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Riportiamo la discussione in essere intorno alla NdT (3)

100.000 euro per la Notte della Taranta – è il titolo apparso sulla GdM che sta accendendo una discussione che trovo interessante riportare sul nostro Blog per mostrare quanta passione, giusta o sbagliata, il Salento dedica alla NdT e cercare di capire insieme come mai, invece, sul  Gargano si dedica poco spazio, anche nell’attuale campagna elettorale a temi che ruotano intorno alle parole : cultura, turismo e marketing territoriale.
Attenzione a non commettere l’errore di pensare che si tratti di un problema esclusivamente politico, anzi qui la politica centra molto poco. Cosa ne pensano i giornalisti, gli artisti, gli operatori turisitici, quelli dello spettacolo ed ancora cosa ne pensano i  pubblicitari e gli intellettuali del Gargano?

Taranta, ecco lo strada del Sud che ha un’idea

di Sergio Blasi
da Paese Nuovo di sabato 22 marzo 2008

Ho letto con attenzione il lungo, lucido ed appassionato intervento di Mauro Marino sulla questione della Fondaziona La Notte della Taranta.
Raccolgo l’auspicio e l’invito ed ecco pronto il petto alla frecce.
L’ho sempre fatto in questi lunghi anni di attività politica ed amministrativa, provando sempre a metterci le idee senza esitazione e la faccia senza tentennamenti.
C’è un’idea della politica alla quale non so rinuciare ed è quel nobile e splendido insegnamento di Norberto Bobbio che pensava: "la democrazia (quindi il governo del popolo) è il governo della cosa pubblica in pubblico".
E allora il senso profondo che io attribuisco alla Notte della Taranta è l’idea di un Sud che sa partendo da sé dalle sue risorse pensarsi e pensare ad un progetto di sviluppo. La fondazione l’ho sempre pensata così, il luogo nel quale è possibile preservare un progetto culturale senza tinteggiarlo con con la vernice dell’appartenenza politica a questo o a quello schieramento.
La fondazione è l’unico possibile dentro il quale approfondire la conoscenza, investigare il passato, tradurlo con le parole e il linguagio di oggi, dove possono trovare soddisfazione e mettere a disposizione di tanti giovani curiosi ed appassionati studiosi, materiali, ricerche e mezzi per catalogare tutto il possibile per consentire finalmente di avere un luogo fisico, pareti tavoli, sedie, carta, penne, fotocopiatori, dove tutti questi materiali siano a disposizione di tutti.
La fondazione non potrà e non è mai stata pensata a tale scopo avere come suo unico campo d’azione, come sua unica ragione sociale, l’organizzazione del festival "La Notte della Taranta".
Anche perché non solo il festival c’è già, ma perché è molto più comodo molto più discrezionale per gli amministratori della Grecìa pensare di organizzare il festival nell’ambito dell’Unione Grika. La fondazione al contrario diretta da altri soci che si aggiungono alla Grecìa come la Provincia e la Regione (oggi sono governate dal centrosinistra e io spero che lo siano anche da qui a cent’anni).
Allora è chiaro che la fondazione è uno strumento culturale a tutto tondo capace di esprimere pensiero culturale e quindi politico sullo sviluppo e sul futuro di una terra come il Salento.
Ed è qui la riflessione sul Sud, su cosa siamo stati e su cose potremmo essere, tutto dipende dalle scelte che faremo come classe dirigente, è il nostro compito.
E allora a lungo siamo stati braccia, che lasciavano le nostre case per andare in America prima, nelle miniere poi e nelle fabriche del Nord.
Lavoravamo sin da bambini andavamo a raccogliere le olive e a infilare con gli aghi spadino le foglie di xanti yaca e sul lungomare tiravamo lunghe reti intrecciate da corde grosse come braccia. Non avevamo il petrolio ma un pezzo del Sud non se lo fece mancare. Navi grandi lo portavano a raffinare sulle nostre spiagge più belle e puzzava soprattutto quando spirava scirocco e la fiamma perpetua che smaltiva le scorie di quel raffinare è stato per lungo tempo il nostro cero acceso al dio progresso.
Non avevamo più eretto torri per avvistare i Saraceni ma ne avevamo altre di forma più stretta, più snella, più alte e in cima fumavano.
Abbiamo portato in giro per le piazze d’Italia reclamando attenzione sul quel nostro essere Sud: eravamo la questione meridionale. Le classi dirigenti locali, piagnone e pavide, pronte ad aggrpparsi all’elemosina di turno, furono pronte a ringraziare chi ci dispensò la Cassa del Mezzogiorno.
Ci diedero a mensa pasti buoni a saziarci per cinque minuti e subito dopo lasciarci nella fame della disoccupazione.
Furono i tempi delle fabbriche buone solo per il giorno dell’inaugurazione, magari con padroni venuti dal Nord che dopo aver intascato gli "aiuti" ci consegnavano l’abbandono. Poi furono i terremoti del Sud ad indicarci un modello di sviluppo, fiumi di denaro finiti in mille mani che nei ritagli di tempo si preoccupavano di ricostruire, e nella gran parte del tempo di costruire 1.000 "imprese", società per azioni e sopraffazioni.
Poi ci pensò l’Europa, aree sottosviluppate così a Bruxelles chiamano il nostro sottosviluppo e invece di portarci opportunità collettiva una classe dirigente ancora una volta miope e pasticciona ha sprecato in incomprensibili acronomi POP, POR PIS, ecc una chance per noi e per le generazioni che verranno.
Ecco allora il pensiero del ragno La Notte della Taranta come un grande atto politico che metta nelle condizioni una terra come il Salento di fronte ad un mondo che cambiava, e cambia velocemente, di ripartire da sé.
Dal proprio pensiero e dalla propria capacità di pensarsi e progettarsi. Questo è la Notte della Taranta.
E la fondazione dovrà essere la staizone di comando, affinché al tavolo dove si progetta e si programma lo sviluppo, al nostro arrivo, all’arrivo del Salento, non si trovino solo posti in piedi; e quello che ci rimane da prendere non sia altro che ciò che il Nord scarta. Non vogliamo essere una sfumatura del Nord.

