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Questa categoria contiene 1914 articoli

Diretta Web del Forum regionale del Turismo in Puglia 20/21 Novembre

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Programma di Sabato 21 novembre 2009

9.00 Presenta
Antonio Stornaiolo
Le nuove linee per lo sviluppo turistico della Puglia
Introduce
Magda Terrevoli Assessore al Turismo e Industria alberghiera Regione Puglia

9.30 – Il Confronto con la Politica
Testimonianze videoregistrate di rappresentanti istituzionali
Commentano gli Assessori regionali
Fabiano Amati Opere Pubbliche
Angela Barbanente Assetto del territorio
Loredana Capone Sviluppo economico
Elena Gentile Solidarietà
Onofrio Introna Ecologia
Mario Loizzo Trasporti e vie di comunicazione
Michele Losappio Lavoro, cooperazione e formazione professionale
Guglielmo Minervini Trasparenza e cittadinanza attiva
Michele Pelillo Bilancio e Programmazione
Dario Stefano Risorse agroalimentari
Gianfranco Viesti Sud e diritto allo studio
Modera
Vincenzo Del Giudice Giornalista Il Sole 24 ore

12.00 Intervento di Michela Vittoria Brambilla Ministro del Turismo

12.30 Conclusione dei lavori
Nichi Vendola Presidente Regione Puglia

Uno spettacolo ispirato alla tradizione delle “creature dell’inverno”

L’artista torna in scena con l’ultima parte del suo "Solo Show"

Capossela incontra Nonno Gelo
in scena i "miti" del Natale

di PIETRO D’OTTAVIO

Capossela incontra Nonno Gelo in scena i "miti" del Natale SPETTRI, licantropi, spiriti solitari. E ancora: un San Nicola che riprende le origini dell’Asia Minore. Più Babbo Gelo, la figura della tradizione invernale della Russia. Sono le nuove "attrazioni" del Solo Show di Vinicio Capossela, il più eclettico dei cantautori italiani che torna in scena con l’ultima parte del suo spettacolo, immortalato anche in un dvd appena uscito. Sei tappe a partire da martedì 24 al teatro Sistina di Roma, passando per Milano (il 3 dicembre), La Spezia (il 5), Verona (il 7), Firenze (il 13) e Padova (il 15).

"Avevamo interrotto il tour proprio al Sistina. E da lì riprendiamo per ‘un ultimo giro di manovella’, prima di smontare l’allestimento. Oltre alle nuove figure restano il mago, il maiale a due teste, l’insegna luminosa…" racconta Capossela reduce dalla "data zero" di Bagnocavallo. "Anche la scaletta delle canzoni è completamente scompaginata rispetto alla prima parte del tour, i brani di Da solo come Il Gigante e il Mago non sono più all’inizio dello spettacolo".

Come nasce l’idea di coinvolgere le figure dei "miti" natalizi?
"Essendo pensato come un "side show", uno spettacolo collaterale come quelli che vanno in scena nei tendoni secondari dei grandi circhi americani, perché non ospitare le creature dell’inverno che sta per arrivare? È giusto che anche loro si affaccino intorno al bidone del fuoco. D’inverno bisogna scaldarsi, i fortunati hanno la casa, gli altri si devono accontentare di un bivacco con il fuoco. E quando i lapilli non vanno nel camino, ma direttamente nel cielo, si ‘materializzano’ gli spiriti. Anche grazie al suono dei tanti strumenti ‘immateriali’ che usiamo sul palco, dal teremin al ‘cristallarmonium’".

Chi sono i nuovi protagonisti?
"Ad esempio la ‘human pignatta’ diventa ‘Christmas pignatta’: quando viene percossa regala strenne, nate come balzello per decisione degli imperatori. E inizialmente la Chiesa aveva abolito questa tradizione bollandola come rito pagano. Poi ci sono diverse figure delle tradizioni natalizie dell’Est, da San Nicola, arrivato a Bari dall’Asia Minore, fino al Nonno Gelo russo".

