//
archives

carpino folk festival

Questo tag è associato a 563 articoli.

Il Carpino Folk Festival diviene Ong consultiva dell’Unesco

Nairobi, 03 dic 2010 – Il Carpino Folk Festival entra a far parte delle ONG del Comitato intergovernativo per la Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.

Lo ha stabilito il Comitato Intergovernativo dell’Unesco riunitosi dal 15/19 novembre 2010 a Nairobi in Kenia (ITH/10/5.COM/CONF.202/Decisions).

Gli esperti dell’Unesco ritengono che l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, con la sua organizzazione e l’esperienza maturata in oltre 15 anni nel settore delle tradizioni musicali italiane soddisfi le condizioni necessarie per entrare a far parte della Lista di Consulenti Accreditati aventi una fondata competenza nel settore del patrimonio culturale immateriale, per esercitare la funzione consultiva presso il Comitato.

Le Ong accreditare vengono invitate dal Comitato a fornire pareri ai fini dell’esame delle candidature nella Lista del patrimonio culturale immateriale che necessita di essere urgentemente salvaguardato e su tutti i programmi, i progetti e le attività nazionali, subregionali e regionali utili per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.

Manca ancora l’ufficializzazione dell’Assemblea Generale dell’Unesco prevista per giugno, ma la decisione di Nairobi ci permette di esternare la nostra grande soddisfazione. Siamo orgogliosi che l’Unesco riconosca le nostre competenze in materia di tutela e valorizzazione della cultura popolare e, quindi, per l’Intangible Cultural Heritage“. Cosi il Presidente dell’Ass. Michele Ortore esprime il suo compiacimento per la raccomandazione del Comitato.

Si tratta di un riconoscimento che premia il nostro impegno dedicato in particolare per il Gargano e la Puglia, terra di eccellenze musicali che insieme a tutta l’Italia vanta un patrimonio consistente di tradizioni, consuetudini sociali, arti dello spettacolo e eventi rituali e festivi che debbono essere tutelati con un impegno maggiore rispetto a quello dedicato ai beni culturali tangibili.

Questo riconoscimento lo condividiamo con tutti gli Associati, gli Amici e gli Enti pubblici e privati che continuamente stimolano le attività dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival. Sicuramente senza tale incoraggiamento non saremmo potuti arrivare ad un traguardo così importante.

RIFONDIAMO IL GARGANO CON IL SISTEMA AMBIENTALE E CULTURALE, LA SODDISFAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE CARPINO FOLK FESTIVAL

Clicca per Ingrandire

«Apprendiamo con soddisfazione che il nostro auspicio affinchè i Comuni e il Parco Nazionale del Gargano, nonchè il Gal Gargano, costituiscano il partenariato necessario per non perdere l'occasione dei SAC sia stato positivamente accolto.
Se veramente è la volta buona per realizzare un insieme organico di interventi volti a promuovere lo sviluppo e il turismo di qualità del nostro territorio, allora l'Associazione Culturale Carpino Folk Festival c’è ed è pronta a mettere a disposizione la propria esperienza e concretezza e le proprie competenze e proposte progettuali».

Una solida base sulla quale costruire le fondamenta del futuro del Gargano. Comincia sotto i migliori auspici – molti i Comuni sottoscrittori del protocollo d’intesa (Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo, Mattinata, Vieste, San Marco in Lamis, Apricena, Lesina, Carpino, Ischitella, Rignano Garganico, Cagnano Varano, Sannicandro Garganico) – la progettualità che vede l’Ente Parco Nazionale del Gargano capofila del progetto SAC (Sistemi Ambientali e Culturali) bandito dalla Regione Puglia allo scopo di valorizzare i beni immateriali esistenti sul territorio.

Con un incontro tenutosi lo scorso 12 novembre, all’interno del quale è stato sottoscritto un primo atto di adesione dei soggetti interessati al progetto, sono state varate le linee d’indirizzo. Tutti d’accordo con la strategia messa in campo dal commissario Stefano Pecorella, che ha già riscontrato l’adesione anche di soggetti importanti quali, a esempio, l’Università degli Studi di Foggia e i Gal Daunofantino e Gargano (ai quali nelle prossime ore si affiancheranno anche altri soggetti istituzionali), che andranno a rinforzare l’importante partenariato pronto a scendere in campo per aggiudicarsi gli importanti finanziamenti dei Sac, pilastri dello sviluppo prossimo venturo.

Per la prima volta il Gargano fa quadrato intorno alla delicata questione dello sviluppo socio-economico. “I SAC – dichiara Davide Pio Fini, assessore al Turismo del Comune di San Giovanni Rotondo – devono far valere l’importanza territoriale del Gargano e, in fatto di premialità, sarà sicuramente un vantaggio poter contare su un Ente capofila di spessore qual è il Parco Nazionale, che fa da cappello a diverse decine di soggetti. Avere il Parco alla testa del gruppo significa avere anche un peso specifico superiore sul tavolo della concertazione politica. Diversamente, saremo sempre surclassati dal Salento”.

