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Da domani ORSARA MUSICA JAZZ FESTIVAL

 JAZZ – Il conto alla rovescia è finito. Domani, venerdì 24 luglio, inizia la ventesima edizione dell’Orsara Musica Jazz Festival. Si comincia all’insegna dei Seminari Internazionali, con musicisti provenienti dal “Jazz at Lincoln Center” di New York e dallo “Stoccolma Jazz Festival”. Dal mattino, e fino a notte inoltrata, Orsara di Puglia si trasformerà in “luogo dell’agire generativo”, vivendo e sognando al ritmo del jazz con workshop, concerti, mostre fotografiche, matinèe musicali ospitate all’interno dell’Abbazia, presentazioni di libri.

Sarà la jam session coi docenti dei seminari, alle 22, ad aprire il Festival. In contemporanea, a disegnare con le immagini un percorso lungo 20 anni e ancora in itinere, ci sarà l’inaugurazione di “365 in jazz”, la mostra di Michele Brancati con fotografie esposte ovunque: locali pubblici, vetrine, strade e piazze del Festival. Le stesse strade, le medesime piazze, saranno carezzate dalla musica di Hugo Alves, trombettista portoghese; Greg Burk, pianista e compositore di Detroit; Antonio Ciacca, “italianissimo” direttore artistico del Lincoln Center di New York; John Nugent, sassofonista canadese e direttore artistico di importanti jazz festival in Europa e Stati Uniti.

Con loro, nella jam session d’apertura, ci saranno Silvia Donati, Nicola Muresu, Marion Felder e il direttore dei corsi Lucio Ferrara. A concerti e jam session, per tutti i 10 giorni dell’Orsara Musica Jazz Festival, si potrà assistere gratuitamente. Sabato 25 luglio, alle 22, sarà la volta di Antonio Ciacca e John Nugent Quartet. Doppio appuntamento domenica 26: al “Dizzy” di Bovino, dalle ore 22, saranno di scena la voce di Silvia Donati, la chitarra di Lucio Ferrara, il contrabbasso di Nicola Muresu e la batteria di Marion Felder per “Jazz and Poetry”, un omaggio alla poetessa Alda Merini; a Orsara di Puglia, stesso orario, Jam Session with Teachers.

Nuovo “bis” di eventi per il 27, ma questa volta entrambi si terranno a Orsara di Puglia: alle 20, il Jazz Club presenta “Le rotte della musica”, ultimo lavoro di Fabio Ciminiera, un libro che racconta il Mediterraneo attraverso le parole dei musicisti, 80 protagonisti della vita musicale di una regione vasta quanto il mare che la bagna; alle 22 la jam session con Hugo Alves e Greg Burk. Si replica il 28, con due nuovi appuntamenti. Il primo con Pasquale Gatta che racconterà la vita e il genio di Michele “Mike” Ortuso, il musicista nativo di Monte Sant’Angelo che costruì la strada su cui ancora s’incamminano i fautori del jazz “made in Italy”; il secondo, alle 22, è rappresentato dalla jam session del Lucio Ferrara Quartet.

Il 29 luglio, invece, sarà la volta di Serafino Paternoster e della presentazione di un video inedito su Massimo Urbani, "Round about max”. Il 30 luglio, doppio concerto a Foggia (Ristorante in Fiera) con Greg Burk e a seguire Umberto San Giovanni & Daunia Orchestra. Il 31 luglio, il Festival torna a Orsara: Marc Ribot e l’Orchestra Municipale Balcanica. Sabato 1° agosto sarà la volta di Edmar Castaneda Quartet e di Al Foster Quartet con Steve Grossman. Il 2 agosto arriverà la chiusura del Festival, con la presentazione in anteprima internazionale dello special project “Giove a Pompei, la vera storia”.

TIVU’ – Il piatto forte di Unomattina Estate, venerdì 24 luglio, sarà rappresentato dalla cucina di Orsara. Ambasciatore del gusto di Capitanata sarà Peppe Zullo (foto 1 sotto, un angolo della sua "cantina"; ndr). Lo chef orsarese, ospite del programma di Rai Uno, presenterà una ricetta particolare: “Pezzell chi foglie misk”, pasta fatta a mano con un misto di verdure spontanee. Farina di grano, cacio ricotta di capra, olio extravergine di Puglia e tanto verde: cicorie, spinacetto, cardo, finocchietto e tante altre varietà di verdure che crescono spontaneamente nel territorio di Orsara. “Si tratta di una ricetta creativa – spiega Peppe Zullo. – Le nostre donne, rientrando a casa dai campi, un tempo raccoglievano quelle che loro chiamavano semplicemente ‘foglie’, cioè le erbe spontanee e commestibili che ancora crescono e abbondano sul nostro territorio”.

“E’ motivo di grande soddisfazione – dichiara il sindaco Mario Simonelli – che uno dei nostri ‘ambasciatori’ racconti la Capitanata e il nostro paese a un pubblico vasto come quello della rete pubblica ammiraglia”. Il “cuoco coi baffi”, giudicato dalle guide di settore come uno fra i migliori mille al mondo, ha 55 anni. Il suo cammino di chef internazionale comincia alla fine degli anni ’70, quando parte per l’America. A Boston, dopo tanto lavoro, riesce ad aprire il suo primo ristorante. Stanchi del fast food, i colletti bianchi della metropoli a stelle e strisce sono conquistati dalla cucina orsarese. Ma lui non si ferma e continua il suo viaggio prima a Los Angeles poi ancora più a sud, in Messico.

