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Antonio Basile (Ufficiale)

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RAGAZZI… CHE GIORNATA!

Cronaca di un incontro: l’ottavo dell’Associazionismo Attivo del Gargano, tenuto a Peschici in occasione della tradizionale festa della Madonna di Calena. Piccolo salto di qualità e maggiore coesione

E’ cominciata a suon di banda nella piana di Peschici la festa della Madonna delle Grazie di Càlena dell’8 settembre scorso (foto del titolo, il cortile dell’Abazia; ndr). E a suon di banda, mutuandone il coreografico “saltello”, si sono riunite le associazioni garganiche per l’8° incontro dell’Associazionismo Attivo del Gargano (AAG) organizzato da tre associazioni locali: Centro Studi "Martella", "Rimboschiamo Peschici" e "Punto di Stella". “Saltello” che si voleva e si auspicava, per questo ulteriore appuntamento, come propiziatorio di un “salto” di impegno. Tanti i sodalizi convenuti e gli interventi di spessore, a cominciare dalla bella presenza del sostituto (nero) del parroco della Chiesa Madre che ha ringraziato la Madonna, dopo la breve processione sviluppatasi sulla strada adiacente l’Abbazia e terminata alla chiesetta dell’ex cenobio benedettino – ormai priva del tetto, crollato a giugno – e salutato i presenti, fedeli, curiosi e autorità pubbliche.

Tra i fedeli – ben più numerosi delle passate edizioni – la presenza delle donne peschiciane, custodi del culto della Madonna rimasto invariato, che con le loro litanie hanno scandito i passi della processione. Assenti, purtroppo, la colonna sonora che un tempo accompagnava la festa, fatta di bambini con le loro “roc’lë” (leggi al link http://www.puntodistella.it/news.asp?id=2763) e gli uomini dl paese, probabilmente impegnati nelle quotidianità estive dei tempi moderni o distratti dalla voluta “ignoranza” di tradizioni secolari.

Dopo la breve funzione le associazioni che hanno risposto all’appello, capeggiate dalla presidente del peschiciano Centro Studi “Martella”, Teresa Maria Rauzino (foto 1 sotto), entrambi strenui difensori di una struttura abbandonata al degrado, hanno subito richiamato l’attenzione sulla cruda realtà dello stato in cui versano le due chiese, rievocando l’importanza storica e culturale legata al culto e alla festa, ormai ricordata solo da sparuti libri e articoli di giornali locali. Forse per la voce persuasiva della presidente – o merito della Madonna… – o ancora per la bella giornata, i fedeli, come di fronte ai saldi estivi, si sono disposti in fila a ritirare i volantini pubblicitari e firmare la petizione “Salviamo Kàlena”.

Quindi, alle 19.30, tutti nella Sala Consiliare del Comune di Peschici per l’inizio dei lavori dell’AAG. Si è partiti con la proiezione del video-documentario su Càlena realizzato dal team archeospeleologico sannicandrese “Argod”, in occasione di una sua precedente visita all’Abazia, e illustrato dal presidente Giovanni Barrella (foto 2), “ispezione” cui è legata la scoperta della terza triplice cinta sacra, “segno lapideo” al quale si attribuisce simbolicamente una estrema sacralità esoterica a testimonianza dei frequenti pellegrinaggi europei di cui era oggetto il luogo.

Al termine del video il presidente della locale Associazione “Punto di Stella”, Piero Giannini, moderatore della serata, ha letto un comunicato di solidarietà alla manifestazione inviato dall’Associazione salentina “Torre di Belloluogo” e un messaggio di partecipazione dell’Arcivescovo mons. Domenico D’Ambrosio (ex guida della diocesi garganica, di recente trasferito a Lecce). Quindi ha invitato il sindaco di Peschici, Domenico Vecera (foto 3), a portare alle Associazioni presenti il suo saluto, che si è ampliato con l’elencazione dei passi fatti dall’Amministrazione comunale per salvare l’Abazia dal degrado, le difficoltà legate alla proprietà privata del complesso e la conferma che l’impegno del Comune non verrà a mancare fino al recupero definitivo di Càlena.

