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Antonio Basile (Ufficiale)

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CHIUSO IL 10 AGOSTO IL CARPINO FOLK FESTIVAL 2013 – IL DICIOTTESIMO ANNIVERSARIO – IL FESTIVAL IN NOTE E IN CIFRE: 56.000 PRESENZE IN 9 GIORNI…

Pensavamo che l’edizione 2013 sarebbe stata ricordata come quella della crisi; ci sbagliavamo! Eccoci qui invece ad aver festeggiato i 18 anni del CFF con un cartellone e un bilancio degni delle grandi occasioni. Molte sono state le manifestazioni musicali in Italia costrette a chiudere per mancanza sia di fondi che di spettatori. Il Carpino Folk Festival, in contro tendenza come sempre, ha visto crescere i suoi fan che durante i 10 giorni del festival hanno affollato le vie del centro garganico di Carpino ricreando quella tipica atmosfera di festa che evoca le prime edizioni.

Superate le 56.000 presenze in 9 giorni di spettacoli dislocati in varie location. Dalle anteprime di Rodi Garganico e di Foce Varano, al treno di Viaggiar Cantando, quindi gli spettacoli nella stazione di Carpino e poi in Largo San Nicola con Sergio Rubini, la Notte di Chi Ruba Donne, le celebrazioni del decimo anniversario della Convenzione Unesco per la tutela del patrimonio culturale immateriale. Infine le tre serate in Piazza del Popolo con un cartellone che ha voluto mostrare le nuove forme sonore della tradizione vicine all’elettronica e alle contaminazioni tra vari generi musicali per chiudere domenica mattina alle ore 2.00 con il custode della tradizione musicale garganica, Antonio Piccininno.

Una piazza piena che balla sulle note e i canti di un cantore di 98 anni crediamo sia un caso più unico che raro.

Attraverso l’utilizzo dell’hashtag #CFF2013, un aggregatore di social network, tutti hanno avuto la possibilità di scrivere la storia del 18 compleanno del festival, grazie ai contenuti che ciascuno ha diffuso in forma pubblica sui maggiori social network. Questi verranno raccolti in un grande mosaico che ci permetterà di fissare i momenti più belli del festival, visti con gli occhi della gente.

Per quanto riguarda i numeri del web si registrano oltre 60.000 visite al sito ufficiale del Carpino Folk Festival (www.carpinofolkfestival.com) e quasi 50 mila likes alla pagina facebook del CFF (http://www.facebook.com/CarpinoFolkFestivalUfficiale) in un solo mese dal 10 di luglio al 10 di agosto.

Un ringraziamento va dunque alle istituzioni, Unione Europea (PO FESR Puglia 2007-13-Asse IV-Linea 4.3-Azione 4.3.2/D) – Regione Puglia, assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo – Regione Puglia, assessorato alle Risorse agroalimentari – Comune di Carpino – Comune di Ischitella – Comune di Rodi Garganico – Comune di Orsara di Puglia – Parco Nazionale del Gargano – Gal Gargano – Consorzio Five Festival Sud System – Pugliaevents – Pugliapromozione, e ai partner e sponsor Fondazione Banca del Monte “Domenico Siniscalco Ceci”, Bcc San Giovanni Rotondo, Hotel Gran Paradiso, Ferrovie del Gargano, ICHNet, Birra Forst e ai piccoli sostenitori privati. Ma è soprattutto il pubblico, con il suo grande affetto, ha reso ancora una volta Carpino la grande capitale del Folk per 9 giorni e ha fatto si che il CFF2013 superasse la sua prova.

Il miracolo del Carpino Folk Festival è quello di aver creato un evento popolare dai grandi numeri e dalla forte risonanza, immerso in un ambiente assolutamente peculiare che non ha eguali in tutto il mondo e che, con l’aggiunta di qualche ineffabile elemento, lo rendono unico e irripetibile.

Arrivederci al Carpino Folk Festival #CFF2014 sul Gargano come sempre nella prima decade di Agosto.

La memoria storica della tradizione popolare carpinese

Sarà la BANDA BORBONICA, il TESORO di SAN GENNARO e il 98-enne ANTONIO PICCININNO a concludere i festeggiamenti dei primi 18 anni del CARPINO FOLK FESTIVAL

Voci celebri e anziani cantori locali si sono alternati sugli strumenti della tradizione a evocare le storie e i desideri, la gioia e il dolore di un popolo della terra che riassume in sé alcuni tra i più importanti significati della Puglia, in dialogo con altre terre e altre musiche della nostra regione, ma poi il festival ha guardando oltre di sé, alla musica world, ai tanti altri messaggi musicali dei popoli del mondo per poi ritornare al Gargano. Un luogo di carnale coinvolgimento, ma anche di sognante simbolicità: questa piccola penisola protrusa nell’Adriatico, frastagliata da una scogliera di fascino, ricoperta di boschi e zone umide, punteggiata da borghi antichissimi di civiltà contadina, nelle sere d’estate che dalla calura cedono alle brezze del mare si anima delle voci pregnanti e delle martellanti sonorità del Carpino Folk Festival.

Il “Carpino Folk Festival” 2013 festeggia la maggiore età con il progetto speciale de IL TESORO di SAN GENNARO, la produzione ad hoc della BANDA BORBONICA, i CANTORI di CARPINO e il quasi centenario custode della memoria storica della tradizione musicale popolare carpinese, ANTONIO PICCININNO.

Diciotto anni non sono pochi per un festival, soprattutto alla luce di tempi difficili come gli attuali in cui altre rassegne e manifestazioni, certamente non meno prestigiose, registrano cali vertiginosi se non chiusure clamorose. Il Carpino Folk Festival al contrario si conferma tra i più importanti festival all’interno dei grandi eventi della Puglia, contribuendo a darne spessore e qualità.

La memoria connessa alla trasmissione orale mantiene traccia del ricordo del passato effettivamente avvenuto per un tempo non più ampio di cento anni. Essa, fatta com’è di ricordi soggettivi, è essenzialmente minacciata dall’oblio e dalla amnesia.

Ma questo principio non trova conferma a Carpino e non è valido per i suoi cantatori.

Nonostante l’aumento esponenziale di contaminazioni culturali, ibridazioni di tradizioni differenti, incroci di stimoli più diversi, crescita inarrestabile dei dati conoscitivi e informativi l’oblio e l’amnesia sembra non riguardare Antonio Piccininno il custode della memoria garganica che continua a girare il mondo mentre noi tutti continuiamo a dormire.

Dopo aver contribuito alla sua nascita, sarà quindi lui stesso e i suoi canti a chiudere i festeggiamenti dei primi 18 anni del primo grande festival della musica popolare pugliese.