Vendola salva la Taranta
di Francesco Lefons
100.000 euro per la Notte della Taranta
di Giovanni Pellegrino

Discussione

10 pensieri su “Riportiamo la discussione in essere intorno alla NdT (3)

  1. “Infrastrutture, idee e competenze per lo sviluppo di un vero Sistema Turistico della Capitanata”

    “Il turismo può essere una leva importante per il rilancio della Capitanata, è arrivato il momento di trasformare le potenzialità in un vero sistema turistico che integri la variegata offerta dei nostri territori promuovendola per quello che è realmente: un unicum di mare, monti, città d’arte, sentieri della fede e borghi medievali che non ha eguali in Europa”. Ieri sera, a Mattinata, Paolo Campo ha presentato le sue proposte programmatiche per lo sviluppo del turismo. “Abbiamo bisogno di infrastrutture, idee e competenze – ha affermato il candidato del centrosinistra alla Presidenza della Provincia di Foggia – E’ necessario completare le opere pubbliche già avviate e attivarsi per la realizzazione di nuovi interventi che interessino la viabilità, il potenziamento delle aree portuali e il miglioramento del trasporto pubblico; di qui la proposta, che avanzeremo ad enti locali e operatori privati, di costituire il Consorzio di promozione dei Porti Turistici. E sempre sul fronte infrastrutturale, materiali o immateriali che siano, è nostro dovere utilizzare strategicamente ogni centesimo messo a disposizione dai fondi Pis e dalla legge regionale sui distretti produttivi”. Azioni mirate di marketing territoriale, diversificazione dell’offerta, destagionalizzazione del turismo anche attraverso una diversa organizzazione dei calendari degli eventi estivi e la promozione di pacchetti turistici “ad hoc” per le differenti tipologie di visitatori: queste, in estrema sintesi, le linee direttrici che Paolo Campo e il centrosinistra intendono seguire “per fare del turismo un settore capace di assorbire una fetta sempre più rilevante della domanda di lavoro presente sul territorio”. Una strada da percorrere con maggiore determinazione e convinzione rispetto al passato. “Dobbiamo valorizzare l’esperienza di alcuni piccoli comuni della nostra provincia – ha detto Campo – In Capitanata, ci sono paesi che hanno ottenuto riconoscimenti importanti: il marchio dei “Borghi più belli d’Italia”, quello della “Bandiera Arancione” assegnata dal Touring e, ancora, l’ingresso nel circuito delle “Città Slow”, dove assaporare lentamente la ricchezza della nostra enogastronomia ammirando le migliori espressioni del patrimonio architettonico, storico e paesaggistico della Daunia. Esperienze che testimoniano una migliore qualità della vita laddove si riteneva di essere condannati allo spopolamento e alla marginalità, sociale ed economica. Esperienze che vanno diffuse su tutto il territorio e integrate l’una con l’altra. Solo in questo modo possiamo dare l’impulso necessario alla nascita di aziende che producono tipicità e imprese di servizi capaci di creare nuovi posti di lavoro e di imporre su un più vasto mercato il marchio e il nome della Capitanata”.
    Paolo Campo

