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La memoria storica della tradizione popolare carpinese

Sarà la BANDA BORBONICA, il TESORO di SAN GENNARO e il 98-enne ANTONIO PICCININNO a concludere i festeggiamenti dei primi 18 anni del CARPINO FOLK FESTIVAL

Voci celebri e anziani cantori locali si sono alternati sugli strumenti della tradizione a evocare le storie e i desideri, la gioia e il dolore di un popolo della terra che riassume in sé alcuni tra i più importanti significati della Puglia, in dialogo con altre terre e altre musiche della nostra regione, ma poi il festival ha guardando oltre di sé, alla musica world, ai tanti altri messaggi musicali dei popoli del mondo per poi ritornare al Gargano. Un luogo di carnale coinvolgimento, ma anche di sognante simbolicità: questa piccola penisola protrusa nell’Adriatico, frastagliata da una scogliera di fascino, ricoperta di boschi e zone umide, punteggiata da borghi antichissimi di civiltà contadina, nelle sere d’estate che dalla calura cedono alle brezze del mare si anima delle voci pregnanti e delle martellanti sonorità del Carpino Folk Festival.

Il “Carpino Folk Festival” 2013 festeggia la maggiore età con il progetto speciale de IL TESORO di SAN GENNARO, la produzione ad hoc della BANDA BORBONICA, i CANTORI di CARPINO e il quasi centenario custode della memoria storica della tradizione musicale popolare carpinese, ANTONIO PICCININNO.

Diciotto anni non sono pochi per un festival, soprattutto alla luce di tempi difficili come gli attuali in cui altre rassegne e manifestazioni, certamente non meno prestigiose, registrano cali vertiginosi se non chiusure clamorose. Il Carpino Folk Festival al contrario si conferma tra i più importanti festival all’interno dei grandi eventi della Puglia, contribuendo a darne spessore e qualità.

La memoria connessa alla trasmissione orale mantiene traccia del ricordo del passato effettivamente avvenuto per un tempo non più ampio di cento anni. Essa, fatta com’è di ricordi soggettivi, è essenzialmente minacciata dall’oblio e dalla amnesia.

Ma questo principio non trova conferma a Carpino e non è valido per i suoi cantatori.

Nonostante l’aumento esponenziale di contaminazioni culturali, ibridazioni di tradizioni differenti, incroci di stimoli più diversi, crescita inarrestabile dei dati conoscitivi e informativi l’oblio e l’amnesia sembra non riguardare Antonio Piccininno il custode della memoria garganica che continua a girare il mondo mentre noi tutti continuiamo a dormire.

Dopo aver contribuito alla sua nascita, sarà quindi lui stesso e i suoi canti a chiudere i festeggiamenti dei primi 18 anni del primo grande festival della musica popolare pugliese.

A lui che cent’anni li ha quasi raggiunti non possiamo però augurargli lunga vita fino a cent’anni, ma dobbiamo allungarla almeno fino a centocinquanta.

Con la fibra e la lucidità che si ritrova potrebbe anche arrivarci.

Grazie Zì’ndonj

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