A lui che cent’anni li ha quasi raggiunti non possiamo però augurargli lunga vita fino a cent’anni, ma dobbiamo allungarla almeno fino a centocinquanta.

Con la fibra e la lucidità che si ritrova potrebbe anche arrivarci.

Grazie Zì’ndonj

Al Carpino Folk Festival arrivano gli Asian Dub Foundation dalla Gran Bretagna

Venerdì 9 agosto gli Asian Dub Foundation saranno al Carpino Folk Festival (Piazza del Popolo) con gli Insintesi e Nando Citarella e i Tamburi del Vesuvio.

09 Agosto 2013 – CARPINO

CARPINO FOLK FESTIVAL – L’ITALIA è la patria del diritto e del rovescio

 

Ore 22.00 Piazza del Popolo

 

“CAROSONANDO”

NANDO CITARELLA E I TAMBURI DEL VESUVIO

 

“Fimmene in dub”

INSINTESI

“SIGNAL & THE NOISE”

ASIAN DUB FOUNDATION

 

 

NANDO CITARELLA E I TAMBURI DEL VESUVIO

Nel vulcano Vesuvio pulsano i ritmi che da sempre accompagnano i canti ed i balli tradizionali dell’area campana e di tutta l’Italia centro-meridionale.

Ma questa terra fertile ha accolto anche il battito ritmico di tutte quelle genti che da altri luoghi, attraversando il grande mare sono approdati quaggiù.

Così, rispettando la natura vulcanica in questa “Terra e’ motus”, il Vesuvio è il “grande tamburo” che scandisce il tempo per canti antichi e per nuove contaminazioni. Il progetto Tamburi del Vesuvio nasce, nel 1994, dalla volontà di Nando Citarella di dare voce alle contaminazioni etnico-culturali che la realtà sociale italiana stava cominciando ad esprimere.

Da profondo conoscitore ed “appartenente” alla realtà sociale delle feste popolari e non del sud Italia già nel 1990, Nando Citarella, durante una conferenza presso l’Università di Rio de Janeiro su: “Sincretismi religiosi e Sinergie musicali” diceva:

“Percorrendo gli itinerari delle feste popolari, religiose e non, si possono incontrare persone provenienti da paesi diversi dal nostro (Turchia, Marocco, Senegal, Albania, India, Brasile, Cuba ecc.),le quali si integrano in quello che per loro è un esempio culturale che sembra evocare, nonostante la diversità, le proprie realtà d’origine. Non è un caso quindi che, durante le feste popolari del nostro Sud i suoni di Djembè africani o di Masar e Bendir nord africani, si mescolino agli antichi ritmi delle tammurriate e delle tarantelle”

Questa semplice considerazione ha ispirato ed ispira il percorso dei Tamburi del Vesuvio.

 


INSINTESISpecial guests: Anna Cinzia Villani, Raffaella Aprile e Alessia Tondo

Fimmene in dub

Nel 2010, dopo dodici anni di attività e grazie alla collaborazione con AnimaMundi, il duo leccese di dj/producer Insintesi (Alessandro Lorusso e Francesco Andriani de Vito),  inaugurava il world groove salentino con Salento in dub (AnimaMundi, 2010), che seguiva la partecipazione a Jentu dei Nidi d’Arac (V2 music, 2003) e la pubblicazione di Subterranea (Altipiani/Edel, 2007), album d’esordio tra dub, elettronica, etnica e ragga, con alcuni dei più rappresentativi cantanti salentini.

Con Fimmene in dub gli Insintesi continuano sullo stesso solco ma concentrando le sperimentazioni, in particolar modo, sulla musica di tradizione salentina e sulla vocalità femminile, particolarmente significativa nel più remoto angolo della Puglia, dove alcune cantanti (molte delle quali presenti nel disco) riescono a interpretare rispettosamente una musica fortemente ancorata alle radici e, allo stesso tempo, a traghettarla nella dimensione artistica moderna. Sul palco di Carpino ospiti speciali tre delle voci più belle del Salento: Anna Cinzia Villani, Raffaella Aprile e Alessia Tondo

 

ASIAN DUB FOUNDATION

Signal & The Noise

Asian Dub Foundation, guerrieri midi del 21 secolo! Il loro inconfondibile sound è una combinazione di duri ritmi jungle, linee di basso indu-dub, energia e chitarre punk rock, struggenti sitar e suoni tradizionali indiani campionati dalle collezioni di dischi dei genitori, il tutto a supporto di liriche militanti sparate nello stile furioso e veloce del rap e del ragga!

Riconosciuti da tutti come una delle migliori band dal vivo del mondo, nella loro ormai lunga storia gli Asian Dub Foundation hanno diviso il palco con artisti del calibro di Rage Against The Machine, The Cure e Radiohead: un appeal trasversale e universale per un gruppo semplicemente unico e sempre al passo con i tempi.

Con il nuovo album SIGNAL AND THE NOISE, prodotto dal grande Adrian Sherwood ed in uscita ad agosto 2013 si apre una nuova fase artistica nella storia di ADF. L’album segna un ritorno ai suoni più dub e militanti di questa band, oltre al ritorno di importanti musicisti: il bassista e fondatore DR DAS, il batterista Rocky Singh, il cantante Ghetto Priest, ed il nuovo componente Nathan Flutebox Lee.

PARTONO I CONCERTI DELLA XVIII ED.NE DEL CARPINO FOLK FESTIVAL

Il Carpino Folk Festival è abituato da anni a fare i conti con i grandi numeri e procede senza mostrare segni di invecchiamento dimostrandosi festival longevo grazie alla programmazione e alla costante attenzione posta sia nei confronti della memoria orale di storie, canti e balli e quindi nei confronti dei suonatori e cantatori tradizionali, sia nei confronti dei gruppi di riproposta fedeli che nei confronti degli artisti che si rifanno ai temi o alla musica di tradizione orale.

Anche questa edizione ci sembra sia riuscita ad abbinare nomi ed etichette emergenti di grande interesse e attualità con alcuni artisti affermati e con i cantori della tradizione.

