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La cultura musicale di contadini, pastori, pescatori, artigiani del Gargano fotografati da Alan Lomax nell’estate del 1954

Su Facebook in regalo i Beni Immateriali del Gargano a cura dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival

Diamo un nome a questi volti che rappresentano la musicalità di una terra magica



Foto scattate nell’agosto del 1954 dall’etnomusicologo Alan Lomax tra Carpino, Cagnano, Varano, Monte Sant’Angelo e San Nicandro Garganico.

Italia 1954-1955
Oltre 1.300 fotografie in bianco e nero di Alan Lomax illustrano, sei mesi di registrazione sul campo in Italia, con Diego Carpitella fra il 1954 e nel 1955. L’abilità crescente di Lomax con la fotocamera ha prodotto una collezione di immagini che evocano la cultura musicale di contadini, pastori, pescatori, artigiani e di oltre un centinaio di località, dalla Sicilia alle Alpi. Essi testimoniano un’epoca nella vita italiana e della storia che è stata tragica ma estremamente feconda.

Una playlist dei video “d’epoca” girati sul Gargano dall’Istituto Luce

http://www.youtube.com/p/5B42CB98724A239C&hl=it&fs=1

La selce del Gargano: risorsa preistorica e attrattiva per i popoli dell’Egeo e del Medio Oriente

Fin dalla Preistoria, il Gargano, in particolare le sue zone costiere, è stato teatro di incontri e migrazioni di popoli provenienti dall’Egeo, dal Libano, dalla Palestina e dall’Anatolia. La presenza di abbondanti giacimenti di selce, fondamentale per la produzione di utensili e armi, ha rappresentato il principale motivo di attrazione per questi popoli, che si stabilirono sul promontorio durante l’Eneolitico.

Le miniere di selce del Gargano

Gli scavi archeologici effettuati negli ultimi anni, in particolare al Grottone di Manaccora e alla miniera di Valle Sbernia a Peschici, hanno portato alla luce manufatti riconducibili a tecniche di lavorazione di area egeo-anatolica. Secondo l’archeologa Grazia del Duca, queste popolazioni giunsero sul Gargano attraversando il Mediterraneo con imbarcazioni di piccolo cabotaggio, seguendo le coste per evitare tempeste. Una volta arrivati, si dedicarono allo sfruttamento delle risorse litiche, avviando una produzione intensiva di utensili attraverso la scheggiatura della selce.

Tra i siti più significativi del Gargano vi sono:

Valle Sbernia (Peschici), dove sorgeva una grande miniera/officina situata lungo l’attuale Statale 89 tra Peschici e Vieste.

Defensola (Vieste), che ospita una delle aree silicee più estese del bacino mediterraneo. Qui, gli scavi dell’équipe del professor Galimberti dell’Università di Siena hanno documentato le difficili condizioni di lavoro: la selce veniva estratta in posizione supina, al debole chiarore di lucerne di pietra.

Le tecniche di estrazione e lavorazione variavano a seconda della conformazione delle miniere. A Valle Sbernia, gli spazi permettevano di lavorare in piedi, mentre a Defensola la ristrettezza delle gallerie imponeva posture scomode e faticose.

La selce: il “petrolio” della Preistoria

In epoca preistorica, la selce era una risorsa fondamentale per l’economia mediterranea, comparabile per importanza al petrolio dei giorni nostri. Gli strumenti litici prodotti sul Gargano venivano utilizzati non solo localmente, ma esportati in altre regioni, grazie a una rete di scambi che collegava il promontorio alle aree dell’Egeo e del Medio Oriente. Questo flusso di materiali e tecniche contribuì a una contaminazione culturale e tecnologica significativa, come dimostrano i ritrovamenti nei siti del Monte Carmelo, Monte d’Elio e Sant’Elia.

La tecnica campignana, sviluppatasi originariamente in Libano e Palestina, venne introdotta sul Gargano dai migranti orientali. Si tratta di una metodologia avanzata di scheggiatura che consentiva di produrre utensili raffinati, come tranchet, foliati e il celebre “scalpello garganico”. Quest’ultimo, rinvenuto nella Pineta Marzini a Vico del Gargano, era utilizzato per il disboscamento e la lavorazione del legname.

