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A tavola scegli le eccellenze dell’agroalimentare Dauno

“Promuovere il territorio significa prima di tutto valorizzarne i punti di forza, diffondere la conoscenza delle sue ricchezze e delle sue peculiarità. Sostenere le produzioni tipiche della Daunia, dunque, vuol dire non soltanto lodarne la qualità ma soprattutto attivare un processo virtuoso che veda i ristoratori della provincia di Foggia ‘fare sistema’, in una grande azione di marketing territoriale che può e deve cominciare a tavola”. Così Savino Santarella, assessore provinciale all’Agricoltura, ha aperto la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa ‘A tavola scegli la Daunia’, varata dalla Provincia di Foggia al fine di promuovere nei ristoranti della Capitanata l’offerta delle produzioni tipiche locali, dai vini all’olio fino alle conserve. “È fondamentale – ha affermato l’assessore provinciale – sfruttare l’imminente stagione turistica come veicolo per esaltare le eccellenze dell’agroalimentare Dauno. Da questo punto di vista occorre la massima collaborazione di tutti i ristoratori del territorio, ai quali è affidato l’importante compito di offrire ai turisti il meglio delle nostre produzioni tipiche. Non per spirito ‘autarchico’, ma nella consapevolezza che è questo il veicolo giusto per far fare al sistema agricolo e alla rete delle sue imprese un salto di qualità e proseguire sulla strada tracciata dal ‘Vinitaly 2009’, dove tre nostri vini sono stati destinatari della ‘gran menzione’”.
L’iniziativa dell’assessorato all’Agricoltura di Palazzo Dogana verte essenzialmente su un’azione di forte sensibilizzazione realizzata a partire da una massiccia campagna pubblicitaria. “Fare appello all’amore dei ristoratori dauni per la loro terra – ha sottolineato Santarella – è la via giusta per centrare l’obiettivo di veicolare una diversa immagine del territorio in quanti vengono da noi per trascorrere le vacanze”. L’assessorato provinciale alle Politiche Agricole, infatti, ha previsto la collocazione di 10 impianti pubblicitari ‘6×3’ nei comuni di San Giovanni Rotondo, Manfredonia, Mattinata, Vieste, Peschici, Rodi Garganico, Vico del Gargano, Carpino, Cagnano Varano, Lucera; oltre che in prossimità dei caselli autostradali di Candela e Poggio Imperiale. Previsto, inoltre, un servizio pubblicitario con 4 camion ‘vela’ che attraverseranno tutte le maggiori località balneari della provincia ed i centri con i più alti tassi di affluenza turistica.
L’azione di sensibilizzazione, come detto, è rivolta però prima di tutto ai ristoratori della Capitanata, cui spetta la missione di essere gli alfieri della promozione dei prodotti tipici del territorio. “Pensiamo che gli operatori del settore della ristorazione – ha aggiunto l’assessore provinciale – possano dare un sostegno determinate per la riuscita di questa iniziativa. Intendiamo attivare con loro una nuova forma di collaborazione, che metta le istituzioni nelle condizioni di sostenerle e aiutarle nella scoperta di nuovi segmenti di mercato anche estero e che consenta ai massicci flussi di turismo di conoscere ed apprezzare i nostri primati nel settore agroalimentare, colonna portante del sistema economico della provincia di Foggia”. L’assessorato provinciale all’Agricoltura, a questo proposito, ha inviato una lettera ed una locandina che illustra l’intera gamma di produzioni tipiche del territorio a tutte le ditte che praticano attività di ristorazione (ristoranti, trattorie, pizzerie, agriturismi ecc.), per un numero complessivo di 2800 ristoratori contattati.
“‘A tavola scegli la Daunia’ – ha concluso Santarella – è una grande scommessa che l’Amministrazione provinciale fa sulla nostra tradizione gastronomica e sulla nostra ricchezza di produzioni agroalimentari. Una scommessa che siamo certi il territorio saprà accettare e vincere, costruendo così una Capitanata che sappia valorizzare le sue specificità e che sia in grado di creare con i turisti un rapporto tale da determinare, una volta conclusa la stagione estiva e le vacanze, la ricerca dei nostri prodotti anche sui mercati nazionali ed esteri”.

Carpino/ Incendiati i mezzi di servizio rifiuti

“Inspiegabile”: questo ha dichiarato il sindaco di Carpino, Rocco Manzo, commentando il secondo incendio che, in settimana ha distrutto ben tre automezzi adibiti al servizio di raccolta e conferimento dei rifiuti solidi urbani nel centro garganico.

