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Sagra dell’Olio extravergine di oliva e delle Fave di Carpino

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A RIGNANO SI CENA COME I BRIGANTI NELL’OTTOCENTO

TRE FESTE ENO-GASTRONOMICHE, 9 TAPPE, 9 CONCERTI DAL VIVO

RIGNANO GARGANICO. Arriva l’estate e a Rignano Garganico, il più piccolo comune del Parco Nazionale del Gargano, si lavora per attirare i turisti diretti alla tomba di San Pio da Pietrelcina e alle località di mare, ma anche gli amanti della preistoria, della storia, della cucina tipica e dell’ambiente. L’ultima trovata è "A cena con il brigante Jalarde" (al secolo Gabriele Galardi da San Paolo di Civitate), una serie di tre feste eno-gastronomiche suddivise in 9 tappe e in 9 momenti musicali dal vivo.

L’idea è del Nuovo Circolo Culturale "Giulio Ricci", una delle più importanti e conosciute associazioni culturali del Promontorio di San Michele. Il brigante Galardi, come noto, amava rifugiarsi con la sua banda a Grotta Paglicci, conosciutissimo giacimento paleolitico, dove pare avesse seppellito un ingente tesoro, talmente consistente da acquistare con esso ben sette castelli. Gli ori di "Jalarde" non sono stati mai rinvenuti, nonostante la caparbietà di un cercatore di tesori, tale Leonardo Esposito da San Nicandro Garganico, che ha messo a soqquadro l’intero sito preistorico portando indirettamente alla luce reperti archeologici di inestimabile valore. I rinvenimenti di Paglicci, circa 45.000, sono databili tra i 500.000 e gli 11.000 anni da oggi (http://www.paglicci.net) e sono oggi studiati dai ricercato dell’Università degli Studi di Siena.

L’idea dell’associazione rignanese è quella di far conoscere e riproporre le pietanze tipiche dei briganti di Grotta Paglicci, partendo da "Lu panecutte" (il pancotto), passando per "Lajne e ciammariche" (pasta fatta in casa con sugo di lumache) e concludendo con "Lu pesce fijute" (zuppa con pane e aromi naturali al sapore di pesce). Tutto ciò contornato dall’ottimo caciocavallo podolico del posto, dalle verdure dei campi, dalle bufaline della piana, dall’olio di Paglicci, dal pane tipico, dal buon vino della prima fascia pedegarganica e dai volumi di autori locali.

Ecco il programma completo e le date delle tre feste:

20 e 21 giugno 2009
11 e 12 luglio 2009
LU PANECUTTE DE NONONNE
Pancotto alle 16 erbe dei campi
Ore 21.00 – Corso Giannone n.7

4 e 5 luglio 2009
25 e 26 luglio 2009
LAJNE E CIAMMARICHE
Pasta fatta in casa con sugo di lumache
Ore 21.00 – Corso Giannone n.7

2 agosto 2009
LU PESCE FIJUTE
Zuppa con erbe locali al profumo di pesce
Ore 21.00 – Corso Giannone n.7

Durante i vari eventi possibilità di visitare il Museo di Grotta Paglicci e della preistoria del Gargano.

Per informazioni e prenotazioni:
Cell. 349/4009003 – 340/9696989
http://www.ilrifugiodelbrigante.com
info@ilrifugiodelbrigante.com