Cioè?
"Nonno Gelo, nella tradizione russa, ingaggia la sua battaglia con il lupo grigio, che gli fa i buchi nel sacco. Ma è una figura che regala il ghiaccio più che i doni, per far rinnovare il letargo, il miracolo dell’inverno, la catarsi del nuovo anno. In scena facciamo arrivare Nonno Gelo a bordo di una casa con le zampe di gallina, con la sua conterranea Babayaga. Una figura che protegge e appartiene all’immaginario polare, una sorta di strega, ma di cui ci si può fidare più delle sirene che invece ti ingannano. Questo mondo fiabistico russo da cui prendiamo spunto, diventerà anche una favola, Il Gigante e il Mago, che andrà in onda a dicembre alla radio".

Riguardo la Russia c’è anche l’omaggio al poeta cantautore Vitsosky.
"Nel concerto canto in russo Gimnastika mentre mi costruiscono una gabbia intorno, come dire che mentre si pensa al benessere fisico ci si può distrarre sul resto. Avevo omaggiato questo artista già nel ’94 al club Tenco, con la traduzione di Il pugile sentimentale. È uno di quegli artisti straordinari di cui non hai bisogno di capire quello che dice, o che ci sia orchestra particolare ad accompagnarlo. Basta sentirlo come un bardo che declama, appena percuotendo la chitarra. Quando, più volte, sono stato in Russia, ho sentito spessissimo le sue canzoni dalle radio nei taxi e in molti altri posti. Mi è venuta la tentazione di dipanare la matassa di quella lingua sconosciuta. Due anni fa, ad Atene, avevo già cantato Gimnastika con musicisti di rebetico con un tempo in 9/8: è stata la piroetta più alta che mi è riuscita di fare, cantando in russo in un tempo dispari e facendo esercizi ginnici, pur non essendo un funambolo… Grazie a quell’esperienza in Grecia è nato anche Rebetico’s Gimnastas, un nuovo disco con inediti che uscirà a maggio".

Ci sarà anche quest’anno il concerto di Natale?
Certo, si legherà alla fine di questo tour. Andrò in scena al Fuori Orario di Taneto di Gattatico, il 25 e il 26, per il decimo anno. Sono sagittario, è un appuntamento che sento particolarmente. E forse l’anno prossimo registrerò il disco delle feste".

Addio «Rizzullo» un dei cantore del Gargano

AUREA – Borsa del Turismo Religioso e delle Aree Protette

Dal 26 al 28 novembre riparte la rassegna internazionale del turismo religioso Aurea nel quartire fieristico di Foggia. Anche quest’anno saranno presentati prodotti e servizi per il turismo religioso, delle aree protette, dei beni culturali e del marketing territoriale.
Sotto l’egida della Cei – Ufficio Pastorale del Turismo e del Tempo libero e del Pontificio Consiglio della Cultura, avvalendosi della collaborazione con lo SPI (Segretariato Pellegrinaggi Italiani), la Borsa è inserita nel calendario delle fiere specializzate dell’ Enit – l’Agenzia nazionale per il Turismo.
Su un’area espositiva di 5.000 mq i tour operator e le agenzie di viaggi, le organizzazioni di pellegrinaggi, le strutture di accoglienza, gli enti di promozione turistica, i luoghi di culto e i percorsi di fede, avranno la possibilità di presentare la propria offerta turistico-culturale e di partecipare a momenti di approfondimento su temi di particolare attualità legati al mondo del turismo religioso. Intenso il programma previsto nelle tre giornate, scandite, oltre che da convegni, seminari e focus, dall’organizzazione di due workshop rivolti alla domanda nazionale ed internazione.

