Arrivano le feste con tutte le sue palle di Natale, ma nel Gargano oltre ai colori delle luci e il sapore delle tradizioni, qualcos’altro distrae l’attenzione dai grigi inverni del nostro territorio.
Articolo di Gaetano Berthoud
Sto parlando delle diaboliche iniziative di alcuni comuni, pronti a risolvere i loro problemi di bilancio, o meglio, l’incapacità di gestione di un territorio, con colpi di bacchetta magica, comodamente seduti “in poltrona”.
Parliamo questa volta del Comune di Ischitella, che comprende tutto il comprensorio di Foce Varano, parte del lago di Varano, senza contare le tante aree culturali a forte vocazione turistica, dimenticate e lasciate al loro destino.
La riflessione è del tutto spontanea; questi enti stanno trovando risorse nel modo più semplice possibile, cioè speculando per primi su questo territorio, baciato dalla fortuna per natura, ma messo sotto i piedi per scelta.
Veniamo però ai fatti. Siamo al 19 agosto 2009. Mentre chi più, chi meno, si dedica a qualche giorno di ferie, magari con un bel bagnetto a mare, c’è un comune che non conosce soste e lavora con applicazione e sacrificio agli impegni. E’ appunto il Comune di Ischitella che, nel bel mezzo di feste e festicciole, si riunisce in consiglio comunale e delibera qualcosa di davvero scandaloso per il territorio, aggiungiamoci vergognoso per l’etica e mancanza totale di chiarezza.
Delibera che la società Seva srl, VISTO quello e VISTO quell’altro, può tranquillamente procedere alla progettualità di impiantare 80 pale eoliche nel mare al largo di Foce Varano, per la precisione a 6 chilometri dalla spiaggia, quindi tranquillamente visibili da Foce Varano, Ischitella, Vico, Torre Mileto, Rodi, San Nicandro e Lesina.
A questo si aggiunge che chiunque attraverserà il nostro mare in direzione Tremiti, parliamo di milioni di turisti l’anno, passerà dinnanzi a questo Parco Eolico, per il quale suggerisco un chiosco così da creare attrattiva ai naviganti.
Ora, dal momento che la legge sulle risorse a basso impatto ambientale, nello specifico gli offshore, non richiedono nessun tipo di avvallo da istituzioni superiori, ecco come la genialata raggiunge il suo senso. Cosa possiamo fare per risanare le casse del Comune? Signori politici stiamo calmi (sembra aver pensato qualcuno del Comune di Ischitella), possiamo ancora continuare a stare seduti come spettatori alla distruzione del territorio senza aver troppi problemi, mettiamo le pale eoliche al largo e i soldi per risanare arriveranno.
Ma che belle idee. Idee che dimostrano totalmente come alcuni comuni del Gargano mostrano tutti i loro limiti nella capacità di gestione di un territorio, continuando a non pensare a grandi sacrifici, idee ed opportunità per rendere un territorio vincente, ma preoccupandosi solo di dove andare a trovare la pezza a colori per risolvere “’l’ultimo dei problemi”, senza pianificazioni strategiche e sviluppo imprenditoriale.
Si continua a pensare alle feste, ai fuochi, ai loro giochetti politici di disgregazione, poi invece le emergenze vengono gestite un po’ come dei Last minute.
Ma poi pensiamo ad altro, ad esempio come un Comune di Ischitella e non solo, non si rendono conto che hanno tra le mani una Ferrari che necessiterebbe solo della benzina, che poi sarebbero le idee, per farli andare a 300 km all’ora, invece sembrano dei paesi del subappennino, sempre a piangere, a pensare di risolvere problemi accontentandosi della loro posizione, non riuscendo quasi mai a capire un concetto semplice; per avere i risultati occorre del lavoro vero, fatto di passione per il territorio, fatto di sacrifici come qualsiasi azienda fa, invece il luogo comune, non a torto, è che fare politica locale significa pensare ai fatti propri senza rischiare mai, senza impegnarsi troppo, dispensando favori a seconda della situazione, è soprattutto non sporcarsi mai le mani di lavoro, perché sembra che quello non tocchi a loro.
