//
archives

Tutti i post

Questa categoria contiene 1914 articoli

Per l’Associazionismo Attivo del Gargano parte la fase dello Sviluppo delle Idee

Associazionismo Attivo del Gargano
Domenica 02 agosto, Carpino
Largo San Nicola ore 21.00

Sarà l’incontro delle Associazioni Attive del Gargano ad aprire il Carpino Folk Festival 2009

L’impegno per l’emancipazione e il senso civico della comunità garganica per l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival è una priorità

Parte la fase dello Sviluppo delle Idee

Poniamo come obiettivo di questo sesto incontro quello di trovare un fine da perseguire insieme affinchè l’identità dell’Unione delle Associazioni del Gargano possa esser rafforzata e finalmente si possano vedere nel concreto i frutti di questi momenti di dibattito e confronto.
E’ quindi arrivato il momento di trarre le conclusioni relativamente alle prospettive di sviluppo dell’attività dell’Associazionismo Attivo del Gargano e iniziare a perseguire gli obiettivi comuni.

www.carpinofolkfestival.com

Canti di miniera, d’amore, vino e anarchia al Carpino Folk Festival

Il tour con il coro di lavoratori del paese sulle pendici del monte Amiata

Cristicchi porta in scena i minatori
Canti e storie di mondi scomparsi

Canzoni e monologhi per recuperare il repertorio della tradizione locale
di RITA CELI da Repubblica.it

Cristicchi porta in scena i minatori Canti e storie di mondi scomparsiROMA – "Canti di miniera, d’amore, vino e anarchia" è il titolo del nuovo spettacolo di Simone Cristicchi, costruito insieme al coro dei Minatori di Santa Fiora, 14 elementi tra i 19 e gli 81 anni, sul palco con lui nel tour estivo che nelle prossime settimane girerà l’Italia. Il cantautore che incantò il festival di Sanremo nel 2007 vincendo a sorpresa con Ti regalerò una rosa, brano scaturito dall’incontro con malati di mente e da ricerche sui manicomi, ora ha scoperto i minatori, le cui condizioni di lavoro hanno profondamente influenzato la vita e la cultura dei paesi intorno alle miniere. "La malattia mentale esiste da sempre, è stato duro emotivamente ma è stato facile trovare qualcuno che abbia vissuto in manicomio, mentre è raro trovare qualche minatore ancora vivo", sottolinea Cristicchi che, tra una data e l’altra del tour si chiude in studio per registrare il nuovo disco.

Lo spettacolo di Simone Cristicchi farà tappa il 31 luglio a Zevio (Verona), il 2 agosto a Santa Fiora (Grosseto), il 6 al Carpino Folk Festival (Foggia), l’8 a Prati (Torino), il 10 ad Ascoli Piceno, il 5 settembre a Dogliani (Cuneo). Quella in casa del 2 agosto sarà una serata speciale per il coro, che vedrà tra gli ospiti sul palco anche Andrea Camilleri, da anni frequentatore estivo della località, e Laura Morante, che invece è nata a Santa Fiora.

"Ho conosciuto il coro di minatori grazie a un amico che mi ha portato a Santa Fiora, paese sulle pendici del Monte Amiata – racconta il cantautore romano – La prima volta li ho sentiti cantare in una cantina: sono rimasto folgorato e mi è venuta subito l’idea di portarli su un palco vero davanti a un pubblico più vasto. Così è stato, abbiamo costruito insieme lo spettacolo cantando le loro canzoni alternate a monologhi sulle loro storie".
Cristicchi ha cominciato un lavoro di ricerca e di recupero di questo repertorio di canzoni tradizionali che vengono tramandate oralmente e che sono strettamente legate alla vita dei minatori. Contrariamente al buio e alla fatica delle loro condizioni di lavoro, i canti sono allegri e variopinti, come i giorni di festa in cui venivano eseguiti.