Significativa la presenza dei principali tour operator italiani come Unitalsi, Brevivet, Opera Napoletana Pellegrinaggi, Eteria Viaggi, Kharisma Re, Seppi Tours, APM Group, Bisanum Viaggi così come la presenza estera rappresentata da due importanti tour operator polacchi Ivotrans e Copernicus Viaggi – dal Tour Operator tedesco Riccioli Travel e dagli Enti per la promozione del Turismo di Israele, Croazia, Slovenia, Repubblica Ceca, nonchè della Prefettura di Kavala (Macedonia).
Saranno inoltre presenti le Regioni Piemonte, Molise, Calabria, Campania, Marche e Puglia, oltre a diverse realtà territoriali del Lazio e dell’Umbria

Sito web: www.aurea.spazioeventi.org

La greenway dei laghi costieri di Lesina e Varano

Il presente lavoro, prendendo le mosse da indicazioni contenute nel Piano Strategico di area Vasta dell’alto Tavoliere e del Gargano, nella provincia di Foggia, relative ad una pista ciclabile, verifica la possibilità di rendere lo stesso percorso verde o greenway al fine di esaltare le funzioni di salvaguardia ambientale e di promozione-valorizzazione delle risorse endogene.  Infine si sono descritte modalità di intervento e materiali per la realizzazione dei diversi tratti in cui si suddivide l’intero tracciato della greenway

Continua qui….
 

Cagnano Varano a “Pianeta Mare”

E’ morto il cantore popolare sangiovannese FRANCESCO CRISETTI

Aveva 101 anni. Nato il 15 febbraio 1908
Era stato al Carpino Folk Festival nel 2007 con Salvatore Russo e i suoi amici Pio Gravina e Nunzio Mangiacotti.

Francesco Crisetti,  che non sapeva né leggere e né scrivere, ha avuto dalla moglie Carmela De Mita (classe 1915)  ben 19 figli, dei quali 6 ancora in vita, e 40 nipoti e pronipoti.

Nella sua lunga esistenza Francesco ha svolto vari mestieri legati al mondo della pastorizia e dell’agricoltura. Morto il papà quando aveva appena 4 anni, fu inviato dalla madre a fare il "pastorino" alla masseria Paglicci, in territorio di Rignano. Passò l’infanzia e l’adolescenza senza mai andare a scuola, in un periodo dove i bambini venivano impiegati nel lavoro per sostenere i bisogni economici familiari.

Grazie ad uno zio e al patrigno Nicola, Francesco imparò l’arte del canto; così, divenne animatore di tante serenate in una San Giovanni Rotondo che contava negli anni Trenta circa 9000 abitanti.

La serenata sangiovannese si apriva sempre con un sonetto iniziale:

"Bellà mo’ më në venghë chianë chianë / dretà la porta tójë m’avvëcinë / tróvë la porta apertë e më në traskë / tróvë la siggiulèlla e më rëposë / cë në vânë la padrona dë ‘sta casa / giuvënottë che va’ fa’ ‘nturnà ‘sti rosë / jé so’ vënutë pë’ darëtë onôrë / se tu më dà’ figghjëtë te chiamë mamma / se no të chiamë ‘cifërë dëll’Infernë".

In questo modo l’uomo chiedeva in sposa la ragazza amata alla suocera. Se questa acconsentiva il matrimonio era cosa fatta e lo sposo poteva chiamare "mamma" la suocera; in caso contrario,  apostrofava la donna con l’appellativo di "Lucifero dell’Inferno". I canti per l’innamorata potevano cambiare di caso in caso, a seconda di chi ci si ritrovava di fronte. Anche alla sua amata Carmela Francesco aveva in mente di dedicare una lunga serenata, ma non la inscenò mai, per paura della reazione dei suoi genitori; infatti, i genitori di Carmela erano contrari al "parentato", perché benestanti e non volevano assolutamente che la loro figliuola sposasse un pastore analfabeta. Alla fine, però, Francesco riuscì a sposare Carmela a 23 anni.

Da allora visse nella località "Valle dell’Inferno", a pochi chilometri dal paese. Qui, nei lunghi anni che lo videro a "padrone" o come libero pastore, riuscì a metter su una piccola fortuna, formata da 520 pecore, 50 capre e 40 vaccini (mucche da carne e da latte). In un giorno, a piena attività, riusciva a produrre fino a 12 kg di ricotta, 20 kg di formaggio e tantissime mozzarelle e caciocavalli.

