Il 3 e 4 ottobre, oltre 40 equipaggi nel borgo
Sabato 3 e domenica 4 ottobre, ad Alberona e in oltre 100 paesi "Bandiera Arancione" si terrà la seconda edizione della Festa Nazionale del Plein Air, la "pubblicazione culto" del popolo dei camperisti italiani. A bordo dei loro equipaggi, si calcola che non saranno meno di 3mila, più di 10mila camperisti andranno a scoprire i piccoli borghi italiani. Nel 2008, Alberona accolse 50 camper sistemandoli all’interno del campo sportivo. Il programma prevede l’arrivo degli equipaggi nel primo pomeriggio di sabato 3 ottobre. Con una piccola cerimonia il borgo darà il benvenuto ai visitatori. A loro sarà offerto un aperitivo e verrà consegnato il materiale informativo sugli itinerari e gli eventi del giorno successivo. Domenica 4 ottobre, sarà il poeta Michele Urrasio a guidare i nuovi arrivati nel centro storico di Alberona. I camperisti, dunque, avranno un "cicerone d’eccezione": scrittore, critico letterario e docente, l’alberonese Michele Urrasio è un fine conoscitore dei luoghi e della storia che raccontano le vicende millenarie del suo paese. Sempre domenica 4 ottobre, inoltre, ad Alberona si celebrerà la Festa dei Frutti d’Autunno. Per tutta la giornata, in piazza Civetta si potranno gustare caldarroste, frutti di bosco, melegrane, cachi e tante altre varietà. Tutti i sapori e i colori di una stagione in un evento dal gusto unico, per un fine settimana che ha la dolcezza dei fichi, la consistenza delle nespole e l’aspetto caratteristico di fichi d’india. Ma sulle tavole che ospiteranno tutte queste leccornie non mancheranno tutti quei piatti della tradizione che hanno come ingrediente principale uno o più frutti di stagione. L’autunno è la stagione dei frutti più curiosi. Questi frutti infatti maturano con il sole della bella stagione e, per questo motivo, i più gustosi crescono nel Sud Italia, dove l’estate è più calda e solare. Uno dei frutti più belli di questa stagione è la melagrana. Detta anche pomo granato, era considerata dagli antichi popoli mediterranei il simbolo della fertilità e della prosperità, un portafortuna naturale per dare il benvenuto all’autunno.
Una grotta molto concrezionata si è presentata agli occhi di tutti gli speleologi del Gargano, che stamattina alle 10,00 in punto hanno fatto una perlustrazione iniziale del piccolo ipogeo scoperto qualche giorno fa casualmente da alcuni ragazzi del posto, che stavano inseguendo il proprio cane nel boschetto sito a poca distanza dagli scavi di Monte Civita.
Sono intervenuti vari gruppi speleologici: il Team Archeo-Speleologico ARGOD, l’ Archeo Speleo Club di Rignano Garganico, il Gruppo Speleologico di San Giovanni Rotondo, Gruppo Speleologico di Montenero di San Marco in Lamis e Paolo Giuliani, responsabile del Catasto Grotte del Gruppo Speleologico Dauno di Foggia. Presente anche la Guardia di Finanza e la Soprintendenza dei Beni Culturali della Provincia di Foggia.
Noi di ARGOD siamo stati i primi a contattare il vice-sindaco Leonardo La Malva appena saputa la notizia della scoperta. Dopodiché, con l’intervento della Federazione Speleologica Pugliese, si è deciso di organizzare una spedizione con la presenza di tutti i gruppi speleologici del Gargano, fatto di per sé abbastanza raro e quindi molto apprezzato. Si è così lavorato tutti insieme per organizzare l’esplorazione e tirar giù i primi dati tecnici con tanto di rilievo. La grotta si raggiunge non molto facilmente, essendo l’entrata completamente avvolta dalla fitta vegetazione e avendo un ingresso davvero molto stretto.
Modeste le dimensioni: quasi 300 mq ed uno sviluppo orizzontale di circa 30 m, con un’altezza massima di 6-7 metri. Spettacolari le concrezioni, con una notevole presenza di capelli d’angelo, stalattiti bianchissime molto sottili e lunghe alcune anche più di 2 metri, diventate ormai rarissime sul Gargano. Il calcare delle concrezioni risulta essere pulito e quindi, in diverse zone della grotta le stalattiti sono bianchissime.
