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Masseria federiciana nel piano di Carpino (??)

"Si dice che"
… questa masseria risalga ai tempi di Federico II e faccia parte del sistema di masserie sviluppatosi in tutto il tavoliere fino alla terra di Bari voluto proprio dall’imperatore in persona.
La certezza non si ha, ma vari indizi confermano che potrebbe trattarsi proprio della struttura descritta; purtroppo nessun documento che ne parli è stato trovato, nemmeno dal D’Addetta, il famoso storico locale che si limita a citarla prendendo con le pinze l’idea che sia del periodo di Federico II.
Una attenta perizia con il gruppo archeo-speleologico Argod potrebbe confermare l’ipotesi.
L’edificio, che si trova esattamente al centro del piano di Carpino, a 500mt dalla Chiesa di Sant’Anna, non è in ottime condizioni ed ha subito interventi che in alcuni punti ne hanno compromesso la forma originaria. Le sue dimensioni, inusuali per un edificio agricolo della zona, lasciano sorpresi l’osservatore.




Altre foto

Domenico S. Antonacci

SOGGIORNI GRATUITI A SETTEMBRE SUL GARGANO CON SKYBRIDGE

Tutti coloro che usufruiranno dei voli Skybridge sulla tratta Roma-Foggia-Roma durante i week-end del mese di settembre 2009 potranno soggiornare gratuitamente a Vieste del Gargano negli Hotels 4 stelle di Vieste: "Aranci – Oasi – Pellegrino Palace – Delle More – Yria " + "Hotel Villa Americana" di Rodi Garganico, trattamento di pernottamento e 1^ colazione, dalla sera del venerdi’ al mattino del lunedi’.

IL PROGRAMMA

VENERDI’:
– partenza da Roma Fiumicino alle ore 19.15.
– arrivo a Foggia Gino Lisa alle ore 20.05.
– trasferimento gratuito a Vieste e Rodi e sistemazione nell’Hotel riservato – pernottamento.

SABATO-DOMENICA:
– Soggiorno a Vieste o Rodi con trattamento di pernottamento e 1^ colazione.

LUNEDI’:
– 1^ colazione in Hotel.
– mattinata libera a disposizione.
– nel primo pomeriggio, trasferimento gratuito all’aeroporto di Foggia
– partenza da Foggia Gino Lisa alle ore 17.00
– arrivo a Roma Fiumicino alle ore 17.55

PROCEDURE

a) provvedere all’acquisto dei biglietti aerei sul sito www.skybridgeairops.com ;
(N.B. – l’acquisto dei biglietti garantisce la disponibilita’ alberghiera presso gli Hotels citati e la gratuita’ dei servizi e trasferimenti indicati nel programma).
b) contattare il call-center di Skybridge ( 199 100 889 ) e richiedere l’attivazione della promozione;
c) sarete contattati dal Tour Operator "Gtours" di Foggia, Via Piave n. 10, tel. 0881-722126, fax 0881-709836, info@gtours.it , www.gtours.it , che provvedera’ a confermare al cliente il nominativo dell’Hotel assegnato, emettere i vouchers relativi ai servizi alberghieri ed ai trasferimenti, fornire al cliente ulteriori informazioni ed assistenza.

Il quadro di Sant’Anna

Ancora un post sulla Chiesa di Sant’Anna,questa volta focalizziamo l’attenzione sul quadro,rubato negli anni ’60.Ancora una volta chiediamo una risposta dall’amministrazione pubblica.Perchè non si fa nulla per salvare il destino di questa chiesa?

Oppure vogliamo aspettare che diventi come la Santa Croce prima di restaurarla?

Foto di Pierluigi Pelusi

Gli scavi di Avicenna a Carpino

Queste sono alcune foto degli scavi eseguiti negli anni ’50 a Carpino,precisamente in località Avicenna,vicino all’ex casello ferroviario (nella prima foto si scorge sullo sfondo la ferrovia).Gli scavi hanno portato alla luce parte di una villa romana utilizzata successivamente come necropoli.Qui sono stati rinvenuti centinaia di oggetti,anche preziosi.Il tutto si trova ora nei musei di Bari,Taranto e Siena.Gli scavi si sono interrotti dopo qualche mese,così come la speranza di riscoprire una città,forse la mitica Uria.Oggi tutto è ricoperto da colture di ulivi e vite.Ancora oggi ,in altre zone del piano,quando si zappa la terra si portano alla luce monete e cocci, segno inequivocabile che una volta nella piana c’era una città molto estesa.Ci auguriamo che un giorno tutto possa tornare alla luce del sole……