Intanto però giocano con i nostri territori per attutire la loro incapacità. Quindi signori abituiamoci a questo ed altro, chissà che tra qualche anno non si potranno vendere le spiagge, allora vedrete che faranno anche questo, vendere chiese, santuari, monumenti.
Magari un giorno sarà possibile vendere le piazze, poi il mare del comprensorio, i laghi e la natura circostante, venderanno l’ombra ma se sarà possibile anche il sole, l’importante è che loro non si sbattono troppo, in compenso però dovremmo sbatterci di più noi per rendere decoroso un territorio dove nei politici trova molte volte i primi nemici.
Ma completiamo questa minestra aggiungendoci un po’ di sale e pepe. Detto che, secondo la loro visione futuristica, con questa scusa del basso impatto ambientale sembra che ci stiano facendo un favore a fare cattedrali nel mare, aggiunto che sentir parlare di nuovi posti di lavoro attraverso questa cattedrale è una fesseria inascoltabile (guardare il subappennino se ha avuto posti di lavoro), resta la poca chiarezza dell’operazione.
In pratica questo Comune delibera il nulla, se non la totale disponibilità nel concedersi tra le braccia della Seva srl e lasciargli fare quanto da loro proposto. Mi spiego meglio.
Da quel che si evince non c’è nessuna analisi economica che possa dire quanto il Comune di Ischitella ricavi da questa operazione, cioè non sappiamo nemmeno se ne valga la pena, pur di tenere i politici ancora nei bar, intanto però viene deliberato il nulla, cioè tutto.
Dopo il sale veniamo al pepe. Non risulta un po’ strano anche a voi deliberare cose di cui non si sa il beneficio? Come mai l’opposizione non si è presentata a manifestare l’assenso o il dissenso? Siamo certi che non ci sia altro considerando come questa delibera così pesante, poiché riguarda tutto il Gargano, venga fatta così in sordina nei giorni di festa? Voi vendereste una macchina senza sapere cosa vi danno? Magari se non è vostra si, ed è forse questo il problema vero, quello di non spiegare niente o poco alla popolazione, di riempirsi la bocca con il basso impatto ambientale, di promettere posti di lavoro che non arriveranno e soprattutto mi viene da chiedere se non sia giusto che ci sia un sospetto su un’operazione che non ha niente di saggio, etico e chiaro nei confronti di un territorio ad altissima propensione turistica.
A questo punto è anche prevedibile una risposta ufficiale del Comune di ischitella che dichiara di aver “solo” valutato un vantaggio per poi a seguire considerare i vantaggi economici, ma a quel punto devono anche spiegare la necessità di una delibera convoncando il 19 agosto un consiglio apposito, in giorni che di solito l’assenteismo è più che scontato.
Come dice un proverbio “chi non cura la propria magione è un uomo senza ragione”.
La Croazia e le isole della Dalmazia nella prossima stagione estiva potranno essere raggiunte partendo dal porto turistico di Rodi Garganico. Sarà infatti attivo un servizio di collegamento due volte alla settimana. Nei giorni scorsi il Consiglio comunale della cit tadina garganica ha votato al l’unanimità, senza distinzioni tra centrosinistra e centro destra, la proposta del sindaco, Carmine D’Anelli di ampliare l’offerta affiancando ai collegamenti per le Isole Tremiti anche quelli con la Croazia. Sarà la società Ltm di Termoli a garantire i collegamen ti in circa due ore e mezza con l’isola di Korcula, e l’isola di Kvar il martedì e il mercoledì. Sarà utilizzato un catamarano jet che potrà trasportare 400 passeggeri in ogni viaggio. L’obietti vo è intercettare i turisti mordi e fuggi, quelli che come accade per le Tremiti vanno e tornano in giornata; ma soprattutto fare di Rodi un punto di imbarco per chi trascorre una settimana o più di ferie in Croazia. Entrato in funzione il 25 luglio scorso, il porto turistico di Rodi Garganico è al momento nell’Adriatico il punto più vicino alla costa della Cro azia.