Nella parte centrale della camera un agglomerato di stalagmiti di discrete dimensioni fanno da altare a questo magnifico tempio della Natura.
Entro 24 ore, il tempo di fare il montaggio, sarà disponibile l’unico video documentario esistente sulla grotta, girato dal Team Archeo-Speleologico ARGOD, e disponibile per la visione su questo blog, in attesa di girare in una seconda fase un documentario più completo.
Rimanete sintonizzati.
NOTE:
Da segnalare la notevole presenza sulle pareti della cavità di zanzare e piccoli grilli di grotta.
Web Arch. Giovanni BARRELLA da garganodascoprire.it
Su Facebook in regalo i Beni Immateriali del Gargano a cura dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival
Diamo un nome a questi volti che rappresentano la musicalità di una terra magica
Foto scattate nell’agosto del 1954 dall’etnomusicologo Alan Lomax tra Carpino, Cagnano, Varano, Monte Sant’Angelo e San Nicandro Garganico.
Italia 1954-1955
Oltre 1.300 fotografie in bianco e nero di Alan Lomax illustrano, sei mesi di registrazione sul campo in Italia, con Diego Carpitella fra il 1954 e nel 1955. L’abilità crescente di Lomax con la fotocamera ha prodotto una collezione di immagini che evocano la cultura musicale di contadini, pastori, pescatori, artigiani e di oltre un centinaio di località, dalla Sicilia alle Alpi. Essi testimoniano un’epoca nella vita italiana e della storia che è stata tragica ma estremamente feconda.
Tratturi e percorsi della transumanza, al via il lavoro per la candidatura a patrimonio dell’Unesco nel 2013. Venerdì 25 settembre conferenza stampa a Palazzo Dogana
Costruire un’azione di recupero e di piena valorizzazione dei percorsi della transumanza e dei tratturi, in un’ottica sovraprovinciale e sovraregionale. È l’obiettivo attorno al quale si confronteranno venerdì 25 settembre a Palazzo Dogana, l’assessore provinciale al Turismo, Nicola Vascello; i rappresentanti delle Regioni Puglia, Abruzzo e Molise; i presidenti dei Parchi Nazionali del Gargano, della Maiella e dell’Abruzzo; la dottoressa Lelia Nista, in rappresentanza del Ministero per i Beni Culturali; il dirigente dell’Ufficio Tratturi della Regione Puglia, Michele Pesante.
Tre i punti all’ordine del giorno dell’incontro (prima tappa di un cammino e di una sinergia fortemente voluta dall’Amministrazione provinciale): l’analisi dei risultati del convegno tenutosi il 25 e 26 giugno scorso a Campobasso; le attività da mettere in cantiere per il 2010; l’avvio della fase di candidatura dei percorsi della transumanza a patrimonio dell’Unesco.
“Valorizzare i percorsi della transumanza – afferma l’assessore provinciale al Turismo, Nicola Vascello – significa operare una tutela di una parte importante della nostra storia. Il progetto cui stiamo lavorando vuole travalicare i confini regionali per ricostruire un tracciato che è cultura, tradizione, turismo. Un tracciato che unisca le province di Foggia, Isernia, Campobasso, L’Aquila, Chieti, Benevento, Potenza, Matera”. La riunione in programma venerdì a Palazzo Dogana, sarà preceduta da una conferenza stampa, prevista alle 10.00 nella Sala Giunta, in cui saranno illustrati i particolari dell’iniziativa.
Fin dalla Preistoria, il Gargano, in particolare le sue zone costiere, è stato teatro di incontri e migrazioni di popoli provenienti dall’Egeo, dal Libano, dalla Palestina e dall’Anatolia. La presenza di abbondanti giacimenti di selce, fondamentale per la produzione di utensili e armi, ha rappresentato il principale motivo di attrazione per questi popoli, che si stabilirono sul promontorio durante l’Eneolitico.
