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Chi erano i briganti

Il cadavere di MICHELINA DE CESARE (1841-1868), brigantessa campana uccisa ed esposta nudaIl 17 marzo 1861: con la proclamazione dell’Unità d’Italia, si dà coronamento politico alla guerra vinta dagli eserciti franco- piemontesi. Il Regno delle Due Sicilie (che comprendeva anche Puglia e Basilicata) è stato battuto. La Penisola è conquistata ma l’Italia è «fatta» solo sulla carta. Il Sud è in rivolta e «Brigantaggio» è il termine (dispregiativo) con cui è stato definito il braccio armato dello scontento meridionale. 

Ma «chi» erano i briganti? Difficile a dirsi, visto che stiamo parlando d’un fenomeno che è durato, mutando, per circa dieci anni. Briganti e brigantesse sono sì i braccianti affamati ma anche borghesi e ufficiali, ex-garibaldini delusi, fedelissimi dei Borbone e appartenenti al disciolto esercito di Francesco II. C’erano pendagli da forca, è vero. Ma anche idealisti. C’erano banditi che razziavano sventolando la bandiera bianca gigliata borbonica e ma anche combattivi esempi di ricostituito esercito «duosiciliano». 

Sembra acclarato che loro alleati (e finanziatori occulti) fossero sia i reazionari borbonici, sia la Chiesa cattolica. Tantissime le azioni paramilitari che furono operate grazie agli ex ufficiali e soldati dell’Esercito delle Due Sicilie e numerose le insurrezioni popolari concordate e/o supportate. Ma anche le stragi, le torture. Come le sevizie patite da 16 giovani Cavalleggeri di Saluzzo catturati dai briganti vicino Melfi il 12 marzo 1863. Soltanto sei di loro ne uscirono vivi. Il loro comandante, il milanese Giacomo Bianchi, ancora moribondo, fu decapitato e la testa esposta sul tetto d’una masseria per vendicare l’uccisione, avvenuta qualche giorno prima, di 9 briganti. 

La situazione divenne così grave che, grazie alle pressanti richieste della Sinistra, nel 1863, fu istituita una commissione parlamentare d’inchiesta sul Brigantaggio. Nelle conclusioni, pur riconoscendo che era la miseria dei contadini ad alimentare il fenomeno, si decise di usare la forza. Il 15 agosto 1863 con la Legge Pica (rimasta in vigore fino al 31 dicembre 1865), il Sud fu letteralmente preso d’assedio. Furono inviati oltre 120mila soldati. Vennero istituiti tribunali militari. E rastrellamenti di massa, per acciuffare i giovani maschi meridionali renitenti alla leva obbligatoria piemontese. 

Decine gli eccidi, di cui resta traccia negli Archivi statali e comunali. Città e paesi venivano conquistati e liberati ora dagli uni, ora dagli altri. Guardia Nazionale, Regi Carabinieri, Bersaglieri fucilarono migliaia di briganti. Spesso si facevano fotografare con le loro «prede» dagli occhi sbarrati. I corpi senza vita, anche di brigantesse (come Michelina De Cesare che fu esposta nuda; si vedano le foto in questa pagina), venivano sistematicamente mostrati nelle piazze, come monito. Fu vera guerra. Guerra fratricida. Così si «fece» l’Italia. 
MARISA INGROSSO
(Nelle foto: la brigantessa campana Michelina De Cesare (1841-1868); giovane e bellissima col suo fucile e il suo cadavere, esposto in pubblico)

Un convegno per capire,le navi affondate a largo del gargano ,video

Uscirne insieme, la sfida lanciata dall’AAG

Prove generali di "Città Gargano"

Foto di Michele Eugenio di Carlo – Gruppo degli organizzatori del convegno, rappresentanti delle tante Associazioni Attive del Garganico, a fine convegno all’esterno di Palazzo Fioritto