Per questioni legate al furto di alcuni capi di bestiame fu anche imprigionato e passò otto lunghi mesi tra le sbarre. Lui si è sempre dichiarato innocente. Si trattava, a suo dire, di una vendetta ordita ai suoi danni da un suo ex-dipendente. Accadde tutto durante il fascismo. Per fortuna, però, anche questa volta gli andò bene. Infatti, la moglie, che sapeva leggere e scrivere, sentito il parere del podestà sangiovannese (in realtà trattò con la consorte del capo fascista), inviò una missiva direttamente a Benito Mussolini, chiedendo la grazia per suo marito. Il Duce, stando alla versione di Crisetti, firmò l’atto di scarcerazione dopo alcuni giorni e lui fu subito libero di ritornare a casa ad accudire i figli e l’amata Carmela.

Per l’accaduto pensò di confessarsi da Padre Pio. La prima volta il futuro Santo del Gargano rifiutò di accoglierlo, perché stanco o perché occupato con altri fedeli. La seconda volta, invece, lo fece accomodare al confessionale accogliendolo con tanta allegria, come fossero amici fraterni. San Pio gli disse di non lamentarsi per aver passato quei mesi in galera da innocente, perché anche Cristo fu crocifisso senza peccato. Soddisfatto se ne ritornò a casa.

Tornando alle serenate, la scena canora, accompagnata il più delle volte dalla sola chitarra battente o anche da tamburello, armonica e "bughëdëbù" (tamburo a frizione: un strumento tipico della tradizione popolare pugliese e meridionale, fatto con un recipiente in creta o in metallo e una pelle ben tesa e dotata di un foro centrale, attraverso cui veniva issata un’asticella, la stessa che, fatta vibrare con un movimento sussultorio, produceva un tipico suono cupo dalle basse tonalità), veniva chiusa con un canto di "bona sera":

"Iammëcë a rëtërà iè fattë notta / li bellë ci stannì aspëttannë / allà fënästra cicata dë sônnë / tu donnë che sta’ fa perdë sônnë / jì quannë vaj’a casa e jabb’ a mamma / ritornë alli tuo fianch’a farëmë nu sônnë / më vurria fa nu sônnë alli toi fianchë / se ji më putèssë rëpusà / la vucëlla indë la macchia / volë e zompë ‘m pèttë a te / vajë a casa e lu dichë a mamma / quannë më ‘nzorë më pigghj’a té / bonasera  padronë dë ca’/ cë vulimë a ié rëtërà / lu bonasera e ijé lu lascië a tuttë / lu padronë dëlla casë chiù dë tuttë".

Con questa "strapuletta conclusiva" l’uomo augurava ogni bene alla cara amata e al padrone di casa, sempre nella speranza che quest’ultimo decidesse di dargliela in sposa.

"Per chiedere in sposa mia moglie – ci spiegava Francesco – le ho regalato una ‘palma penda’ (un rametto d’ulivo lavorato e intrecciato a mo’ di cuore) e un anello d’oro. Il papà non l’ha gradito, così me l’ha rispedito indietro. Prima di me l’ha chiesta in sposa un altro pretendente, ma questa volta è stata Carmela a rifiutarlo, perché il suo cuore mi era già stato promesso. Infatti, dopo alcuni giorni, diede un ultimatum alla madre e al padre. Chiese loro di sposarmi o di avere il permesso di farsi suora. Fu così che i suoi decisero di concedermela.".

Non sempre le serenate avevano uno sfondo amoroso. Alcune "strapulette di sdegno" (i sonetti di scontro) venivano inscenate in disprezzo di qualcuno. Spesso le si metteva in scena semplicemente per scherzare o per sbeffeggiare il "cornuto" di turno, tradito dalla moglie e incapace di reagire.

