In data 2 giugno abbiamo pubblicato: “CAPITANATA 2020 NON E’ IL PIANO STRATEGICO PER LO SPERONE”, presentandolo con le stesse parole indicate dall’estensore Antonio Basile. E cioè: “E’ ufficiale: Promontorio scippato dei Fondi Europei per lo Sviluppo di Area Vasta. Non credendo alla scusante della presunta incapacità e pochezza politica, chiediamo ai politici del Gargano di portarci a conoscenza dei termini di questo accordo”.
Non l’abbiamo postato per piaggeria o semplice gusto di fare i presenzialisti (della serie: ci siamo anche noi) o peggio gli autoreferenziali, ma per il motivo opposto: abbiamo creduto e condiviso quel testo, consapevoli di quanto possa avvenire in certe stanze e della “superficialità” che a volte contraddistingue “chi ci vuole bene” (mettiamola così), e per conoscere quanto nessuno dei nostri informatori deporrebbe mai in un tribunale e pertanto non citiamo, anche per concedere sempre il beneficio d’inventario a ciò che arriva sui nostri tavoli redazionali e per il famoso principio della presunzione d’innocenza almeno fino all’esaurimento del terzo grado giudiziale. (Dicono a Bari: “Acc’ditë l’ vicchië… ché sap’në l’ fattë”.) Piaccia o non piaccia, è sempre stato così e sempre sarà così, nessuno ce ne voglia.
Oggi, 5 giugno, il presidente dell’Ente Parco del Gargano risponde a quell’articolo, ovviamente – e non potrebbe essere altrimenti, ognuno fa il suo mestiere – contestandolo in ciascuno dei suoi passaggi. Subito sono scattati i primi commenti negli spazi all’uopo dedicati. Alcuni ci hanno indispettito, per aver immediatamente assunto posizioni lewinskiane e lasciato “solo” l’estensore della “denuncia”, quasi dissociandosene spocchiosamente (e poi si ciancia di “associazionismo garganico” e balle, alla luce dei fatti, di questo genere); altri hanno espresso qualche domanda che condividiamo in toto, la cui scontata risposta trova conferma nei “suggerimenti” giunti direttamente da esponenti politici a livello regionale.
Non intendiamo entrare più di tanto nel merito della questione, ma restiamo all’erta per capire – i prossimi passi e le prossime notizie ce lo diranno – da che parte si trovi la “ragione” e adottare le indispensabili contromisure. C’è sempre tempo per far ricredere chiunque sugli errori che sta commettendo, anche “incatenandosi” o come qualcuno ha scritto… “incalenandosi” a qualche antica muraglia.
E adesso la risposta del presidente del Parco, che ancora una volta esalta (ma questa è solo la nostra personale visione di “osservatori” della società) il gap fra potere legale e potere reale. Chi la spunterà? Buona lettura. (Piero Giannini)
“In risposta all’articolo pubblicato il 2 giugno apparso su alcune testate giornalistiche in ordine alla supposta marginalità delle posizioni garganiche rispetto all’impianto complessivo del Piano Strategico ed alle dotazioni finanziarie riconosciute sul piano stralcio, nonché in risposta all’esortazione di chiarire i termini dell’accordo stralcio, mi sento necessariamente chiamato in causa essendo l’unico componente della Cabina di Regia che interviene in rappresentanza dei 15 comuni che hanno aderito al raggruppamento garganico (tre comuni sono confluiti ab origine nel raggruppamento Alto Tavoliere).
“Preciso, per correttezza verso i lettori, che il polemico riferimento che l’articolista rivolge alla classe politica garganica ed al ‘silenzio assordante’ rispetto ai temi della pianificazione strategica, è ingiusto ed ingiustificato per due ordini di motivi: la comunicazione sui temi della pianificazione strategica è prerogativa del Laboratorio di Pianificazione Strategica di Foggia, che peraltro ha ben operato in questi mesi pubblicando sistematicamente sulle diverse testate regionali e sul sito istituzionale i complessi passaggi che hanno contraddistinto questa fase della pianificazione; la relazione finale di questa fase e le relative deliberazioni adottate dalla cabina di regia, sono pubblicate sul sito istituzionale, e pertanto, visionabili da chiunque ne abbia interesse.
“Certo, ben si sarebbe potuto, soprattutto in questo periodo pre-elettorale, vendere gli apprezzabilissimi risultati ottenuti sia sul piano del confronto politico con gli altri partner presenti in cabina di regia, che sul piano del confronto squisitamente tecnico, anche ripensando alla pesante eredità lasciata dal periodo di commissariamento del Parco. Ma non sarebbe stato onesto nei confronti dei cittadini, spacciare per acquisiti i risultati dell’attuale impianto stralcio, speculando sull’impatto mediatico che avrebbe potuto sortire in periodo di campagna elettorale, che mal si concilia con la Buona Politica che siamo abituati a svolgere.
“Non è sfuggito, infatti, all’articolista che la struttura dell’Accordo stralcio rappresenta allo stato attuale una mera proposta rassegnata agli Organi regionali che, alla luce del diverso stanziamento attribuito e della nuova impostazione metodologica varata dalla Giunta regionale per la predisposizione della gerarchia delle priorità tra gli interventi da inserire nell’accordo stralcio, sarà suscettibile di sicuri emendamenti e di una complessiva riorganizzazione degli interventi finanziabili. Sull’argomento la classe politica del Gargano ha inteso, al contrario di altri, operare con sobrietà, anteponendo alla politica della propaganda quella dei risultati concreti della propria azione politica, preferendo portare all’attenzione dell’opinione pubblica risultati certi e verificabili, e non aspettative presunte e confutabili.
“Fatta questa premessa indispensabile a chiarire il contesto che ci vede e ci vedrà fino ad ottobre p.v. impegnati a definire l’Accordo di Programma Stralcio con la Regione Puglia, mi vedo ob torto collo costretto a puntualizzare alcune evidenti inesattezze che l’articolo riporta sia nel titolo, fuorviante, che nella sostanza delle intese e degli interventi proposti ad appannaggio del territorio garganico, essendo ben maggiori ai 5 milioni di euro le risorse “virtualmente” assegnate al territorio che mi pregio di rappresentare.
“Prima di ogni cosa giova precisare che l’Ente che rappresento, con l’assistenza del Local Lab Gargano, incardinato presso il GAL Gargano, si è fatto carico di un’intensa attività di ricognizione, aggiornamento e riorganizzazione del parco progetti a suo tempo proposto; ciò ha permesso di orientare la propria azione politica, con il consenso di tutte le istituzioni pubbliche chiamate periodicamente in Conferenza a condividere le posizioni da me sostenute in Cabina di Regia, ad individuare 6 aree tematiche su cui articolare la strategia di sviluppo del comprensorio, e rispetto alle quali sono stati individuati gli interventi proposti nell’Accordo Stralcio, precisamente:
Accessibilità territoriale, Ambiente e spazio rurale, Centri Storici, Sistema lagunare, Attrattori culturali sulla via Sacra Langobardorum, Sistema costiero.