Un’economia litica e forestale

La geografia del Gargano, ricca di boschi simili a quelli di Libano e Palestina, rese possibile lo sviluppo di un’economia basata non solo sull’estrazione della selce, ma anche sullo sfruttamento del legname. Nei pressi del Torrente Macchia, vicino a Vieste, sono stati rinvenuti strumenti litici destinati alla scortecciatura degli alberi, evidenziando come il taglio del legname affiancasse la lavorazione della selce nelle attività economiche del tempo.

L’eredità culturale del Gargano preistorico

Il Gargano resta un importante deposito di selce, unico in Italia insieme ai Monti Lessini in provincia di Verona, che presentano caratteristiche geografiche simili. La ricchezza di questa risorsa ha plasmato la storia e l’economia del promontorio, rendendolo un crocevia di scambi culturali e tecnologici durante la Preistoria. Le tracce di questa epoca remota, custodite nei siti archeologici del Gargano, raccontano di un passato in cui la selce era la linfa vitale di un mondo in continua trasformazione.

Lettera alla redazione di Sanmarcoinlamis.eu – Cubo di Rubik: Max Iovane vince Open di Mantova

Max Iovane è nato a San Marco in LamisNessun contributo da parte di Regione e  Provincia anche se rappresentate durante le premiazioni

Avete già pubblicato, se non erro, la notizia, lo scorso febbraio, della vittoria del sedicenne di CAGNANO VARANO ai campionati italiani del Cubo di Rubik.  Massimiliano  IOVANE, detto Max, a sedici anni e mezzo   si è riconfermato,  nei giorni 19 e 20 settembre, durante la  competizione internazionale degli Open di Mantova, uno dei più forti speedcubers italiani ed europei, vantando la migliore media nelle categorie 2x2x2, 3x3x3 ( il cubo classico ) e il miglior tempo nel 4x4x4, molto più difficile.

Inoltre Max  ha  anche vinto nella categoria one handed, vale a dire la soluzione del 3x3x3 con una sola mano. Max è garganico e sta ottenendo successi internazionali di rilievo. Tra l’altro,  ai prossimi campionati mondiali ( si tengono ogni due anni in una città diversa ) che si svolgeranno a Dusseldorf  il 9-10 e 11 ottobre, Max IOVANE rappresenterà l’Italia.  […] Già ho avuto modo di precisare che la disciplina in cui mio figlio è campione non ha né sostegni dalla federazione –in Italia ancora giovane e povera – né premi in denaro e la divulgazione della notizia può essere un giusto riconoscimento, oltre che un veicolo per poter trovare qualche sponsor. Abbiamo chiesto un aiuto alla Regione Puglia e alla Provincia, ma la richiesta non è stata considerata, pur se i predetti Enti sono rappresentati durante le manifestazioni ( perché alle premiazioni si fa riferimento sempre alla regione di provenienza e alla provincia, e Max è sempre sul podio ).

Per questo c’ è amarezza; se Max avesse  praticato un’altra disciplina avrebbe avuto altri riconoscimenti; il Cubo di Rubik, nelle varie categorie ( esiste anche il 7x7x7, “ strumento “ quasi impossibile da risolvere ( ma non per Max ), è affatto poco considerata. Al Nord, dove Max si reca per le gare, la disciplina è molto più seguita- giornali e televisioni locali-  ma Max, il garganico, continua la sue le sue “ solitarie “ vittorie quasi nell’indifferenza delle nostre comunità. Ma per lui va bene così. Vi farà piacere sapere, inoltre, che Max è nato a SAN MARCO IN LAMIS, nel vostro Ospedale. La sua prima aria respirata è stata quella della vostra città.

Giuliano IOVANE – padre di Max.-

(Sarebbe il massimo avere come sponsor un’azienda o una attività commerciale sammarchese. Per chi fosse interessato la redazione è in possesso dei recapiti  telefonici di Max)

Gargano: ragazzi salvano un cagnolino in un crepaccio e scoprono grotta carsica

Nessuno l’aveva mai vista finora

Ha un’estensione di circa 200 metri quadri, con migliaia di stalattiti, stalagmiti e colonne alte anche cinque metri

FOGGIA – A volte succede come nei film: ragazzini che inseguono un cane o una palla nei boschi e rotolano in una buca, scoprendo un mondo meraviglioso. È capitato così anche a degli adolescenti del Gargano che sono entrati per la prima volta in una caverna affascinante, mai vista da occhio umano. Una grotta carsica che, forse, si è formata in migliaia e migliaia di anni.

