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L’ass. Godelli presenta Puglia Events, il nuovo portale degli eventi culturali della Puglia

L'assessore al turismo, cultura e Mediterraneo della Regione Puglia, Silvia Godelli, parla alla BIT 2011 di Milano. Tema centrale è la nuova posizione nel panorama turistico italiano conquistata dalla Puglia negli ultimi anni.
Per l'occasione è stato presentato Puglia Events, un innovativo sistema di comunicazione integrata degli eventi culturali come spettacoli dal vico, festival e mostre.

"Uno scacchiere ampio e articolato pensato per informare il viaggiatore ed intercettare nuovi segmenti della domanda turistica", ha specificato la Godelli. Si tratterà di "un portale evoluto e molto interattivo in cui gli utenti potranno essere informati di tutti gli eventi che si svolgono in Puglia e delle locations e le bellezze naturalistiche, architettoniche e artistiche.
Puglia events raccoglierà dentro di se tutti i tipi di eventi, da quelli del turismo religioso ai riti della settimana santa, dall'enogastronomia alle sagre, tutti i prodotti di eccellenza del nostro territorio, dal cinema ai grandi festival di musica tra luglio e agosto, Italia Wave, La notte della Taranta, Carpino Folk Festival, Festival della Valle d'Itria, ed i festival del cinema, il Bifest a Bari, il Festival del Cinema a Lecce e a Foggia,; un'ininterrotta galleria che è il supporto vincente per l'obbiettivo prossimo, la Puglia destagionalizza e conquista a se tutto il turismo del mondo, la Puglia emoziona!"

Testo e foto Domenico S. Antonacci

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La spiaggia di Foce Varano


Il Vicesindaco di Ischitella, Leonardo La Malva è preoccupato per le conseguenze che questo fenomeno potrebbe arrecare al turismo estivo. La Regione Puglia intende stanziare dei fondi per questa emergenza, speriamo lo faccia presto!

Domenico Sergio Antonacci

Alla Bit si parla di trekking e tratturi

La Puglia è sbarcata alla Bit di Milano. E negli stand della regione Puglia viene presentato uno degli obiettivi che sta più a cuore a Michele Pesante dell’ufficio dei tratturi della regione Puglia: il ripristino di Foggia, come capitale della transumanza di tutti quei tratturi e quelle mulattiere che legano il capoluogo di provincia all’Abruzzo, al Molise ed al resto della regione. Ovvero riportare in auge la centralità che Foggia acquisisce a partire dal 1447, quando da Alfonso D Aragona viene insignita del titolo di Capitale doganale della transumanza delle pecore per il regno borbonico ovvero per le regioni di Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata e Puglia. Nel 1886 un editto di Giuseppe Napoleone abolì il trasferimento degli ovini dalle regioni al Tavoliere d Italia in quanto questo viaggio era dannoso al territorio della Daunia e convogliava i guadagni altissimi solo nelle tasche dei pastori abruzzesi.
Furono gruppi illuministi ad accorgersi ed a sollevare la questione al Re venuto dalla Francia lamentando che il tavoliere delle Puglie era alla mercé di questi. “Prima di essere un lavoro questo mio occuparmi dei tratturi è un piacere – le parole di Pesante – Durante la settimana svolgo il mio lavoro occupando il mio ruolo di direttore dell’ufficio ma è nel fine settimana che svolgo la fase, che più mi entusiasma e che più mi piace porto il lavoro a casa, come si suol dire, e percorro personalmente le mulattiere ed i tratturi. Questo progetto, non sarebbe mai una realtà se non li percorressi tutti”. Il numero di questi è incalcolabile; centinaia, si snodano a raggiera dal centro di Foggia; “La legge regionale 29 del 2003 che richiama l’attenzione sui tratturi, li vuole riqualificati, promossi, e proposti. Sono una variante al solito turismo balneare -continua- In Alto Adige, io ci sono stato molte volte, puntano molto sul trekking, ed hanno, bellezze paesaggistiche, e soprattutto storiche molto minori”. In sostanza, attraverso il tratturo si propone la scoperta lenta di un territorio; “Pensiamo alla potenzialità di un percorso che collega Campo Reale (Avellino), a Vieste sottolinea con voce entusista – Al percorso che mostra le mille facce della Puglia: il Tavoliere con le sue distese di seminativo, le ombrose foreste del Promontorio, l’odore resinoso dei pini d’aleppo della costa; il tutto costellato di Masserie, cutini, chiese, grotte, insediamenti rupestri, paesi incantati”
E un bel modo per conoscere a fondo questo territorio; percorrere, come pecore mulattiere, che da Pescasseroli portano a Lucera, e che a loro volta si snodano in direzione di San Giovanni Rotondo, e che scendono verso Manfredonia. Un percorso a tutto tondo fatto di fede, e natura.
“Inoltre — ha continuato – è un bellissimo modo per unire realtà differenti dove il senso di appartenenza ad un territorio è quasi inesistente”. Creare una sorta di autostrada per bipedi, che ha il suo fulcro in capitanata e che taglia trasversalmente e longitudinalmente tutto il territorio”
Allo stand, è presente anche il direttore di Trekking,. Italo Clementi, che non nasconde il fascino che ha provato per la Puglia. “La Puglia è una regione da Trekkin è ben conformata, ha
tutte le potenzialità per attrarre una fetta di turismo che cresce sempre più in Italia. L’unico ostacolo è la non consapevolezza dei suoi abitanti, che ignorano, nonostante tutto, quello che possiedono e che ogni giorno calpestano sotto i piedi. Il Viaggio degli amanti di questa “disciplina , se così la vogliamo definire sono poi coloro che vivono a pieno il territorio che vanno a visitare. Coloro che pretendono qualità, ma che anche sono disposti a spendere, un turismo di qualità, a cui si dovrebbe aspirare.”
Lungo questi tratturi però questo tipo di turista vuole delle certezze, dei punti in cui sa di trovare ristoro, o rifugio, o ancora ospitalità; ed è questo l’aspetto piu importante. “più che insegne e depliant, importanti comunque, non fraintendermi, c’è bisogno di una rete di piccole comodità – conclude Michele Pesante.