Al Carpino Folk Festival 2013 dopo le esibizioni di Enza Pagliara, i Malicanti, Sergio Rubini, Nomad set, DonPasta, Luca Tota, Nazario Vasciarelli, i SuonidiSotto, gli Aiarule, le cantatrici di Ischitella, i Cantori di Mattinata e i cantori della tradizione di Carpino Antonio Piccininno, Mike Maccarone e Rocco Cozzola e la volta, con partenza il 08 agosto, dei grandi concerti in Piazza del Popolo. Nando Citarella e I Tamburi Del Vesuvio. Dalla Gran Bretagna arrivano gli Asian dub Foundation. Quindi l’ensemble inglese e cubana dei Ska Cubano. Dal salento Insintesi dub e i Crifiu. Il Tesoro di San Gennaro e il concerto inedito, produzione del festival 2013, della Banda Borbonica feat Giovanni Mauriello, Patrizio Trampetti e Marco Zurzolo e i Cantori di Carpino col 97-enne Antonio Piccininno a chiudere la XVIII edizione.

Giovedì 8 agosto

Carpino – Piazza del Popolo

Ore 22:00

CRIFIU

Cuori e Confini

CRIFIU sono una delle band migliori che il Salento sta esportando in tutta Italia grazie ad una originale identità sonora (un incontro tra rock, elettronica, world music e melodie mediterranee) e un potente impatto scenico nei concerti dal vivo, in grado di raccogliere un sempre più numeroso pubblico.

Una forte vocazione per le esibizioni live porta la rock-band nei più importanti festival e club d’Italia condividendo palchi e collaborazioni con: Modena City Ramblers, Gang, Giuliano Palma & Bluebeaters, Max Gazzè, Mau Mau, Sud Sound System, Asian Dub Foundation (di cui aprono il concerto nella loro unica tappa italiana del tour mondiale “Punkara”), Massilia Sound System, Roy Paci & Aretuska, fino a Caparezza e Vinicio Capossela nell’ambito cartellone de “La Notte Bianca” di Roma
Dopo un lungo tour in tutta Italia e una moltitudine di concerti, la band torna in studio di registrazione e nella primavera del 2012 pubblica il nuovo lavoro discografico, CUORI E CONFINI, un album impreziosito dalla presenza di ospiti internazionali, tra cui Papet J, noto mc dei Massilia Sound System (Francia), Lou Dalfin, Gastone Pietrucci de La Macina, Cisco e  Nandu Popu dei Sud Sound System. Tredici brani che hanno le antenne puntate sul mondo, in grado di guardare dentro i nostri giorni e di raccontarli con un linguaggio inedito, una propria identità artistica ed uno stile personale ed inconfondibile, svelando la freschezza del gruppo e, al tempo stesso, la maturazione artistica raggiunta.

SKA CUBANO

Mambo Ska

Ska Cubano, gruppo fondato dal manager inglese Peter Scott, amante dello ska giamaicano e della musica cubana, mescola insieme il mambo e lo ska, la rumba il rock e il reggae fino al son.
Sul palco del Carpino folk Festival Ska Cubano si esibisce con un insieme di 11 elementi, tra cui: Juan Manuel, Villy Carbonell (Berny Billy), il signor Ska di Santiago, Nathan Lerner (Natty Bo) cantautore e produttore di ska, Eddie “Tan Tan” Thornton, il leggendario trombettista dal talento straordinario, Legumi Mesako, sassofonista fondatore dei Tops Cats, Rey Crespo, contrabbasso.
E’ davvero difficile pensare che il gruppo sia stato creato come un “concetto” e non da un’evoluzione musicale naturale. Il risultato è un esplosione irresistibile di colori musicali che si fondono perfettamente per creare un suono che fa vibrare le corde più profonde dell’animo e del corpo del pubblico.

TARANTELLE DEL GARGANO e l’UNESCO

La Puglia, si sa, è capace di offrire al suo visitatore tanta qualità sotto tanti aspetti differenti, di questi ad oggi solo il patrimonio storico architettonico pugliese ha ottenuto il riconoscimento di patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco con i siti di Monte Sant’Angelo, Andria e Alberobello. Ma la Puglia ha anche grandi ricchezze culturali immateriali.

Con l’etnomusicologo Salvatore Villani mercoledì 7 agosto faremo il punto della situazione sul dossier su cui è impegnato personalmente per lanciare la candidatura all’Unesco della “Tarantella del Gargano”.

07 Agosto 2013

CARPINO FOLK FESTIVAL – L’ITALIA è la patria del diritto e del rovescio

Ore 22.00 Largo San Nicola – Carpino

 

TARANTELLE DEL GARGANO

Presentazione dossier per la candidatura Unesco

A cura di SALVATORE VILLANI

– Proiezione del documentario “Gargano. La musica delle campagne”

Regia di Giandomenico Curi

– Spettacolo “Musiche, canti e tarantelle del Gargano.

Con Aiarule, Le cantatrici di Ischitella, I Cantori di Mattinata e con la partecipazione straordinaria di Antonio Piccininno e Rocco Cozzola

 

TARANTELLE DEL GARGANO – Presentazione dossier per la candidatura Unesco

Il 7 agosto 2013, nell’ambito della XVIII edizione del Carpino Folk Festival, un’intera serata verrà dedicata allo stato dei lavori del dossier “Le tarantelle del Gargano”, curato dall’etnomusicologo Salvatore Villani, per l’iscrizione nella lista rappresentativa dei beni culturali immateriali dell’UNESCO, dopo il meritato accreditamento dell’Associazione carpinese presso la Cultur Sector della Division for Cultural Expressions and Heritage dell’UNESCO. A seguire la proiezione del documentario “Gargano. La musica delle campagne” del regista Giandomenico Curi prodotto da Hi Folk e Video Sign (2005) e concerto di tarantelle del Gargano con il gruppo Li Ariarule con la partecipazione di Antonio Piccininno e Rocco Cozzola. Durante la kermesse musicale vi sarà l’intervento delle Cantatrici di Ischitella e dei Cantori di Mattinata, due gruppi spontanei della ricca tradizione orale polivocale del Gargano, che eseguiranno repertori che spaziano dalle ninne nanne, ai canti di lavoro, canti narrativi, stornelli, satire, etc.

Le tarantelle garganiche, pur rientrando in una famiglia molto più ampia e variegata di forme musicali e di ballo diffuse in tutto il meridione, a causa dell’isolamento storico del territorio, risultano assai differenziate dalle altre regioni italiane e presentano una loro specificità nei suoi tre aspetti: canto, ballo e strumenti tipici.

Attestazioni iconografiche su sculture antropomorfe protostoriche testimoniano l’uso del ballo e degli strumenti musicali in quest’area a partire dal X-IX sec. a.C.

Negli ultimi decenni si è acquisita maggiore consapevolezza della portata culturale della tradizione e pertanto sono sorti centri di ricerca, festivals, gruppi di riproposta e attività didattiche di trasmissione dei saperi che comprendono conoscenza di storia delle tradizioni popolari, danze, canto, strumenti musicali e drammatizzazione di formalizzati orali.