Domenico S. Antonacci

FU UNA DONNA A DISEGNARE I CAVALLI DI GROTTA PAGLICCI NEL PALEOLITICO

LA BIZZARRA TEORIA DI DEAN SNOW, ARCHEOLOGO E DOCENTE DELLA PENNSYLVANIA STATE UNIVERSITY, CHE HA ANALIZZATO LE IMPRONTE DI MANO RINVENUTE IN VARIE GROTTE PREISTORICHE DEL PIANETA
di Angelo Del Vecchio

RIGNANO GARGANICO (FG). Chi erano gli artisti che hanno affrescato Grotta Paglicci e hanno realizzato importantissime opere d’arte mobiliare tra 25.000 e 11.000 anni da oggi?

Sicuramente preistorici molto colti, con capacità espressive, visive e d’ingegno simili o uguali alle nostre. Seppellivano per esempio i propri morti, avevano una propria religione, avevano un proprio linguaggio, probabilmente avevano pure una rudimentale forma di comunicazione scritta, si radunavano in clan, avevano una propria gerarchia interna di potere e conoscevano sicuramente forme artistiche e culturali all’avanguardia. A Paglicci, come nel resto delle tribù paleolitiche organizzate d’Europa, il ruolo della donna doveva essere molto importante ed emancipato. A testimoniare ciò l’importante teoria di un archeologo americano, il prof. Dean Snow della Pennsylvania State University, secondo cui ad occuparsi dell’arredamento e della cura estetica della grotta erano le donne (o molte di loro).

Snow ha studiato molte cavità ubicate nei vari continenti e si è soffermato maggiormente su quelle europee, soprattutto i siti paleolitici di Pech Merle in Francia e di Grotta Paglicci in Italia. La sua "curiosità scientifica" si è concentrata sulle "firme" lasciate dagli artisti, ovvero le impronte di mano trovate vicino ad ogni dipinto, quasi sempre realizzati con ocra e carbone. Pech Merle e Grotta Paglicci, da questo punto di vista, sono molto importanti perché le impronte (per meglio essere precisi: le contro-impronte) sono state rinvenute nelle adiacenze di pitture parietali di cavalle gravide tra i 25.000 e i 20.000 anni fa. Artisti, anche donne, secondo l’archeologo americano, erano in attività in Europa e nel mondo già a partire da 40.000 anni or sono. Non sappiamo quale ruolo avesse il gentil sesso nella società paleolitica, sicuramente però la donna era considerata alla pari dell’uomo. Dean aggiunge che molte di esse avevano uno spiccato senso dell’arte. Quanto dice lo ha appreso direttamente dalle impronte, in positivo e in negativo, e dai graffiti di mani lasciati nelle grotte: molte sono piccole e sottili, a testimoniare che appartengono al genere Homo Sapiens femminile. Per meglio avvalorare la sua tesi ha effettuato un esperimento: ha confrontato le antiche impronte con alcune più moderne lasciate da diversi volontari. Molte di quelle arcaiche hanno evidenziato il dito anulare e l’indice lungo e il mignolo piccolo (mani di femmina). Le ricerche di Dean per il momento si sono limitate all’analisi di foto e al sopralluogo in alcune caverne in Francia e in Spagna, in futuro potrebbero concentrarsi su quelle pugliesi rinvenute a Grotta Paglicci nell’entroterra del Gargano.

Chissà se la donna cromagnoniana rinvenuta nella grotta rignanese nel 1986 e vissuta tra i 23.000 e i 24.000 anni fa amasse o praticasse l’arte, certamente amava l’estetica e la bellezza, così come testimonia la ricostruzione del suo viso ad opera del prof. Francesco Mallegni dell’Università degli Studi di Pisa e gli oggetti di “bigiotteria” rinvenuti nella sua fossa tombale.

Ulteriori informazioni sul portale internet www.paglicci.net

Fonte Garganopress.net

Arriva la Prima Borsa del Turismo del Gargano

Nel mese di settembre dal giorno 14 sino al 17 molte strutture turistiche della città di Vieste ospiteranno tour operator, intermediari e operatori turistici appartenenti a vari paesi d’Europa (Danimarca, Svezia, Finlandia, Inghilterra, Irlanda, Francia e Germania) per promuovere ed internazionalizzare il territorio del Gargano.

