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Antonio Basile (Ufficiale)

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Se la poesia della lingua materna diventa una battaglia politica

Pubblico questo articolo per chiarire come la penso.
Per il dialetto penso che non debba più essere un tabù nelle scuole. Non sono per l’abbandono dell’italiano a favore del dialetto, ma mi piacerebbe che nessun ragazzo venga più ripreso per essersi espresso in dialetto.
Per le tradizioni ritengo che sia opportuno che un insegnante conosca e diffonda le tradizioni del luogo in cui insegna.

Se la poesia della lingua materna diventa una battaglia politica

È apparso a tutti evidente che la polemica sul dialetto di queste ultime settimane non è dettata da questioni meramente linguistiche o culturali, ma da interessi politici contingenti e dal revisionismo storico nei confronti del Risorgimento. Tuttavia ritengo un grave errore sottovalutare l’ argomento o rubricarlo in un contesto di residuale arretratezza culturale. Pratico da sempre il dialetto della mia terra, ancora oggi per molti italiani è il vero "parlar materno": in gran parte del paeseè espressione identitaria e di appartenenza a un gruppo. I dialetti d’ Italia rappresentano un patrimonio di diversità di straordinario valore, non solo perché hanno mantenuto feconda la produzione poetica dei territori, ma perché, attraverso un complesso rapporto, hanno svolto, svolgono e svolgeranno un compito di arricchimento della lingua italiana. Proprio queste considerazioni impongono, per rendere il dialogo utile, di porre alcune discriminanti: l’ opportunità e non l’ obbligatorietà dello studio; il confronto e lo scambio come metodo per valorizzare l’ aspetto identitario; il privilegiare il fertile terreno dell’ oralità rispetto a rigide codificazioni. Sul primo punto penso che l’ obbligatorietà dello studio del dialetto rappresenti un metodo autoritario e controproducente nei risultati, riproponendo in senso contrario l’ imposizione dell’ italiano come lingua unificatrice. In fondo, se ci pensiamo, la diffusione dell’ italiano a livello di massa è avvenuta in gran parte con metodi impositivi: con la legge sull’ istruzione obbligatoria, con la leva militare obbligatoria dopo l’ Unità d’ Italia, con la prima grande guerra di massa (1915-‘ 18), con la persecuzione delle minoranze linguistiche nel periodo fascista e con la diffusione della televisione. Sul rapporto autoritario tra video e spettatore, Pasolini ha scritto pagine memorabili evidenziando, tra l’ altro, la differenza tra romanesco autentico dei ragazzi di borgata con l’ italiano romanizzato della televisione. Chi ha a cuore le sorti del dialetto non può adottare metodi coercitivi; se la Lega, nuovo partito del potere centrale dello Stato, sostiene l’ obbligatorietà scolastica del dialetto fa un’ inutile prova di forza. Il dialetto va promosso, sostenuto con cura e amorevolezza con quell’ atteggiamento pedagogico con il quale Antonio Gramsci, da un lato operava per l’ affermarsi di una lingua vivente e unitaria, concepita come fondamento di una moderna cultura popolare e nazionale, e dall’ altro rivendicava il pregio del dialetto come esperienza formativa e come fonte di irradiazione di innovazioni linguistiche. Proprio quest’ ultima considerazione ci apre verso un’ altra riflessione: il valore identitario espresso dalla propria Lingua Madre si afferma e si consolida attraverso lo scambio; non esiste identità senza scambio. Le lingue e i dialetti sono materia vivente in costante mutamento; incontri e scambi danno ricchezza e colore espressivo al linguaggio. Per questo motivo, proviamo piacere e curiosità nel sentire la forza emozionale di altri dialetti. Come non rimanere emotivamente coinvolti da tante belle canzoni napoletaneo dalla straordinaria Crêuza de mä di Fabrizio De André. Come non sentirci un po’ romagnoli guardando Amarcord o sentendo parlare Tonino Guerra. Nell’ insieme le identità locali, con le loro forme espressive, dal canto alla poesia, dalla saggezza dei proverbi alla straordinaria creatività dei tanti modi di dire, testimoniano la ricchezza della nostra comunità nazionale. Se si concorda su questo approccio è evidente che, prima o poi, al costante processo di rinnovamento linguistico contribuiranno anche le lingue degli immigrati, con lo stesso ruolo di "focolai di irradiazione" verso la lingua nazionale che hanno avuto i dialetti. Così va il mondoe qualsiasi forma di chiusura applicata alla dinamicità delle lingue e dei dialetti ha la stessa consistenza di un castello di sabbia modellato sul bagnasciuga. Del resto la voce "dialetto" è tratta dal greco "dialektos", che significa "conversazione, dialogo" e il dialogo tra le culture è la grande scommessa del secolo. L’ ultima questione riguarda la convinzione che l’ eccessiva codificazione del dialetto può diventare lesiva della sua principale forza che risiede nell’ oralità. Come la cavalleria leggera il dialetto si svincola da regole omogenee: in valli confinanti e in paesi a pochi chilometri di distanza mutano voci, significati e accenti. Il confronto evidenzia le differenze, educa all’ ascolto, favorisce il divertente sfottò tra i diversi campanili. Questaè la forza dell’ oralità che, grazie ai nuovi strumenti della filmografia, può essere raccolta, trasmessa e archiviata. È evidente che su queste tematiche il Partito Democratico e l’ opposizione in generale dovrebbero essere più combattivi e incisivi. Almeno rivendicare il lavoro che per molti anni è stato svolto sul fronte delle tradizioni popolari dai vari gruppi di canzonieri, dall’ Istituto Ernesto De Martino, dal lavoro di etnomusicologi come Diego Carpitella o Roberto Leydi. Niente di tutto ciò, si liquidano come belinate ("stupidaggini", dal ligure) le tesi linguistiche di Calderoli, pensando che l’ argomento non meriti approfondimento. C’ è da chiedersi se questa sinistra ha ciapà al pojan (locuzione lombarda: "non star bene", "avere la fiacca". Il senso primitivo di pojan era quello di "sonnolenza che prendeva i carbonai per esalazioni di acido carbonico"). Sarebbe invece utile e doveroso denunciare il metodo leghista di promuovere la secessione con la tattica del fari Cicciu mi tocca (locuzione calabrese: "si dice di chi ostenta di non volere una cosa che nella realtà non solo vuole, ma incoraggia perché si faccia"; locuzione nata dalla storiella della giovinetta che, fingendo di protestare, diceva alla mamma: Ma’ , Cicciu me tocca!, ma sottovoce spingeva il fidanzato a carezzarla sempre di più: Toccame Cicciu ). Nota anche a Trieste: Mama Toni me toca! – Toni no sta tocar la puta! – Toca, toca Toni!. E a Roma: A mà, Peppe me tocca – Toccame Pe’ !. Ah, la straordinaria efficacia del dialetto! – CARLO PETRINI