"Alla ricerca musicale si è affiancato il tema della memoria – prosegue – incontrando le persone e i parenti dei minatori, morti sempre troppo giovani. Alla fine è diventato uno spettacolo di teatro e canzoni, che ha acquisito un valore civile e sociale perché racconta lo sforzo dei minatori che hanno contribuito a ricostruire l’Italia nel dopoguerra".

"Ho incontrato molte persone, ho visitato altre miniere, anche in Sardegna" dice Cristicchi, diventato un esperto. "Il coro in particolare ha contribuito raccontandomi storie e aneddoti, ora riportati nei monologhi in cui cerco di dire al meglio e con le loro parole quello che era il loro mondo. Ho voluto che restassero così come li ho visti in quella cantina, perché hanno un modo naturale di stare sul palco, con una semplicità e una purezza che sono la forza dello spettacolo".

Giovanna Marini – Potrebbe essere nominata senatore a vita

Carissimi, mi sembra un’idea fantastica. Conosco Giovanna e la trovo una donna straordinaria. La cultura e le istituzioni del nostro Paese sarebbero migliori.
Aderisco convintamente alla vostra proposta.
Un caro saluto


On. DE BIASI Emilia Grazia

Sagra della carne e del Caciocavallo podolico

Il 26 Luglio si festeggiava Sant’Anna anche a Carpino

Il 26 luglio di un anno non precisato di mezzo secolo fa a Carpino era festa

Il cammino dei carpinesi alla Chiesa di Sant’Anna nel piano sotto la calura del sole estivo era estenuante; di tanto in tanto ci si fermava all’ombra di qualche ulivo. C’erano tutti, dagli anziani ansimanti ai bambini euforici che finalmente potevano spendere i loro piccoli risparmi per comprare confetti, gelati ed i pochi dolciumi disponibili a quel tempo sulle bancarelle appostate intorno alla Chiesa.
Le donne si erano fatte belle, e gli uomini non avevano i vestiti sporchi della campagna…anche quell’imprecisato anno c’era stato il solito tira e molla tra il proprietario di un terreno adiacente all’edificio sacro ed i passanti per quel tratturo privato (o per lo meno ritenuto tale) che arrivava alla Chiesa. Comunque ora tutti erano a messa..la campagna diventa di nuovo silenziosa, si ode l’eco della voce di Don Agostino che recita l’omelia. Poi il suono della piccola campana, la celebrazione alla protettrice delle donne incinte era finita..qualche piccolo fuoco pirotecnico..e tutti a pranzo (un pò più ricco del solito per chi era fortunato).

La festa di Sant’Anna oggi a Carpino non esiste più…la Chiesa di Sant’Anna sta cadendo a pezzi e con essa la memoria di quella festa secolare e delle giornate dei braccianti carpinesi dettate dai rintocchi di quella piccola campana sparirà.

Domenico S. Antonacci

Intervista al regista Alberto Negrin che il 3 agosto sarà al Carpino Folk Festival

‘SENTITE BUONA GENTE’ AL CARPINO FOLK FESTIVAL 2009 CON L’ARCHIVIO SONORO DELLA PUGLIA

03 AGOSTO
a cura di Vincenzo Santoro

LA STRAORDINARIA CAPACITÀ DI FASCINAZIONE DELL’ALTRA MUSICA


Intervista al regista Alberto Negrin
Girando “Pane e libertà” ho scoperto giorno dopo giorno la bellezza della Puglia
A cura di Piero Giannini

