Invitiamo a manifestare la vostra solidarietà per i contadini del Tavoliere, il cuore della nostra economia, delle nostre tradizioni e della nostra cultura.

Una dissennata politica dei prezzi alla produzione, sta uccidendo l’agricoltura pugliese con conseguenze negative non solo sul comparto, ma sull’intera comunità.
Il mondo agricolo meridionale vive un’acuta crisi che non trova al momento ascolto e considerazione degli interlocutori politici nazionali.
Una tradizione plurisecolare pare condannata all’oblio…
La cultura contadina dell’olio, del grano e del vino, si dibatte in una crisi strutturale non più sanabile.
Collasso epocale!!! Reso ancor più grave dai processi di mondializzazione dei flussi di merci e persone, con prezzi alla produzione dettati da un mercato “cieco e sordo”, incompatibile con la stessa sopravvivenza dei produttori.
Una consapevolezza nuova e più radicale, deve coinvolgere il mondo imprenditoriale agricolo, la politica e le comunità locali, in vista di una profonda revisione del comparto, per renderlo adeguato alle sfide del mercato da un lato, ma capace dall’altro di salvaguardare cultura e tradizioni, storia e paesaggio, valori e costumi.
Si è tutti con le spalle al muro e si devono avviare subito misure di urgenza con “fondi di solidarietà” per salvare il salvabile e progettare con decisione la ristrutturazione del mondo agricolo.
È ormai noto che l’agricoltura, rappresenta anche la nostra storia, la nostra anima ed una crescita umana e rispettosa dell’ambiente e delle nostre tradizioni.
Si tratta di condividere una idea di futuro…I CONTADINI non vanno lasciati soli, bisogna salvarli dall’eclissi e impedire un “SUICIDIO ANNUNCIATO”…
TUTTA LA COMUNITA’ E’ INVITATA AD INCONTRARE I CONTADINI E SOSTENERLI PARTECIPANDO ALLA MANIFESTAZIONE DI PROTESTA, CHE SI PROTRARRA’ FINCHE’ NON SARANNO AFFRONTATI E RISOLTI DALLE ISTITUZIONI NAZIONALI I PROBLEMI CHE INVESTONO DA ANNNI IL COMPARTO AGRICOLO.
PS un buon bicchiere di vino ed una fetta di pane ed olio non verrà negata ai partecipanti
Ecco alcuni momenti della manifestazione:





Ecco cosa denunciamo, ecco i prezzi alla vendita:
Grano 16€ al quintale
Pomodoro 5€ al quintale
Uva 13€ al quintale
Oliva 25-30€ al quintale
Provo a tradurre in prezzi per massaia
Pomodoro 5 centesimi al Kg
Oliva 25-30 centesimi al Kg
Uva 13 centesimi al Kg
A quanto vengono venduti tali beni e derivati sugli scaffali dei supermercati?
Per saperne di più è possibile collegarsi a http://crisiagricolacapitanata.blogspot.com/ il neonato blog dedicato degli agricoltori della Capitanata
MILANO — Ul Festival de Sanrèm, per dirla alla lombarda. ’O Festivàl (attenzione all’accento) ’e Sanrem’, in napoletano. Da adesso ognuno lo può chiamare nel proprio dialetto.
Altro che canzone italiana! Crolla dopo 60 anni il tabù dell’ortodossia tricolore dei brani sanremesi. Lo prevede l’articolo 6 del nuovo regolamento. Quello che stabilisce i requisiti delle opere in gara. Il comma a) impone la «lingua italiana». Poi precisa che «si considerano appartenenti alla lingua italiana, quali espressioni di cultura popolare, canzoni in lingua dialettale italiana». Un passo avanti verso il federalismo canzonettaro rispetto alle norme che prevedevano che la «presenza nel testo letterario di parole e/o locuzioni in lingua dialettale italiana» non snaturasse il requisito patriottico. Fino all’ultimo Sanremo di Paolo Bonolis i vernacoli erano pareggiati alle lingue estere: erano ammessi una parola, una strofa o un ritornello al massimo. Con Antonella Clerici rimarrà il blocco allo straniero, ma si potranno cantare brani interi in foggiano o furlan. In gara potremmo vedere il Woody Guthrie del lago di Como Davide Van de Sfroos, due principi della canzone napoletana come Anzo Avitabile e Peppe Barra, i sardi Tazenda (ci andarono nel 1991 cantando «Spunta la luna dal monte» principalmente in italiano con Bertoli), il mito della taranta salentina Uccio Aloisi.
Un’apertura che risente delle pressioni politiche della Lega che da anni, anche all’interno del Comune di Sanremo, chiede il riconoscimento delle lingue locali. E che altro prevede il regolamento di Sanremo 60 che verrà ufficializzato lunedì? A curare il cast saranno il direttore artistico Gianmarco Mazzi e la conduttrice Antonella Clerici. Le serate su Raiuno saranno ancora cinque (dal 16 al 20 febbraio) e i cantanti verranno divisi come sempre in due categorie: gli «Artisti» saranno 14; «Sanremo Nuova generazione» ne ospiterà 8. Due in meno per ogni classe rispetto allo scorso anno, ma tutto potrà essere modificato entro il 18 dicembre, giorno in cui la rosa sarà ufficializzata.