La serata è proseguita, secondo ordine del giorno, col 21enne carpinese Domenico Sergio Antonacci (foto 4) che ha elencato lo stato di degrado di molte chiese, monumenti e torri che impreziosiscono da secoli il paesaggio garganico e ne caratterizzano il naturale aspetto offrendo un’immagine di unicità e fierezza di un popolo spesso, e a torto, ritenuto “selvatico” eppure portatore di una autoctona cultura legata a terra e boschi – ma sempre proiettata verso il mare – la quale sembra non meritare riconoscimenti istituzionali.

Il secondo punto, suggerito dal 17enne rodiano Giuseppe Bruno (foto 5), si è incentrato sui Sistemi Turistici Locali (STL), di cui ha meticolosamente denunciato una totale mancanza di programmazione turistica legata all’assenza di professionalità di operatori e amministratori pubblici, colpevoli di un turismo approssimativo, poco rispettoso delle regole (abusivismo edilizio), del lavoro, della salute (inquinamento), dell’ambiente (incendi boschivi) e della legalità. A quest’ultimo punto si è collegato l’intervento di un altro giovane, Domenico Maria Mascolo (foto 3, in maglia arancio) di San Nicandro, che ha presentato un documento da sottoporre alla firma di tutte le Associazioni col quale si annuncia l’intenzione dell’AAG di portare avanti la bandiera della legalità – tanto da implementarne la cultura soprattutto fra i giovanissimi – poiché in sua assenza un futuro dell’associazionismo e lo stesso sviluppo del territorio sono impensabili.

Non sono mancati gli interventi. Di seguito le sintesi.
Franco Salcuni (Legambiente, Monte) = L’immagine del Gargano deve discostarsi da quella della illegalità, non nascondendo o tacendo quanto avviene in nome della tutela dell’immagine turistica, tuttavia facendo attenzione a non dare credito alle mistificazioni.

Michele Eugenio Di Carlo (Vieste) = Necessità di andare avanti e pretendere chiarimenti dovuti dalle istituzioni ed enti preposti, affinché sia tutelata la salute dei garganici.

Gaetano Berthoud (Io Sono Garganico, Vico) = Necessario il coinvolgimento dei giovanissimi garganici che si facciano fautori di un’opera di sensibilizzazione sia dell’opinione pubblica sia delle istituzioni a livello regionale e nazionale, offrendo sostegno alle autorità locali (sindaci ed esponenti politici).

Menuccia Fontana (Italia Nostra; foto 6) = Entusiasta di vedere giovani così preparati sui problemi del territorio e felice della loro voglia di mettersi in gioco.

Lazzaro Santoro (Vieste) = Dopo aver elencato gli aspetti scientifico-tecnici a sostegno del documento “Gargano & Legalità”, ha messo in risalto come oggi il turismo nel Gargano occupi il 90 percento della popolazione, direttamente e indirettamente solo per una marginalità dei profitti, mentre questi sono gestiti quasi esclusivamente da poche famiglie.

Giovanni Barella (Argod) = Salutando le associazioni, ha sottolineato quali compiti aspettano l’AAG e come si è gia maturi e pronti a metterli in cantiere tutti insieme.

Anche la polemica, nata sulle sorti di Càlena, ha fatto la sua comparsa tra le Associazioni e l’ex sindaco di Peschici, Franco Tavaglione, cui il moderatore dell’incontro ha rivolto l’invito a mostrare e pubblicare su “Punto di Stella” i documenti che attestino quanto è stato fatto per Càlena nella sua decennale amministrazione e quanto le è stato negato.

Concludendo, il salto di qualità è stato fatto, gli organizzatori si sono reputati unanimemente soddisfatti dell’incontro, che non si è limitato a un rendez-vous informale tra amici, ma ha predisposto l’AAG ad agire e mettere in cantiere progetti, ora decisi tutti insieme, ora proposti da singoli, che nell’associazionismo possono trovare la sede più consona, naturale e ideale. Come accade di solito, si poteva osare di più e quanto rimasto nell’aria dovrà trovare soluzione nei prossimi incontri. Tuttavia, da oggi, l’AAG si pone quale fautore di un cambiamento culturale affrontando soluzioni legate al territorio e influendo sulla vita sociale del Gargano.