E le tarantelle?
"Di tarantelle ne ho ballate tante – ricorda Francesco – da giovane salivo a piedi la montagna per venire qui a San Giovanni a casa di qualche amico; lo facevo per passare qualche momento in spensieratezza, soprattutto dopo ore e ore, giorni e giorni, passati a spaccarmi la schiena tra campi, formaggi e animali. Venivo in paese ogni quindici giorni. Ne approfittavo anche per rifornire la mia famiglia di viveri e vettovaglie necessari al sostentamento quotidiano".

Francesco ama stare tra ragazzi per insegnare la sua cultura: crea vere e proprie opere d’arte in legno. La sua abitazione è degna di un museo: qua e là per la casa si trovano cornici, piccoli altarini, edicole per santi, pesci, cavalli, collane, bastoni  fatti a mano. Ma l’oggetto più sorprendente è senza dubbio il cosiddetto "segna pane", una sorta di timbro utilizzato per distinguere le pagnotte. Finemente intarsiato, è certamente il suo più bel capolavoro: rappresenta un uccello che sormonta una gabbia, realizzato a punta di coltello.

"Prima quando si trombava il pane in casa e lo si cuoceva nei forni comuni – conclude il nostro interlocutore – per distinguere le pagnotte, ogni famiglia aveva il suo segno di riconoscimento. Il nostro era questo, semplice ma, senza ombra di dubbio, unico nel suo genere"

San Giuvànne, lu pajèse mia…
Spunti tratti da "garganopress.net"

I processi brevi, anzi sommari, della mafia garganica

Scritto da Gianfranco Pazienza  
Il Diario Montanaro

Mentre il Paese, anche quello che ha votato per l’attuale Governo, è paralizzato dai problemi giudiziari e patrimoniali del nostro premier, sul Gargano si avviano le "riforme" sulla giustizia.

Nel 2004 le inchieste della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA)di Bari, portavano in carcere la "Mafia Garganica" e pure qualche uomo dell’arma. Si parlava finalmente di una stagione nuova, capace di liberare il nostro territorio, anche di quegli intrecci tra affari e politica: malaffare e politica. Dopo quattro anni, celebrati i processi per i capi di imputazione minori, come il porto abusivo di armi, e scaduti i termini della carcerazione cautelare per i reati di mafia, per cui non possono essere celebrati i processi per quei reati, gli arrestati tornano in libertà.

Franco Romito (42 anni), non più amico della famiglia Libergolis, viene ucciso quasi subito, in un agguato eseguito nei pressi di Manfredonia. Era di martedì, il 21 aprile 2009. Anche Ciccillo Libergolis (67 anni) – il capo famiglia -viene sparato e ucciso di martedì, lo scorso 27 ottobre 2009.

Se si fossero celebrati quei processi, anche se lunghi, ma giusti, forse Romito e Libergolis sarebbero vivi; le loro famiglie non starebbero ora recuperando i corpi dei loro congiunti, crivellati dai proiettili. Forse (dico forse) la faida garganica avrebbe esaurito la linfa di odio, e forse, si sarebbe potuta arrestare. Così com’era nelle intenzioni della DDA. La celebrazione di quei processi avrebbe consentito di spiegare e far comprendere molte cose della degenerazione vissuta sul Gargano in quegli anni. Tra il 1998 e il 2004 il giro di miliardi immessi nel tessuto economico e sociale era ingente e appetibile al malaffare: non meno di duemila miliardi per il Contratto d’area di Manfredonia e li si sposta la faida e la mafia garganica; una settantina di miliardi per il Grande Giubileo del duemila e a san Giovanni Rotondo arriva la mafia dei parcheggi e dei santini e arrivano i primi morti ammazzati; qualche decina di miliardi per il Parco Nazionale del Gargano (e arriva Sgaramella).