Gargano timori per la stagione estiva

Sono andati male i primi ponti primaverili;piove sul bagnato, e questa volta, per fortuna è una metafora,visto che dopo l’eccezionale maltempo delle al scorse settimane, e l’ingente mole di danni subiti dalle infrastrutture, dalle strade e dall’economia agricola, finalmente è arrivata la bella stagione. Ma piove proprio sul comparto che dovrebbe subire i ritorni e le ricadute più positive dalla primavera, e dall’estate ovvero il turismo. I ponti primaverili non sono andati secondo le aspettative, sul Gargano. L’affluenza dei turisti è stata bassa, e gli arrivi e le presenze negli alberghi sono rimasti largamente al di sotto delle aspettative, bassa l’affluenza di avventori sul Gargano. Tra le mete più gettonate. Soltanto Vieste ha fatto registrare una discreta presenza di turisti che hanno animato le stradine del centro storico. Ma si è trattato prevalentemente di turisti mordi e fuggi”, provenienti dal centro sud: da Napoli, da Avellino e da Bari. Sotto tono le presenza anche a Peschici, con qualche comparsa di turisti abruzzesi e toscani. Se si incrociano questi dati con quelli dello scorso anno, quando i due ponti primaverili fecero registrare incrementi tra il 5 ed il 30 per cento delle presenze, c’è di che essere preoccupati. Al difficile momento che sta vivendo il turismo garganico si aggiunge anche il rischio di in calo d’immagine del promontorio. Le bandiere blu che annualmente gratificano le spiagge dove il mare è più pulito ed incontaminato, e che avevano visto sempre primeggiare la montagna del sole, non sono andate mai così male, come quest’anno. Soltanto una è stata, infatti, la Bandiera Blu assegnata al promontorio di San Michele dalla Fondazione per l’educazione ambientale. Il riconoscimento toccato al comune di Rodi Garganico. Escluse dalla rnappa le località di punta del turismo dauno come Peschici, Vieste e le Isole Tremiti. Esclusa anche Mattinata che lo scorso anno si era aggiudicata il prestigioso marchio insieme a Rodi Garganico.
;Una caduta d’immagine che non giova all’attrattività turistica del Gargano, proprio in un momento in cui è necessario tirare fuori il meglio di sé, da parte degli operatori, degli enti turistici e delle istituzionali locali. La performance negativa del Gargano coincide con una flessione di qualità ambientale generalizzata per tutta la regione. Nella graduatoria nazionale delle bandiere blu, la Puglia si è classificata infatti al settimo posto dietro a Toscana, Marche e Liguria che hanno ricevuto 16 vessilli, l’Abruzzo 13 e la Campania 12. Un duro colpo per una regione ed una provincia che nel turismo vedono una punta di diamante dello sviluppo economico e sociale.

ondaradio.info

F.F.S.S. fa 200.000 spettatori e si rilancia per il 2009

"E’ il momento che i Festival uniscano in modo più fitto questa rete di eventi sotto il brand del Five Festival sud System".
Con questo augurio l’assessore provinciale al Turismo ha chiuso l’incontro con i responsabili dei Festival che per tutto il periodo estivo hanno movimentato l’estate su tutto il territorio.
Dal Carpino Folk Festival ad Orsara in Musica, da Suoni in Cava al Festival d’Arte Apuliae, da Festambientesud al Teatro Civile Festival, ben 60 spettacoli ed un totale di oltre 100 eventi, per una presenza di oltre 200.000 (duecentomila) spettatori.
Un successo senza precedenti sostenuto da una campagna comunicativa che per il 2009 prevede una serie di novità soprattutto in ambito nazionale. I direttori dei Festival ieri sera hanno sottolineato l’importanza di realizzare eventi sempre più connessi al territorio sostenendo le produzioni per determinare una esclusività più mirata per i singoli cartelloni.
Per il prossimo anno si pensa ad un percorso di avvicinamento dove "f.f.s.s." riserverà delle sorprese interessanti a partire da un grande evento di spettacolo e cultura che si terrà a Foggia per aprire i cartelloni di appuntamenti. Ma sarà solo uno dei tanti fuori programma.
"Dobbiamo pensare anche a fare cultura con gli avvenimenti creando qualcosa di importante per il territorio", ha sottolineato Franco Salcuni Direttore di Festambientesud. Gli fa eco Luciano Castelluccio del Carpino Folk Festival che aggiunge: "tutti i festival insieme rappresentano un valore inestimabile che istituzioni pubbliche e privati devono tenere in seria considerazione. E’ necessario che ognuno svolga il proprio ruolo affinché si possa realizzare un riferimento certo per il territorio e per chi si vuole avvicinare per passione della musica o per turismo".
Il successo dei Festival è determinato da un radicamento forte con il territorio, per le loro origini culturali e popolari che continueranno ad avere una identità precisa anche sotto il brand di "f.f.s.s.". Nelle prossime settimane ci saranno altre novità importanti e non solo la presentazione ufficiale del nuovo logo ma anche una prospettiva che potrebbe far cambiare il modo di concepire il marketing territoriale.

Sul Gargano per il ponte del 2 Giugno, gli operatori turistici possono sorridere

Peschici e Vieste dopo gli incendi dell’estate scorse sono risorte. Gli alberghi registrano il tutto esaurito.