Armando Quaglia da puntodistella.it

Non è più il tempo del silenzio. E’ il tempo di agire, di dare senso alle parole e valore alla vita

Vieste, 11 settembre 2009
Lettera aperta sulla salute pubblica ai cittadini del Gargano
di Michele Eugenio Di Carlo

Non è più il tempo del silenzio. E’ il tempo di agire, di dare senso alle parole e valore alla vita.

     Ancora una volta, non più soli, ripetiamo che ci sono bisogni che meritano particolare attenzione e che la salute dei cittadini è uno di questi. Se nel passato, ci siamo occupati della salute che riguardava i cittadini di Vieste, oggi è doveroso estendere la preoccupazione a tutti i cittadini del Gargano.

Letti i dati provenienti dal bollettino dell’ufficio statistico del Comune di Vieste, attestanti l’alta incidenza percentuale dei decessi per cancro a Vieste nel decennio 1994-2003, che indicavano per l’anno 2003 una percentuale allarmante superiore addirittura al trentacinque per cento, consigliammo l’Amministrazione ad intervenire presso gli organi di controllo competenti, al fine di monitorare l’eventuale presenza di fattori o cause di rischio presenti nel nostro territorio.

        Invitammo pubblicamente il primo cittadino di allora a confermare o a smentire i dati resi noti dall’ufficio demografico e a far controllare l’aria, il suolo, le acque del territorio comunale, al fine di indicare le linee guida per la difesa e la tutela della salute pubblica, mai ottenendo le risposte auspicate e gradite.

Nel dicembre del 2007, venuti a conoscenza dell’inchiesta investigativa del giornalista Gianni Lannes, “Un cimitero di navi affondate al largo del Gargano”, in punta di piedi e senza menzionarla per non creare allarmismi, interpreti dell’ansia della popolazione di Vieste che con una petizione pubblica chiedeva certezze, sicurezza e tranquillità, lanciammo nuovamente la nostra proposta alle istituzioni di fare chiarezza sulle tante voci ufficiose che circolavano incontrollate, ma anche sulle notizie che ormai filtravano indiscrete sui tanti mezzi di comunicazione.

Risposte non ne abbiamo avute, né a confermare né a smentire, solo un silenzio incomprensibile e preoccupante.

     Responsabilità, senso delle istituzioni, trasparenza e correttezza avrebbero richiesto ben altro atteggiamento: i cittadini hanno il diritto di sapere con certezza se la loro salute è in pericolo e, se lo è, quali sono le indicazioni istituzionali proposte e atte a difendere e a tutelare la stessa.

    Oggi non è più il tempo di tacere, anche perché tacere non ha prodotto nessun risultato.

Tuttora ignoriamo se alle nostre richieste siano seguiti fatti concreti tesi a verificare, smentire, confermare le motivazioni dell’elevata incidenza percentuale dei decessi per tumore nel nostro territorio, privo peraltro di industrie inquinanti.

     E’ quindi finalmente il tempo, di fronte al silenzio raccapricciante di istituzioni e partiti politici, che il mondo dell’associazionismo attivo, della cultura autentica, dell’informazione libera alzi la voce e segni la cadenza di una rinascita culturale del Gargano, che non potrà mai compiersi con “il silenzio”. E’ quanto abbiamo proposto l’8 settembre a Peschici all’VIII incontro dell’Associazionismo Attivo del Gargano.

     “Tacere è ormai inutile” ha sicuramente scritto, senza mezzi termini, il giovane campione della legalità, dei diritti, della difesa del territorio, il viestano Lazzaro Santoro, quando qualche mese fa, dal foglio dei socialisti di Vieste (unico partito a occuparsi della problematica), ha chiesto, inutilmente, ai tanti ciechi, sordi e muti: “Se dovessero nascere malati o ammalarsi i vostri figli?”.

     E il nostro giornale storico, il “Gargano Nuovo”, non ha esitato un attimo, ha scelto la vita, ha dato valore a ciò che più conta, pubblicando integralmente l’inchiesta di Gianni Lannes, mentre le istituzioni continuavano ad osservare l’ormai abituale, rituale, rigoroso silenzio.

      Veleni di qua, veleni di là, dalle acque del Gargano ai sottosuoli del Salento, facevano, intanto, esclamare a Beniamino Piemontese dell’Associazione culturale “Osservatorio Torre di Belloluogo” di Lecce, assertore dell’urgenza di un ponte ideale culturale tra Gargano e Salento: “Ma è questa "la Puglia che vogliamo"? Ma è questa "la Puglia prima di tutto" in cui viviamo e che capiterà in dote ai nostri figli e ai nostri nipoti, e a chi verrà dopo di noi?”