Uscirne insieme, colmando la distanza fra il territorio, la gente che lo abita e le istituzioni è la sfida lanciata dal convegno sulle “navi a perdere” organizzato dall’Associazionismo Attivo del Gargano composto da decine di associazioni dei vari paesi del promontorio.
Una sfida lanciata fin da questa prima uscita pubblica del movimento, caratterizzandosi con la scelta di un argomento complesso e difficile, vinta con la massiccia partecipazione che ha evidenziato una consapevolezza nuova, quella dell’appartenenza, dell’essere legati ad un comune destino. Qualcuno le considera prove generali di “città Gargano”, augurandosi che sia davvero iniziata la svolta per le comunità del promontorio, da sempre distanti, imbrigliate nei campanilismi e negli egoismi di ruolo. Il sasso di una società civile in fermento, intanto, è stato lanciato efficacemente, pur se le istituzioni non hanno ancora pienamente raccolto la sfida dell’unione che fa la forza in un territorio da sempre relegato ai margini delle strategie di sviluppo, se si considera l’assenza di tanti rappresentanti delle istituzioni che, nonostante invitati e sollecitati, non sono intervenuti.
A cominciare da quelli più vicini, Provincia e sindaci dei comuni garganici, dei quali (oltre a Squeo che ha fatto gli onori di casa), era presente solo il primo cittadino di San Marco in Lamis , Michelangelo Lombardi. La Regione ha assicurato, con l’assessore Gulglielmo Minervini, la sua vicinanza alle serie questioni sollevate nel convegno in materia di salute pubblica e di tutela ambientale con alcuni impegni che comunque dovranno trovare necessariamente sponde a livelli istituzionali ancora più ampi in termini di risorse finanziarie e di mezzi per il monitoraggio dei fondali e l’eventuale bonifica dai presunti rifiuti pericolosi. Nel silenzio dei ministeri interpellati e parlamentari italiani, invece, un’attenzione ritenuta significativa dagli organizzatori dell’incontro è arrivata invece dall’Europa con il messaggio del Presidente del Parlamento Europeo e l’interrogazione dell’eurodeputato pugliese del Pdl Sergio Silvestris che ha formulato un’apposita interrogazione scritta alla Commissione Europea per sollecitarne l’interessamento. Nell’interrogazione l’europarlamentare pugliese chiede che venga approfondita la questione delle navi affondate al largo del Gargano valutando anche l’opportunità di intraprendere iniziative efficaci per perseguire i responsabili e i complici degli eventuali affondamenti sospetti ed azioni dirette ad impedirne il ripetersi a salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini.
Anna Lucia Sticozzi

“LA PUGLIA È DEI GIOVANI” : concorso per i giovani studenti

Il Concorso dedicato al Turismo Scolastico e Giovanile
“LA PUGLIA È DEI GIOVANI”
 “Individuazione di percorsi mirati alla valorizzazione del turismo   scolastico e giovanile”.
Il Concorso si inserisce nel quadro delle attività legate al progetto interregionale denominato “VALORIZZAZIONE DEL TURISMO SCOLASTICO E GIOVANILE” presentato dalla Regione Toscana, capofila del progetto, con Puglia – Umbria – Liguria – Emilia Romagna – Lombardia – Sicilia finanziato con l’ultima legge quadro sul Turismo la L. n.135 del 29/02/2001.
Come si partecipa:
Per registrare la tua scuola clicca qui.
Se sei già registrato e vuoi sottomettere il tuo elaborato clicca qui.
Per conoscere l’iniziativa clicca qui.
Per scaricare il bando clicca qui.
Validità: Entro e non oltre il 30 novembre 2009.

In caso di problemi tecnici, si prega di scrivere a concorso@viaggiareinpuglia.it o di contattare uno dei seguenti numeri: 080 4670249 – 080 4670359