L’esperienza maturata in quegli anni è il trampolino di lancio per il ritorno a Orsara di Puglia. Siamo alla fine degli anni ’80 e Peppe Zullo ha voglia di realizzare il sogno di sempre: “Quando ero piccolo – racconta – sognai una moltitudine di angeli che scendevano dal cielo e si accomodavano a tavola per gustare ciò che io preparavo”. Tornato a Orsara, Peppe Zullo ha trasformato un angolo della collina orsarese nella “Nuova Sala Paradiso”, una struttura con ristorante, albergo, enoteca e una splendida cantina decorata dagli angeli dipinti ovunque da Leon Marino.

Non contento, negli ultimi anni ha realizzato un altro “eden” dei sapori a Villa Jamele, a pochi chilometri dal centro storico di Orsara di Puglia, ristrutturando un’antica tenuta del ‘900. Assieme ad altri 11 chef orsaresi, tutti protagonisti del ricettario di pietanze tipiche recentemente realizzato dal Distretto Agroalimentare Regionale, Zullo ha deciso di collaborare con l’Amministrazione comunale di Orsara di Puglia nel progetto “menù a chilometri zero”: i ristoratori del paese, nei loro locali, serviranno soltanto tipicità gastronomiche e stagionali, utilizzando prodotti coltivati in loco.

“Chilometri Zero” è un modo per far scoprire il territorio attraverso i suoi sapori, puntando su unicità, freschezza e tracciabilità assoluta dei prodotti utilizzati in cucina. Un’iniziativa fortemente sostenuta da Coldiretti, Slow Food e Cittaslow, la rete delle città del buon vivere di cui Orsara è parte integrante dal 5 febbraio 2007.

FestambienteSud: Il programma della seconda giornata, giovedì 23 luglio

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FestambienteSud ricicla a suon di musica, con i Riciclato Circo Musicale.

Show con Kaos One e Dj Trix, le stelle dell’ Hip hop

"Giovani energie protagoniste" alla seconda giornata di FestambienteSud

"Giovani energie protagoniste" il tema della giornata di giovedì 23 luglio.

Quale spazio hanno i giovani al Sud? Quale protagonismo esprimono? Come può il cosiddetto Popolo dei Fuori Sede rendersi protagonista della ricostruzione del capitale sociale nel mezzogiorno? Ne discuteranno, alle ore 19,00 in piazza De Galganis, Elena GENTILE, Assessore regionale alla Solidarietà, Vanessa PALLUCCHI, Presidente nazionale di Legambiente scuola e formazione, Giuliano FOSCHINI, giornalista de la Repubblica, Danilo CHIRICO, presidente dell’associazione daSud, Enrico INFANTE, magistrato, Antonio TEDESCO, dell’associazione Provocult, Lorenzo BOCCHESE, Vice presidente nazionale ARCI ragazzi, Luciano VENTURA, direzione nazionale di Legambiente.

Al termine del dibattito i proff. Luciano Beneduce e Donato Pastore presenteranno BRILLANTEMENTE, la campagna di immatricolazione del prossimo Anno Accademico dell’Università di Foggia. L’Università, infatti, è partner di FestambienteSud, e, per tutta la durata della manifestazione, sarà presente nel centro storico di Monte Sant’Angelo con un proprio punto informativo, da cui sarà possibile effettuare l’iscrizione.

 

RiciclatoCircoMusicale1.jpgAlle ore 21:00 in piazza De Galganis si esibiranno  i RICICLATO CIRCO MUSICALE, che, con il loro Spazza Tour, si pongono l’obiettivo di sensibilizzare e responsabilizzare in musica sul tema della corretta gestione dei rifiuti. «È importante affrontare la tematica anche in maniera ludica non convenzionale, poiché spesso nell’immaginario collettivo sta passando la tesi che l’Italia sia ancora il Paese delle discariche e dell’emergenza cronica come negli anni ’80 e ‘90." – afferma Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente. – "In realtà, ci sono anche molti segnali positivi,  come il caso di Salerno, i 118 comuni ricicloni campani, il caso della Sardegna, alcuni Ato della Sicilia, che stanno a testimoniare un Sud capace di essere leader nella raccolta differenziata».

Il repertorio dei Riciclato è composto da brani e composizioni originali suonati con l’esclusivo utilizzo di strumenti musicali auto-costruiti con materiali di recupero ed oggetti di uso comune. Le loro  composizioni spaziano dalla World Music al Trip Hop, dal Latin al Reggae, dal Rock alla musica Techno. Il gruppo musicale è alla continua ricerca timbrica e ritmica, costruendo strumenti musicali utilizzando rifiuti e oggetti non convenzionali.

Oltre alla performance, i Riciclato Circo Musicale, per l’intera durata del festival, condurranno il laboratorio creativo di strumenti musicali con materiale di recupero, all’interno dello spazio che FestAmbienteSud dedica all’artigianato musicale.

Dalle ore 22,15 in largo Dauno spazio all’Hip Hop, con KAOS ONE, al secolo Marco Fiorito, uno dei più apprezzati nonché longevi artisti che il panorama Hip Hop italiano abbia mai avuto. Attualmente l’artista  è impegnato in una serie di live assistito da Dj Trix, che lo accompagna da innumerevoli anni; allo spettacolo di domani sera prenderanno parte anche Brna Mc, dj Zaio, Donuts, Torbi, Showcase e Tavola 28.