Gli anziani portatori sono diventati così i maestri privilegiati di questa trasmissione e punti di riferimento imprescindibili per una corretta interpretazione delle fonti orali.

La prima volta di Sergio Rubini al Carpino Folk Festival

Il grande ospite del 6 agosto è l’attore e regista Sergio Rubini che dedicherà un reading al cantautore foggiano Matteo Salvatore, dal titolo “di fame, di denaro, di passione – La vita di Matteo Salvatore”
“Non bisogna fare l’equazione: crisi economica uguale crisi culturale…è esattamente il contrario. La profonda crisi culturale che sta vivendo il paese, in particolare il Sud, si traduce in crisi economica”.


06 Agosto 2013
CANTAR VIAGGIANDO – “Una valigia di ricordi”
“Un viaggio slow a bordo dei vagoni delle Ferrovie del Gargano”
Ore 18.00 in viaggio tratta San Severo/Carpino
SALVATORE LUCA TOTA – “Trik e trak e stoffa da vendere”

Con degustazione di prodotti tipici regionali

Ore 20.00 Stazione di Carpino
NAZARIO VASCIARELLI – “Terra, pane e libertà. La cantata di Michele Sciarra”
Commento musicale di Matteo Marolla

CARPINO FOLK FESTIVAL – L’ITALIA è la patria del diritto e del rovescio
Ore 22,00 Largo San Nicola – Carpino

SERGIO RUBINI – “di fame, di denaro, di passione – La vita di Matteo Salvatore”

In viaggio sulla tratta Ferrovie del Gargano San Severo-Carpino, partenza ore 19:05
SALVATORE LUCA TOTA
Tricche e tracche e stoffa da vendere

Le tradizioni locali, i modi di fare e i proverbi che caratterizzano la cultura popolare sanseverese diventano musica grazie a “Tricche e ttracche…”, il primo album di Salvatore Luca Tota.
L’esibizione “viaggiante” all’interno del CFF trasporterà il pubblico in un viaggio alla scoperta dei modi di dire dei personaggi sanseveresi, come “Ninetta 50 lire”, delle tradizioni locali, come la Festa del Soccorso, e di brani caratterizzati da francesismi che giocano sulla somiglianza del vernacolo alla lingua francese. L’autore, già noto per le sue qualità recitative e di interpretative, regala al pubblico anche brani più toccanti capaci di smuovere le corde dell’animo raccontando di un territorio caratterizzato da problematiche diverse, da storie parallele, ma tutte accomunate dalla presenza di una speranza che non può e non deve morire mai.

TERRA, PANE E LIBERTA’ – La cantata di Michele Sciarra
Spettacolo teatrale di e con Nazario Vasciarelli. Commento musicale di Matteo Marolla

Una storia di terra, pane e libertà. Una storia che attraversa gli anni, le guerre, gli oceani.
“Terra, pane e libertà. La cantata di Michele Sciarra” parla di Michele, socialista figlio di anarchici che, abbandonato dal padre fuggito nel Nuovo Mondo, cresce con la madre negli anni difficili del fascismo. La sua storia è una lenta e inesorabile presa di coscienza che lo condurrà, alla fine del secondo conflitto mondiale, a organizzare in sindacati i braccianti della sua terra per occupare quei latifondi che, rimasti incolti, erano la speranza di una classe sociale ridotta allo stremo.
Sarà il racconto di un’epoca quello in scena alla stazione ferroviaria di Carpino: il tempo dei difensori dei lavoratori come Giuseppe Di Vittorio, Placido Rizzotto, Salvatore Carnevale e Carmine Cannelonga i quali, spinti da un’eccezionale e straordinaria personalità, completata da una grandissima autodisciplina, cambiarono per sempre i rapporti tra braccianti e grandi proprietari terrieri.
Un’ora di rievocazione e magia. Un’ora di emozioni in cui le immagini del lavoro nei campi, delle prepotenze dei fascisti, dell’iniziazione ai principi del socialismo, dell’apostolato tra i braccianti, rivivono attraverso la forza evocativa della parola, sottolineata dalla fisicità dell’attore che racconta la vicenda e dalla voce di Matteo Marolla che canta i brani del repertorio di Matteo Salvatore e scandisce i capitoli della vicenda.

SERGIO RUBINI in “Di fame, di denaro, di passione – La vita di Matteo Salvatore
Musica dal vivo di Umberto Sangiovanni e Daunia Orchestra

Con Sergio Rubini – voce recitante, Umberto Sangiovanni – pianoforte e composizioni, Serena Scocca- voce, Adriano Mactovich – basso.
Un viaggio tra le parole e la musica di Matteo Salvatore, il cantastorie pugliese, poeta degli “ultimi”, che con le sue ballate ha raccontato se stesso e la sua quotidianità. Dalla sua terra lui ha rubato tutto: il bianco pudore dell’ignoranza, la capacità di non mollare mai e la forza di rinascere ogni giorno e mille volte ancora. La miseria nera e la fame che accompagnarono tanti, troppi anni della sua vita, saranno linee parallele ai suoi ricordi, come chimere raggiunte e ritrovate, sognate e malcelate.
Versi che brillano di una bellezza sofferente, di una straziante realtà che spesso si mischia alla follia. I suoi passaggi vocali inaspettati, dai toni più gravi al falsetto, lasciavano quel senso malinconico come se tutto fosse cantato con il sottile timore di dover raccontare una biografia dolorosa. Gli anni passati in carcere per l’uccisione della sua compagna Adriana nel 1973, non gli tolsero la voglia di ricominciare, di ritrovare la gente per mettere ancora in piazza la sua forza, il suo talento di cantastorie. Della sua vita ha saputo tralasciare moralismi e giudizi, ha speso i molti soldi che gli regalò il destino, ha voluto bene ai suoi pochi amici e cercato sempre il sorriso di una donna. Adesso la sua musica ha un posto sicuro dove potersi posare perché, come Matteo, lascerà ogni volta il rimpianto di non averne mai parlato abbastanza, di non averne mai suonato abbastanza.

DOMANI LA PARTENZA DELLA DICIOTTESIMA ED.NE DEL CARPINO FOLK FESTIVAL

Mancano poche ore e il conto alla rovescia sta per terminare

Un festival che raggiunge i 18 anni (la maggiore età) deve per forza avere in sé forza e caratteristiche tali da essere apprezzato dal pubblico che annualmente lo segue. È il caso del “Carpino Folk Festival”, che promosso dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival trova collocazione temporale stabile all’interno dei grandi eventi della Puglia, contribuendo a darne spessore e qualità.