All’interno dei 6 tematismi individuati è stata articolata una strategia che ha portato alla identificazione di 75 proposte progettuali (escluse quelle sulla viabilità, che pur interessando il Gargano sono nella competenza della Provincia di Foggia, tutte comunque inserite nell’attuale impalcatura del parco progetti complessivo); tra queste, 4 proposte sono state inserite nell’ipotesi formulata di Accordo Stralcio, valorizzando 10 Meuro su un totale presunto di 50 Meuro, precisamente:
Difesa delle coste (5 Meuro), potenziamento rete antincendio (1,5 Meuro), infrastrutture a sostegno della flotta peschereccia –sistema lagunare (2,5 Meuro), rivitalizzazione dei centri storici – Azione Pilota integrata comuni Gargano – Alto Tavoliere (2 Meuro)
Ulteriori 2,5 Meuro genereranno ricadute territoriali in virtù dell’inserimento dell’intervento: “Porto Alti Fondali Manfredonia – Monte Sant’Angelo”.
Ulteriori 13 Meuro sono previsti per la realizzazione di interventi a ricaduta generale sull’intera Area Vasta (rete delle Biblioteche e dei Musei, Fruizione dell’archeologia e del patrimonio connesso, copertura WI MAX sull’intero territorio), prevedendo in via presuntiva una ricaduta territoriale non inferiore a 3 Meuro.
Infine, un ulteriore stanziamento a riserva di 1 Meuro è previsto per il completamento del centro di prima accoglienza ubicato in San Giovanni Rotondo.
“Quanto qui rappresentato costituisce il risultato (provvisorio) dell’accordo istituzionale, al quale hanno aderito le rappresentanze socioeconomiche presenti in cabina di regia. E’ di tutta evidenza una situazione ben diversa da quella rappresentata nel succitato articolo, che fa bene a spronare la politica ad un presidio sempre più attento ad assicurare ricadute generali territoriali consone all’importanza che riveste il Gargano nell’economia territoriale, ma che, per correttezza di informazione, avrebbe dovuto dare atto dei pregevoli risultati, ancorché provvisori e suscettibili di quelle modificazioni sopra accennate, che la rappresentanza istituzionale garganica ha fin qui previsto per il territorio in una logica di totale integrazione con gli obiettivi generali della pianificazione strategica di Area Vasta ‘Capitanata 2020’.
“Argomentare su un tema di così grande rilevanza, basando le proprie considerazioni su falsi presupposti e generando nel lettore il convincimento della presunta inefficienza della classe politica del Gargano non solo costituisce cattiva informazione, non solo impoverisce la portata dello sforzo fin qui profuso da tutte le parti coinvolte nel processo, ma rischia di compromettere la fiducia sull’efficacia degli impatti positivi che uno strumento così complesso è in grado di generare sia a livello di intera Area Vasta che comprensoriale.
“Per chiudere, certo di aver sgombrato ogni equivoco sulle effettive risultanze parziali e provvisorie del piano strategico ‘Capitanata 2020’, rivolgo il più sentito invito ad una comunicazione orientata al rispetto della Verità, quale condizione di partenza per affrontare con la necessaria serenità le sfide a cui la pianificazione strategica ci chiama in un momento storico così delicato per la nostra economia, contribuendo a rafforzare, piuttosto che ad indebolire, la fiducia verso le istituzioni che rappresentano il territorio, almeno fino a quando non saranno certi e verificabili errori ed omissioni di cui oggi veniamo ingiustamente accusati.
“Operiamo tutti nell’interesse generale e perciò siamo tutti obbligati ad atteggiamenti scevri da pregiudizi, di qualunque natura essi siano, soprattutto quando generano il sospetto in chi legge che le argomentazioni portate alla ribalta della cronaca, in quanto del tutto infondate, siano il frutto di mirate iniziative di delegittimazione politica.
“Cordiali saluti.
“Il Presidente del Parco Nazionale del Gargano
Avv. Giacomo Diego Gatta”
Nei commenti i "Pensieri e riflessioni sulle strategie di Area Vasta" di Gaetano Berthoud
di Alessandra Del Re
Il lusso non le interessa («Stelle? L’unica vera stella di un albergo sono io»): basta che non ci siano le blatte né tantomeno che piova in camera. Perché l’esperienza estrema all’Isola dei Famosi (ha vinto la scorsa edizione) le è bastata. Vladimir Luxuria ha da poco pubblicato il suo libro di fiabe transgender, ma questa volta insieme a lei parliamo di viaggi. «Sono nomade in più sensi, praticamente e sessualmente», ci racconta.
Compagno o compagna ideale?
La guida del Touring Club.
Sei una solitaria?
Dipende. Nei luoghi di turismo più di natura, come mare o montagna, mi piace stare in compagnia. In quelli di cultura, i paesi dell’arte, anche da sola non mi trovo male. Perché in realtà non sei da sola in realtà.
Meta dell’estate?
Vorrei visitare il mio Gargano, sia la costa che l’interno. Conoscere il festival delle Tarante dei Cantori di Carpino. E poi tutta Vieste, Peschici, Rodi Garganico: tutti i luoghi delle vacanze della mia infanzia.
Il viaggio più bello
Tutti, veramente tutti. Però forse oserei dire in Mozambico per l’Unicef, perché ho conosciuto la vera Africa e ho avuto modo di vedere come erano stati impiegati i 100mila euro che ho donato della vincita dell’Isola dei Famosi per i bambini vittime dell’Aids.
Quello che sogni?
L’India, perché credo davvero che sia un modo per ritrovarsi. Possibilmente non sparpagliata qua e là.
Sei easy o esigente?
Non sono una legata alle stelle. Dico sempre che l’unica vera stella di un albergo sono io! Certo che un po’ di comodità ci vuole: i bacarozzi in camera non ce li voglio. Ho già dato con l’Isola, voglio stare in un posto dove non piova dentro. Mi piace la bellezza, che non sempre è sinonimo di ricchezza o di lusso.
Cosa porti sempre con te?
Oltre alla guida sopracitata la macchina fotografica, block notes e penna.
‘Quest’opera è stata richiesta direttamente da chi si recava negli uffici d’Informazione ed Accoglienza Turistica, rappresenta un unicum nell’intero Mezzogiorno ed è la prima guida in assoluto alle spiagge garganiche e a tutti i servizi in esse forniti’ – Nicola Vascello commissario dell’Apt di Foggia
L’Azienda di Promozione Turistica di Foggia ha presentato “Sabbia, Ghiaia, Ciottoli – Le Spiagge del Gargano”, guida turistica, ricca di foto ed informazioni utili a turisti e non solo.