L’iniziativa denominata Borsa del Turismo del Gargano è stata sostenuta e promossa dai Consorzi Turistici del Gargano che hanno ceduto la parte operativa alla Mgf Comunicazione & Immagine di Lucera già contraddistinta professionalmente in un progetto con gli operatori agroalimentari Dauni negli Stati Uniti.

Lo scopo della Mgf è quello di far conoscere ai trenta operatori turistici esteri i differenti risvolti del turismo garganico ammirando gli scenari paesaggistici e le risorse naturali protagoniste dell’intero territorio garganico un vero e proprio tour nelle differenti strutture turistiche e nei posti più affascinanti del Gargano.

I luoghi da visitare sono davvero allettanti basti pensare alle bellezze del Parco Nazionale del Gargano, le immense spiagge dorate delle Isole Tremiti, i piatti tipici della cucina pugliese e le feste locali componenti essenziali che rendono particolare il Gargano.

Se la poesia della lingua materna diventa una battaglia politica

Pubblico questo articolo per chiarire come la penso.
Per il dialetto penso che non debba più essere un tabù nelle scuole. Non sono per l’abbandono dell’italiano a favore del dialetto, ma mi piacerebbe che nessun ragazzo venga più ripreso per essersi espresso in dialetto.
Per le tradizioni ritengo che sia opportuno che un insegnante conosca e diffonda le tradizioni del luogo in cui insegna.