Continuano intanto gli appuntamenti con gli aperitivi della Cantina del Mediterraneo, alle ore 12.00 con la Strada dei vini della Daunia, mentre alle 18,30 ci sarà l’aperitivo di presentazione del laboratorio La ciaramella di Monte Sant’Angelo, con Domenico Palena, Domenico Impagnatiello, Salvatore Villani, che si svolgerà il 24 e 25 luglio.

La giornata sarà chiusa dalla jam session nella Cantina del Mediterraneo; ospiti della serata, musicisti e cantautori della tradizione popolare.

Scritto da Ufficio Stampa FestambienteSud   – Fonte ildiariomontanaro.it

Ondata di calore in arrivo sul Gargano

Il responsabile del Centro Funzionale Regionale, ing. Giuseppe Amoruso, della Protezione civile regionale comunica che “sulla base delle elaborazioni effettuate dal Dipartimento della Protezione Civile di Roma è prevista un’ondata di calore che interesserà la regione Puglia a partire dalla mattinata di giovedì 23 fino a sabato 25 luglio 2009, che farà registrare punte di temperatura massima superiori a 40° nell’area foggiana e del nord barese e valori mediamente compresi tra 36°- 40° sulla restante parte del territorio. Pertanto si invitano gli Enti locali e territoriali a prestare maggiore attenzione e vigilanza sul territorio di propria competenza per fronteggiare con più tempestività il rischio incendi boschivi e sanitario per l’eventuale ondata di calore”. I cittadini sono invitati a seguire le norme di comportamento in caso di alte temperature, ad esempio – per i soggetti più deboli come bambini, anziani e malati cronici – restando in casa nelle ore più calde, indossando abiti adeguati, assumendo liquidi e rimanendo in contatto con le strutture sociali e con i medici di base per eventuali consigli e assistenza.

Fonte: vicodelgargano.wordpress.com

Manfredonia Blues Festival

“Blues band” cercasi per il Manfredonia Blues Festival (30-31 luglio e 1 agosto)

Sarà una novità dell’estate sipontina 2009 la prima edizione del Manfredonia Blues Festival – Blues on the Coast, in programma giovedì 30, venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto in piazza del Popolo, piazzale Diomede e nelle vie del centro cittadino. Tre grandi concerti, mostre fotografiche, proiezioni di film-documentari ed esibizioni di blues band locali: per tre giorni il blues si trasferisce nel golfo.
Promosso dall’Assessorato alla Cultura della città di Manfredonia, con il patrocinio del Consolato degli Stati Uniti d’America e la collaborazione con la sede locale della Confcommercio, l’evento vedrà la direzione artistica e l’organizzazione della Carpediem&Scenario associati.

<<Abbiamo completato il ricchissimo cartellone musicale del Manfredonia Festival inserendo anche una rassegna blues – spiega Paolo Cascavilla, assessore alle Politiche Culturali della città di Manfredonia -, a cui si aggiungerà la possibilità di poter partecipare ad un mini corso di blues, la proiezione di 3 film-documentari e l’esposizione di due mostre fotografiche tematiche. Sarà un grande evento culturale, vario e articolato>>.

Ad esibirsi saranno tre delle migliori blues band del panorama italiano e americano: si apre giovedì 30 luglio in piazzale Diomede alle 21:30 con la MORBLUS BAND, considerata una delle più travolgenti band di funky blues d’Italia.

Venerdì 31 luglio, invece, in piazza del Popolo alle ore 20, il concerto dei TOP SIDE – la band musicale della Marina U.S.A. -, mentre a KEITH B. BROWN, il grande bluesman americano protagonista del film The Soul of Man di Win Wenders e Martin Scorsese, verrà affidato il concertone finale in piazzale Diomede alle ore 21:30. L’1 agosto, mattina e pomeriggio, presso il Cafè des Artistes in corso Manfredi 204, sarà lo stesso Keith B. Brown a tenere due “blues workshop” per voce e strumenti, rivolti a tutti gli appassionati musicisti che si iscriveranno.

Prima e dopo i concerti in piazzale Diomede, spazio anche alle blues band locali che verranno selezionate tra tutte quelle che si autocandideranno contattando la CarpeDiem&Scenario al numero 0884 588.488.

<<Sono numerosissime le blues band locali – spiegano gli organizzatori dell’evento -, e noi saremo felici di concedere loro un piccolo palco per esibirsi sia nella serata del 30 che del 31 luglio, ma soprattutto daremo a tutti la possibilità di apprendere, da un artista del calibro di Keith B. Brown, suggerimenti e consigli utili per approfondire la conoscenza del blues>>.

I moduli per partecipare ai blues workshop con Keith B. Brown saranno presto disponibili sul sito
http://www.manfredoniabluesfestival.it.

L’AUTORE DI “LA SCORDANZA” VUOLE GIOVANNA MARINI “SENATRICE A VITA”

Alla notizia che Beppe Lopez, giornalista – fondatore tra gli altri di “Repubblica”, nonché “inventore” del Quotidiano di Lecce – e scrittore (in calce la sua scheda), avrebbe presentato il suo romanzo “La Scordanza” nell’ambito della 14.ma edizione del Carpino Folk Festival (serata del 3 agosto), non ci abbiamo pensato due volte e l’abbiamo contattato chiedendogli un’intervista. Gentilmente ce l’ha concessa e ve la proponiamo.