Se lo specchio della stagione estiva sul Gargano è il ponte del 2 Giugno, gli operatori turistici possono sorridere. In questi giorni le località balneari della Montagna Sacra stanno facendo registrare il tutto esaurito. Peschici e Vieste sono risorte dal periodo nero degli incendi, an­che se già qualche giorno dopo il disastro del 24 luglio il flusso tu­ristico era tornato progressiva­mente alla normalità. Adesso tutto sembra andare per il verso giusto: alberghi pieni, sia quelli di categoria che i semplici `affit­tacamere’, ristoranti gremiti, ba­gnanti in spiaggia e tedeschi e ceki, regolarrnente in acqua aiu­tati anche dal solleone.
Ridono anche Rodi Gargani­co, San Menaio e Mattinata, tan­to che la troupe Rai, impegnata nelle riprese della Vita in Diretta, non è riuscita a soggiornare al­l’hotel Baia dei Faraglioni, sul li­torale tra Mattinata e Vieste, per­ché tutte le stanze erano preno­tate. Sul litorale nord del Garga­no, al Lido del Sole, Foce Varano e Capoiale, si predilige invece un turismo mordi e fuggi.
E sono soltanto i primissimi giorni di giugno, con la bella stagione esplosa da poco meno di una set­timana, dopo le temperature in­certe della primavera in Capita­nata. Vieste è invasa dai bambini di "Mangia Bene, Cresci Me­glio", una campagna di sensibi­lizzazione sull’importanza di una sana e corretta alimentazio­ne messa in atto dal ministero delle Politiche agricole e che ha visto in città centinaia di piccoli scolari in maglia bianca e capel­lino, provenienti da tutta Italia.
I dati registrati dal Telefono Rosso, lo sportello del Codacons dedicato alle vacanze degli ita­liani, fanno registrare un aumen­to del 13% sulle tariffe applicate dai vari stabilimenti balneari a quello che si considera il servizio base, ovvero l’affitto giornaliero di un ombrellone e 2 sdraio. An­che 18 curo in più rispetto all’an­no passato: sul Gargano tutto è rimasto alla scorsa stagione e la spesa media in provincia di Fog­gia è di 10,38 curo al giorno. Tra le spiagge più economiche della Capitanata, i dati dell’A­zienda di Promozione Turistica registrano quella di Macchia, nei pressi di Monte Sant’Angelo, con una spesa media di 7,3 euro, se­guita dalle spiagge di Chieuti e San Menaio, dove un tuffo in ma­re costa mediamente 7,42 e 7,87 curo. Stabili sui 9 euro i sevizi ba­se delle spiagge di Lesina (9,09) e Margherita di Savoia (9,59) men­tre, pur senza Bandiera Blu, om­brellone e sdraio costeranno 10,25 curo a Peschici e 10,89 eu­ro a Vieste. Le spese aumentano sulle spiagge di Rodi Garganico (13), Manfredonia (13,23) e Foce Varano (14). Anche gli albergato­ri di San Giovanni Rotondo sono contenti, perché l’ostensione delle spoglie di San Pio sta por­tando molti più fedeli in città ri­spetto agli altri anni.
Piero Russo
Nella foto Antonio Piccininno se la ride con la Sara Tommasi, qui le altre foto

ENERGIA CREATIVA IN PUGLIA CON LA XIII BIENNALE DEI GIOVANI ARTISTI

“Chiamarlo evento è riduttivo. Un evento va collocato in un lasso temporale con un inizio e una fine lasciando poi il senso dell’effimero. La Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo si inserisce in quelle manifestazioni destinate a lasciare memoria nelle persone e nei luoghi. Non è una semplice rassegna ma il crocevia di culture che si incontrano e producono arte. Diletta ma insegna, ed è soprattutto il punto nodale per la carriera dei tanti giovani che vi partecipano”. Lo ha detto Ruggero Martines, direttore regionale ai Beni Culturali e paesaggistici, commentando la notizia dell’arrivo della Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo che si terrà alla Fiera del Levante di Bari dal 22 al 31 maggio 2008. La tredicesima edizione della Biennale sarà presentata nei particolari a giorni a Roma (5 Maggio). In riferimento Martines – l’esponente più autorevole in Puglia materia di valorizzazione del patrimonio culturale – ha poi aggiunto: “Se mai si inizia mai si arriva, e la Biennale è quel punto di partenza per una strada costellata di successi. Apprezziamo il coraggio di organizzarla a Bari, pare di ritornare ai tempi in cui la città celebrava artisti d’avanguardia come Armenise”. Poi, il direttore Martines ha concluso: “L’auspicio è che la Biennale cresca e continui a diffondere la creatività e la cultura del nuovo”.