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La serata clou, finale a parte, sarà quella di giovedì. Una puntata evento «dedicata alla ‘leggenda’ di Sanremo» durante la quale star italiane e internazionali interpreteranno la canzone della storia del festival che più hanno amato. Per arrivare al vincitore ci sarà un meccanismo a più livelli, in stile reality, con esclusioni e rientri. Nella prima serata i due meno votati dalla giuria demoscopica (come l’anno scorso saranno in sala) finiranno in una specie di nomination. Non si esibiranno nella seconda, al termine della quale altri due rischieranno l’eliminazione. I quattro sospesi torneranno al giovedì: potranno farsi affiancare da ospiti e due di loro, con una decisione al 50% della giuria tecnica formata dai maestri dell’orchestra e al 50% dal televoto, verranno riammessi. Alla quarta serata i 12 rimasti in gara saranno votati da giuria tecnica e televoto e solo dieci avranno accesso alla finale. Sabato sera ancora doppia votazione che sceglierà i tre da mandare al televoto definitivo. Annuncio in legnanese, visto che la Clerici viene da lì: «Ul vincitur l’è…».
Andrea Laffranchi
14 novembre 2009
Video di presentazione e promo del PPTR sito di riferimento
Nel corso del 2007 l’Amministrazione Regionale ha avviato la redazione di un nuovo Piano Paesaggistico, coerente con le recenti innovazioni legislative, con l’obiettivo di realizzare uno strumento capace di riconoscere i principali valori del territorio della Regione, di definirne le regole d’uso e di trasformazione e di stabilire le condizioni normative e progettuali per la costruzione del paesaggio.
Il paesaggio è un bene comune
Il paesaggio ha il valore di un patrimonio che deve essere continuamente riprodotto mediante azioni di conservazione, valorizzazione, riqualificazione, progetto. Il paesaggio storico è ricco di idee, di invenzioni, di azioni, ma non dovrebbe essere inteso solo come una raccolta di beni di eccezionale bellezza e rarità; il paesaggio a indagato e decifrato come specchio dell’identità e dell’anima dei luoghi. Se lo si osserva così, il paesaggio storico è un giacimento straordinario di saperi e di culture d’uso del territorio. A volte quelle culture appaiono dormienti, soffocate da visioni individualistiche, economicistiche e contingenti; ma è proprio appoggiandosi su di esse che si può immaginare un futuro denso di valori collettivi e condivisi.
Il paesaggio è un ponte tra il passato e il futuro
La riflessione sul paesaggio consente alla cultura locale di ripensare se stessa e di ancorare l’innovazione alla propria identità. I paesaggi pugliesi, prodotti nel tempo lungo della storia da coloro che li hanno abitati e che li abitano, costituiscono il patrimonio sul quale fondare un futuro durevole e sostenibile della Regione non solo dal punto di vista ambientale, territoriale e urbano, ma anche dal punto di vista sociale e culturale. L’obiettivo del Piano è costruire regole condivise di trasformazione del territorio che consentano di mantenerne e svilupparne l’identità, i valori, e che ne elevino la qualità ecologica, paesaggistica e insediativa.
Si è tenuto mercoledì 11 novembre a Vieste, organizzato dall’associazione “Gargano Europa”, l’incontro “LE RADICI DEL FUTURO- I CENTRI STORICI DEL GARGANO".
Apertura lavori: saluti del Sindaco di Vieste Ersilia NOBILE, Maria Carla SIMONE e Antonio Giuffreda ( Ass. Culturale "Gargano Europa").
Fra gli interventi quelli di Franco Salcuni (Direzione Nazionale Legambiente) e Teresa Maria Rauzino (Pres. Centro Studi Martella).
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Ecco il servizio sul Convegno della giornalista Antonella Soccio (L’ATTACCO 13 ottobre 2009)
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Vieste/ I Centri storici sedotti e abbandonati del Gargano
Tra cineserie varie ed uffici tecnici attrezzati male. Se ne è discusso animatamente in un incontro. Più tutela per i luoghi delle origini.
La modernizzazione è un concetto superato. Dall’evoluzione della storia e dalle increspature della globalizzazione. Eppure sul Gargano i centri storici sembrano ancora destinati a dover fronteggiare le voglie e le ambizioni espansionistiche di chi vede nel mattone l’unico valore possibile, l’unica rendita ancora spendibile. Hanno discusso di questo e di tanto altro con la cittadinanza gli attivisti dell’associazione viestana Gargano Europa, alla loro prima uscita pubblica all’Hotel Falcone di Vieste. Il presidente Antonio Giuffreda durante l’incontro assai partecipato, arricchito dagli interventi di Franco Salcuni e Maria Teresa Rauzino e che avrebbe dovuto essere sostanziato dalla presenza dell’assessora regionale Angela Barbanente, ha ribadito la necessità di rilanciare l’immagine della Montagna Sacra a partire dai centri storici. Gli spunti di riflessione sono stati molteplici, tanto da animare un dibattito acceso prima tra il sindaco di Vieste Ersilia Nobile e l’ambientalista Franco Salcuni e poi tra Micheie Eugenio Di Carlo, esponente del Pd viestano e pezzi della maggioranza di centrodestra.
Il luogo delle origini
Le cupole grigie, le note lampie peschiciane, costruite dagli slavi, che “sembravano onde del mare e hanno meravigliato e attirato l’artista Bortoluzzi sul Gargano”. Le case a schiera, le stecche di Monte Sant’Angelo che sono sagoma e cartolina del paese. Le grotte. La necropoli viestana. Il diverso, che attira, la tipologia garganica, secondo la professoressa Rauzino, stanno lasciando il posto ad eterni non-luoghi, colmi di cineserie. Caratterizzati soltanto dal coacervo delle iniziative e dal baccano della movida estiva. “Quale tipologia hanno le casette del Porto turistico di Rodi?” ha chiesto ai presenti l’attivista che ha fatto del recupero di Kalena una delle sue battaglie più vigorose.