Conferenza di servizi, in mare ci sono anche ordigni dei conflitti bellici

Una conferenza di servizi per approfondire la conoscenza della situazione, lo storno di una quota di risorse destinato all’Osservatorio epidemiologico per un’indagine anche su questa zona (come per quella di Taranto in cui sono in corso accertamenti per verificare la presenza di diossina) e l’istituzione di un tavolo istituzionale per rimuovere i simboli del fenomeno degenerativo (la Eden V e la Panayiota), sono i primi impegni istituzionali sulla questione “navi a perdere” presi dall’assessore regionale alla trasparenza e cittadinanza attiva, Guglielmo Minervini.
Questi i primi risultati ottenuti dalle associazioni garganiche che si sono date appuntamento a San Nicandro per affrontare lo spinoso tema “Le navi affondate al largo del Gargano. Quali risposte istituzionali a tutela della salute pubblica?”.
Straordinaria la partecipazione, da tutti i paesi del Gargano e non solo (c’era anche un’associazione di sommozzatori di Corato), un momento definito “storico” per il forte segnale di unità e di condivisione, lanciato per la prima volta dalla gente del Gargano.
“Questo è il Gargano migliore – ha commentato il sindaco Squeo nel suo saluto iniziale – quello della passione della gente libera e dei giovani di questo territorio, l’altra faccia del Gargano e non è un caso che questa presenza così importante si registri il giorno dopo l’omicidio di Libergolis, in una terra in cui tutti insieme dobbiamo riappropriarci degli spazi pubblici”.
Una “lettura” condivisa anche da Minervini che ha individuato nella “voglia di verità” la cifra della partecipazione all’incontro “di una comunità che vuole rialzare la testa e guardare in faccia la propria realtà”.
Inquietanti le immagini delle navi incagliate da più di venti anni, i cui rottami sono ancora lì, a Lesina (Eden V) e a Pianosa (Panayiota) e le notizie riferite da Gianni Lannes (con citazioni di fatti, persone, atti ufficiali con ricostruzione di rotte, cambi di nomi, carichi ed armatori) su quelle autoaffondate insieme a container sospetti al largo del Gargano, per i quali richiede un monitoraggio scientifico dei fondali con mezzi e competenze di cui solo lo Stato può disporre.
“Un tema complesso e delicato – ha argomentato l’assessore regionale -, una matassa in cui si aggrovigliano una serie di fili, alcuni dei quali provengono da un passato molto remoto (il basso Adriatico è stato utilizzato come discarica di ordigni bellici della seconda guerra mondiale) ed altri molto più recenti (traffici illeciti internazionali, eventi bellici più recenti). Ma l’idea che qui si possano scaricare rifiuti – ha proseguito Minervini – è strettamente collegata a quella dell’illegalità che viene spesso associata al Mezzogiorno, considerato come “riserva di scarto” (lo dimostrano anche i casi Enichem ed Ilva). Occorre rovesciare questo destino. Quel tipo di traffico avviene quando si crea una frattura tra il territorio e la comunità e probabilmente anche le istituzioni stanno in questa cultura ed hanno preferito girare la testa dall’altra parte. Ne usciremo solo quando ci renderemo conto che la salvaguardia del territorio è l’unica strada per il futuro.”
Una sfida non da poco, considerando l’assenza dei tanti altri rappresentanti delle istituzioni che, nonostante fossero stati invitati e sollecitati non sono intervenuti, a cominciare da quelli più vicini, i sindaci dei comuni garganici, dei quali (oltre a Squeo che ha fatto gli onori di casa), era presente solo il primo cittadino di San Marco, Michelangelo Lombardi. Un’attenzione significativa, invece, è arrivata dall’Europa con un messaggio del Presidente del Parlamento Europeo e l’interrogazione dell’eurodeputato pugliese del Pdl Sergio Silvestris che ha formulato un’apposita interrogazione scritta alla Commissione Europea per sollecitarne l’interessamento e valutare l’opportunità di intraprendere iniziative efficaci per perseguire i responsabili e i complici degli eventuali affondamenti sospetti ed azioni dirette ad impedirne il ripetersi a salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Anna Lucia Sticozzi
tratto da "La Gazzetta del Mezzogiorno" ed. "La Gazzetta di Capitanata" del 30-10-09

foto Mario Gioiosa

Carpino, i Carpinesi e gli studenti di Carpino sono stanchi di essere trattati come un feudo

PROPOSTA DI PIANO COMUNALE DI ORGANIZZAZIONE DELLA RETE SCOLASTICA
DEL COMUNE DI CARPINO (FG), RELATIVA ALL’A.S. 2010-2011