La Fiera del Levante di Bari per dieci giorni si trasformerà nel poliedrico “villaggio della creatività”. In 10 mila metri quadri si dipaneranno ben 400 produzioni artistiche, 1200 opere esposte fra arti visive e plastiche, 25 appuntamenti dedicati a poesia e letteratura, ed inoltre 40 film, medio e cortometraggi, 13 collezioni di stilisti emergenti, 60 spettacoli di musica/teatro/danza. 12 padiglioni intorno alla grande fontana di Piazza delle Pace.

A completare il “melting pot” creativo ci sono anche le degustazioni etniche preparate dai giovani cuochi ospiti della Biennale.

La manifestazione è promossa dalla Regione Puglia e dall’Associazione Internazionale BJCEM e realizzata dal Teatro Pubblico Pugliese.

Dalla prima edizione di Barcellona nel 1985, la Biennale ha profuso in vent’anni un profluvio di inventiva ed estro, ed è stata in molti casi il trampolino di lancio per una gran quantità di artisti specializzati nella experimental – art.

Anche stavolta l’obiettivo è valorizzare la creatività come veicolo di dialogo interculturale, punto di partenza per costruire quella rete di cooperazione culturale ed economica motore propulsore di sviluppo verso quel processo di internazionalizzazione che in questi anni caratterizza l’impegno programmatico della Regione Puglia.

Contenitore privilegiato della XIII Biennale sarà la Fiera del Levante di Bari, luogo deputato da sempre agli scambi cultuali e commerciali, che per l’occasione si trasformerà in una vero e proprio “villaggio della creatività” dove verranno allestiti due teatri da circa 300 posti che ospiteranno gli spettacoli di teatro e danza, oltre a due sale per i concerti e le sfilate di moda, uno spazio per i reading e le performance, infine due sale per la sezione immagini, per la proiezione dei cortometraggi. Cuore pulsante della manifestazione sarà poi il Meeting point che rappresenterà la “zona franca” nella quale i giovani artisti avranno l’opportunità di entrare in contatto fra loro e con critici d’arte ed operatori culturali nazionali ed internazionali.

Il tema di questa XIII edizione della Biennale è “La nostra diversità creativa: kairos”. Una parola greca che significa momento giusto, opportunità, tempo in cui il cambiamento è possibile. E’ previsto l’arrivo di 20 inviati delle più importanti testate giornalistiche internazionali (ha confermato la sua presenza la BBC) e si conta saranno almeno un centinaio i giornalisti provenienti da tutta Italia.

La Biennale sarà così l’occasione per un grande happening internazionale, dove gli spettacoli, gli eventi e le esposizioni saranno integrate in un percorso unico, per creare un senso di continuità ed offrire aree di socializzazione, incontro, condivisione, con una programmazione capace di stimolare la curiosità, di generare il desiderio, di consumare cultura e creatività, espresse in così tante forme.

La selezione degli artisti pugliesi è stata curata dall’Arci Puglia.

Intanto continua fino al 17 maggio 2008 il preludio francese alla XIII edizione della Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo che si terrà dal 22 al 31 maggio alla Fiera del Levante di Bari. 12 padiglioni, 46 paesi, 700 artisti, 2.000 performance formeranno il melting pot culturale in un grande “villaggio della creatività”.

Dal 10 aprile sulla costa sud della Francia, a Marsiglia, è in corso la manifestazione “Le prélude a Marseille”, 37 giorni dedicati all’arte ed alla musica. Sono 28 le produzioni artistiche francesi – provenienti da Montpellier, dalla Costa Azzurra e da Marsiglia – presenti a questa tredicesima edizione pugliese della Biennale.
Al via l’esposizione organizzata nel centro culturale Montévidéo di Marsiglia che dedicherà, a partire dalle 20.30, tre giornate alla musica ed alle esposizioni. Si comincia con il concerto di musica elettroacustica «Octo» di Mathieu Hours, poi si proseguirà con il concerto dei Trash Aka L. Venerdì sarà il teatro il protagonista del “Le prélude a Marseille” con il reading di Jihane El Meddeb al quale seguirà l’opera teatrale «Hamlet Exhibition» di Thomas Gonzalez. Ultimo appuntamento sabato 26 con il concerto di Sophie Gonthier et Christophe Arlt in “Anything Maria”.