“Ciò che è antico’ha un valore. Hanno un valore le pietre, i rivestimenti, gli infissi autentici – ha rilevato nel suo intervento Franco Salcuni – c’è bisogno di luoghi delle origini perché ci aiutano nella nostra identità. L’identità si costruisce tenendo gli occhi fissi sulle pietre. Ognuno di noi quando entra nel suo profondo pensa al luogo delle origini. Riscopriamo una figura psicologica e sociale dei luoghi”. Il modo di vivere gli spazi è mutato. Se in passato bastavano i bassi delle viuzze del centro, oggi “il buco non basta” e l’appartamento nuovo di proprietà in zone periferiche è ancora considerato un buon investimento. Altrove – Umbria, Toscana, Marche – questo appartiene al passato recente. Altrove è tramontato il progetto abitativo di lungo respiro: la casa per sé, la casa in cui tornare per il migrante, la casetta del mare, l’appartamento per i figli, o il piano sopraelevato loro destinato. Restano i «cascami di città”, citati nel saggio di Federico Zanfi “Le città latenti” incistati e svuotati di senso. “Quanto valgono le case che costruiamo?- ha domandato Salcuni – ci sono ricchezze di generazioni nei quartieri di periferia. Si costruisce perché le persone affidano i loro investimenti all’acquisto di un immobile. Ma se si costruisce male, l’immobile non ha valore. E se c’è un abbassamento del valore immobiliare ci impoveriamo tutti”. La salvaguardia del valore delle case e del centro storico è, per Salcuni, uno dei mezzi per arginare la deriva sociale. Esiste un valore economico dell’integrità del paesaggio che è riassunto dagli assiomi: costruire meno e costruire bene.
Tutela&Uffici tecnici
Nel corso dell’incontro di Gargano Europa il dibattito è stato centrato sul livello qualitativo degli uffici tecnici. “La nostra tecnostruttura è attrezzata?” è stata la domanda del presidente Antonio Giuffreda. Ebbene, nel centro storico di Vieste è stata autorizzata la costruzione delle tettoie. Sì è dato il là ad interventi che hanno rotto la continuità prospettica dell’orizzonte del paesaggio comune della città. A Monte Sant’Angelo la maggioranza ha deliberato il deturpamento delle casette a schiera del rione Carmine per favorire gli interessi privati di un assessore. “Gli interventi sono fatti male, non c’è cura e c’è un problema legato alle maestranze. Gli uffici tecnici sono troppo distratti da altre cose. Se sono impegnati e tarati sull’espansione urbanistica non potranno favorire un recupero culturale dei centri storici” ha osservato Salcuni. Alzare i livelli di tutela reale porta, si è detto mercoledì pomeriggio a Vieste, a far crescere le maestranze.
Laddove forme di mobilitazione individualistiche o parentali vengono accolte da chi dovrebbe distinguere tra bene pubblico e bene privato, si incorre nell’abusivismo, che è sempre fonte di abbassamento dei livelli di sicurezza. Le imprese edili, con l’aiuto clientelare di uffici tecnici accondiscendenti e impreparati, si indeboliscono. Accanto all’approssimazione degli uffici tecnici Salcuni, il cui obiettivo è “rafforzare la lobby ambientalista sul Gargano” e i membri dell’associazione registrano il “ritardo della politica”, “sclerotizzata su vecchi sistemi”. La politica, che dovrebbe avere “l’orecchio aperto” alle associazioni, è incapace dì intuire dove va il mondo.
Realtà turistiche
In merito alla cultura degli uffici tecnici e alla abilità delle classi dirigenti di “rinnovarsi e innovare per costruire il futuro”, il sindaco Ersilia Nobile è intervenuta in atteggiamento polemico accusando bonariamente gli ambientalisti di avere “i paraocchi”. “La parola finale per le riqualificazioni è sempre data dalla Sovrintendenza. Solo se Comune, Provincia e Regione hanno lo stesso intendimento un intervento passa. Vorrei che voi di Legambiente non deste sempre la colpa alla politica”.
Del resto, come ha argomentato il presidente dell’associazione, le radici che si proiettano nella tutela sono un tema caldo. Vieste e tutto il Gargano sono alla terza fase, quella delle flessione, in cui mare e sole non bastano più al turista che ha fame di storia, tradizione e cultura. Nell’ultimo studio della Confcommercio si parla di desertificazione delle città e di qualità dei centri storici. “Senza un commercio di prossimità, realmente capillare, la città smette di vivere; è questione di tempo. E si riduce il benessere dei residenti ma anche il valore degli immobili di tutti i proprietari”. Vieste dopo la prima fase di sviluppo in cui non si poteva pensare a conservare e la seconda nella quale si è stabilizzata l’offerta turistica avanzata, vive un momento di riflessione, attraversato dallo spettro dell’abbandono e della possibile marginalità.