IL CONSIGLIO COMUNALE DI CARPINO
PREMESSO CHE,

• la legge 15 marzo 1997, n. 59, all’art. 21, prevede la riorganizzazione dell’intero sistema scolastico, in funzione dell’autonomia didattica e organizzativa delle istituzioni scolastiche;
• il comma 3, del succitato art. 21, testualmente recita” I requisiti dimensionali ottimali per l’attribuzione della personalità giuridica e dell’autonomia alle istituzioni scolastiche di cui al comma 1, anche tra loro unificate nell’ottica di garantire agli utenti una più agevole fruizione del servizio di istruzione, e le deroghe dimensionali in relazione a particolari situazioni territoriali o ambientali sono individuati in rapporto alle esigenze e alla varietà delle situazioni locali e alla tipologia dei settori di istruzione compresi nell’istituzione scolastica….”;
• il D.P.R. 18 giugno 1998, n.233, ha approvato il “regolamento recante norme per il dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche “, a norma dell’art. 21 della precitata legge ed in particolare l’art. 3 che determina iter, tempi di applicazione e attuazione del piano regionale di dimensionamento;
• tra le funzioni delegate alle Regioni dallo stato ed in particolare per quanto attiene in materia di Istruzione Scolastica vi è la programmazione, sul piano regionale della rete scolastica, sulla base dei piani provinciali, assicurando il coordinamento…”;
• l’art. 139 del sopra richiamato decreto legislativo, ai sensi dell’art. 128 della carta Costituzionale, attribuisce alla province, in relazione all’istruzione secondaria superiore e ai COMUNI, in relazione agli altri gradi inferiori di scuola, i compiti e le funzioni concernenti: “a) l’istituzione, l’aggregazione, la fusione e la soppressione di scuole in attuazione degli strumenti di programmazione; b) la redazione dei piani di organizzazione della rete delle istituzioni scolastiche”;
• la Legge Regionale 11.12.2000, n° 24, con la quale sono state recepite le funzioni conferite, all’art. 25 lett. e), fornisce ulteriori indicazioni in ordine alle procedure da seguire per l’esercizio della funzione. Al successivo art. 27, per quanto attiene i compiti attribuiti alle provincie, stabilisce che le stesse formulino una "proposta" di piano di organizzazione della rete delle istituzioni scolastiche e che forniscano "assistenza tecnica e amministrativa ai Comuni compresi nel proprio territorio";
• il riordino completo di tutte le istituzioni scolastiche statali è stato effettuato con l’adozione del Piano regionale di dimensionamento, approvato con deliberazione del Commissario ad acta 1.8.2000, n° 181, in attuazione del D.P.R. 18.6.1998, n° 233, avente per oggetto: "Regolamento recante norme per il dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche e per la determinazione degli organici funzionali dei singoli istituti, a norma dell’art. 21 della Legge 15.3.1997,n°59";
• l’emanazione del Piano di dimensionamento ha costituito il presupposto per il riconoscimento, alle istituzioni scolastiche, a partire dall’a.s. 2000/2001, dell’autonomia amministrativa, organizzativa, didattica e di ricerca, già prevista dal D.P.R. 8.3.1999, n° 275;
• nel Comune di Carpino vi è l’esistenza dell’Istituto Comprensivo di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado (n. 450 alunni) e la sede staccata del liceo Classico Statale di Vico del Gargano, con sezione del Liceo Scientifico Statale di Carpino ( n. 178 alunni);
• già per l’anno scolastico in corso, in sede di redazione del c.d. “organico di diritto” vi era stata, da parte degli organi scolastici competenti, la previsione del taglio di un corso per la sede staccata del Liceo Scientifico di Carpino e che solo l’intervento autorevole dell’assessore provinciale alla P.I., presso l’Ufficio Scolastico provinciale e regionale, ha scongiurato il verificarsi di quest’ultima ipotesi, in sede di approvazione definitiva, del c.d. “organico di fatto”;
• per l’anno scolastico 2010/2011 l’organico del Liceo Scientifico di Carpino, senza voler fare previsioni pessimistiche, avrà una prima classe in meno perché nell’anno scolastico in corso la scuola media ha appena due classi di III^ media e non 3 come negli anni precedenti;
• la sede staccata del Liceo Scientifico di Carpino è stata una conquista della popolazione studentesca che risale addirittura al lontano 1973, anche grazie e soprattutto all’impegno politico-istituzionale del compianto nostro concittadino Prof. Francesco MACCARONE, all’epoca Consigliere Provinciale;
• il Liceo Scientifico di Carpino, fino agli anni ’80 era, sede staccata del Liceo Scientifico di Vieste, anche se per diverso tempo ha avuto un numero di iscritti superiore alla sede principale viestana;
• nei primi anni ’90, quando il Liceo Scientifico di Carpino nel frattempo era diventato sezione staccata del Liceo Classico di Vico del Gargano, ha subito un notevole calo del numero degli iscritti non soltanto perché nel comune di Carpino vi è stato un notevole calo della popolazione studentesca ma anche e soprattutto perché il Dirigente Scolastico (allora si chiamavano Presidi) della sede di Vico del Gargano chiese ed ottenne dal Governo Provinciale pro tempore, l’istituzione di una sede sperimentale del Liceo Scientifico, tutt’ora esistente, tanto da determinare che gli alunni dei paesi viciniori, per esempio quelli di Ischitella, anziché iscriversi a Carpino si iscrivessero all’istituito corso sperimentale del Liceo scientifico di Vico del Gargano (un vero e proprio atto di cannibalismo, altro che programmazione solidale e razionale delle sedi scolastiche);
• Carpino, i Carpinesi e gli studenti di Carpino sono stanchi di essere trattati come un feudo, una colonia e ambiscono, nel rispetto delle leggi vigenti, ad ottenere la certezza dell’esistenza in vita delle istituzioni scolastiche presenti sul proprio territorio;
• anche l’istituto comprensivo di Carpino, con appena 450 alunni iscritti, per l’anno scolastico in corso, e in previsione con un ulteriore notevole calo, “gode” della deroga prevista per i “piccoli Comuni” dalla legge n.94/97 che fa scendere a 300 il numero minimo di iscritti per conservare l’autonomia scolastica;
• In altre regioni d’italia, ved. Sicilia e soprattutto Molise, comuni di Guglionesi, Santa Croce di Magliano, Casacalenda, Montenero di Bisaccia, ed altri, al fine di salvaguardare l’esistenza in vita e dare certezza e stabilità delle istituzioni scolastiche esistenti sul territorio di piccoli comuni come Carpino, su proposta dei Comuni e delle amministrazioni provinciali interessate è stata prevista la verticalizzazione complessiva delle istituzioni scolastiche presenti sul territorio ;
• il comune di Carpino, avente caratteristiche demografiche, orografiche, economiche e socio-culturali già sofferenti, non può e non vuole perdere quello che gli è rimasto con la scuola, divenuta ormai, uno degli ultimi presidi a cui aggrapparsi per continuare a guardare avanti senza perdere la “speranza di farcela”.
• in presenza di un quadro normativo in continua evoluzione e non essendo intervenute l’adozione del Piano programmatico del Ministero dell’Istruzione e l’emanazione del regolamento recante i principi base, le modalità ed i tempi per la realizzazione del nuovo assetto istituzionale del sistema scolastico, è opportuno stabilizzare e salvaguardare le scuole di Carpino, mettendole al riparo dalle ipotesi di riorganizzazione prospettate dal Ministro Gelmini”,
• la proposta del Consiglio Comunale di Carpino, peraltro, non comporterebbe NESSUN AUMENTO DI SPESA;
• l’obiettivo principale è quello del rispetto dei parametri previsti dal D.P.R. 233/98 per il mantenimento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche. Come detto, l’andamento demografico di segno negativo ha provocato nel corso degli anni, il superamento dei limiti previsti dalla normativa, sia per lo standard generale (popolazione scolastica compresa tra i 500-900 alunni) sia per la fascia delle deroghe automatiche (limite minimo di 300 alunni) nelle fattispecie ben determinate;