Al centro del sistema insediativo distribuito a corona intorno al lago di Varano, lungo la strada pedecollinare che lambisce l’anfiteatro naturale costituito da Capoiale, San Nicola di Varano, Cagnano Varano, Ischitella, Vico del Gargano fino a Rodi Garganico, in posizione rialzata e panoramica sul Poggio Pastromele si è realizzato un incontro di saperi, di generazioni, di competenze e di stimoli ideali che ha permesso a Carpino, grazie ai suoi cantori e all’intera comunità, di divenire in Puglia una sorta di santuario simbolico dell’“altra Musica”.

A celebrare questa musica è uno degli eventi musicali più importanti della Puglia e una delle feste popolari più longeve e più famose in Italia. Diventato tale semplicemente perché è un festival, nel suo genere, di qualità che attrae migliaia di persone, molti dei quali ritornano anno dopo anno.

 

Dopo le anteprime di Rodi Garganico e di Foce Varano domani, 4 agosto, il Carpino Folk Festival parte con il Premio Rocco Draicchio, i laboratori musicali e il “Cantar Viaggiando”.

Alla diciottesima edizione del Carpino Folk Festival il Premio Rocco Draicchio, omaggio al suo fondatore, si rinnova e si propone ai videomakers mettendo in palio un premio di 800,00 euro per colui che meglio interpreterà il nostro festival, il territorio e il suo paesaggio e il patrimonio culturale immateriale del Gargano.

(Su http://www.carpinofolkfestival.com il bando di partecipazione)

Anche sul fronte culturale il festival della musica popolare non vuole abbassare la guardia proponendo anche quest’anno lezioni/dimostrazioni in cui vengono esplorate di volta in volta le caratteristiche della musica e del ballo e la conoscenza degli strumenti musicali tradizionali del territorio garganico e quindi la pratica del suonare, cantare e ballare insieme. I partecipanti al festival potranno scegliere fra il corso di Ballo proposto dall’etnomusicologo Salvatore Villani (organizzatore di cultura, compositore, cantante e direttore di ensemble musicali, con al suo attivo numerose pubblicazioni, registrazioni e concerti in Italia ed all’estero), il corso di tamburello di Antonio Marotta (collaboratore del M° Roberto De Simone, come cantante, attore e musicista) e il corso sulla chitarra battente di Pio Gravina (musicista, cantante e studioso delle tradizioni di San Giovanni Rotondo e del Gargano).

COL CANTAR VIAGGIANDO IL TURISMO LENTO DEL GARGANO 4/6 AGOSTO

All’interno del contesto del CARPINO FOLK FESTIVAL, l’Associazione Culturale con la partecipazione attiva del Gruppo di Azione Locale del Gargano, promotore del progetto, realizzerà nelle serate dal 4 al 6 agosto la III edizione di CANTAR VIAGGIANDO coll’obiettivo di promuovere nell’offerta turistica estiva del Gargano il turismo attento alla lentezza.

Con CANTAR VIAGGIANDO al terzo anno consecutivo, insieme alle Ferrovie del Gargano e al Comune di Carpino, innesteremo all’interno dei vagoni del treno e nelle stazioni elementi di creatività e sostenibilità per promuovere un turismo attento alla lentezza, ai valori del territorio, alle tipicità facendo, quindi alla mobilità sostenibile per godere a pieno gli squarci di bellezza straordinaria di cui è pieno il tragitto del Gargano.

“Cantar Viaggiando” è un viaggio slow a bordo dei vagoni delle Ferrovie del Gargano.

Partire da San Severo, toccare San Nicandro e Cagnano Varano e poi dritti su fino ad arrivare agli spettacoli del Carpino Folk Festival dove lo sguardo spazia sul Lago di Varano e sulla lingua di terra che spacca l’azzurro in due, dividendo lo specchio lacustre da quello marino. Stesso obiettivo, da Calenella lungo il blu della costa per tuffarsi a San Menaio e a Rodi garganico, toccare da lontano Ischitella e quindi immergersi nei ritmi delle tarantelle garganiche accompagnati dai suoni del tamburello, delle castagnole e delle chitarre battenti.

L’idea è quella di stimolare l’utilizzo del servizio treno/bus navetta delle Ferrovie del Gargano per permettere al pubblico di spostarsi comodamente all’interno del nostro territorio evitando l’uso della propria autovettura per raggiungere il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni.

Un viaggio impreziosito dalla presenza a bordo di microeventi tematici che renderanno piacevole e originale il tragitto, cantando e raccontando e godendo appieno i paesaggi che si attraversano nel tramonto di un estate garganica.

Con il Gruppo di Azione Locale del Gargano e il coinvolgimento delle aziende agricole o di commercializzazione dei prodotti della nostra terra, verrà svolta la degustazione gratuita e la somministrazione di prodotti agroalimentari locali.

CANTAR VIAGGIANDO 2013 prevede la partenza del viaggio da San Severo con arrivo a Carpino dove verranno realizzati eventi all’interno della stazione, per poi proseguire la serata nella parte più vecchia del centro storico del paese dei cantori.

LA TRADIZIONE CONTADINA PUGLIESE: CARPINO FOOD FESTIVAL

All’interno del contesto del Carpino Folk Festival, l’Associazione Culturale con la partecipazione attiva del Gruppo di Azione Locale del Gargano, promotore del progetto, per valorizzare i tratti identitari più evidenti della nostra tradizione realizza: CARPINO FOOD FESTIVAL.

L’enogastronomia, l’eccellenza enologica, i prodotti tipici e quindi la tradizione agroalimentare, non rappresentano più solo una componente importante del nostro sistema produttivo, ma oggi anche leve straordinariamente formidabili per il turismo in Puglia.

Il “CARPINO FOOD FESTIVAL” intende essere strumento efficace, incisivo, propositivo, aperto a nuovi stimoli, anche esterni, per riversarsi in strada e offrirsi a tutti in un contesto non monotematico ma con la promozione e la valorizzazione di una molteplice varietà di ambiti  (culturali, sociali, economici ed anche ludici), affrontando esplicitamente i problemi  connessi, attraverso una manifestazione pubblica complessa che focalizza il campo, ne delineano i corollari, dove anche il pubblico è attore che partecipa, che influenza, che giudica.

All’interno delle altre iniziative del Carpino Folk Festival si prefigge di raccogliere una pluralità di esperienze: dalla riscoperta delle tradizioni alla vitalità delle arti – declinandole verso lo specifico della cultura del territorio in una narrazione storica, di quotidianità, ma anche di innovazione.