Le miniere di selce del Gargano
Gli scavi archeologici effettuati negli ultimi anni, in particolare al Grottone di Manaccora e alla miniera di Valle Sbernia a Peschici, hanno portato alla luce manufatti riconducibili a tecniche di lavorazione di area egeo-anatolica. Secondo l’archeologa Grazia del Duca, queste popolazioni giunsero sul Gargano attraversando il Mediterraneo con imbarcazioni di piccolo cabotaggio, seguendo le coste per evitare tempeste. Una volta arrivati, si dedicarono allo sfruttamento delle risorse litiche, avviando una produzione intensiva di utensili attraverso la scheggiatura della selce.
Tra i siti più significativi del Gargano vi sono:
Valle Sbernia (Peschici), dove sorgeva una grande miniera/officina situata lungo l’attuale Statale 89 tra Peschici e Vieste.
Defensola (Vieste), che ospita una delle aree silicee più estese del bacino mediterraneo. Qui, gli scavi dell’équipe del professor Galimberti dell’Università di Siena hanno documentato le difficili condizioni di lavoro: la selce veniva estratta in posizione supina, al debole chiarore di lucerne di pietra.
Le tecniche di estrazione e lavorazione variavano a seconda della conformazione delle miniere. A Valle Sbernia, gli spazi permettevano di lavorare in piedi, mentre a Defensola la ristrettezza delle gallerie imponeva posture scomode e faticose.
La selce: il “petrolio” della Preistoria
In epoca preistorica, la selce era una risorsa fondamentale per l’economia mediterranea, comparabile per importanza al petrolio dei giorni nostri. Gli strumenti litici prodotti sul Gargano venivano utilizzati non solo localmente, ma esportati in altre regioni, grazie a una rete di scambi che collegava il promontorio alle aree dell’Egeo e del Medio Oriente. Questo flusso di materiali e tecniche contribuì a una contaminazione culturale e tecnologica significativa, come dimostrano i ritrovamenti nei siti del Monte Carmelo, Monte d’Elio e Sant’Elia.
La tecnica campignana, sviluppatasi originariamente in Libano e Palestina, venne introdotta sul Gargano dai migranti orientali. Si tratta di una metodologia avanzata di scheggiatura che consentiva di produrre utensili raffinati, come tranchet, foliati e il celebre “scalpello garganico”. Quest’ultimo, rinvenuto nella Pineta Marzini a Vico del Gargano, era utilizzato per il disboscamento e la lavorazione del legname.
Un’economia litica e forestale
La geografia del Gargano, ricca di boschi simili a quelli di Libano e Palestina, rese possibile lo sviluppo di un’economia basata non solo sull’estrazione della selce, ma anche sullo sfruttamento del legname. Nei pressi del Torrente Macchia, vicino a Vieste, sono stati rinvenuti strumenti litici destinati alla scortecciatura degli alberi, evidenziando come il taglio del legname affiancasse la lavorazione della selce nelle attività economiche del tempo.
L’eredità culturale del Gargano preistorico
Il Gargano resta un importante deposito di selce, unico in Italia insieme ai Monti Lessini in provincia di Verona, che presentano caratteristiche geografiche simili. La ricchezza di questa risorsa ha plasmato la storia e l’economia del promontorio, rendendolo un crocevia di scambi culturali e tecnologici durante la Preistoria. Le tracce di questa epoca remota, custodite nei siti archeologici del Gargano, raccontano di un passato in cui la selce era la linfa vitale di un mondo in continua trasformazione.
Max Iovane è nato a San Marco in Lamis – Nessun contributo da parte di Regione e Provincia anche se rappresentate durante le premiazioni
Avete già pubblicato, se non erro, la notizia, lo scorso febbraio, della vittoria del sedicenne di CAGNANO VARANO ai campionati italiani del Cubo di Rubik. Massimiliano IOVANE, detto Max, a sedici anni e mezzo si è riconfermato, nei giorni 19 e 20 settembre, durante la competizione internazionale degli Open di Mantova, uno dei più forti speedcubers italiani ed europei, vantando la migliore media nelle categorie 2x2x2, 3x3x3 ( il cubo classico ) e il miglior tempo nel 4x4x4, molto più difficile.