Se la poesia della lingua materna diventa una battaglia politica

È apparso a tutti evidente che la polemica sul dialetto di queste ultime settimane non è dettata da questioni meramente linguistiche o culturali, ma da interessi politici contingenti e dal revisionismo storico nei confronti del Risorgimento. Tuttavia ritengo un grave errore sottovalutare l’ argomento o rubricarlo in un contesto di residuale arretratezza culturale. Pratico da sempre il dialetto della mia terra, ancora oggi per molti italiani è il vero "parlar materno": in gran parte del paeseè espressione identitaria e di appartenenza a un gruppo. I dialetti d’ Italia rappresentano un patrimonio di diversità di straordinario valore, non solo perché hanno mantenuto feconda la produzione poetica dei territori, ma perché, attraverso un complesso rapporto, hanno svolto, svolgono e svolgeranno un compito di arricchimento della lingua italiana. Proprio queste considerazioni impongono, per rendere il dialogo utile, di porre alcune discriminanti: l’ opportunità e non l’ obbligatorietà dello studio; il confronto e lo scambio come metodo per valorizzare l’ aspetto identitario; il privilegiare il fertile terreno dell’ oralità rispetto a rigide codificazioni. Sul primo punto penso che l’ obbligatorietà dello studio del dialetto rappresenti un metodo autoritario e controproducente nei risultati, riproponendo in senso contrario l’ imposizione dell’ italiano come lingua unificatrice. In fondo, se ci pensiamo, la diffusione dell’ italiano a livello di massa è avvenuta in gran parte con metodi impositivi: con la legge sull’ istruzione obbligatoria, con la leva militare obbligatoria dopo l’ Unità d’ Italia, con la prima grande guerra di massa (1915-‘ 18), con la persecuzione delle minoranze linguistiche nel periodo fascista e con la diffusione della televisione. Sul rapporto autoritario tra video e spettatore, Pasolini ha scritto pagine memorabili evidenziando, tra l’ altro, la differenza tra romanesco autentico dei ragazzi di borgata con l’ italiano romanizzato della televisione. Chi ha a cuore le sorti del dialetto non può adottare metodi coercitivi; se la Lega, nuovo partito del potere centrale dello Stato, sostiene l’ obbligatorietà scolastica del dialetto fa un’ inutile prova di forza. Il dialetto va promosso, sostenuto con cura e amorevolezza con quell’ atteggiamento pedagogico con il quale Antonio Gramsci, da un lato operava per l’ affermarsi di una lingua vivente e unitaria, concepita come fondamento di una moderna cultura popolare e nazionale, e dall’ altro rivendicava il pregio del dialetto come esperienza formativa e come fonte di irradiazione di innovazioni linguistiche. Proprio quest’ ultima considerazione ci apre verso un’ altra riflessione: il valore identitario espresso dalla propria Lingua Madre si afferma e si consolida attraverso lo scambio; non esiste identità senza scambio. Le lingue e i dialetti sono materia vivente in costante mutamento; incontri e scambi danno ricchezza e colore espressivo al linguaggio. Per questo motivo, proviamo piacere e curiosità nel sentire la forza emozionale di altri dialetti. Come non rimanere emotivamente coinvolti da tante belle canzoni napoletaneo dalla straordinaria Crêuza de mä di Fabrizio De André. Come non sentirci un po’ romagnoli guardando Amarcord o sentendo parlare Tonino Guerra. Nell’ insieme le identità locali, con le loro forme espressive, dal canto alla poesia, dalla saggezza dei proverbi alla straordinaria creatività dei tanti modi di dire, testimoniano la ricchezza della nostra comunità nazionale. Se si concorda su questo approccio è evidente che, prima o poi, al costante processo di rinnovamento linguistico contribuiranno anche le lingue degli immigrati, con lo stesso ruolo di "focolai di irradiazione" verso la lingua nazionale che hanno avuto i dialetti. Così va il mondoe qualsiasi forma di chiusura applicata alla dinamicità delle lingue e dei dialetti ha la stessa consistenza di un castello di sabbia modellato sul bagnasciuga. Del resto la voce "dialetto" è tratta dal greco "dialektos", che significa "conversazione, dialogo" e il dialogo tra le culture è la grande scommessa del secolo. L’ ultima questione riguarda la convinzione che l’ eccessiva codificazione del dialetto può diventare lesiva della sua principale forza che risiede nell’ oralità. Come la cavalleria leggera il dialetto si svincola da regole omogenee: in valli confinanti e in paesi a pochi chilometri di distanza mutano voci, significati e accenti. Il confronto evidenzia le differenze, educa all’ ascolto, favorisce il divertente sfottò tra i diversi campanili. Questaè la forza dell’ oralità che, grazie ai nuovi strumenti della filmografia, può essere raccolta, trasmessa e archiviata. È evidente che su queste tematiche il Partito Democratico e l’ opposizione in generale dovrebbero essere più combattivi e incisivi. Almeno rivendicare il lavoro che per molti anni è stato svolto sul fronte delle tradizioni popolari dai vari gruppi di canzonieri, dall’ Istituto Ernesto De Martino, dal lavoro di etnomusicologi come Diego Carpitella o Roberto Leydi. Niente di tutto ciò, si liquidano come belinate ("stupidaggini", dal ligure) le tesi linguistiche di Calderoli, pensando che l’ argomento non meriti approfondimento. C’ è da chiedersi se questa sinistra ha ciapà al pojan (locuzione lombarda: "non star bene", "avere la fiacca". Il senso primitivo di pojan era quello di "sonnolenza che prendeva i carbonai per esalazioni di acido carbonico"). Sarebbe invece utile e doveroso denunciare il metodo leghista di promuovere la secessione con la tattica del fari Cicciu mi tocca (locuzione calabrese: "si dice di chi ostenta di non volere una cosa che nella realtà non solo vuole, ma incoraggia perché si faccia"; locuzione nata dalla storiella della giovinetta che, fingendo di protestare, diceva alla mamma: Ma’ , Cicciu me tocca!, ma sottovoce spingeva il fidanzato a carezzarla sempre di più: Toccame Cicciu ). Nota anche a Trieste: Mama Toni me toca! – Toni no sta tocar la puta! – Toca, toca Toni!. E a Roma: A mà, Peppe me tocca – Toccame Pe’ !. Ah, la straordinaria efficacia del dialetto! – CARLO PETRINI

LA TANGENTE, IL DURC, IL SINDACO GNE’ GNE’ E I LAVORI PUBBLICI SUL GARGANO

IN ESCLUSIVA PROSSIMAMENTE SU http://www.GARGANOPRESS.NET L’INTERVISTA AD UN PRESIDENTE DI AZIENDA DEL PROMONTORIO CHE SI VEDE NEGARE PAGAMENTI DA UN CONSORZIO PER LAVORI CHIUSI DA TEMPO, CONSEGNATI E COLLAUDATI – IL RACCONTO E’ BASATO SU UNA STORIA VERA

a cura di Angelo Del Vecchio

Come mettersi nei guai non pagando una tangente da 20 mila euro. Parla un presidente di azienda, ma sarà vero quello che dice? Tutto ha avuto inizio nel 2006, in un comune qualsiasi del Promontorio di San Michele.