La conferenza stampa del 5 maggio a Roma, nella sede della Regione Puglia di via Barberini 36, vedrà la presenza di Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia, Luigi Ratclif, Presidente della BJCEM, Antonio Princigalli, Direttore della Biennale Puglia 2008, Alessandro Stillo, Segretario Generale della BJCEM, Cosimo Lacirignola, Presidente della Fiera del Levante di Bari.
Partecipano: Sandro Frisullo, Vicepresidente e Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, Silvia Godelli, Assessore al Mediterraneo della Regione Puglia, Guglielmo Minervini, Assessore alla Cittadinanza Attiva della Regione Puglia, Carmelo Grassi, Presidente del Consorzio Teatro Pubblico Pugliese, Bernardo Notarangelo, Dirigente Settore Mediterraneo della Regione Puglia e Davide Pellegrino, Dirigente Settore Sviluppo Economico della Regione Puglia.

Carpino Folk Festival 2008: pacchetti Apt per turisti

da Teleradioerre
Saranno messi in vendita, attraverso i circuiti delle agenzie di viaggio ed altri canali turistici, pacchetti promozionali che consentiranno al turista di trascorrere qualche giorno in provincia di Foggia visitando i luoghi caratteristici di giorno e ascoltando buona musica la sera.
L’azienda di promozione turistica di Foggia, i direttori dei festival che rientrano nell’iniziativa "Five festival sud system" – le manifestazioni musicali che si svolgono in estate nel foggiano – i sindaci dei comuni di Orsara e Apricena e i rappresentanti delle agenzie di viaggio hanno curato un programma per accogliere i turisti interessati alla musica e a scoprire il territorio.
La manifestazione "Five festival sud system" è nata con lo scopo di portare, oltre alla buona musica, anche il turista nelle zone del foggiano meno frequentate da turisti nel periodo estivo. Nell’edizione 2008, i cinque festival della provincia di Foggia, infatti, viaggeranno sotto uno stesso marchio, dal Carpino Folk Festival a Festambiente Sud di Monte Sant’Angelo, dai Suoni in cava di Apricena al Festival Apuliae e all’Orsara Jazz.

Partecipate al sondaggio dell’Assessorato al Turismo della Regione Puglia

L’Assessorato al Turismo e Industria Alberghiera della Regione Puglia ha deciso di installare alcuni “totem” informativi in città e luoghi turistici significativi della nostra regione.
Si tratta, in buona sostanza, di  pannelli interattivi dotati di un sistema informativo online e di uno schermo touch screen, di facile utilizzo.
Come un computer, potrà essere interrogato e consultato per ricerche legate al turismo e al territorio e consentirà ai visitatori di navigare (in modo totalmente gratuito) sul portale istituzionale del turismo pugliese http://www.viaggiareinpuglia.it.
In questo modo si potrà far conoscere a tutti, turisti e non, le bellezze della nostra terra fornendo una serie di informazioni del nostro territorio.

Personalmente ho indicato Carpino come sede opportuna per un’installazione anche solo mobile per il periodo di Agosto ed in particolare ho indicato il centro anziani situato allu Puzz di Sant Rocco.
Se siete daccordo con la mia indicazione partecipate al sondaggio.

Altra sede opportuna potrebbe essere il Palazzo Barone, in ogni caso deve essere il un luogo visibile e al tempo stesso sicuro.

Riportiamo la discussione in essere intorno alla NdT (3)

100.000 euro per la Notte della Taranta – è il titolo apparso sulla GdM che sta accendendo una discussione che trovo interessante riportare sul nostro Blog per mostrare quanta passione, giusta o sbagliata, il Salento dedica alla NdT e cercare di capire insieme come mai, invece, sul  Gargano si dedica poco spazio, anche nell’attuale campagna elettorale a temi che ruotano intorno alle parole : cultura, turismo e marketing territoriale.
Attenzione a non commettere l’errore di pensare che si tratti di un problema esclusivamente politico, anzi qui la politica centra molto poco. Cosa ne pensano i giornalisti, gli artisti, gli operatori turisitici, quelli dello spettacolo ed ancora cosa ne pensano i  pubblicitari e gli intellettuali del Gargano?