Alberto Negrin, regista di fiction tivù come Perlasca – Un eroe italiano (2001) o Gino Bartali – L’intramontabile (2006), L’ultimo dei Corleonesi (2007) oppure del recentissimo Pane e libertà (2009), sta preparando in questi giorni per RaiUno un altro sceneggiato (un tempo si chiamavano così) sulla dolorosa storia di Anna Frank, la ragazza ebrea divenuta simbolo della Shoah per i suoi diari scritti durante le persecuzioni naziste, e sulla sua tragica morte nel campo di concentramento di Bergen-Belsen.
Martedì 3 agosto alle 22.00 il regista, nato a Casablanca e tornato in Italia a fine Seconda Guerra Mondiale, sarà sul Gargano al prestigioso appuntamento della XIV edizione del “Carpino Folk Festival” (festival della musica popolare e delle sue contaminazioni), per la proiezione inedita dello spettacolo intitolato “Sentite buona gente”, da lui girato 42 anni fa.
Per l’Associazione Culturale “Carpino Folk Festival” e l’Archivio Sonoro della Puglia sarà l’occasione di riportare in vita gli strepitosi gruppi di musicisti tradizionali che nell’inverno del 1967, al Teatro Lirico di Milano, dimostrarono con straordinaria capacità di fascinazione l’esistenza, anche in Italia, di “modi diversi di fare musica non scritta, ma non per questo meno valida". E per Negrin la possibilità di assistere alla proiezione di un filmato di cui non conosceva neanche l’esistenza. Lo rivela lui stesso nell’intervista che ci ha concesso.
Siamo nel 1967. Lei ha 27 anni. Giovane regista che si sta affacciando su un difficile palcoscenico – e non mi riferisco solo al Lirico – al quale chiedono di girare (a meno che non sia stata un’idea Sua) “Sentite buona gente”. Come e cosa accadde?
Ricordo di aver registrato lo spettacolo con registratore audio e di aver effettuato alcune riprese ma non ho memoria di chi possa aver filmato tutto lo spettacolo. A quell’epoca erano già quasi cinque anni che facevo l’assistente di Strehler.

Quali le Sue sensazioni nel trovarsi davanti a un “patrimonio intangibile” (attualmente vengono così definite le musiche popolari) che al tempo non era “protetto”, a differenza di oggi?
Confesso che è stata una sensazione bellissima leggere che esisteva un documento filmato di quello spettacolo. In effetti all’epoca non immaginavo assolutamente di stare facendo qualche cosa che sarebbe diventato ‘patrimonio intangibile’. Ho molte fotografie dello spettacolo, foto realizzate da un fraterno amico e fotografo, Luigi Ciminaghi, purtroppo deceduto alcuni mesi fa. Ciminaghi era il preziosissimo fotografo del Piccolo Teatro di Milano, colui che ha immortalato tutto il lavoro di Giorgio Strehler.

Prevede quale emozione potrà vivere la sera del 3 agosto rivedendo una sua creatura nata 42 anni fa?
Sarà un’emozione enorme e indicibile. è fantastico rivedersi 42 anni dopo. E’ come conoscere un nuovo amico o riscoprire un se stesso di cui si è perduta traccia.

Con quale stato d’animo attenderà questo momento.
Paura di aver fatto uno spettacolo ingenuo dal punto di vista professionale e nello stesso tempo felicità per qualcosa che in ogni caso ha lasciato traccia di sé e che a distanza di così tanti anni ha ancora la possibilità di essere condiviso dal pubblico che assisterà alla proiezione.

Di recente ha vissuto in Puglia un’esperienza che abbiamo seguito sui media: le riprese e l’anteprima a Cerignola del suo “Pane e libertà”, ritratto delle vicende umane e politiche del grande sindacalista Giuseppe Di Vittorio. Quale rapporto ha con la nostra regione.
Girando “Pane e libertà” ho scoperto giorno dopo giorno la bellezza di una regione che conoscevo pochissimo. Avevo già realizzato un lungometraggio nel 1972, “Volontari per destinazione ignota”, un film con Michele Placido protagonista che raccontava la Guerra civile spagnola vista dai braccianti pugliesi che si arruolavano volontari credendo di dover andare in Africa a lavorare la terra e invece ingannati dal regime fascista che li mandava a combattere in Spagna dopo essere state utilizzate come comparse per un film kolossal dell’epoca, “Scipione l’Africano”.