Il progetto di attivare questo nuovo servizio di collegamento era stato preannunciato proprio durante la cerimonia di inaugurazione del porto cinque mesi fa. «Proseguiamo sulla strada intrapresa. Il nostro obiettivo non era solo quello di costruire un porto turistico ma di attivare una delle tante autostrade del ma re», spiega il sindaco D’Anelli che ha voluto il coinvolgimento del Consiglio comunale nonostante non fosse necessario questo tipo di passaggio amministrativo. «Il porto è di Rodi e del Gargano. Su questo tipo di scelte che riguardano la comunità e il territorio non possono esserci divisioni», spiega D’Anelli.
Da luglio a settembre il porto turistico di Rodi ha visto 300 transiti, un risultato giudicato positivo dal Comune e dalla società di gestione per un punto d’approdo al suo esordio. «I collegamenti con la Croazia non nascono con l’obiettivo di consentire ai nostri turisti di poter trascorrere una giornata o 48 ore sul l’altra sponda dell’Adriatico, ma di creare un rapporto proficuo con la Dalmazia tra i loro operatori turistici e i nostri – aggiunge il primo cittadino – e, perché no, far conoscere anche i nostri prodotti come si faceva nel novecento con le arance degli agrumeti di Rodi e Vico». Quest’estate si faranno dunque le prove generali per verificare se il collegamento con le isole della Dalmazia funziona e quanto interesse c’è. Il Comune infatti non esclude che sia possibile pensare in futuro anche ad un col legamento settimanale nel corso di tutto l’inverno. «E’ presto per dirlo, ma dobbiamo lavorare anche guardando a questo tipo di prospettiva».
Antonella Caruso
Un calendario di Archeobotanica cioè sulla Biodiversità di alberi e frutti del Gargano, un lavoro fatto dall’ufficio stampa e comunicazione della BCC e dal botanico Nello Biscotti. Tutto ciò nel calendario del 2010 che è l’anno mondiale della biodiversità delle Nazioni Unite (ONU), con il grande obiettivo di tutelare la terra.
Scandire i mesi con i frutti, conoscere i vari frutti del Gargano è questo l’obiettivo culturale e divulgativo del progetto. I frutti, quale prodotto del secolare lavoro dei nostri contadini e che si è impoverito drasticamente: mangiamo non più di quattro tipi di mele, più o meno in tutti i paesi sviluppati; i nostri nonni mangiavano fino a quaranta varietà diverse. Nell’arco di non più di un quarantennio sulle nostre tavole non vi è traccia di questa diversità. Ma gli alberi ancora restano, per fortuna, per ricostruire storie, tradizioni, per poter salvare frutti, sapori, entità biologiche: è l’Archeologia degli alberi, dei loro frutti dimenticati, dei Frutti Antichi. Basta andare indietro di due generazioni e già si può parlare di antichità.
I frutti antichi sono quelli che nell’arco di questi ultimi 30-40 anni hanno conosciuto un lento, silenzioso e graduale abbandono con l’affermazione della frutticoltura moderna o di quella cosiddetta industriale. Ed è così che non mancano sorprese nel calendario come ad esempio le olive bianche, ci sono solo una decina di alberi in tutto il Gargano uno a Vieste e un noto albero anche a Vico del Gargano nei pressi del convento dei frati cappuccini. Da quanto raccontano anziani contadini sembra che l’olio che se ne ricavava, molto dolce e delicato, di eccellenti qualità organolettiche, veniva usato nell’estrema unzione. Il calendario sarà distribuito, gratuitamente , nei prossimi giorni presso le filiali della BCC.