Inoltre Max ha anche vinto nella categoria one handed, vale a dire la soluzione del 3x3x3 con una sola mano. Max è garganico e sta ottenendo successi internazionali di rilievo. Tra l’altro, ai prossimi campionati mondiali ( si tengono ogni due anni in una città diversa ) che si svolgeranno a Dusseldorf il 9-10 e 11 ottobre, Max IOVANE rappresenterà l’Italia. […] Già ho avuto modo di precisare che la disciplina in cui mio figlio è campione non ha né sostegni dalla federazione –in Italia ancora giovane e povera – né premi in denaro e la divulgazione della notizia può essere un giusto riconoscimento, oltre che un veicolo per poter trovare qualche sponsor. Abbiamo chiesto un aiuto alla Regione Puglia e alla Provincia, ma la richiesta non è stata considerata, pur se i predetti Enti sono rappresentati durante le manifestazioni ( perché alle premiazioni si fa riferimento sempre alla regione di provenienza e alla provincia, e Max è sempre sul podio ).
Per questo c’ è amarezza; se Max avesse praticato un’altra disciplina avrebbe avuto altri riconoscimenti; il Cubo di Rubik, nelle varie categorie ( esiste anche il 7x7x7, “ strumento “ quasi impossibile da risolvere ( ma non per Max ), è affatto poco considerata. Al Nord, dove Max si reca per le gare, la disciplina è molto più seguita- giornali e televisioni locali- ma Max, il garganico, continua la sue le sue “ solitarie “ vittorie quasi nell’indifferenza delle nostre comunità. Ma per lui va bene così. Vi farà piacere sapere, inoltre, che Max è nato a SAN MARCO IN LAMIS, nel vostro Ospedale. La sua prima aria respirata è stata quella della vostra città.
Giuliano IOVANE – padre di Max.-
(Sarebbe il massimo avere come sponsor un’azienda o una attività commerciale sammarchese. Per chi fosse interessato la redazione è in possesso dei recapiti telefonici di Max)
Nessuno l’aveva mai vista finora
Ha un’estensione di circa 200 metri quadri, con migliaia di stalattiti, stalagmiti e colonne alte anche cinque metri
FOGGIA – A volte succede come nei film: ragazzini che inseguono un cane o una palla nei boschi e rotolano in una buca, scoprendo un mondo meraviglioso. È capitato così anche a degli adolescenti del Gargano che sono entrati per la prima volta in una caverna affascinante, mai vista da occhio umano. Una grotta carsica che, forse, si è formata in migliaia e migliaia di anni.
Si trova tra Ischitella e Carpino, centri situati nel cuore del Gargano. L’«antro» millenario si apre nei pressi di un bosco di lecci e querce, estensione di 200 metri quadri, con migliaia di stalattiti, stalagmiti e colonne alte anche cinque metri.
Tutto era nato dalla ricerca di un cagnolino precipitato in un crepaccio. Dopo un salto di circa tre metri, la scoperta: all’interno sono state trovate migliaia di stalattiti e figure modellate dall’acqua e dal calcare nei millenni. Nella grotta, che è ubicata in un fondo privato, è presente un elevatissimo livello di umidità e, da un primo sopralluogo, sembra certo che nessun essere umano ci abbia mai messo piede: le stalattiti e le stalagmiti sono apparentemente intatte.
Fonte: corrieredelmezzogiorno.it
Tra Ischitella e Carpino è stata scoperta una grotta dell’estensione di circa 200 metri quadri, con migliaia di stalattiti, stalagmiti e colonne alte anche cinque metri. Del ritrovamento sarà informata la sovrintendenza ai beni culturali, che dovrà studiare la grotta e cercare di valorizzarla.
Contemporaneamente un operazione della Finanza nel Gargano scopre decine di reperti che stavano per essere trafugati a Monte Civita
RISALGONO al VI al IV secolo avanti Cristo
Monili in bronzo, lance, sculture e vasi
Intercettato il tesoro dei «tombaroli»
Una parte dei reperti scoperti dalla Finanza
FOGGIA – Intercettato il tesoro dei tombaroli nel Gargano. I militari della Guardia di finanza di San Severo e della Brigata di Rodi Garganico, agli ordini del capitano Corrado Palmiotti, hanno trovato su un’area archeologica a Monte Civita, nel territorio di Ischitella, 39 reperti che probabilmente erano stati portati in superficie e che stavano per essere trafugati.