Si tratta della prima pubblicazione del genere, fortemente richiesta dal territorio, con informazioni su 65 spiagge garganiche e su tutti i servizi in esse forniti. Sono, inoltre, segnalate l’accessibilità, le bellezze naturali e culturali presenti e la possibilità di sostare in luoghi di ristoro.
La guida, presente anche on line in un formato maneggevole e accattivante, sarà distribuita gratuitamente in 40.000 copie dall’APT di Foggia negli uffici d’Informazione ed accoglienza turistica della provincia.
La pubblicazione è stata realizzata grazie al materiale informativo e promozionale fornito dall’archivio Apt e dagli esercenti del territorio
Il famoso polistrumentista sarà ospite alla maratona musicale per la chiusura della festa nazionale di Legambiente per il Sud Italia
Grandi ospiti per la quinta edizione di FestambienteSud, che dal 22 al 25 luglio tornerà a trasformare il centro storico di Monte Sant’Angelo (Fg) in uno dei più grandi palcoscenici musicali del Sud Italia.
Edizione ricca di eventi, emozioni e nuovi spunti culturali su cui riflettere. Esplicativo il titolo: Giovani energie per un Meridione Rinnovabile. Saranno protagonisti tutti coloro che costituiscono il giacimento di idee ed energie per un meridione più dinamico, il tessuto di imprese, le donne e giovani, il cosiddetto popolo dei fuori sede.
Quali sono le energie vitali per la rinascita del Sud Italia? Come arrestare l’emorragia continua dei giovani che danno vita ad una nuova emigrazione, che è diventata la nuova questione meridionale? Quale il valore economico della qualità ambientale e culturale del territorio per fare di un periodo di crisi, una occasione di rilancio? Legambiente, da sempre sensibile ai temi sociali, lancia una nuova sfida e cerca risposte a queste domande, interpellando le istituzioni e la politica, e chiedendosi qual è la strada per affrontare le nuove questioni meridionali.
Ospite della serata finale, in programma sabato 25 luglio, sarà MAURO PAGANI, che si esibirà nell’ambito di una maratona musicale.
Mauro Pagani è uno dei più grandi polistrumentisti italiani, definito da una giuria di critici come uno dei dieci musicisti migliori al mondo. Ha fondato la Premiata Forneria Marconi (PFM) ed è stato per un quindicennio un assiduo collaboratore e produttore di alcuni album di Fabrizio De Andrè. Recentemente, è stato autore e produttore artistico del singolo "Domani 21-04-09", in collaborazione con Giuliano Sangiorgi e Jovanotti; il brano inciso ha visto la partecipazione di oltre 50 artisti italiani. La canzone è in memoria delle vittime del recente terremoto d’Abruzzo e dedicata ai sopravvissuti e a tutti coloro che lavorano alla ricostruzione. Il ricavato di questo progetto verrà destinato alla ricostruzione e al restauro del Conservatorio "Alfredo Casella" e della sede del “Teatro Stabile d’Abruzzo” dell’Aquila.
Autore tra l’altro di un romanzo appena pubblicato, Foto di gruppo con chitarrista. Lo spettacolo, sulla scia del romanzo, ha come fulcro la musica che nello scorrere degli anni ha contribuito in maniera rilevante alla sua formazione come musicista e compositore. Forte il richiamo agli anni Settanta: all’inarrestabile spinta innovativa degli artisti più significativi di quella stagione irripetibile, alla loro mirabile capacità di mescolare e contaminare stili e generi appena qualche anno prima assolutamente lontani tra di loro.
L’appuntamento con Mauro Pagani è a Monte S. Angelo (Fg) sabato 25 luglio, serata finale di FestambienteSud 2009.
FestambienteSud, eco festival delle questioni meridionali è giunto alla quinta edizione. E’ socio fondatore del consorzio 5FSS e fa parte della rete dei festival di Legambiente Festambientenet. Promosso dalla direzione nazionale di Legambiente, gode di sostegno da parte di istituzioni e sponsor privati ed è organizzato dal circolo Legambiente Festambientesud di Monte Sant’Angelo.
Dal 4 al 7 giugno spazio a concerti e reading,
il 6 Convegno ‘Dialoghi sul turismo musicale’
Protagonista di questo viaggio è la musica accompagnata dagli Incontri sul turismo musicale, un momento di confronto tra operatori musicali, appassionati di musica, musicisti e critici che si terrà il 6 giugno e da un workshop turistico musicale che si terrà il 5 Giugno. Music Tourism Workshop ha l’obiettivo di creare una rete internazionale che coinvolga operatori del settore, è il momento di incontro tra la domanda e un’offerta che promuove le proprie destinazioni con itinerari musicali, concerti, festival e stagioni teatrali. In Italia ci sono tantissimi territori il cui attrattore principale è proprio la musica: basti pensare a Torre del Lago di Puccini, a Busseto con tutti gli itinerari Verdiani, o anche a realtà come il Carpino Folk Festival durante il quale ogni anno nel piccolo paese del Gargano, Carpino, si radunano circa ottantamila persone provenienti da ogni dove.
I turisti musicali attraversano un po’ tutti i target, dai giovani dei grandi raduni rock ai quarantenni appassionati di jazz per arrivare agli over 60 dei grandi festival lirici e classici. Tutti attratti dalla musica, di qualsiasi genere e pronti, chi più chi meno, a incrementare un indotto economico di tutto rispetto. Time in Jazz, il festival diretto da Paolo Fresu, è un esempio virtuoso e Berchidda, il paesino dove si svolge, ha ormai la sua popolarità.
I concerti di Viaggiatori di Note, tutti gratuiti, si svolgeranno fra il Vecchio Carcere Mandamentale di Ischia Ponte, il Castello Aragonese ed altri luoghi altrettanto suggestivi dell’isola come l’incantevole Sant’Angelo; ad inaugurare l’evento è la musica raffinata degli Arkè String Quartet, imposti sulla scena italiana ed internazionale con un’idea totalmente nuova del concetto di quartetto d’archi e un’identità di suono assolutamente originale. Il concerto de l’Ensamble La Selva sarà eseguito da un gruppo di musicisti specializzati nell’esecuzione di musica antica del 600 italiano su strumenti originali. Il terzo giorno, il 6 giugno protagonista sarà Franca Masu, l’esponente più internazionale della lingua e della antica cultura catalana che ancora vive nel piccolo centro marinaro di Alghero. I concerti si concluderanno con Patrizia Laquidara in un viaggio musicale dalla Genova di De André al Golfo di Napoli, dal Mediterraneo andaluso di Garcia Lorca alle coste atlantiche portoghesi, alle coste brasiliane. Il Convegno, divenuto ormai un momento importante di dibattito, in programma il 6 giugno ha l’obiettivo di mettere a confronto le dinamiche di creazione e di promozione del prodotto turistico legato alla musica. Tra i relatori: Prof. Pasquale Scialò, curatore del progetto “La città cantante” che nasce con l’obiettivo di far scoprire la cultura musicale del Settecento napoletano, progetto che anticipa al pubblico la creazione del Museo per la Musica nel complesso monumentale di San Domenico Maggiore; Francesca Maria Carboni di Esatour, creatori di Find Your Events, portale internet che dal 1997 promuove con successo viaggi legati ai principali eventi teatrali e musicali in Italia e in Europa; Guido Corti, Direttore del Festival Internazionale di Musica Sacra Anima Mundi; Ettore Folliero, Sziget Festival il più grande festival d’Europa, aperto ad ogni espressione artistica e musicale; Francesco Punzi, Presidente “Italia Festival” l’associazione dei festival Italiani; Andrea Dileo Riccio Viaggi del Mappamondo T.O. per il progetto “Turisti, ma non per caso” ; Alessandro Sinigagliese e Luciano Castelluccia, Direttore artistico del Carpino Folk Festival.