    Pubblicato da utente anonimo | marzo 26, 2008, 8:20 pm
  2. Bello il Carpino Folk Festival. Dirò una banalità. Abbiamo molto più del Salento, ma ci manca la consapevolezza che loro sembrano aver trovato: quella di essere una “regione” nella regione. Noi lo siamo più di loro. La Capitanata racchiude in sè territori, culture e dialetti anche diversissimi tra loro. E si ferma ai localismi. Dobbiamo imparare a capire che se Foggia cresce ne trae beneficio anche Manfredonia, e viceversa.
    Francesco

    Pubblicato da utente anonimo | marzo 27, 2008, 10:20 pm
  3. Turismo come veicolo territoriale
    Esiste l’esigenza di studiare mezzi e forme di incentivo sull’annosa questione della destagionalizzazione e delocalizzazione dei flussi turistici. Ciò in stretta correlazione con le nuove esigenze di sostenibilità ambientale dello sviluppo turistico auspicato.
    Per quanto concerne il complesso delle strutture ricettive, negli ultimi 15 anni la provincia di Foggia è stata caratterizzata da un processo di crescita di intensità simile a quella media nazionale (pari a circa 80,0%), sebbene l’intera regione Puglia abbia denotato una tendenza radicalmente diversa. Tale processo espansivo è stato ovviamente influenzato in modo significativo dall’evento giubilare.
    La crisi del turismo non escursionistico del comprensorio di San Giovanni Rotondo (le cui aspettative sono state ampiamente disattese) propone un altro importante obiettivo da perseguire nell’immediato futuro: il rilancio di forme alternative di turismo, quali quello religioso, agroambientale e culturale.
    D’altra parte, in termini di posti letto la crescita della provincia di Foggia (+7,0%) corrisponde solo alla metà della media regionale e, addirittura, a meno di un terzo della media nazionale. Cosicchè, negli ultimi anni le strutture ricettive provinciali sono sensibilmente aumentate, sebbene in assenza di un processo di concentrazione del numero di posti letto.
    Il dato più significativo riguarda però la dinamica delle presenze annuali nelle strutture ricettive ufficiali, pari a oltre 4 milioni e 200 mila. Infatti, la crescita delle presenze interne in Italia è stata di oltre il 25%, ossia meno della metà rispetto a quello della singola provincia di Foggia, avvantaggiata anche rispetto alla crescita regionale nel suo complesso. Questo sottolinea, se ve ne fosse bisogno, la forte centralità di tale comparto nell’economia del nostro territorio. Va tuttavia ricordato che il turismo interno nella provincia di Foggia resta fortemente imperniato (ad esclusione di Vieste, Peschici e Mattinata) sul turismo di marca nazionale (con circa il 90%).
    Ciò evidenzia un aspetto particolarmente sensibile da affrontare dalla nuova Amministrazione provinciale, soprattutto nell’ambito dei mutati equilibri monetari, ovvero il rilancio di una maggiore internazionalizzazione delle nostre mete turistiche, frenata forse proprio dalla mancanza di un vero sistema locale di offerta turistica, in grado di autopromuoversi oltre i confini nazionali.
    Restando in un’ottica economica va peraltro pienamente confermato il noto ritardo delle nostre aree in termini di potenzialità di spesa dei turisti: la spesa media nazionale per pernottamento (escluse le spese del viaggio intraprese per raggiungere la meta dello spostamento), è praticamente il doppio sia rispetto a quella misurata per l’intera Puglia che per quella relativa alla sola provincia di Foggia (di circa 50 euro). Negli ultimi anni sembra però essersi innescato un processo, sia pur lento, di miglioramento su cui sarà importante concentrare ulteriori sforzi.
    Anche su questo aspetto il ruolo dell’Ente provinciale non potrà essere che significativo, attraverso una maggiore “qualificazione” dei flussi turistici, tale da garantire un aumento del ritorno medio economico per ogni visitatore.
    A livello comunale, è poi necessario ricordare l’irrilevanza dell’offerta e della domanda turistica rilevata in diversi comuni (oltre 40) della provincia, i quali non dispongono di una reale capacità ricettiva: in particolare questo si manifesta in alcuni comuni del sub-appennino dauno e delle zone non adiacenti il litorale. Dobbiamo dunque chiederci se sia giusto isolare queste aree dai futuri flussi turistici.
    POLITICHE DA SVILUPPARE
    1) Alla componente territoriale – che dovrebbe rappresentare il principale filo conduttore dell’attività politica dell’Amministrazione comunale – sottende un concetto più ampio, ed in linea teorica non necessariamente condizionato solo da tale componente, ossia l’idea di sistema informativo integrato. Ciò è maggiormente vero se oggetto di interesse è il comparto turistico.
    Sulla scia dell’utile esperienza dell’Ufficio di Piano del territorio della nostra Provincia, dovrebbe intensificarsi la raccolta ragionata di tutta la produzione di dati anche sul turismo locale in un’ottica sempre più sistemica e integrata. Le utilità derivanti da un sistema informativo sul turismo completo e aggiornabile sono ovviamente molteplici. Tra queste, comunque, emerge su tutte quella di supporto decisionale per le amministrazioni locali sia comunali che sovra-comunali, soprattutto nella prospettiva di aggregazione in termini sistemici voluta dalla nota legge quadro sul turismo con riguardo ai “Sistemi Turistici Locali”.