L’obiettivo di medio periodo dell’iniziativa è quella di avvicinare la sfera degli specialisti e dei discorsi scientifici alla fruizione di un pubblico eterogeneo e non necessariamente in possesso degli strumenti tecnici propri delle discipline coinvolte.

Anche in questo caso la volontà è quella di aprirsi, pur mantenendo l’integrità e la coerenza della trattazione specializzata.

Grazie, quindi, al Gal Gargano e con la collaborazione e il sostegno finanziario del Parco Nazionale del Gargano e dell’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, proponiamo pertanto una settimana di alto livello, versatile ed aperta a nuovi contenuti, all’insegna della qualità e della tradizione, per ricercare strategie di promozione di nuovi stili di vita, di valorizzazione delle attività economico-commerciali e di rilancio di consumi eco-consapevoli, in un’ottica propositiva e costruttiva di una agricoltura intesa come cultura della natura e dell’uomo, sinonimo di agricoltura informata e consapevole, rivolto alle donne e agli uomini di ogni età, agli agricoltori, ai turisti, a gli operatori siano culturali, turistici e commerciali.

Nel corso delle giornate festivaliere con la realizzazione di un museo dell’antica civiltà contadina e dei laboratori didattici, con una mostra mercato dei prodotti tipici di qualità della Puglia e punti di degustazione degli stessi si intende raccogliere testimonianze e contributi che abbiano spessore culturale ma di prevalente matrice agricola, per farli divenire modi d’essere, di pensare, di agire, per la massima diffusione della cultura agricola, facendo convergere a Carpino un pubblico cosmopolita, diverso per provenienza, per età (specialmente giovani e giovanissimi), per grado di formazione ed informazione.

 

Il Gal Gargano al Folk Festival con il CARPINO FOOD FESTIVAL
Il Gruppo di Azione Locale, infatti, sarà parte attiva, con un proprio progetto, della 18^ edizione del Carpino Folk Festival.
Carpino Food Festival è il nome dell’iniziativa ideata in collaborazione con gli organizzatori del Carpino Folk Festival per far conoscere ai numerosi appassionati di musica e tradizioni popolari, che si ritroveranno nel centro garganico, i prodotti tipici della produzione locale.

Da lunedì 5 agosto fino a sabato 10 in Piazza del Popolo a Carpino, tutte le sere a partire dalle 20,30, e fino alle 22,00, negli stand allestiti per l’occasione sarà possibile conoscere caratteristiche, metodi di produzione, ricette tipiche di quelle che sono le produzioni tradizionali del promontorio del Gargano. Ogni sera aziende provenienti da tutta la Montagna del Sole, con video, dimostrazioni pratiche, laboratori, faranno conoscere il meglio della tradizioni culinaria del territorio. Non una semplice degustazione, dunque, ma l’occasione di un approfondimento sulla cultura enogastronomica garganica. Ogni giorno, infatti, sarà dedicato a un prodotto specifico, e ai suoi derivati, nella consapevolezza che solo la conoscenza può garantire lo sviluppo e il consolidamento, anche economico, delle nostre produzioni tipiche. Un lavoro che sarà accompagnato da materiale informativo ad hoc.

La giornata inaugurale sarà dedicata alla produzione tipica del comune ospitante e quindi alla fava di Carpino. Martedì invece sarà la volta della valorizzazione di pane e pasta tradizionali con dimostrazioni pratiche. Formaggi (mozzarelle e caciocavallo podolico) e Agrumi del Gargano (con liquori e marmellate) interesseranno invece le giornate di mercoledì e giovedì. Venerdì assaggi e laboratori del gusto dedicati all’olio. Si chiuderà in bellezza sabato 10 con un approfondimento sui dolciumi tradizionali con un laboratorio pratico di produzione. Negli stand di Piazza del Popolo anche una vetrina permanente dei prodotti delle aziende locali.

Per il presidente del Galgargano, Francesco Schiavone: “con questa iniziativa si va a consolidare la scelta fatta dal Consiglio di Amministrazione di essere presente sul territorio in modo propositivo facendo conoscere in modo consapevole il territorio e le sue produzioni. Un compito questo demandato ai Gal dal PSR e che necessità di strategie definite e integrate tra enti, aziende e territorio”.

IL CARPINO FOLK FESTIVAL RIPARTE DALLE LOCALITÀ COSTIERE DI RODI GARGANICO E FOCE VARANO

La 18edizione del festival della musica popolare e delle sue contaminazioni è in programma dal 4 al 10 agosto prossimi, con due anteprime a Rodi Garganico, il 31 luglio, e Foce Varano, il 01 agosto.

Il Gargano è una terra che ha una tradizione di pastori, contadini e pescatori. Oggi, certamente, il Gargano è meta di turismo grazie alle sue coste, allo splendido mare, all’entroterra boscoso e montuoso, all’artigianato locale e alla gastronomia tipica.
Un’attrazione sempre più forte in questa terra è però esercita anche dal patrimonio culturale e musicale che viene continuamente riscoperto e coltivato, dopo essere stato per decenni abbandonato a causa anche della migrazione degli anni ‘50 e ‘60 che ha svuotato queste terre di molta energia spostandola altrove.
Si è assistito e si assiste, quindi, ad una riscoperta della tarantella del Gargano.
Sono molti i gruppi di giovani musicisti e appassionati – coadiuvati in questo dalle amministrazioni pubbliche più lungimiranti – che riprendono in mano canti e testimonianze musicali del passato cercando di salvarle, diffonderle e rinnovarle.
Tra i più vecchi suonatori del Gargano c’è un gruppo che è ormai una leggenda: i Cantori di Carpino (“Tarantella del Gargano” è anche il titolo di un loro sonetto).
I Cantori di Carpino si sono ritrovati in un vortice di attenzione e notorietà da parte di appassionati ed anche studiosi di etnomusicologia (come Alan Lomax e Diego Carpitella che già negli anni cinquanta avevano effettuato approfondite indagini all’interno di un progetto di ricerca con cui hanno raccolto molti documenti sulla musica etnica italiana).
Uno degli aspetti che contraddistingue la Tarantella del Gargano, anche se si dovrebbe parlare di tarantelle del Gargano perché ci sono tra i paesi e territori del Gargano diverse tradizioni musicali che si richiamano alla tarantella, è la presenza forte della “chitarra battente” che ritma i canti, le serenate e le ninne nanne.
Gli antichi rituali delle tarantelle e della cultura popolare sono resi attuali nei ritmi vigorosi di chitarra e tamburi che si possono ascoltare sempre più spesso per le piazze di Carpino e dei paesi del Gargano.