La notte scorsa, altri due mezzi erano parcheggiati in località “San Cirillo”, nell’immediata periferia del paese, sono stati incendiati e, praticamente, ridotti in un mucchio di rottami anneriti. Nessuno danno a per le cose.
L’altra episodio la scorsa settimana, quando, insieme al mezzo per la raccolta dei rifiuti, vennero date alle fiamme due autovetture parcheggiate, però, in altra zona del paese, una delle quali di proprietà di un assessore comunale, ma, sempre secondo quanto ritiene il sindaco l’atto vandalico non era diretto all’amministratore. Il servizio di raccolta dei rifiuti è gestito, da tre anni a questa parte dall’impresa Tecneco di Foggia.
Stamani i dirigenti dell’Azienda foggiana si sono precipitati nel centro garganico per cercare una spiegazione in quello che continua ad essere un vero e proprio rompicapo per gli stessi investigatori che stanno svolgendo le indagini.
Per il momento, i carabinieri escluderebbero che ci si trovi di fronte ad azioni di ritorsione, anche se non escludono, come è prassi, nessuna pista, neppure quella di un atto vandalico fine a se stesso.
Francesco Mastropaolo

L’associazione “Carpino Folk Festival” vince il primo premio

NELL’EDIZIONE 2009 DI “RIGNANO CITTA’ APERTA – DUE NOTTI BIANCHE NEL PIU’ PICCOLO COMUNE DEL PARCO NAZIONALE DEL GARGANO” RICONOSCIMENTI AL CIRCOLO LEGAMBIENTE “FESTAMBIENTESUD”, AL GRUPPO “ARGOD”, ALL’ASSOCIAZIONE “IO SONO GARGANICO”, ALL’ASSOCIAZIONE “CARPINO FOLK FESTIVAL”, ALL’ASSOCIAZIONE “CALA LA SERA”, AI CIRCOLI ARCI DI SAN MARCO IN LAMIS E MONTE SANT’ANGELO, AL CENTRO STUDI PAGLICCI, ALL’ARCHEOCLUB DI APRICENA E L’ASSOCIAZIONE “SCHIAMAZZI” PER LA LORO INTENSA ATTIVITA’ NEL SETTORE CULTURALE, SOCIALE ED AMBIENTALE

RIGNANO GARGANICO (FG). Il Gargano dell’associazionismo attivo sarà premiato a Rignano il prossimo 13 agosto in tarda serata nell’ambito dell’edizione 2009 di “Rignano Città Aperta – Due notti bianche nel più piccolo comune del Parco Nazionale del Gargano”. A renderlo noto i dirigenti del Nuovo Circolo Culturale “Giulio Ricci” e l’apposito Comitato organizzatore dell’evento, che hanno proposto un riconoscimento speciale a dieci associazioni del Promontorio di San Michele, le stesse che da anni si occupano, spesso a proprie spese, del recupero, della difesa e della valorizzazione dei tesori archeologici, ambientali, culturali, artistici, ambientali e paesaggistici della Montagna del Sole. Ecco l’elenco dei sodalizi scelti per la quarta edizione di RCA:

1) Associazione “Carpino Folk Festival” di Carpino;

2) Circolo Legambiente “FestambienteSud” di Monte Sant’Angelo;
3) Gruppo Archeo-Speleologico “Argod” di Sannicandro Garganico;
4) Associazione “Io sono garganico” di Vico del Gargano;
5) Centro Studi Paglicci di Rignano Garganico;
6) Circolo Arci “Pablo Neruda” di San Marco in Lamis;
7) Circolo Arci “Nuova Gestione” di Monte Sant’Angelo;
8) Archeo Club di Apricena;
9) Associazione “Schiamazzi” di Cagnano Varano;
10) Associazione “Cala la sera” di San Giovanni Rotondo.

A tutte le associazioni sopra indicate sarà consegnato il Premio “Giulio Ricci”, dedicato romanziere e poeta verista originario di Rignano Garganico.

Per conoscere nei dettagli l’intero programma di “Rignano Città Aperta” visitate i siti internet www.rignanonews.com e www.rignanocittaaperta.com

Il Comitato Organizzatore di RCA
Angelo Del Vecchio – Coordinamento
Giuseppe Del Vecchio – Direttore Artistico
Vincenzo Demaio – Settore teatro
Michele Caruso – Settore teatro
Annanunzia Del Vecchio – Logistica e segreteria
Antonio Orlando – Settore culturale e logistica

MUSICA: ‘SENTITE BUONA GENTE’ AL CARPINO FOLK FESTIVAL 2009 CON L’ARCHIVIO SONORO DELLA PUGLIA

La straordinaria capacità di fascinazione dell’altra musica


Carpino, 15 lug. – (Ufficio Stampa Carpino Folk Festival) – Con la proiezione inedita dello spettacolo intitolato ‘Sentite buona gente’, il Carpino Folk Festiva e l’Archivio Sonoro della Puglia riporterrano in vita gli strepitosi gruppi di musicisti tradizionali che nell’inverno del 1967 al Teatro Lirico di Milano dimostrarono con una straordinaria capacità di fascinazione che “esistono, anche in Italia, modi diversi di fare musica, non scritta, ma non per questo meno valida”. Accadra’ Lunedì 3 agosto alle ore 22 nel Largo San Nicola di Carpino (FG), appuntamento della quattordicessima edizione del ‘Carpino Folk Festival’, il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni.