    In tal senso è opportuno ricordare che l’8 gennaio 2003, con formale sottoscrizione dell’accordo di programma, è stato istituito il Sistema turistico gargano (S.t.g.), con l’obiettivo di creare e determinare un nuovo sistema dell’ospitalità basato sulla qualificazione e la diversificazione dell’offerta nell’arco dell’intero anno solare e, pertanto, non più limitata alle nicchie della stagionalità e delle singole località notoriamente turistiche. Il S.t.g. comprende 15 comuni, tutti della provincia di Foggia.
    In particolare vi partecipano: Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Isole Tremiti, Lesina, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Peschici, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Vico del Gargano e Vieste. In questo contesto il ruolo della nuova Amministrazione provinciale non potrà essere che propulsivo.
    2) Creare attività e condizioni di supporto
    allo sviluppo di forme di turismo alternative. Non va infatti dimenticato che la nostra terra ha ancora tanto da esprimere in tal senso. Pensiamo al passato, ad esempio a Federico II, convinto assertore dell’incontro fra la cultura europea e quella arabo-mediterranea, il quale ha lasciato tracce profonde in Puglia e in tutta la Capitanata. Pensiamo ai castelli che ha progettato e fatto edificare, fra i quali spicca la magica architettura di Castel del Monte. Ancor prima degli Svevi, sin dall’antichità, la Daunia è stata luogo di transito e di incontro di popoli e civiltà diverse: greca, romana, bizantina, longobarda, normanna. Lo confermano le testimonianze archeologiche, lo straordinario pregio delle suggestive cattedrali, dei centri storici, custoditi con sapienza e con orgoglio. Su tutte la “Via Sacra Langobardorum” è emblematica di questo percorso e continua ad essere meta di pellegrini che giungono da varie parti dell’Europa, per visitare i Santuari di Monte S. Angelo, dell’Incoronata, di San Giovanni Rotondo, e proseguire, almeno idealmente, verso Gerusalemme. Tutto ciò al di là delle bellezze paesaggistiche senza pari, in un territorio complesso che dal Tavoliere si estende al Gargano verso il mare e, all’interno, verso i monti del Subappennino.
    Quanto precede evidenzia la presenza di condizioni favorevoli per la creazione di nuovi tipi di percorsi turistici, oltre a quello classico balneare, da proporre durante tutte le stagioni dell’anno: vedi turismo archeologico e artistico, religioso, termale, enogastronomico. L’attività di impulso dell’Ente provinciale dovrà in tal senso essere molto più incisiva del passato.
    3) Creare migliori condizioni politiche per l’avvio di una possibile soluzione ai soliti problemi infrastrutturali. Alcuni punti di forza andrebbero valorizzati, il Porto di Manfredonia; più in generale, va rafforzato tutto il sistema della costa adriatica, puntando sull’intermodalità e sull’utilizzo più intenso delle “Autostrade del Mare”.
    L’annoso problema dell’aeroporto civile Gino Lisa e dei relativi collegamenti aerei.
    Il raddoppio della linea ferroviaria adriatica e la prospettiva del collegamento con la linea ad alta velocità Napoli-Bari. Uno sviluppo duraturo e sostenibile richiede un impegno forte e costante condiviso dalle istituzioni centrali e locali, ciò soprattutto nel tentativo di trovare una soluzione al problema infrastrutturale del nostro territorio.
    4) Strutturare in modo sempre più efficiente un Servizio di Programmazione e Politiche Comunitarie per il turismo con la finalità di supportare dal punto di vista informativo e organizzativo le scelte del vertice politico. Il servizio dovrebbe informare tempestivamente la struttura amministrativa ed il vertice politico sulla possibilità di partecipare a bandi comunitari, nazionali o regionali. Esso dovrebbe elaborare idee progettuali ricercando partner e provvedendo ad espletare la fase amministrativa dell’iter burocratico. L’obiettivo di fondo, ovviamente, dovrebbe essere sempre quello di promuovere e coordinare le iniziative e i progetti finalizzati ad incentivare lo sviluppo economico-turistico del territorio, nell’ambito di quel ruolo strategico che la legge attribuisce alla “Provincia” quale protagonista di scelte programmatiche e di pianificazione.
    In tale ambito la programmazione non potrà svincolarsi dalla finalizzazione della stessa allo sviluppo locale. Per questo un altro ufficio da sviluppare dovrà essere quello del Servizio di Programmazione e Sviluppo Locale. Il servizio dovrà potenziare le ricerche e gli studi, promuovendo collaborazioni partenariati, convenzioni e protocolli d’intesa con altre realtà istituzionali esistenti sul territorio (Comuni, Comunità Montane, Regioni, Università, Camera di Commercio, Associazioni di categoria). Il tutto coordinando anche dal punto di vista amministrativo tutte le iniziative connesse.
    Creare un portale multilingue che differenzi e gestisca le richieste relative ai diversi ambiti turistici della Capitanata, potrà essere un ulteriore strumento di comunicazione e di diffusione per…