Quella retata di arresti del 2004, aveva messo in difficoltà lo stesso Tribunale di Foggia, non certo dotato di un organico sufficiente per tutte quelle inchieste. Inoltre due sostituti procuratori della repubblica in servizio presso quel tribunale, risultavano coinvolti nell’inchiesta, giudicati vicini alle famiglie mafiose.

Sempre quell’estate, poche settimane prima degli arresti, il 15 luglio 2004, veniva coinvolto in un tragico e rocambolesco incidente tra cavalli e l’auto del Giudice Alessandro Galli, Presidente del Tribunale di Foggia.

Dunque, non si sono celebrati quei processi, ma si sono eseguite le sentenze.

Lo stile dei delitti mafiosi,inoltre, ha fatto scuola, coinvolgendo tragicamente anche molti ragazzi e ragazze, giovanissimi: aveva 15 anni Giusy Potenza, massacrata con un masso il 12 novembre 2004 (sospetto giro di prostituzione e droga) sulle scogliere dell’ex Enichem a Manfredonia; aveva 18 anni Giorgio Potenza, studente impegnato nel movimento contro tutte le mafie, dilaniato da un micidiale quanto perfetto pacco bomba (movente "ufficiale" un gesto di gelosia che era diretto al padre) arrivato a casa via posta ordinaria il 20 marzo 2006; ha 17 anni Alessandro Ciavarella di Monte Sant’Angelo, quando scompare la a sera dell’11 gennaio 2009 dopo essersi incontrato con i suoi amici (cattive compagnie?), e non rientra più a casa.

Oggi le associazioni dei giovani del gargano contro le mafie, l’associazione Libera e festAmbiente Sud (legambiente), Carpino Folk Festival, a San Nicandro, Manfredonia, Monte Sant’Angelo, ricevono dal Governo un’altra mazzata: con la finanziaria vengono venduti i beni confiscati alla mafia. Oltre al danno la beffa. Magari quei beni ora possono essere riacquistati con i soldi che anonimi rientreranno, "ripuliti", attraverso lo scudo fiscale. Comunque questi giovani sono migliori di quei politici e di quei sindaci che per rassicurarci di queste morti ammazzate, dicono che sono "normali", avvengono altrove. Ad ogni modo, se si fossero celebrati quei processi ne sapremmo di più, e potremmo dire a questi ragazzi del Gargano che il nostro stupendo e fragile promontorio non può morire di mafia, di speculazione edilizia, di incendi e aggressione alle coste. Ma c’è una nuova generazione, generosa e accogliente, che spera (e non spara) in un rinato Promontorio. Se solo quei processi, non brevi, avessero potuto aiutarci a svelare le verità.

Nel Paese dell’informazione anestetizzata, la solitudine di chi racconta i fatti

Mettetevi comodi prima di iniziare a leggere questa intervista. E fatelo per due ragioni: la prima, preliminare, perché l’intervista è lunga. La seconda perché, proprio per il dettaglio delle risposte, vi racconterà un pezzo di storia che sui giornali leggete di rado. Dovete andare a cercarvela, questa informazione, tra le rare incursioni sui quotidiani nazionali o nelle colonne della stampa quasi di nicchia.

Eppure Gianni Lannes, il giornalista che parla nelle righe che seguono, a qualcuno dà fastidio. Dà fastidio al punto che nei giorni scorsi ha subìto una nuova – e non di scarso rilievo – intimidazione. Come scrisse il giornalista Andrea Purgatori nella sceneggiatura del film Il muro di gomma, il racconto della sua indagine sull’abbattimento del DC9 dell’Itavia sui cieli di Ustica, «la notizia è finita a pagina 16, ma qualcuno l’ha letta». Non occorre conquistarsi le aperture delle prime pagine per dimostrare la propria professionalità. E non occorre conquistarsele nemmeno per vedersi minacciati di morte.

Insomma, prendetevi il tempo che vi serve per leggere quanto vi viene raccontato. Fatelo “a puntate”, nel caso non possiate farlo in un fiato, ma arrivate fino in fondo. Perché ci sono aspetti della vostra vita che non vi vengono raccontati. Eppure qualcuno paga per tutti scontando la “colpa” di ricostruirli, quei fatti. Paga anche per voi.

