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LA RISPOSTA DI GATTA A “GARGANO SCIPPATO”

In data 2 giugno abbiamo pubblicato: “CAPITANATA 2020 NON E’ IL PIANO STRATEGICO PER LO SPERONE”, presentandolo con le stesse parole indicate dall’estensore Antonio Basile. E cioè: “E’ ufficiale: Promontorio scippato dei Fondi Europei per lo Sviluppo di Area Vasta. Non credendo alla scusante della presunta incapacità e pochezza politica, chiediamo ai politici del Gargano di portarci a conoscenza dei termini di questo accordo”.

Non l’abbiamo postato per piaggeria o semplice gusto di fare i presenzialisti (della serie: ci siamo anche noi) o peggio gli autoreferenziali, ma per il motivo opposto: abbiamo creduto e condiviso quel testo, consapevoli di quanto possa avvenire in certe stanze e della “superficialità” che a volte contraddistingue “chi ci vuole bene” (mettiamola così), e per conoscere quanto nessuno dei nostri informatori deporrebbe mai in un tribunale e pertanto non citiamo, anche per concedere sempre il beneficio d’inventario a ciò che arriva sui nostri tavoli redazionali e per il famoso principio della presunzione d’innocenza almeno fino all’esaurimento del terzo grado giudiziale. (Dicono a Bari: “Acc’ditë l’ vicchië… ché sap’në l’ fattë”.) Piaccia o non piaccia, è sempre stato così e sempre sarà così, nessuno ce ne voglia.

Oggi, 5 giugno, il presidente dell’Ente Parco del Gargano risponde a quell’articolo, ovviamente – e non potrebbe essere altrimenti, ognuno fa il suo mestiere – contestandolo in ciascuno dei suoi passaggi. Subito sono scattati i primi commenti negli spazi all’uopo dedicati. Alcuni ci hanno indispettito, per aver immediatamente assunto posizioni lewinskiane e lasciato “solo” l’estensore della “denuncia”, quasi dissociandosene spocchiosamente (e poi si ciancia di “associazionismo garganico” e balle, alla luce dei fatti, di questo genere); altri hanno espresso qualche domanda che condividiamo in toto, la cui scontata risposta trova conferma nei “suggerimenti” giunti direttamente da esponenti politici a livello regionale.

Non intendiamo entrare più di tanto nel merito della questione, ma restiamo all’erta per capire – i prossimi passi e le prossime notizie ce lo diranno – da che parte si trovi la “ragione” e adottare le indispensabili contromisure. C’è sempre tempo per far ricredere chiunque sugli errori che sta commettendo, anche “incatenandosi” o come qualcuno ha scritto… “incalenandosi” a qualche antica muraglia.

E adesso la risposta del presidente del Parco, che ancora una volta esalta (ma questa è solo la nostra personale visione di “osservatori” della società) il gap fra potere legale e potere reale. Chi la spunterà? Buona lettura. (Piero Giannini)

“In risposta all’articolo pubblicato il 2 giugno apparso su alcune testate giornalistiche in ordine alla supposta marginalità delle posizioni garganiche rispetto all’impianto complessivo del Piano Strategico ed alle dotazioni finanziarie riconosciute sul piano stralcio, nonché in risposta all’esortazione di chiarire i termini dell’accordo stralcio, mi sento necessariamente chiamato in causa essendo l’unico componente della Cabina di Regia che interviene in rappresentanza dei 15 comuni che hanno aderito al raggruppamento garganico (tre comuni sono confluiti ab origine nel raggruppamento Alto Tavoliere).

“Preciso, per correttezza verso i lettori, che il polemico riferimento che l’articolista rivolge alla classe politica garganica ed al ‘silenzio assordante’ rispetto ai temi della pianificazione strategica, è ingiusto ed ingiustificato per due ordini di motivi: la comunicazione sui temi della pianificazione strategica è prerogativa del Laboratorio di Pianificazione Strategica di Foggia, che peraltro ha ben operato in questi mesi pubblicando sistematicamente sulle diverse testate regionali e sul sito istituzionale i complessi passaggi che hanno contraddistinto questa fase della pianificazione; la relazione finale di questa fase e le relative deliberazioni adottate dalla cabina di regia, sono pubblicate sul sito istituzionale, e pertanto, visionabili da chiunque ne abbia interesse.