Domenico Ottaviano j. – L’Attacco
fonte: argoiani.blogspot.com

La Puglia alla Bit 2010: enogastronomia in primo piano alla Borsa internazionale del turismo

Da giovedì 18 febbraio il Sistema Puglia dell’agroalimentare al centro delle iniziative promosse dalla Regione. La Regione Puglia punta sulla Borsa internazionale del turismo (Bit), in programma dal 18 al 21 febbraio a Milano, per rilanciare il made in Puglia sui mercati nazionale e internazionale. Tutte le azioni programmate si svolgeranno nello stand istituzionale (padiglione 5): uno spazio espositivo di oltre 600 mq quale centro propulsore per esaltare le eccellenze pugliesi e sostenere gli operatori nel contatto diretto con i buyer tramite incontri “Business to Busines”.
In linea con le politiche regionali attuate dalla Giunta regionale, particolare attenzione sarà riservata ai temi del turismo rurale enogastronomico, un settore in ascesa che nel 2009 ha collocato la Puglia tra le regioni emergenti, nonostante la crisi economica congiunturale faccia ancora sentire il suo peso sul sistema produttivo nazionale. Secondo un’indagine di mercato condotta dall’Osservatorio di AgrieTour (Salone internazionale dell’agriturismo) nel 2009 la Puglia è risultata ai primi posti della top ten del turismo rurale, con i territori dell’enogastronomia tra le principali mete scelte dagli agrituristi, un target giovane, amante della buona cucina, che ama esplorare il territorio, stare a contatto con la natura e scoprire le antiche tradizioni.
I prodotti della cucina tradizionale pugliese, con i suoi usi e costumi, saranno al centro dei “Laboratori del gusto” e dei “Cooking show” organizzati dal Movimento turismo del vino Puglia in un apposita “Area cooking” opportunamente attrezzata per accogliere i visitatori che, assistiti e guidati da noti chef, vorranno cimentarsi di persona nella preparazione di specialità tipiche pugliesi. Per la sezione “Cooking show” ogni giorno saranno realizzati tre appuntamenti dedicati alle specialità di tre diverse aree territoriali (Terre di Federico, Valle d’Itria e Salento), con simulazioni effettuate tramite l’utilizzo di microfoni e cuffie per favorire l’ascolto e la presentazione dei vini autoctoni il cui abbinamento ai piatti sarà raccontato con il supporto visivo delle bellezze paesaggistiche dei territori a vocazione vitivinicola. Un format rivolto in particolare a stampa ed opinion leader, che sarà aperto anche agli operatori e al pubblico che potrà accedere in fiera nelle giornate di sabato e domenica. L’area sarà attiva fin dall’apertura della Bit, giovedì 18.
Tre le iniziative,l’incontro di giovedi 18 sul “Turismo Friendly” ,nel quale Vladimir Luxuria parlerà dell’innata vocazione della Puglia all’accoglienza e all’ospitalità.
I giorni clou della manifestazione saranno venerdì e sabato.
Venerdì 19: il tradizionale incontro con la stampa insieme al presidente della Regione (ore 12 nella sala Scorpio del Centro congressi Stella Polare), moderato dal giornalista Tg1 Attilio Romita, con la partecipazione del regista Ferzan Ozpetek e del portavoce di Tripadvisor Italia Carlo Brufani e segnalare ancora l’appuntamento di venerdì 19 con le APT provinciali su “Città aperte” e quello di sabato 20 sui “Principi attivi” con i giovani operatori del progetto.
Sabato 20: due gli appuntamenti per presentare ai media nazionali e internazionali le iniziative volte a sostenere il turismo enogastronomico pugliese e la filiera dell’agroalimentare. Il primo alle ore 11 : “Puglia, turismo di gusto”, ovvero i sentieri dell’enogastronomia di qualità e della naturalità”, con Edoardo Raspelli, critico gastronomico e conduttore di Mela Verde e Massimiliano Ossini conduttore di Linea Verde; il secondo alle ore 15 : “La Puglia, la scuola della terra” servirà ad illustrare il progetto sulle Masserie didattiche (istituite con legge regionale nel 2008), uno strumento moderno per la diffusione e promozione della qualità dei prodotti tipici e, soprattutto delle aziende agroalimentari e agrituristiche che svolgono attività didattico-formativa sul mondo rurale. Nel corso dell’incontro moderato da Michele Peragine (Tg3) al quale parteciperanno Fede e Tinto, conduttori di Decanter (Rai Radio2), sarà reso noto il calendario 2010 dei più importanti eventi enogastronomici pugliesi.

Fonte: Regione Puglia da argoiani.blogspot.com

VIDEO – Il New York Times ha inserito il Gargano tra i posti da visitare nel 2010