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Vieste/ I Centri storici sedotti e abbandonati del Gargano (2)
venerdì 13 novembre 2009 ore 16:13
Di Carlo denuncia lo strano caso della lottizzazione della Necropoli di S. Nicola. “La Classe politica è inadeguata”. L’assessore all’Urbanistica del comune di Vieste, Angelo De Vita lo smentisce “lì sorgerà un parco museale e non certo case”. Michele Eugenio Di Carlo, docente ed esponente viestano del PD, è una delle voci politiche più attente alla tutela del paesaggio e del patrimonio artistico e culturale garganico. Mercoledì alla prima uscita dell’associazione Gargano Europa, il professore viestano ha letto un intervento sulla lottizzazione della Necropoli di San Nicola, che presenterà anche all’assessora Barbanente. “Come è stato possibile adottarvi una lottizzazione?” ha chiesto Di Carlo alla platea di addetti al lavori
presenti all’Hotel Falcone. Le sue sollecitazioni e la sua denuncia hanno scatenato delle reazioni violente da parte della classe politica. L’assessore Angelo De Vita ha precisato che “in quell’area sorgerà il parco museale e archeologico e non certo case”. Lo stesso ha voluto puntualizzare l’architetto Forte. “Quell’area lì è regolata dalla Sovrintendenza archeologica che con decreto l’ha delimitata. L’area di rispetto misura 3mila metri. Gli ambientalisti alle volte sono un po’ eccessivi nel dettare i limiti. Tuttavia gli eccessi ambientalisti di Di Carlo hanno permesso alcuni salvataggi importanti, benché temporanei. Come rileva l’Attacco: “tanti interventi sono stati per iniziative personali. E’ evidente che la classe politica è inadeguata. Lo abbiamo visto a Monte. In un momento in cui doveva dimostrare unità, c’è stata divisione su una questione culturale. Ci si chiedeva se sarebbe stata capace di reagire e tre giorni dopo otteniamo la variante che va a deturpare uno dei luoghi di maggior interesse paesaggistico del paese”. Anche Lazzaro Santoro laureato in architettura e attivista ambientalista crede nella necessità di preservare il paesaggio Credo che le associazioni non abbiano colore politico dichiara e aggiunge facendo una riflessione più ampia: “Ci sono dei manufatti posti sotto sequestro per i quali è dovuto intervenire il CircoMare Il centro storico in inverno è disabitato, è vissuto d’estate solo dai turisti, per lo più foggiani che hanno acquistato la seconda casa. I viestani invece si sono trasferiti nelle zone nuove L’estate il paese è un bazar, ma adesso resta un centro storico non vivo il che comporta problemi per la popolazione residente”. Vieste e forse diventata una mega struttura turistica un villaggio vacanze un non luogo? “Vieste e già un villaggio turistico. Via Mafrolla e spopolata ci sono pochissime famiglie di Vieste. Le case del centro storico contribuiscono alla ricchezza di agenti immobiliari.”
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Qui trovate le interviste effettuate da ONDARADIO:
http://www.ondaradio.info/index.php?option=com_content&task=view&id=16255&Itemid=1
PARTE 2
PARTE 3
Fotogrammi tratti dal video dell’inchiesta di rainews24 sulla EdenV e le altre navi affondate intorno al Gargano. La mappa è usata dai pescatori in modo da evitare le zone pericolose dove le reti potrebbero incagliarsi e provocare incidenti (vedi quello dell’Orca Marina che provocò un morto circa 10 anni fa).I punti neri ,nello specifico, sono quelli "critici". A breve il video dell’inchiestaDomenico S. Antonacci
C’erano una volta i dirigenti garganici. Ora non ci sono più. La vecchia scuola politica della Montagna Sacra ha chiuso i battenti. Colpa della diffidenza dei partiti. Ma non solo quello…
Piero Ferrante da L’Attacco
Fuori dai giochi, fuori dal mondo. Se, anno dopo anno, le statistiche sul turismo rendono l’effettività di un’area in crescita anche rispetto al Salento com’è il Gargano, il tracollo della partecipazione politica è direttamente proporzionale a queste stime.
La rotella dentata dello sperone d’Italia rotea sempre meno alacremente e, al di fuori degli ipotetici confini di zona, calca sempre meno sabbia rovente. Colpa della netta involuzione subita dalla classe dirigente locale, di una poco sviluppata capacità di fare di gruppo e della scarsa considerazione di cui la dirigenza garganica gode all’esterno.
Sono lontani i tempi dell’incidenza di Michele Galante e Minì Spina Diana, entrambi parlamentari, l’uno del Partito Comunista, l’altro per conto della Democrazia Cristiana.
Nell’anno 2009, il promontorio non esprime neppure un Assessore in sede provinciale ed ha scarsissime chance di poter pesare in sede di elezioni regionali. Vero è che, tanto il Pdl, quanto il Pd, inserteranno all’interno delle rispettive liste uomini garganici. M
a è pur vero che il loro peso rischi di essere marginale all’interno di una strategia che punta a privilegiare aree allo stato attuale più determinanti come Foggia, Cerignola e, soprattutto, Manfredonia. il centro sipontino, ultima fortezza pre garganica, è in effetti l’asse di equilibrio tanto del centrodestra (Tonio Leone e Saverio Mazzone sono entrambi della città diManfredi) quanto del centrosinistra (il tandem Michele Bordo —Paolo Campo ha in mano lo scettro del potere a via Lecce).
L’influenza esterna sul Gargano, sui circoli politici e, fino a qualche tempo addietro, anche sull’associazionismo (settore, questo, in netta ripresa e vera linfa vitale del protagonismo della Montagna del Sole) di questi grossi centri pesa. Eccome. Se anche un esempio positivo di dirigente locale e d’amministratore come Costantino Squeo, primo cittadino di Sannicandro, riscontra a malincuore l’effetto deleterio che ha “l’imposizione dall’alto di personale”.
Un freno notevole che determina uno stridente attrito in direzione dello sviluppo di un pensiero originale ed egemone capace di potersi affermare appunto tale da riunire, attorno a sé, consenso.
Gioca in senso contrario alla causa anche la mancanza di centri di eccellenza culturale. Fulcro in tal senso, fino a qualche tempo fa, era Monte Sant’Angelo. Dal liceo classico micaelico sono emerse le meni più brillanti della dirigenza politica garganica. Intelligenze culturali e talenti notevoli. Con la discesa dagli scudi di questa fucina, unita alla scomparsa della formazione interna ai singoli partiti, inevitabilmente è venuta a mancare la base teorica.
Le nomenclature hanno estinto il loro peso culturale fino all’autoimplosione. Fino, paradossalmente, al rigetto. Non è casuale, fa notare Peppino Maratea, che a pagare siano così i cervelli più valenti.