La manifestazione è promossa dall’Associazione culturale L’Isola Volante, patrocinata da ENIT e da GIST – stampa turistica specializzata.
Viaggiatori di Note propone a quanti sceglieranno di venire ad Ischia in occasione della manifestazione una serie di pacchetti tematici per scoprire l’isola e partecipare all’evento; a partire da 196 euro sarà possibile scegliere fra diverse offerte che vanno dalla formula B&B+ scooter a quella dedicata al relax e alle terme.
A Giugno il terzo appuntamento a Ischia con il Turismo Musicale
Viaggiatori di Note ritorna a Ischia con l’inizio dell’estate, dal 4 al 7 Giugno 2009. La III edizione è un concentrato di eventi, concerti ed appuntamenti con esperti e appassionati di musica. Viaggiatori di note valorizza e diffonde il fenomeno del turismo musicale, un terreno inesplorato che merita un’ampia riflessione sul suo valore e uno sguardo costruttivo al futuro. Protagonista di questo viaggio è la musica accompagnata da incontri di approfondimento e dal primo workshop turistico musicale che si terrà il 5 Giugno. Music Tourism Workshop ha l’obiettivo di creare una rete internazionale che coinvolga operatori del settore, è il momento di incontro tra la domanda e un’offerta che promuove le proprie destinazioni, con itinerari musicali, concerti, festival e stagioni teatrali. Chi è alla ricerca di suggerimenti su come organizzare nuovi ed emozionanti viaggi, con Viaggiatori di Note può scoprire le destinazioni musicali più interessanti e ascoltare solo buona musica. La manifestazione è promossa dall’Associazione culturale L’Isola Volante. I concerti e gli eventi collaterali, gratuiti ed aperti al pubblico, si alterneranno fra le mura della suggestiva Torre del Molino, del Castello Aragonese e le vie del Borgo di Ischia Ponte.
All’attenzione del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola
e p.c. alle assessore Silvia Godelli e Angela Barbanente
Gentilissimo Presidente Vendola,
Le scrivo per porre alla sua attenzione le sorti neglette di un monumento medievale pugliese che sta giorno dopo giorno crollando, ucciso dall’indifferenza delle Istituzioni locali, regionali e nazionali. E’ l’abbazia di Santa Maria di Càlena, in agro di Peschici (FG)
“Salviamo Kàlena da un’agonia di pietra!” fu l’appello lanciato l’8 settembre 2002 nel primo Convegno organizzato a Peschici dal Centro Studi Giuseppe Martella. Fu l’avvio di una battaglia civile che non si è mai fermata. Neanche in Tribunale, dove fummo trascinati nostro malgrado, per aver difeso a spada tratta il diritto dell’abbazia di Càlena ad esistere.
Tante promesse istituzionali di risoluzione del caso: di concreto NULLA. Càlena ha continuato ad agonizzare. A morire lentamente. Nonostante migliaia di firme raccolte per sollecitare gli enti preposti ad intervenire per fermare il degrado, anche ricorrendo all’esproprio! Una petizione che anche Lei sottoscrisse…
Ora, se non si agirà nel più breve tempo possibile, la copertura lignea dell’abside crollerà; il campanile a vela, che ospita un prezioso bassorilievo di Madonna orante risalente al 1393, si sfalderà. La “chiesa antica” dell’XI secolo, segnalata da Emile Bertaux all’inizio del Novecento per una rarissima tipologia di cupole in asse, oggi divisa in due ambienti fatiscenti, continuerà a “ospitare” attrezzi agricoli e trattori, e l’umidità cancellerà definitivamente le tracce dei residui affreschi…
In una recente lettera aperta a tutte le Istituzioni, auspicavamo che l’avvio della “rinascita” di Càlena avvenisse all’inizio di questo nuovo anno, il 2009.
Con quali finanziamenti? Eterno dilemma cui vorremmo fosse data finalmente una risposta istituzionale. Affidabile. Non bugiarda … come i 350mila euro stanziati nel 2005 dal Ministero e mai spesi dal Comune di Peschici e i 500mila euro promessi nel 2007 da Rutelli e “azzerati” dalla Finanzaria di Berlusconi.
Non è più possibile continuare a lottare contro i mulini a vento, contro i muri di gomma. Per porre il monumento all’attenzione nazionale, per sensibilizzare l’opinione pubblica, abbiamo pubblicato libri, scritto innumerevoli articoli su stampa e web, avviato petizioni e raccolto firme, organizzato convegni, pubblici dibattiti. Siamo stanchi. E non abbiamo più parole… Vorremmo che fosse posta alla vicenda la parola FINE. Secondo noi, lo abbiamo ripetuto più volte, il restauro di Càlena “doveva passare”, con decisa assoluta priorità, dai fondi europei di “Area Vasta Capitanata 2020”.
Dopo anni di tentativi andati a vuoto, il 29 settembre 2008, su nostra sollecitazione, proprio per rendere possibile l’inserimento in questa progettualità regionale /europea, fu firmata una convenzione tra i “possessori” di Càlena e il Comune di Peschici. Qualcuno vide in quell’accordo la resurrezione, altri la débacle dell’abbazia. Ma non era più possibile assistere impotenti allo sgretolarsi delle sue pietre secolari. Gridavano mute. Reclamavano un aiuto.
Essendo la durata della convenzione con i “possessori” del monumento di soli quarant’anni, il restauro andava avviato immediatamente. Non era più possibile differire, aspettare oltre. Non era più possibile derogare e arroccarsi su sterili campanilismi indegni di quella "Città Gargano", oggi ritenuta da tutti noi “l’idea vincente” per il rilancio del Promontorio.
I sindaci, i rappresentanti istituzionali nei vari gradi (Provincia, Parco del Gargano) e tutti coloro che nella “cabina di regia” erano preposti alla decisiva scelta delle migliori idee progettuali da proporre alla regione Puglia per l’accesso ai finanziamenti europei, hanno ignorato questa priorità da noi posta con forza. Nemmeno un centesimo di euro è stato stanziato per Càlena nel primo stralcio di finanziamenti di Area vasta Capitanata 2020.