Gargano 9 Gennaio 2010: prove tecniche di condivisione

Ci eravamo lasciati con la comunicazione della giornata a Vico del Gargano dedicata al Turismo dal titolo “Gargano R-Evolution”, oggi, a distanza di qualche giorno dall’evento, proviamo a raccontarne le sensazioni scaturite da questo incontro pubblico che ha visto la forte partecipazione sia degli operatori turistici (pervenuti da tutte le località del Gargano), sia dei politici sensibili al territorio, sia della parte sociale, rappresentata in larga parte dall’Associazionismo Garganico, che proprio in questo giorno maturava il primo anniversario di condivisione sui temi sensibili al territorio.
Perché abbiamo atteso qualche giorno per il nostro comunicato?
Nella consuetudine, ci stavamo apprestando a pubblicare il nostro articolo “a caldo”, ma le stesse linee guida dell’evento, cioè ascoltare gli altri, concedendo i fatidici 3 minuti a tutti, ci hanno suggerito di attendere e ascoltare ancora, cosa che in questi giorni, una discussione attraverso i media (web e stampa) ha confermato un interesse comune sul tema da noi proposto: IL TURISMO.
Come è andata?
Le impressioni e le sensazioni sembrano positive, l’auditorium era gremito e la partecipazione ad intervenire è stata costante, al ritmo dei 3 minuti. Gli interventi, moderati dal giovanissimo Emanuele Sanzone, 19 anni di Cagnano Varano, sono stati scorrevoli e resi accattivanti dal “Count Down” che scandiva il tempo concesso, alternando operatori turistici, politici e parte sociale in modo sistematico. Mentre l’apertura dell’incontro, oltre ai saluti di rito, ha visto protagonista la presentazione del “Comitato in Difesa del Mare”, ben rappresentato nelle parole del suo presidente Michele Eugenio Di Carlo.
Ma qual era per noi il senso di questi 3 minuti?
Non certamente di pensare che potevano bastare 3 minuti per dire cose così importanti, ma sono indubbiamente bastati per comprendere l’interesse che c’è intorno al nostro Gargano e al Turismo, sono bastati per dare un esempio di alta condivisione e apertura al tema Turismo anche in forma sociale, sono bastati per vedere forse per la prima volta politici, operatori e parte sociale, provare a dialogare alternandosi, ognuno con la sua idea, rigorosamente legata ai 3 minuti, cittadini, operatori turistici, politici… per tutti è stato lo stesso. Dai commenti letti c’è chi invece voleva trovare tutto il senso dell’incontro proprio nei 3 minuti espressi da ciascuno, ma non poteva essere così. La cosa che per noi aveva più senso era provare a mettere insieme più parti interessate attraverso un metodo chiaro, trasparente, libero, simbolicamente rappresentati da quei 3 minuti, una sorta di “prove tecniche di discussione”, null’altro che questo, per restare umili, perché così è nata la forza dell’associazionismo un anno fa, creando uno “spazio zero” dove tutti abbiamo parlato, dove il motivo dell’incontro era solo di conoscerci e vedere se c’erano sensibilità all’ascolto. Del resto quante volte abbiamo visto carrozzoni con tanto di linee guida, primi attori dietro i secondi, e via via, quante volte abbiamo urlato che nel Gargano non si riesce a coordinarsi, quindi niente di così speciale o originale, abbiamo solo riproposto lo stesso modello dello scorso anno, con metodi diversi e questa volta allargandoci al mondo degli operatori turistici e rappresentanti delle istituzioni.

Ma continuiamo con le perplessità di qualcuno che seppur gradendo molto la serata, ha lamentato “la mancanza di sintesi”. Ok, mi ripeto, non c’era nessuna linea guida prevista, nessuno che preventivamente voleva già lanciare “l’idea”, nessuno che attendeva al varco qualcuno, per mettersi già lì al timone indicando strade e percorsi. Questo perché forse non si è capita quale può essere la vera rivoluzione per il Gargano.

Provo a spiegare meglio. In questi giorni ho letto anche di analisi e fotografie del territorio ben delineate, puntuali, interessanti, ma poi, aldilà del fatto che abbiano creato interesse intorno al Turismo cosa altro resta? Cioè vogliamo ancora pensare che nel Gargano ciò che manca è qualcuno che sappia ben fotografare il territorio?
No, non la penso così poiché di persone che hanno fatto “ottime analisi” ne abbiamo avute già 40 anni fa. Vincenzo D’Onofrio chi lo conosce? Bene, questo signore ha scritto un piano territoriale turistico nel 1970 e se domani qualcuno mi dicesse di ripartire dai suoi scritti mi sentirei 20 anni avanti. Non dimentichiamo neanche Carlo Nobile che ci riprovò 8 anni fa a scrivere una nuova pagina con il sistema turistico del Gargano, prima di lui il dott. La Marca che diede un notevole slancio all’economia del turismo con i suoi mandati istituzionali a Vieste, mentre prima e dopo di lui, fino ai nostri giorni, è Ninì delli Santi che ha sempre dato notevoli spunti ed analisi territoriali, certamente la persona più preparata ad analisi turistiche-sociologiche. Molte volte Ninì è stato considerato un profeta, altre volte un sognatore, ma personalmente credo sia una persona preparata in materia che ha saputo indicare le direzioni future, sebbene mai troppo riconosciute dagli altri nei meriti.
Il punto è: in questa nuova fase occorrono davvero queste buone analisi, la preparazione, la conoscenza, le giuste strategie se poi nessuno o pochi le ascoltano, le seguono? A cosa serve la ricetta se non abbiamo gli ingredienti?
Ecco il senso dei nostri 3 minuti, cioè cercare i giusti ingredienti, apprezzarne semmai solo il sapore, cercar di comprendere quali possono aiutare per fare il piatto migliore, il più gustoso. Comprensibile che lasciarsi dopo aver tastato degli ingredienti non sarà il massimo della sintesi, ma a qualcuno forse è sfuggito che abbiamo registrato tutto, attraverso i questionari, l’audio e i video. Noi crediamo fortemente che sia questa la grande rivoluzione, non le analisi “perfette” ma LA CONDIVISIONE.
Cosa si vorrebbe fare quindi?
Nel tempo di qualche settimana chiamare tutte le persone che hanno partecipato, quindi operatori, istituzioni, associazioni, chiedendogli se vorranno partecipare al primo Tavolo di Consulta sul Turismo, non negando una sedia a chiunque vorrà essere presente.
Con quali accortezze?
Semplice, dove non esiste nessun primo attore o secondo, nessuno che penserà di sedersi considerandosi un guru piuttosto che un inesperto, nessuno che dovrà portare il suo peso, il suo io o ciò che rappresenta, nessuno con il suo peso politico, nessuno che non abbia innanzitutto un amore espresso verso questo territorio. Tutti invece a rappresentanza di se stessi, con le proprie competenze, con i propri ruoli.  Un “luogo” dove non ci saranno sedie in prima fila ed in seconda, ma nel caso un tavolo più grande, con una sedia in più per chiunque desidererà sedersi e portare valore aggiunto. Un posto forse dove non abbiamo ancora provato a sederci tutti insieme e ragionare per il nostro turismo, per il nostro Gargano. Sarà il tempo, l’impegno di ciascuno, la volontà e le buone idee a dire chi saranno i primi attori ed i secondi, quindi solo per scelta dei secondi e continuare così con le “prove tecniche di condivisione”.