Si trova tra Ischitella e Carpino, centri situati nel cuore del Gargano. L’«antro» millenario si apre nei pressi di un bosco di lecci e querce, estensione di 200 metri quadri, con migliaia di stalattiti, stalagmiti e colonne alte anche cinque metri.

Tutto era nato dalla ricerca di un cagnolino precipitato in un crepaccio. Dopo un salto di circa tre metri, la scoperta: all’interno sono state trovate migliaia di stalattiti e figure modellate dall’acqua e dal calcare nei millenni. Nella grotta, che è ubicata in un fondo privato, è presente un elevatissimo livello di umidità e, da un primo sopralluogo, sembra certo che nessun essere umano ci abbia mai messo piede: le stalattiti e le stalagmiti sono apparentemente intatte.

Fonte: corrieredelmezzogiorno.it

Nelle Grotte sta emergendo il Gargano segreto

Tra Ischitella e Carpino è stata scoperta una grotta dell’estensione di circa 200 metri quadri, con migliaia di stalattiti, stalagmiti e colonne alte anche cinque metri. Del ritrovamento sarà informata la sovrintendenza ai beni culturali, che dovrà studiare la grotta e cercare di valorizzarla.

Contemporaneamente un operazione della Finanza nel Gargano scopre decine di reperti che stavano per essere trafugati a Monte Civita

RISALGONO al VI al IV secolo avanti Cristo

Monili in bronzo, lance, sculture e vasi
Intercettato il tesoro dei «tombaroli»

Una parte dei reperti scoperti dalla Finanza

FOGGIA – Intercettato il tesoro dei tombaroli nel Gargano. I militari della Guardia di finanza di San Severo e della Brigata di Rodi Garganico, agli ordini del capitano Corrado Palmiotti, hanno trovato su un’area archeologica a Monte Civita, nel territorio di Ischitella, 39 reperti che probabilmente erano stati portati in superficie e che stavano per essere trafugati.

Secondo i primi accertamenti, risalgono a un periodo che va dal VI al IV secolo avanti Cristo. Si tratta di ventuno monili in bronzo, cinque lance, diversi oggetti in vasellame e una parte di una scultura in pietra di notevole interesse storico.

Non è la prima volta che i finanzieri di San Severo e della Brigata di Rodi Garganico intervengono nel territorio di Ischitella. A maggio erano stati intercettati quarantotto reperti, tra cui cinque scheletri quasi integri, mentre a giugno erano stati recuperati cinquantanove oggetti che erano stati trafugati all’interno di due sepolcri.

Comunità Montana del Gargano, Carpino e Vico votano Trombetta e Cannarozzi

La ricetta del giorno: Cannarozzi con Trombetta

Due ex sindaci ed esponenti di spicco della politica garganica tornano alla Comunità Montana del Gargano. Si tratta di Mario Trombetta, attuale direttore del Gal Gargano e Matteo Cannarozzi De Grazia, consigliere comunale di maggioranza ed ex sindaco di Vico del Gargano. I due sono stati designati all’unanimità dai rispettivi consigli comunali riunitisi ieri sera. Le città di Carpino e Vico sono state tra le prime a votare i propri rappresentanti, mentre in altri comuni tutto è ancora in alto mare.

Le ricette di:


Ingredienti:

– Due ex sindaci ed esponenti di spicco della politica garganica, un Mario Trombetta, un Matteo Cannarozzi De Grazia.
– Mescolare, mescolare e rimescolare il rimpasto fino ad ottenere una maggioranza dura.
– Tempo di cottura: dipende!
– Servire impiattando con del rosmarino raccolto nella Comunità Montana del Gargano.
– Vino consigliato: Cacc’è mitte DOC annata 2008.
Buona digestione!