      Ed ecco che, come uno spiraglio di luce beneaugurante nel bel mezzo di un cielo plumbeo, dalla terra dell’accoglienza e dell’integrazione di San Nicandro, Costantino Squeo ha aperto il cuore e con esso le porte istituzionali della Città Gargano ad un confronto che finalmente diventerà realtà:

“ Le navi affondate al largo del Gargano. Quali risposte istituzionali a tutela della salute pubblica dei garganici?”

Ci siamo per la prima edizione della “Borsa Turismo del Gargano” (BTG)

Fervono i preparativi per l’imminente prima edizione della "Borsa Turismo del Gargano" (BTG), iniziativa che porterà sulla Montagna del Sole un folto gruppo di tour operator internazionali e buyers, interessati a scoprire le bellezze paesaggistiche e le risorse turistiche di cui è ricco il nostro territorio. Dal prossimo 14 settembre, e per tre giorni, gli imprenditori turistici del Gargano avranno modo di confrontarsi con tour operator provenienti da diverse parti d’Europa, interessati a cogliere le opportunità di sviluppo che il territorio è in grado di offrire. Dal turismo balneare all’enogastronomia, dai tour storico-culturali al turismo benessere e offerte ad hoc per i vari segmenti: sono queste le risposte alle esigenze dei propri clienti che i tour operator internazionali cercheranno di trovare tra le città, le strutture turistiche e i paesaggi del Gargano.

Molti dei buyers coinvolti includono già la Puglia all’interno della propria offerta, alcuni specificatamente il Gargano, ma comunque tutti interessati ad arricchire la propria offerta includendo strutture turistiche e città garganiche. I consorzi turistici che, in collaborazione con il consorzio "Gargano Mare" di Vieste e l’ausilio della "Mgf Comunicazione e Immagine" di Lucera, hanno dato vita ad un mirato programma, centrato sul momento commerciale che si svilupperà nel corso di un apposito workshop con un confronto diretto fra domanda ed offerta. Prevista, inoltre, una serie di escursioni sul territorio.

Le aziende che partecipano al BTG sono strutture alberghiere, residence, villaggi, agriturismi, bed and breakfast, campeggi così da offrire un’ampia selezione dell’offerta turistica garganica. Ai buyers stranieri saranno proposte degustazioni di prodotti tipici locali, per favorire anche la promozione delle aziende agroalimentari del territorio, in un’ottica sempre più orientata a sottolineare il connubio tra cibo e turismo.

Non mancheranno, ovviamente, i momenti istituzionali, con la presenza dei rappresentati degli Enti locali, provinciali e regionali, per un momento di riflessione e di programmazione riguardo al "brand Gargano" che può aprirsi a nuovi mercati proprio con la "Borsa del Turismo del Gargano" che ambisce a divenire un appuntamento fisso sul territorio.

Carpino Folk Festival 09: un’edizione riuscita nonostante il periodo di crisi che sta attraversando il paese

LE CIFRE DELLA 14.a EDIZIONE DEL CARPINO FOLK FESTIVAL
Superati i 50.000 spettatori in Piazza del Popolo e i 270.000 su Telenorba.

Meno finanziamenti meno spettacoli, ma il Carpino Folk Festival 09 regge alla crisi, confermandosi come appuntamento fisso per tutti i buongustai che amano anche la musica di tradizione.
Tutte le serate sono state apprezzatissime dal pubblico e, per i concerti, la Piazza del Popolo di Carpino è sempre risultata affollata, totalizzando precisamente 53.700 spettatori. Segno che i record del 2008 sono raggiungibili e superabili.
Se la riduzione importante dei finanziamenti ha comportato una riduzione drastica delle giornate dei concerti da 5 a 3, non è avvenuta una corrispondente riduzione delle presenze, anzi percentualmente gli spettatori sono aumentati. Sintomo che dà ragione alle scelte operate dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival sugli artisti coinvolti e la qualità dei progetti proposti, nonché le importanti collaborazioni avviate col Conservatorio Statale di Musica “UMBERTO GIORDANO” dI Foggia e Rodi Garganico, col Coro Polifonico “STEFANO MANDUZIO” di San Nicandro Garganico, con l’Archivio Sonoro della Puglia e con la Fondazione De Andrè.