L’autore, Nello Biscotti è agronomo naturalista (dottore di ricerca in geobotanica) impegnato nel campo della ricerca e della divulgazione scientifico-naturalistica. Ha pubblicato: Ambiente ed educazione ambientale, Schena Editore, Brindisi, 1996; Padre M. Manicone, un dimenticato naturalista del ‘700, Claudio Grenzi Editore, Foggia, 1997; Gargano terra di viaggi e peregrinazioni scientifico-naturalistiche, Ed. Quaderni del Parco, Foggia 2000; Botanica del Gargano, vol. I, II, Gerni Editori, San Severo, 2002. E’ autore di articoli, saggi, monografie (quotidiani, riviste scientifiche) su tematiche naturalistiche e coautore di : Il verde del Gargano. Appunti di una ricerca. Quad. n. 1 della Comunità Montana, 1990; Il Parco Nazionale del Gargano. Uomini, caprioli e faggi. Gerni Editori, San Severo 1992; Paesaggio nel Gargano, Schena Editore, Brindisi, 1993. In corso di stampa: Paesaggi e biodiversità (Gerni Editori, San Severo); I frutti antichi del Gargano (Claudio Grenzi Editore)
Delizia e croce di una terra che non conosce soluzione alla continuità delle sue sofferenze. Delizia, per averne decretato la notorietà in tutto il pianeta; croce, perché continuano a sparirne a decine. Abbiamo fatto nostra, da sempre, sia sul cartaceo sia su questo sito, la “battaglia” del geologo locale Stefano Biscotti, finanche portatore di una soluzione.
L’11 aprile 2008, alla vigilia del primo Consiglio Comunale dopo le elezioni, ne pubblicammo l’appello ai nuovi amministratori, in cui fra l’altro si ammoniva: “Abbiamo massacrato il nostro paese con scatoloni orribili a tetti piatti, piatti come la mente di chi li ha concepiti, a rinnegare una cultura architettonica che aveva reso Peschici unica, una cultura che vogliamo a tutti i costi cancellare e rinnegare, come scomoda e agonizzante realtà”.
E poi, invocando “una semplice ma efficacissima DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE”, in attesa del nuovo Piano Urbanistico Generale, lanciava l’idea di una progettazione di tutti i nuovi fabbricati “esclusivamente con tetto a cupola o a botte: una rivoluzione che nel giro di un decennio porterebbe lentamente a riconfigurare l’aspetto edilizio, specie nelle zone extraurbane”.
Ebbene, da adesso, tutto ciò sarà possibile. La Regione Puglia, lo scorso 27 ottobre, ha emanato una legge (la n. 26) per la “Tutela e valorizzazione del sistema costruttivo con copertura a volta” al fine – si legge nel testo – di conservare e promuovere le costruzioni tipiche e a volta del territorio pugliese, con l’obiettivo di tutelare e valorizzare le tecniche costruttive tradizionali, “riconoscendole come elementi caratterizzanti della storia, della tradizione e della cultura della popolazione pugliese”.
Scendendo nel particolare, la Regione pensa, con l’art. 2 della legge, a incentivare l’utilizzo delle tipologie di copertura a volta e la conservazione delle stesse, promuovendo “progetti formativi, anche in collaborazione con Università, enti territoriali preposti e associazioni di categoria, per la trasmissione e la conservazione delle conoscenze tecniche e applicative necessarie alla realizzazione di tali strutture”.
Signori – rivolgendoci a chi di dovere – il gioco è fatto! Sì, perché nel testo si prevede tutto: le nuove costruzioni, le sopraelevazioni, la demolizione e successiva costruzione, e – udite, udite! – il … finanziamento! Al riguardo riportiamo pari pari il comma 1 dell’art. 5: “La Regione Puglia, al fine di favorire l’utilizzo di materiali e manufatti tradizionali e delle tecniche tipiche locali di costruzione, incentiva l’inclusione degli interventi di manutenzione, restauro e ripristino delle costruzioni tipiche a volta nei programmi integrati di rigenerazione urbana di cui alla legge regionale 29 luglio 2008, n. 21 (‘Norme per la rigenerazione urbana’), e in ogni altro strumento di pianificazione e programmazione orientato al recupero edilizio e alla riqualificazione urbana. Tale inclusione rappresenta criterio di valutazione nell’erogazione dei finanziamenti destinati alla riqualificazione urbana”.
Ma “cosa vuoi di più dalla vita”, suggerisce un famoso spot pubblicitario. E il di più ve lo serviamo subito su un vassoio d’argento. Infatti, il comma 2 dello stesso articolo recita: “La Regione Puglia promuove altresì progetti culturali rivolti alla formazione e all’aggiornamento di operatori tecnici e professionali, in maniera da garantire la trasmissione delle conoscenze e delle esperienze necessarie alla realizzazione delle strutture a volta. L’inclusione di detti progetti, previsti all’articolo 2, nelle graduatorie previste per l’erogazione dei finanziamenti destinati alla formazione professionale, può usufruire di criteri di valutazione di priorità”.