    Pubblicato da utente anonimo | marzo 29, 2008, 1:58 pm
  4. Cultura come sviluppo sociale
    La cultura è da sempre al centro di ogni sviluppo sociale, è un importante motore economico che consente la crescita e la valorizzazione del territorio e dei suoi abitanti, in particolare delle nuove generazioni.
    Ripristinare l’Assessorato alla Cultura, e non un’agenzia che deve soltanto smistare i fondi senza avere capacità gestionali, pedagogiche ed organizzative, è un primo passo per poter riacquisire i valori primari di un sviluppo culturale che non si può arenare di fronte a semplici logiche clientelari. Questo anche per valutare l’organizzazione di grandi eventi in varie parti della Capitanata come principio fondamentale per dimostrare le potenzialità ricettive di tutto il territorio.
    Bisogna pensare ad una cultura che non abbia confini, che non sia ristretta nei semplici ambiti locali, che non possa essere relegata al destino di una sagra paesana o delle semplici attività estive.
    Verranno quindi sostenuti ed incentivati i momenti di approfondimento e di ricerca, cercando l’appoggio di enti e fondazioni private, cooperare ed aggregare oltre ogni interesse legato a ristretti eventi di facile risonanza. Creare una politica culturale che non si disperda in mille rivoli ma che agisca da coordinatrice dei vari momenti presenti sul territorio.
    L’Assessorato si preoccuperà di mettere in rete le iniziative culturali su tutto il territorio, svolgendo un ruolo di coordinamento delle attività sparse e frammentate, promuovendo l’interazione delle associazioni locali con le università presenti in Provincia, per la crescita culturale della popolazione.
    Il ruolo della Provincia, in quanto istituzione pubblica, sarà comunque quello di favorire la nascita e la crescita di iniziative che valorizzino la cultura locale, attraverso la promozione di attività istituzionali in cui il ruolo e la partecipazione dei privati, intesi come gruppi ed associazioni, sia determinante. L’approccio al mondo della cultura andrà a raggiungere tutte le importanti iniziative ora attivate ed i vari sistemi provinciali come quello museale, quello teatrale e quello bibliotecario che restano punte d’eccellenza nel nostro territorio. Il Festival del Cinema indipendente, progetti letterari ed altri progetti dotati di un ampio respiro, saranno sostenuti, così come le varie attività musicali, con un occhio di riguardo al rilevante ruolo sociale che devono avere anche i musei provinciali, la biblioteca ed il “Teatro del Fuoco”.
    Favorire l’accrescimento culturale della cittadinanza potrebbe essere possibile anche con l’attivazione di sale multimediali gratuite aperte a tutti: consultazione di banche di dati professionali in materia culturale, giuridica, tecnica e fiscale, accesso a riviste elettroniche ed a risorse di Rete di vario genere.
    Mettendo a disposizione questi strumenti pubblici, la cittadinanza potrebbe contribuire in maniera fattiva al rilancio della nostra Provincia, con una maggiore consapevolezza delle proprie risorse.
    Antonio Pepe

    Pubblicato da utente anonimo | marzo 29, 2008, 2:01 pm
  5. La cultura
    Le tradizionali funzioni della Provincia nell’ambito della formazione e della cultura vanno potenziate e portate all’eccellenza: va riaffermata l’indispensabilità del ruolo dell’Università e valorizzato il ruolo dell’associazionismo e del volontariato. La cultura non va confinata in una dimensione edonistica o ricreativa: bisogna pensare agli investimenti duraturi, in termini di strutture e di infrastrutture. Si può pensare, ad esempio, a interventi che realizzino nelle scuole provinciali aree wireless aperte alla libera connessione.