Purtroppo i fondi per la provincia di Foggia verranno quasi interamente destinati al progetto di treno-tram che dovrebbe attraversarla, con ricadute marginalissime per il territorio (sarebbe molto più semplice migliorare i collegamenti già esistenti) e con un impatto ambientale discutibile (pensi ai centri storici attraversati dai binari). Un’opera faraonica per la morfologia del nostro territorio, e completamente fuori contesto per le esigenze di Foggia Citta e per gli altri territori della provincia che dovrebbe collegare.
Ma ci sono dietro imprenditori e politici di riferimento di vaglia… Certi finanziamenti si muovono solo quando e dove alimentano business colossali destinati ad essere spartiti dai soliti pochi noti, purtroppo!!!
Ci chiediamo perchè abbiano inserito, nell’elenco delle opere da realizzare con Area Vasta, interventi urgenti e urgentissimi, che dovrebbero essere garantiti “a prescindere” ai cittadini foggiani… Perchè, ad esempio, la difesa della costa o la rete anticendio devono essere finanziate sul Gargano da Capitanata2020, mentre nel resto d’Italia sono a carico della fiscalità generale? Perchè queste opere non sono state tenute fuori dal parco progetti? Perché non si è trovato il modo di farsele finanziare dallo Stato?
Anche la rete Wi-Max non crediamo possa configurarsi come un intervento strategico per i cittadini foggiani. Ormai anche nella nostra provincia la rete si è diffusa e il gap con il resto del paese si sta colmando anche senza questo intervento. Francamente, pensiamo che questa opera sia la classica pezza a colore che costa poco e che serve solo a coprire gli interventi “strategici mirati”.
Siamo sconcertati perché ci aspettavamo un cambio di mentalità in chi era preposto alla scelta finale, e speravamo in un aiuto della Regione Puglia per dare a Càlena un binario prioritario, come era stato promesso a Menuccia Fontana, presidente di Italia Nostra Gargano, che spesso in questi anni ha sollecitato, per salvare l’abbazia, un intervento regionale “autonomo” dalla politica locale garganica.
Vorremmo ribadire che “il luogo del cuore” segnalato dal FAI come monumento da salvare, e che speravamo rinascesse con i fondi di Area Vasta Capitanata 2020, non è soltanto un monumento di Peschici: è una delle più antiche abbazie europee (872 d.C). Un bene che appartiene non solo al Gargano, ma alla Puglia intera e va assolutamente restituito alla pubblica fruibilità dei residenti e dei turisti italiani e stranieri che ogni anno scelgono Peschici per il mare e il suo paesaggio, ma anche per le sue tradizioni e la sua storia. Testimoniate finora da un portone eternamente sbarrato, nonostante a lato vi sia il totem del Parco del Gargano che segnala l’abbazia di Santa Maria di Càlena nel circuito religioso dell’area protetta.
Un bene collettivo non fruibile. Un bene culturale di pregio inopinatamente dismesso. Per troppo tempo rimosso dalla memoria collettiva. MAI tutelato dall’organismo preposto: la Soprintendenza di Bari.
Un monumento importante, l’abbazia di Santa Maria di Càlena, visitata da Emile Bertaux, uno dei più importanti storici dell’arte del mondo, che nel volume “L’art dans l’Italie meridionale” (1904) le dedicò alcune pagine, inserendovi anche i prospetti e i disegni della “chiesa nuova”, costruita secondo modelli architettonici esportati dalla Borgogna nei regni crociati, e riportati dalla Terra Santa in Europa da maestranze itineranti di scalpellini che percorrevano la “Via Francigena”.
Càlena possedeva consistenti beni immobili nell’intero Gargano; controllava oltre ai pascoli, i diritti di pesca sul lago di Varano, mulini sui piccoli corsi d’acqua nella zona di Rodi e Vico del Gargano, e alcune saline nei pressi di Canne; tutti elementi di fondamentale importanza nell’economia medievale. Le testimonianze di questa presenza monastica nel territorio del Gargano Nord sono oggi un patrimonio di memorie sconosciuto ai più, su cui è necessario intervenire con urgenza, per evitarne la scomparsa.
Come l’abbazia di Càlena, tutte le antiche abbazie garganiche da essa dipendenti versano oggi in uno stato di totale abbandono e decadenza: solo un tempestivo intervento potrebbe salvarle da un irreversibile degrado. I nomi? Santa Trinità di Monte Sacro a Mattinata, San Nicola Imbuti sul Lago di Varano, l’abbazia di Montenero in agro di Vico, san Pietro in Cuppis in agro di Ischitella. Si potrebbe creare un inedito itinerario storico-religioso-naturali
Con osservanza.
Peschici 3 giugno 2009
prof.ssa Teresa Maria Rauzino
(presidente Centro Studi “Giuseppe Martella” di Peschici)
articolo di Piero Giannini da puntodistella.it
Ma stavolta, probabilmente, non sa neanche lui lo spessore di quanto abbia scoperto nella sua recente visita alla peschiciana Abazia di Calena, condotta insieme al Gruppo Argod di San Nicandro Garganico. Lo sa benissimo invece il presidente del Gruppo speleologico sannicandrese, Giovanni Barrella, che ha indirizzato i ragazzi verso una scoperta interessantissima essendo da anni sulle tracce di una "certa" simbolistica. Comunque, tornando a Crono, braccio armato della mente presidenziale, padrone della macchina fotografica come pochi, soprattutto selezionatore sagace di ciò che intenda eternare, ha pubblicato su facebook – il network sociale che oggi va per la maggiore – 108 foto, la più parte delle quali raffigurante segni originali lasciati dai medievali scalpellini itineranti sulle pietre delle mura che erano chiamati a innalzare per dare corpo ai tanti luoghi di culto pronti a spuntare come funghi nel “tempo delle cattedrali” (siamo in epoca lontana da noi 6-700 anni).
Avendo imparato a conoscere il “fiuto” del nostro amico e adesso anche di altri personaggi come il presidente Barrella (un po’ meno, ma altrettanto valido, quello di chi l’ha accompagnato: Sara Di Bari, Vittorio Fusillo e Antonio Antonacci, oltre ovviamente ai componenti del Gruppo Argod), ci siamo piacevolmente lasciati attirare dal suo nuovo reportage fotografico, in cuor nostro sperando – non possiamo esimerci dal rivelarlo – di trovare fra le immagini la testimonianza di quanto ci sta assillando da vario tempo. E così, fra una lettera alfabetica e una sorta di firma, geroglifici e disegni di vario genere, frecce ghirigori e scarabocchi (anche), è saltato fuori, chiaro e netto, il “segno” che speravamo di trovare. Lo si può vedere nella foto del titolo: tre quadrati concentrici! (La differente colorazione gliel’abbiamo data noi per meglio risaltarlo.) Gli altri sono in calce all’articolo.