“A Monte — fa notare il professore— è stato estromesso dalla giunta l’unico, che avesse una certa dimestichezza con i libri: Franco Nasuti”. Distorsioni di un sistema in cui le elite sono “più composte di scrittori che di lettori”. Come dire, gente lontana dal pensiero che la maturazione passi anche per la preponderanza della cultura come forma di sprovincializzazione. In quest’ottica non sorprende l’arroccamento in sé stesso del Gargano. E, con questo, l’inettitudine a saper andare oltre i confini locali. Già, perché i presupposti per il futuro ci sarebbero anche. I più convergono sui nomi di un paio di valenti amministratori come Luigi Damiani, sindaco di Vico e Costantino Squeo, pari grado a Sannicandro.
E non è un caso che la ricetta che quest’ultimo propone a l’Attacco per la nascita di classi dirigenti organizzate ad affrontare le sfide che coinvolgeranno tutta l’area garganica nel domani comporti una mescola di progettualità e valorizzazione della cultura.
Vano piangersi addosso, secondo Squeo. La parola d’ordine è la modernità: “Coniugare autosufficienza e confronto con gli altri. Parlare con una Voce che non sia piu dialettale ma si contamini con inflessioni metropolitane ed europee se necessario” Progettualità, eventi, “no intramoenia”. con queste sfide la politica “dovrà confrontarsi per formare le classi dirigenti”. Di più, la lettura del sindaco di Sannicandro include l’importanza della collettività. Perche ‘laddove c’è la crescita della collettività, laddove cè bisogno di dare risposte alle esigenze della collettività, può nascere la classe dirigente”. Indifferentemente dal colore politico.
Quello che manca, inoltre, è un perno. Si diceva della perdita d’influenza di Monte. Tuttavia, il fermento, che non può non fare i conti con l’attivismo associazionistico (malgrado i partiti politici maggiori e i poteri decisionali tendano a snobbare i movimenti popolari), latita ovunque.
Paga la costa come le zone interne. Vieste, Vico e Rodi non sono ancora pronte a raccogliere il testimone, perse nello sviluppo del turismo; San Giovanni è smarrita nella venerazione di San Pio. “Troppa pigrizia”, pontifica Aldo Ragni, piddino viestano. Il resto del territorio ringrazia. E va, per marzo, si prepara un biglietto per Bari.
Il sindaco di Vico, Luigi Damiani, non si piange addosso e non fa drammi: “Molti vuoti di rappresentanza passano dai sistemi di voto. Niente paura. Ci salverà l’associazionismo attivo.”
Sindaco Damiani nessun Assessore alla Provincia, un consigliere regionale, Giammario Zaccagnino, che perderete a marzo, pochissima considerazione… Insomma questa classe politica garganica non è riconosciuta per nulla a livello politico?
Io non la vedrei così nera. Certo, ad elencare i dati questi danno un’immagine impietosa. Tuttavia, non credo che il problema sia tutto da identificarsi con la scarsa valenza della classe dirigenziale.
Va anche detto che ci sono dei meccanismi, a livello tanto provinciale quanto regionale, sistemi di elezione dei consiglieri, che tendono a favorire in maniera determinante ed accentuata i grandi numeri. E ovvio che maggiore è il centro di cui una persona è rappresentante, maggiore sarà la possibilità di ottenere consensi.
Non ci sono limiti vostri, quindi?
Certo che si. Per esempio, l’esasperato campanilismo che, pure, dovremo necessariamente superare. D’altra parte, con là creazione dei compariti per quel che riguarda le questioni dei rifiuti, della sanità, dell’acqua, non possiamo non andare alla ricerca dell’unione Dobbiamo capire i problemi della sussidiarietà non limitarci ad applicare un dovere.
Ma basta questo? Nel senso fino a quanto il Gargano potrà puntare alla crescita senza poi avere uomini nelle postazioni che contano? E, ad esempio, come mai, malgrado i numeri, non si è mai pensato ad un Assessore al Turismo della Montagna Sacra?
E una questione annosa. Spesso è stato interpretato l’Assessorato al Turismo come una semplice casella da occupare per spartizioni politiche. Ed in effetti, adesso che non è così, è strano che non si sia mai pensato al Gargano. Fermo restando il fatto che, almeno, Vascello capisce di turismo A differenza di tanti altri.
Senta, tornando sull’argomento, sa che alle. Regionali i garganici sono tutti considerati dei riempilista?
Effettivamente è complicato che si arrivi a Bari. Ed il bacino di voti è limitato. Anche
perché, poi, ci sono aree come quella di Manfredonia, dove vengono raccolti numeri molto grandi.
Il fattore M…
Il fattore M trasversale agli schieramenti.
Senta ma lei dove ritiene che, ad oggi, il nuovo e futuro ceto dirigente debba affondare le radici?
Nell’associazionismo attivo. La crisi della politica è vera ed evidente. Negli anni Sessanta e Settanta
i giovani vedevano nel partito l’approccio ideale per la propria maturazione. Oggi non è più così. I partiti hanno esaurito la loro spinta e, di conseguenza, la maturazione e la crescita civile dell’individuo avvengono al di fuori di essi.
Comunità Montana del Gargano/ Maratea, Pinto e la trincea con Ugo Galli
Antonella Soccio da L’Attacco
Ecco perchè al Gargano non danno le gestioni dei megaprogetti
Le presunte mazzette, le accuse e l’assoluzione. Tutto nel conflitto con il segretario generale. Nessuna mazzetta riscossa al casello autostradale. I due amministratori della Comunità montana sono sati assolti dall’accusa di concussione.
I due amministratori della Comunità Montana Peppino Maratea e Nicola Pinto sono stati assolti in primo grado dall’accusa di concussione perché il fatto non sussiste. I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Foggia Antonio De Luce, Elisabetta Tizzoni e Carmen Corvino hanno pronunciato il loro verdetto sul caso della presunta mazzetta riscossa al casello autostradale. Maratea e Pinto non ricevettero nessuna tangente dal tecnico del progetto Interreg Archimed, Gino Verrocchi. Come l’Attacco ebbe modo di documentare nei primi numeri dello scorso settembre il conflitto vero risiede nel contrasto tra la struttura tecnica dirigenziale dell’Ente montano e la sua amministrazione politica.