Concludo rispondendo a “quei pochi” che hanno voluto alludere ad una passerella politica. In un mio intervento di quella sera ad un certo punto ho detto: “Per il mio Gargano vorrei 100 Sindaci come D’Anelli, 100 Sindaci come Squeo, 100 Assessori come Vascello, 100 Onorevoli come Cera… ora qualcuno mi spiegasse cosa c’è di politico in questa affermazione, considerando la loro appartenenza a partiti opposti. C’è MOLTO DI GARGANICO INVECE. Non facciamo confusione.
Anzi, visto che siamo in tema, vorrei proprio sapere che fine hanno fatto tutti gli altri politici invitati, con una mia lettera a cuore aperto, a cui non si sono nemmeno preoccupati di rispondere, quando poi avrebbero avuto la stessa accoglienza di tutti gli altri.
Mettiamo pure la discussione sul politico, visto che a qualcuno piace, a chi dovremmo votare noi del Gargano? A chi è venuto e ci ha dato rispetto e considerazione o a chi se n’è fregato di un anno di associazionismo non trovando nemmeno il tempo per una telefonata o due righe?
Oltre all’Onorevole Angelo Cera, erano presenti i Sindaci Costantino Squeo (San Nicandro Garganico) e Carmine D’Anelli (Rodi Garganico), il Sindaco Luigi Damiani, Michele Pupillo, Matteo Cannerozzi De Grazia, Nicolino Scoscio (Vico del Gargano), l’Assessore Annamaria Agricola di Ischitella, l’Assessore Vincenzo De Nettis di Peschici, l’Assessore Provinciale Nicola Vascello, il Consigliere Raffele Vigilante, il Consigliere Regionale Giannicola De Leonardis.
Mentre abbiamo ricevuto solidarietà da parte del Presidente del Parco che purtroppo ci comunicava la sua impossibilità per impegni precedentemente intrapresi. Giandiego ci ha chiamato 4 volte. Stessa cosa Nicola Rosiello Assessore di Vieste, fino all’ultimo ci ha contattato per provare a raggiungerci, ma anche lui impossibilitato. A questo si aggiungono i saluti dell’Assessore Lauriola di Monte Sant’Angelo, scusandosi per non poter raggiungere Vico per via di altri impegni, mentre non so se registrare la presenza del Consigliere Ruo, considerando che è rimasto all’entrata, a far un po’ di chiacchiere da bar.
Gli altri dov’erano? Cosa gli ha fatto credere che potevano snobbarci così dopo avergli dimostrato la massima attenzione? O forse è questa la gente che noi dovremmo votare? Dopo che è un anno che ci stiamo impegnando su tanti temi sociali e loro neanche rispondono? La prossima volta che li invitiamo, nella lettera metteremo anche un euro, così la telefonata gliela paghiamo noi.

Lettera inviata ai comuni

300.000 EURO L’ANNO VALE IL TRAMONTO DI FOCE VARANO?

Si sperava che almeno il tesoro principale della Provincia di Foggia, il Gargano, già pesantemente martoriato da incendi, speculazione edilizia, abusivismo e navi affondate con relativi carichi di veleni, fosse lasciato in pace dalle società che, con gli impianti eolici industriali, hanno devastato il territorio della Capitanata.
Purtroppo non è così e la lobby eolica, non contenta della distruzione operata sulla terraferma, è passate all’attacco della costa garganica richiedendo, a diversi comuni, concessioni demaniali per l’installazione di impianti eolici nelle loro acque.
E’ il caso dei comuni di Rodi Gargano e di Ischitella che si sono visti indirizzare da una società valdostana, S.E.V.A. s.rl, una richiesta per installare circa 80 pale per un potenza nominale complessiva di circa 300 Mw.
La società S.E.V.A.è pressoché sconosciuta nel panorama eolico italiano, non sembra avere all’attivo nessun impianto eolico in Puglia e addirittura si fa difficoltà a rintracciarne un sito web: situazione impensabile per una società che vuole realizzare opere di questa portata economica.
C’è forse il rischio che anche sugli impianti off-shore assisteremo al solito film già visto sulla terraferma con società che, una volta trovata la strada “burocratica“ giusta, ottengono le autorizzazioni e le rivendono alle multinazionali del settore?
La competenza per l’autorizzazione questo tipo di impianti è dello Stato e ai Comuni è richiesto un parere che comunque non è vincolante per l’autorizzazione ai lavori.
Questo non significa che i Comuni non possano bloccare queste iniziative: gli istituti di credito, non finanzierebbero mai progetti di questa portata economica senza che ci sia il consenso delle amministrazioni e della popolazione residente.
L’Amministrazione di Rodi Garganico, si è opposta al progetto perché l’area interessata, oltre che essere inserita nel Parco Nazionale del Gargano è anche di particolare pregio turistico e naturalistico.
A pochi chilometri di distanza, l’Amministrazione del Comune di Ischitella, che comprende tutto il comprensorio di Foce Varano e parte del lago di Varano, ha effettuato una valutazione opposta a quella di Rodi Garganico e, in un Consiglio Comunale convocato in pieno solleone (19 agosto), ha dato parere favorevole al progetto.
La scelta dell’amministrazione, che vede nel Sindaco un convinto assertore, ha provocato violente proteste nei cittadini di Ischitella e in quelli dei paesi limitrofi, che oltre a non capire l’urgenza di convocare un Consiglio Comunale in pieno periodo estivo, si sono sentiti esclusi da una scelta che impatterà su tutta la costa garganica e non solo sul demanio di Ischitella.
Sul sito Garganonews.it, riferimento importante per la popolazione garganica, si legge di “diaboliche iniziative di alcuni comuni, pronti a risolvere i loro problemi di bilancio…” e si accusa il consiglio comunale di Ischitella di aver deliberato “qualcosa di davvero scandaloso per il territorio, aggiungiamoci vergognoso per l’etica e mancanza totale di chiarezza”.
Parole pesantissime che illustrano egregiamente il clima che si è creato su questa vicenda che interessa tutti i cittadini della Provincia di Foggia e non solo l’Amministrazione di Ischitella, che evidentemente pensa poter disporre di un bene che è un patrimonio di tutti a proprio piacimento.
La situazione è resa ancora più scandalosa perchè al Comune sono stati offerti (non si capisce a che titolo!), dalla società valdostana, la miseria di 300.000 euro l’anno.
A fronte di un possibile utile annuo, per la società privata, di circa 120 milioni di euro (240 miliardi di lire!) al Comune è stato offerto appena lo 0,4% e scandalosamente questa miseria è stata ritenuta congrua dal primo cittadino e dalla sua amministrazione!
Una miseria che non ha eguali in Italia e in Provincia di Foggia, dove le società eoliche non sono state certo di manica larga con i Comuni dove hanno realizzato gli impianti.
Un’offerta del genere dovrebbe indignare e offendere l’intero territorio garganico ed è veramente incredibile che un’amministrazione che dovrebbe preservare il suo territorio, gia in pesante sofferenza, prenda in considerazione proposte simili.
Naturalmente sono stati offerti anche posti di lavoro ma ovviamente senza spiegare, il come, il dove e il quando essi dovrebbero nascere.
Selve di pale eoliche hanno prodotto non più di 40-50 posti di lavoro a tempo indeterminato in tutta la Provincia di Foggia. Non si capisce che posti di lavoro può produrre un impianto off-shore dove la manutenzione è praticamente inesistente.
Il Sindaco di Ischitella, accusato da molti di non avere mai coinvolto la cittadinanza su questo tema, ha partecipato ad un incontro organizzato da un circolo politico di centro destra che lo sostiene politicamente.
L’incontro pubblicizzato (in maniera improvvida secondo qualcuno) sul gruppo che su Facebook si oppone al progetto, ha visto la partecipazione di tantissimi cittadini, dei rappresentanti di numerose associazioni garganiche, tra le quali il Comitato per la tutela del mare garganico e di “Io sono garganico”.
Dalla registrazione dell’incontro (ascolta) è possibile rendersi conto che non è stato facile per il Sindaco Colecchia e per il suo vice, Leonardo La Malva, tenere testa alle critiche e ai dubbi di tutti coloro che vedono in questa decisione un atto scellerato teso a deturpare irrimediabilmente il territorio e di cui tra l’altro, viste le offerte fatte, non se ne comprendono i reali motivi.
Molto bello e toccante l’intervento di un giovane garganico: Pio Speraddio
Farò sentire sempre la mia voce perchè amo la mia terra meravigliosa e soffro nel vedere di quanto siamo incapaci di gestirla e valorizzarla. Sono favorevole all’energia pulita però il nostro Gargano, Sig. Sindaco, non è il posto giusto per questo progetto."
E d’altronde come dargli torto, le collanine offerte ai nativi da Cristoforo Colombo quando conquistò l’America, erano una fortuna se paragonate alle trecentomila euro offerte dalla società valdostana all’amministrazione di Ischitella.