“Certo, ben si sarebbe potuto, soprattutto in questo periodo pre-elettorale, vendere gli apprezzabilissimi risultati ottenuti sia sul piano del confronto politico con gli altri partner presenti in cabina di regia, che sul piano del confronto squisitamente tecnico, anche ripensando alla pesante eredità lasciata dal periodo di commissariamento del Parco. Ma non sarebbe stato onesto nei confronti dei cittadini, spacciare per acquisiti i risultati dell’attuale impianto stralcio, speculando sull’impatto mediatico che avrebbe potuto sortire in periodo di campagna elettorale, che mal si concilia con la Buona Politica che siamo abituati a svolgere.

“Non è sfuggito, infatti, all’articolista che la struttura dell’Accordo stralcio rappresenta allo stato attuale una mera proposta rassegnata agli Organi regionali che, alla luce del diverso stanziamento attribuito e della nuova impostazione metodologica varata dalla Giunta regionale per la predisposizione della gerarchia delle priorità tra gli interventi da inserire nell’accordo stralcio, sarà suscettibile di sicuri emendamenti e di una complessiva riorganizzazione degli interventi finanziabili. Sull’argomento la classe politica del Gargano ha inteso, al contrario di altri, operare con sobrietà, anteponendo alla politica della propaganda quella dei risultati concreti della propria azione politica, preferendo portare all’attenzione dell’opinione pubblica risultati certi e verificabili, e non aspettative presunte e confutabili.

“Fatta questa premessa indispensabile a chiarire il contesto che ci vede e ci vedrà fino ad ottobre p.v. impegnati a definire l’Accordo di Programma Stralcio con la Regione Puglia, mi vedo ob torto collo costretto a puntualizzare alcune evidenti inesattezze che l’articolo riporta sia nel titolo, fuorviante, che nella sostanza delle intese e degli interventi proposti ad appannaggio del territorio garganico, essendo ben maggiori ai 5 milioni di euro le risorse “virtualmente” assegnate al territorio che mi pregio di rappresentare.

“Prima di ogni cosa giova precisare che l’Ente che rappresento, con l’assistenza del Local Lab Gargano, incardinato presso il GAL Gargano, si è fatto carico di un’intensa attività di ricognizione, aggiornamento e riorganizzazione del parco progetti a suo tempo proposto; ciò ha permesso di orientare la propria azione politica, con il consenso di tutte le istituzioni pubbliche chiamate periodicamente in Conferenza a condividere le posizioni da me sostenute in Cabina di Regia, ad individuare 6 aree tematiche su cui articolare la strategia di sviluppo del comprensorio, e rispetto alle quali sono stati individuati gli interventi proposti nell’Accordo Stralcio, precisamente:
Accessibilità territoriale, Ambiente e spazio rurale, Centri Storici, Sistema lagunare, Attrattori culturali sulla via Sacra Langobardorum, Sistema costiero.
All’interno dei 6 tematismi individuati è stata articolata una strategia che ha portato alla identificazione di 75 proposte progettuali (escluse quelle sulla viabilità, che pur interessando il Gargano sono nella competenza della Provincia di Foggia, tutte comunque inserite nell’attuale impalcatura del parco progetti complessivo); tra queste, 4 proposte sono state inserite nell’ipotesi formulata di Accordo Stralcio, valorizzando 10 Meuro su un totale presunto di 50 Meuro, precisamente:
Difesa delle coste (5 Meuro), potenziamento rete antincendio (1,5 Meuro), infrastrutture a sostegno della flotta peschereccia –sistema lagunare (2,5 Meuro), rivitalizzazione dei centri storici – Azione Pilota integrata comuni Gargano – Alto Tavoliere (2 Meuro)