LA TANGENTE, IL DURC, IL SINDACO GNE’ GNE’ E I LAVORI PUBBLICI SUL GARGANO

IN ESCLUSIVA PROSSIMAMENTE SU http://www.GARGANOPRESS.NET L’INTERVISTA AD UN PRESIDENTE DI AZIENDA DEL PROMONTORIO CHE SI VEDE NEGARE PAGAMENTI DA UN CONSORZIO PER LAVORI CHIUSI DA TEMPO, CONSEGNATI E COLLAUDATI – IL RACCONTO E’ BASATO SU UNA STORIA VERA

a cura di Angelo Del Vecchio

Come mettersi nei guai non pagando una tangente da 20 mila euro. Parla un presidente di azienda, ma sarà vero quello che dice? Tutto ha avuto inizio nel 2006, in un comune qualsiasi del Promontorio di San Michele.

Fatti, circostanze, pressioni politiche, danneggiamenti privati, minacce fisiche e psicologiche, rallentamenti coatti, pagamenti non ancora ultimati. Non era meglio pagarla sta tangente? Parla il trentenne Annibale Bianchi, nome fittizio scelto dall’interessato per proteggere la sua identità, che ci svela tutti i segreti per mettersi nei guai e non dormire per ben 24 mesi.

Bianchi per un lavoro da 200.000 euro circa ci ha rimesso la libertà, la tranquillità, la famiglia. Il coraggio di dire no alla delinquenza dei colletti bianchi.

Nella storia raccolta e romanzata dal nostro direttore Angelo Del Vecchio troverete il politico innocente, il presidente strozzino, l’impiegato arruffone, l’amico confidente, l’agente impotente, l’impiegato dell’Inps, il Durc in arrivo, il certificato camerale aggiornato, il sindaco gnè gnè.