Domanda – Dottor Lopez, se Le dico “storia orale cantata”, l’adrenalina dove La porta
Risposta – A me, complessivamente, interessa la storia: non quella dei sovrani e dei grandi eserciti, ma la storia vera degli uomini, delle comunità, della società, del genere umano, degli animali, dell’ambiente naturale. Insomma, la storia della vita vera. Sino alla modernità e in particolare sino agli ultimi decenni – quando ha cominciato a svilupparsi finalmente una certa attenzione per gli individui, i gruppi umani, le classi e le problematiche fino ad allora “senza voce” – a farsi carico della memoria è stata la "storia orale". E in particolare in Italia, terra di frontiera fra arcaicità e modernità, la storia orale cantata: la musica popolare che, grazie alle ricerche e alle iniziative sviluppatesi fra gli anni Cinquanta e Settanta, ha fatto delle nostre tradizioni musicali legate al lavoro, alle ingiustizie sociali e alle lotte politiche, un fatto "vivo" ancora oggi fra i giovani, non mero repertorio per artisti e intellettuali dai gusti raffinati.

D. – Tale excursus ci porta inevitabilmente a Giovanna Marini (foto del titolo; ndr), la più rappresentativa etnomusicologa (ma il termine è riduttivo) italiana. La sua figura “altisonante” cosa rappresenta per Beppe Lopez.
R. – Non solo "altisonante" e "alticantante", ma una delle più alte figure di intellettuali rimasteci. L’intellettuale è per definizione capace di comprendere e rappresentare la complessità: alto e basso, materiale e ideale, territoriale e universale, lavoro e "tempo libero"… Tutte categorie, come si sarebbe detto una volta, "borghesi". La realtà è una e complessa. Giovanna è tra i pochi italiani che per tutta la vita è rimasta fedele a questa semplice verità, coniugando altissima poesia e alta testimonianza civile.

D. – Pertanto – citiamo i critici della Marini – il “ruolo dell’intellettuale nella società” quale dev’essere e la musica, “sempre orientata alle problematiche sociali”?
R. – La musica è popolare, è cioè "cultura", se non è autoreferenziale, se non è artificiosa, se racconta la vita vera, se non è chiusa in una sfera definita di genere. Perciò non può essere rivolta esclusivamente alle problematiche sociali, ma anche all’allegria, all’amore, all’amicizia…

D. – Le cito un altro aforisma sulla produzione della Marini: “L’allegoria non è mai disgiunta dalla riflessione militante”. Come reagisce?
R. – Di primo acchito, male. Si tratta evidentemente di una estrapolazione teorica, che non va mai disgiunta, appunto, dalla pratica. Se poi significa che, quando ricorre alla musica (o al narrare o al recitare o al dipingere ecc.) e anche all’artificio retorico, un intellettuale serio non dimentica mai la sua "funzione" e la sua utilità per la società, e in particolare per i meno privilegiati, mi pare che sia il minimo che si possa dire di Giovanna.

D. – E tutto ciò ha portato Lei a rivolgere al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, un appello particolare (la richiesta di nominare la Marini “senatrice a vita”; ndr*). Ce ne parli.
R. – Io credo nella democrazia rappresentativa e nelle istituzioni parlamentari, nonostante lo scempio che se ne fa in Italia. Anzi, più esse sono sfregiate e umiliate, più cresce il mio attaccamento e la mia convinzione di fondo che in esse risieda ancora e per sempre il futuro di una umanità che non rinunci né alla libertà individuale e collettiva né alla giustizia sociale. E’ proprio ciò che vorrebbero gli sfregiatori e gli umiliatori: convincerci, con illusioni di "democrazia diretta" o iper-maggioritaria o presidenzialistica, che la democrazia moderna non possa più essere quella di una volta, quella che prevede delegati fortemente dipendenti (e controllati) dai deleganti. Nelle nostre Camere oggi ci sono solo "nominati" dagli oligarchi. Non mi faccio illusioni, nel breve. Ma non bisogna mollare. Continuare a votare per il "meno lontano" o il "meno peggio" e, intanto, se possibile, vederci rappresentati al Senato almeno da un "senatori a vita" che non siano necessariamente costruttori di automobili o solo intellettuali organici al sistema.

D. – Cosa ne pensa se si potesse rilanciare l’appello (che abbiamo sottoscritto con convinzione sul Suo blog) da un palco di tutto rispetto. Tanto per citarne uno: il “Carpino Folk Festival” che si tiene sul Gargano.
R. – Potrebbe essere una splendida idea. Io ho fatto quello che potevo con il mio sito. Ma se riusciamo ad aggregare, è meglio. L’individualismo è uno degli ostacoli principali che impediscono ai molti, che vogliono sinceramente cambiare le cose in Italia, di farlo. Manca appunto quello che sino agli anni Settanta c’era: l’istinto all’aggregazione, la convinzione che senza aggregazione non si va da nessuna parte.

D. – Passiamo al Suo impegno letterario: nel Suo secondo romanzo (il primo è stato “Capatosta”), “La Scordanza”, ha dedicato un cameo a Carpino. Prima di parlarne, però, ci confermi una nostra “impressione” sul libro: è “strettamente” autobiografico? E poi, quella maniera di stendere le frasi, tra lingua e dialetto, deve essere stata una faticaccia!
R. – Il libro è, più o meno strettamente, autobiografico. E usare quel linguaggio non è stata una faticaccia. L’ho già fatto in altri libri, a cominciare dal mio primo romanzo "Capatosta" nel 2000. E poi, quell’idioletto ha una sua intima coerenza e si basa su regole di intreccio fra italiano parlato, italiano formale e materiale dialettale pugliese che prevede automatismi. Mi è già capitato di dire che è una lingua che si è scritta da sola.