Secondo i primi accertamenti, risalgono a un periodo che va dal VI al IV secolo avanti Cristo. Si tratta di ventuno monili in bronzo, cinque lance, diversi oggetti in vasellame e una parte di una scultura in pietra di notevole interesse storico.
Non è la prima volta che i finanzieri di San Severo e della Brigata di Rodi Garganico intervengono nel territorio di Ischitella. A maggio erano stati intercettati quarantotto reperti, tra cui cinque scheletri quasi integri, mentre a giugno erano stati recuperati cinquantanove oggetti che erano stati trafugati all’interno di due sepolcri.
La ricetta del giorno: Cannarozzi con Trombetta
Due ex sindaci ed esponenti di spicco della politica garganica tornano alla Comunità Montana del Gargano. Si tratta di Mario Trombetta, attuale direttore del Gal Gargano e Matteo Cannarozzi De Grazia, consigliere comunale di maggioranza ed ex sindaco di Vico del Gargano. I due sono stati designati all’unanimità dai rispettivi consigli comunali riunitisi ieri sera. Le città di Carpino e Vico sono state tra le prime a votare i propri rappresentanti, mentre in altri comuni tutto è ancora in alto mare.
Le ricette di:

Ingredienti:
– Due ex sindaci ed esponenti di spicco della politica garganica, un Mario Trombetta, un Matteo Cannarozzi De Grazia.
– Mescolare, mescolare e rimescolare il rimpasto fino ad ottenere una maggioranza dura.
– Tempo di cottura: dipende!
– Servire impiattando con del rosmarino raccolto nella Comunità Montana del Gargano.
– Vino consigliato: Cacc’è mitte DOC annata 2008.
Buona digestione!
Da garganicus.blogspot.com
Salvano cane caduto in un fosso e scoprono grotte con stalattiti
Tra Ischitella e Carpino una stupenda cavità carsica. Oggi sarà avvisata la Soprintendenza
ISCHITELLA – La scoperta ha un valore inestimabile ed eccezionale. Tra Ischitella e Carpino, nel cuore del Gargano e nei pressi di un folto bosco di lecci e querce e di un’area di macchia mediterranea, è stata scoperta una grotta dell’estensione di circa 200 metri quadri, con migliaia di stalattiti, stalagmiti e colonne alte anche cinque metri. Il ritrovamento della caverna, in cui tuttora è in atto lo stillicidio che nei millenni ha formato queste strutture inorganiche, tipiche delle grotte carsiche, è stato casuale. Alcuni ragazzi del posto erano nella zona di Monte Civita (interessata nei mesi scorsi da eccezionali scoperte archeologiche, risalenti all’epoca etrusca), un’area molto frequentata dai cercatori di funghi, ma anche dai pastori.
Il loro cagnolino è entrato in un crepaccio del diametro di poco più di mezzo metro e i giovani lo hanno seguito. Dopo un salto di circa tre metri, la scoperta: all’interno di quella che si pensava fosse una delle tante buche presenti sul Gargano, sono state trovate migliaia di stalattiti e figure modellate dall’acqua e dal calcare nei millenni. Nella grotta, che è ubicata in un fondo privato, è presente un elevatissimo livello di umidità e, da un primo sopralluogo, sembra certo che nessun essere umano ci abbia messo piede: le stalattiti e le stalagmiti sono apparentemente intatte.
Dell’eccezionale ritrovamento sarà informata la sovrintendenza ai beni culturali. Troppo presto per ipotizzare l’apertura della caverna al pubblico, visto che un primo sopralluogo tecnico non è ancora avvenuto e che la zona, oltre ad essere privata, è di difficile accesso. Si rende necessaria, adesso, la protezione della grotta dai malintenzionati, dai vandali e dai cercatori di souvenir, che più di una volta, in Capitanata, hanno devastato tombe e grotte, senza lasciare la possibilità di studiarle.
Fonte: Repubblica.it 22 settembre 2009
Domenicoooooo urge tuo intervento!!!!