TRA QUALCHE GIORNO SU http://www.GARGANOPRESS.NET

Vi terremo aggiornati.

ASSOCIAZIONISMO ATTIVO DEL GARGANO – l’VIII° INCONTRO per tutte le KALENA del Gargano abbandonate

PESCHICI. Kàlena e Peschici sono liete di accogliere l’8° incontro dell’Associazionismo Attivo del Gargano.
Di seguito il programma completo della manifestazione.

Le Associazioni garganiche si incontreranno martedì 8 settembre a Peschici per rinnovare proponimenti e comunione d’intenti, cogliendo l’occasione della annuale festività religiosa dedicata alla Madonna di Calena, il cui simulacro (conservato durante l’anno dai privati proprietari dell’antico cenobio benedettino e restaurata di recente) verrà esposto per la manifestazione religiosa, culmine della festa un tempo molto più sentita di oggi.

La scelta è caduta sul sito che sorge nella piana di Peschici, da cui dista un paio di chilometri, per lo stato di degrado in cui versa da sempre il monumento, ma anche per il recente crollo (giugno scorso) del tetto in legno dell’abside. Incuria e abbandono che stanno gradualmente distruggendo l’unica testimonianza-matrice della nascita e crescita della cittadina garganica.

Si vuole, in pratica, porre sotto una colossale lente d’ingrandimento la fine ingloriosa di un manufatto-masseria fortificata-cenobio benedettino, che ha conosciuto secoli di gloria, potenza e ricchezze, secondo solo all’Abazia di Montecassino e al pari della consorella tremitese. E con Calena, ciascuno dei monumenti a rilevanza storico-culturale che sul Gargano stanno rischiando la stessa fine (Santa Barbara a Rodi Garganico, Sant’Anna a Carpino e Grotta Paglicci a Rignano Garganico) o l’hanno già subita (Monte Sacro a Mattinata), tanto per citarne qualcuno.

Programma:
– ore 17:00 incontro di benvenuto presso l’abbazia di KALENA (diffusione di volantini sullo stato di degrado e l’importanza storica dell’abbazia e opera di sensibilizzazione a turisti e cittadini garganici,) a cui seguiranno manifestazioni legate alla festa e al culto religioso

– ore 19:30 incontro e dibattito dell’Associazionismo in Villa Comunale e discussione ORDINE del GIORNO:

– lo stato di degrado e di abbandono fisico e istituzionale – finanziario di monumenti a rilevanza storico – culturale: (Grotta Paglicci, Kàlena; etc);
– i Sistemi Turistici Territoriali e i Sistemi Turistici di Prodotto del Gargano affinché le professionalità garganiche possano esprimere le loro potenzialità;
– Gargano e Legalità: presentazione di un documento d’intesa dell’Associazionismo;
– realizzazione di un documento d’intesa dell’Associazionismo per suggerire e favorire una politica inter-comunale e di sviluppo del territorio, rivolta agli enti locali preposti;
– presentazione forum realizzato dall’associazione ARGOD e richiesta mail delle associazioni per invio password di accesso.

– ore 22:00 cena presso l’agriturismo PANE e VINO in località Martinetti – Peschici, sulla s.s.89 per Vieste. La cena prevede un costo modico e su conferma da parte dei partecipanti.

Da Puntodistella.it Piero Giannini, Da Garganopress.net Angelo del Vecchio, dalla nostra Redazione Domenico Sergio Antonacci.

Intervenite numerosi!

Le Associazioni di Peschici:
Centro Studi Martella, Rimboschiamo Peschici, Punto di stella.

INFO: 3341824675 (Armando Quaglia)
380-2577054 (Teresa Rauzino)
andoq@hotmail.it; centrostudimartella@hotmail.com; info@puntodistella.it

Parte il Festival della cultura ebraica in Puglia

S’intitolerà "Negba – verso il Mezzogiorno" e si svolgerà dal 6 al 10 settembre

di Anna Lucia Sticozzi (*)

SAN NICANDRO GARGANICO. Avrà un ruolo di grande rilievo anche la città di San Nicandro, grazie alla sua attivissima comunità ebraica, nel 1^ Festival della Cultura Ebraica che si svolgerà in Puglia dal 6 al 10 settembre prossimo intitolato “NEGBA-Verso il mezzogiorno” con una serie di manifestazioni culturali, dibattiti, convegni, concerti, spettacoli, degustazioni nelle città pugliesi, sedi di comunità ebraiche.