La manifestazione, prima in Italia a promuovere la tutela e la promozione delle ricchezze culturali immateriali, e’ promossa dall’Assessorato al Mediterraneo e dell’Assessorato al Turismo della Regione Puglia, dalla Provincia di Foggia, dal Comune di Carpino, dal Parco Nazionale del Gargano ed è organizzata nell’ambito del Five Festival Sud System dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con l’Azienda di Promozione Turistica di Foggia e la Fondazione Banca del Monte Domenico Siniscalco Ceci di Foggia e con il sostegno della birra Dreher che dal 1773 è sinonimo di tradizione, naturalità e genuinità.

Proiezione del video/documento “Sentite buona gente”
Sentite buona gente. Prima rappresentazione di canti, balli e spettacoli popolari italiani.
A cura di Roberto Leydi con la collaborazione di Diego Carpitella, regia di Alberto Negrin.

Si tratta di una testimonianza straordinaria di strepitosi gruppi di musicisti tradizionali, al massimo del loro vigore espressivo e performativo.
Nel Programma dello spettacolo c’era scritto: “Le voci vive e vere dei contadini, dei pastori, dei montanari, degli operai di Carpino (Foggia), Ceriana (Imperia), Crema (Cremona), Maracalagonis (Cagliari), Nardò (Lecce), Orgosolo (Nuoro), San Giorgio di Resia (Udine) e Venaus (Torino), i loro balli, i loro strumenti, le manifestazioni della loro civiltà testimoniano della presenza attiva della cultura popolare nel mondo moderno. Ballate storiche, canzoni narrative, canti di lavoro, mutettus, stornelli, sos tenores, sunetti, la terapia musicale del tarantismo pugliese, la danza delle spade, il ballo tondo, la tarantella, la Resiana, launeddas, solittu, organetto, tamburello, violino, violoncello, chitarra, chitarra battente, triangolo”.
Lo spettacolo aveva una doppia finalità dichiarata da Leydi:
– avvertire il grosso pubblico che “esistono, anche in Italia, modi diversi di fare musica, non scritta, ma non per questo meno valida”
– far cadere il vecchio adagio sulla legittimità di portare “fuori contesto” le espressioni musicali tradizionali. Infatti la spettacolarità intrinseca dei cantori cosiddetti popolari è una spettacolarità “universale”, cioè valida anche al livello di altre classi sociali e diverse strutture economiche.
Le musiche degli autentici cantori e suonatori popolari dimostrarono in quella prima occasione del tutto decontestualizzata dal normale campo di azione, una forza comunicativa propria e una capacità di fascinazione tale da non richiedere la mediazione dei gruppi di riproposta. Da quel momento le strade del folk revival e degli spettacoli degli autentici informatori si dividero.

La Puglia era rappresentata da ben due gruppi, i suonatori di Carpino (Andrea Sacco, Gaetano Basanisi, Rocco Di Mauro, Giuseppe Conforte, Angela Gentile e Antonio Di Cosimo) e i musici di Nardò (Luigi Stifani, Pasquale Zizzari, Giuseppe Ingusci e Salvatora Marzo “Za’ Tora”).

Sentite Buona Gente – 1966-67 – Fotografia Ciminaghi Luigi
www.carpinofolkfestival.com

Festival Artisti di Strada a San Nicandro Garganico

Dopo l’entusiasmante prima esperienza la dirigenza Anapie ha deciso di creare un evento di tre giornate, dal 30 Luglio al 1° Agosto 2009, nelle quali i vari gruppi di artisti si esibiranno a rotazione in diversi angoli caratteristici del Centro Storico di San Nicandro (Terra Vecchia).

L’esigenza di creare un evento di tre giorni è nata dal fatto che il numeroso pubblico non avrebbe, altrimenti, la possibilità di poter godere serenamente di tutti gli spettacoli proposti. L’obiettivo dell’Associazione è quello di valorizzare e ripopolare le piazze e le strade della Terra Vecchia, un vero gioiello purtroppo ancora poco conosciuto dai turisti che frequentano il Gargano e dagli stessi garganici.

Il programma prevede l’inizio degli spettacoli alle ore 20,30 dislocati in 6 postazioni. Ogni postazione ospiterà a turno due gruppi di artisti. Tra gli spettacoli musica etnica, giocolieri, clown, equilibristi, intrattenimento per bambini, statue viventi, danza tribale e tanto altro ancora… Per allietare la permanenza vi sarà un punto di ristoro dove verranno proposti ottimi piatti di cucina tipica preparati con prodotti locali quali formaggio, olio, vino, pane, pesce, carni e verdure.

Al termine delle esibizioni tutti gli artisti si fermeranno a cenare all’interno del chiostro tra il castello e il Museo Etnografico dove ci potranno essere libere espressioni artistiche ed incredibili fuori programma, si potrà esibire chi vorrà liberamente continuando così la grande festa di strada.
Per info e richieste
Ufficio Stampa
Mario Gioiosa
3205357760

”TAGLI ALLA CULTURA, TAGLI ALLA CIVILTÀ”

Il programma completo della manifestazione promossa da Legambiente

Il Teatro Civile Festival torna dal 18 al 21 luglio, con la sua terza edizione, a Monte Sant’Angelo, già splendida meta di pellegrinaggi religiosi, che con Legambiente si è ormai trasformato in luogo di accoglienza della creatività contemporanea. Un ritorno che conduce il Teatro Civile Festival 2009 a intrecciarsi con FestambienteSud all’interno della rete di festival di 5FSS, consorzio lanciato con successo lo scorso anno. E proprio il dialogo di FestambienteSud col territorio ha prodotto sinergie importanti per la diffusione del teatro nella provincia di Foggia, in un momento di particolare difficoltà finanziaria causata dai pericolosi tagli abbattutisi sulla cultura.
 