“La sinergia territoriale porta solo benefici – ribadisce Raffaele Prencipe, vicesindaco di Mattinata. – Per fare davvero da contraltare al Salento, dobbiamo dire una volte per tutte basta all’egoismo istituzionale”. A sgombrare il campo dai residui dubbi e tentennamenti ci ha pensato Michelangelo Lombardi, sindaco di San Marco in Lamis. “Area Vasta si è rivelata una vera delusione perché, al taglio del traguardo, la velleità di stare insieme non è stata affatto premiata. Ma – sottolinea – ritengo che il commissario Pecorella abbia assolutamente ragione quando sostiene che il perseguimento dell’agire in sinergia e in rete dà forza contrattuale e d’immagine. Dobbiamo investire il Parco del Gargano del ruolo di coordinatore del progetto SAC e allo stesso tempo coinvolgere e rendere protagonisti i soggetti locali (professionisti e associazioni), esattamente ciò che non è avvenuto nella realizzazione dei PIS” (Progetti Integrati Settoriali).

“Sarebbe da sciocchi – annota Matteo Leggieri, assessore all’Urbanistica del Comune di Apricena – non aderire al progetto dell’Ente e non affidargli il ruolo di capofila dei Sac, visto che la quasi totalità dei beni storici e culturali delle nostre comunità ricadono nella sua area”. Importanti attestati di sostegno alla progettualità sono giunti anche dai componenti storici della Comunità del Parco come i rappresentanti dei Comuni di Carpino e Lesina. “I tempi stringono e non occorre più indugiare – sostiene Antonio Trombetta, assessore all’Ambiente del Comune di Lesina. – Dobbiamo muoverci come un carrarmato. Bisogna individuare e coinvolgere anche partner privati che non devono puntare solo alla gestione, bensì anche all’investimento di capitali freschi. Vorrei ricordare a tutti i miei colleghi amministratori che l’importanza dei Sac non sta nella quantità di denaro a disposizione, ma nell’attivazione della rete gestionale”.

LE DICHIARAZIONI DEL COMMISSARIO = “Valorizzare l’esistente attraverso una gestione efficiente. I Sac non creeranno nessuna nuova infrastruttura, ma valorizzeranno l’inestimabile patrimonio immateriale. La formazione del partenariato è di fondamentale importanza. Quanto più forte sarà il partnerariato tanto più aumenteranno le possibilità di concretizzare la nostra linea programmatica. La firma del protocollo d’intesa non è un salto nel buio, in quanto d’ora in poi, dovunque ci sarà la possibilità di presentare progettualità, sarà cura e attenzione dei rappresentanti istituzionali territoriali di interloquire in prima battuta all’interno della Comunità del Parco che è già munita di due strumenti di programmazione quali il Piano del Parco e il PPES (Piano Pluriennale Economico Sociale).

“Dobbiamo superare tutte le diffidenze perché non c’è da inventarsi nulla, in quanto tutte le finalità sono già contemplate nel PPES approvato all’unanimità poco più di un mese fa. Agendo in questa direzione eviteremo il verificarsi di quelle dannose fibrillazioni verificatesi in passato. L’Ente crede fortemente nella chance dei SAC e per questo motivo ha deciso di farsi carico di tutta la quota di cofinanziamento della progettualità. Un ulteriore elemento di tranquillità per i Comuni in un momento di ristrettezze economiche. Il cofinanziamento sarà forte per dimostrare alla Regione Puglia che noi vogliamo essere attori principali del nostro territorio. La nostra azione non può e non deve essere autotoreferenziale, ma deve avere come priorità il risvolto utilitaristico per il territorio. Ogni Comune del Parco ha una sua peculiarità o una infrastruttura esistente ma inutilizzata. L’obiettivo dei SAC dev’essere quello di creare un reale movimento di flussi di persone nel territorio garganico.

“Un’azione importante sarà quella di affidare la gestione dei centri visita e dei poli museali rendendoli attivi e accessibili 365 giorni l’anno. Altresì i Sac punteranno alla valorizzazione e fruizione di percorsi naturalistici già realizzati con precedenti finanziamenti pubblici. Per me i Sac non sono affatto un punto d’arrivo, bensì di partenza di un percorso già tracciato, in primis i Poin, straordinarie occasioni per creare finalmente un filo rosso che colleghi tutte le nostre realtà, le quali vanno davvero concretizzate andando al di là della cartellonistica. La messa a sistema di tutti gli strumenti realizzati nel corso degli anni dall’Ente è la condizione ‘sine qua non’ per attivare economia sul territorio. Ad esempio: i Centri Visita potranno camminare con le proprie gambe solo quando saranno messi in rete fra loro al fine di creare un movimento di flussi turistici”.

Anche col Carpino Folk Festival la Puglia diventa la Regione della Musica – Repubblica.it

Cultura, dalla Puglia sfida a Tremonti
Fondi Ue per la "Regione della musica"

Nichi Vendola parla di "Puglia Sounds", progetto a largo raggio per creare un vasto indotto musicale. "La cultura non dà da mangiare? Non è vero, in tempi di crisi è risorsa morale, ma anche materiale". Ela prossima primavera arrivano Gianna Nannini e Vasco Rossi di PAOLO GALLORI

ROMA – La cultura è lontana dal cuore dell'impero. Perché "non si mangia", dice il ministro dell'Economia Tremonti, chiudendo il rubinetto. In periferia, invece, c'è chi sulla cultura scommette per creare veri, concreti posti di lavoro. Accade a Sud, nella Puglia del governatore Nichi Vendola, che racconta una scommessa tutta nuova. Si chiama Puglia Sounds e su di essa la Regione ha puntato le risorse finanziarie del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale con l'obiettivo di realizzare un virtuoso indotto.