Pasquale Trivisonne
http://www.adessoilsud.it

Discussa la realizzazione di un Parco eolico con 80 torri a mare

ISCHITELLA – E’ bastato il tam tam su facebook per richiamare gente da vari paesi del Gargano all’incontro sul tema dell’eolico off-shore del sindaco Pietro Colecchia e di altri rappresentanti dell’amministrazione comunale organizzato dal movimento politico “Ischitella prima di tutto”. Dopo lo stupore iniziale per la presenza degli ospiti nella sede del gruppo politico locale e qualche scaramuccia tra rappresentanti della maggioranza e dell’opposizione, si è sviluppato un vero e proprio dibattito sul progetto per il quale il comune di Ischitella ha espresso la propria disponibilità. Serrato il confronto tra il sindaco Colecchia, il vicesindaco Leonardo La Malva, il consigliere di opposizione Giuseppe D’Errico, cittadini comuni e i rappresentanti di associazioni garganiche intervenuti, fra i quali anche alcuni membri del Comitato per la tutela del mare garganico e di Io sono garganico. Preoccupazione comune degli “ospiti” (che ritengono non potersi circoscrivere la decisione al solo comune di Ischitella) l’impatto ambientale delle pale eoliche in mare, non solo per le attività economiche (turismo e pesca), ma anche per il danno alle rotte migratorie dell’avifauna locale. Ma il sindaco Colecchia, pur non negando la rilevanza dell’impatto ambientale, ha evidenziato la necessità, da amministratore, di una valutazione complessiva del progetto, anche in termini di vantaggi economici ed occupazionali, azzardando anche l’ipotesi di un’attrattiva turistico-didattica delle torri sormontate dagli aerogeneratori (grazie alla collocazione di un ascensore interno ad una delle torri). Trecentomila euro sarebbe, approssimativamente, l’introito delle royalties per l’amministrazione di Ischitella a fronte di 60/80 pale eoliche posizionate a circa 8 chilomentri dalla costa al largo di Foce Varano, in posizione intermedia tra la costa e le Isole Tremiti. Una ricaduta economica che, al di là delle obiezioni di natura paesaggistica ed ambientale, è stata ritenuta irrisoria dagli astanti se paragonata all’enorme profitto realizzato dalla società che gestirebbe il parco off-shore. Argomento questo, che per il sindaco Colecchia, potrebbe rappresentare motivo di ulteriore contrattazione nella convenzione che dovrà ancora essere stipulata, prevedendo magari anche la riduzione del numero di torri in mare, per ridurre l’impatto ambientale. “Un parco eolico con 80 torri in mare da 4 megawatt l’una potrebbe illuminare l’intero Molise” l’appunto di Francesco De Rosa, di San Nicandro che ha evidenziato la sproporzione tra il vantaggio economico della società privata e quello della comunità ischitelliana. Dal consigliere comunale di Rodi Garganico, Michele Azzellino, ribadita invece, la netta contrarietà, “per qualsiasi somma”, al progetto sul quale il comune di Rodi, anch’esso contattato, ha già espresso nel febbraio 2009 il suo rifiuto con i voti della maggioranza consiliare (l’opposizione si astenne). Ma, a detta del sindaco Colecchia, che non ritiene comunque vincolanti le deliberazioni dei comuni a favore o contro (riconducendo la potestà decisionale unicamente al Ministero per l’ambiente) anche i comuni di Carpino e Cagnano Varano pare siano favorevoli all’eolico off-shore lungo la costa del Gargano nord. Ma la questione pare tutt’altro che risolta e l’incontro di Ischitella si è concluso con l’impegno di approfondirla in un confronto pubblico, organizzato dall’amministrazione comunale ed alcuni rappresentanti del movimento delle associazioni garganiche, con l’intervento di esperti del settore che possano fornire elementi tecnici specifici su cui fondare le valutazioni.