Il programma ufficiale delle iniziative inserite nel grande evento nazionale dedica infatti la giornata del 9 settembre alla comunità ebraica sannicandrese fondata da Donato Manduzio con visita alla sinagoga, al museo civico e al cimitero ebraico in mattinata, mentre nel pomeriggio, alle 18,00 un dialogo presso la Torre di Mileto tra rav Roberto Della Rocca e lo storico dell’ebraismo Pasquale Troìa sulla storia degli ebrei di San Nicandro. A seguire, alle 19,00 il “Concerto al tramonto” del Nigunim Trio Italyà e alle 21,30 l’attesissima proiezione, in anteprima assoluta, del film-documentario “Il viaggio di Eti – da San Nicandro a Sefat” del regista Vincenzo Condorelli, girato tra la città israeliana e San Nicandro sulle tracce degli ebrei sannicandresi trasferitisi in Israele nel 1948, in un’ideale ricerca delle proprie radici storico-culturali e religiose. Il festival della cultura ebraica, promosso dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dall’assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia (e patrocinato dai comuni che ospiteranno gli eventi: Andria, Bari, Lecce, Oria, Otranto, Sannicandro Garganico, Trani) si inserisce in un progetto più ampio “per la riscoperta e la valorizzazione, con le istituzioni e i territori, dell’ebraismo perduto nel Sud Italia. La regione Puglia – si legge in una nota ufficiale dell’evento – è per molti motivi una straordinaria opportunità: lo è per la rinascita della Comunità Ebraica di Trani, per la riscoperta della storia degli Ebrei di San Nicandro Garganico, per le tracce diffuse di questa storia millenaria. Lo è per l’impegno che la Regione sta portando avanti come area di riferimento per gli scambi e le relazioni nel bacino del Mediterraneo.” E proprio la parola che dà il titolo al Festival, “Negba”, che in ebraico biblico significa “verso Sud” (usata nella Bibbia in occasione del viaggio di Abramo verso sud in direzione di Gerusalemme), è deputata a rappresentare simbolicamente il cammino dell’ebraismo italiano attraverso le comunità ebraiche del mezzogiorno. Il festival della cultura ebraica “Negba – verso il mezzogiorno” segue cronologicamente la “Giornata della cultura ebraica” del 6 settembre che, giunta alla sua X edizione, vede proprio quest’anno una città pugliese, Trani, quale capofila della manifestazione di carattere internazionale che si svolge in contemporanea in 27 Paesi europei per diffondere la conoscenza della cultura ebraica. Una vera e propria svolta storica per la Puglia e le comunità ebraiche pugliesi: “E’ la prima volta che l’ebraismo italiano propone un’iniziativa così importante in una regione dove la presenza di correligionari è limitata e sparsa nel territorio – spiega Grazia Gualano, ricercatrice, portavoce della comunità ebraica sannicandrese -. A Trani città capofila della Giornata della Cultura, che con Andria, Bari, Lecce, Oria, Otranto, San Nicandro Garganico, ospiteranno il Festival, compiamo il primo passo verso la riscrittura di un intero capitolo di ebraismo.” Intanto, è in fase di programmazione a San Nicandro, “Transiti ad Oriente”, un grande evento culturale per la valorizzazione dell’ebraismo sannicandrese, promosso dall’amministrazione comunale che si terrà nel prossimo autunno.
(*) Tratto da "La Gazzetta del Mezzogiorno" ed. "La Gazzetta di Capitanata" del 20 agosto 2009

Donato Manduzio e la Comunità Ebraica a San Nicandro Garganico
Museo Storico Etnografico e della civiltà contadina
San Nicandro Garganico

Si terrà presso il Museo una mostra dedicata a "Donato Manduzio e la Comunità Ebraica a San Nicandro Garganico".

La mostra è aperta il sabato e la domenica per tutto il mese di settembre e ottobre 2009, dalle ore 17:00 alle ore 19:00 (l’apertura oltre questi giorni è possibile solo tramite prenotazione chiamando ai numeri 0882472369 oppure 3398179911.