Al centro del progetto la musica, che tanta parte ha in quel "rinascimento culturale" di cui i pugliesi parlano con fierezza. Di certo non un mero slogan, se la rivista XL col numero di novembre andrà in edicola con una compilation interamente dedicata alle band della nuova scena pugliese. Puglia Sounds ambisce ad andare oltre, sviluppando più identità in un unico scenario. Vuole essere polo d'attrazione per l'allestimento e la realizzazione di grandi produzioni musicali. La prima, un concerto-tributo per Nick Drake orchestrato da Joe Boyd, ha debuttato al Teatro Kursaal di Bari, ribattezzato per la sua nuova missione "Casa delle Musiche", il 9 e 10 ottobre. Prossimo appuntamento venerdi 15 ottobre con l'anteprima nazionale di Girano le pale, il nuovo album dei Folkabbestia. E qui si lavorerà ai nuovi spettacoli di Vasco Rossi e Gianna Nannini, attesi per la prossima primavera.

Puglia Sounds si pone anche l'obiettivo di internazionalizzare gli artisti pugliesi sostenendo le loro sortite all'estero. In questi giorni gli Après La Classe sono al Hitweek Festival di New York, i Nidi D'Arac suoneranno nell'ambito del Womex di Copenhagen a fine mese, mentre i Sud Sound System sbarcheranno in Australia a dicembre. Ma la parte più ambiziosa del progetto è dedicata a chi, in musica, spera in un futuro ad oggi tutto da inventare. I cosiddetti emergenti, che in tantissimi si sono già registrati sul sito di Puglia Sounds (www.pugliasounds.it).

Governatore Vendola, perché ha immaginato un indotto musicale in Puglia?
"Intanto un'idea generale: quando il cielo è offuscato dalle nubi oscure della crisi e della recessione, è il momento in cui bisogna investire in cultura, antidoto alla crisi per ragioni di civiltà ma anche materiali. Abbiamo immaginato di poter costruire un sistema produttivo complesso, legato a più filoni culturali. Innanzitutto abbiamo investito nel cinema, mettendo in piedi l'Apulia Film Commission, oggi protagonista della vita cinematografica nazionale, organizzando un festival internazionale con la supervisione di un grande del settore come Felice Laudadio, un barese che torna così a lavorare in Puglia. Sono nati due 'cineporti', le officine di tutte le arti e i mestieri legati al cinema. Arrivano i transatlantici delle grandi produzioni a girare in Puglia e trovano un 'portò in cui ormeggiare. E in questo porto, sia a Bari che a Lecce, trovano già tutto ciò che occorre a un set cinematografico. Questo significa far crescere anche una buona occupazione di ragazzi e ragazze pugliesi che prima, per inseguire il sogno del cinema, dovevano emigrare".

Cosa è accaduto dopo l'investimento nel cinema?
"Abbiamo prodotto un'infrastruttura culturale che non ha precedenti nella regione. Per dire, stiamo completando un'operazione unica in Europa. La Puglia ha 258 comuni, in 169 abbiamo ristrutturato vecchi immobili, come mercati dell'ortofrutta, caserme, fabbriche, mattatoi, trasformandoli in 'laboratori urbani'. Luoghi dove organizzare un cineforum come montare una pellicola, ascoltare un concerto o avere sale per provare e per incidere musica. Attrezzati con computer per ogni tipo di disabilità. Nei laboratori urbani si prova anche a incubare lavoro nuovo legato ai filoni della creatività. In questi anni abbiamo fatto cose dalla forza evocativa straordinaria, come la ricostruzione del Petruzzelli, dopo una stagione infinita di immobilismo. Per noi era strategico ricostruire la 'cassa armonicà della dignità del territorio. Abbiamo fatto investimenti sistematici sui teatri di provincia, su 20 cinema di qualità, paragonabili alle vecchie sale d'essai. Messo in piedi questo circuito, abbiamo finanziato istituzioni e fondazioni culturali, e scommesso in modo importante su la Notte della Taranta, il Festival della Valle d'Itria o il Carpino Folk Festival. Abbiamo disseminato la Puglia non di eventi effimeri, ma di strutture produttive".

E si arriva a Puglia Sounds…
"Il vettore, in entrata e in uscita, per la circolazione culturale ed economica delle produzioni musicali. Un'etichetta che mette insieme i musicisti pugliesi, li aiuta a superare le difficoltà di ogni passaggio della vita artistica. Avere i luoghi in cui provare, gli spazi e le tecnologie per produrre musica, li aiuta a conoscerci e a scoprire il mondo, a internazionalizzarsi. Contemporaneamente, aiuta la Puglia a sprovincializzarsi dal punto di vista musicale, perché è un'etichetta che diventa polo d'attrazione per musica di qualità a livello mondiale. Si tratta di un altro segmento importante di quel distretto industriale della creatività a cui stiamo lavorando".