    Il turismo
    In presenza di costante deficit strutturale, organizzativo e culturale degli altri settori economici ed in auspicio di una diversa politica di raccordo per l’ottenimento di risorse utilizzabili, il turismo potrebbe rappresentare per la Capitanata e non solo per il Gargano il settore di eccellenza e di traino dell’intera economia locale.

    La provincia di Foggia ha fatto registrare, nell’ultimo censimento disponibile, una presenza turistica ufficiale pari a circa 4 milioni e 300 mila unità, di cui circa il 95% sul Gargano. Di contro, attraverso il calcolo di altri indicatori statistici, si registrata anche la presenza turistica effettiva pari a circa 16 milioni di unità, di cui il 75% sempre sul Gargano. A parte Foggia (turismo d’affari), san Giovanni Rotondo ed in parte Monte Sant’Angelo (turismo religioso) le presenze turistiche sono concentrate, a luglio e ad agosto. In Capitanata il fenomeno della stagionalizzazione dei flussi turistici assume caratteristiche assai rilevanti e penalizzanti tanto da collocare la provincia di Foggia, nonostante tutto, tra i posti più bassi per indici di turisticità, anche se tra le circoscrizioni turistiche Vieste occupa un onorabile 22° posto su scala nazionale. Ma è solo una splendida eccezione.

    Il marketing territoriale
    Le imprese vocazionali citate trovano un punto di incontro nell’affinamento e nell’irrobustimento del marketing territoriale, che finora è stato fatto poco e male. Promodaunia deve essere potenziata nei compiti e nella composizione, con un effettivo coinvolgimento delle autonomie locali e la fine della dissennata prassi di disperdere le già scarse risorse in mille inutili rivoli.
    Enrico Santaniello

    Pubblicato da utente anonimo | aprile 2, 2008, 2:35 pm
  6. A proposito di cultura come sviluppo sociale, mi sono particolarmente soffermato su quanto scritto, sempre tra le note di questo..(blog) egregio confronto culturale, da un candidato alla massima carica provinciale della prossima tornata elettorale: “la cultura è un importante motore economico che consente la crescita e la valorizzazione del territorio e dei suoi abitanti, in particolare delle nuove generazioni….”! Queste parole se da un lato mi fanno ben sperare, in quanto rappresentante di una Associazione che crede nei veri valori della “cultura”, dall’altra mi lasciano un pò perplesso se penso a quello che sta accadendo nel Salento con la Notte della Taranta. Il dualismo cultura e Politica dei partiti da sempre ha generato discussioni, polemiche e attriti che certamente non si esaururanno per il momento! Noi invece(anche se pochi), non so Voi, siamo più che mai convinti che la Politica dei partiti e la cultura sono due aspetti fondamentali in una democrazia moderna. La Politica dei partiti ha il dovere di dare risposte e soluzioni alle esigenze reali di un territorio e di quelle persone che in forma associata credono nella cultura come sviluppo sociale di un popolo! Ed in questo Carpino vanta ancora, per fortuna, di valide associazioni, prime fra tutte Carpino Folk Festiva e Pro Loco, che rappresentano una risorsa ed una certezza per guardare il futuro con maggior fiducia. E’ questo l’augurio che ci sentiamo di confidare a quanti hanno subito il fascino della tentazione di saltare il fosso e proporsi all’avventura politica di questi giorni, e magari insieme a loro ricostruire il futuro:Basta poco! Ci sono persone che dormono e sognano di fare cose importanti…altre stanno sveglie e le fanno, o le hanno già fatte!
    Michele Simone