Fatti, circostanze, pressioni politiche, danneggiamenti privati, minacce fisiche e psicologiche, rallentamenti coatti, pagamenti non ancora ultimati. Non era meglio pagarla sta tangente? Parla il trentenne Annibale Bianchi, nome fittizio scelto dall’interessato per proteggere la sua identità, che ci svela tutti i segreti per mettersi nei guai e non dormire per ben 24 mesi.

Bianchi per un lavoro da 200.000 euro circa ci ha rimesso la libertà, la tranquillità, la famiglia. Il coraggio di dire no alla delinquenza dei colletti bianchi.

Nella storia raccolta e romanzata dal nostro direttore Angelo Del Vecchio troverete il politico innocente, il presidente strozzino, l’impiegato arruffone, l’amico confidente, l’agente impotente, l’impiegato dell’Inps, il Durc in arrivo, il certificato camerale aggiornato, il sindaco gnè gnè.

TRA QUALCHE GIORNO SU http://www.GARGANOPRESS.NET

Vi terremo aggiornati.

ASSOCIAZIONISMO ATTIVO DEL GARGANO – l’VIII° INCONTRO per tutte le KALENA del Gargano abbandonate

PESCHICI. Kàlena e Peschici sono liete di accogliere l’8° incontro dell’Associazionismo Attivo del Gargano.
Di seguito il programma completo della manifestazione.

Le Associazioni garganiche si incontreranno martedì 8 settembre a Peschici per rinnovare proponimenti e comunione d’intenti, cogliendo l’occasione della annuale festività religiosa dedicata alla Madonna di Calena, il cui simulacro (conservato durante l’anno dai privati proprietari dell’antico cenobio benedettino e restaurata di recente) verrà esposto per la manifestazione religiosa, culmine della festa un tempo molto più sentita di oggi.

La scelta è caduta sul sito che sorge nella piana di Peschici, da cui dista un paio di chilometri, per lo stato di degrado in cui versa da sempre il monumento, ma anche per il recente crollo (giugno scorso) del tetto in legno dell’abside. Incuria e abbandono che stanno gradualmente distruggendo l’unica testimonianza-matrice della nascita e crescita della cittadina garganica.

Si vuole, in pratica, porre sotto una colossale lente d’ingrandimento la fine ingloriosa di un manufatto-masseria fortificata-cenobio benedettino, che ha conosciuto secoli di gloria, potenza e ricchezze, secondo solo all’Abazia di Montecassino e al pari della consorella tremitese. E con Calena, ciascuno dei monumenti a rilevanza storico-culturale che sul Gargano stanno rischiando la stessa fine (Santa Barbara a Rodi Garganico, Sant’Anna a Carpino e Grotta Paglicci a Rignano Garganico) o l’hanno già subita (Monte Sacro a Mattinata), tanto per citarne qualcuno.

Programma:
– ore 17:00 incontro di benvenuto presso l’abbazia di KALENA (diffusione di volantini sullo stato di degrado e l’importanza storica dell’abbazia e opera di sensibilizzazione a turisti e cittadini garganici,) a cui seguiranno manifestazioni legate alla festa e al culto religioso

– ore 19:30 incontro e dibattito dell’Associazionismo in Villa Comunale e discussione ORDINE del GIORNO:

– lo stato di degrado e di abbandono fisico e istituzionale – finanziario di monumenti a rilevanza storico – culturale: (Grotta Paglicci, Kàlena; etc);
– i Sistemi Turistici Territoriali e i Sistemi Turistici di Prodotto del Gargano affinché le professionalità garganiche possano esprimere le loro potenzialità;
– Gargano e Legalità: presentazione di un documento d’intesa dell’Associazionismo;
– realizzazione di un documento d’intesa dell’Associazionismo per suggerire e favorire una politica inter-comunale e di sviluppo del territorio, rivolta agli enti locali preposti;
– presentazione forum realizzato dall’associazione ARGOD e richiesta mail delle associazioni per invio password di accesso.