Tra le grandi produzioni che hanno scelto la Puglia e Puglia Sounds, si annunciano la prossima primavera i tour di Vasco Rossi e Gianna Nannini. Chi preferisce?
"Mi piacciono moltissimo entrambi, difficilmente si può fare una graduatoria. Due modalità di vocalizzare e di interpretare assolutamente differenti. Hanno in comune un tratto esplosivo di anarchia corporale e una musica libertaria. E' difficile, sono tutti e due adorabili. Ma posso dire chi è il mio preferito in generale…"

Prego Governatore…
"Sono assolutamente innamorato di Franco Battiato".

A chi affiderebbe la canzone simbolo di un nuovo corso per la sinistra?
"Sarebbe scorretto da parte mia reclutare a sua insaputa qualunque cantautore. Ci sono canzoni di diversi autori che hanno una forza di stimolo per la politica, sembrano afferrarla per il bavero, scuoterla e chiederle di essere meno autoreferenziale, di non essere così monotona ma di accogliere la polifonia della vita. Canzoni di Vecchioni, De Gregori, Dalla… fino alla canzone che io ho usato spesso nelle mie campagne elettorali: La cura di Battiato".

Torniamo a Puglia Sounds. A Sud il tasso di disoccupazione giovanile è altissimo, il governo riduce i finanziamenti alla cultura. In questo contesto crede sia possibile convincere i ragazzi che un percorso professionale nella musica sia possibile, quando la musica è ignorata anche dalla scuola?
"Penso ai miei anni di liceo, quando studiavo da un'amica non solo perché era la mia compagna di studi ma anche perché aveva il giradischi. E  io andavo a casa sua a scoprire le novità dei cantautori. Per me era la 'casa della musica', c'era lo stereo, un segno del lusso nella mia formazione. Oggi la musica è inglobata nell'ordinario della vita quotidiana. Il rischio è che ce ne sia non dico troppa, ma in una quantità talmente caotica da non produrre un'educazione musicale. E' necessario affrontare la musica in maniera non naif e non spettacolaristica, ma come uno dei grandi strumenti di civilizzazione di un territorio. Come possiamo capire il nostro Risorgimento se non usando il melodramma come una forma di rappresentazione di
quella temperie culturale e anche come un prezioso megafono del sentimentalismo patriottico di quella stagione dell'Ottocento? Non so se sarebbe immaginabile la rivolta nelle università senza Bob Dylan e i Beatles. E quanti amori sarebbero stati più scarni, poveri e sfortunati senza quei tre o quattro miliardi di canzoni d'amore. Tuttavia, penso che bisogna guardare alla musica anche come possibilità produttiva straordinaria. Oggi, poi, nell'incrocio tra intelligenza umana e artificiale si schiudono potenzialità inaudite per le produzioni musicali. Siamo dinanzi a un mondo che va affrontato in senso pieno, come un ciclo produttivo di ricchezza. Ricchezza di ogni genere, a tutto campo.

Puglia Sounds sostiene anche i concerti all'estero degli artisti pugliesi. Quale missione affida loro?
"Credo siano spontaneamente protagonisti di una relazione che deve essere sempre più cogente tra 'locus' e ' globus'. Ci sono quelli che si autoisolano nel 'locus', lo delimitano quasi fossimo all'età della pietra. Noi no, pensiamo che l'identità abbia bisogno di respirare, altrimenti muore di claustrofobia. Ha bisogno del vento cosmopolita. Quindi i nostri gruppi in giro per il mondo raccontano la Puglia, la sua musica e le straordinarie potenzialità di un meticciato, non solo musicale, che può salvare il mondo dalle sue psicosi e fobie".

Il progetto è sostenuto finanziariamente dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale. I soldi messi a disposizione del Sud dall'Unione Europea spesso sono rimasti a Bruxelles, quando non sono serviti a erigere cattedrali nel deserto o sono stati oggetto di piani truffaldini…
"Noi stiamo interpretando in maniera attiva i compiti che erano stati assegnati dalla strategia di Lisbona in termini di implementazione dei fattori innovativi nella gestione dei nostri sistemi economici. E siamo anche in linea con la strategia di Europa 2020. Ci stiamo comportando da cittadini europei e da governanti europei".

Mascarimirì, Malicanti, Canzoniere Grecanico Salentino e i Cantori di ‍Carpino a Roma per la Festa della Taranta

All’iniziativa, in collaborazione con il comitato delle associazioni per la salvaguardia di Vereto, l’Associazione Culturale «‍Carpino Folk festival» e la Fondazione «Notte della Taranta», parteciperanno i Mascarimirì di Claudio «Cavallo» Giagnotti, con il progetto «Tradizionale», affiancati dalla uce de fimmina di Anna Cinzia Villani, quindi Malicanti, Canzoniere Grecanico Salentino e i Cantori di ‍Carpino.

Viaggio d’Estate al Carpino Folk Festival 2010 – Intervista ad Antonio Piccininno

Nicola Vascello, commissario APT: “battuto il Salento per quando riguarda arrivi e presenza dei turisti stranieri

L’estate volge ormai al termine. Anzi no, almeno dal punto di vista della stagione turistica, l’estate continua, eccome. La bella notizia è che un buon numero di turisti, soprattutto stranieri, ha scelto il Gargano anche per le prime settimane di settembre. E così la stagione prosegue, almeno fino alla metà del mese che introduce l’autunno.