Al successo in Piazza si è aggiunto quello della diretta televisiva di Telenorba.
Secondo l’auditel, i contatti diversi ottenuti dal Carpino Folk Festival sulla tv Telenorba dalle 21,15 di sabato 8 agosto alle 2 di domenica 9 sono stati oltre 270.000.
Molti i giornalisti e i fotografi accreditati.
Boom di visite anche per il portale online del Carpino Folk Festival che dalla sua nascita ha cosi quasi raggiunto i 2 milioni di visitatori, con contatti da tutto il mondo.

Questa edizione è stata anche l’occasione per sondare questa numerosa tribù eterogenea che segue il festival.
Somministrato nelle serate del 6, 7 e 8 agosto il questionario di gradimento ci dice che i frequentatori del festival sono per il 55% uomini e 45% donne. Per il 36% di età fino ai 24 anni, il 22% tra i 24-34 anni e un altro 36% fra i 35-53 anni.
Il 54% è diplomato e il 46% ha una laurea. Il 38% è un lavoratore dipendente, il 33% è uno studente e il 16% un libero professionista.
La loro provenienza è per il 48% all’interno del raggio dei 100km da Carpino, poi vi è un altro 15% sopra i 100km ma comunque pugliese, oltre il 35% non è pugliese e proviene dalle altre regioni italiane e il 2% proviene dall’estero.
Il 60% viene sul Gargano per il Carpino Folk Festival e il 40% è già sul posto per le sue vacanze.
Per il 98% il giudizio sul festival è almeno positivo.
La gratuità è la forza principale solo per l’11%; mentre il 33% considera importantissimo il ruolo del festival nella valorizzazione dei beni culturali immateriali; il 29,5% invece tiene in considerazione la funzione di promozione del territorio e un altro 12% prende in considerazione il divertimento.
Come punto di debolezza viene vista la mancanza di parcheggi per il 33%, l’eccessivo affollamento per il 17,5% e la carenza dei trasporti per il 14%. Solo il 6,35% considera un problema l’ordine pubblico. Oltre il 22% vede altri punti deboli, tra cui il 3% il basso livello qualitativo dell’evento (molto denunciato il problema della mancanza di strutture di accoglienza gratuite o a basso costo).
L’88% percento considera il Carpino Folk Festival un forte stimolo a conoscere altri luoghi/beni/eventi del territorio. Per il 98% si tratta di un evento efficace per la promozione turistica del Gargano/Puglia ed il 93% ritiene che contribuisca fortemente nel creare un immagine positiva del territorio.
Il 60% ha rinunciato a fare altro per esservi presente ed il 76% dichiara di aver già partecipato ad altre edizioni del festival confermando la riuscita della fidelizzazione operata in questi anni.
Per il 41% il motivo per cui vengono al Carpino Folk Festival è la voglia di esserci, per il 36% per gli spettacoli proposti, per il 14% la curiosità e per il 9% per essere un occasione di socializzazione.

Venendo ai dati economici il 31,2% dichiara di aver pernottato in una delle strutture del Gargano. Il 29% per almeno due giorni, mentre oltre il 70% per oltre tre giorni confermando che si viene per il festival e non per il singolo spettacolo.
Ma il dato sorprendente è che il 44,44% dichiara di rimanere anche dopo il festival e il 22% di aver pernottato anche prima del festival spendendo in media per l’alloggio 21,70 €uro e altri 32,94 €uro per altre spese, quindi 54,64 €uro al giorno (ben oltre quanto stimato per il 2008 nel rapporto su "L’impatto economico del Carpino Folk Festival" – Pubblicazione Carpino Folk Festival, Luglio 2009).

Con tutti questi dati resta il tema, più volte posto dal Carpino Folk Festival, di uno spazio adeguato, un Auditorium anche per il Gargano.

Grande successo, infine, ha avuto la campagna "Vivi la Strada" per l’educazione e la sicurezza stradale promossa dall’Amministrazione Provinciale – Assessorato ai Trasporti – di Foggia condotta nell’ambito della nostra manifestazione ed in collaborazione col Consorzio 5FSS. L’opera di sensibilizzazione realizzata dall’Associazione "Vivi la Strada" e i controlli preventivi coll’etilometro hanno ridotto sensibilmente le infrazioni al codice della strada risultanti di fatto quasi irrilevanti rispetto alle migliaia di ospiti della manifestazione.