Scorrendo il suo palmares si nota una certa affezione professionale per i "grossi" personaggi: oltre Di Vittorio – facciamo alcuni nomi a caso – Perlasca (lo Schindler italiano), Nanà (eroina di Zola), Majakovskij (poeta e drammaturgo), Sonzogno (editore e giornalista, massacrato a coltellate il 1874 nella Roma umbertina), per non parlare di Gino Bartali (nostro personale mito, dopo Coppi) e i protagonisti del fenomeno mafioso. Ce la può spiegare?
E’ vero, ho speso la maggior parte della mia professione raccontando personaggi e fatti realmente vissuti e accaduti. Ne sono rimasto affascinato perché quasi sempre la realtà nasconde molte più “avventure” e “storie da film” che l’invenzione pura e semplice. La verità è talmente sorprendente che nessuna immaginazione potrà mai eguagliare, anche perché sapendo di assistere alla ricostruzione di fatti realmente accaduti il pubblico ne resta coinvolto moltissimo perché sa che sta vedendo una storia vera. Le emozioni hanno delle radici molto profonde e riescono a coinvolgere molto di più lo spettatore. La verità vince sempre sulla finzione.

A cosa si sta dedicando in questo periodo?
Sto ultimando un film per RaiUno dal titolo “Mi ricordo Anne Frank”. Come vede si tratta di un altro film su un personaggio realmente vissuto.

Appuntamento a Carpino il 3 agosto?
Farò di tutto per essere presente alla manifestazione… Anna Frank permettendo!

Presidente del Parco Nazionale del Gargano – Giandiego Gatta – lo sviluppo socio-economico del Gargano passa per la Vongola

PROMOTORE IL PARCO DEL GARGANO SIGLATO UN ACCORDO

Pesca delle vongole in laguna Verso un consorzio pubblico-privato
Luglio 24, 2009     Gazzetta di Foggia    Pagina FOGG11

MANFREDONIA. Il diciassette luglio scorso, presso la sede per Parco Nazionale del Gargano, è stato sottoscritto, tra i sindaci di Cagnano Varano, Nicola Tavaglione, Carpino, Rocco Manzo, Ischitella, con l’assessore Raffaele Cannarozzi e il Presidente dell’Ente Parco, Giandiego Gatta, il primo documento per una gestione sostenibile della pesca delle vongole nella laguna di Varano.Il documento si pone più obiettivi. Proporre alla Regione Puglia la variazione del D.P.G.R. n. 478/87 (“Regolamento per la disciplina della pesca e della mitilicoltura nelle acque della Laguna di Va r a n o ”) perché venga contemplata la pesca delle vongole nella acque della Laguna di Varano, ad oggi esclusa. Disciplinare la stessa pesca secondo principi di salvaguardia e sostenibilità ambientale, proponendo alla Regione Puglia indirizzi che disciplinino la taglia minima, gli attrezzi consentiti, il fermo tecnico, oltre ad alcuni aspetti a carattere igienico e sanitario. Infine, porre le basi per la creazione di un Consorzio pubblico-privato per la gestione delle attività che interessano la Laguna di Varano. Le priorità del Consorzio consisteranno in più punti: gestione sostenibile e duratura della risorsa “vongola”; protezione dell’ambiente lagunare e di tutte le sue componenti biotiche; promozione della formazione; valorizzazione dei prodotti. I sottoscrittori soddisfatti. “E’ il primo tassello di un’organico disegno finalizzato a garantire alle comunità locali un’importante risorsa di sviluppo economico, con sicure ricadute occupazionali, contemperando le esigenze di tutela e salvaguardia del patrimonio naturale. In una parola, siamo a dare concretezza ad una delle finalità dell’area protetta” – ha dichiarato il presidente del Parco Giandiego Gatta – quella di garantire lo sviluppo socio-economico in linea con i concetti di compatibilità e sostenibilità ambientale. E’ la prova che le politiche ambientali, se ben interpretate, costituiscono una seria opportunità di crescita per le popolazioni locali.”