Ulteriori 2,5 Meuro genereranno ricadute territoriali in virtù dell’inserimento dell’intervento: “Porto Alti Fondali Manfredonia – Monte Sant’Angelo”.
Ulteriori 13 Meuro sono previsti per la realizzazione di interventi a ricaduta generale sull’intera Area Vasta (rete delle Biblioteche e dei Musei, Fruizione dell’archeologia e del patrimonio connesso, copertura WI MAX sull’intero territorio), prevedendo in via presuntiva una ricaduta territoriale non inferiore a 3 Meuro.
Infine, un ulteriore stanziamento a riserva di 1 Meuro è previsto per il completamento del centro di prima accoglienza ubicato in San Giovanni Rotondo.

“Quanto qui rappresentato costituisce il risultato (provvisorio) dell’accordo istituzionale, al quale hanno aderito le rappresentanze socioeconomiche presenti in cabina di regia. E’ di tutta evidenza una situazione ben diversa da quella rappresentata nel succitato articolo, che fa bene a spronare la politica ad un presidio sempre più attento ad assicurare ricadute generali territoriali consone all’importanza che riveste il Gargano nell’economia territoriale, ma che, per correttezza di informazione, avrebbe dovuto dare atto dei pregevoli risultati, ancorché provvisori e suscettibili di quelle modificazioni sopra accennate, che la rappresentanza istituzionale garganica ha fin qui previsto per il territorio in una logica di totale integrazione con gli obiettivi generali della pianificazione strategica di Area Vasta ‘Capitanata 2020’.

“Argomentare su un tema di così grande rilevanza, basando le proprie considerazioni su falsi presupposti e generando nel lettore il convincimento della presunta inefficienza della classe politica del Gargano non solo costituisce cattiva informazione, non solo impoverisce la portata dello sforzo fin qui profuso da tutte le parti coinvolte nel processo, ma rischia di compromettere la fiducia sull’efficacia degli impatti positivi che uno strumento così complesso è in grado di generare sia a livello di intera Area Vasta che comprensoriale.

“Per chiudere, certo di aver sgombrato ogni equivoco sulle effettive risultanze parziali e provvisorie del piano strategico ‘Capitanata 2020’, rivolgo il più sentito invito ad una comunicazione orientata al rispetto della Verità, quale condizione di partenza per affrontare con la necessaria serenità le sfide a cui la pianificazione strategica ci chiama in un momento storico così delicato per la nostra economia, contribuendo a rafforzare, piuttosto che ad indebolire, la fiducia verso le istituzioni che rappresentano il territorio, almeno fino a quando non saranno certi e verificabili errori ed omissioni di cui oggi veniamo ingiustamente accusati.

“Operiamo tutti nell’interesse generale e perciò siamo tutti obbligati ad atteggiamenti scevri da pregiudizi, di qualunque natura essi siano, soprattutto quando generano il sospetto in chi legge che le argomentazioni portate alla ribalta della cronaca, in quanto del tutto infondate, siano il frutto di mirate iniziative di delegittimazione politica.

“Cordiali saluti.

“Il Presidente del Parco Nazionale del Gargano
Avv. Giacomo Diego Gatta”

Nei commenti i "Pensieri e riflessioni sulle strategie di Area Vasta" di Gaetano Berthoud

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Discussione

4 pensieri su “LA RISPOSTA DI GATTA A “GARGANO SCIPPATO”

  1. Quando si dice Garganico
    Pensieri e riflessioni sulle strategie di Area Vasta
    articolo di Gaetano Berthoud – 05/06/2009 16:34

    Area Vasta, Capitanata 2020… ma che saranno mai queste sigle, cosa significa per qualsiasi cittadino Garganico il “Patto Strategico” che da più tempo spazia nei comunicati e nelle sedi preposte. Sono le domande che tanti comuni mortali si saranno posti, dove poi, non comprendendone l’importanza, si è lasciato al caso, alle istituzioni nominate, agli attori principali.