Visto il vigente Statuto Comunale;
Visto l’art. 42 del decreto legislativo 267/2000;
Visto il parere tecnico espresso ai sensi dell’art. 49 del decreto legislativo 267/2000

DELIBERA

1. proporre alla Regione Puglia, per il tramite dell’amministrazione Provinciale di FOGGIA, l’unificazione delle scuole di ogni ordine e grado del Comune di Carpino, mediante la verticalizzazione complessiva (n. 628 alunni) comprendente: l’Istituto Comprensivo di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I° grado (alunni 450) e la sede staccata del Liceo Scientifico (n. 178 alunni).
2. Inviare copia del presente atto all’amministrazione Provinciale di FOGGiA, alla REGIONE PUGLIA e all’UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE DI FOGGIA.

Carpino … esiti dei fenomeni cadaverici conservativi trasformativi …

ORDINANZA DI ESUMAZIONE ORDINARIA NEL CIMITERO COMUNALE DI CARPINO CAMPI INUMAZIONE
IL SINDACO
TENUTO CONTO:
– che il servizio cimiteriale e l’Ufficio Servizi demografici non è in possesso di alcuna documentazione in grado di fornire informazioni utili, per conoscere eventuali parenti dei defunti interessati all’esumazione ordinaria;
– che trattasi di inumazioni avvenute nella prima metà del Secolo scorso;
– che relativamente alle tombe in evidente stato di abbandono e/o per le quali non sono rintracciabili i parenti delle salme inumate, si procederà comunque all’esumazione ordinaria dopo l’avvenuta pubblicazione della presente ordinanza per giorni 90 (novanta) presso l’Albo pretorio e l’affissione nei luoghi pubblici, presso il cimitero comunale di Carpino e sul sito internet dell’Ente;

O R D I N A
-che dal  1 febbraio 2010  avranno inizio le operazioni di esumazione ordinaria delle salme sepolte nei campi comuni individuati nella planimetria allegata del cimitero di Carpino;
-che durante le operazioni di esumazione sia adottata ogni cautela necessaria ad evitare situazioni di disagio agli eventuali parenti dei defunti ed ai visitatori del cimitero, nel rispetto delle salme esumate;
-che gli spazi interessati dalle operazioni di esumazione siano opportunamente delimitati e protetti per impedire l’accesso ad estranei e per garantire la riservatezza delle operazioni di esumazione;
– che le operazioni di esumazione siano condotte in orario antimeridiano e pomeridiano tutti i giorni, esclusi il sabato e i giorni festivi, fino alla conclusione delle operazioni di esumazione;
-la chiusura al pubblico della parte di Cimitero interessata a partire dal  1 febbraio 2010     e fino all’ultimazione dei lavori di esumazione ordinaria, ad esclusione delle giornate di Sabato e Domenica, condizioni climatiche permettendo, al fine di impedire l’accesso ai non addetti ai lavori e per garantire la riservatezza delle operazioni di esumazione;
-che, a cura del Comando di Polizia Municipale, sia assicurata la presenza costante del Custode e di un agente di Polizia  alle operazioni di esumazione e che sia redatto, quotidianamente, apposito verbale riguardo il numero di salme esumate, indicandone, possibilmente, i nominativi e le condizioni di ritrovamento (mineralizzazione completa o incompleta);
I N V I T A
gli eventuali familiari dei defunti, a recarsi presso il Cimitero Comunale, dalla data della presente ordinanza e fino al  1.2.2011, nei giorni di Martedì e Giovedì dalle ore 9.00 alle ore 12.00 per disporre sulla destinazione dei resti mortali dei congiunti;
I N F O R M A
-Che nel caso di incompleta mineralizzazione, gli esiti dei fenomeni cadaverici conservativi trasformativi saranno inumati nuovamente in apposito campo di decomposizione ove permanere per un periodo di anni 5;
– Che le cassette in zinco contenenti le ossa del defunto, in istato di completa mineralizzazione, in mancanza di indicazioni o espressioni di volontà da parte degli eventuali parenti, saranno depositate a cura del Comune di Carpino nell’ossario comune del cimitero.
IL SINDACO
Prof. Rocco Manzo

