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I Centri storici sedotti e abbandonati del Gargano

Si è tenuto mercoledì 11 novembre a Vieste, organizzato dall’associazione “Gargano Europa”, l’incontro “LE RADICI DEL FUTURO- I CENTRI STORICI DEL GARGANO".
Apertura lavori: saluti del Sindaco di Vieste Ersilia NOBILE, Maria Carla SIMONE e Antonio Giuffreda ( Ass. Culturale "Gargano Europa").
Fra gli interventi quelli di Franco Salcuni (Direzione Nazionale Legambiente) e Teresa Maria Rauzino (Pres. Centro Studi Martella).
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Ecco il servizio sul Convegno della giornalista Antonella Soccio (L’ATTACCO 13 ottobre 2009)
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Vieste/ I Centri storici sedotti e abbandonati del Gargano
Tra cineserie varie ed uffici tecnici attrezzati male. Se ne è discusso animatamente in un incontro. Più tutela per i luoghi delle origini.

La modernizzazione è un concetto superato. Dall’evoluzione della storia e dalle increspature della globalizzazione. Eppure sul Gargano i centri storici sembrano ancora destinati a dover fronteggiare le voglie e le ambizioni espansionistiche di chi vede nel mattone l’unico valore possibile, l’unica rendita ancora spendibile. Hanno discusso di questo e di tanto altro con la cittadinanza gli attivisti dell’associazione viestana Gargano Europa, alla loro prima uscita pubblica all’Hotel Falcone di Vieste. Il presidente Antonio Giuffreda durante l’incontro assai partecipato, arricchito dagli interventi di Franco Salcuni e Maria Teresa Rauzino e che avrebbe dovuto essere sostanziato dalla presenza dell’assessora regionale Angela Barbanente, ha ribadito la necessità di rilanciare l’immagine della Montagna Sacra a partire dai centri storici. Gli spunti di riflessione sono stati molteplici, tanto da animare un dibattito acceso prima tra il sindaco di Vieste Ersilia Nobile e l’ambientalista Franco Salcuni e poi tra Micheie Eugenio Di Carlo, esponente del Pd viestano e pezzi della maggioranza di centrodestra.

Il luogo delle origini
Le cupole grigie, le note lampie peschiciane, costruite dagli slavi, che “sembravano onde del mare e hanno meravigliato e attirato l’artista Bortoluzzi sul Gargano”. Le case a schiera, le stecche di Monte Sant’Angelo che sono sagoma e cartolina del paese. Le grotte. La necropoli viestana. Il diverso, che attira, la tipologia garganica, secondo la professoressa Rauzino, stanno lasciando il posto ad eterni non-luoghi, colmi di cineserie. Caratterizzati soltanto dal coacervo delle iniziative e dal baccano della movida estiva. “Quale tipologia hanno le casette del Porto turistico di Rodi?” ha chiesto ai presenti l’attivista che ha fatto del recupero di Kalena una delle sue battaglie più vigorose.
“Ciò che è antico’ha un valore. Hanno un valore le pietre, i rivestimenti, gli infissi autentici – ha rilevato nel suo intervento Franco Salcuni – c’è bisogno di luoghi delle origini perché ci aiutano nella nostra identità. L’identità si costruisce tenendo gli occhi fissi sulle pietre. Ognuno di noi quando entra nel suo profondo pensa al luogo delle origini. Riscopriamo una figura psicologica e sociale dei luoghi”. Il modo di vivere gli spazi è mutato. Se in passato bastavano i bassi delle viuzze del centro, oggi “il buco non basta” e l’appartamento nuovo di proprietà in zone periferiche è ancora considerato un buon investimento. Altrove – Umbria, Toscana, Marche – questo appartiene al passato recente. Altrove è tramontato il progetto abitativo di lungo respiro: la casa per sé, la casa in cui tornare per il migrante, la casetta del mare, l’appartamento per i figli, o il piano sopraelevato loro destinato. Restano i «cascami di città”, citati nel saggio di Federico Zanfi “Le città latenti” incistati e svuotati di senso. “Quanto valgono le case che costruiamo?- ha domandato Salcuni – ci sono ricchezze di generazioni nei quartieri di periferia. Si costruisce perché le persone affidano i loro investimenti all’acquisto di un immobile. Ma se si costruisce male, l’immobile non ha valore. E se c’è un abbassamento del valore immobiliare ci impoveriamo tutti”. La salvaguardia del valore delle case e del centro storico è, per Salcuni, uno dei mezzi per arginare la deriva sociale. Esiste un valore economico dell’integrità del paesaggio che è riassunto dagli assiomi: costruire meno e costruire bene.