    Pubblicato da utente anonimo | aprile 4, 2008, 2:46 pm
  7. Ai nostri candidati alla Provincia.
    Il turismo come fonte di ricchezza e quindi crescita del sistema socio-economico Garganico.
    Non concordo con quanto affermato nel Blog, basta vedere i dati relativi alla media del reddito pro-capite degli ultimi 20 anni per farsi un idea.
    Tutte le discussioni sulle varie forme di turismo:religioso, enogastronomico culturale escursionistico, hanno un solo comune denominatore “il profitto di pochi” è indubbio che chi ha guadagnato sui flussi turistici sono stati pochi (e non mi parlate di indotto, di lavoro stagionale, di meglio 500 euro che niente) la ricchezza non è stata redistribuita in maniera equa, al 10 % della popolazione è andato l’ 80% dei profitti ricavati, per non parlare dei prezzi.
    Vi rendete conto che d’estate il costo della vita aumenta di riflesso in maniera esponenziale?
    Altro problema la razionalizzazione dei flussi turistici, lo sviluppo della ricettività e tutte le altre cose sopra dette che impatto avranno sul nostro sistema culturale? sulle nostre tradizioni?.
    Non vedo nessuna politica di tutela e conservazione (istituzionale)
    in atto, solo un momento di mercato (business). Ruolo determinante giocano le associazioni (preferirei fondazioni) con la loro opera (meritoria di più attenzione) di conservazione studio, tutela di tutte le manifestazioni culturali del nostro paese.
    La NDT secondo voi non è una operazione economica? o perlomeno non si trasformata in tale?
    Ben vengano anche da noi tutte le iniziative sopra dette ma attenzione nella ridistribuzione della ricchezza prodotta o indotta. Attenzione agli investimenti che si faranno, attenzione alle strade che si costruiranno, agli aeroporti che si faranno ecc. Il nostro isolamento se da un lato è stato deleterio per il nostro progresso socio economico, da un altro ci ha preservate tutte quelle ricchezze che oggi ci permettono di programmare meglio il nostro futuro.
    Per quanto riguarda la ricettività avete idea di quante cose vuote ci sono nei centri storici dei paesini dell’interno del gargano? tantissime! i centri storici sono stati abbandonati, non sarebbe l’ora di pensare ad un recupero degli stessi? per poi inserirli in un circuito virtuoso che permetta alla gente innamorata di questi luoghi di viverci stabilmente? (ChiantiShire docet) è un modo diverso di vedere le cose.
    Altro aspetto importante la legalità che alle nostre latitudini è carente. Se non si ripristina un minimo di legalità, di sicurezza credete che ci sia gente disposta a venire da noi? Uno degli indicatori di cui si tiene estremamente conto è la sicurezza delle persone e delle cose. A che punto stiamo?
    Quali sono le proposte? le iniziative? Quale è il Commissariato di P.S, più vicino? è il capoluogo provinciale che dista a 100 Km? perchè non si è mai chiesto l’istituzione di una provincia Gargano? tutti treni ormai persi dalla politica locale.
    Cosa pensate di fare? (politici candidati), spero in una risposta articolata comprensiva di soluzioni praticabili a medio termine e e non dei soliti slogan irrealizzabili.
    Grazie per l’ospitalità
    Angelo

    Pubblicato da utente anonimo | aprile 5, 2008, 8:28 am
  8. SANTANIELLO: “AIUTEREMO IL CARPINO FOLK FESTIVAL”
    Santaniello: “Il Carpino Folk Festival è un esempio virtuoso da sostenere e da imitare”

    “Più a Sud della Capitanata, nel Salento della Pizzica, piovono fondi per la ‘Notte della Taranta’. Regione Puglia e Provincia di Lecce tentano di strapparsi il primato delle risorse dedicate, in una singolare asta di ‘beneficenza culturale’.

    Il gemellaggio tra il nostro Carpino Folk Festival e l’evento della Grecìa salentina denota lungimiranza ed è sintomo di una cultura che pur non rinunciando alla propria identità non cede agli egoismi. La Regione Puglia mi pare non abbia colto questa importante caratteristica”. Lo dichiara Enrico Santaniello, candidato alla presidenza della Provincia di Foggia, a capo della coalizione di centro, che interviene in merito alla questione dello stanziamento in favore del festival di Melpignano.
    “Il governo regionale e l’amministrazione provinciale di Foggia sono chiamati a sostenere il Carpino Folk Festival, che è un esempio virtuoso sia per la qualità della sua offerta culturale sia per il suo indubbio ruolo di attrattiva turistica. Da presidente della Provincia farò quanto è nelle mie possibilità per sostenere e valorizzare questa ed altre manifestazioni, cercando anche di stimolare intorno ad esse la nascita o la crescita del’offerta ricettiva. Una delle funzioni fondamentali della Provincia dev’essere quella di promuovere la cultura, che nel nostro territorio può felicemente coniugarsi con l’incentivo al turismo e allo sviluppo”.

    Pubblicato da NicolaMitrione | aprile 5, 2008, 1:57 pm
  9. FINALMENTE SE NE PARLA, E’ UN MIRACOLO.