Inoltre il Comune di Carpino informa
BANDO PER LA VENDITA DI SUOLI CIMITERIALI- SCADENZA DOMANDE 10.12.2009 ORE 12,00

AVVISO DI PROCEDURA COMPARATIVA DI CURRICULA PER L’AFFIDAMENTO DI N° 1 INCARICO PROFESSIONALE DI CUOCO A MEZZO DI CONTRATTO DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA PER LA REFEZIONE SCOLASTICA 2009/2010- SCADENZA 04.11.2009.

Bando di Gara, mediante procedura aperta, ai sensi dell’art.55 del D.Lgs. n.163/2006, per l’appalto della fornitura dei viveri occorrenti per la refezione scolastica – anno scolastico 2009/2010.SCADENZA 03.11.2009
-capitolato speciale d’appalto
-allegato a1
-allegato a2
-modello autocertificazione

“Una goccia di splendore” di Costantino Squeo

Bella pagina, ieri a Sannicandro Garganico. La cittadinanza attiva rompe il velo del silenzio e osa la verità. Navi di veleni affondate nei nostri mari. Traffici illeciti di rifiuti tossici. La Puglia del crimine come terra di scarto. Ieri il coraggio del popolo ha vinto sulla paura del singolo. Il giorno prima è stato ammazzato il boss Libergolis a Monte S. Angelo. Due simboli, uno di violenza, l’altro di futuro.

Guglielmo Minervini


Il Sindaco di San Nicandro Garganico Costantino Squeo in merito a "Un convegno per capire"
Foto di Teresa Maria Rauzino

Ci sono luoghi ed appuntamenti che possono segnare una svolta. Dare un senso anche al lavoro che si compie quotidianamente. Alludo al convegno sulle navi affondate, patrocinato dal Comune di San Nicandro, voluto dall’Associazionismo Attivo del Gargano. Sia Gianni Lannes che Guglielmo Minervini, relatori del convegno, hanno detto cose importanti.

Pensare che il nostro territorio abbia talenti così forti e liberi lascia pensare al domani con meno angoscia del presente. Nessuna palingenesi dietro l’angolo, ma la consapevolezza che una nuova idea di cittadinanza e di partecipazione prenda sostanza e fiato nei nostri territori. Non è stato irrilevante il tema: se ne è discusso in modo forte, dando il giusto rilievo alle legittime preoccupazioni di quanti hanno posto anche un problema di “tenuta” della problematica rispetto alle criticità – anche economiche – del contesto.

E’ stato decisivo, a mio avviso, il rilievo simbolico. Il convegno si è tenuto il giorno dopo l’omicidio di Ciccio Libergolis. Il procuratore di Bari, Laudati, non ha avuto problemi a leggere l’omicidio come un “attacco frontale alle Istituzioni”. In questo contesto un gruppo di giovani ha deciso di prendere la parola ed affrontare una delle problematiche più difficili, discusse e discutibili, in un luogo pubblico, dando parola alle ansie, ma anche alle risposte delle istituzioni. Questa è la democrazia, questo è il vero antidoto al degrado democratico del nostro territorio.

Più di uno ha inteso ringraziare l’Ente per la disponibilità. Non è così. Siamo noi a ringraziarvi. Anche per aver donato una goccia di splendore in un deserto abitato spesso da tenebre. Quelle dell’ignoranza e della stupidità sono le più refrattarie ad ogni forma di splendore.
Un abbraccio
Costantino

Siamo tutti montanari per combattere le faide del Gargano

"Adesso basta, il Sindaco si dimetta"
CHIEDIAMO LE DIMISSIONI DEL SINDACO DI MONTE SANT’ANGELO, ANDREA CILIBERTI, PER LE SUE AFFERMAZIONI DOPO L’OMICIDIO DI FRANCESCO LI BERGOLIS