Il progetto di dotazione wireless si presenta ancor più oggi, dopo la sentenza, in tutti i suoi tratti truffaldini. “Grande abbuffata”, “oggetto misterioso”, “progetto mangiasoldi per fare cassa a mani basse, e senza troppi filtri burocratici”. Così aveva definito l’Archimed il sindaco di Cagnano Varano Nicola Tavaglione, una tesi la sua che è sostanziata dalle carte. Tale raggiro sembrerebbe esser stato espletato, secondo la copiosa documentazione presentata alle Fiamme Gialle dal presidente della Comunità in questi mesi da una equipe di figure esperte, reclutate mediante bando. Il gruppo di professionisti, composto dal dottor Gino Stefano Verrocchi, la dottoressa Manuela Cardeffi, la dottoressa Stefania Verrocchi, il signor Antonio Lori, avrebbe agito con la complicità della struttura amministrativa dell’Ente Montano, costituita dal dottor Raffaele Sgambati, responsabile del servizio attività produttive agricoltura e forestazione e ambiente, dalla ragioniera Lucia Littoriano, responsabile del servizio economico-finanziario e dal segretario generale, l’avvocato Ugo Galli.
Ricostruiamo la natura del conflitto.
Il progetto Interreg III Archimed si proponeva di estendere alle aree geograficamente isolate, periferiche, rurali e montane il sistema di comunicazione digitale mediante la rete wireless per una spesa complessiva di 1.345.000 euro. Per la realizzazione del progetto ‘sono state assegnate alla Comunità Montana del Gargano complessivamente 276mila euro di cui 138mila a carico del Fondo Fers e 138mila a carico del fondo di rotazione nazionale del Ministero delle Infrastrutture.
L’Ente di Via S. Antonio Abate a Monte Sant’Angelo ha assolto alla funzione di Lead Partner e alla rendicontazione. Per la gestione della spesa il gruppo di esperti si è diviso i compiti. Il dottor Verrocchi ha assunto il ruolo di colui che rende il proprio parere di conformità delle spese sostenute. Manuela Cardelli ha rendicontato le spese ai fini della loro imputazione alle fonti di finanziamento, Raffaele Sgambati delegato dal segretario generale Ugo Galli ha controllato, impegnato e liquidato le spese con propria determina e il segretario generale ha vigilato sulla legalità degli atti.
Il riconoscimento e la liquidazione di spese hanno riguardato tutto meno che gli assetti del progetto.
Ecco una breve lista esplicativa: noleggi auto all’estero quantificati senza presentazione di ricevute di pagamento, come quello delle due auto noleggiate da Gino e Stefania Verrocchi, evidenziato nella determinazione dirigenziale n.423/2006 in seguito al meeng di Patrasso dal 13 al 21 settembre 2006; viaggi di lunga percorrenza con automezzo proprio, senza comprova di ticket di pedaggio o riscontro di telepass, spesso concomitanti tra più soggetti ma con auto distinte; inusuale e continuo soggiorno di Gino Stefano Verrocchi all’Apeneste di Mattinata anziché a Monte Sant’Angelo, sede del lavoro, con arrivo nel giorno precedente e spesso anche nel fine settimana, a uffici chiusi; fatture per pranzi o cene non connesse alle attività afferenti allo svolgimento degli incarichi del progetto; spese telefoniche personali; spese generiche per 4.540 euro senza alcuna specificazione liquidate con la determinazione n.76 del 2008. Ad esempio nella determinazione n. 347/2006 è allegata la fattura n. 11012 de l6 luglio 2006 emessa dalla Pietre Nere srl di Rodi dalla quale si evince in maniera chiara che le persone soggiornanti sono due: Verrocchi e la sua compagna ucraina Siechikoba Lesnikova. Di aumenti con tariffe superiori rispetto a quelle normalmente praticate dall’Hotel Apeneste, rimborsi autostradali non inerenti ai viaggi afferenti al progetto, acquisti extra, spese di viaggio per sedicenti collaboratori di Verrocchi.
Tutto caricato, a cuor leggero, sul progetto. Gino Verrocchi e il suo staff di esperti hanno viaggiato, pranzato, cenato e villeggiato a sbafo tra Gargano, Malta e Grecia.
Una truffa che ha prodotto subito nelle tasche del gruppo 150mila euro, che sommati ai compensi alle voci di spesa fanno emergere un valore pari a 25Omila euro.
Con il placet del segretario generale Ugo Galli.
Quest’ultimo nel corso dell’Archimed III aveva garantito che avrebbe eseguito la traduzione del progetto dall’inglese e che si sarebbe occupato di un problema relativo ad una fideiussione. Inoltre aveva consegnato al presidente la seconda proposta di deliberato nella quale il progetto era assegnato interamente alla figura del segretario generale. Da questi fatti sarebbe scaturito un duro conflitto tra gli amministratori e il dirigente. Che, ricordiamo, faceva un uso spropositato delle risorse dell’Ente. E l’unico dipendente della Pubblica Amministrazione in Italia ad avere una automobile personale, ad uso esclusivo. La famosa Audi A6 nera della Comunità Montana.
In anteprima la nuova intervista al Grande Capo Leader della tribu’ Cherokee Shalakke. Medico, sciamano, filosofo e pensatore e’ figlio del Grande Capo Sequoyah. E’ approdato in Italia alla fine del 2005 per far conoscere la saggezza Cherokee e, in breve tempo, e’ diventato uno dei piu stimati opinionisti. Ecco il testo.