Anna Lucia Sticozzi
Gazzetta del mezzogiorno- Gazzetta di Capitanata 16-01-2010

Di cosa ha bisogno il turismo sul gargano?!

Scrivo ora un pezzo che il mio amico Ninì Delli Santi, a seguito del Forum provinciale del Turismo che si tenne molto tempo fa a Vieste, mi aveva sollecitato per il suo libro sul turismo che non ha aspettato il mio ritardo ed è fortunatamente già a disposizione dei lettori, senza il mio intervento. Grazie all’appuntamento dedicato al turismo che si è tenuto a Vico del Gargano sabato scorso, ho l’occasione di riordinare le mie idee per affidarle ad uno scritto.

Se ci chiediamo come rilanciare il turismo nella provincia di Foggia, senza chiederci come rilanciare l’intera economia provinciale, a mio avviso perdiamo tempo. E se ci chiediamo come rilanciare l’economia del nostro territorio, senza rilanciare socialmente e culturalmente la comunità, ancora una volta perdiamo tempo.

Per fare, sul Gargano, un turismo che stia in campo, capace di presente e di futuro, capace di intercettare la parte migliore del nostro Paese e dei nostri "concittadini" europei, per ricostruire una economia non di retroguardia, occorre assicurare sei requisiti imprescindibili: 1. la qualità ambientale, 2. la qualità culturale del territorio, 3. la legalità, 4. un cambiamento della e nella attuale classe dirigente, 5. l’attrattività per i consumi interni della nostra provincia e non solo per l’utenza esterna, 6. la concentrazione della promozione solo in alcune realtà, evitando di sprecare denaro con interventi di comunicazione a pioggia.

In premessa voglio dire che chiunque ponga il problema del rilancio del turismo "unicamente" in termini di presenza/assenza di infrastrutture e servizi materiali fa un errore strategico, poiché ha dimenticato che i flussi dipendono principalmente dal "motivo del viaggio" e solo secondariamente dalla facilità o difficoltà di raggiungimento o di permanenza per la presenza di strade, autostrade, porti, aeroporti, a meno che non si parli di target specifici. Del resto l’età dell’oro del turismo garganico l’abbiamo vissuta quando le infrastrutture viarie e d’altro tipo erano scarse o inesistenti. Ora, indubitabilmente, stiamo vivendo un declino del turismo del Gargano, pur avendo più servizi e un’offerta più organizzata rispetto al passato.

Perché accade questo? Perché il Gargano ha perso la sua verginità ambientale e culturale che rappresentava il suo attrattore più forte e il principale motivo del viaggio. Non voglio essere frainteso: le infrastrutture materiali sono importanti, (attenzione, voglio ricordare che accanto a sistemi di comunicazione e spostamento, servizi sanitari e igienici, spazi pubblici, infrastrutture sono anche auditorium, librerie, teatri, biblioteche, summer e winter schools, monumenti e musei aperti e funzionanti, banda larga…), ma ritengo che, la loro presenza/mancanza non rappresenti l’unico motivo del successo/insuccesso del turismo. I fattori che garantiscono il successo sono prevalentemente altri.

1. La qualità ambientale del territorio è pertanto il primo requisito per il rilancio del turismo sul Gargano. La qualità del paesaggio rurale e dei centri storici, del mare, delle coste; la lotta all’abusivismo edilizio ed alla "speculazione organizzata"; una moderna gestione dei rifiuti; il rilancio del Parco Nazionale del Gargano, che ha smarrito la sua mission di volano e attrattore di un turismo nuovo nel momento in cui non ha saputo trovare la strada per assolvere all’altro suo compito principale, quello di garantire la tutela dei valori ambientali e culturali del territorio. Tutto questo garantisce che una fetta importante dei potenziali turisti consideri il Gargano tra le mete possibili, meritevoli di un viaggio e di una spesa. In assenza di questi requisiti siamo destinati a uscire fuori non solo dai circuiti di business, ma anche dai circuiti mentali dei nostri connazionali e dei fratelli europei. Saremo semplicemente dimenticati.

2. La qualità culturale del territorio. Il Salento e altre zone della nostra Puglia, la Toscana, le Marche, il Lazio, l’Umbria, alcune aree della Sicilia, parte delle regioni del Nord, affidano il successo turistico alla presenza di qualità culturale nel territorio. Attenzione, non parliamo solo dei beni culturali, che abbiamo tutti, ma di attività e di servizi, accompagnati da un livello medio di cultura dei residenti, che si traduce nella giusta sensibilità degli operatori di intercettare, con una offerta colta, la parte del ceto medio più disposta a spendere per gustare il territorio, per incontrarlo, per crescere e per formarsi. Qualità culturale è anche quella dei residenti, che, se rozzi e ignoranti, rappresentano il primo dissuasore dei flussi turistici, se, invece, sono colti, intelligenti e sensibili ne rappresentano il principale attrattore. E la qualità culturale delle comunità accoglienti dipende da ottime politiche formative e culturali, e anche da un livello alto dei "consumi" culturali, che attualmente in Capitanata sono al fondo delle classifiche nazionali. Stessa cosa dicasi per gli eventi. Ormai sono numerosi studi e ricerche sull’impatto economico dei festival e sul Gargano esistono già delle realtà festivaliere consolidate che attualmente rappresentano un attrattore e un volano di attività economiche (e non mi riferisco solamente a quelle storiche, Carpino Folk Festival e FestambienteSud, aderenti al consorzio 5FSS di cui, indegnamente, sono il presidente pro tempore). I festival vanno potenziati e va potenziato un circuito degli eventi culturali e di spettacolo che può dare il suo importante contributo. Noi su questo stiamo lavorando, ma serve il pieno e appassionato appoggio delle amministrazioni locali e degli operatori.