San Nicandro Garganico dal punto di vista della religiosità, ha una caratteristica che la rende unica tra le comunità locali della Capitanata. In essa, infatti, a partire dal Primo dopoguerra sorse e andò via via incrementandosi una comunità di convertiti all’ebraismo. Il fondatore fu Donato Manduzio che avuta tra le mani una versione in italiano della Bibbia, iniziò la sua opera di proselitismo.
Quando, dopo la Seconda Guerra Mondiale, fu costituito lo Stato d’Israele un gruppo numeroso di famiglie sannicandresi convertite all’ebraismo, ma non di razza ebrea (anche questa è una singolarità), ottenne il permesso di emigrare in Israele, dove vivono tutt’ora i loro discendenti. E’ ancora vivo uno dei primi emigrati, Nazario Tritto, il quale ha donato al Museo i materiali oggi raccolti in una sezione appositamente destinata all’ebraismo.
I vari reperti sono contenuti in apposite vetrinette e munite di targa descrittiva per consentire al visitatore di comprenderne il significato e la funzione. Il fenomeno dell’ebraismo in San Nicandro Garganico è così singolare da richiamare l’attenzione di studiosi e mass media. La prestigiosa BBC inglese ha realizzato in San Nicandro Garganico un documentario sulla vita e sui luoghi della predicazione di Donato Manduzio. La direzione del Museo è orgogliosa di accogliere e offrire ai visitatori e agli studiosi le testimonianze di questa singolare comunità "ebraica" di elezione e non di razza, sorta in San Nicandro Garganico circa ottant’anni fa e che è tutt’ora fiorente e operante, in stretta collaborazione con la comunità ebraica romana.

Sul Gargano il piatto delle poltrone diventa sempre più ricco

Vu lu vu, vu le vu, vu le vu danze‘ , questa musica è il ritmo che piace a me…


Mercoledì prossimo, 2 settembre 2009, riunione in prefettura dei sindaci dei 13 Comuni della Comunità Montana Gargano (Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Peschici, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Sannicandro Garganico, Vico, Vieste) per ricomporre maggioranza ed esecutivo alla luce della sentenza della Corte costituzionale che ha ridato "corpo e sostanza" all’ente montano.
Sul Gargano il piatto delle poltrone diventa sempre più ricco.
Altro che crisi.
Dopo il Parco Nazionale del Gargano e il Gal Gargano, adesso anche la Comunità Montana del Gargano è da risistemare.
Tranquilli c’è posto per tutti.

E nel frattempo con data 20 agosto 2009 …
…pronti via alle intenzioni di spesa pubblica

Avviso Pubblico per la presentazione di manifestazioni d’interesse per l’aquisizione a cottimo di beni servizi e lavori.
Si legge nell’avviso in relazione all’esercizio finanziario 2009 e avuto riguardo al detto lasso temporale è intendimento di questo Ente sollecitare la produzione, da parte degli operatori economici interessati, di apposite manifestazioni d’interesse, ai fini del successivo svolgimento, ad opera della Comunità Montana del Gargano di tutti i procedimenti di acquisizione in economia, mediante cottimo fiduciario, di beni, servizi e lavori.
Se interessato leggi l’avviso cliccando qui.

Le vacanze del grande Capo sul Gargano

E’ con grande onore che, anche quest’anno, intervistiamo il Grande Capo Estiqaatsi, leader della tribu’ Cherokee Shalakke, medico, sciamano, filosofo e pensatore, figlio del Grande Capo Sequoyah, e noto opinionista di 610, la famosa trasmissione di radio due condotta da Lillo, Greg e Braga.
E’ ormai il secondo anno che il Grande Capo trascorre le sue vacanze estive sul litorale garganico, e noi ne abbiamo approfittato per fargli qualche domanda e strappargli qualche opinione sul Gargano e i suoi costumi.

– Allora, Grande Capo Estiqaatsi, innanzitutto grazie per l’intervista in esclusiva. Cominciamo con le sue vacanze sul Gargano.
– Estiqaatsi!

– Come sono andate?
– Di mmerda!

– Cos’è mai accaduto?
– Non esserci stata acqua la sera, ed io tornato da mia tribù, puzzolente come "bison bison" del Kansas. Non potere lavarmi al ritorno dal mare ogni sera.