Da garganicus.blogspot.com

Tra Ischitella e Carpino una stupenda cavità carsica. Oggi sarà avvisata la Soprintendenza

Salvano cane caduto in un fosso e scoprono grotte con stalattiti

Tra Ischitella e Carpino una stupenda cavità carsica. Oggi sarà avvisata la Soprintendenza

ISCHITELLA – La scoperta ha un valore inestimabile ed eccezionale. Tra Ischitella e Carpino, nel cuore del Gargano e nei pressi di un folto bosco di lecci e querce e di un’area di macchia mediterranea, è stata scoperta una grotta dell’estensione di circa 200 metri quadri, con migliaia di stalattiti, stalagmiti e colonne alte anche cinque metri. Il ritrovamento della caverna, in cui tuttora è in atto lo stillicidio che nei millenni ha formato queste strutture inorganiche, tipiche delle grotte carsiche, è stato casuale. Alcuni ragazzi del posto erano nella zona di Monte Civita (interessata nei mesi scorsi da eccezionali scoperte archeologiche, risalenti all’epoca etrusca), un’area molto frequentata dai cercatori di funghi, ma anche dai pastori.

Il loro cagnolino è entrato in un crepaccio del diametro di poco più di mezzo metro e i giovani lo hanno seguito. Dopo un salto di circa tre metri, la scoperta: all’interno di quella che si pensava fosse una delle tante buche presenti sul Gargano, sono state trovate migliaia di stalattiti e figure modellate dall’acqua e dal calcare nei millenni. Nella grotta, che è ubicata in un fondo privato, è presente un elevatissimo livello di umidità e, da un primo sopralluogo, sembra certo che nessun essere umano ci abbia messo piede: le stalattiti e le stalagmiti sono apparentemente intatte.

Dell’eccezionale ritrovamento sarà informata la sovrintendenza ai beni culturali. Troppo presto per ipotizzare l’apertura della caverna al pubblico, visto che un primo sopralluogo tecnico non è ancora avvenuto e che la zona, oltre ad essere privata, è di difficile accesso. Si rende necessaria, adesso, la protezione della grotta dai malintenzionati, dai vandali e dai cercatori di souvenir, che più di una volta, in Capitanata, hanno devastato tombe e grotte, senza lasciare la possibilità di studiarle.
Fonte: Repubblica.it  22 settembre 2009

Domenicoooooo urge tuo intervento!!!!

Orienteering: 400 atleti in rappresentanza di 15 nazioni per la 5 giorni a tappe di ottobre

Grande opportunità per dimostrare la forza del Gargano per poter definitivamente ottenere l’assegnazione dei Campionati Mondiali Veterani del 2012.
Evento
patrocinato anche dal Comune di Carpino

La seconda edizione della 5 giorni a tappe Puglia si preannuncia di caratura internazionale e si terrà in Gargano dal 5 al 9 ottobre 2009.  Sono attesi al via 400 atleti di cui ben 300 provenienti dall’estero (centro e nord europa) in rapprentanza di 15 nazioni. Un ottimo risultato che conferma come l’orienteering possa essere uno degli innovativi attrattori turistici in periodi destagionalizzati.

A Vico del Gargano, quartier generale dell’orienteering, fervono i preparativi con l’appoggio di enti, associazioni locali e volontari, tutti desiderosi di sentirsi partecipi della piena riuscita organizzativa di questo evento e di far ben figurare il Gargano e la Puglia tutta, considerando che l’assegnazione del Campionato del Mondo 2012, per il quale l’Italia ha candidato il Gargano, avverrà il 7 novembre a Losanna.

Ricco il programma della manifestazioni, che oltre alle gare sportive, prevede delle feste e degustazioni in piazza di prodotti tipici, un convegno internazionale ed un particolare  aperitivo pomeridiano in piazza ad Ischitella.

L’evento è patrocinato e sponsorizzato da: Regione Puglia, Provincia di Foggia, Parco Nazionale del Gargano, CONI Puglia, Ufficio Scolastico Regionale di Educazione Fisica, dai  comuni di Vico del Gargano, Peschici, Ischitella, Vieste, Monte Sant’Angelo, Rodi Garganico e Carpino .