E un fenomeno piuttosto interessante, per la Montagna del Sole, che da anni persegue strategie di destagionalizzazione dei flussi turistici, che cominciano ormai a dare riscontri positivi. Sono dati che inducono all’ottimismo circa l’andamento complessivo del- la stagione, anche se per conoscerne il bilancio definitivo bisognerà aspettare, proprio per questa interessante coda, ancora qualche settimana.
Il commissario dell’Apt di Foggia, Nicola Vascello, sfodera però un convinto e significativo sorriso. Lo incontriamo per sollecitargli anticipazioni e previsioni sull’andamento complessivo della stagione che si avvia alla conclusione.
“Penso che si possa essere più che soddisfatti. Soprattutto nelle ultime settimane di agosto e nelle prime due di settembre, c’è stato un boom di arrivi, legato soprattutto ai turisti stranieri. E’ un dato molto significativo, che conferma le opportunità che per il turismo garganico si aprono per una stagione sempre più ‘lunga’ e soprattutto conferma il ruolo trainante del Gargano in termini di attrattività turistica nei confronti dell’intero territorio regionale pugliese.”
Strategie ed obiettivi che Vascello ha messo in campo non soltanto come commissario dell’Apt, ma fino a qualche mese fa anche come assessore provinciale al turismo, varando parecchie iniziative che andavano sia nel senso della destagionalizzazione, come il Mediterrean Open Championship di orienteering, ottenuto dopo aver addirittura accarezzato il sogno che il Gargano ospitasse il campionato mondiale di questa interessante disciplina sportiva, sia nel senso della valorizzazione turistica di altre zone del territorio provinciale, come i Monti della Daunia, con la bella iniziativa della mostra concorso di presepi, “Natale in Casa Daunia”.

Insomma, la provincia di Foggia può essere ormai ritenuta matura dal punto vi vista turistico?
“C’è ancora tantissimo da fare, ma il lavoro compiuto in questi anni dimostra che abbiamo imboccato la giusta direzione. Dobbiamo partire da un dato di fatto: l’attrattività turistica della nostra terra e soprattutto del Gargano è una risorsa straordinaria, che vede la Capitanata in una posizione di eccellenza, rispetto al resto del territorio regionale, nonostante il gap che ancora scontiamo in termini di infrastrutturazione, nonostante l’esasperata competitività tra i territori pugliesi, alcuni dei quali, come il Salento investono assai più del nostro in termini di marketing territoriale. Però i dati parlano chiarissimo. Sono inequivocabili, incontestabili, come quello che riguarda le presenze straniere, che può essere ritenuto come il parametro più attendibile della qualità turistica di un territorio, della sua capacità attrattiva. Il Gargano ha fatto registrare 600.700 presenze di stranieri, il Salento 417.000. Il Gargano è la punta di diamante del turismo pugliese.”

Ma che cosa manca, ancora, per la sua definitiva consacrazione del punto di vista turistico?
“Direi che il Gargano è ormai una realtà turistica consacrata a livello internazionale, come dimostra proprio l’eccezionale afflusso di turisti stranieri. Ma, quando si parla di turismo, la concorrenza e la competitività sono fattori così importanti, che non bisogna mai abbassare la guardia, bisogna consolidare i risulta- ti, migliorare sempre di più la qualità, la capacità di attrazione.”

Il Gargano ha l’evidente handicap di una posizione geografica non proprio ideale. C’è il problema dei trasporti, la superstrada mai completata, e soprattutto la questione dell’aeroporto.
“La globalizzazione ha sensibilmente incrementato la domanda di mobilità. In questa situazione, il nodo dell’aeroporto è divenuto di importanza cruciale per il Gargano. Un problema ormai ineludibile. La Regione deve comprendere che l’aeroporto Gino Lisa di Foggia ha una vocazione che non può essere disconosciuta, e che va anzi valorizzata. È lo scalo aeroportuale più vicino al Gargano, e cioè alle terra turisticamente più pregnante ed attrattiva della Puglia. Venerdì 10 settembre prossimo si terrà a Vico Garganico un importante convegno su questo argomento, ed attendo di incontrarmi in quella occasione con l’assessore regionale Guglielmo Minervini, cui è stata conferita una delega di importanza nevralgica per il futuro del Gargano, cioè quella alle infrastrutture strategiche e alla mobilità. Gli chiederemo che all’aeroporto Lisa venga riconosciuta una volta per tutte questa sua peculiarità, questa specificità di aeroporto al servizio del Gargano.”