3. Legalità. Stiamo sempre a parlare di marketing per rilanciare il buon nome del Gargano e decantare le sue bellezze e non ci accorgiamo che la criminalità locale opera un contro marketing micidiale. Quanti milioni di euro occorre spendere in comunicazione per cancellare nell’opinione pubblica nazionale e internazionale l’effetto nefasto della notizia di un omicidio di mafia? O della notizia che proprio il turismo sul Gargano è vittima di un racket organizzato e martellante? Che le istituzioni locali, invece che affrontare e risolvere il problema della legalità, tendono, invece, a sottovalutare, sottacere, negare? Ci siamo mai chiesti quale impatto abbia la criminalità sui clienti o potenziali tali del turismo del Gargano? E quale effetto sortisca l’idea che la politica e la cultura locale siano deboli e omertosi? E’ inutile scagliarsi contro il sistema dell’informazione o contro le associazioni che denunciano quanto accade sul territorio. Non c’è sopravvalutazione del fenomeno: semplicemente c’è il fenomeno criminale e un ridicolo tentativo di sottovalutazione. Estirpare l’illegalità e il crimine può contribuire a rilanciare l’immagine del Gargano. Anche il solo combattere, senza ambiguità e finzioni, riscatterebbe il nostro territorio. La nascita dell’associazione anti racket di Vieste, da questo punto di vista, rappresenta un importante segnale positivo proprio per i potenziali clienti del turismo garganico.

4. Il ricambio della classe dirigente. Sembra chiaro come, tranne alcune importanti eccezioni, con questa classe dirigente (che non è solo politica) non si vada lontani. Le sue responsabilità storiche possono essere riassunte in tre punti. 1. Non ha saputo trovare una strada per l’economia locale, confondendo economia e speculazione. L’economia è un processo sociale capace di produrre, e riprodurre nel tempo, ricchezza diffusa e competenze professionali e di cittadinanza, di generare relazioni positive per la comunità, di facilitare la sua apertura e non la sua chiusura. La speculazione, al contrario, produce ricchezze immediate, in un lasso di tempo limitato e concentrate nelle mani di poche persone, genera conflitti, disgrega la comunità, alimenta vizi e qualità negative uccidendo la democrazia e la cittadinanza. La politica può fare molto in campo economico: un sindaco in politica economica ha più potere del Ministro del Tesoro, per orientare le scelte e il destino di una comunità. La speculazione si è, invece, impadronita del Gargano. 2. La seconda responsabilità consiste nel non aver saputo aprire il Gargano alla Puglia, all’Italia e all’Europa. Il Gargano è isolato, politicamente, culturalmente, socialmente. Siamo i peggiori nella nostra regione che negli ultimi anni è invece cresciuta tutta. Diamo sempre la colpa a Foggia e a Bari che ci escludono. La verità e che la nostra classe dirigente è generalmente arretrata, debole, culturalmente e politicamente arroccata. La "sindrome di Calimero" non ci farà uscire dall’isolamento, ma continuerà ad affossarci. 3. La terza responsabilità della classe dirigente è quella di non aver compreso oppure, peggio, di aver compreso e colpevolmente ostacolato la nascita di una politica sovra comunale, all’altezza dell’idea della "Città Gargano". Sprecando due grandi opportunità: la Comunità Montana, ridotta ad uno spettacolo indecente; il Parco nazionale del Gargano di cui abbiamo già detto.

5. L’economia turistica non può reggersi solo sui turisti extra regionali ed extra provinciali. Anzi, i cosiddetti consumi interni al territorio sono una fonte determinante di reddito e di guadagno, ma soprattutto sono la fonte primaria dei processi della cosiddetta destagionalizzazione (almeno all’inizio del suo processo). L’unica maniera, infatti, per far crescere la qualità e la quantità dell’economia turistica, da anni ce lo diciamo senza che molto sia accaduto, è destagionalizzare. Un turismo per tutto l’anno crea stabilità lavorativa e continuità aziendale, uniche garanzie di crescita e di professionalità. Il turista che viene da lontano tende a concentrare nei soliti periodi le vacanze sul Gargano e nei week end non pensa di venirci, poiché attualmente manca l’offerta. E’ chi vive vicino che, come una specie pioniera, può fare turismo durante l’anno, soprattutto nei week end favorendo la nascita dell’offerta stessa. A questo proposito, però, dobbiamo chiederci chi siano i potenziali clienti del turismo interno. Non tutte le fasce della popolazione sentono allo stesso modo il bisogno o hanno la possibilità di vivere più volte l’anno l’esperienza del week end sul Gargano, o di un’escursione giornaliera in grado di servirsi, però, dei servizi del turismo locale. Ad eccezione dei flussi di turismo religioso, per i quali va fatto un discorso a parte, è il ceto medio cosiddetto "riflessivo" che tiene alto questo genere di consumi interni. Lo stesso gruppo sociale che compra libri, giornali, va al cinema e al teatro, frequenta la ristorazione di medio-alta qualità, è sensibile agli eventi e si muove sul territorio con una certa facilità. Lo stesso che, spesso giovane, è, nella nostra provincia costretto ad emigrare, perché sono assenti o deboli le politiche che ne favoriscano la permanenza e la prosperità. E questa debolezza rappresenta un problema per tutte le regioni meridionali, con maggiore gravità nelle aree marginali. Lo ha intuito il governo regionale che, investendo significativamente sui giovani e sulla cultura, ha gettato le basi per un rafforzamento di questa fascia sociale in tutta la Puglia. E’ la debolezza di questa fascia di popolazione che finora ha contribuito a rendere difficile la nascita di un turismo "fuori stagione" sul Gargano. La Capitanata solo in parte ha intuito la grande opportunità fornita dalla Regione. A questa debolezza si aggiunge la debolezza della nostra città capoluogo. Foggia sta crescendo troppo lentamente ed è lontana dall’essere una città media come Bari, che tiene alti i flussi nel Salento, o grande come Roma che, con i suoi flussi, regge l’intero sistema turistico laziale, abruzzese, umbro e della Bassa Toscana. Meno problemi ci sono per il preappenninno meridionale (l’asse Orsara-Troia, per intenderci), più raggiungibile del Gargano, perché oltre che su Foggia può contare anche su parte della Campania e rivolgersi pertanto ad un territorio più ampio. Le uniche realtà garganiche che possono dirsi realmente destagionalizzate, oltre a San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo per via del turismo religioso, sono Mattinata che pesca su un bacino di prossimità sull’asse Manfredonia-Foggia, e più lentamente Lesina, che sta beneficiando della presenza dell’uscita autostradale. Il resto è tutto da costruire e si può fare solo mettendo su un sistema di attrattori fondato sulla cultura, lo spettacolo dal vivo, il turismo natura. E considerando un’area di prossimità che sicuramente coinvolga anche il Molise, la BAT, e la provincia di Benevento.