Tutte le carte, a questo punto, sono sul tavolo, Chi saprà giocarsele meglio avrà vinta la partita, una partita che non può vanificarsi nella sfrenata e smodata voglia di apparire “cittadini” (nel significato di abitanti di città) a tutti i costi preferendo "orribili" strutture scatolari e lasciandoci alle spalle un’architettura secolare, rappresentazione di un tempo in cui, come si legge su qualche richiamo commerciale del posto, “regnava una dignitosa povertà”.
Piero Giannini, puntodistella.it
Battuta d’arresto per il settore fotovoltaico pugliese e non è colpa della crisi ma di alcune limitazioni introdotte con la delibera n. 1947, approvata dalla Giunta regionale il 20 ottobre scorso e pubblicata sul Bollettino Ufficiale pugliese del 4 novembre. Tra queste, il “divieto di localizzazione su suolo di impianti fotovoltaici in aree agricole” e il “divieto del fotovoltaico a terra”. Il settore fotovoltaico pugliese ed in particolare quello del comparto foggiano, ha registrato negli ultimi anni una crescita superiore alla media nazionale, ma questa crescita rischia di venire compromessa dai limiti posti dalla Giunta Vendola. La denuncia arriva da Assosolare, l’Associazione nazionale dell’industria solare fotovoltaica, ed è contenuta in una lettera che il presidente dell’Associazione Gianni Chianetta ha inviato al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Nella missiva viene espressa preoccupazione per la delibera. “Grazie alle semplificazioni e ai provvedimenti emanati negli ultimi anni dal governo” – sottolinea Gianni Chiavetta – “la Puglia è diventata capofila in Italia in un settore nuovo e ad alto valore aggiunto. In questo senso, è stato accolto con molto favore l’auspicio di Vendola di fare della Puglia uno dei Parchi energetici mirati alle fonti rinnovabili e all’innovazione”. Le nuove Norme per la pianificazione paesaggistica contenuto nel bollettino pubblicato lo scorso 4 novembre sono in contraddizione con quanto espresso da Vendola. In particolare, nelle “Linee guida sulla progettazione e localizzazione”. Tra le forti restrizioni al fotovoltaico, si stabilisce di “progettare il passaggio dai campi alle officine, favorendo la concentrazione delle nuove centrali di produzione di energia da fonti rinnovabili in aree produttive o prossime ad esse e in particolare il divieto del fotovoltaico a terra”. Con la delibera 1947 si privilegia la localizzazione degli impianti “nelle aree produttive pianificate”; sulle “coperture e sulle facciate degli edifici”; “su pensiline e strutture di copertura di parcheggi, zone di sosta o aree pedonali”. “In Puglia” – osserva Assosolare – “il fotovoltaico, così come in altre regioni italiane ha generato un’economia ed un’occupazione senza precedenti, grazie anche ad ingenti investimenti di aziende italiane e multinazionali che hanno apportato un notevole know how sul territorio occupando varie realtà professionali quali società di ingegneria, progettazione, installazione e manutenzione degli impianti, oltre ad un indotto non indifferente che ha coinvolto avvocati, notai, commercialisti, ristoratori ed albergatori". Con questa decisione, ha concluso Chiavetta, “Si rischia di compromettere uno dei pochi settori in controtendenza e su cui abbiamo chiesto l’impegno della Regione per rivederne i contenuti".
Il Grecale
Da nord a sud, ma slowly
di Riccardo Piaggio
da Il Dominicale del Sole 24 Ore del 6 dicembre 2009
Dal Tavoliere alle Alpi, le musiche popolari e tradizionali si candidano a raccontare la biodiversità dei questo Paese. E se, insieme al cibo, fossero proprio i suoni, le parole e i balli di pastori, contadini e montanari i nostri più formidabili cultural commons, ossia il nostro patrimonio culturale immateriale?