Il che significa l’allungamento della pista attuale…
“Significa mettere lo scalo aeroportuale della Capitanata nelle condizioni di poter ospitare aerei da 180 posti, ovvero consentire l’atterraggio e il decollo dei vettori abitualmente utilizzati per i voli charter turistici. Significa riconoscere la chiarissima vocazione turistica dello scalo foggiano. Credo che questo obiettivo possa essere efficacemente perseguito attraverso l’adeguamento e l’allungamento della pista attuale, progetto sul quale si sta registrando un’ampia convergenza di consensi, data anche la sua concreta cantierabilità. Spero che tutto il territorio voglia spingere in questa direzione. Ben venga l’incremento dei voli di linea, ma la vera partita per il rilancio del Lisa e del turismo si gioca su quanto ho detto. Il futuro del Lisa passa proprio per l’affermazione di questa sua naturale, evidente vocazione turistica. Lo confermano i dati, seppure provvisori, della stagione turistica in corso: il Gargano ha fatto registrare un milione di arrivi, quattro milioni e mezzo di presenze, di cui come ho già detto oltre 600.000 straniere, e di queste oltre un terzo, 212.000 per la precisione, è rappresentato da turisti tedeschi, che non possono sobbarcarsi a tre ore di pullman, una volta scesi dall’aereo, per raggiungere le località turistiche del Gargano. E vorrei citare ancora un dato, anche questo estremamente significativo della rilevanza sempre crescente del turismo nell’economia provinciale: il settore dà lavoro a 7.000 unità, ha mantenuto i livelli occupazionali nonostante la crisi economica generale, può diventare una risorsa formidabile per la ripresa,  per il rilancio di tutto il territorio provinciale e regionale. Se si tiene conto dei vincoli che infrastrutturali che angustiano il settore turistico, non esiterei a definire un autentico miracolo quello compiuto quest’anno dal Gargano.”

Quando sei stato assessore provinciale al turismo, hai scommesso molto anche in direzione della capacità attrattiva degli eventi culturali. Però nel complesso – forse proprio per la ridotta capacità di investimento degli enti locali – la stagione culturale estiva sembrata un po ‘ fiacca. Che ne pensi?
“Sono d’accordo con la tua impressione. I tagli alle finanze locali si sono abbattuti come sempre accade con particolare virulenza proprio nel settore culturale, ma è un errore, perché l’offerta culturale rappresenta una componente non trascurabile della capacità attrattiva del territorio. Secondo me si tratta di varare politiche culturali rivolte ad aggregare quanto di positivo già si fa sul territorio, superando la logica degli interventi a p
ioggia, che non porta da nessuna parte.”

Ti riferisci al Five Festivai Sound System, il cui varo ti ha visto tra i più convinti sostenitori?
“Già. Per i pochi che non lo sapessero, F.F.S.S. – il cui acronimo occhieggia il noto film di Renzo Arbore – rappresenta l’unione dei cinque festival più importanti ed eterogenei di quella parte di Puglia che va dal Gargano ai Monti Dauni: Suoni in cava, nel meraviglioso scenario della cava Pizzicoli all’interno del bacino estrattivo di Apricena, rassegna artistico-culturale dedicata al Jazz; FestambienteSud e Teatro Civile Festival promossi da Legambiente, animano il centro storico di Monte Sant’Angelo tra i più suggestivi della provincia; Orsara Musica, la rassegna di Jazz d’autore promuove il bellissimo, ma poco conosciuto territorio dei Monto Dauni; Carpino Folk Festival, il festival dedicato alla musica folk ed in particolare alla valorizzazione delle “tarantelle del Gargano” e il Festival d’arte “Apuliae”, il cartellone itinerante che porta in numerosi borghi dei monti Dauni la musica classica in versione innovativa attraverso la contaminazione dei linguaggi artistici…
Direi che il Five Festival Sound System è stato l’unico vero e proprio evento culturale che la Capitanata abbia messo in campo questa estate. O almeno quello che è riuscito, grazie anche ad una buona campagna promopubblicitaria, ad ottenere la maggiore visibilità. E un modello che a mio avviso va diffuso, consolidato, esportato, perché è fondato su una programmazione culturale di qualità, perché è costruito su una rete autentica, che cresce di anno in anno. Siamo stati tra le poche province in Europa a sostenere la creazione di un consorzio tra le cinque associazioni che danno vita al cartellone dei festival, il che significa un’organizzazione stabile, una programmazione collaudata, una maggiore capacità di polarizzare finanziamenti pubblici e privati. Quest’anno, il Five Festival Sound System ha ottenuto da parte della Regione Puglia un contributo finanziario superiore perfino a quello della Notte della Taranta. La cultura diventa una risorsa in più per la promozione del territorio se è fondar su una programmazione seria e puntuale, sulla rete’ dei soggetti culturali che operano sul territorio. Era questa la scommessa che stava alla base di Five Festival Sound System, e credo di poter dire che è stata una scommessa vinta.”

E per il resto, è tutta da buttare via, la stagione culturale estiva che si è appena conclusa?
“Certo che no. Anzi mi pare che soprattutto i piccoli comuni dei Monti della Daunia abbiano dimostrato una notevole capacità creativa, come il bel Festival del Blues sperimentato quest’anno ad Accadia, all’interno di un programma culturale attento anche alle arti figurative e all’archeologia, o Terravecchia in folk a Pietramontecorvino, con il rilancio di quel reperto straordinario della nostra cultura immateriale rappresentato dagli “sciamboli”, o ancora Appennino Art’Infest che comincia ormai a consolidarsi. Non è certamente la creatività che manca, alle associazioni ed ai giovani dell’Appennino Dauno, e la risposta che stanno dando in termini di produzione culturale di qualità è entusiasmante. Dobbiamo lavorare meglio sui modelli, imparare di più a fare rete, perché il marketing territoriale non può essere affidato alla buona volontà o peggio ancora all’improvvisazione, Se lavoreremo bene, la cultura potrà diventare una componente sempre più importante di un’offerta turistica sempre più di qualità.”
Geppe Inserra – Quotidiano di Foggia