D. – Si torna a Carpino. Anzi: si ritorna a Carpino, visto che già s’è accennato al Folk Festival e al cameo che gli ha dedicato. Lei sa che la prima decade di agosto se ne svolge la 14.ma edizione: è la prima per Lei? Quale “peso” ha nella Sua formazione culturale il c.d. “patrimonio intangibile”.
R. – Sono venuto negli anni più volte a Carpino e nel foggiano per motivi, diciamo così, musicali. Un peso notevole nella mia "formazione" civile l’ha esercitato il corpus di recuperi/invenzioni popolari dell’apricenese Matteo Salvatore, che insieme ai Cantori, alla pizzica salentina e ai canti murgesi costituiscono un formidabile patrimonio culturale identitario per la Puglia.

D. – Inutile puntualizzare che a Niudd’ – il protagonista della “Scordanza”… cioè Lei – piace la musica che si suona al Festival. Basta rileggere una sola frase: “Piangette ininterrottamente per tutt’e tre le volte, una dopo l’altra, che Andrea Sacco cantò, ricantò e arricantò a furor di popolo quella nenia dolce e disperata”. Conferma?
R. – Confermo. Amo quella melodia da più di trent’anni. Conservo come una reliquia il vinile con la registrazione della Tarantella di Andrea Sacco effettuata da Roberto "sul campo", come si diceva una volta. Eh sì, ho pianto di gioia e di dolore quando mi è capitato, in un particolare momento della mia vita, di arrivare a Carpino e di sentire inaspettatamente la voce di Andrea che la cantava in piazzetta.

D. – Lasciamoci con un Suo commento a una frase della Marini (così chiudiamo questo bel circolo virtuoso): “E’ difficile essere una persona intellettuale, perché arrivi a un certo punto in cui la cultura non ti basta più e devi inventarti una vita”.
R. – Giovanna è generosa e molto severa con se stessa. Credo che in lei mai la persona e l’intellettuale siano state cose separate, che mai abbia dovuto "inventarsi una vita". La vita è complessa e una. Solo chi non ha la consapevolezza della complessità ha la necessità di dividere (la cultura e la vita, l’anima e il corpo, il maschio e la femmina, il bianco e il negro…) e non sa distinguere. E un intellettuale che non abbia la consapevolezza della complessità mi pare una contraddizione in termini.

Piero Giannini da http://www.puntodistella.it

* Appello a tutti coloro che ritengono giusto e per certi versi gratificante (per lei e per noi) che Giovanna Marini sia nominata “Senatrice a vita”: visitate il blog di Beppe Lopez (http://www.infodem.it/); in fondo alla homepage trovate la richiesta già presentata al Capo dello Stato Giorgio Napolitano e seguite le istruzioni. Oppure andate direttamente al link http://www.infodem.it/iniziative.asp?id=1449. Da questo momento vale!

Antonio Maccarone,un piccolo estratto dal film “Craj”

GARGANO E MONTI DAUNI ESCLUSI DAI FONDI PER I MURETTI A SECCO

E lo chiamano anche Parco. Parco nazionale del Gargano. Che la bellezza del promontorio sia indiscutibile non ci sono dubbi. Occorre invece fare opera di astrazione quando si pensa al «parco». Soprattutto quando con i fondi europei decidono che, in fondo, l’elemento paesaggio per il Gargano non è così preponderante rispetto agli altri territori delle Puglie, visto che siamo di fronte all’ennesima dimostrazione che la Puglia è una indicazione geografica ma non politica, almeno per la provincia di Foggia. 

L’ultima perla riguarda appunto la Puglia, intesa come Regione, ed il territorio della Capitanata che, udite udite, è stato cancellato dai finanziamenti per la costruzione o manutenzione dei «muretti a secco», quei confini naturali che deliminato aziende agricole, strade, pascoli dal Gargano al Subappennino dauno e che fanno parte del paesaggio rurale a pieno titolo come la «Murgia» barese ed il Salento. 
Che cosa è successo? E’ accaduto appunto che la Regione Puglia ha stanziato 26 milioni di euro per la realizzazione e la manutenzione dei «muretti a secco» con un costo medio a metro lineare di 70 euro. In questo modo si possono sviluppare 430 chilometri di muretti a secco. La scelta della Regione Puglia, non c’è che dire, è apprezzabile. Si tratta di ripristinare l’architettura del paesaggio rurale (tanto è vero che i fondi sono previsti dal Piano di sviluppo rurale), di riequilibrare i «volumi» dell’ambiente, di ripristinare zone del territorio sfregiate dal cemento e dall’asfalto. Ebbene, se si va a spulciare delibere, atti e determine si scopre che dai finanziamenti è completamente esclusa la provincia di Foggia. Già, la Capitanata, con il Parco nazionale del Gargano ma perché no anche con il Subappennino dauno, non potrà usufruire di quei finanziamenti che la Regione Puglia ha riservato in via esclusiva alla «murgia barese», al brindisino e al Salento. 