Programma:
Lunedì 5 ottobre: Apertura e 1^ tappa 5 days Puglia – Vico del Gargano centro storico ore 19.00 a seguire degustazione prodotti tipici per le delegazioni internazionali offerti dalla Provincia di Foggia.
Martedì 6 ottobre: 9.30 Convegno internazionale a tema “Orienteering: sport– ambiente-turismo-scuola-salute” presso l’Auditorium di Vico del Gargano
Martedì 6 ottobre: 2^ tappa 5 days Puglia – Foresta Umbra  ore 15.00
Mercoledì  7 ottobre: 3^ tappa 5 days Puglia – Foresta Umbra  ore 11.00
Giovedì  8 ottobre: 4^ tappa 5 days Puglia – Ischitella/Foce di Varano ore 11.00
Giovedì  8 ottobre: Ischitella – centro storico – happy aperitivo orienteering  ore 16.00
Venerdì 9 ottobre: 5^ tappa 5 days Puglia – Peschici  centro storico ore 9.00.

Per Info:  www.wmocitaly.eu  dove invitiamo i lettori a vistare e sostenere il sito della candidatura dei mondiali WMOC 2012.
Fonte: fuoriporta.info

La Capitanata 2020 un pò più garganica grazie all’assessore Leonardo Di Gioia

Abbazia di Kàlena, la Provincia di Foggia candida a finanziamento l’intervento di riqualificazione della struttura nell’ambito del Piano Strategico “Capitanata 2020”

Foto di Giuseppe Bruno
“Il recupero e la riqualificazione dell’abbazia di Santa Maria di Kàlena devono tornare ad essere una priorità per il sistema delle istituzioni della provincia di Foggia. La sua storia e le sue caratteristiche ne fanno una ricchezza straordinaria del nostro territorio, che oggi necessita di una piena valorizzazione”. Così Leonardo Di Gioia, assessore provinciale alla Pianificazione Strategica, annuncia la volontà dell’Amministrazione provinciale di sostenere, nel corso della prossima riunione della Cabina di Regia del Piano Strategico ‘Capitanata 2020’, la candidatura a finanziamento degli interventi di sistemazione dell’abbazia peschiciana nell’ambito dell’asse relativo ai Beni Culturali.
“L’investimento sulle risorse culturali della provincia di Foggia – afferma l’assessore Di Gioia – ha assunto un’importanza strategica nel lavoro che la Provincia ha svolto tanto nella redazione del Piano Territoriale di Coordinamento quanto nell’azione di sintesi politica e di proposta progettuale per i Piani Strategici. Ci siamo fatti promotori di un dettagliato censimento dei beni culturali presenti in Capitanata, così come siamo stati i protagonisti della costruzione di una rete delle biblioteche della provincia. Ora intendiamo sollecitare la Cabina di Regia ad accendere i riflettori sull’abbazia di Kàlena, in questi anni divenuta tristemente simbolo dei monumenti dimenticati del territorio, nonostante essa sia annoverata tra le più antiche abbazie d’Italia”.
Nell’ottobre del 2008 il Consiglio comunale di Peschici ratificò all’unanimità una convenzione con la quale i privati proprietari dell’abbazia cedevano in fruizione al Comune garganico la struttura, autorizzandolo anche ad avviare la fase di progettazione per gli interventi di recupero e di sistemazione. “Attraverso quella convenzione – spiega l’assessore provinciale – siamo oggi nelle condizioni, d’intesa il Comune di Peschici, di poter intervenire concretamente, dando una risposta agli appelli autorevoli arrivati dalle autorità civili e religiose, che nel recente passato avevano sollecitato un’azione di salvaguardia per uno dei gioielli più preziosi dell’intero territorio provinciale, dall’immenso valore di carattere storico, artistico e architettonico”. Proprio ieri l’assessore Di Gioia ha incontrato i sindaci di Peschici, Domenico Vecera, e di Vieste, Ersilia Nobile, anticipando l’iniziativa dell’Amministrazione provinciale.
Oltre a sostenere la possibilità che i lavori di recupero dell’abbazia di Kàlena ottengano una parte dei finanziamenti del ciclo di risorse comunitarie 2007-2013, infatti, la Provincia di Foggia si farà carico di supportare economicamente la prima fase della progettazione con un investimento pari a circa 100mila euro, offrendo contestualmente il contributo tecnico delle proprie strutture: dal settore della Pianificazione Territoriale a quello della Pianificazione Strategica. Questo al fine di mettere gli interventi di sistemazione nella condizione di godere di un canale privilegiato nell’attribuzione dei fondi comunitari. “È una filosofia che abbiamo applicato in tutte le ‘schede tecniche’ elaborate dall’Amministrazione provinciale e per le quali la Provincia ha già finanziato i relativi progetti preliminari – sottolinea Di Gioia – perché siamo convinti che nella partita della pianificazione strategica il compito degli Enti locali non sia soltanto quello di immaginare azioni di sviluppo, ma anche e soprattutto quello di costruirne la realizzazione. Per la provincia di Foggia non è possibile pensare ad una prospettiva di progresso senza operare una tutela delle proprie radici e del proprio patrimonio storico e culturale. In quest’ottica – conclude l’assessore provinciale – è opportuno che un’identica attenzione sia riservata, di concerto e in accordo con le Amministrazioni comunali del territorio, a partire dal Comune di Foggia, a tutte le altre risorse storiche e culturali della nostra provincia”.