Tagli alla Cultura, tagli alla Civiltà. La recessione non è solo economica è, difatti, il titolo di questa terza edizione del festival.
“Un appuntamento con la cultura che Legambiente è orgogliosa di confermare.”– commenta Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale dell’associazione ambientalista – “Anche attraverso il teatro e la sua potenza espressiva si possono veicolare i valori dell’ambientalismo. Quella con gli artisti è una preziosa alleanza che ci aiuta a far percepire in maniera originale le questioni più profonde della nostra epoca, dai conflitti locali all’emergenza climatica”.
 
“In un periodo di crisi qualcuno è portato a credere che i tagli debbano colpire la cultura e, persino, l’istruzione, come fossero spese superflue.” – aggiunge Franco Salcuni, direttore generale del Teatro Civile Festival – “Noi sosteniamo, invece, che, per evitare che le recessioni economiche non diventino anche, strutturalmente, regressione culturale e sociale, occorre investire più energie e risorse proprio su cultura e istruzione. La tendenza al declino è generale e occorre investire sulla qualità culturale delle comunità per uscire dalla crisi”.
 
Nei meriti della programmazione entra la direttrice artistica del festival Mariateresa Surianello, spiegando che “il programma è il tentativo di costruire un paesaggio composito, che abbia, nella sua visione tesa al particolare, anche un valore antologico sullo stato dell’arte scenica. In questa terza edizione, accanto a giovanissimi gruppi, saranno ospiti del festival alcune eccellenze della ricerca teatrale, artisti e compagnie fortemente connotati e riconoscibili per i loro percorsi e per la loro collocazione nel sistema teatrale italiano.”
 
Anche in questa edizione, continua la partnership con il Teatro Pubblico Pugliese, il circuito teatrale per la diffusione e la promozione della prosa e della danza in Puglia. E, proprio in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, all’interno del Teatro Civile Festival sarà riservata un’ampia finestra a Nuove sensibilità, un concorso teatrale nato dalla volontà di un circuito di diversi e importanti soggetti di distribuzione (dal Teatro Pubblico Pugliese a Nuovo Teatro Nuovo, al Teatro di Sardegna, Teatro Pubblico Campano, AMAT Teatro Stabile delle Marche, TIEFFE Filodrammatici Teatro Stabile, e al Festival Internazionale di Andria, Festival Italia) di dare una risposta alle necessità di rinnovamento e ricambio generale ormai condivise nel teatro italiano. La vetrina NUOVE SENSIBILITA’ a Monte Sant’Angelo presenterà 3 delle 6 produzioni vincitrici del bando 2007/2008, selezionati su oltre 400 proposte.
Il Presidente del Teatro Pubblico Pugliese, Carmelo Grassi dichiara: “Ecosostenibilità e teatro. Un binomio sul quale il Teatro Pubblico Pugliese sta lavorando da tempo. Questo appuntamento estivo con FestambienteSud e il Teatro Civile Festival per noi è storicamente il primo, sperimentale e – di successo – tentativo di essere in sinergia con Enti ed operatori di settore sul corridoio cultura-territorio-ambiente. Valorizzazione delle risorse del territorio, salvaguardia dei beni ambientali, occasioni di approfondimento di logiche che nascono e tornano nella culla del senso della Civiltà e dell’immaginario collettivo che si lega alla parola cultura e all’agire composito del teatro. I tre appuntamenti di luglio a Monte Sant’Angelo sono anch’essi testimonianza del senso di occasione. Portiamo in Puglia tre spettacoli della sestina vincitrice di Nuove sensibilità, un concorso nel quale crediamo e investiamo molto. Occasione di ribalta e lancio di nuovi talenti, nuove espressioni che secondo noi alimenteranno la storia della nuova drammaturgia contemporanea”.
 
Il Teatro Civile Festival è promosso da LegambienteLa Nuova Ecologia, Regione Puglia – assessorato al Mediterraneo, in collaborazione con Teatro Pubblico Pugliese, Città di Monte SantAngelo, Provincia di Foggia, Apt Foggia e Tuttoteatro.com.