La musica popolare pugliese unita a Roma per il restauro dell’affresco di “San Paolo dei Serpenti”

Il 26 settembre, presso l'Alpheus (via del Commercio 36, zona Ostiense) si svolgerà un CONCERTONE DI BENEFICIENZA, il cui ricavato verrà destinato al restauro dell'affresco di "SAN PAOLO DEI SERPENTI" che si trova nella chiesa di Santa Maria di Vereto a Patù, nel Capo di Leuca.
L'affresco è importante perché conserva una delle più antiche rappresentazioni di San Paolo nell'iconografia "popolaresca" che si riferisce all'antichissima credenza relativa alle capacità del Santo di "curare" gli effetti velenosi del morso di alcuni animali, tra cui i serpenti e gli scorpioni, da cui deriverà anche il patronato paolino sugli uomini e le donne "morse dalla taranta".

Al concertone, organizzato dalla fondazione CittaItalia in collaborazione con il comitato per la salvaguardia di Vereto, l'associazione "Carpino Folk festival" e con la Fondazione "Notte della Taranta", parteciperà il fior fiore della musica popolare pugliese:

– Mascarimirì Tradizionale (uce de fimmina Anna Cinzia Villani)
– Malicanti
– Canzoniere Grecanico Salentino
– Cantori di Carpino.

Alle radici

Stazione di San Severo, il mio viaggio nel mondo reale è quasi concluso ma quello vero ancora non inizia…scendo dall'Intercity e mi intrufolo in un trenino dipinto con i colori del Gargano, Peschici,falesie,mare…sembra di esser tornati nel passato, il treno parte, trema tutto..stiamo per decollare? Si, il "Monte Gargano" con la sua mole massiccia si avvicina, i binari iniziano a salire, il treno si inerpica, si sale..leggo da qualche parte "San Marco in Lamis, San Nicandro, San Giovanni Rotondo, Monte Sant'Angelo…"…tutti questi santi.. subito capisco che questa è una terra benedetta, toccata da Dio e dal suo Arcangelo Michele il cui ricordo giace nelle grotte, nella valli, nei boschi e nei monti che riportano il nome di Mikael…scorgo paesaggi carsici, il Gargano contiene ancora molti segreti..il paesaggio si apre,vedo uno specchio d'acqua, è il Varano, una pianura di ulivi che non finisce mai…Carpino.

Sono arrivato, sono qui per sentire le mie origini, per ascoltare..e forse, capirle..capire chi erano i miei avi, come era la loro vita, lo ascolto nelle parole di Matteo Scanzuso, Antonio Piccininno, Mike Maccarone.. nei loro canti è concentrata l'essenza del passato di una terra mai fortunata, una terra avara d'acqua e abbondante di sole. Per far si che questo ritorno al passato sia possibile "salgo" sul treno del Carpino Folk Festival, una manifestazione "glocale", partita 15 anni fa dalla mente di Rocco Draicchio e consegnata poi nelle mani di alcuni giovani carpinesi che con orgoglio e vivacità hanno fatto sentire la loro voce prima in Puglia, poi in Italia..ora cantano la tarantella del Gargano negli Stati Uniti..fate un pò voi. Il treno del Carpino Folk Festival non richiede biglietti, solo attenzione, ascolto, divertimento interessato…è cultura pura, è spirito giovanile sincero, è passione..quella vera. Compro con pochi euro un piatto di fave bagnate da abbondante olio d'oliva, mi dicono che tutto è rigorosamente "made in Carpino", questa terra fa miracoli, sono in Paradiso…ed io che non ci credevo quasi più! Inizia a battere il ritmo…sono in Piazza del Popolo..ma la festa non è qui..sento corde pizzicate, rimbombi di tamburelli…li seguo, arrivo nel centro storico..scorgo un gruppetto di persone in cerchio,ma cosa fanno? Mi avvicino, è una visita guidata nei vicoli e vicoletti del paese, mi regalano una bellissima mappa con i nomi dei quartieri in dialetto..e c'è ancora altro ma non ho tempo di leggere ora, "lu vuccul", la "lamj d P'lat", "la Fica ner", l'elenco non finisce mai, meno male che è un piccolo paese, qui ogni angolo trasuda di storia, dai normanni fino ad oggi..arriviamo all'epilogo della visita, il castello, la torre circolare…un castello occupato più o meno abusivamente da quello che mi dicono, Carpino è anche questo..siamo in Italia allora? Tra questi vicoletti avevo perso in senso dell'orientamento, la bussola era impazzita, credevo quasi di essere dall'altra parte dell'Adriatico tanto la differenza delle architetture è sottile…Torniamo dove si canta e si balla, accompagnamo il vecchio cantore 95enne con una "chitarra battente", un tamburello ed un paio di nacchere, canti d'amore che narrano la vita quotidiana di un tempo..gli occhi di Antonio Piccininno raccontano tanto, lucidi, raccontano quelle infinite camminate con le pecore dell'infanzia..il suono di quella "speciale chitarra" sembra esser quasi nato in quelle vie tanto è l'atmosfera armoniosa, ma al tempo stesso scatenata nei piedi nudi delle ragazze che li battono e ancora li battono a terra, che crea con le abitazioni storiche…non ci si stanca mai a Carpino, la notte è infinita, la voce e l'energia per ballare e cantare anche..il vino non manca mai, come succedeva nel rito per esorcizzare la tarantata lo si porta a cantori e suonatori, non deve mancare mai, così come il pane e quelle miracolose fave…quando si creano quei cerchi di suono,canto e danza la gente vi si accalca intorno..si fa come a gara di chi riesce a metter l'orecchio più vicino come per catturare qualcosa..ma cosa? C'è una qualche essenza che ancora non scopro sotto questo lampione dalla luce fioca al suono ritmato del tamburello…l'aria ti prende, ti coinvolge e poi ti sconvolge in quella danza sempre uguale ma sempre diversa, ogni passo ha un significato diverso, occhi che non si conoscono si incrociano, c'è intesa..la danza parla e le persone di conoscono senza aprir bocca…"Sogno o son desto?"..son desto, cosa volete? Questa è la terra dei santi, qui tutto può succedere…"Sant M'chel mij, statt bbon"..ci vediamo tra un anno a Carpino
 