Taranta, ecco lo strada del Sud che ha un’idea

di Sergio Blasi
da Paese Nuovo di sabato 22 marzo 2008

Ho letto con attenzione il lungo, lucido ed appassionato intervento di Mauro Marino sulla questione della Fondaziona La Notte della Taranta.
Raccolgo l’auspicio e l’invito ed ecco pronto il petto alla frecce.
L’ho sempre fatto in questi lunghi anni di attività politica ed amministrativa, provando sempre a metterci le idee senza esitazione e la faccia senza tentennamenti.
C’è un’idea della politica alla quale non so rinuciare ed è quel nobile e splendido insegnamento di Norberto Bobbio che pensava: "la democrazia (quindi il governo del popolo) è il governo della cosa pubblica in pubblico".
E allora il senso profondo che io attribuisco alla Notte della Taranta è l’idea di un Sud che sa partendo da sé dalle sue risorse pensarsi e pensare ad un progetto di sviluppo. La fondazione l’ho sempre pensata così, il luogo nel quale è possibile preservare un progetto culturale senza tinteggiarlo con con la vernice dell’appartenenza politica a questo o a quello schieramento.
La fondazione è l’unico possibile dentro il quale approfondire la conoscenza, investigare il passato, tradurlo con le parole e il linguagio di oggi, dove possono trovare soddisfazione e mettere a disposizione di tanti giovani curiosi ed appassionati studiosi, materiali, ricerche e mezzi per catalogare tutto il possibile per consentire finalmente di avere un luogo fisico, pareti tavoli, sedie, carta, penne, fotocopiatori, dove tutti questi materiali siano a disposizione di tutti.
La fondazione non potrà e non è mai stata pensata a tale scopo avere come suo unico campo d’azione, come sua unica ragione sociale, l’organizzazione del festival "La Notte della Taranta".
Anche perché non solo il festival c’è già, ma perché è molto più comodo molto più discrezionale per gli amministratori della Grecìa pensare di organizzare il festival nell’ambito dell’Unione Grika. La fondazione al contrario diretta da altri soci che si aggiungono alla Grecìa come la Provincia e la Regione (oggi sono governate dal centrosinistra e io spero che lo siano anche da qui a cent’anni).
Allora è chiaro che la fondazione è uno strumento culturale a tutto tondo capace di esprimere pensiero culturale e quindi politico sullo sviluppo e sul futuro di una terra come il Salento.
Ed è qui la riflessione sul Sud, su cosa siamo stati e su cose potremmo essere, tutto dipende dalle scelte che faremo come classe dirigente, è il nostro compito.
E allora a lungo siamo stati braccia, che lasciavano le nostre case per andare in America prima, nelle miniere poi e nelle fabriche del Nord.
Lavoravamo sin da bambini andavamo a raccogliere le olive e a infilare con gli aghi spadino le foglie di xanti yaca e sul lungomare tiravamo lunghe reti intrecciate da corde grosse come braccia. Non avevamo il petrolio ma un pezzo del Sud non se lo fece mancare. Navi grandi lo portavano a raffinare sulle nostre spiagge più belle e puzzava soprattutto quando spirava scirocco e la fiamma perpetua che smaltiva le scorie di quel raffinare è stato per lungo tempo il nostro cero acceso al dio progresso.
Non avevamo più eretto torri per avvistare i Saraceni ma ne avevamo altre di forma più stretta, più snella, più alte e in cima fumavano.
Abbiamo portato in giro per le piazze d’Italia reclamando attenzione sul quel nostro essere Sud: eravamo la questione meridionale. Le classi dirigenti locali, piagnone e pavide, pronte ad aggrpparsi all’elemosina di turno, furono pronte a ringraziare chi ci dispensò la Cassa del Mezzogiorno.
Ci diedero a mensa pasti buoni a saziarci per cinque minuti e subito dopo lasciarci nella fame della disoccupazione.
Furono i tempi delle fabbriche buone solo per il giorno dell’inaugurazione, magari con padroni venuti dal Nord che dopo aver intascato gli "aiuti" ci consegnavano l’abbandono. Poi furono i terremoti del Sud ad indicarci un modello di sviluppo, fiumi di denaro finiti in mille mani che nei ritagli di tempo si preoccupavano di ricostruire, e nella gran parte del tempo di costruire 1.000 "imprese", società per azioni e sopraffazioni.
Poi ci pensò l’Europa, aree sottosviluppate così a Bruxelles chiamano il nostro sottosviluppo e invece di portarci opportunità collettiva una classe dirigente ancora una volta miope e pasticciona ha sprecato in incomprensibili acronomi POP, POR PIS, ecc una chance per noi e per le generazioni che verranno.
Ecco allora il pensiero del ragno La Notte della Taranta come un grande atto politico che metta nelle condizioni una terra come il Salento di fronte ad un mondo che cambiava, e cambia velocemente, di ripartire da sé.
Dal proprio pensiero e dalla propria capacità di pensarsi e progettarsi. Questo è la Notte della Taranta.
E la fondazione dovrà essere la staizone di comando, affinché al tavolo dove si progetta e si programma lo sviluppo, al nostro arrivo, all’arrivo del Salento, non si trovino solo posti in piedi; e quello che ci rimane da prendere non sia altro che ciò che il Nord scarta. Non vogliamo essere una sfumatura del Nord.