Sant’Anna, quelle scoperte prodigiose

CARPINO INTERESSANTE SCOPERTA DI UN TEAM SANNICANDRESE DI ARCHEOLOGI E SPELEOLOGI

Sulle pareti della chiesetta rupestre anche tracce dei simboli della Triplice cinta sacra

• C A R P I N O. – Altra interessante scoperta da parte del “Team archeo-speleologico Argod” di San Nicandro Garganico, guidato da Giovanni Barrella e Andrea Grana. Dopo l’abbazia di Kalena, un altro studio è stato fatto su una chiesa rupestre che si trova in territorio di Carpino e che è dedicata a Sant’Anna. Analizzando le pareti della struttura sono stati notati una serie di simboli davvero interessanti. Innanzi tutto sulla parte destra della facciata anteriore si può osservare una variante del centro sacro, simbolo fortemente legato alla “Triplice Cinta Sacra” e posto generalmente in luoghi particolarmente carichi di sacralità. Tale variante si presenta come un quadrato profondamente inciso con un foro centrale abbastanza profondo e una linea intermedia verticale che interseca esattamente a metà il quadrilatero. Potrebbe trattarsi anche di un “Centro sacro” rimasto incompiuto (il Centro Sacro consiste generalmente in quadrato in cui sono inscritti otto raggi, che al proprio interno formano due croci greche).
Il quadrato in sé rappresenta l’orientamento dell’uomo nello spazio e nell’ambito vitale, in base a una divisione del mondo in parti governate da custodi soprannaturali.
E’ il simbolo della terra, in opposizione al cielo, ma è anche, a un altro livello, il simbolo dell’universo creato, terra e cielo, in opposizione al non creato e al creatore. Ma è anche un diretto riferimento al cosiddetto “Omphalos”, uno dei simboli più potenti che rappresentano il “Centro del Mondo”, diffuso quasi ovunque tra i popoli e le regioni della Terra.
Da evidenziare, ancora, una serie di cerchi intersecanti posizionati vicino al quadrato.
In generale i cerchi intersecanti rappresentano uno dei lapicidi lasciato dai “magister muratori” per indicare che quella costruzione è stata sviluppata secondo i canoni della sezione aurea. La chiesa di Sant’Anna è una delle due chiese rurali di Carpino. Fu costruita in modo da consentire agli abitanti impegnati nella coltivazione dei campi di assistere alla messa mattutina. Nominata per la prima volta in un documento del 1736 e annoverata tra le chiese rurali, in origine fu affidata alla custodia di un eremita, per il quale era stata realizzata una abitazione annessa alla chiesa.

Questa volta non citiamo la fonte perchè la fonte stessa non ha citato la sua fonte.

E’ morto Antonio Maccarone – cantore e suonatore di Carpino


E’ venuto a mancare un’altro informatore della tradizione musicale carpinese: il maestro Antonio Maccarone

Nei giorni scorsi aveva, insieme ad Antonio Piccininno, ricevuto l’ultimo attestato il Premio “Carlo Nobile”.
Per lui, gravemente malato, aveva ritirato il premio suo figlio.

Queste le motivazioni lette per l’occasione
Antonio Piccininno e Antonio Maccarone sono i pilastri viventi della musica popolare della nostra penisola. L’età dei due componenti storici di questo gruppo del Gargano è garanzia di originalità della loro musica, veramente tradizionale, testimonianza autentica di un patrimonio di cui sono i più genuini interpreti.
I brani del loro repertorio sono l’esempio della forma più tipica del canto garganico, il sonetto, che rientra nel modello dello strambotto meridionale.
La parte centrale di questo repertorio è costituito dalla “Canzone”, la vera serenata italiana che si avvale di un’ampia libertà vocale consentita dalle particolari tonalità della chitarra battente.

Antonio Piccininno e Antonio Maccarone rappresentano la diversita musicale e culturale della Capitanata che diventa ricchezza e patrimonio culturale capace di produrre spettacoli indimenticabili che lasciano una traccia positiva ed indelebile sull’identità e sul modo di essere del nostro territorio nella memoria dei fortunati spettatori, quindi uno dei nostri migliori biglietti da visita.

Interpreti della musica popolare e suonatore di nacchere e chitarre battenti e francesi, ma anche intrattenitori. cabarettisti e showman a tutti gli effetti, Piccininno e Maccarone grazie alla loro maggiore dote stilistica e artistica, quella dell’improvvisazione recitativa e canora, catturano l’attenzione della platea sin dal primo istante e la portano, senza alcun calo d’attenzione, fino al gran finale.

Potendo disporre di una memoria viva di un repertorio di tradizione orale imponente, tutto sempre e comunque immediatamente disponibile nella loro mente, i due cantori di Carpino creano e cantano brani ogni volta nuovi e irripetibili nella sequenza, attraverso l’accostamento di sonetti e strofette tra loro come coreografiche e spettacolari granate di poesia lanciate dal palco verso di noi.

Calcolato in oltre 2 Milioni di €uro l’impatto economico del Carpino Folk Festival

MUSICA: ‘Il festival della musica popolare del Gargano è a tutti gli effetti un investimento per il territorio tra i più remunerativi’
Carpino, 8 lug. – (Calcolato in oltre 2 Milioni di €uro l’impatto economico del Carpino Folk Festival) – L’Associazione Culturale Carpino Folk Festival nella serata di ieri, 7 luglio, alle ore 19 ha presentato al Consiglio comunale di Carpino i risultati straordinari di una ricerca condotta per valutare gli effetti economici dell’omonimo festival che questo anno festeggerà la sua quattordicesima edizione dal 2 all’8 agosto.