Sembra incredibile ma è vero. La più grande zona Sic della Puglia, sito di interesse comunitario sul piano ambientale, e cioè il promontorio del Gargano, non avrà un centesimo di quei fondi. Non si sa se ci sarà o meno un ripensamento da parte della Regione o se la Regione stessa troverà altri fondi per rimediare (la scadenza del bando per le domande di finanziamento è fissata al 30 luglio di quest’anno), ma la sensazione di «abbandono» totale della provincia di Foggia – ovviamente per diretta responsabilità di chi dovrebbe stare attento a questi passaggi politico amministrativi – è a dir poco deprimente. Così come è opportuno chiarire la posizione della Provincia, di ieri e di oggi, rispetto a questi strumenti. L’ente intermedio ha detto qualcosa in proposito o era escluso a priori dalla concertazione?

La Gazzetta del Mezzogiorno

CARPINO FOLK FESTIVAL 2009

L’Associazione Culturale Carpino Folk Festival
presenta

CARPINO FOLK FESTIVAL’09

XIV Edizione del Festival della Musica Popolare e delle sue Contaminazioni
Dal 1773 la Birra Dreher è sinonimo di tradizione, naturalità e genuinità

Foto di Tony Esposito

Arrivato alla quattordicesima edizione, il festival della musica popolare e delle sue contaminazione, promosso dall’Assessorato al Mediterraneo e dell’Assessorato al Turismo della Regione Puglia, dalla Provincia di Foggia, dal Comune di Carpino, dal Parco Nazionale del Gargano ed organizzato nell’ambito del Five Festival Sud System dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con l’Azienda di Promozione Turistica di Foggia e la Fondazione Banca del Monte Domenico Siniscalco Ceci di Foggia e col sostegno della Birra Dreher continua a promuovere gli standard di eccellenza che hanno caratterizzato le ultime edizioni.

Una popolare e contemporanea avventura artistica
Fondato nel 1996 da Rocco Draicchio, il Carpino Folk Festival è senza dubbio il primo evento internazionale per promuovere la tutela delle ricchezze culturali immateriali italiane che non sono più una reliquia culturale di cattivo gusto, ma tesori che raccontano l’evoluzione di una civiltà e collegano il passato con il presente.

Ogni anno nel mese di Agosto, Carpino diventa una città-teatro che accoglie decine di migliaia di amanti di musica tradizionale di tutte le età. Il suo leggendario spazio è "Piazza del Popolo", il cuore degli spettacoli all’aperto. Gli spettatori, spesso in vacanza e lontani da casa, trascorrono diversi giorni a Carpino per vedere gratuitamente i concerti in calendario; la maggior parte di loro partecipa alla performance dei propri idoli e balla con loro creando una originale alleanza.
Carpino Folk Festival è soprattutto uno stato d’animo, una festa popolare dove gli spettatori/attori per una settimana frequentano gli stessi eventi, discutono e condividono le loro esperienze di vita e di cultura.
Sul palco del festival del Gargano si sono esibiti i più grandi Cantori e Suonatori della Tradizione e i più grandi Artisti italiani della riproposta.
Eccone un elenco: Abbes Boufrioua -Al Darawish -Alfio Antico -Ambrogio Sparagna -Andrea Parodi -Angelo Branduardi -Angelo Pantaleo -Anna Cinzia Villani -Annamaria Bagorda -Antitodum Tarantulae -Antonello Paliotti -Antonio O’lione -Aretuska -Argento Vivo -Ariacorte -Assurd -Augusto Enriquez -Bag Ensemble -Bala Perdita -Balkanija -Bandabardo’ -Banditaliana -Beppe Barra -Beppe Barra -Bosio Big Band -Cantaiatra -Cantatrici Di Ischitella -Cantodiscanto -Cantori Di Carpino -Canzoniere Grecanico Salentino -Carlo D’angio -Carlo Faiello -Chilli Band -Collettivo Musicle Carpinese -Confraternita’ Delle Voci Di Vico -Daniele Sepe -Davide Conte -Dodi Ei I Monodi -Elena Ledda -Ensamble Of Soccavo -Ensemble Barocco Pugliese -Ensemble Popolare Della Notte Della Taranta -Ensemble Tradizionale Siciliano -Enzo Avitabile -Enzo Del Re -Enzo Gragnaniello -Eugenio Bennato -Faisal Taher -Fanfara Tirana -Faraualla -Flamenco Vivo -Folkabbestia -Gabin E Paul Dabiree -Gianluigi Trovesi -Gianni Amati -Gianni Coscia -Gianni Perilli -Ginevra Di Marco -Giuseppe Spedino Moffa -Gruppo Polivalente Di Mattinata -Gruppo Popolare Di San Giovanni Rotondo -I Cantori Di Carpino -I Suonatori di Ruoti e Avigliano -I Suonatori e Cantatori di Caggiano -I Suonatori e Cantatori di Colliano -I Suonatori tradizionali della Calabria -Il Parto Delle Nuvole Pesanti -Indaco -James Senese -Kebana -Kocani Orkestar -La Banda Improvvisa -La Bella Cumpagnia -La Compagnia Dei Musicanti -Largo Criminale -Li Santandunjree -Lino Cannavacciuolo -Lou Dalfin -Luca De Nuzzo -Lucilla Galeazzi -Malicanti -Massimo Ferrante -Matteo Salvatore -Maurizio Cuzzocrea -Medit.Azione -Municipale Balcanica -Musica Nova -Musicisti Di Montemarano -Nando Citarella -Nico Berardi -Novue’ -Nuova Compagnia Di Canto Popolare -Officina Zoe -Opa Cupa -Orchestra Tzigana Di Budapest -Otello Profazio -Paco Suarez -Phaleg -Pino De Costanzo -Pino De Vittorio -Pio Gravina -Pneumatica Emiliano Romagnola -Popularia Cilentana -Radicanto -Raffaele Inserra -Raiz -Riccardo Tesi -Rosapaeda -Roy Pace -Salvatore Russo -Sergent Garcia -Spaccanapoli -Stefano Zuffi -Stephane Delicq -Suoni del Pollino -Tabule’ -Tamburi Del Vesuvio -Tarantolati Di Tricarico -Tarantula Garganica -Tarantula Rubra Ensemble -Teresa De Sio -Terza Moresca -Tonino Zurlo -Tradere -Uaragnaun -Uccio Aloisi -Vinicio Capossela.

