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Il Gargano ricorda i suoi defunti illustri

BenvenutiSi sta avvicinando la commemorazione dei defunti. Ogni anno questa giornata diventa occasione per rendere ancora più vivo il ricordo di chi ci ha lasciato. C’è chi è andato via lasciando un vuoto incolmabile e chi ha lasciato una traccia indelebile sul nostro territorio.
 
Figure notevoli di intellettuali e studiosi che operarono nel Gargano nella seconda metà del XVIII secolo, che fu caratterizzato da
un notevole risveglio culturale che portò alla fondazione di un cenacolo di intellettuali: ”l’Accademia degli Eccitati”.
 
Vico del Gargano, un centro minore del Regno Borbonico, si aprì agli stimoli provenienti da Napoli e da più lontane realtà culturali. Qui gli illuministi si riunirono nell’
Accademia degli Eccitati Viciensi, fondata il 3 maggio 1759 nella Chiesa di S. Maria del Rifugio (oggi detta del Purgatorio). E’ l’unico sodalizio illuminista di Capitanata di cui oggi si abbiano fonti documentarie.
 
Da ricordare, quindi, personaggi come:
Pietro De Finis, Michelangelo Manicone, Antonio Maselli, Giuseppe Del Viscio e tanti altri che direttamente o indirettamente, avvalendosi di un amore esimio per il Gargano, ognuno a suo modo, contribuirono al fine che esso potesse migliorare e crescere.
 
Il nostro pensiero va anche
a tutti coloro che con il Gargano nel cuore si sono battuti affinché la cultura potesse accrescere anche nel nostro territorio, come: Rocco Draicchio (ideatore del Carpino Folk Festival), Giuseppe Cassieri (scrittore e commediografo), Carlo Nobile (politico lungimirante) Matteo Salvatore (compositore e cantastorie), Enrico Mattei (Presidente Eni), Andrea Sacco e Antonio Maccarone (cantori di musica popolare), Andrea Pazienza (fumettista), Pasquale Soccio (scrittore e studioso), Giuseppe Ungaretti

Il nostro invito è rivolto a tutti i garganici affinchè in questa prossima ricorrenza abbiano un pensiero speciale per loro, per chi come (poeta). Persone illustri non sempre nati in questo angolo di paradiso ma che ci hanno lasciato testimonianze del loro attaccamento a questa terra. Filippo Fiorentino ha sempre pensato che il nostro sia “Un promontorio verdeggiante da scolpire…da vivere”.

articolo a cura di Maria Cilenti

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