Conferenza stampa di presentazione del Carpino Folk Festival 2009

Invito per la Stampa

 

L’Assessorato alla Cultura e al Mediterraneo della Regione Puglia e l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival

 

hanno il piacere di invitare la S.V. alla

Conferenza Stampa di Presentazione del

 

CARPINO FOLK FESTIVAL 2009

XIV Edizione del Festival della Musica Popolare e delle sue Contaminazioni

 

 

COMUNICATO STAMPA

Foggia, Venerdì 24 luglio

 

 

CONFERENZA STAMPA

CARPINO FOLK FESTIVAL 2009

Dal 02 all’8 Agosto

XIV Edizione del Festival della Musica Popolare e delle sue Contaminazioni

 

 

Giovedì 30 luglio, alle ore 11.30, Regione Puglia – Sala Stampa della Presidenza della Giunta, conferenza stampa di presentazione del Carpino Folk Festival 2009
[scarica invito .doc]

 Il primo evento internazionale per promuovere la tutela delle ricchezze culturali immateriali italiane che non sono più una reliquia culturale di cattivo gusto, ma tesori che raccontano l’evoluzione di una civiltà e collegano il passato con il presente.

Per sette giorni il Gargano si trasformerà nel centro culturale della Puglia. Danza, teatro e musica riempiranno la piazza e le strade del piccolo centro di Carpino. Una città in festa, insomma, animata dalla cultura di una comunità magica, ricca di tradizioni ma non per questo chiusa in se stessa.

Yes we sail – Dal Gargano alle Tremiti in un mare di emozioni

Il Team The Match Race Challenge 007 srl scende in "acqua" a bordo del VOR 60 “Amer Sport Too”,  già da qualche giorno  ormeggiato nella  base di armamento del Marina di Rodi Garganico.

Sono già iniziati i primi test in mare nello specchio acqueo tra lo splendido Arcipelago delle Isole Tremiti e le baie del  Gargano in un contesto ambientale tra i più belli del Mediterraneo.
A partire dalla data di inaugurazione del Marina, programmata per il prossimo 25 luglio 2009, neofiti ed appassionati potranno provare dal vivo l’emozione della vela d’altura a bordo di una vera Ferrari del mare, che offrirà nel mese di Agosto esperienze giornaliere in day charter sulle Isole Tremiti.
Lo squadrone è coordinato dallo skipper manager Dott. Giovanni Marangon che con i suoi uomini avrà il compito di curare lo start up delle attività veliche nel Marina a  bordo di imbarcazioni di categoria Volvo Ocean Race.
In questa prima fase di lancio particolare attenzione sarà dedicata anche a chi si avvicina per la prima volta a questo mondo affascinante fatto di grandi barche e competizioni di livello, in cui oltre all’attività fisica un ruolo determinante è dato dalle emozioni e dall’adrenalina che il mare può regalare.
Il CEO di The Match Race Challenge 007 Matteo Tomassini anche in qualità di direttore del Water Sport Center del Marina di Rodi seguirà personalmente l’organizzazione di formule Incentive e Team Building tagliate su misura per le aziende con eventi che consentiranno l’utilizzo della base durante tutto l’anno, garantendo un ottima ricaduta nell’occupazione delle strutture alberghiere della zona oltre i canonici mesi estivi.
Le prenotazioni sono già aperte e dal prossimo 25 luglio tutti gli appassionati sono attesi presso lo YACHT CLUB MARINA DI RODI aperto di sera in formula Lounge & Sailing Bar per godere momenti di intenso divertimento a contatto con il mare.
Info su http://www.marinadirodigarganico.it sezione Yacht Club.

Programma Day Charter:
08:30     ARRIVO ALLA BASE PRESSO IL MARINA DI RODI GARGANICO;
09:00     PRESENTAZIONE SKIPPER ED EQUIPAGGIO, CONSEGNA DEL MATERIALE DI SUPPORTO ALLA GIORNATA;
09:45     FAMILIARIZZAZIONE CON L’IMBARCAZIONE VOR 60, BRIEFING SICUREZZA E BRIEFING METEO;       
10:30     USCITA IN MARE CON ESERCIZI E PROVE DI MANOVRA E VELOCITA’;
13:00     ORMEGGIO ALL’ANCORA NELLA RISERVA NATURALE DELLE ISOLE TREMITI, COLAZIONE AL SACCO,  BAGNO E SNORKELLING;
14:00     VELEGGIATA POMERIDIANA, PROVE DI CONDUZIONE E MANOVRE;
16:30     RIENTRO IN PORTO;
17:00     DEBRIEFING, DISARMO IMBARCAZIONE;
18:30     PARTENZA DAL MARINA.