ALLEGATO: COMUNICATO STAMPA LE ANTEPRIME DI RODI GARGANICO E FOCE VARANO
31 luglio | 01 agosto 2013

Fu colonia cretese e greca, e porto del Gargano in età romana. Rodi garganico conserva ancora i racconti degli assedi e dei saccheggi da parte di Goti e Veneziani.

Sarà quindi di nuovo la località tra le più apprezzate mete balneare del Gargano ad ospitare la prima serata del Carpino Folk Festival ‪#‎cff2013‬ con i concerti dei:

SUONIDISOTTO
Musiche di Tradizione Meticcia

CANTORI DI CARPINO
Stile, storia e musica alla carpinese

FOCE VARANO è una località costiera balneare del Parco Nazionale del Gargano, frazione di Ischitella.
È situata sulla costa nord del Promontorio del Gargano in prossimità dello sbocco del “Canale di Varano”, uno dei due canali che collegano il Lago di Varano al Mare Adriatico.
Il primo agosto presso l’anfiteatro e in Piazzetta del Porto di Foce Varano i concerti di:

ENZA PAGLIARA
Frunte de luna

MALICANTI XXL con la partecipazione di MIKE MACCARONE, PIO GRAVINA E GIORGIO D’ARIA
Tarantelle e Canti Tradizionali delle Puglie

SUONIDISOTTO
Musiche di Tradizione Meticcia
Il progetto nasce da un’intesa musicale di sei elementi, alcuni dei quali di impostazione accademica, che hanno saputo mescolare tradizione e innovazione. Già il nome del progetto è la chiave di lettura che ci permette di entrare in un nuovo laboratorio di musica popolare impegnato nel recupero delle radici del Sud. Il live dei “Suoni di Sotto”, come una forza centripeta volta verso il cuore del Sud, vi catapulterà in un viaggio alla scoperta di melodie passate che gli artisti, seppur provenienti da tradizioni musicali diverse, hanno saputo vestire di eleganza e modernità.

I CANTORI DI CARPINO
Stile, storia e musica alla carpinese
Semplicemente straordinari, gli unici grandi maestri della tarantella. Grazie alla loro memoria non si sono perse nel tempo quelle tradizioni che hanno reso Carpino il punto di riferimento della musica Folk italiana. Le fortunate collaborazioni con Eugenio Bennato, Teresa de Sio, Giovanni Lindo Ferretti e altri hanno portato loro, e soprattutto la loro musica, alla ribalta, riscoprendone e valorizzandone le portentose caratteristiche. Sicuramente i decani della musica italiana: i “Buena vista social club” Garganici, capaci, ultraottantenni, di portare le loro note, la loro arte, la loro inventiva, fatta di ritmi trascinanti e melodie struggenti, in giro per la nostra penisola, di concerto in concerto. Mille anni di musica che risuonano sulle corde della chitarra battente. Chi ha la fortuna di ascoltare i “Cantori di Carpino”, entra in un circuito magico, primordiale. Ti senti proiettato in un mondo scomparso, ma che senti rivivere in te, in una sorta di metempsicosi che ti fa ritornare quello che forse un tempo, in un’altra vita, sei stato.
Scomparsi Andrea Sacco e Antonio Maccarone, è oggi Antonio Piccininno il riconosciuto guardiano della tradizione. Non solo perché l’ha custodita e trasmessa cantando, ma anche perché si è accollato un compito difficile e di straordinario valore: mettere per iscritto questa sapienza orale. Prima che fosse troppo tardi. Antonio Piccininno indubbiamente incarna la figura tipica del cantore tradizionale. Nato nel 1916, dopo appena un anno rimane orfano di entrambi i genitori. Inizia a lavorare come pastore e in seguito come contadino bracciante, per poi spostarsi in paese per prendere moglie. Attualmente è bisnonno. Antonio Piccininno come i “mistici pastori” descritti dal Tancredi in “Folklore Garganico”, ispira un innato senso di rispetto verso la saggezza antica del tuo popolo, come gli antichi aedi dell’Iliade e dell’Odissea.” Allo spettacolo collaborano sette giovani musicisti carpinesi, che tutt’ora accompagnano il loro “nonno” in giro per il mondo.

ENZA PAGLIARA
Frunte de luna
“In questa voce c’è la terra: le ferite della storia, la dolcezza delle passioni, l’orgoglio stupendo delle illusioni, c’è la pizzica che ossessiona, o che guarisce, o che arrovella”.
Cantante, attrice e percussionista, Enza Pagliara è una delle anime della Notte della Taranta, con la sua voce intrisa di sapori arcaici è tra le più apprezzate interpreti della tradizione musicale salentina. Nella sua carriera ha avuto modo di affrontare un lungo percorso di ricerca musicale, partita dal mondo contadino che la circondava fino a giungere ad esperienze artistiche di rilievo al fianco di Giovanna Marini, Eugenio Bennato, Teresa De Sio, Noa e Lucilla Galeazzi. In meno di dieci anni di carriera ha realizzato concerti, recital e spettacoli (Canto di Passione nel 2002, Canti Mare nel 2003, Incantamentum nel 2004) non solo in Italia ma anche all’estero come nel caso delle sue esperienze in Russia al Teatro Bolshoij di Mosca e Mussorskij di San Pietroburgo.

MALICANTI XXL ospiti Mike Maccarone, Pio Gravina, Giorgio D’Aria
Tarantelle e Canti Tradizionali delle Puglie
MALICANTI XXL propone i suoni potenti ma tradizionali di MALICANTI, arricchiti dagli interventi di ospiti speciali, interamente appartenenti alle tradizioni musicali pugliesi.
MALICANTI suona e canta le musiche dei modi contadini tradizionali di due aree della Puglia: il Salento e il Gargano.
Il concerto è composto per metà di pizziche e tarantelle da ballo, musica da festa quindi, ritmata e incalzante, e in essi le chitarre battenti e i tamburelli, insieme a organetto e violino, giocano la parte protagonista.
La voce è invece la protagonista del resto del repertorio: serenate d’amore, canzoni di sdegno, e canti alla stisa, a distesa, eseguiti cioè a cappella, a 3 o 4 linee di voci indipendenti.
Malicanti è composto da Valerio Rodelli, Elia Ciricillo e Enrico Noviello, suona dal 1999, ha partecipato ai maggiori festival pugliesi, vinto l’Eurofolk 2005, e si è esibito in diverse nazioni (Colombia, Australia, Spagna, Portogallo, Belgio….).
Per anni MALICANTI ha vissuto volutamente ai margini dei circuiti classici, in una situazione di ricerca umana e musicale fondata sul passare molto tempo con i vecchi contadini e pastori e che ha prodotto originali amicizie intergenerazionali e soprattutto affetti profondi.
Da queste ricerche e da queste amicizie nascono le collaborazioni con gli ospiti speciali:
Giorgio D’Aria, componente dello storico gruppo del Salento, gli Strittuli
Pio Gravina, ricercatore e potente voce di San Giovanni Rotondo (FG)
Mike Maccarone, 87 anni, ex pastore e cantatore tradizionale di Carpino (FG)

PRESENTAZIONE CARPINO FOLK FESTIVAL 2013

Un festival che raggiunge i 18 anni (la maggiore età) deve per forza avere in sé forza e caratteristiche tali da essere apprezzato dal pubblico che annualmente lo segue. È il caso del “Carpino Folk Festival”, che promosso dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival trova collocazione temporale stabile all’interno dei grandi eventi della Puglia, contribuendo a darne spessore e qualità.