– Caspita! Anche Lei quindi vittima del razionamento dell’AqP per la ricerca dei furti d’acqua?
– Estiqaatsi!

– E poi? Altri problemi?
– Estiqaatsi! A Festa Madonna del Carmine, dovuto mediare con Madonna in persona!

– Addirittura, cosa è successo?
– Successo che invitato cantante "Povia" e Madonna essersi incavolata per ospitare persone che parlare di cose di "uomini sessuali". Non c’entrare con religione!

– E quindi?
– Estiqaatsi! Estiqaatsi organizzato subito seduta spiritica e, con mediazione di Priore "Car’ca’Sparo" comunicato a Madonna del Carmelo che si, Luca era gay, ma adesso sta con lei!

– Ah, caspita, allora è riuscito a risolvere la questione in maniera eccellente, si può dire. Ma ci dica, è accaduto qualcos’altro?
– Estiqaatsi! Un incidente tremendo! Estiqaatsi, se tremendo! Mio cavallo inciampato in sanpietrino piazzato "ad minchiam" su nuova pavimentazione di Fuoriporta e io essere caduto e stato scaraventato in nota stamperìa di giornale filogovernativo e quasi perso i sensi.

– E poi, e poi? Qualcuno è venuto in suo soccorso?
– Estiqaatsi! Venuto Caporedattore che volere darmi bicchiere d’acqua per alleviare spavento, ma sfiga, non esserci acqua per colpa sempre dell’AqP. Allora lui volere curarmi con intruglio a base di inchiostro di fotocopiatrice spremuto da seppie transgeniche allevate da pescatori abusivi del lago di Varano e sanguinaccio di beccaccia abbattuta poco prima a "Bosco Quarto". Ma io, rifiutato!

– E si è ripreso, quindi?
– Estiqaatsi! Però accortomi di frecce avvelenate che, volate via, hanno colpito membro di Comunità Montana che partiva per Monte Sant’Angelo per provare nuova poltrona regalata da amico di Corte Costituzionale.

– Immagino sia morto, colpito dalle frecce avvelenate?
– Estiqaatsi! Estiqaatsi! No morto! Scoperto che membri Comunità Montana avere molte vite! Loro purtroppo fare esistenza simile a "Opossum Virginiano"; per difendersi, fingersi morti. Resuscitare solo ogni 27 del mese, per andare in posta.

– Mamma mia che vacanza indimenticabile. Ma ci dica, ha incontrato qualche personaggio famoso durante il suo soggiorno sul Gargano? Non so, il Sindaco di Vico, ad esempio.
– Estiqaatsi! Certo che ho incontrato persone famose. Il Sindaco però no, Lui a letto per colpo di frusta.

– Ci sveli qualche particolare piccante, allora!
– Estiqaatsi! Io conoscere, ma non potere rivelare nulla. Solo che Sindaco essere convalescente in tenda modello "Gheddafi" in camping di piana di Calenella curato da abili massaggiatrici cambogiane. Lui volere esser in forma per approvazione prossimo Bilancio Comunale.

– Beh, diciamo che, a parte qualche inconveniente, la vacanza non sia proprio andata male. Tornerà anche per il prossimo anno?
Estiqaatsi! Estiqaatsi se tornerò. In fondo, io divertirmi parecchio sul Gargano!

– Bene, Grande Capo. Grazie e alla prossima, quindi!
– Estiqaatsi!

4 anni dalla morte di Matteo Salvatore

Oggi è il quarto anniversario della morte di quello che io considero il più grande cantautore della Puglia ed uno tra i mostri sacri della musica del Sud Italia,Matteo Salvatore.

La luna, simbolo eterno di poesia:blue moon,A luna rossa moonlight serenade luna caprese….la luna oggetto di poesia da sempre ci delizia della sua presenza cosmica e noi dormiamo al caldo dei nostri materassi ortopedici rigorosamente di marca.Un tema poetico ovvio e scontato?
Si, sicuramente ovvio e scontato,……Ma introdotto da un umile che probabilmente avrebbe posto la domanda “luna come si scrive con una L o con due L?”.E tutto questo non e’ semplicemente,poeticamente stupefacente?