Un’auto incendiata a luglio, promesse di morte arrivata via mail e nei giorni scorsi l’esplosione della seconda vettura. Ma cosa stai scrivendo che dà così tanto fastidio?

Non ho bisogno e non mi interessa fare pubblicità, ma ho appena pubblicato un libro intitolato Nato: colpito e affondato relativo a una quasi sconosciuta Ustica bis – anche se ne avevo anticipato in sintesi i contenuti esplosivi il 4 novembre 2008 sul quotidiano La Stampa – relativa ai trattati segreti fra il nostro Paese e gli Usa, ma soprattutto l’Alleanza atlantica. Il 2 luglio mi sarei dovuto recare a Napoli per intervistare il professor Giulio Russo Krauss, docente all’Accademia navale di Livorno, all’università Federico II, nonché consulente giudiziario. Ma qualcuno ha pensato bene di disintegrare l’autovettura di mia moglie sotto la mia abitazione sconosciuta ai più…

Continua qui

Tutti a Bari dal 20 al 21 -11-2009 – Forum regionale del Turismo

Promossa dall’Assessorato al Turismo e Industria Alberghiera della Regione Puglia la terza edizione del Forum  regionale del turismo in programma il 20 e 21 novembre a Bari.

"È – afferma l’assessore Terrevoli – la continuazione di un percorso di successo che, attraverso sessioni di lavoro ed incontri sul territorio, ha promosso un circuito virtuoso di ascolto e confronto con la partecipazione attiva di soggetti pubblici, Enti territoriali, operatori turistici, associazioni, imprese nazionali del settore e cittadini attraverso il quale valutare, individuare e raggiungere risultati certi a vantaggio di un settore trainante dell’economia locale.
Una partecipazione ampia e diversificata all’iniziativa consentirà di contribuire con idee, competenze, proposte ed esperienze, all’obiettivo finale: un turismo pugliese sempre più competitivo e di qualità".

GLI SCORCI DELLE TREMITI IMPRESSI SUI FRANCOBOLLI DEL 2010

‘Isole Tremiti. Le Tremiti saranno uno dei quattro scorci più belli d’Italia impressi sui francobolli del 2010. Lo ha annunciato il ministro Scajola. Insieme alle Diomedee sono stati scelti Courmayer in Valle D’Aosta, Todi (Umbria) e Viggiano (Basilicata). Altri due francobolli saranno dedicati a uno storico manifesto dell’Agenzia GLI SCORCI DELLE TREMITI IMPRESSI SUI FRANCOBOLLI DEL 2010 nazionale del Turismo e ai 100 anni di Confindustria. Insieme all’emissione sulla Spedizione dei Mille, che partì il 6 maggio 1860 da Quarto di Genova alla volta della Sicilia, la creazione dell’Italia unita sarà ricordata da altre due tappe di questo percorso: Roma Capitale e la mostra filatelica «Quel magnifico biennio 1859-61», in programma il prossimo anno a Montecitorio. Le emissioni filateliche 2010 spazieranno, inoltre, dal Made in Italy alla promozione turistica del Paese, fino al ricordo dei Giochi Olimpici di Roma del 1960. Tra i francobolli in uscita nel prossimo anno apposite emissioni saranno dedicate all’Alfa Romeo, al completamento della linea ferroviaria ad Alta Velocità ed all’Arte romanica d’Abruzzo. Ampio spazio sarà dedicato allo sport con le emissioni riservate ai Campionati del mondo di pallavolo maschile, ai primi giochi olimpici della Gioventù nonchè ai Giochi Olimpici invernali di Vancouver. È stata prevista, inoltre, una serie tematica dedicata ai giardini e agli orti botanici d’Italia, e questo primo anno la scelta è ricaduta su Villa Hanbury di Ventimiglia.

Fonte: "www.primonumero.it"

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