Segue la sintesi della relazione
In una situazione di crisi economica come quella che stiamo attraversando sono in molti a chiedersi se sono opportune le sovvenzioni pubbliche a teatri, musei, festival, rassegne, convegni, fondazioni e associazioni. Molto clamore in proposito ha suscitato l’intervento di Alessandro Baricco su Repubblica. Il quale si spinge fino al punto da addebitare all’intervento pubblico lo stato di stagnazione della cultura italiana.
Nell’affrontare questa ricerca francamente neanche ci siamo posti il problema, perché altrimenti avremmo finito all’inizio e a nulla sarebbe servito questo lavoro.
Diciamo cosi: ci siamo attenuti al testo della Costituzione Italiana e abbiamo considerato fondamentale la promozione pubblica della cultura per allargare sempre di più la platea di coloro che ne possano godere, per evitare le distorsioni del mercato e per soddisfare la necessità di ogni democrazia di mantenere la cultura e quindi se stessa.

La ragione fondamentale che ci ha spinti ad intraprendere una ricerca sull’impatto economico del Carpino Folk Festival è essenzialmente per avere e fornire dei dati, concreti, confrontabili e convincenti per le istituzioni e gli imprenditori che debbono sovvenzionare o sponsorizzare l’evento.
Sentivamo la necessità di contestualizzare il festival più longevo della Puglia, nel suo settore, per collocarlo correttamente all’interno del sistema economico locale, giustificandone le spese e mettendone in risalto i benefici effetti sulla bilancia commerciale del nostro territorio.
Ma anche è soprattutto per avere dei dati che permettessero, con onestà intellettuale, valutazioni e confronti del nostro festival con le altre realtà simili che non fossero basati solo su numeri forniti a casaccio e su dichiarazioni soventemente campate per aria.

Pur essendo consapevoli che il fine di un evento culturale come il nostro resta la promozione del patrimonio materiale e immateriale cosi tanto prezioso quanto delicato, in questa circostanza il nostro obiettivo non è stato quello di evidenziare i benefici goduti dagli spettatori, ma quello di analizzare e valutare il beneficio economico goduto da una area limitata – che abbiamo fatto coincidere con il perimetro urbano della città ospitante, che poi è parte di un’area provinciale e quindi di un’area regionale – determinato dalle spese degli organizzatori e dei visitatori attratti dal nostro evento.

Lo studio, condotto sull’edizione 2008 del Carpino Folk Festival, verrà divulgato ai giornalisti nei prossimi giorni e pubblicato sul sito dell’associazione – www.carpinofolkfestival.com -.

Anticipiamo fin da ora che le conclusioni del rapporto ci permettono di affermare che il Carpino Folk Festival, nato come occasione per la comunità locale di misurarsi con il proprio patrimonio, rafforzando il senso di identità e il tessuto delle relazioni umane, è divenuto, anche e soprattutto, una grande risorsa economica e turistica che va difesa e tutelata, con tutte le iniziative per l’accrescimento delle forme di cooperazione e della cultura dell’ospitalità e dell’accoglienza.
Associazione Culturale
Carpino Folk Festival

L’appello per l’inadeguato sfruttamento dei nostri giacimenti culturali

L’appello per la cultura delle istituzioni culturali private e pubbliche

In qualità di rappresentanti di istituzioni culturali private e pubbliche del nostro paese vi rivolgiamo un appello perché, attraverso nuove regole di sostegno, il nostro settore possa tornare ad agire da vero contributore della ripresa della sviluppo della nostra Nazione. In questi giorni il cinema, lo spettacolo dal vivo, la lirica, la danza stanno attraversando momenti di apprensione in attesa delle decisioni del Governo sulla dimensione di tagli alla spesa. Ma non è solo questo che ci angoscia. L’assenza di una visione strategica dell’intreccio e della fertilità di un incontro tra cultura e turismo di un progetto che assegni il ruolo che merita alla cultura di cui è ricco il nostro paese, provoca un inadeguato sfruttamento dei nostri giacimenti culturali e dunque di una leva formidabile per il bilancio della nostra economia.

I turisti vengono in Italia per l’Arena di Verona e sono una manna per i ristoranti, gli alberghi, i trasporti; migliaia di giovani vanno a Mantova per il Festival della Letteratura, a Modena per la filosofia, a Spoleto per il Festival e in genere per decine di rassegne estive e l’economia di quelle aree è notevolmente influenzata in tutte le componenti di servizi e di consumi e nelle grandi città i teatri offrono occasioni di intrattenimento in grado di rendere più gradevoli i soggiorni anche di affari. Crediamo che la cultura e la creatività, ancora una volta, possono essere elementi fondamentali per ricostruire un disegno generale di sviluppo del Paese, sia per risollevare l’economia che per riaffermare e sviluppare i caratteri della nostra identità culturale.