Quelle navi dei veleni affondate nel Gargano

di ANNA LUCIA STICOZZI
Settembre 20, 2009     Gazzetta del Mezzogiorno

SAN NICANDRO – Carico di aspettative, dopo il recente ritrovamento del relitto della nave in Calabria, il convegno in preparazione a San Nicandro sul tema: «Le navi affondate al largo del Gargano. Quali risposte istituzionali a tutela della salute pubblica dei garganici?», a cura del movimento delle associazioni garganiche. Il tema è di quelli scottanti, di quelli che superano gli angusti ambiti territoriali e inducono ad immaginare scenari ed implicazioni molto più ampi ed inquietanti che potrebbero riguardare da vicino anche il nostro territorio perchè quelle navi dei veleni potrebbero essere anche qui da noi, nei fondali al largo del Gargano. Molto più di un sospetto, meno di una certezza, di quest’argomento si parla da sempre, sottovoce, ma le parole restano soffocate, sepolte da argomentazioni che chiamano in causa opportunità, immagine del territorio, turismo ed altre tematiche che riducono al silenzio gli allarmisti. Delle «navi dei veleni» si parlava da tempo anche fra le associazioni garganiche, con cautela e senso di responsabilità per non creare allarmismi inutili, ma con l’ansia di capire cosa sia successo davvero nelle acque al largo del Gargano a partire dagli anni ’80. 

Un’inchiesta di Gianni Lannes («Un cimitero di navi affondate al largo del Gargano» pubblicata sul settimanale Left Avvenimenti nel 2007) partita da indagini presso la sede dei Lloyd’s di Londra che confermavano le testimonianze di pescatori garganici sull’esistenza di relitti di navi affondate al largo, cita fatti, date, persone, pescatori morti o dispersi (forse testimoni scomodi) ed inchieste giudiziarie avviate, con il supporto di documenti, foto, filmati, testimonianze, ipotizzando presunti traffici illeciti che avrebbero interessato il nostro mare negli anni. Sarebbero diversi, a quanto pare, i relitti avvistati nei fondali al largo del Gargano, ma anche container, bidoni e relitti di pescherecci speronati ed affondati. 

Fra i mercantili avvistati, il «Selin» e, poco distante, il peschereccio Arcobaleno speronato e affondato da un mercantile sconosciuto di 2.582 tonnellate di stazza (che dai riscontri della Capitaneria di Porto risulta i pescatori avessero visto sversare in mare il contenuto di bidoni metallici). Stesso destino per l’imbarcazione «Messalina» speronata dalla «Esram» (12.670 tonnellate di stazza) e per l’«Orca marina» speronata forse dal mercantile bulgaro «Osogovo». E poi, ancora, nella lista di mercantili stranieri affondati da queste parti, la nave cipriota “Pa n ayota”affondata al largo delle Tremiti, la nota nave giapponese Et Suyo Maru (dai mille nomi, il più conosciuto dei quali è Eden V) incagliatasi inspiegabilmente a Lesina, oggetto di un’interrogazione parlamentare del senatore Francesco Ferrante. Fatti sui quali la gente del Gargano vuole ora risposte dalle istituzioni, circa presunti traffici illeciti e smaltimento di rifiuti tossici nelle acque dell’Adriatico prospicienti il Gargano, ma anche e soprattutto sui rischi per la salute, anche in virtù dell’alta incidenza di gravi patologie fra la popolazione del promontorio.

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