    SE IL SEME NON CADE NEL TERRENO E NON MUORE, NON PORTA FRUTTI. CI SONO VOLUTI DIECI ANNI PER FARLO GERMOGLIARE. GRAZIE, ANCORA GRAZIE E PER SEMPRE GRAZIE ROCCO. IO CI CREDO E CONTINUERO’ A DARE. NICOLA MITRIONE.

    Pubblicato da utente anonimo | aprile 6, 2008, 9:08 am
  10. di Nicola Vascello, commissario APT Foggia
    Il commissario Apt riscontra in tutti e cinque i programmi la mancanza di una visione complessiva di sviluppo del sistema turistico di Capitanata

    Foggia – Ho avuto modo in questi giorni di leggere i programmi elettorali dei candidati alla carica di Presidente della Provincia. Pur nella genericità, resa necessaria dalla esigenza di sintesi imposta dalla stesura di un programma elettorale, vi ho trovato alcuni spunti interessanti. La carenza che ho riscontrato in tutti e cinque i programmi è la mancanza di una visione complessiva di sviluppo del sistema turistico di Capitanata. Per questa ragione mi sia consentito di sottoporre ai Candidati alcuni punti su cui l’APT di Foggia sta lavorando, e per la realizzazione dei quali risulterà determinante l’intervento in un prossimo futuro dell’Ente Provincia.
    1) Cabina di regia. Le ingenti risorse rivenienti dai fondi strutturali sono state disperse in troppi rivoli da troppi enti che a vario titolo si occupano di turismo. Occorrerebbe un momento di sintesi che coordini le diverse iniziative sul territorio.
    2) Area vasta. Le prossime risorse nella programmazione di Area vasta dovranno essere impegnate prevalentemente nella realizzazione di infrastrutture, e mi riferisco al miglioramento della viabilità sui Monti Dauni e sul Gargano, ed al recupero dei tanti deliziosi centri storici del nostro territorio.
    3) Aeroporto di Amendola. L’Aeroporto Gino Lisa di Foggia non ha più le condizioni minime per rispondere in maniera competitiva alle esigenze del comparto turistico Dauno. In questi ultimi anni le turbolenze che hanno interessato negli anni 90 l’area Balcanica stanno scemando, e quindi diventa sempre più praticabile l’ipotesi di utilizzo a fini turistici, e solo nei mesi estivi, dell’Aeroporto militare di Amendola. Affinché ciò si realizzi è necessario un impegno corale di tutti i soggetti interessati e di tutte le forze politiche della nostra Provincia. D’altro canto è possibile stilare un lungo elenco di esempi in cui aeroporti militari italiani vengono utilizzati anche a fini civili.
    4) Internazionalizzazione del prodotto turistico. Nella partecipazione alle Fiere specialistiche Internazionali, l’Italia si caratterizza per presentarsi come una compagnia di straccioni, Regioni, Province, Comuni, Camere di Commercio, Gal, Comunità Montane e chi più ne ha e più ne metta, impegnado risorse pubbliche per promuovere territori troppo piccoli e di difficile individuazione per acquirenti internazionali. In attesa di un auspicato ritorno ad una promozione turistica che veda nelle Fiere internazionali la presenza del Brand Italia, sarebbe necessario che l’Ente Provincia si impegni in un tavolo permanente che coinvolga tutti gli Enti locali, cercando di lasciare la internazionalizzazione dell’offerta turistica ad un Ente sovra territoriale quale la Regione Puglia.
    5) Fruibilità degli attrattori turistici. Molte risorse vengono impiegate per la promozione del territorio poco o niente viene fatto per garantire la fruibilità degli attrattori turistici. L’esempio da ampliare è quello del progetto “Città Aperte” realizzato da Ente Regione ed A.P.T. .
    6) Cartellone unico degli Eventi. Non più finanziamenti a pioggia per tanti piccoli eventi, ma una programmazione unica (seguendo l’esempio F.F.S.S.) in modo da trasformare eventi culturali di qualità in potenziali attrattori turistici.
    7) Raddoppio delle risorse nel Capitolo di Bilancio del Settore Turismo. La provincia di Foggia ha investito negli anni passati troppo poco per supportare il settore turistico. Il raddoppio delle risorse destinate ad un comparto così importante per lo sviluppo economico della nostra provincia si può fare, e comunque rappresenterebbe ancora poco più della metà di quanto investe la Provincia di Lecce nel settore turistico.

    Pubblicato da Anonimo | aprile 11, 2008, 4:51 pm

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