L’insieme apparirebbe come il divertissement di un artista del tempo se non rivestisse un significato che ha circoscritto gli studi dei ricercatori a due correnti di pensiero: la struttura geometrica – a volte raccordata da quattro segmenti perpendicolari, non presenti nella fattispecie, e da diagonali, talora anche da un foro centrale, nel qual caso sarebbe assimilabile a una meridiana, specie se si usi il cerchio al posto del quadrato, e alla quale con ogni probabilità ci si è ispirati nella invenzione del gioco del “filetto” presente sul retro di molte scacchiere; – la struttura, si scriveva, sarebbe il prodotto di un passatempo dell’artista, una sua estemporanea manifestazione ludica, ma potrebbe anche essere depositaria di un suggerimento simbolico.
Per la seconda soluzione propendono coloro i quali oppongono l’impossibilità di poter “giocare” in maniera verticale. Molto più semplice e giusto se il disegno si trovasse in orizzontale, non comunque sul soffitto di una grotta, come per il ritrovamento nella francese Larchens. Tra l’altro, in soccorso dell’uno o dell’altro sostenitore non viene neanche la possibilità di conoscerne l’epoca, in quanto la datazione è praticamente impossibile. L’incisione infatti potrebbe essere stata operata in contemporanea con l’edificazione del luogo in cui si trovi, ma anche successivamente o persino precedentemente, su pietre utilizzate in un secondo momento per una nuova costruzione, come si usava al tempo. Al di là di ogni possibile orientamento, tuttavia, il suo significato rimane ancora ambiguo, avvolto nel mistero della volontà di chi volle trasmetterlo ai posteri.
E non si può neanche affermare che sia lo scherzo di qualche burlone, poiché ne sono state trovate in molti luoghi, in genere chiese e abazie, ma anche in antiche strade di paese, in Italia (dal Piemonte al Veneto, dall’Emilia al Lazio al Molise, dall’Umbria alla Puglia – Vieste, San Nicandro, Monte, Lucera, le più vicine a noi – fino alle Isole) e poi in Europa, Croazia, Turchia, Giordania, Egitto. E ovunque: su rocce rupestri, parapetti di chiese, chiostri, piazze, davanzali di castelli e abitazioni, usci di case, lastre riadattate a panchine, grotte sotterranee di epoca sicuramente storica o medievale, come suggerisce il sito internet duepassinelmistero.com cui rimandiamo per approfondire il tutto.
Non solo, ma anche per seguirne l’invito e segnalare ai curatori che lo richiedono il ritrovamento di Calena. Potrebbe costituire un ulteriore prova rientrante nell’ipotesi simbolistica. Cioè una sorta di cartello indicatore per viandanti e pellegrini a suggerire che il posto era ospitale e sicuro. E tutti sappiamo quale valenza abbia avuto l’Abazia peschiciana nei vari transiti dai santuari garganici di chi andava in Terrasanta. Questa soddisfazione, però, la lasciamo a Crono, al presidente Barrella e agli amici di Argod. Facciano loro il primo passo, loro che hanno scoperto questo “segno” forse legato all’esoterismo o molto più semplicemente ai… Templari!
Vai Domenico il Gargano è tuo, sarà la tua generazione a vivere una nuova stagione per queste terre.
Il Gargano scippato dei Fondi Europei per lo Sviluppo di Area Vasta
Articolo a cura di Antonio Basile
Il 27/05/2009 la Giunta della Regione Puglia ha approvato la delibera che dispone 340 milioni di euro e stabilisce le procedure per il Programma Stralcio di Interventi di Area vasta.
Al Piano strategico di area vasta “Capitanata 2020 – Innovare e Connettere” è stata attribuita una quota di 38,7 milioni di euro. Una dotazione inferiore solo ai 53,2 del Piano Metropoli Terra di Bari 2015. Al Piano dei Monti Dauni, 23,3 milioni di euro.
La ripartizione è avvenuta attribuendo 20 milioni di euro a ciascuna delle dieci aree vaste pugliesi e ripartendo 140 milioni della dotazione variabile in funzione della popolazione e della superficie territoriale.
Quindi al territorio della provincia di Foggia sono stati assegnati complessivamente 62 milioni di euro per finanziare i progetti inseriti nel Primo Accordo Stralcio che le due cabine di regia (di Capitanata 2020 e dei Monti Dauni) hanno proposto alla Regione Puglia.
Sul portale di Capitanata2020 la delibera e tutti i dati :
http://www.capitanata2020.eu/index.php?option=com_content&task=view&id=455&Itemid=31
La Cabina di Regia è uno dei tre organi del Piano strategico "Capitanata 2020", con sede presso il Comune di Foggia.
È composta dal sindaco di Foggia, Comune capofila, che la presiede, dai sindaci di San Severo, Manfredonia, Cerignola, dal presidente dell’Amministrazione Provinciale, dal presidente dell’Ente Parco nazionale del Gargano e dal presidente della Comunità Montana del Gargano (ora pro nobis).
La Cabina di Regia il 23 aprile 2009 approva l’elenco dei progetti di Capitanata 2020 da sottoporre alla Regione Puglia per un totale finanziamento richiesti di 50 milioni di euro.
Per il Gargano l’elenco prevede solo briciole. (vedi portale Capitanata2020.eu di su
http://www.capitanata2020.eu/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=217&&Itemid=96).
Se i tecnici di Capitanata2020 che hanno lavorato al piano fornissero i dati della ricaduta dei progetti in elenco sul territorio, si scoprirebbe che per il Gargano l’Accordo Stralcio proposto alla regione attribuisce una quota che si aggira sui 5 milioni di euro. Un dato questo che adesso dovrà essere aggiornato per tenere conto della riparametrazione operata dai 50 a 38,7 milioni di euro approvati (non ci meraviglieremo se la ‘nostra’ Cabina di Regia facesse ricadere pesantemente il taglio ancora sulla quota del Gargano).
Al momento, quindi, i Fondi Europei per gli interventi di Area Vasta per colpe, se di colpe possiamo parlare, della nostra classe politica di centro, di sinistra e di destra non miglioreranno di certo la qualità della vita della popolazione dei 18 comuni del Gargano.
I 13.647 apricenesi, gli 8.617 cagnanesi, i 4.704 carpinesi, i 4.562 ischitellani, i 367 tremitesi, 6.286 lesinesi, i 57.704 manfredoniani e sipontini, i 6.333 mattinatesi, i 13.917 montanari, i 4.339 peschiciani, i 2.309 rignanesi, i 3.778 rodiani, i 26.106 sangiovannari, i 15.739 sammarchesi, i 18.074 sannicandresi, i 4.356 serrani, gli 8.107 vicaioli e i 13.430 viestani neanche si accorgeranno dell’arrivo dei Fondi Europei destinati allo Sviluppo (fonte www.comuni-italiani.it).