    Oggi troviamo una risposta al comunicato di Antonio Basile “Gargano ancora una volta scippato….” apparso sul web e su L’Attacco, da parte del Presidente dell’Ente Parco Nazionale Giandiego Gatta, che spiega e fa luce su alcuni punti, soprattutto precisa la posizione del Presidente, sentendosi particolarmente chiamato in causa dal momento che la sua carica rientra tra gli attori principali della cabina di regia.

    Bene vorrei solo dire al Presidente, sempre che io abbia ben interpretato le parole di Basile, che non si tratta di un attacco, o addirittura di un attacco personale, ma la sintesi delle varie discussioni tra noi associazioni sul tema Area Vasta.

    Quel che è emerso è stata la mancanza di un’intera classe politica Garganica intorno alla discussione e pianificazione di Area Vasta, una responsabilità che investiva tutti i comuni, quindi certamente non può e non deve essere considerata come una responsabilità da far ricadere su un singolo, anche perchè da soli ormai, non si va da nessuna parte, quindi comprendo anche la sua posizione, di prevedibile solitudine.

    Del resto sono fatti certi di comuni che si sono ritrovati a “riempire” schede negli ultimi giorni dei termini di presentazione, fatti certi di istituzioni locali che senza conoscere la classificazione delle priorità, han tirato fuori schede a volte improponibili proprio perchè evidentemente non hanno ben studiato la materia e il percorso da seguire.

    Apprezzo la sensibilità del Presidente, ed il senso di responsabilità in difesa di un’intera classe politica del Gargano, quindi anche se ha fatto evidentemente il possibile per sensibilizzare gli amministratori locali, il risultato è stato quello che è stato.

    Sempre che abbia ben interpretato le parole di Basile, che credo siano condivise da tutte le associazioni, qui non si sta a criticare ma a sensibilizzare chi non è attento, non si sta ad architettare attacchi ad hoc a questo o a quel politico ma a chiedere vivamente di reagire a questo “silenzio degli innocenti” quali i tanti comuni sommersi dai loro problemi locali, dimenticando le tante cause comuni da difendere.

    Parlo per Io Sono Garganico, ma credo siano d’accordo moltissime altre associazioni, che quel che vuol essere il nostro contributo è di sensibilizzare alcune mancanze e non di sostituirci a qualcosa, la nostra è un’opera sociale che vuol tener conto dei nostri figli e delle nuove generazioni che erediteranno questo territorio, quindi si chiede esclusivamente più quadratura intorno ad alcuni temi, si chiede che tutti facciano il loro dovere, si sensibilizza perchè nascano sempre più “tavoli di discussione”, condivisi dalle parti politiche a quelle sociali, quello che si chiede e di lasciare definitivamente indietro le politiche approssimative sui temi generali del Gargano, a volte campanilistiche tra comuni.

    Si chiede alla politica Garganica di “sentire” come il territorio stia reagendo e “crescendo” sotto quella bandiera chiamata Gargano. Diversamente chi li affronta i problemi Garganici? Tutti il Parco o la Provincia? No, non si può fare, il messaggio delle tante associazioni che si incontrano e si confrontano ognuno da portavoce della propria località e realtà è chiaro. Così chiediamo che anche la politica Garganica si avvii verso questioni condivise, verso aperture alle tante realtà ed eccellenze sociali che vogliono davvero il bene del territorio e non vogliono più sentirsi soli nelle loro battaglie, come anche ai politici accade.

    Al Consiglio finale su Area Vasta c’erano presenti solo 3 politici Garganici, all’importante incontro sull’avvio degli STL solo 2 assessori, ecco signori, se poi anche dagli STL il Gargano resterà ai margini non diamo colpe a presidenti e assessori centrali. Non ci si può aspettare che un peso di 10 quintali sia portato sulle spalle di un singolo, tanto più non regge più che le colpe sono sempre delle alte istituzioni.