– ore 22:00 cena presso l’agriturismo PANE e VINO in località Martinetti – Peschici, sulla s.s.89 per Vieste. La cena prevede un costo modico e su conferma da parte dei partecipanti.

Da Puntodistella.it Piero Giannini, Da Garganopress.net Angelo del Vecchio, dalla nostra Redazione Domenico Sergio Antonacci.

Intervenite numerosi!

Le Associazioni di Peschici:
Centro Studi Martella, Rimboschiamo Peschici, Punto di stella.

INFO: 3341824675 (Armando Quaglia)
380-2577054 (Teresa Rauzino)
andoq@hotmail.it; centrostudimartella@hotmail.com; info@puntodistella.it

Parte il Festival della cultura ebraica in Puglia

S’intitolerà "Negba – verso il Mezzogiorno" e si svolgerà dal 6 al 10 settembre

di Anna Lucia Sticozzi (*)

SAN NICANDRO GARGANICO. Avrà un ruolo di grande rilievo anche la città di San Nicandro, grazie alla sua attivissima comunità ebraica, nel 1^ Festival della Cultura Ebraica che si svolgerà in Puglia dal 6 al 10 settembre prossimo intitolato “NEGBA-Verso il mezzogiorno” con una serie di manifestazioni culturali, dibattiti, convegni, concerti, spettacoli, degustazioni nelle città pugliesi, sedi di comunità ebraiche.

Il programma ufficiale delle iniziative inserite nel grande evento nazionale dedica infatti la giornata del 9 settembre alla comunità ebraica sannicandrese fondata da Donato Manduzio con visita alla sinagoga, al museo civico e al cimitero ebraico in mattinata, mentre nel pomeriggio, alle 18,00 un dialogo presso la Torre di Mileto tra rav Roberto Della Rocca e lo storico dell’ebraismo Pasquale Troìa sulla storia degli ebrei di San Nicandro. A seguire, alle 19,00 il “Concerto al tramonto” del Nigunim Trio Italyà e alle 21,30 l’attesissima proiezione, in anteprima assoluta, del film-documentario “Il viaggio di Eti – da San Nicandro a Sefat” del regista Vincenzo Condorelli, girato tra la città israeliana e San Nicandro sulle tracce degli ebrei sannicandresi trasferitisi in Israele nel 1948, in un’ideale ricerca delle proprie radici storico-culturali e religiose. Il festival della cultura ebraica, promosso dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dall’assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia (e patrocinato dai comuni che ospiteranno gli eventi: Andria, Bari, Lecce, Oria, Otranto, Sannicandro Garganico, Trani) si inserisce in un progetto più ampio “per la riscoperta e la valorizzazione, con le istituzioni e i territori, dell’ebraismo perduto nel Sud Italia. La regione Puglia – si legge in una nota ufficiale dell’evento – è per molti motivi una straordinaria opportunità: lo è per la rinascita della Comunità Ebraica di Trani, per la riscoperta della storia degli Ebrei di San Nicandro Garganico, per le tracce diffuse di questa storia millenaria. Lo è per l’impegno che la Regione sta portando avanti come area di riferimento per gli scambi e le relazioni nel bacino del Mediterraneo.” E proprio la parola che dà il titolo al Festival, “Negba”, che in ebraico biblico significa “verso Sud” (usata nella Bibbia in occasione del viaggio di Abramo verso sud in direzione di Gerusalemme), è deputata a rappresentare simbolicamente il cammino dell’ebraismo italiano attraverso le comunità ebraiche del mezzogiorno. Il festival della cultura ebraica “Negba – verso il mezzogiorno” segue cronologicamente la “Giornata della cultura ebraica” del 6 settembre che, giunta alla sua X edizione, vede proprio quest’anno una città pugliese, Trani, quale capofila della manifestazione di carattere internazionale che si svolge in contemporanea in 27 Paesi europei per diffondere la conoscenza della cultura ebraica. Una vera e propria svolta storica per la Puglia e le comunità ebraiche pugliesi: “E’ la prima volta che l’ebraismo italiano propone un’iniziativa così importante in una regione dove la presenza di correligionari è limitata e sparsa nel territorio – spiega Grazia Gualano, ricercatrice, portavoce della comunità ebraica sannicandrese -. A Trani città capofila della Giornata della Cultura, che con Andria, Bari, Lecce, Oria, Otranto, San Nicandro Garganico, ospiteranno il Festival, compiamo il primo passo verso la riscrittura di un intero capitolo di ebraismo.” Intanto, è in fase di programmazione a San Nicandro, “Transiti ad Oriente”, un grande evento culturale per la valorizzazione dell’ebraismo sannicandrese, promosso dall’amministrazione comunale che si terrà nel prossimo autunno.
(*) Tratto da "La Gazzetta del Mezzogiorno" ed. "La Gazzetta di Capitanata" del 20 agosto 2009