Tutela&Uffici tecnici
Nel corso dell’incontro di Gargano Europa il dibattito è stato centrato sul livello qualitativo degli uffici tecnici. “La nostra tecnostruttura è attrezzata?” è stata la domanda del presidente Antonio Giuffreda. Ebbene, nel centro storico di Vieste è stata autorizzata la costruzione delle tettoie. Sì è dato il là ad interventi che hanno rotto la continuità prospettica dell’orizzonte del paesaggio comune della città. A Monte Sant’Angelo la maggioranza ha deliberato il deturpamento delle casette a schiera del rione Carmine per favorire gli interessi privati di un assessore. “Gli interventi sono fatti male, non c’è cura e c’è un problema legato alle maestranze. Gli uffici tecnici sono troppo distratti da altre cose. Se sono impegnati e tarati sull’espansione urbanistica non potranno favorire un recupero culturale dei centri storici” ha osservato Salcuni. Alzare i livelli di tutela reale porta, si è detto mercoledì pomeriggio a Vieste, a far crescere le maestranze.
Laddove forme di mobilitazione individualistiche o parentali vengono accolte da chi dovrebbe distinguere tra bene pubblico e bene privato, si incorre nell’abusivismo, che è sempre fonte di abbassamento dei livelli di sicurezza. Le imprese edili, con l’aiuto clientelare di uffici tecnici accondiscendenti e impreparati, si indeboliscono. Accanto all’approssimazione degli uffici tecnici Salcuni, il cui obiettivo è “rafforzare la lobby ambientalista sul Gargano” e i membri dell’associazione registrano il “ritardo della politica”, “sclerotizzata su vecchi sistemi”. La politica, che dovrebbe avere “l’orecchio aperto” alle associazioni, è incapace dì intuire dove va il mondo.

Realtà turistiche
In merito alla cultura degli uffici tecnici e alla abilità delle classi dirigenti di “rinnovarsi e innovare per costruire il futuro”, il sindaco Ersilia Nobile è intervenuta in atteggiamento polemico accusando bonariamente gli ambientalisti di avere “i paraocchi”. “La parola finale per le riqualificazioni è sempre data dalla Sovrintendenza. Solo se Comune, Provincia e Regione hanno lo stesso intendimento un intervento passa. Vorrei che voi di Legambiente non deste sempre la colpa alla politica”.
Del resto, come ha argomentato il presidente dell’associazione, le radici che si proiettano nella tutela sono un tema caldo. Vieste e tutto il Gargano sono alla terza fase, quella delle flessione, in cui mare e sole non bastano più al turista che ha fame di storia, tradizione e cultura. Nell’ultimo studio della Confcommercio si parla di desertificazione delle città e di qualità dei centri storici. “Senza un commercio di prossimità, realmente capillare, la città smette di vivere; è questione di tempo. E si riduce il benessere dei residenti ma anche il valore degli immobili di tutti i proprietari”. Vieste dopo la prima fase di sviluppo in cui non si poteva pensare a conservare e la seconda nella quale si è stabilizzata l’offerta turistica avanzata, vive un momento di riflessione, attraversato dallo spettro dell’abbandono e della possibile marginalità.
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Vieste/ I Centri storici sedotti e abbandonati del Gargano (2)
venerdì 13 novembre 2009 ore 16:13
Di Carlo denuncia lo strano caso della lottizzazione della Necropoli di S. Nicola. “La Classe politica è inadeguata”. L’assessore all’Urbanistica del comune di Vieste, Angelo De Vita lo smentisce “lì sorgerà un parco museale e non certo case”. Michele Eugenio Di Carlo, docente ed esponente viestano del PD, è una delle voci politiche più attente alla tutela del paesaggio e del patrimonio artistico e culturale garganico. Mercoledì alla prima uscita dell’associazione Gargano Europa, il professore viestano ha letto un intervento sulla lottizzazione della Necropoli di San Nicola, che presenterà anche all’assessora Barbanente. “Come è stato possibile adottarvi una lottizzazione?” ha chiesto Di Carlo alla platea di addetti al lavori
presenti all’Hotel Falcone. Le sue sollecitazioni e la sua denuncia hanno scatenato delle reazioni violente da parte della classe politica. L’assessore Angelo De Vita ha precisato che “in quell’area sorgerà il parco museale e archeologico e non certo case”. Lo stesso ha voluto puntualizzare l’architetto Forte. “Quell’area lì è regolata dalla Sovrintendenza archeologica che con decreto l’ha delimitata. L’area di rispetto misura 3mila metri. Gli ambientalisti alle volte sono un po’ eccessivi nel dettare i limiti. Tuttavia gli eccessi ambientalisti di Di Carlo hanno permesso alcuni salvataggi importanti, benché temporanei. Come rileva l’Attacco: “tanti interventi sono stati per iniziative personali. E’ evidente che la classe politica è inadeguata. Lo abbiamo visto a Monte. In un momento in cui doveva dimostrare unità, c’è stata divisione su una questione culturale. Ci si chiedeva se sarebbe stata capace di reagire e tre giorni dopo otteniamo la variante che va a deturpare uno dei luoghi di maggior interesse paesaggistico del paese”. Anche Lazzaro Santoro laureato in architettura e attivista ambientalista crede nella necessità di preservare il paesaggio Credo che le associazioni non abbiano colore politico dichiara e aggiunge facendo una riflessione più ampia: “Ci sono dei manufatti posti sotto sequestro per i quali è dovuto intervenire il CircoMare Il centro storico in inverno è disabitato, è vissuto d’estate solo dai turisti, per lo più foggiani che hanno acquistato la seconda casa. I viestani invece si sono trasferiti nelle zone nuove L’estate il paese è un bazar, ma adesso resta un centro storico non vivo il che comporta problemi per la popolazione residente”. Vieste e forse diventata una mega struttura turistica un villaggio vacanze un non luogo? “Vieste e già un villaggio turistico. Via Mafrolla e spopolata ci sono pochissime famiglie di Vieste. Le case del centro storico contribuiscono alla ricchezza di agenti immobiliari.”
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Qui trovate le interviste effettuate da ONDARADIO:
http://www.ondaradio.info/index.php?option=com_content&task=view&id=16255&Itemid=1

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