Dalle cifre alle note
La quattordicesima edizione del festival della musica popolare e delle sue contaminazione, promosso dall’Assessorato al Mediterraneo e dell’Assessorato al Turismo della Regione Puglia, dalla Provincia di Foggia, dal Comune di Carpino, dal Parco Nazionale del Gargano, è stato organizzato secondo gli standard di eccellenza che hanno caratterizzato le ultime edizioni nell’ambito del Five Festival Sud System dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con l’Azienda di Promozione Turistica di Foggia e la Fondazione Banca del Monte Domenico Siniscalco Ceci di Foggia e col sostegno della Birra Dreher.

L’entusiasmante avvio della manifestazione è avvenuto a Largo San Nicola con la proiezione del video/documento "Sentite buona gente", con la presentazione del libro "Il ritorno della taranta" di Vincenzo Santoro e il concerto acustico di Gianni Amati e Annamaria Bagorda. Ancora sempre a Largo San Nicola la tradizionale Notte di Chi Ruba Donne e i Concerti della Tradizione dei Rareca Antica – Canzoniere vesuviano, dei Petriò mmia – Canti e saltarelli marchigiani e dei Cantori di Carpino con Antonio Piccininno e le Serenate e le tarantelle alla carpinese. Rammarico resta per il meeting organizzato per i suonatori di chitarra battente. Purtroppo la pioggia ha interrotto la serata prima ancora di iniziare sulla proiezione del video di Andrea Sacco a cura di Giuseppe Michele Gala.

Numeroso il pubblico in Piazza del Popolo per i concerti: Terre Tumare” di Anna Cinzia Villani, Massimiliano Morabito, Davide Conte e Mauro Semeraro; “Canti di miniera, d’amore, vino e anarchia” di Simone Cristicchi e Il Coro dei minatori di Santa Fiora; Progetto Speciale Carpino Folk Festival 2009 di Guglielmo Pagnozzi & Voodoo Sound Club con il Collettivo Musicale Carpinese e il l’ospite speciale Teo Ciavarella.
Apprezzatissimi dal pubblico, novità di questa edizione del Carpino Folk Festival, gli omaggi del Carpino Folk Festival. David Riondino ha riproposto La Buona Novella di Fabrizio De’André che ha visto la straordinaria partecipazione, per complessivi 60 elementi sul palco, della Banda del Conservatorio Statale di Musica “Umberto Giordano” di Rodi Garganico e del Coro Polifonico Stefano Manduzio di Sannicandro Garganico. Quindi Rita Botto ha reso degnamente omaggio alla Sicilia di Rosa Balistreri e al nostro pugliese Domenico Modugno e Rosapaeda ha dedicato il suo concerto a Miriam Makeba e a Roberto Murolo ricevendo numerosi scrosci di applausi.

Infine “standing ovation” per le note poetiche di Giovanni Mauriello, l’inimitabile Teresa de Sio e l’esibizione dei Cantori di Carpino che hanno spento le luci su questa edizione del Festival.

Arrivederci al Carpino Folk Festival n.15 sul Gargano nella prima decade di agosto 2010.

Parco Archeologico Siponto, entro un anno l’inaugurazione

Importanti novità sul parco Archeologico di Siponto sono emerse nel corso della XVIII edizione del Premio di Cultura Re Manfredi, grazie all’intervento dell’archeologa Caterina Laganara, responsabile della campagna di scavo a Siponto. ‘Entro la prossima primavera il Parco Archeologico di Siponto sarà una grande realtà del territorio di Capitanata e potrà essere inaugurato. Lavoreremo anche per recuperare l’anfiteatro e tra qualche mese inaugureremo la mostra permanente sull’antica Siponto presso il museo del castello di Manfredonia’. Intanto ieri è ripresa la campagna di scavo che andrà avanti fino al prossimo 4 ottobre

Saverio Serlenga  (ondaradio.info)

Altre notizie a riguardo

Nuove ipotesi sulle origini di San Marco in Lamis: Mura, torri e campane

Le origini di San Marco in Lamis sono tuttora incerte. A differenza di altri centri garganici, per qualche oscuro motivo, i dubbi sulla sua nascita e sulla sua evoluzione rendono difficoltoso il lavoro dello storico che deve assemblare i pochi pezzi di storia finora accertati.