Ci riferiamo a un universo identitario di circa 6000 aziende distribuite sul territorio nazionale e di 200.000 lavoratori (artisti, tecnici, maestranze altamente qualificate, impiegati etc) che va dalle imprese creative alle giovani associazioni e che deve e vuole fornire l’humus culturale per il rilancio complessivo del Paese, per permettere allo spettacolo italiano di cogliere la sfida e porsi a livello globale come soggetto attivo in grado di dialogare ed imporsi sui mercati internazionali, fornendo alle generazioni future un nuovo patrimonio da tutelare e valorizzare. Le imprese dello spettacolo dal vivo producono ricchezza, beni materiali ed immateriali. Producono qualità del tempo e della vita, producono prospettive di emancipazione dal torpore dei modelli televisivi, producono diritti e senso civico svolgendo le loro funzioni di interesse pubblico nel presidiare ed arricchire la vita delle nostre sfilacciate comunità. E nonostante la crisi ogni sera si aprono centinaia di sipari, si inaugurano decine di rassegne estive, ci si predispone alla condivisione. Se non è ottimismo questo…..

Ma diversamente da quanto previsto per altri settori della produzione nazionale e locale, altrettanto vitali per questo nostro paese, per la cultura e per lo spettacolo che ne è parte integrante, il Governo non ha proposto nessun tipo di sostegno, anzi, sono stati effettuati tagli di bilancio e del principale strumento strutturale di finanziamento pubblico che è il FUS. Tutte le società del nostro settore saranno costrette ad una riduzione rilevante dell’attività con conseguenti perdite di moltissimi posti di lavoro per artisti, maestranze e per tutti coloro che lavorano nell’indotto. L’attuale Governo in più occasioni ha dichiarato di volersi impegnare al massimo in questo difficile momento economico per salvaguardare innanzitutto il lavoro e l’occupazione. Ci chiediamo quindi come intende affrontare una nuova "categoria" di disoccupati del settore dello spettacolo dal vivo, che, a breve, si aggiungerà a quelle di altri importanti settori.

L’espressione delle autentiche vocazioni artistiche, professionali e tecniche di quanti oggi sono in grado – e vogliono – operare nel rispetto delle regole e nel riconoscimento delle proprie e altrui funzioni, pubbliche e private, è fondamentale per uscire dall’impoverimento ideale della nostra società e c’è bisogno di tempo per costruire, comunicare, precisare, definire, incontrare, ascoltare e condividere questo progetto di società con le Istituzioni per essere nuovamente insieme centro civico e culturale delle comunità che ci ospitano. Per fare questo è necessario che le “imprese creative etiche” piccole, medie e grandi, rafforzino i propri strumenti, anche innovativi per il nostro settore (finanziamenti, regolazione, deduzioni e detrazioni d’imposta, defiscalizzazione), complici del Governo che le rappresenta e non nemiche di chi con delega elettiva di rappresentanza dovrebbe garantire a tutta la popolazione non solo il diritto al lavoro ma la libera fruizione dei “beni primari” (che tutti gli esseri raziocinanti vorrebbero fruirne) considerati tali dalla nostra Costituzione (e la cultura è uno di questi), che sono l’essenza del consesso civile e che vanno trasmessi a chi viene dopo di noi.

Andrée Ruth Shammah, Marco Lucchesi, Vincenzo Monaci, Piero Maccarinelli
07 luglio 2009

Balli e Suoni al Ritmo Garganico dal 02 al 05 agosto 2009

Arrivato alla quattordicesima edizione, il festival della musica popolare e delle sue contaminazione, promosso dall’Assessorato al Mediterraneo e dell’Assessorato al Turismo della Regione Puglia, dalla Provincia di Foggia, dal Comune di Carpino, dal Parco Nazionale del Gargano ed organizzato nell’ambito del Five Festival Sud System dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con l’Azienda di Promozione Turistica di Foggia e la Fondazione Banca del Monte Domenico Siniscalco Ceci di Foggia e col sostegno della Birra Dreher

presenta
“Suoni di passi” – I laboratori didattici del Carpino Folk Festival 2009

LE TARANTELLE DEL GARGANO E I SALTARELLI DELLE MARCHE

Ideazione e direzione artistica prof. Pino Gala

Foto di Laura Marinaccio

Tradizione, musica popolare, capacità d’improvvisazione, una rosa, 5 corde e una chitarra. Il resto vien da sé. Che sia una serenata sotto casa della propria amata o semplicemente un sonetto a sdegno e di "stramurte" con evidenti traslati erotico-allusivi. È la chitarra battente, antico strumento popolare del Gargano, che torna come ogni anno con il suo ritmo e le sue particolarissime armonie a riproporre la storia, con suoni che rispolverano antichi usi e costumi.
La chitarra battente tra filosofia, antropologia e musica. Ma non solo. Coltivano la passione per questo strumento particolare da anni. Da quando erano bambini. Spettatori dei "nonni". Da quando assistevano alle feste di famiglia. La sua musica racconta di atmosfere e vissuti passati. Di quando bastavano una chitarra e quattro amici per rendere un semplice momento, un evento da ricordare. Le dita della mano destra dei suonatori sfregano e colpiscono, rimbombando, il piano armonico creando un effetto armonico percussivo. Si produce così un suono battente, da cui deriva il nome dello strumento. Ai suonatori di chitarra battente si accompagna la voce del "cantori". E poi i balli. Le tarantelle. Il tutto sulle note di antichi sonetti dedicati all’amore e alla passione. La passione per la musica popolare.
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Continua l’originale cammino dei Laboratori didattici del Carpino Folk Festival, basati sul confronto fra tradizioni regionali diverse. La collaborazione con l’Ass. Taranta permette di insegnare danze direttamente attinte nei trenta anni di ricerca etnocoreutica e studiate nei luoghi di pratica tradizionale.

