il turismo del mondo, la Puglia emoziona!"

Testo e foto Domenico S. Antonacci

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