6. Manca una compiuta strategia di promozione. A volte lo spreco di risorse è la cifra della nostra comunicazione pubblica. A mio avviso si deve concentrare la maggior parte dell’attenzione e dei finanziamenti per cercare di intercettare i flussi interni e di prossimità e le aree e gli assi metropolitani più vicini, quelli cioè, che hanno la possibilità, anche in mancanza di un aeroporto che funzioni come si deve, di frequentare il Gargano nei week end. L’offerta deve pertanto rivolgersi al ceto medio delle aree metropolitane di Bari, Napoli e Roma, e all’asse urbano abruzzese e marchigiano che corre sulla A14. E la comunicazione deve essere continua e presente principalmente in queste aree, che complessivamente sono abitate da più di dieci milioni di persone e sono raggiungibili in meno di tre ore. Tutto questo a condizione che sul Gargano ci sia la volontà di ricostruire un’economia turistica, abbandonando una visione meramente speculativa dell’economia. A volte è forte l’impressione che la stagionalità sia una condizione accettata volentieri da molti operatori e che in alcuni casi il turismo sia diventato l’alibi per portare acqua al mulino della speculazione edilizia. Aspettando di essere smentiti con i fatti, siamo disponibili a fare la nostra parte collaborando con le persone, le aziende e le istituzioni di buona volontà che credono nel trinomio ambiente-cultura-economia e che vogliano costruire un’intelligente strategia di attrazione dei flussi.

Franco Salcuni,responsabile di Legambiente Gargano

Il New York Times ha inserito il Gargano tra i posti da visitare nel 2010

Il Gargano sbaraglia qualsivoglia concorrenza e conquistai cuori e le menti degli americani. Infatti, la Montagna del Sole è stata inserita dal prestigioso quotidiano New York Times tra le 31 mete al mondo da visitare nei 2010. Il Gargano, unico alfiere del turismo italiano e messo al cospetto di realtà straordinarie: Sri Lanka, Patagonia, Seoul, Mysore, Copenhagen, Koh Kood, Damasco, Cesme, Antartica, Leipzig, Los Angeles, Shangai, Mumbai, Minorca, Costa Rica, Marrakesh, Las Vegas, Bahia, Istanbul, Shenzhen, Macedonia, Sud Africa, Breckenridge, Montenegro, Vancouver, Colombia, Kitzbuhel, Norvegia, Kuala Lumpure Nepal. Una gran bella soddisfazione se si pensa che il NewYork Times è uno dei giornali più autorevoli ed mondo e vanta una diffusione media pari a 1.000.665 copie giornaliere, e nel marzo 2009 i visitatori unici del sito web sono 31 milioni al mese (61 milioni per cookies stimati) per 250 milioni di accessi e 1,1 miliardi di pagine visualizzate (in Italia le pagine visualizzate sono 3,8 milioni al mese) Il Gargano ha letteralmente sedotto e stregato la giornalista Sarah Wildman, che estasiata scrive: “Lontano dalla pazza folla di Amalfi e delle Cinque Terre c’è la penisola italiana del Gargano che si adagia sul mare Adriatico e vanta una lista di opzioni per una perfetta vacanza estiva italiana. Le offerte sono in gran parte concentrate nell’area protetta del Parco Nazionale del Gargano, una fascia di terra che comprende tutto, dal faggio e la quercia della Foresta Umbra, sino alle scogliere calcaree a strapiombo e i ciottoli da costa caraibica Le acque sono pulite come da cartolina e i villaggi, bianco lavati e calmi, abbracciano il mare. Dodici miglia nautiche al largo, in barca con l’aliscafo ci sono le Isole Tremiti macchia di terra circondata da una ricchezza di vita di mare con una propria riserva marina — Cerchi chiese romaniche e ristoranti dei pescatori? Ci sono Peschici e Vieste più grandi dei villaggi dei pescatori ma più comode di una città con pareti bianche e borghi medievali. Che ne dici dell’escursionismo di montagna? Trovato. Il Gargano offre anche il più raro dei lussi ottimo cibo e alloggio a buon mercato. Nell’elenco di tutte e trentuno le località mondiali segnalate dal New York Times, è difficile trovare un’offerta altrettanto completa e vantaggiosa sotto il profilo qualità-prezzo, a dimostrazione che il territorio sta mettendo a regime un’ottima ‘macchina da guerra’. Interessante l’evidenza data alla Chiusa delle More, struttura ricettiva gestita dalla famiglia Martucci (antica masseria del XVI secolo accuratamente ristrutturata immersa in un contesto.naturalistico di rara bellezza, ubicata a 500 metri dal mare e a 1,5 km da Peschici. La gestione diretta dai proprietari, offre una calda e attenta accoglienza oltre ad una cura particolare nella preparazione di piatti succulenti e raffinati serviti sulla splendida ed elegante terrazza del ristorante. Luogo ideale per chi vuole associare alla propria vacanza mare, natura e relax. La struttura dispone di 10 camere con ingresso indipendente, tutte arredate con gusto, dotate di TV sat, cassaforte, frigobar, phon, aria condizionata, ristorante in veranda, servizio gratuito mountain-bike, piscina, solarium, zona verde per il relax, spiaggia convenzionata, parcheggio). Visto che si sono accessi forti riflettorj- (non è da dimenticare il riconoscimento del ruolo di traino del settore turistico regionale con numeri da record), le Istituzioni, gli imprenditori e i cittadini devono battere il ferro finchè è caldo, magari riuscendo a vincere la battaglia delle infrastrutture, in primis l’handicap dell’aeroporto. Questo orgoglioso riconoscimento dev’essere un punto di partenza e non d’arrivo, che aiuti anche a superare i campanilismi e le divisioni interne, puntando tutti insieme dritti all’obiettivo primario: vendere meglio e di più il meraviglioso Gargano.

Matteo Palumbo,L’Attacco

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