Vendola salva la Taranta
di Francesco Lefons
100.000 euro per la Notte della Taranta
di Giovanni Pellegrino

Riportiamo la discussione in essere intorno alla NdT (2)

100.000 euro per la Notte della Taranta – è il titolo apparso sulla GdM che sta accendendo una discussione che trovo interessante riportare sul nostro Blog per mostrare quanta passione, giusta o sbagliata, il Salento dedica alla NdT e cercare di capire insieme a voi come mai invece sul  Gargano si dedica poco spazio, anche nell’attuale campagna elettorale a temi che ruotano intorno alle parole : cultura, turismo e marketing territoriale.
Attenzione a non commettere l’errore di pensare che si tratti di un problema esclusivamente politico, anzi qui la politica centra molto poco. Cosa ne pensano i giornalisti, gli artisti, gli operatori turisitici, quelli dello spettacolo e d ancora cosa pensano i  pubblicitari e  gli intellettuali?

Vendola salva la Taranta
Da Bari arrivano le assicurazione dell’assessore regionale, Silvia Godelli. Ma nel Salento la cultura è sempre più terreno di scontro politico per la legittimazione del potere
di Francesco Lefons
da Paese nuovo di giovedì 20 marzo 2008

I soldi per la "Notte della Taranta" non mancheranno, almeno non quelli di Nichi Vendola. Ad assicurarlo è l’assessore regionale alla Cultura, Silvia Godelli, che spiega come l’Unione dei Comuni della Grecìa non rimarrà a secco per l’edizione 2008 del Festival nonostante il recente aut aut posto da Pellegrino. Una decisione, quella del Presidente della Provincia di Lecce, dal sapore fortemente politico; una sorta di attacco frontale nei confronti di Sergio Blasi. Tra qualche mese infatti (nel 2009), i due potrebbero trovarsi nel mezzo di un campagna elettorale interna al centrosinistra per decidere per decidere chi dovrà correre per la poltrona più alta di Palazzo dei Celestini. E poi c’è l’affare culturale, divenuto ormai vero e proprio terreno di scontro per la legittimazione del potere politico.
Dovesse andare male, i soldi, per la Notte della Taranta, non mancheranno. Parola di assessore regionale, parola di Silvia Godelli. Lei, delle beghe politiche tra Giovanni Pellegrino e Sergio Blasi, dice di saperne poco e niente. Non sa, e forse neanche le interessa sapere, che il Presidente della Provincia ha di recente annunciato di non essere disposto a finanziare l’evento se non a riparo di una fondazione. Il che, in termini strettamente economici, vuol dire che l’edizione 2008 del Festival dovrà fare a meno di qualcosa come 200.000 euro, visto che sembra del tutto improbabile si possa procedere a creare ex novo una Fondazione della Taranta (o qualcosa di simile) in tempi utili.
"Per quanto riguarda la Regione – spiega la Godelli – le cose funzionano diversamente. Io, in un certo senso, ho l’obbligo di finanziare la Notte della Taranta". Trattasi di obblighi di carattere normativo e nulla più. Esistono, infatti, appositi bandi regionali per l’area spettacoli con i quali si accordano finanziamenti a quei soggetti che rispondono a determinati requisiti. L’Unione dei Comuni rientra tra questi soggetti, cosicché "nel finanziamento all’evento in questione – continua l’assessore regionale – procedo per evidenza pubblica. Non faccio altro che seguire le procedure". Nulla è dato di sapere in merito all’entità della somma (che dovrebbe oscillare tra i 150.000 e i 200.000 euro), l’istruttoria dei progetti presentati si è appena conclusa, e solo tra un mese si procederà alle delibere per il finanziamento. Quanto all’ipotesi Fondazione, la Godelli la considera "auspicabile" non tanto per questioni di natura finanziaria, quanto per il potenziamento qualitativo del Festival. A riguardo, però, un’altra perplessità: "Le confesso di non sapere come mai una Fondazione ancora non ci sia". E tanto basterebbe per capire che il terreno del dibattito tarantato tra Pellegrino e Blasi abita giustappunto tra Palazzo dei Celestini e Melpignano. Ma, soprattutto, appare del tutto evidente che il terreno di scontro tra i due non è la cultura in sé, ma una particolare categoria a essa strettamente correlata: quella che dal palco di Melpignano