Una tra le leggende locali narra di alcuni pastori nomadi i quali con i loro porci vagavano alla ricerca di un posto sicuro che potesse difender loro dalle bestie selvatiche e che potesse dar loro ottima ospitalità. Costoro, in seguito, data la posizione strategica e l’abbondanza di acqua iniziarono a costruire il primo centro storico su delle palafitte, l’attuale “Padula”. Tra le tante leggende, questa è la più in voga e forse in parte vera dato che è dimostrato che nella valle dello starale vi era un alveo e che alcune case del centro storico hanno antiche fondamenta in legno, anche la chiesa della Collegiata è stata fondata su pali di legno. Altre leggende narrano di alcuni fuggitivi che trovarono rifugio nella nostra valle e che fondarono il primo insediamento. Non è dato sapere chi fossero questi fuggitivi. Il Fraccacreta riporta che i cittadini della antica Arpi fuggendo dalla città in procinto di essere distrutta si fossero rifugiati sui monti dando vita a San Marco In Lamis e Rignano Garganico. Vi è anche qualcuno che ipotizza la versione di Saraceni fuggitivi che dalle coste si spinsero nell’entroterra per scampare alla morte. Se è vero che nelle leggende vi è sempre qualcosa di vero bisognerebbe verificare per mezzo di validi documenti storici ognuna di queste. Impresa ardua tuttora intentata. Purtroppo, da un punto di vista meticolosamente storico, quanto viene riportato è molto discutibile. Si suole scrivere che le origini della città di San Marco In Lamis risalgono all’incirca all’anno mille e che la sua storia è legata strettamente a quella del convento di San Matteo. Le basi di tale teoria derivano dallo scritto del notaio Giuliani “Storia statistica e vicende della città di San Marco In Lamis”, che storico non poteva definirsi. Inoltre ciò è confermato dall’insigne preside Pasquale Soccio, il quale nonostante le sue indiscutibili qualità poetiche e letterarie, si basava su fondamenti preconcetti privi di ogni riscontro storico. La verità è che nessuno nel corso della nostra storia ha mai osato andare oltre, forse per malavoglia o forse per evitare lo scontro con i pochi detentori della cultura locale, arroccati sulle loro posizioni e pronti ad attaccare coloro i quali mettono in discussione il loro operato. In effetti gli archivi comunali non sono mai stati spulciati e valorizzati come in altre parti, ma nel corso degli anni spesso si è verificato un vero e proprio stupro, con la sottrazione di importanti documenti dal valore storico inestimabile da parte di privati cittadini che hanno preferito farne dei cimeli invece di mettere il tutto a disposizione della collettività. Quanto detto finora, ha portato alla irreversibile validazione storica di quella che potrebbe essere una storia molto diversa da quella propinataci fino ad oggi. In questi giorni ho avuto la conferma che quanto mi accingo a riportare non è solo una mia folle teoria ma una semplice deduzione scaturita da riflessioni e contraddizioni palesi che nel corso della mia breve esistenza mi hanno sempre accompagnato. Potrei iniziare con una domanda che si pongono spesso anche i bambini delle scuole elementari: “Perché il nostro paese si chiama San Marco In Lamis e perché il gonfalone è simile quello della Serenissima Repubblica di Venezia, ovvero il leone di San Marco?”Qualcuno vi ha mai dato una risposta concreta? Credo di no, neanche a me l’hanno mai data. […]

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di Ludovico Centola (http://www.sanmarcoinlamis.eu)

3 milioni di euro per incentivare l’assunzione a tempo indeterminato il Puglia

3 milioni di euro. A tanto ammonta l’importo di finanziamento che la Giunta Regionale pugliese ha stanziato, con specifica delibera, nel bando predisposto dall’Assessorato al Lavoro a sostegno dell’occupazione e in favore delle imprese che operano in Puglia e che assumono giovani disoccupati e inoccupati.
L’obiettivo è di contribuire a ridurre le condizioni di svantaggio nell’accesso al lavoro che contraddistinguono le regioni meridionali e con esse il fenomeno della precarietà.
Per questo la Regione stanzia con il bando incentivi finalizzati all’assunzione a tempo indeterminato in favore delle imprese che hanno assunto dal 1 gennaio al 31 dicembre 2009 con contratti a tempo indeterminato non inferiori a 30 ore settimanali.
Il contributo della Regione non potrà superare i 12.000 euro a nuovo assunto. Le domande potranno essere presentate dal giorno della pubblicazione del bando sul BURP fino all’esaurimento delle risorse finanziarie.