Donato Manduzio e la Comunità Ebraica a San Nicandro Garganico
Museo Storico Etnografico e della civiltà contadina
San Nicandro Garganico

Si terrà presso il Museo una mostra dedicata a "Donato Manduzio e la Comunità Ebraica a San Nicandro Garganico".

La mostra è aperta il sabato e la domenica per tutto il mese di settembre e ottobre 2009, dalle ore 17:00 alle ore 19:00 (l’apertura oltre questi giorni è possibile solo tramite prenotazione chiamando ai numeri 0882472369 oppure 3398179911.

San Nicandro Garganico dal punto di vista della religiosità, ha una caratteristica che la rende unica tra le comunità locali della Capitanata. In essa, infatti, a partire dal Primo dopoguerra sorse e andò via via incrementandosi una comunità di convertiti all’ebraismo. Il fondatore fu Donato Manduzio che avuta tra le mani una versione in italiano della Bibbia, iniziò la sua opera di proselitismo.
Quando, dopo la Seconda Guerra Mondiale, fu costituito lo Stato d’Israele un gruppo numeroso di famiglie sannicandresi convertite all’ebraismo, ma non di razza ebrea (anche questa è una singolarità), ottenne il permesso di emigrare in Israele, dove vivono tutt’ora i loro discendenti. E’ ancora vivo uno dei primi emigrati, Nazario Tritto, il quale ha donato al Museo i materiali oggi raccolti in una sezione appositamente destinata all’ebraismo.
I vari reperti sono contenuti in apposite vetrinette e munite di targa descrittiva per consentire al visitatore di comprenderne il significato e la funzione. Il fenomeno dell’ebraismo in San Nicandro Garganico è così singolare da richiamare l’attenzione di studiosi e mass media. La prestigiosa BBC inglese ha realizzato in San Nicandro Garganico un documentario sulla vita e sui luoghi della predicazione di Donato Manduzio. La direzione del Museo è orgogliosa di accogliere e offrire ai visitatori e agli studiosi le testimonianze di questa singolare comunità "ebraica" di elezione e non di razza, sorta in San Nicandro Garganico circa ottant’anni fa e che è tutt’ora fiorente e operante, in stretta collaborazione con la comunità ebraica romana.

Sul Gargano il piatto delle poltrone diventa sempre più ricco

Vu lu vu, vu le vu, vu le vu danze‘ , questa musica è il ritmo che piace a me…


Mercoledì prossimo, 2 settembre 2009, riunione in prefettura dei sindaci dei 13 Comuni della Comunità Montana Gargano (Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Peschici, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Sannicandro Garganico, Vico, Vieste) per ricomporre maggioranza ed esecutivo alla luce della sentenza della Corte costituzionale che ha ridato "corpo e sostanza" all’ente montano.
Sul Gargano il piatto delle poltrone diventa sempre più ricco.
Altro che crisi.
Dopo il Parco Nazionale del Gargano e il Gal Gargano, adesso anche la Comunità Montana del Gargano è da risistemare.
Tranquilli c’è posto per tutti.

E nel frattempo con data 20 agosto 2009 …
…pronti via alle intenzioni di spesa pubblica

Avviso Pubblico per la presentazione di manifestazioni d’interesse per l’aquisizione a cottimo di beni servizi e lavori.
Si legge nell’avviso in relazione all’esercizio finanziario 2009 e avuto riguardo al detto lasso temporale è intendimento di questo Ente sollecitare la produzione, da parte degli operatori economici interessati, di apposite manifestazioni d’interesse, ai fini del successivo svolgimento, ad opera della Comunità Montana del Gargano di tutti i procedimenti di acquisizione in economia, mediante cottimo fiduciario, di beni, servizi e lavori.
Se interessato leggi l’avviso cliccando qui.

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