I 212.375 abitanti su 640.752 dell’intera provincia di Foggia che in queste ore stanno ricevendo nelle proprie abitazioni gli inviti al voto da parte dei nostri rappresentanti politici, non sono neanche a conoscenza di questa realtà.
Ma la cosa che più colpisce è il silenzio assordante di tutta la politica del Gargano in piena campagna elettorale per le Europee.
Tutti d’accordo? Nessuna nota stonata?
Per quale motivo non avete preteso una ripartizione analoga a quella adottata dalla giunta regionale, ossia un attribuzione fissa per ciascuna area della provincia di Foggia e una dotazione variabile in funzione della popolazione e della superficie territoriale, ossia il 33% dei finanziamenti pari a 20,5 milioni di euro?
Cari politici del Gargano, non credendo alla scusante della vostra presunta incapacità e pochezza politica, vi chiediamo di portarci a conoscenza dei termini di questo accordo.
Scrivete a magazinedelgargano@gmail.com
Nota di Michele Eugenio Di Carlo 2° PREMIO INTERNAZIONALE TORRE DI BELLOLUOGO.
Cerimonia di premiazione nella Torre di Belloluogo a Lecce.
La Presidente dell’Associazione Ideale Osservatorio Torre di Belloluogo Prof.ssa Carla De Nunzio legge la motivazione del premio a Teresa Maria Rauzino:
“Per la sua attività letteraria e di ricerca delle tradizioni popolari della Puglia settentrionale, e quale Presidente del Centro Studi “Giuseppe Martella” di Peschici (Fg)”.
Si prosegue con la lettura della lettera inviata dalla Prof.ssa Teresa Maria Rauzino: “Con i soci del Centro Studi "Giuseppe Martella" di Peschici (FG), che ho l’onore di presiedere dal 1977, perseguo un sogno, che spero diventi presto realtà: veder rinascere, e restituita alla pubblica fruibilità, Santa Maria di Càlena, un’antica abbazia che ha segnato la storia del Gargano, segnando la civilizzazione della sua gente all’insegna del motto benedettino "Ora et labora". "Questo impegno per la tutela e valorizzazione del Patrimonio artistico pugliese, continuamente minacciato da tentativi di cementificazione delle aree territoriali circostanti, accomuna nello stesso percorso di lotta civile la mia Associazione all’Osservatorio Ideale "Torre di Belloluogo". Un ideale ponte che collega il Salento al Gargano. A ricevere il Premio, che mi è stato attribuito, vorrei per questo delegare BENIAMINO PIEMONTESE, coordinatore dell’Osservatorio Ideale "Torre di Belloluogo". Un intellettuale originario della mia Terra che vive nella vostra Terra. Una Terra, il Salento che lo ha accolto con amore, contribuendo a fortificare il suo DNA culturale e artistico. Augurando la piena riuscita della manifestazione, La saluto cordialmente, insieme a tutti coloro che domani saranno con Lei. Teresa Maria Rauzino
Il Premio è consegnato nelle mani del delegato, Sig. Beniamino Piemontese, dalla Presidente dell’Associazione Ideale Osservatorio Torre di Belloluogo Prof.ssa Carla De Nunzio.
Torre di Belloluogo – Lecce, 30 maggio 2009
Ritengo questo premio un grande onore per Tersa Maria Rauzino e una grande soddisfazione e gratificazione per la cultura del Gargano e della Capitanata, di cui Teresa si conferma decisa protagonista, anche nel segno di un ideale ponte culturale tra Salento e Gargano.
-Denominazione del trabucco
Montepucci. Veniva chiamato: “La punta d’oro”.
-Collocazione, località della costa su cui è ubicato
Promontorio del Gargano, trabucco Montepucci, Peschici, Foggia, Puglia.
-Toponomastica dei luoghi e cartografia territorio
Cartografia di riferimento: Carta I.G.M. 1:25.000 – Foglio 157 IV SO – Vico del Gargano e Foglio 157 IV NO – Peschici. Carta I.G.M. 1:50.000 – Foglio 384 Vico del Gargano.
– Collegamento del trabucco con le torri costiere, i monumenti o gli ipogei del territorio
Il trabucco, posto dopo la lunga spiaggia di Calenella, apre la sequenza dei trabucchi del Gargano. E’ affiancato dalla Torre di Monte Pucci, a poca distanza sono ubicati un ipogeo paleocristiano; l’abbazia di Kàlena (in agro di Peschici); la Torre del Ponte e il Castello medievale (nel centro storico di Peschici).
-Epoca di costruzione
La comparsa dei trabucchi sul Gargano risale alla fine dell’Ottocento, inizio Novecento. Questo trabucco è documentato dalla seconda metà del Novecento.
-Materiali utilizzati per la sua costruzione
Il trabucco è costituito da pali di legno, fili di ferro, corde, argani, reti e carrucole.
-Tipologia
Il trabucco è la più complessa macchina da pesca, realizzato in legno e costituito da un palo centrale proteso sull’acqua, sul quale si pone a cavalcioni la vedetta che, con lo sguardo sorveglia il passaggio dei banchi di pesce nella rete, segnalandone l’entrata con un grido convenzionale (Vira!).
-Stato di conservazione
Il trabucco di Montepucci è il migliore trabucco del Gargano, per la capacità di pesca e per la costante manutenzione, cui i proprietari lo hanno sempre sottoposto.
-Dimensioni
E’ il trabucco più grande della zona. Gode di una licenza governativa di 530 mq complessivi, di cui 55 sulla costa e per l’impalcatura e 475 per lo specchio d’acqua circostante.
-Destinazione attuale
E’ utilizzato come luogo di pesca e come ristorante.
– La storia del trabucco e dei suoi attuali possessori
Il trabucco di Montepucci è il primo costruito in questa zona; il primo titolare fu Michele Lagroia, che lo lasciò in eredità alla figlia maggiore, che sposò un Fasanella. Da allora è stato tramandato in eredità: gli attuali possessori sono Matteo Fasanella e i suoi fratelli. Qualche anno fa, dopo un maremoto, esso fu spazzato via, ma è stato rimesso in piedi dal titolare e dai suoi collaboratori.
INTERVISTA AL TRABUCCHISTA MATTEO FASANELLA
Il signor Fasanella è titolare di due trabucchi di Peschici, quello storico di Montepucci, che appartiene alla sua famiglia da circa sette generazioni, ed un altro ricostruito affianco per non far perdere questa importante testimonianza di cultura materiale presente solo sul Gargano e sulla costa abruzzese-molisana. «Noi Fasanella – ha affermato – siamo costruttori di trabucchi e trabucchisti e questo antico mestiere viene tramandato di generazione in generazione. Alla morte di mio padre ci siamo tutti quanti messi a lavorare sodo: non abbiamo abbandonato il nostro trabucco, che abbiamo riconvertito in un piccolo ristorante. Abbiamo ricostruito, vicino, un altro nostro trabucco dismesso da tempo».