Sbigottiti per quanto sta avvenendo nella nostra città, coinvolta, con l’omicidio Libergolis, in un’altra tappa dell’odissea mafiosa che terrorizza, ammutolisce e sconvolge questa parte del Gargano tra Monte Sant’Angelo, Manfredonia e Mattinata, ci chiediamo come mai non si riesca ad arginare un fenomeno sociale come quello mafioso. Leggiamo i giornali di oggi e troviamo le dichiarazioni del Procuratore antimafia per il distretto Bari-Foggia Antonio Laudati che interpreta gli omicidi di Franco Romito e Ciccillo Li Bergolis come "chiara una sfida alle istituzioni", intendendo, con una affermazione così forte e inequivocabile che le istituzioni devono dare una decisa risposta. E Laudati traccia un profilo convincente di questa risposta con l’annunzio dell’arrivo di un pool di magistrati. E allora cominciamo a scorrere le dichiarazioni delle altre istituzioni che dovrebbero cominciare a dare risposte decise. E saltiamo sulla sedia. Francamente abbiamo letto e riletto più volte le dichiarazioni che il Sindaco di Monte Sant’Angelo ha rilasciato sia alla Gazzetta del Mezzogiorno che al quotidiano l’Attacco, e abbiamo ascoltato e riascoltato più volte la video intervista rilasciata alla webTv dandrea_ciliberti_sindaco. jpgel sito di informazione http://www.ildiariomontanaro.it: increduli e sbigottiti.

Leggiamo e ascoltiamo: "Negli ultimi dieci anni, abbiamo vissuto e viviamo tutt’ora una situazione di relativa tranquillità. Tutto quello che stiamo vedendo nell’ultimo periodo sono cose che succedono dappertutto. Certo l’episodio di ieri è grave, ma non lo so se questo può essere legato alla faida garganica". "Non esiste un’emergenza criminalità, sono cose che comunque succedono. E’ chiaro che se non succedono è meglio". "E’ chiaro che quando ci sono questi tipi di episodi, la gente si preoccupi. Ma la gente si preoccupa anche quando c’è uno scippo … noi viviamo in una città tranquilla, dove sono presenti piccoli problemi legati alla microcriminalità. Monte Sant’Angelo non vive nel terrore".

Al procuratore Laudati e alle forze dell’ordine impegnate nel contrasto alla criminalità diciamo che la società civile di Monte Sant’Angelo è dalla vostra parte. Al Sindaco di Monte Sant’Angelo, senza rimembrare la trentennale storia della faida garganica, vogliamo ricordare che nell’ultimo anno, sotto il suo mandato, nel territorio comunale ci sono stati 3 degli otto omicidi imputabili alla recente recrudescenza dei delitti mafiosi in corso nel nostro territorio, che Alessandro Ciavarrella, 17 anni, dall’11 gennaio di quest’anno non ritorna a casa, che i commercianti sono vessati da un intensificarsi dei fenomeni estorsivi e che nell’ultimo mese è scoppiata l’emergenza rapine e furti ai danni degli operatori commerciali della città. Poi ci ricordiamo che il sindaco di Monte Sant’Angelo probabilmente sottovalutò, questa estate durante FestambienteSud, la manifestazione nazionale "Io non sono mafioso", coorganizzata da un ampio cartello di soggetti, conclusa dall’intervento don Luigi Ciotti e ci chiediamo se il Sindaco si renda conto di quello che dice, se sia consapevole del suo ruolo istituzionale e, infine, se sia all’altezza di guidare una comunità con i problemi che Monte Sant’Angelo sta vivendo.

Chiediamo pertanto le dimissioni immediate del Sindaco di Monte Sant’Angelo per manifesta inadeguatezza istituzionale.

Le associazioni Legambiente circolo FestambienteSud, Arci Nuova gestione, Obiettivo Gargano

Il Gargano ricorda i suoi defunti illustri

BenvenutiSi sta avvicinando la commemorazione dei defunti. Ogni anno questa giornata diventa occasione per rendere ancora più vivo il ricordo di chi ci ha lasciato. C’è chi è andato via lasciando un vuoto incolmabile e chi ha lasciato una traccia indelebile sul nostro territorio.
 
Figure notevoli di intellettuali e studiosi che operarono nel Gargano nella seconda metà del XVIII secolo, che fu caratterizzato da
un notevole risveglio culturale che portò alla fondazione di un cenacolo di intellettuali: ”l’Accademia degli Eccitati”.
 
Vico del Gargano, un centro minore del Regno Borbonico, si aprì agli stimoli provenienti da Napoli e da più lontane realtà culturali. Qui gli illuministi si riunirono nell’
Accademia degli Eccitati Viciensi, fondata il 3 maggio 1759 nella Chiesa di S. Maria del Rifugio (oggi detta del Purgatorio). E’ l’unico sodalizio illuminista di Capitanata di cui oggi si abbiano fonti documentarie.
 