– Grande capo, ha sentito della nuova escalation di attentati nel Gargano?
– Estiqaatsi! Io avere notizie riservate che voi non conoscere.
– Ci dica allora, di cosa si tratta? Ha degli scoop?
– Estiqaatsi!
– Ad esempio, di Gianni Lannes, ha delle informazioni?
– Estiqaatsi! Quello non essere stato attentato!
– No, non è possibile, la seconda macchina bruciata in pochi mesi!
– Estiqaatsi! Mie fonti parlano di incidente!
– Suvvia, non dica sciocchezze, Grande Capo. Come può essersi trattato di incidente? Ha delle fonti attendibili?
– Estiqaatsi! Detto me, Grande Capo Mazza di Legno.
– E chi sarebbe costui?
– Estiqaatsi! Essere Grande Capo che, durante attacco a diligenza, avere perduto importante organo riproduttivo, e da allora Lui ragionare solo con testa superiore rimasta, molto più saggia.
– Immagino. Ma come fà a dire una assurdità del genere?
– Estiqaatsi! Lui interrogato morti. Morti non saperne nulla e allora Lui dedotto che giornalista, avere solo potuto comprare da ambulante di Cagnano botti di Capodanno, qualche "bomb’e Maradona"! Parcheggiato macchina al sole ed essersi accesa miccia da sola.
– Ma per favore! Se il fatto è avvenuto di notte!
– Estiqaatsi! Estiqaatsi! Vuol dire miccia troppo lunga!
– Ma dai! Ma è una assurdità!
– Estiqaatsi!
– A noi risulta che si sia trattato di un avvertimento contro le recenti scoperte sulla Panayota.
– Panayota? Estiqaatsi! Cosa essere, nuovo fungo allucinogeno?
– No Grande Capo, è uno dei tanti relitti di veleni che giacciono al largo del Gargano.
– Estiqaatsi! Ma con tutta immondizia che voi avere su terraferma, perchè andare a cercare quella in fondo al mare?
– Ve bè, Grande Capo, vedo che oggi non è la sua giornata migliore.
– Estiqaatsi!
– Alla prossima intervista.
– Estiqaatsi saluta tutti. Augh!
Dichiarato lo stato di crisi nel settore agricolo. Lo ha fatto la Giunta regionale chiedendo nel contempo, al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali l’emanazione del decreto che fissi lo stato di crisi, allo scopo di porre gli imprenditori agricoli nelle condizioni di beneficiare di quanto disposto dalla Legge 29 aprile 2005 . 71 e dalla Legge 231/2005 nonché per esentare gli stessi produttori dal pagamento dei contributi assistenziali e previdenziali per la campagna in corso.
All’indomani della decisione della Giunta di dichiarare lo stato di crisi dell’agricoltura pugliese,l’assessore Dario Stefàno, così spiega il provvedimento:
“Si tratta di una ulteriore leva di pressione – commenta l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Dario Stefàno – che abbiamo ritenuto opportuno attivare nei confronti del governo nazionale, affinchè dia le risposte da tempo invocate dal sistema agricolo pugliese”.
“La decisione – prosegue Stefàno – è maturata in considerazione dello stato di mobilitazione in corso in alcune aree della regione, che ci ha convinto della opportunità di attivare questo ulteriore elemento di pressione sul governo nazionale affinchè dia i segnali attesi”.
“Segnali – precisa Stefàno- già richiesti da tempo dalla Commissione Politiche agricole nazionale, poiché la difficoltà del settore non è solo pugliese, ma investe tutto il Paese. La Puglia, però, in questo momento ha avvertito la responsabilità di farsi carico anche di questa iniziativa politico-istituzionale per investire formalmente il luogo della decisione che è il governo centrale”.
“La iniziativa odierna – conclude Stefàno – sposta ora il pallino nelle mani del governo nazionale, il quale viene così investito della responsabilità di dare quantomeno risposta alle procedure che la dichiarazione dello stato di crisi ci consente di richiedere ai sensi delle norme vigenti”.
“Il Sole del Gargano non è sufficiente per ottenere i mondiali Veterani 2012 che vanno alla Germania"
a cura di Antonio Basile
Si chiude cosi una sfida iniziata un anno fa, con 7 grandi pretendenti al via: Brasile, Cina, Estonia, Germania, Italia (Gargano), Lettonia e Svezia.
Una prima selezione a Luglio aveva escluso dalla corsa Brasile, Cina e Svezia. Ad Agosto in Ungheria, la commissione di valutazione della Federazione Internazionale di orienteering assegnava il primo posto all’Italia, di gran lunga davanti alla Germania, a seguire Estonia e Lettonia. Ma il Presidente Internazionale chiedeva un incomprensibile ballottaggio a due tra Italia e Germania rinviando al mese di novembre la decisione finale.
La delegazione italiana a Losanna era composta da: Maria Silvia Viti rappresentante italiana nel consiglio internazionale della IOF (Federazione Internazionale), Sergio Grifoni, Presidente della Federazione Italiana Sport Orientamento, Gabriele Viale coordinatore della candidatura della Puglia WMOC 2012 e Nicola Sciscio in rappresentanza dei comuni del Gargano.
“Ma dove erano i nostri rappresentanti politici, le nostre punte di diamante? Per la prima volta il Gargano lotta per un mondiale e nella partita decisiva mette in campo il solo delegato allo Sport del Comune di Vico del Gargano? Ad agosto primi tecnicamente di gran lunga, a novembre battuti dalla Germania? Possibile che non si è compreso che la partita era politica e non tecnica? Adesso speriamo che non ci siano altri sgambetti ed altri errori per i Mondiali del 2013 assegnati si all’Italia ma non ancora al Gargano”
I primi commenti a caldo:
Sergio Grifoni (Presidente Federazione Italiana).