Non a caso, dalle parti di Bra (dove è nato Carlo Petrini), la nuova musica tradizionale la chiamano Slow Folk. A Carpino, ad esempio, le fave (presidio Slow Food), vanno in coppia con i Cantori (patrimonio Slow Folk). Da non consumare in fretta, che si tratti di fave o di cantori.
Partendo da sud, ecco dunque Il ritorno della taranta (Squilibri, a cura di Vincenzo Santoro, con allegato cd di 75’ che comprende rarità e classici del genere), una «storia della rinascita della musica popolare salentina» che racconta qualcosa di più di un fenomeno locale. In un racconto corale, i migliori nomi della nostra musica popolare ricordano come la cultura della terra (cibo e suoni, ancora una volta insieme) abbia drenato un possibile genocidio culturale nel nostro sud, dovuto alla massificazione del gusto. È quanto ricordò già Pasolini nei suoi Scritti Corsari, in tempi non sospetti. Da Giovanna Marini agli Officina Zoè, da Edoardo Winspeare a Eugenio Bennato, il volume traccia la rotta di una questione locale, la pizzica salentina (così come la tarantella del Gargano), divenuta moda globale, anzi glocal. Leggendo questa storia si comprende perché centinaia di migliaia di giovani partecipino ogni anno a feste e concerti di musica tradizionale, più o meno con lo stesso spirito con cui, negli Usa, gli hippies accoglievano le ballate folk di Pete Seeger e Bob Dylan. E pensare che la riscoperta della propria identità sonora, conquistata da giovani musicisti come antidoto al degrado, ha prodotto, negli anni, anche effetti esilaranti: «a seguito di successi di film farciti di arti marziali orientali», si legge nel volume, «alcuni giovani duellavano nella pizzica schermata con precarie e ridicole imitazioni estemporanee di kung-fu e di karate, tanto che gli anziani si erano stufati delle nuove forme caricaturali di ballo, e avevano smesso di recarsi alle feste». (…)
Vi aspettiamo tutti a Carpino il 7 Dicembre, nella giornata tradizionalmente dedicata all’accensione delle fanoie, grossi falò che in ogni quartiere del paese rappresentano un momento devozionale e di aggregazione sociale dove si coltivano le memorie orali grazie alla presenza dei testimoni della tradizione.
L’ASSOCIANISMO ATTIVO, si sta impegnando seriamente per tutelare il nostro territorio, ma ancora uan volta veniamo tagliati fuori dalla Puglia e dall’Italia. Questa è una faccenda che non ci deve lasciare indifferenti. Lo slogan recita: "La linea che unisce il paese" Si ma quale?
SAN SEVERO, mercoledì 2 dicembre 2009 – ORE 18.43
San Severo: Amministrazione protesta contro eliminazione fermate Eurostar
L’Amministrazione Comunale sta facendo tutti i passi utili perchè venga scongiurata la possibile eliminazione delle fermate EUROSTAR nella stazione ferroviaria di San Severo. E’ infatti trapelata la notizia che TRENITALIA, con l’entrata in vigore del nuovo orario ferroviario, voglia fare un altro «regalo« a San Severo, negando la possibilità ai fruitori dei suoi treni a lunga percorrenza per il centro e nord d’Italia di partire da San Severo e non da Foggia o da Termoli. La notizia è trapelata anche a livello di popolazione ed infatti sono state già numerose le sollecitazioni all’Amministrazione Comunale a protestare in ogni modo per scongiurare quello che la gente già definisce "l’ennesimo e forse non ultimo scippo ai danni dello scalo ferroviario di San Severo". «Se tale disegno disfattista andasse in porto in danno della Città di San Severo – ha dichiarato il Sindaco avv. Gianfranco Savino – le nostre popolazioni avrebbero il diritto di formarsi il convincimento che ci sia un disegno volto a penalizzare San Severo e l’Alto Tavoliere, un disegno che storicamente sembra aver avuto inizio con l’immane tragedia ferroviaria del 3 aprile 1989. Nel tempo, vari interventi del massimo organismo ferroviario nazionale