Questo anno, poi, non ci si è fatto mancare nulla con l’unione con gli altri festival maggiori della provincia di Foggia e la costituzione del Consorzio per la Promozione Culturale del Territorio. Con il 5FSS’09, infatti, il pubblico può godere di sinfonie, jazz, pop, rock, liriche, di ballate, danze e balletti, di spettacoli di varietà, spettacoli teatrali e musica da camera, ma anche di laboratori, convegni, tavole rotonde, workshop, presentazioni letterarie, cinema, insomma di un programma anche tecnicamente complesso, ma equilibrato, caratterizzato soprattutto per la sua varietà destinata per tutti i tipi di pubblico, senza però snaturare le formule delle singole rassegne.

Come sempre, la musica popolare è il momento clou del Carpino Folk Festival
In un momento particolarmente difficile per tutti, abbiamo voluto mettere su un programma risposta al degrado anche culturale che stiamo attraversando. Non abbiamo ricercato stili diversi e generi adatti ad ogni gusto, ma abbiamo voluto esaltare la qualità e l’integrità della musica popolare e la professionalità degli artisti coinvolti per trasmettere a tutti gli spettatori una vasta gamma di sensazioni ed emozioni profonde che solo la festa popolare del Carpino Folk Festival è in grado di far rivivere.

Quest’anno il programma si svolge in due aree festival: Piazza del Popolo e Largo San Nicola
E’ a Largo San Nicola che si svolge la parte più tradizionale della rassegna con la presentazione del libro "La Scordanza" di Beppe Lopez, la presentazione dell’Archivio Sonoro della Puglia, la proiezione del video/documento "Sentite buona gente", con la presentazione del libro "Il ritorno della taranta" di Vincenzo Santoro e il concerto acustico di Gianni Amati e Annamaria Bagorda. Ancora sempre a Largo San Nicola verrà realizzato il primo "Viaggio nella Chitarra Battente del Gargano" un meeting in cui si esibiranno per prima i suonatori del Gargano Roberto Menonna (Carpino), Marco e Giuseppe di Mauro (Carpino), Enrico Noviello (Manfredonia), Pio Gravina (San Giovanni Rotondo), Angela Castelluccia (Ischitella) e Nicola Sansone (Monte Sant’Angelo) a seguire tutti gli altri maestri della chitarra battente che accetteranno il nostro invito. Quindi la proiezione video di Andrea Sacco a cura di Giuseppe Michele Gala. Infine come da tradizione La Notte di Chi Ruba Donne e i Concerti della Tradizione con i Rareca Antica – Canzoniere vesuviano, Petriò mmia – Canti e saltarelli marchigiani e i Cantori di Carpino con Antonio Piccininno e le Serenate e le tarantelle alla carpinese.

Lo spettacolo della rassegna invece si svolge come tutti gli anni in Piazza del Popolo con “Terre Tumare” di Anna Cinzia Villani, Massimiliano Morabito, Davide Conte e Mauro Semeraro, con i “Canti di miniera, d’amore, vino e anarchia” di Simone Cristicchi e Il Coro dei minatori di Santa Fiora. Quindi il primo Progetto Speciale Carpino Folk Festival 2009 di Guglielmo Pagnozzi & Voodoo Sound Club feat. Collettivo Musicale Carpinese special guest Teo Ciavarella. Il 7 Agosto è la serata degli omaggi del Carpino Folk Festival. Inizierà David Riondino con La Buona Novella di Fabrizio De’André e la straordinaria partecipazione della Banda del Conservatorio Statale di Musica “Umberto Giordano” di Rodi Garganico diretta dal Maestro Giuseppe Spagnoli e del Coro Polifonico Stefano Manduzio di Sannicandro Garganico. Quindi Rita Botto che renderà omaggio alla Sicilia di Rosa Balistreri e al nostro pugliese Domenico Modugno. Ed ancora l’omaggio a Miriam Makeba e Roberto Murolo di Rosapaeda.
Infine, la serata finale, con tre spettacoli, che vedranno sullo stesso palco Giovanni Mauriello con “Da Parthenope a Medina”, Teresa de Sio con “Sacco e fuoco” e il concerto speciale dei Cantori di Carpino.

Prima di tutto ciò i Laboratori Didattici del Carpino Folk Festival 2009 e trasversalmente il Concorso Fotografico – Premio Rocco Draicchio.