    Chiediamoci innanzitutto cosa possiamo fare noi per il Gargano, cerchiamo tutti di essere più propositivi e concreti, smettiamola di essere polemici e lamentosi, antagonisti e litigiosi.

    Cominciamo a pensare che essere Garganici non significhi essere di destra o di sinistra, essere Garganici è un sentimento per la nostra terra, da non confondere con la politica.

    Auspico ad un incontro tra tutte le parti sociali e politiche, magari senza giacche nè cravatte, portando invece solo un po’ di cuore. Mi auguro che il Presidente Gatta condivida.

    Pubblicato da festival | giugno 5, 2009, 4:19 pm
  2. Quando si dice Garganico
    Pensieri e riflessioni sulle strategie di Area Vasta
    articolo di Gaetano Berthoud – 05/06/2009 16:34

    Area Vasta, Capitanata 2020… ma che saranno mai queste sigle, cosa significa per qualsiasi cittadino Garganico il “Patto Strategico” che da più tempo spazia nei comunicati e nelle sedi preposte. Sono le domande che tanti comuni mortali si saranno posti, dove poi, non comprendendone l’importanza, si è lasciato al caso, alle istituzioni nominate, agli attori principali.

    Oggi troviamo una risposta al comunicato di Antonio Basile “Gargano ancora una volta scippato….” apparso sul web e su L’Attacco, da parte del Presidente dell’Ente Parco Nazionale Giandiego Gatta, che spiega e fa luce su alcuni punti, soprattutto precisa la posizione del Presidente, sentendosi particolarmente chiamato in causa dal momento che la sua carica rientra tra gli attori principali della cabina di regia.

    Bene vorrei solo dire al Presidente, sempre che io abbia ben interpretato le parole di Basile, che non si tratta di un attacco, o addirittura di un attacco personale, ma la sintesi delle varie discussioni tra noi associazioni sul tema Area Vasta.

    Quel che è emerso è stata la mancanza di un’intera classe politica Garganica intorno alla discussione e pianificazione di Area Vasta, una responsabilità che investiva tutti i comuni, quindi certamente non può e non deve essere considerata come una responsabilità da far ricadere su un singolo, anche perchè da soli ormai, non si va da nessuna parte, quindi comprendo anche la sua posizione, di prevedibile solitudine.

    Del resto sono fatti certi di comuni che si sono ritrovati a “riempire” schede negli ultimi giorni dei termini di presentazione, fatti certi di istituzioni locali che senza conoscere la classificazione delle priorità, han tirato fuori schede a volte improponibili proprio perchè evidentemente non hanno ben studiato la materia e il percorso da seguire.

    Apprezzo la sensibilità del Presidente, ed il senso di responsabilità in difesa di un’intera classe politica del Gargano, quindi anche se ha fatto evidentemente il possibile per sensibilizzare gli amministratori locali, il risultato è stato quello che è stato.

    Sempre che abbia ben interpretato le parole di Basile, che credo siano condivise da tutte le associazioni, qui non si sta a criticare ma a sensibilizzare chi non è attento, non si sta ad architettare attacchi ad hoc a questo o a quel politico ma a chiedere vivamente di reagire a questo “silenzio degli innocenti” quali i tanti comuni sommersi dai loro problemi locali, dimenticando le tante cause comuni da difendere.

    Parlo per Io Sono Garganico, ma credo siano d’accordo moltissime altre associazioni, che quel che vuol essere il nostro contributo è di sensibilizzare alcune mancanze e non di sostituirci a qualcosa, la nostra è un’opera sociale che vuol tener conto dei nostri figli e delle nuove generazioni che erediteranno questo territorio, quindi si chiede esclusivamente più quadratura intorno ad alcuni temi, si chiede che tutti facciano il loro dovere, si sensibilizza perchè nascano sempre più “tavoli di discussione”, condivisi dalle parti politiche a quelle sociali, quello che si chiede e di lasciare definitivamente indietro le politiche approssimative sui temi generali del Gargano, a volte campanilistiche tra comuni.