Quest’anno le danze del Gargano si confrontano con quelle delle Marche.

IL SALTARELLO MARCHIGIANO

Tra i balli delle 4 province marchigiane più propriamente dette (Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno) domina il saltarello, mentre il Montefeltro (provincia di Pesaro-Urbino) è a tutti gli effetti di cultura etnica romagnola.

Nelle Marche abbiano documentato tra gli anziani almeno 4 sottotipi stilistici diversi di saltarello, oltre a microvarianti locali. Così come ormai da decenni domina fra gli strumenti l’organetto, accompagnato spesso dal tamburello. Durante il corso affronteremo il saltarello maceratese e la castellana (balli della Valle del Chienti): si tratta di balli di coppia energici e rapidi, che esigevano una buona conoscenza dei passi e un vigore tutto contadino per eseguire con animosità appropriati movimenti corporei dal ritmo vivacissimo.

LE TARANTELLE DEL GARGANO

Anche se sempre più rare, in alcuni paesi garganici si conservano significative tracce di tarantelle di stile agro-pastorale arcaico. Carpino è uno dei paesi più conservativi dell’area ; ancora oggi si può assistere in situazioni strettamente private a esecuzioni di tarantelle, il cui repertorio però si sta sempre più semplificando e riducendo a schermaglie coreutiche a causa della non pratica, soprattutto da parte dei giovani. Il corso diventa dunque di importanza vitale perché trasmette i modi originali del ballo, visti e appresi dagli anziani, di cui si potranno visionare lunghe sequenze filmiche. La peculiarità delle tarantelle garganiche sta anche nel supporto strumentale di accompagnamento al ballo: chitarre battenti, chitarre francesi, tammurro e canto.

CORSO DI BALLO POPOLARE

Le tarantelle del Gargano e i saltarelli delle Marche
Repertorio: tarantella di Carpino, S. Giovanni Rotondo e Ischitella, valzer fiorato, saltarello della media valle del Chienti, castellana di Petriolo-Corridonia.
Antropologia della danza e della musica: prof. Pino Gala
Tecnica del ballo: Pino Gala e Tamara Biagi.
Durata totale: 15 ore

Il percorso didattico continua con la proposizione dei corsi sulle tecniche e gli stili esecutivi della Chitarra Battente e del Tamburello per l’accompagnamento dei canti e delle tarantelle del Gargano e di gran parte del sud Italia.

CORSO DI CHITARRA BATTENTE

A Carpino grazie soprattutto ad Andrea Sacco è stato possibile tramandare le tecniche e gli stili esecutivi dello strumento principe della musica popolare garganica, la chitarra battente.
Chi ha imparato alla maniera tradizionale a suonare la chitarra battente e a cantare le tarantelle di Carpino, ossia affiancando il più grande suonatore e cantatore del Gargano, trasmetterà le tecniche e gli stili esecutivi della chitarra battente per l’accompagnamento dei canti e delle tarantelle del Gargano.
Repertorio: Montanara, Rodianella e Viestesana
Durata totale: 12 ore
Tecnica del suono : Roberto Menonna (suonatore dei Cantori di Carpino).

CORSO DI TAMBURELLO

L’esecuzione dell’altro strumento magico di tutte le tradizioni del Sud Italia, il tamburello, ci verrà tramandato da chi, oltre agli studi accademici, ha potuto apprendere lo stile musicale direttamente dai depositari della tradizione. I partecipanti potranno così acquisire una conoscenza di base di gran parte dei ritmi e delle tecniche tradizionali del Gargano e del Sud Italia nonché, compatibilmente con il tempo dedicato allo strumento, la capacità di eseguire alcuni di questi brani.
Repertorio: garganico, vari
Durata totale: 12 ore
Tecnica del suono : Davide Torrente

La partecipazione ai corsi è subordinata al versamento della quota associativa di €uro 80,00 che comprende la sola quota d’iscrizione ad uno dei corsi proposti.

Per informazioni : Associazione Culturale Carpino Folk Festival
Via Mazzini, 88 – 71010 Carpino (FG) Tel. 0884 326145
laboratorididattici@carpinofolkfestival.com
Domenico Sergio Antonacci 329.1613763 e Sara Di Bari 347.9224940

Strutture Convenzionate
Hotel Bellavista a Carpino
pernottamento e prima colazione
€ 20,00 a persona – in quadrupla o quintupla
€ 25,00 a persona – in tripla
€ 30,00 a persona – in doppia
Camera singola su richiesta
Contattare Antonio Ortore: 0884.900358 – 338.2859550 –
info@hotelbellavista.com

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