Nato per omaggiare i Cantori del Gargano col fine di valorizzarne i suoni tramandati di generazione in generazione, le tecniche musicali sviluppate con attenzione e i ricordi vivi e sottili, spesso complessi, a volte epidermici… per preservare e trasmettere la conoscenza, rituale e tradizionale, incorporata nella memoria di quest’angolo di Puglia, il Carpino Folk Festival 2009 è dedicato alla memoria di Antonio Maccarone, cantore e suonatore di Carpino.

Foto di Tony Esposito : Vincitore Concorso Fotografico – Premio Rocco Draicchio 2008

FestAmbiente Sud – Giovani energie per un meridione rinnovabile

LEGAMBIENTE: “ABBATTERE IL VILLAGGIO DI TORRE MILETO

"Abbattere il villaggio di Torre Mileto". A chiederlo con forza è Legambiente che lo ha inserito nella Top Five degli ecomostri nazionali.
La notizia arriva da Bari dove questa mattina la squadra di tecnici di "Goletta Vere", proprio a bordo dell’imbarcazione ambientalista, ha illustrato le criticità del mare e delle coste pugliesi. "Abbattere è la parola d’ordine per vincere la guerra contro il cemento illegale" , ha dichiarato Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia che ha deciso di scrivere anche al sindaco di Lesina, per chiedere che si attivino al più presto le procedure per l’abbattimento di quella cerniera di cemento illegale a Torre Mileto. Altro problema, oltre l’abusivismo, è l’inquinamento alle foci dei fiumi. In Puglia, i biologi di"Goletta verde" hanno rilevato ben 9 punti critici: quattro di questi in provincia di Foggia. Fortemente inquinate le foci dell’Ofanto, del Candelaro e del Fortore, un po’ meno quella di Varano. Per la costa pugliese i dati non sono però solo negativi. La Puglia vanta un’altissima percentuale di balneabilità (98,3%), risulta anche la più premiata dopo Sardegna e Toscana sulla Guida di Legambiente e Touring Club, con ben 36 località consigliate per paesaggi, accoglienza turistica, fondali particolarmente interessanti, luoghi di interesse storico culturale e pulizia del mare e delle spiagge. Tra queste conquista quattro vele Chieuti, in provincia di Foggia.

teleradioerre.it

PREMIO SPECIALE A 10 ASSOCIAZIONI DEL PROMONTORIO

NELL’EDIZIONE 2009 DI “RIGNANO CITTA’ APERTA – DUE NOTTI BIANCHE NEL PIU’ PICCOLO COMUNE DEL PARCO NAZIONALE DEL GARGANO” RICONOSCIMENTI AL CIRCOLO LEGAMBIENTE “FESTAMBIENTESUD”, AL GRUPPO “ARGOD”, ALL’ASSOCIAZIONE “IO SONO GARGANICO”, ALL’ASSOCIAZIONE “CARPINO FOLK FESTIVAL”, ALL’ASSOCIAZIONE “CALA LA SERA”, AI CIRCOLI ARCI DI SAN MARCO IN LAMIS E MONTE SANT’ANGELO, AL CENTRO STUDI PAGLICCI, ALL’ARCHEOCLUB DI APRICENA E L’ASSOCIAZIONE “SCHIAMAZZI” PER LA LORO INTENSA ATTIVITA’ NEL SETTORE CULTURALE, SOCIALE ED AMBIENTALE
RIGNANO GARGANICO. Il Gargano dell’associazionismo attivo sarà premiato a Rignano il prossimo 13 agosto in tarda serata nell’ambito dell’edizione 2009 di “Rignano Città Aperta – Due notti bianche nel più piccolo comune del Parco Nazionale del Gargano”. A renderlo noto i dirigenti del Nuovo Circolo Culturale “Giulio Ricci” e l’apposito Comitato organizzatore dell’evento, che hanno proposto un riconoscimento speciale a dieci associazioni del Promontorio di San Michele, le stesse che da anni si occupano, spesso a proprie spese, del recupero, della salvaguardia e della valorizzazione dei tesori archeologici, ambientali, culturali, artistici, ambientali e paesaggistici della Montagna del Sole. Ecco l’elenco dei sodalizi scelti per la quarta edizione di RCA:

1) Associazione “Carpino Folk Festival” di Carpino;
2) Circolo Legambiente “FestambienteSud” di Monte Sant’Angelo;
3) Gruppo Archeo-Speleologico “Argod” di Sannicandro Garganico;
4) Associazione “Io sono garganico” di Vico del Gargano;
5) Centro Studi Paglicci di Rignano Garganico;
6) Circolo Arci “Pablo Neruda” di San Marco in Lamis;
7) Circolo Arci “Nuova Gestione” di Monte Sant’Angelo;
8) Archeo Club di Apricena;
9) Associazione “Schiamazzi” di Cagnano Varano;
10) Associazione “Cala la sera” di San Giovanni Rotondo.

A tutte le associazioni sopra indicate sarà consegnato il Premio “Giulio Ricci”, dedicato romanziere e poeta verista originario di Rignano Garganico.

Per conoscere nei dettagli l’intero programma di “Rignano Città Aperta” visitate i siti internet www.rignanonews.com e www.rignanocittaaperta.com.

Il Comitato Organizzatore di RCA
Angelo Del Vecchio – Coordinamento
Giuseppe Del Vecchio – Direttore Artistico
Vincenzo Demaio – Settore teatro
Michele Caruso – Settore teatro
Annanunzia Del Vecchio – Logistica e segreteria
Antonio Orlando – Settore culturale e logistica

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