“Avevamo le carte in regola per vincere già nel 2012. Evidentemente considerazione politiche errate che consistono nel legare il mondiale veterani di orienteering (WMOC) ai giochi mondiali master (WMG), ha portato la Federazione Internazionale di Orienteering (IOF) a non assegnare all’Italia (Puglia) i Mondiali di corsa orientamento del 2012. La motivazione sarebbe che all’Italia sono stati assegnati a World Master Games nel 2013. Siamo molto dispiaciuti perché le edizioni passate di abbinare WMOC a WMG sono sempre risultate carenti sul piano organizzativo e finanziario e la nostra posizione prevedeva di sganciare l’abbinamento mondiale veterani di orienteering WMOC dai giochi mondiali master WMG. Mi sento di poter dire che il vertice della IOF in questa circostanza ha gestito la discussione interna di oggi senza dare adeguato spazio alle considerazioni della nostra federazione, del CONI e a quanti all’interno della stessa IOF considerano il connubio del tutto influente nel progetto di riconoscimento olimpico. Questa decisione inoltre mortifica tutti coloro che in Puglia, nella provincia di Foggia e nei comuni del Gargano hanno creduto in questa manifestazione e profuso in essa energie umane, economiche ed un grandissimo entusiasmo. In ogni caso per la FISO la candidatura dell’Italia, Puglia, Gargano resta in piedi per il 2013.”
Gabriele Viale (coordinatore candidatura Italia/Puglia ai WMOC 2012)
“Accetto con spirito sportivo la decisione. Ci abbiamo creduto con tutte le nostre forze consapevoli di aver lavorato bene e di aver valorizzato le eccellenze della Puglia e del Gargano nella campagna di sensibilizzazione internazionale. Aver ottenuto la valutazione tecnica più elevata ci conforta per la validità del progetto. L’impegno fino ad ora profuso non deve essere vanificato. Per cui da domani ci rimbocchiamo le maniche e continuiamo nel progetto internazionale di sviluppo della Puglia e del Gargano, certi della qualità progettuale di quanto attivato a sistema con istituzioni e associazioni del territorio. Mi sento in dovere di ringraziare tutta la squadra che ha lavorato per questo grande progetto, unitamente alla Regione Puglia, alla Provincia di Foggia, al Parco Nazionale del Gargano, all’ufficio scolastico regionale, all’aeronautica Militare, alla FISO, al CONI Nazionale, regionale e provinciale, ai comuni di Vico del Gargano, Peschici, Ischitella, Vieste, Rodi Garganico, Monte Sant’Angelo e Carpino. Ringrazio anche tutti gli operatori turistici che in questo progetto ci sono stati vicini e le associazioni di volontariato. Il mio impegno personale per il Gargano e la Puglia continua con maggior determinazione.”
Nicolino Sciscio (rappresentante dei comuni del Gargano)
“E’ tanta l’amarezza in quanto nella decisione della Federazione Internazionale IOF non c’è stata trasparenza ed imparzialità. Il Gargano, con questo progetto, ha dimostrato che le componenti istituzionali e territoriali sanno lavorare assieme e di squadra. Dispiace molto che il nostro progetto, che è stato valutato di gran lunga il migliore tra i sette presentati, per strani giochi del Presidente Internazionale della IOF non abbia ottenuto il riconoscimento meritato già nel 2012.”
Nicola Vascello (Assessore allo Sport della Provincia di Foggia)
‘Comprendiamo le ragioni politiche che hanno portato il Consiglio Nazionale IOF (International Orienteering Federation) ad assegnare i mondiali veterani di Orienteering del 2012 alla Germania, individuando invece l’Italia come tappa della competizione del 2013. E’ evidente che non era ciò che ci aspettavamo, anche se possiamo comunque dirci soddisfatti’. Così Nicola Vascello, assessore provinciale al Turismo e allo Sport, commenta la decisione assunta nei giorni scorsi dall’International Orienteering Federation circa l’assegnazione della sede che ospiterà nel 2012 i mondiali veterani di Corsa di Orientamento. La commissione valutatrice delle proposte, esprimendo convinto apprezzamento per il progetto presentato dall’Italia – che individuava nel Gargano il luogo della competizione – ha stabilito di affidare al nostro Paese i mondiali del 2013, in modo che l’Italia possa ospitare tra tre anni sia i mondiali ‘generali’ sia quelli ‘veterani’. ‘Non intendiamo entrare nel merito della scelta effettuata dalla Commissione, che rispettiamo e di cui capiamo le ragioni – dichiara l’assessore provinciale al Turismo -. La Germania era stata infatti esclusa dall’assegnazione della competizione già lo scorso anno, così come l’Italia si è appena affacciata in questa disciplina. Pensiamo dunque che il pronunciamento del Consiglio Nazionale IOF debba essere interpretato comunque come una notizia estremamente positiva per il nostro territorio, che ha così segnato un punto importante a proprio favore’. L’assessore Vascello, da questo punto di vista, esprime un ‘sincero ringraziamento’ a tutti coloro i quali hanno sostenuto la candidatura del Gargano: dagli Enti Locali al Parco Nazionale del Gargano al Coni; dalla FISO (Federazione Italiana Sport Orientamento) al coordinatore del progetto di candidatura Gabriele Viale. ‘E’ soprattutto grazie alla capacità di presentarci e di essere uniti se siamo riusciti a portare a casa questo importante risultato – aggiunge Vascello -. Ora tocca a noi non perdere questo spirito, ma anzi riuscire a coltivarlo affinchè i mondiali del 2013 divengano una grande opportunità per il Gargano. Il successo di questa iniziativa è l’elemento che può farci ritagliare un ruolo da protagonisti in un mercato in netta e costante espansione, facendo della provincia di Foggia un punto di riferimento in Italia ed in Europa’.