Da ricordare, quindi, personaggi come:
Pietro De Finis, Michelangelo Manicone, Antonio Maselli, Giuseppe Del Viscio e tanti altri che direttamente o indirettamente, avvalendosi di un amore esimio per il Gargano, ognuno a suo modo, contribuirono al fine che esso potesse migliorare e crescere.
 
Il nostro pensiero va anche
a tutti coloro che con il Gargano nel cuore si sono battuti affinché la cultura potesse accrescere anche nel nostro territorio, come: Rocco Draicchio (ideatore del Carpino Folk Festival), Giuseppe Cassieri (scrittore e commediografo), Carlo Nobile (politico lungimirante) Matteo Salvatore (compositore e cantastorie), Enrico Mattei (Presidente Eni), Andrea Sacco e Antonio Maccarone (cantori di musica popolare), Andrea Pazienza (fumettista), Pasquale Soccio (scrittore e studioso), Giuseppe Ungaretti

Il nostro invito è rivolto a tutti i garganici affinchè in questa prossima ricorrenza abbiano un pensiero speciale per loro, per chi come (poeta). Persone illustri non sempre nati in questo angolo di paradiso ma che ci hanno lasciato testimonianze del loro attaccamento a questa terra. Filippo Fiorentino ha sempre pensato che il nostro sia “Un promontorio verdeggiante da scolpire…da vivere”.

articolo a cura di Maria Cilenti

Mille euro a ogni famiglia del Veneto per verificare di persona in Puglia se i soldi dati in tasse vengono spesi bene

Turismi e incentivi/ La Lega propone bonus per le vacanze in Puglia
Un bonus di mille euro da spendere in Puglia per ogni famiglia veneta che sceglie di trascorrere le vacanze nella regione meridionale: è la proposta avanzata dal consigliere regionale della Lega Nord Emilio Zamboni per creare una sorta di «gemellaggio» turistico tra le due regioni e permettere ai veneti, soprattutto, «di controllare da vicino dove finisce parte delle loro tasse».
«Ogni regione del Nord deve pagare le tasse anche per una regione del Sud — spiega Zamboni in un comunicato diffuso dal gruppo consigliare veneto del Carroccio -. Da una ricerca risulterebbe che il Veneto per le sue dimensioni corrisponde circa alla Puglia, quindi molto probabilmente i nostri soldi finiscono proprio lì». Il consigliere della Lega propone di «dare un bonus di mifie euro a ogni famiglia veneta da spendere solo in Puglia», una cifra giudicata «sufficiente, perchè in Puglia la vita costa meno» che in Veneto.
«Con questo gemellaggio — conclude Zamboni — diamo la possibilità ai veneti di controllare da vicino dove finisce parte delle loro tasse e di verificare di persona se i soldi vengono spesi bene». Il consigliere veneto si chiede peraltro come mai «molti beni prodotti al nord e trasportati per più di mifie chilometri finiscano sul mercato pugliese ad un prezzo inferiore a quello praticato in settentrione».

L’assessora regionale pugliese al Turismo, Magda Terrevoli risponde al  consigliere Zamboni (Veneto) invitandolo a visitare la Puglia

<!– Comunicato

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“Ho invitato il consigliere regionale Emilio Zamboni a visitare la nostra meravigliosa regione per scoprirne le bellezze che la rendono unica, verificare personalmente la qualità della nostra offerta turistica per creare un asse che rilanci la ‘destinazione Puglia’ al fine di raggiungere un comune obiettivo: la valorizzazione dei territori che – in rete – promuovino il sistema Italia”. Ha così commentato l’assessora regionale al Turismo, Magda Terrevoli, la notizia riportata questa mattina dai quotidiani locali riguardo il probabile controllo dei soldi spesi al sud dai cittadini veneti. “Se è vero che le tasse pagate dai cittadini veneti non tornano integralmente sul territorio di origine, è altrettanto vero che la Puglia, per esempio, produce energia utilizzando – per il proprio fabbisogno – soltanto il 20% e ne esporta l’80% a beneficio dell’intero territorio italiano ”, ha concluso l’assessora Terrevoli.


Se gli volete dire qualcosina al consigliere eccovi i suoi dati:
ZAMBONI Emilio
Gruppo Consiliare: Liga Veneta – Lega Nord Padania
eletto nelle liste della lega nord (circoscrizione di Verona, preferenze 1282)
Proclamato il: 14 settembre 2006
e-mail: emilio.zamboni@consiglioveneto.it

Nato a Verona il 12 febbraio 1956, residente nel quartiere Montorio, imprenditore del settore moda, è consigliere nazionale della Lega Nord-Liga veneta dal 1993. E’ stato vicepresidente della società per azioni Verona Mercato e componente del consiglio di amministrazione di Amia Spa. E’ al primo mandato in Consiglio regionale, dove subentra a Sandro Sandri, dichiarato ineleggibile dalla Corte di Appello di Venezia il 1 agosto 2006.

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