Se il “Carpino Folk Festival” non avesse avuto tutte le carte in regola, ovvero se non avesse saputo proporre appuntamenti musicali di un certo peso nel proprio settore di riferimento non sarebbe di certo giunto al livello attuale; non solo: ma nel corso del tempo ha saputo anche innovarsi coniugando la musica con altre espressioni artistiche e anche con la cultura eno-gastronomica del territorio arricchendo ulteriormente la proposta. Per tutti questi motivi il festival è costantemente cresciuto e ha trovato nelle istituzioni pubbliche (fra cui la Regione con l’assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo e tutti gli enti locali, dai Comuni del territorio, al Gal e al Parco Nazionale del Gargano) e in diversi privati i partner necessari per continuare un cammino ancora lungo e pieno di successi.

 

Il “Carpino Folk Festival” 2013 raggiunge la maggiore età: diciotto anni non sono pochi per un festival, soprattutto alla luce di tempi difficili come gli attuali in cui altre rassegne e manifestazioni, certamente non meno prestigiose, registrano cali vertiginosi se non chiusure clamorose. Il festival di Carpino al contrario, tenta di riproporre con forza la propria formula ormai consolidata di tre serate di approfondimenti e di tre notti di grandi concerti nella propria location naturale. Ma non vuole neanche venir meno all’impegno con il territorio proponendo poche, ma gustose anteprime nei comuni che hanno voluto ospitarci (quest’anno Rodi Garganico, Ischitella).

Anche quest’anno il festival, grazie alle Ferrovie del Gargano e al Gal Gargano ripropone “Cantar Viaggiando“, ossia l’idea di inserire all’interno delle ferrovie elementi di creatività e sostenibilità per promuovere un turismo attento alla lentezza, ai valori del territorio, alle tipicità agroalimentari pugliesi, quindi alla mobilità sostenibile, per godere a pieno gli squarci di bellezza straordinaria di cui è pieno il tragitto del Gargano.

Ma non solo, grazie sempre al forte impegno del Gal Gargano, del Parco Nazionale del Gargano e dell’Assessorato regionale alle Risorse Agroalimentari quest’anno il festival propone “Carpino Food Festival“, ossia una sezione in cui le produzioni tipiche, l’eccellenza enologica e quindi la tradizione agroalimentare pugliese scendono in strada per offrirsi a tutti in un contesto non monotematico, ma con la promozione e la valorizzazione di una molteplice varietà di ambiti (culturali, sociali, economici e ludici), con il pubblico che diventa attore e che partecipa e giudica.

 

Alla diciottesima edizione del Carpino Folk Festival il Premio, omaggio al suo fondatore, Rocco Draicchio si rinnova e si propone ai videomakers mettendo in palio un premio di 800,00 euro per colui che meglio interpreterà il nostro festival, il territorio e il suo paesaggio e il patrimonio culturale immateriale del Gargano.

 

Anche sul fronte culturale il festival della musica popolare non vuole abbassare la guardia proponendo anche quest’anno lezioni/dimostrazioni in cui vengono esplorate di volta in volta le caratteristiche della musica e del ballo e la conoscenza degli strumenti musicali tradizionali del territorio garganico e quindi la pratica del suonare, cantare e ballare insieme. I partecipanti al festival potranno scegliere fra il corso di Ballo proposto dall’etnomusicologo Salvatore Villani (organizzatore di cultura, compositore, cantante e direttore di ensemble musicali, con al suo attivo numerose pubblicazioni, registrazioni e concerti in Italia ed all’estero), il corso di tamburello di Antonio Marotta (collaboratore del M° Roberto De Simone, come cantante, attore e musicista) e il corso sulla chitarra battente di Pio Gravina (musicista, cantante e studioso delle tradizioni di San Giovanni Rotondo e del Gargano).

 

La Puglia, si sa, è capace di offrire al suo visitatore tanta qualità sotto tanti aspetti differenti, di questi ad oggi solo il patrimonio storico architettonico pugliese ha ottenuto il riconoscimento di patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco con i siti di Monte Sant’Angelo, Andria e Alberobello. Ma la Puglia ha anche grandi ricchezze culturali immateriali.

Con l’etnomusicologo Salvatore Villani faremo il punto della situazione sul dossier in cui è impegnato personalmente per lanciare la candidatura all’Unesco della “Tarantella del Gargano.

 

Il Carpino Folk Festival è abituato da anni a fare i conti con i grandi numeri e procede senza mostrare segni di invecchiamento dimostrandosi festival longevo grazie alla programmazione e alla costante attenzione posta sia nei confronti della memoria orale di storie, canti e balli e quindi nei confronti dei suonatori e cantatori tradizionali, sia nei confronti dei gruppi di riproposta fedeli che nei confronti degli artisti che si rifanno ai temi o alla musica di tradizione orale.

Anche questa edizione ci sembra che sia riuscita ad abbinare nomi ed etichette emergenti di grande interesse e attualità con alcuni artisti affermati e con i cantori della tradizione.

Al Carpino Folk Festival 2013 ritroviamo Enza Pagliara, i Malicanti e Nando Citarella e I Tamburi Del Vesuvio. Dalla Gran Bretagna  arrivano gli Asian dub Foundation. Quindi l’ensemble inglese e cubana dei Ska Cubano. Dal salento Insintesi dub e i Crifiu. Sergio Rubini viene a Carpino per Matteo Salvatore. Il Tesoro di San Gennaro, Nomad set,  DonPasta, Luca Tota, Nazario Vasciarelli e il concerto inedito, produzione del festival 2013, della Banda Borbonica feat Giovanni Mauriello, Patrizio Trampetti e Marco Zurzolo. Antonio Piccininno e i Cantori di Carpino.

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