    Si chiede alla politica Garganica di “sentire” come il territorio stia reagendo e “crescendo” sotto quella bandiera chiamata Gargano. Diversamente chi li affronta i problemi Garganici? Tutti il Parco o la Provincia? No, non si può fare, il messaggio delle tante associazioni che si incontrano e si confrontano ognuno da portavoce della propria località e realtà è chiaro. Così chiediamo che anche la politica Garganica si avvii verso questioni condivise, verso aperture alle tante realtà ed eccellenze sociali che vogliono davvero il bene del territorio e non vogliono più sentirsi soli nelle loro battaglie, come anche ai politici accade.

    Al Consiglio finale su Area Vasta c’erano presenti solo 3 politici Garganici, all’importante incontro sull’avvio degli STL solo 2 assessori, ecco signori, se poi anche dagli STL il Gargano resterà ai margini non diamo colpe a presidenti e assessori centrali. Non ci si può aspettare che un peso di 10 quintali sia portato sulle spalle di un singolo, tanto più non regge più che le colpe sono sempre delle alte istituzioni.

    Chiediamoci innanzitutto cosa possiamo fare noi per il Gargano, cerchiamo tutti di essere più propositivi e concreti, smettiamola di essere polemici e lamentosi, antagonisti e litigiosi.

    Cominciamo a pensare che essere Garganici non significhi essere di destra o di sinistra, essere Garganici è un sentimento per la nostra terra, da non confondere con la politica.

    Auspico ad un incontro tra tutte le parti sociali e politiche, magari senza giacche nè cravatte, portando invece solo un po’ di cuore. Mi auguro che il Presidente Gatta condivida.

    Pubblicato da festival | giugno 5, 2009, 4:19 pm
  3. Quando si dice Garganico
    Pensieri e riflessioni sulle strategie di Area Vasta
    articolo di Gaetano Berthoud – 05/06/2009 16:34

    Area Vasta, Capitanata 2020… ma che saranno mai queste sigle, cosa significa per qualsiasi cittadino Garganico il “Patto Strategico” che da più tempo spazia nei comunicati e nelle sedi preposte. Sono le domande che tanti comuni mortali si saranno posti, dove poi, non comprendendone l’importanza, si è lasciato al caso, alle istituzioni nominate, agli attori principali.

    Oggi troviamo una risposta al comunicato di Antonio Basile “Gargano ancora una volta scippato….” apparso sul web e su L’Attacco, da parte del Presidente dell’Ente Parco Nazionale Giandiego Gatta, che spiega e fa luce su alcuni punti, soprattutto precisa la posizione del Presidente, sentendosi particolarmente chiamato in causa dal momento che la sua carica rientra tra gli attori principali della cabina di regia.

    Bene vorrei solo dire al Presidente, sempre che io abbia ben interpretato le parole di Basile, che non si tratta di un attacco, o addirittura di un attacco personale, ma la sintesi delle varie discussioni tra noi associazioni sul tema Area Vasta.

    Quel che è emerso è stata la mancanza di un’intera classe politica Garganica intorno alla discussione e pianificazione di Area Vasta, una responsabilità che investiva tutti i comuni, quindi certamente non può e non deve essere considerata come una responsabilità da far ricadere su un singolo, anche perchè da soli ormai, non si va da nessuna parte, quindi comprendo anche la sua posizione, di prevedibile solitudine.

    Del resto sono fatti certi di comuni che si sono ritrovati a “riempire” schede negli ultimi giorni dei termini di presentazione, fatti certi di istituzioni locali che senza conoscere la classificazione delle priorità, han tirato fuori schede a volte improponibili proprio perchè evidentemente non hanno ben studiato la materia e il percorso da seguire.

    Apprezzo la sensibilità del Presidente, ed il senso di responsabilità in difesa di un’intera classe politica del Gargano, quindi anche se ha fatto evidentemente il possibile per sensibilizzare gli amministratori locali, il risultato è stato quello che è stato.