Ufficio Stampa: Garganonews.it
Referente Michela Galullo
Redazione 0884 993048
info@garganonews.it

Festival Internazionale della Zampogna a Scapoli

festivalzampogna.JPGLa manifestazione, nata nel 1975 come Mostra Mercato, venne integrata nei primi anni ’90 con un Festival di respiro sempre più internazionale che, facendo giustizia di una visione riduttivamente folcloristica della zampogna e del suo contesto di appartenenza, ha sdoganato questo antichissimo e tutt’altro che modesto strumento musicale, da un lato recuperandone autenticità, valore e ruolo nell’ambito della cultura popolare tradizionale, dall’altro rendendolo attraente per il gusto e la sensibilità musicale del nostro tempo. In altri termini, lo ha attualizzato senza tuttavia fargli perdere la propria anima e le proprie radici; ciò grazie a una caratterizzazione fortemente culturale impressa storicamente all’evento e che si può sinteticamente riassumere:
-nell’essere riusciti a far emergere, dietro l’immagine stereotipata del pastore in cappa e cioce, l’esistenza di repertori musicali espressione di tradizioni religiose e profane radicate nelle comunità dell’Appennino Centro-meridionale, riconoscendo negli zampognari autentici portatori di cultura, testimoni ed interpreti di quelle stesse tradizioni;
-nell’aver promosso il confronto della zampogna con la creatività musicale contemporanea;
-nell’aver contribuito a stimolare la sperimentazione e l’innovazione che hanno poi portato alla messa a punto di nuove tecniche costruttive e al raggiungimento di nuove espressività timbriche ed armoniche dello strumento con la conseguente possibilità di creare nuovi repertori che “tradendo” la tradizione continuamente la rinnovano.

Un evento come quello di fine luglio a Scapoli, però, non è solo laboratorio culturale o luogo di incontro e di scambio. Esso è anche occasione di divertimento all’insegna di suoni, colori e sapori che riempiono i vicoli e le piazzette del piccolo borgo fondato dai monaci di San Vincenzo al Volturno sul finire del X secolo ai piedi del massiccio protettivo e luminoso delle Mainarde. Inoltre, richiamando a Scapoli un pubblico numeroso, affezionato e motivato, proveniente da ogni parte d’Italia e anche dall’estero, la Mostra Mercato e il Festival costituiscono un potenziale volano dell’economia locale attivando un flusso turistico qualificato e sostenibile.

Infine, rispetto ad altri eventi musicali “zampognari” o più genericamente “etnici” nati un po’ ovunque in Italia negli ultimi anni, la manifestazione di Scapoli ha dalla sua almeno due punti di forza in più. Il primo, è nella sua lunga continuità cui è strettamente connesso l’aver mantenuto fissa nel tempo la data di svolgimento: l’ultima domenica di luglio alla quale, sempre a partire dai primi anni ’90, si è andato aggiungendo l’intero fine settimana. Il secondo, come viene riconosciuto da più parti, è nell’aver saputo “riconoscere e comunicare un elemento cardine della nostra identità più originaria (la zampogna) e costruire su di esso operazioni strategiche e colte capaci di diventare marketing territoriale”.

Antonietta Caccia
Presidente dell’Associazione Culturale “Circolo della Zampogna”

Segnaliamo
Sabato 25 Luglio
Sala polifunzionale, dalle ore 10:00 alle 16:30
Tavola rotonda – La Zampogna, un patrimonio culturale da salvaguardare
In collaborazione con il Comitato per la promozione del patrimonio immateriale
Alla tavola rotonda parteciparanno Istituzioni, Associazioni e rappresentanti dei Comuni dove ancora è presente la zampogna.

Carpino in Citta Aperte 2009

Archivi