Domenico Sergio Antonacci e la Giornata di tutte le Kalena del Gargano

Masseria federiciana nel piano di Carpino (??)

"Si dice che"
… questa masseria risalga ai tempi di Federico II e faccia parte del sistema di masserie sviluppatosi in tutto il tavoliere fino alla terra di Bari voluto proprio dall’imperatore in persona.
La certezza non si ha, ma vari indizi confermano che potrebbe trattarsi proprio della struttura descritta; purtroppo nessun documento che ne parli è stato trovato, nemmeno dal D’Addetta, il famoso storico locale che si limita a citarla prendendo con le pinze l’idea che sia del periodo di Federico II.
Una attenta perizia con il gruppo archeo-speleologico Argod potrebbe confermare l’ipotesi.
L’edificio, che si trova esattamente al centro del piano di Carpino, a 500mt dalla Chiesa di Sant’Anna, non è in ottime condizioni ed ha subito interventi che in alcuni punti ne hanno compromesso la forma originaria. Le sue dimensioni, inusuali per un edificio agricolo della zona, lasciano sorpresi l’osservatore.




Altre foto

Domenico S. Antonacci

SOGGIORNI GRATUITI A SETTEMBRE SUL GARGANO CON SKYBRIDGE

Tutti coloro che usufruiranno dei voli Skybridge sulla tratta Roma-Foggia-Roma durante i week-end del mese di settembre 2009 potranno soggiornare gratuitamente a Vieste del Gargano negli Hotels 4 stelle di Vieste: "Aranci – Oasi – Pellegrino Palace – Delle More – Yria " + "Hotel Villa Americana" di Rodi Garganico, trattamento di pernottamento e 1^ colazione, dalla sera del venerdi’ al mattino del lunedi’.

IL PROGRAMMA

VENERDI’:
– partenza da Roma Fiumicino alle ore 19.15.
– arrivo a Foggia Gino Lisa alle ore 20.05.
– trasferimento gratuito a Vieste e Rodi e sistemazione nell’Hotel riservato – pernottamento.

SABATO-DOMENICA:
– Soggiorno a Vieste o Rodi con trattamento di pernottamento e 1^ colazione.

LUNEDI’:
– 1^ colazione in Hotel.
– mattinata libera a disposizione.
– nel primo pomeriggio, trasferimento gratuito all’aeroporto di Foggia
– partenza da Foggia Gino Lisa alle ore 17.00
– arrivo a Roma Fiumicino alle ore 17.55

PROCEDURE

a) provvedere all’acquisto dei biglietti aerei sul sito www.skybridgeairops.com ;
(N.B. – l’acquisto dei biglietti garantisce la disponibilita’ alberghiera presso gli Hotels citati e la gratuita’ dei servizi e trasferimenti indicati nel programma).
b) contattare il call-center di Skybridge ( 199 100 889 ) e richiedere l’attivazione della promozione;
c) sarete contattati dal Tour Operator "Gtours" di Foggia, Via Piave n. 10, tel. 0881-722126, fax 0881-709836, info@gtours.it , www.gtours.it , che provvedera’ a confermare al cliente il nominativo dell’Hotel assegnato, emettere i vouchers relativi ai servizi alberghieri ed ai trasferimenti, fornire al cliente ulteriori informazioni ed assistenza.

Il quadro di Sant’Anna

Ancora un post sulla Chiesa di Sant’Anna,questa volta focalizziamo l’attenzione sul quadro,rubato negli anni ’60.Ancora una volta chiediamo una risposta dall’amministrazione pubblica.Perchè non si fa nulla per salvare il destino di questa chiesa?

Oppure vogliamo aspettare che diventi come la Santa Croce prima di restaurarla?

Foto di Pierluigi Pelusi

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