    Sempre che abbia ben interpretato le parole di Basile, che credo siano condivise da tutte le associazioni, qui non si sta a criticare ma a sensibilizzare chi non è attento, non si sta ad architettare attacchi ad hoc a questo o a quel politico ma a chiedere vivamente di reagire a questo “silenzio degli innocenti” quali i tanti comuni sommersi dai loro problemi locali, dimenticando le tante cause comuni da difendere.

    Parlo per Io Sono Garganico, ma credo siano d’accordo moltissime altre associazioni, che quel che vuol essere il nostro contributo è di sensibilizzare alcune mancanze e non di sostituirci a qualcosa, la nostra è un’opera sociale che vuol tener conto dei nostri figli e delle nuove generazioni che erediteranno questo territorio, quindi si chiede esclusivamente più quadratura intorno ad alcuni temi, si chiede che tutti facciano il loro dovere, si sensibilizza perchè nascano sempre più “tavoli di discussione”, condivisi dalle parti politiche a quelle sociali, quello che si chiede e di lasciare definitivamente indietro le politiche approssimative sui temi generali del Gargano, a volte campanilistiche tra comuni.

    Si chiede alla politica Garganica di “sentire” come il territorio stia reagendo e “crescendo” sotto quella bandiera chiamata Gargano. Diversamente chi li affronta i problemi Garganici? Tutti il Parco o la Provincia? No, non si può fare, il messaggio delle tante associazioni che si incontrano e si confrontano ognuno da portavoce della propria località e realtà è chiaro. Così chiediamo che anche la politica Garganica si avvii verso questioni condivise, verso aperture alle tante realtà ed eccellenze sociali che vogliono davvero il bene del territorio e non vogliono più sentirsi soli nelle loro battaglie, come anche ai politici accade.

    Al Consiglio finale su Area Vasta c’erano presenti solo 3 politici Garganici, all’importante incontro sull’avvio degli STL solo 2 assessori, ecco signori, se poi anche dagli STL il Gargano resterà ai margini non diamo colpe a presidenti e assessori centrali. Non ci si può aspettare che un peso di 10 quintali sia portato sulle spalle di un singolo, tanto più non regge più che le colpe sono sempre delle alte istituzioni.

    Chiediamoci innanzitutto cosa possiamo fare noi per il Gargano, cerchiamo tutti di essere più propositivi e concreti, smettiamola di essere polemici e lamentosi, antagonisti e litigiosi.

    Cominciamo a pensare che essere Garganici non significhi essere di destra o di sinistra, essere Garganici è un sentimento per la nostra terra, da non confondere con la politica.

    Auspico ad un incontro tra tutte le parti sociali e politiche, magari senza giacche nè cravatte, portando invece solo un po’ di cuore. Mi auguro che il Presidente Gatta condivida.

    Pubblicato da festival | giugno 5, 2009, 4:19 pm
  4. Quando si dice Garganico
    Pensieri e riflessioni sulle strategie di Area Vasta
    articolo di Gaetano Berthoud – 05/06/2009 16:34

    Area Vasta, Capitanata 2020… ma che saranno mai queste sigle, cosa significa per qualsiasi cittadino Garganico il “Patto Strategico” che da più tempo spazia nei comunicati e nelle sedi preposte. Sono le domande che tanti comuni mortali si saranno posti, dove poi, non comprendendone l’importanza, si è lasciato al caso, alle istituzioni nominate, agli attori principali.

    Oggi troviamo una risposta al comunicato di Antonio Basile “Gargano ancora una volta scippato….” apparso sul web e su L’Attacco, da parte del Presidente dell’Ente Parco Nazionale Giandiego Gatta, che spiega e fa luce su alcuni punti, soprattutto precisa la posizione del Presidente, sentendosi particolarmente chiamato in causa dal momento che la sua carica rientra tra gli attori principali della cabina di regia.