UNO STRAORDINARIO TALENTO MUSICALE è stato definito Matteo da parte di Luciano de Crescenzo.La frase mi è stata riferita da Ludovico D’Alfonso del Sordo durante il periodo della gestione del suo Hotel in piazza di Spagna(Roma) dove aveva attrezzato una saletta riservata agli amici foggiani:Renzo Arbore,Gegè Telesforo, Luciano de Crescenzo ed altri…. illustri sconosciuti.Personaggi,tutti benestanti,che sapevano probabilmente che Matteo spesso e volentieri saltava i pasti.

Mi chiederete ma Matteo era un lazzarone,non era puntuale, non era serio.Che parolona SERIO.
Ed io  umilmente vi rispondo,se fosse stato puntuale e serio (caro Renzo) sarebbe stato un impiegato statale(con rispetto ai lavoratori dello Stato Italiano).E mi chiederete prendeva gli acconti, sperperava il denaro e si rendeva  irriperibile per mesi e anni.Io Vi risponderò: Leonardo da Vinci non prendeva lauti acconti dagli Sforza di Milano e si rendeva latitante per anni e ricercato dalla germanderia dei potenti Sforza patroni assoluti di Milano.Leonardo, se fosse stato puntuale e preciso non avrebbe potuto generare la Gioconda.Sarebbe stato un padre serio, laborioso e forse anche anonimo tra la folla.Dagli Sforza di Milano ricevette, Leonardo, un lauto acconto per dipingere l’Ultima cena.Dopo l’acconto, sparì,Leonardo, come un mago,esattamente come fece Matteo col regista che gli commissionò di girare il meridione alla ricerca di personaggi artistici,strani, anormali.Matteo prese i soldi e chi s’è visto s’è visto.

Non vi scandalizzate, cari miei compaesani borghesi, seri e precisi, che la domenica mattina vi fate il giro in via roma  col vestito nuovo e stirato che puzza di naftalina.Tutto questo è normale per un Anormale  poeta artista e musicista che se gli facevano l’esame del sangue  ne venivano fuori le corde della chitarra,le note del pentagramma e la miseria nera.

Per essere UNO, è necessario essere anormale,Unico e disordinato.Torquato Tasso morì in manicomio.Nietsche morì in manicomio e la lista potrebbe essere ben lunga.La psiche di un GRANDE attiva quella che JUNG definisce  l’attività cerebrale secondaria.Vedi Einstein, un  bambino che fa le boccacce, ma un Genio  straordinario.
Chiedo scusa ai lettori per l’animosità delle mie parole ma io,orfano di padre a tenerissima età vedevo in Matteo e Umbertino come due padri,o due fratelli maggiori poveri ma tanto tanto generosi.Il mio primo pacchetto di GIUBEK è’ stato il regalo di Matteo per essere andato alla tabaccheria.
Matteo, Umbertino, Beatrice e Maria erano tutti poveri,poverissimi senza una vera casa però quando Matteo e Umbertino suonavano e cantavano mi sentivo ricco e felice.

prof.Angelo Michele Lombardi

Se l’Italia avesse un minimo di dignità e d’onore l’alta Puglia non sarebbe il luogo del culto di Padre Pio ma di Matteo Salvatore,Alessio Lega

Sequestrata tonnellata di frutti di mare a Cagnano Varano

Provenivano dalla Laguna di Varano, dove vige il divieto di raccolta per un’ordinanza de Parco del Gargano.Una tonnellata di frutti di mare sequestrata a Vagnano Varano. In particolare si tratta di cinquecento chilogrammi di cozze nere sprovviste di documentazione sanitaria, provenienti dal mare Adriatico e altri 500 chili di vongole veraci, specie filippina, anch’essi sprovvisti di documentazione sanitaria, provenienti dalla Laguna di Varano, dove vige il divieto di raccolta per un’ordinanza emessa dall’Ente Parco Nazionale del Gargano. L’operazione è stata messa a segno dai militari della Guardia di finanza di Capojale. L’operazione ha portato anche alla segnalazione di una persona all’autorità amministrativa.

ondaradio.info

Comunità Montana riabilitata, Pinto presidente e imputato

Non tutto è candido sotto la cenere: in questi giorni, esperti legali e amministrativisti stanno lì a decrittare quella sentenza della corte costituzionale che ripristina una situazione ante non senza le complicanze delle prescrizioni. I consigli da convocare, le figure politiche da rideterminare, gli incarichi da definire. Su tutte la figura del presidente: imputato e riabilitato