scritto da Domenico S. Antonacci © 2010

la pubblicazione potrà eventualmente essere consentita previa richiesta (informale)

Dakar-Kingston

100.000,00 € dal Dipartimento della Gioventù per il Carpino Folk Festival col Comune di Carpino (capofila Partenariato)

Giovani energie in Comune: finanziati 348 Comuni, coinvolti un milione di under 35
I comuni di Carpino, Rodi Garganico, Peschici, Poggio Imperiale e Serracapriola in partenariato con l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival finanziati per 100.000,00 €uro.
Ancora riconoscimenti esterni per il Carpino Folk Festival, nemo propheta in patria.

Oltre 700 domande presentate, 348 Comuni che beneficeranno di un finanziamento, per una popolazione coinvolta di 3.894.774 abitanti, di cui quasi un milione di under 35. Questo un primo bilancio delle amministrazioni che hanno partecipato al bando ‘Giovani Energie in Comune’ promosso dall’Anci e dal Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri e rivolto ad iniziative progettuali riguardanti le politiche giovanili. Il bando, che si articolava in tre progetti, Valorizzazione delle specificità territoriali, Interventi a favore della produzione musicale giovanile indipendente, e Valorizzazione della street art e del writing urbano, andrà a sostenere iniziative che si svolgeranno in 16 Regioni Italiane, con una media di 8 Comuni coinvolti per Regione. Nello specifico le Regioni che annoverano il maggior numero di Comuni beneficiari sono la Sicilia, il Lazio, il Molise, la Puglia e la Basilicata. Il Comune più piccolo che potrà usufruire di un finanziamento vanta soltanto 166 abitanti, mentre quello più grande conta una popolazione di 204. 870 abitanti.

In data 11 marzo 2010 è stato sottoscritto un importante accordo di partenariato costituito dai comuni di Carpino, Rodi Garganico, Peschici, Poggio Imperiale e Serracapriola con l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, finalizzato alla presentazione di un progetto per il coinvolgimento dei giovani nella valorizzazione delle specificità territoriali, denominato “L'autenticità e le tipicità immateriali del Gargano”.
Il progetto ideato dall'Associazione Culturale Carpino Folk Festival è stato subito sposato dall'Assessore alla Cultura del Comune di Carpino, Rocco Ruo, che lo ha sottoposto alla giunta comunale per la necessaria autorizzazione alla presentazione, in qualità di comune capofila, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
L'obiettivo è di migliorare i progetti artistici di importanti manifestazioni che si svolgono nel territorio del Gargano che formano una rete di appuntamenti durante tutto l’anno capace di dare valore ai giovani talenti artistici e di attrarre nuovi flussi turistici fondati sulla qualità culturale del territorio.
Il progetto “L'autenticità e le tipicità immateriali del Gargano” intende coinvolgere in una programmazione articolata e concertata, oltre i Comuni partner, la Regione Puglia, la Provincia di Foggia, il Parco Nazionale del Gargano, la Camera di Commercio e l’Apt di Foggia e gli operatori economici del territorio.

L'Associazione Culturale Carpino Folk Festival, nel ringraziare tutte le amministrazioni coinvolte per la disponibilità e la sensibilità dimostrata e tutte le associazioni e gli enti che fin da subito ci hanno fatto pervenire la loro adesione, si augura quanto prima di allargare il partenariato anche ai Comuni che per requisiti dimensionali non è stato possibile coinvolgere in questa circostanza.

A seguito dell’attività svolta dalle Commissioni Tecniche di valutazione di merito dei progetti ammessi, ai sensi dell’art. 7 dei Bandi “Giovani Energie in Comune” ecco il link della graduatoria per i piccoli Comuni.

Comunicato Stampa Associazione Culturale Carpino Folk Festival
Associazione Culturale Carpino Folk Festival

Archivi

I tuoi cinquettii

Ospiti