Matteo Fasanella di trabucchi se ne intende veramente, è lui che ha scritto il primo libro sul tema, spiegando l’importanza di questo strumento di pesca per lo sviluppo del nostro territorio, ma anche per recuperare le tradizioni e la storia del Gargano: «Grazie ai trabucchi – ha affermato – la pesca, che nei tempi passati riguardava solo l’ottimo pesce azzurro, ebbe una diversificazione. Con i trabucchi abbiamo avuto un salto di qualità, portando sulle tavole dei garganici pesci di entità superiore. Oggi, questi strumenti quasi in disuso, ma non dimenticati, stanno rinascendo. Per gestirli è necessaria una manutenzione accurata, ma anche sforzi economici notevoli. Essendo strutture non più redditizie, c’è stato bisogno dell’intervento di enti pubblici per la loro salvaguardia».
– Com’è strutturato un trabucco?
"Ogni cosa è studiata con cura. I vecchi pescatori, dopo aver esplorato per bene i posti adatti alla pesca, e soprattutto dopo aver studiato il passaggio dei pesci, pensarono bene di mettere su una piccola costruzione di legno di pino, e pali di quercia, ricavate da costruzioni abbattute, utilizzando anche sacchi o corde. Il tutto per mettere in piedi quattro piloni, tre dei quali dovevano restare rialzati di circa un metro e mezzo dall’acqua ed uno invece completamente immerso. I piloni dovevano sorreggere una rete che veniva immersa nel fondo. Al centro della rete veniva posta un’esca vera o posticcia e sulla parte alta del trabucco rimaneva un pescatore a sorvegliare. Non appena intravedeva il passaggio del pesce, faceva un segno ai suoi compagni che tiravano su il quarto pilone che rialzava la rete. Naturalmente con questa pesca non veniva meno il principio fondamentale, e cioè l’attesa, questa poteva durare cinque minuti o cinque ore, nulla accelera il corso della natura. Un tempo i trabucchi di Vieste aspettavano notizie dal trabucco di Montepucci. Però quando la situazione si rovesciava, aspettavamo noi notizie dall’altra parte.
Con il passare del tempo, il trabucco ha visto cambiare i suoi materiali, dal sacco alle reti, dalle corde al nylon, ma l’evoluzione di questi antichi strumenti non è andata oltre, tutte le operazioni di pesca vengono ancora effettuate manualmente.
– Ci sono giornate in cui è vietato pescare?
Ricordo che il giorno di san Matteo mio padre diceva sempre: “Non andate a pescare: è punto di stella”. Qualche anno fa, durante le riprese della trasmissione "Linea verde", era un giorno di festa, il mare era brutto, non era proprio il caso di pescare. Mi hanno chiesto di farlo solo per un minuto, come dimostrazione. I miei fratelli non volevano, io ho ceduto, ci tenevo… Mio fratello era su un’antenna. Si è spezzata a causa di un’ondata. Poteva succedere una tragedia. I pali li abbiamo poi aggiustati noi. Abbiamo smontato i pezzi e, in un paio di giorni, abbiamo rimontato il trabucco.
– Quanti trabucchi funzionano sul Gargano?
In tutto saranno una quindicina. Cinque a Peschici: i due nostri, quelli di san Nicola e della baia di Manaccora. Anche a Vieste, in qualche modo, li hanno tenuti in piedi o li stanno ricostruendo.
– Qual è il suo programma per questa estate? Fare pesca dimostrativa?
Anche, perché no?
Sant’Elia al trabucco di Montepucci (dal racconto di Matteo Fasanella)
L’estate era finita. Era un giorno di settembre, e cominciava a sentirsi nell’aria il fresco avvicinarsi dell’autunno. I pescatori del trabucco di Monte Pucci pescavano dall’alba al tramonto. La pesca, quel giorno era stata nulla: erano le quattro del pomeriggio e non avevano ancora preso un pesce. Ad un tratto arrivò un frate con la barba lunga ed un bastone fra le mani, col quale si aiutava a scendere. «Salve!» – disse tutto gentile. «Salute!» risposero i pescatori che fra loro dicevano: «Ci mancava anche il monaco adesso, non basta la scalogna di oggi». «Preso niente?» chiese il frate; «Neanche una carogna!» rispose il pescatore più anziano. Il frate si guardò intorno, guardò il mare fissandolo come se volesse parlargli, poi tutto d’un tratto disse: «Non preoccupatevi, vedrete che prenderete tanto di quel pesce da non sapere più dove metterlo». Sorridendo salutò i pescatori e pian piano si avviò. «Andiamo via! tiriamo su la rete e andiamo a casa» disse uno dei pescatori, «Ci voleva pure il prete a portarci scalogna».
Uno dei pescatori s’avviò verso la casetta per prendere un po’ di pane; ad un certo punto chiamò gli altri, aveva un santino in mano; «Matteo, Antonio, guardate! Non vi sembra la fotografia del frate che è venuto qui adesso?». Tutti meravigliati guardarono l’immaginetta di Sant’Elia: era lui, era identico, non c’era dubbio. In quel frattempo, mentre cercavano di individuare, con gli occhi sul sentiero, il frate che s’allontanava, la vedetta con un grido concitato urlò: «Veir, forza! C’è la rete piena di pesci!» così uniti dallo stesso spirito cominciarono a girare gli argani. La rete venne su colma di pesci. Scesero tutti sul palchetto «Dio mio, quanti pesci» gridò un pescatore!
Un attimo: tutti ebbero la stessa idea, si voltarono a guardare se ci fosse ancora il monaco.
«Eccolo là!» gridò Matteo. Ma il frate, con un gesto del braccio, salutò tutti e sparì nel nulla .
TERESA MARIA RAUZINO
Un interessante incontro si terrà lunedì 1 giugno alle ore 16.30, nella sede dell’Associazione Io Sono Garganico, dove si riuniranno tutte le agenzie, le cooperative, le associazioni che organizzano escursioni turistiche nel Gargano, attività di supporto al Turismo ed escursioni di vario tipo: dai percorsi in bici al trekking, dalle passeggiate in gruppo agli itinerari gastronomici, dalle escursioni marittime alle visite culturali guidate.
L’appuntamento nasce dal desiderio di mettere in contatto tutti coloro che si occupano di promuovere il territorio garganico, con l’obiettivo di creare un “cartello”, che sarà distribuito in tutte le strutture turistiche del Gargano, nel quale verranno riportate varie informazioni sul tipo di attività e i contatti di tutte le organizzazioni che si prestano a questi servizi per il turista.
Questo incontro potrà essere un’occasione per riunire le organizzazioni garganiche che operano in questo settore e coordinare attività comuni per il turismo.
Quale miglior modo per conoscersi e collaborare insieme per promuovere il nostro territorio?! L’invito è rivolto a coloro che organizzano escursioni nel Gargano: vi aspettiamo numerosi.
Associazione Io Sono Garganico
Per info: 0884 993048 | info@garganonews.it