Nicola Pinto che con Pepppino Maratea ha un processo in corso per la questione legata alla presunta concussione legata all’appalto wi-fi ha ricevuto le chiavi dal commissario prefettizio. Nel febbraio 2008 sia Pinto sia Maratea si dimisero dalla loro carica rispettivamente di presidente e di assessore. La loro surroga non avvenne mai e oggi, pur non essendo stati direttamente indicati dagli attuali consigli comunali di Rodi Garganico e di Vico del Gargano (con loro quasi tutti i membri della giunta e dell’assemblea) si ritrovano a ricoprire incarichi importanti e si apprestano a convocare quanto prima l’assemblea dei capi-gruppo e la commissione per l’adeguamento dello statuto dell’Ente. Pinto, come si ricorderà, fu reintrodotto alla guida della Comunità con dispositivo deliberatorio del Ministero dell’Interno lo scorso 10 ottobre. Poi ci fu la soppressione dell’ente. Non si escludono anche alla luce delle vicende politiche determinatesi via via nei vari comuni garganici ribaltamenti e new entry. E’ inevitabile, come la lotta per le poltrone.
Fonte: ondaradio.info

Grava di Zazzano: In 14 giorni trovati 4 cadaveri e 20 auto

SAN MARCO IN LAMIS. Le tappe della vicenda. 4 agosto 2009 Gli speleologi della ditta «Edilextreme» scendono nella grava di Zazzano per le operazioni di bonifica e per cominciare a rimuovere con la gru le carcasse delle auto. Sotto una «Fiat Punto» vedono resti umani, si fermano e avvertono i carabinieri. 10 agosto Recuperati i resti umani scoperti il 4 agosto: femori, parte di un piede e di una spalla, con brandelli di pantaloni di tuta e maglietta grigio-verde, le ossa sono legate con corda di nylon rossa, il che fa pensare ad un possibile incaprettamento (la vittima viene legata a piedi, polsi e collo in modo tale che muovendosi finisce per strangolarsi). Appartengono ad un uomo di circa trent’anni, morto tra il 2000 e il 2004.

11 agosto Nel rimuovere l’auto con le ossa all’interno, trovati resti umani meno completi di un secondo cadavere all’interno di una «Fiat 124», auto in circolazione negli anni Settanta.
17 agosto Tra le carcasse d’auto estratte quel giorno con la gru dalla grava, c’è anche la «Alfa 164» di Giuseppe Ventrella, apricenese classe ‘47, scomparso a 44 anni il 31 gennaio del ‘91 quando uscì di casa con l’auto e non fece più ritorno: nella macchina non vengono trovati resti umani.
20 agosto Nel procedere alla rimozione delle carcasse delle auto, gli speleologi trovano – a sei metri dal primo rinvenimento – un terzo cadavere sempre di sesso maschile. Lo scheletro è quasi completo, chiuso in un sacco di juta per il mangime e con le ossa legate con una corda di nylon rossa. Queste analogie fanno pensare che il primo e il terzo cadavere in ordine di rinvenimento appartengano a due uomini uccisi contestualmente dagli stessi killer.
21 agosto Nel concludere le operazioni di rimozione delle carcasse di auto, che formavano una piramide alta circa 20 metri, gli speleologi trovano una mandibola con un dente ed una vertebra.
24 agosto Iniziano le operazioni di filtraggio di 4 metri cubi di terriccio accumulatisi nella grotta: trovato uno scheletro pressochè completo – cui manca la mandibola rinvenuta tre giorni prima – con la testa avvolta in un sacco di plastica per il mangine. Nella zona occipitale destro del cranio ci sono due fori causati verosimilmente da colpi d’arma da fuoco.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

Conoscete veramente Carpino?

Conoscete veramente Carpino? Conoscete tutte le sue Chiese esistenti (alcune ancora per poco) oggi (un tempo erano molte di più)? San Cirillo, San Nicola di Mira, la Santa Croce, Sant’Anna, San Giorgio (che non tutti conoscono)…ma questa che vedete in foto chi la conosce?

Come potete vedere è stato sottratta la cornice, sicuramente di un certo valore artistico, dell’ingresso…e non solo quella.

L’altare, le campane, le statue……non è rimasto nulla

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