crea consenso e, di lì a poco, potere. A maggior ragione se tra qualche mese i due potrebbero trovarsi nel mezzo di una lotta interna per stabilire chi sarà il candidato del centrosinistra nella corsa elettorale alla Provincia. Vista sotto quest’ottica la "Notte della Taranta" assume un’importanza che va al di là dei 200.000 euro, della Fondazione e di qualsiasi capriccio istituzional-formale. A meno che questi capricci non tornino utili per la definizione dei rapporti di forza all’interno dello scacchiere poliitco-territoriale dell’intera provincia. Se così fosse, il reale obiettivo dell’attuale presidente della Provincia – decisamente poco popolare – potrebbe essere quello di attirare a sé le simpatie bipartisan di tutti i sindaci "antiblasiani" sparsi qua e là per il Salento, usando come terreno di manovra proprio la "Notte della Taranta", vera e propria croce e delizia – forse più croce che delizia – dell’agenda politica provinciale.
Si potrebbe dire che la contesa politica, in realtà, è culturale; oppure che una certa cultura del potere trasforma la cultura in un imprescindibile presupposto per il potere. Come fosse una sorta di status che corona le teste di politici illuminati e che, proprio per questo motivo, non possono essere considerati come tutti gli altri. E poi, puerile ma vero, occuparsi di cultura vuol dire misurare gli umori di una larga fetta di elettorato e vuol dire, tra le altre cose, gestire somme di denaro di non poco conto.
Ci dovrà pur essere un motivo se le due grandi querce del panorama politico salentino – Adriana Poli e Giovanni Pellegrino – sono saldamente ancorati alla poltrona dell’assessorato alla Cultura. La Poli da ormai dieci anni gestisce l’affare, mentre Pellegrino, dopo l’abbandono di Sandra Antonica, ha impedito che il "giovane Blasi" ne prendesse il posto. E lo ha fatto come fosse un anziano educatore che sorprende il bambino troppo vivace con tutte e due le mani nella mamellata. In fondo si sa, la cultura è roba da grandi. Ai bambini spetta il gioco e quella beata innocenza che li esclude da ogni questione decisionale. I problemi cominciano a sorgere quando i bambini di una volta si fanno grandi e cominciano ad avanzare pretese nuove: il gioco diventa serio e i tempi belli della beata innocenza prendono la strada del ricordo.
Se a livello cittadino il pericolo di lesa maestà è ridotto al minimo – nessuno sembra avanzare pretese rispetto al "dominio" della Poli – a livello provinciale le cose stanno diversamente. La leadership culturale di Pellegrino sente sul collo il fiato di Blasi e, più in generale, di quella che lo stesso segretario provinciale del Pd ha definito "Generazione Taranta". Per informazioni vedere sulla cartina geografica i confini della Grecìa Salentina, concentrare l’attenzione su Melpignano e Martignano, e poi trarre l duvute considerazioni.
Basta poco per rendersi conto che il vento che soffia su Palazzo dei Celestini è grecanico. Pellegrino lo sa e cerca di arginare ogni spiffero proveniente da quelle terre. Ma il 2009 elettorale per ora è lontano – ci sono le politiche – e le occasioni per per mettere in chiaro strategie e rapporti di forza si moltiplicheranno strada facendo. Nel breve periodo resta da capire se la posizione (politica) di Pellegrino nei confronti dell’edizione 2009 della "Notte della Taranta" sarà, soìino alla fine, quella espressa nei giorni scorsi: ossia il non finanziamento in attesa di una Fondazione. Appurato che Regione e Ministero, con relativi finanziamenti, viaggiano su altri binari rispetto a quelli provinciali, non rimane che attendere la risposta (politica) di Blasi e "Generazione Taranta" tutta. Per il momento le grecaniche bocche sono cucite. Nessuno vuol parlare, men che mai Blasi. A lui, che è segretario provinciale del Pd, la campagna elettorale lo impedisce per ragioni di partito. Non a Pellegrino, però, che almeno per il momento gioca la sua partita da libero battitore.

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  • È normale che in una caserma dello Stato sbandieri una bandiera che non sia quella Italiana? Quando sbatteremo... fb.me/MBejHzGs 1 week ago