    Bene vorrei solo dire al Presidente, sempre che io abbia ben interpretato le parole di Basile, che non si tratta di un attacco, o addirittura di un attacco personale, ma la sintesi delle varie discussioni tra noi associazioni sul tema Area Vasta.

    Quel che è emerso è stata la mancanza di un’intera classe politica Garganica intorno alla discussione e pianificazione di Area Vasta, una responsabilità che investiva tutti i comuni, quindi certamente non può e non deve essere considerata come una responsabilità da far ricadere su un singolo, anche perchè da soli ormai, non si va da nessuna parte, quindi comprendo anche la sua posizione, di prevedibile solitudine.

    Del resto sono fatti certi di comuni che si sono ritrovati a “riempire” schede negli ultimi giorni dei termini di presentazione, fatti certi di istituzioni locali che senza conoscere la classificazione delle priorità, han tirato fuori schede a volte improponibili proprio perchè evidentemente non hanno ben studiato la materia e il percorso da seguire.

    Apprezzo la sensibilità del Presidente, ed il senso di responsabilità in difesa di un’intera classe politica del Gargano, quindi anche se ha fatto evidentemente il possibile per sensibilizzare gli amministratori locali, il risultato è stato quello che è stato.

    Sempre che abbia ben interpretato le parole di Basile, che credo siano condivise da tutte le associazioni, qui non si sta a criticare ma a sensibilizzare chi non è attento, non si sta ad architettare attacchi ad hoc a questo o a quel politico ma a chiedere vivamente di reagire a questo “silenzio degli innocenti” quali i tanti comuni sommersi dai loro problemi locali, dimenticando le tante cause comuni da difendere.

    Parlo per Io Sono Garganico, ma credo siano d’accordo moltissime altre associazioni, che quel che vuol essere il nostro contributo è di sensibilizzare alcune mancanze e non di sostituirci a qualcosa, la nostra è un’opera sociale che vuol tener conto dei nostri figli e delle nuove generazioni che erediteranno questo territorio, quindi si chiede esclusivamente più quadratura intorno ad alcuni temi, si chiede che tutti facciano il loro dovere, si sensibilizza perchè nascano sempre più “tavoli di discussione”, condivisi dalle parti politiche a quelle sociali, quello che si chiede e di lasciare definitivamente indietro le politiche approssimative sui temi generali del Gargano, a volte campanilistiche tra comuni.

    Si chiede alla politica Garganica di “sentire” come il territorio stia reagendo e “crescendo” sotto quella bandiera chiamata Gargano. Diversamente chi li affronta i problemi Garganici? Tutti il Parco o la Provincia? No, non si può fare, il messaggio delle tante associazioni che si incontrano e si confrontano ognuno da portavoce della propria località e realtà è chiaro. Così chiediamo che anche la politica Garganica si avvii verso questioni condivise, verso aperture alle tante realtà ed eccellenze sociali che vogliono davvero il bene del territorio e non vogliono più sentirsi soli nelle loro battaglie, come anche ai politici accade.

    Al Consiglio finale su Area Vasta c’erano presenti solo 3 politici Garganici, all’importante incontro sull’avvio degli STL solo 2 assessori, ecco signori, se poi anche dagli STL il Gargano resterà ai margini non diamo colpe a presidenti e assessori centrali. Non ci si può aspettare che un peso di 10 quintali sia portato sulle spalle di un singolo, tanto più non regge più che le colpe sono sempre delle alte istituzioni.

    Chiediamoci innanzitutto cosa possiamo fare noi per il Gargano, cerchiamo tutti di essere più propositivi e concreti, smettiamola di essere polemici e lamentosi, antagonisti e litigiosi.

    Cominciamo a pensare che essere Garganici non significhi essere di destra o di sinistra, essere Garganici è un sentimento per la nostra terra, da non confondere con la politica.

    Auspico ad un incontro tra tutte le parti sociali e politiche, magari senza giacche nè cravatte, portando invece solo un po’ di cuore. Mi auguro che il Presidente Gatta condivida.

    Pubblicato da festival | giugno 5, 2009, 4:19 pm

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