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DOPO IL CARPINO FOLK FESTIVAL, ANCHE L’ACCADIA BLUES FESTIVAL PERDE I SUOI STORICI ORGANIZZATORI

Nino Antonacci, ideatore e animatore dell’evento a Rione Fossi, non ci sta: “Lo sfruttamento dello stesso nome appare parassitario e incoerente”
di TOMMI GUERRIERI su l’Attacco di mercoledi 21 luglio 2021

Metti che artisti del calibro di Robben Ford, storico chitarrista di Miles Davis, hanno una sola data in Italia per il loro concerto. E questa data è ad Accadia. L’Accadia Blues Festival. Metti che altri artisti ugualmente importanti, ne abbiano due o tre sole, in Italia. E una di queste date sia sempre Accadia. Metti anche che a questo Festival arrivino appassionati dal Salento, dalla Puglia, ma anche dal resto d’Italia, dall’Inghilterra e dalla Svizzera. E che oltre ai nomi di grande richiamo, ci sia la location Il Rione Fossi, che diventa suggestivo scenario naturale, che rivive con due palchi e numerose attività commerciali a fare da supporto. Tu cresci e arrivi all’undicesima edizione, ma poi all’improvviso, cambia il sindaco di Accadia, la città che lo ospita e da cuill Festival prende il nome, e i nuovi amministratori siano sordi alla tua voglia di continuare a fare il festival. Non ti chiamano, non ti ricevono e non ti rispondono. Anzi, ti ignorano. Cambiano gli organizzatori e mettono su il loro programma.

Una storia andata già in scesa anche a Carpino dove con modalità molto molto simili si mette fine allo storico Carpino Folk Festival e si crea il Carpino in Folk. Colpo di spugna e si cancella tutto. Nel timido silenzio di chi viene messo da parte. Relegato a questo silenzio, al punto che è costretto a esprimere dispiacere e amarezza attraverso scarne parole, che esplicitano una non polemica. Una triste arrendevolezza alla consuetudine. Pasquale Di Viesti, del Carpino Folk Festival lo aveva detto mesi fa. Siamo in contrasto con l’amministrazione guidata dal sindaco Rocco Di Brina e non vogliamo rilasciare interviste per non alimentare polemiche. Restiamo in silenzio in attesa di tempi migliori”. Ad Accadia gli organizzatori scrivono che l’edizione 2021 appena presentata dall’amministrazione guidata dal Sindaco Agostino De Paolis “nulla ha a che fare con la direzione artistica di tutte le precedenti edizioni del Festival. Ci teniamo a precisare che la nostra organizzazione e direzione artistica ne è stata anche la madre che l’ha concepito, gli ha dato un nome, l’ha fatto crescere, l’ha amato e lo hareso quello che ė, o meglio che è stato, dal 2010 fino allo scorso 2020, con immenso impegno, dedizione e orgoglio”.

Il Festival Blues nasce da un’idea di Nino Antonacci. “Accettai di partire con questo festival nella speranza che facesse la storia ad Accadia, ricorda l’allora Sindaco Pasquale Murgante. “Capii che avrebbe dato lustro al paese”. Il primo anno in cartellone a sono nomi internazionali che in breve tempo hanno fatto uscire il Festival dal territorio, trasformandolo in appuntamento di richiamo per l’importanza degli ospiti e la bellezza dell’evento. “Ora era giunto alla sua 11esima edizione, aveva portato avanti un percorso di crescente interesse da parte del pubblico e di critica, proprio pergli artisti che si esibivano e che venivano invitati. Ma al cambio dell’amministrazione sifa tabula rasa del passato e oggi si propone un cartellone che con il blues a poco a che fare a mio dire. Sembra piuttosto un pacco napoletano, dove al posto della radio e del telefono che pensi di aver acquistato apri la scatola e troviun mattone”. “Una volta compreso il cambio di rotta legittimo ma celato fino all’ultimo, da parte della nuova Amministrazione di Accadia – scrivono gli storici organizzatori in un post – abbiamo inoltrato fomale e cordiale richiesta ad essa, di non utilizzare lo stesso nome per non creare confusione con la nuova manifestazione e direzione artistica. Tale richiesta è purtroppo caduta nel limbo dell’indifferenza sordomuta, e lo sfruttamento dello stesso nome, appare parassitario o quantomeno incoerente, dato che al tempo stesso non è stato riconosciuto evidentemente, il valore del nostro lavoro”. Insomma: gli organizzatori hanno chiesto un incontro prima per rinnovare la loro disponibilità mal’amministrazione non ha mai risposto e nemmeno li ha mai convocati. Poi hanno anche scritto una lettera, per dire di non appropriarsi del nome, ma nessuna risposta nemmeno a questa sollecitazione.

“Gli Unni erano meglio, almeno non agivano mossi da infantilismo sciocco. Sono comportamenti che ritengo ingiustificabili. Un’amministrazione che tenta di distruggere tutto ciò che è stato fatto, credo generi un danno alla sua comunità e all’intero territorio. Il risultato è quello che si vede oggi. Abbiamo perso un’altra eccellenza della Provincia di Foggia. – continua Murgante- Non sono un grande intenditore, ma non mi pare che siano nomi di spicco. Chissà se ci saranno visitatori e se Accadia per una settimana si animera…
La serata di domenica si chiuderà con un evento di musica napoletana in montagna. I nomi? Sono nomi che possono fare da richiamo per la gente del paese, che mentre passeggia magari ascolta anche la musica… ben diverso da ciò che era prima questo festival. Demolire poi anche il Rione Fossi, quella rinascita che ne era stata… I due palchi….ora invece l’evento si svolgerà nella piazzetta del paese e anche le attività di supporto, quelle commerciali, non si potranno svolgere. Il fascino del Rione Fossi era unico, un luogo che si rianimava in occasione del Festival Blues”.

Insomma, proprio come a Carpino, anche ad Accadia il lavoro di anni è andato distrutto. Per cosa? Qualcuno dice banalità, invidia, stupidità. Non vuole commentare Nino Antonacci. “Metto acqua sul fuoco, non benzina. Ho sentito con le mie parole di dover solo tracciare un solco fra il passato e il presente. Non mi permetterei di entrare nel merito di questo Festival, dico solo che non é piu quello che ho ideato e pensato io. Cosi come è un diritto legittimo degli amministratori cambiare, credo che lo sia anche il mio di voler prendere a questo punto, le distanze”.

Il Sindaco Agostino De Paolis contattato telefonicamente da l’Attacco risponde a tarda serata. Gli chiediamo come mai abbia scelto la linea della discontinuità nell’organizzazione e della continuità invece nel nome del festival. “Faccio fare la manifestazione a chi ritengo opportuno. O dobbiamo dare conto a voi? L’organizzazione precedente era affidata a un privato che ha guadagnato per molti anni. Lei permette che ora decida io a chi dare i soldi del Comune e che impostazione dare alla manifestazione? E non cambio il nome perche l’evento é del Comune, non certo del privato. Dice di non aver incontrato Antonacci perchè si è rivolto al vicesindaco e non a lui, ma che in ogni caso, non ci sono motivi di scontentezza rispetto al passato, solo la voglia di una nuova amministrazione di evolversi: “Sarà un evento più volto a recuperare il filone Daunia-Campania, perchè questo, più del blues che non ha a che fare con la tradizione, sarà una svolta per Accadia”. Legittimo. Ma chissà allora perche lo continua a chiamare così..

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