si sono susseguiti, penalizzando in ogni modo questa Città, alla quale sono state sottratte tante fermate di treni importanti, la chiusura del posto di Polizia Ferroviaria, il ridimensionamento del ruolo del Capostazione e della biglietteria e tante altre ‘perle’ che è inutile elencare perchè ben note all’attuale TRENITALIA. Per tutto ciò, desidero protestare vibratamente – ha aggiunto il Sindaco Savino – a nome delle Giunta Comunale, del Consiglio Comunale e, ovviamente, dell’intera Cittadinanza sanseverese ma anche delle popolazioni dell’Alto Tavoliere e del Gargano nord che fanno capo ferroviariamente a questa Città. Quest’eventuale, ennesimo atto sconsiderato nei confronti di questa terra non potremmo sopportarlo e saremmo costretti a far arrivare la protesta di San Severo e del suo ampio comprensorio geografico fino al livello governativo nazionale". A tal proposito va anche registrato che il Consigliere Comunale Raffaele Bentivoglio (UDC) ha informato il Sindaco di aver sollecitato in proposito il conterraneo on. Angelo Cera che, immediatamente, ha presentato un’interrogazione parlamentare. A livello regionale, la stessa causa ferroviaria di San severo è stata perorata nelle ultime ore, unitamente a quella che penalizzerebbe Barletta e la nuova Provincia BAT, dal Consigliere regionale Francesco Damone de "La Puglia prima di tutto", che ha presentato una analoga interrogazione.
redazione Teleradioerre
I luoghi della Daunia, le bellezze della provincia di Foggia saranno in onda su Rai Uno nelle domeniche del 13 e 20 dicembre, a partire dalle 9.30. Ad ospitare il racconto della nostra terra sarà la trasmissione ‘Magica Italia – turismo e turisti’ condotta da Federico Quaranta e Nicola Prudente.
Due, come detto, le puntate dedicate alla Daunia. La prima sarà incentrata sul racconto della storia di Foggia da parte del professor Saverio Russo e sugli aneddoti d’infanzia del noto showman foggiano Renzo Arbore. Spazio anche a Lucera e al suo castello svevo.
La seconda puntata, invece, sarà dedicata a Monte Sant’Angelo con la sua grotta dell’Arcangelo, il Rione Junno, la Foresta Umbra con l’attività dell’orienteering.
Ad arricchire quest’ultima tappa del viaggio in provincia di Foggia sarà lo chef Gegè Mangano con i suoi piatti della tradizione.
La nostra terra sarà la prima provincia pugliese di cui si parlerà all’interno della trasmissione di Rai Uno – spiega l’assessore provinciale al Turismo Nicola Vascello -. Una vetrina importante che sicuramente sarà di ulteriore sostegno affinché il nostro territorio possa farsi conoscere in tutta la sua bellezza sul grande palcoscenico della rete ammiraglia della televisione nazionale".
Fervono i preparativi per la Prima Edizione del Concorso di Arte Presepiale lanciato dalla Associazione “Punto di Stella” con la collaborazione del “Museo dei Nonni” e il patrocinio di Comune di Peschici e Banca Apulia. Tra questi, l’organizzazione di un evento nell’evento, collaterale a quello principale, primo e unico finora del periodo natalizio, in grado di coinvolgere anche i più piccoli.
E così, la manifestazione – che si svolgerà a Peschici, lo ricordiamo ancora una volta, dal 19 dicembre 2009 al 6 gennaio 2010 nella Galleria “don Achille” (Via Castello – Centro Storico) messa gentilmente a disposizione dalla proprietaria sig.ra Grazia della Torre e dal figlio Domenico Martucci – verrà illuminata da “UNA STELLA X PESCHICI!”.
Il Comitato promotore ha infatti deciso di accettare STELLINE di cartoncino color giallo (opaco o lucido, dimensioni massime cm 15) fatte da bambini o adulti che abbiano parenti (figli, nipoti, cuginetti…) in età compresa fra zero e 12 anni. Ogni STELLINA dovrà riportare il solo nome del bambino, la data di nascita e la città di provenienza. Sul retro, una breve frase che spieghi il significato del Natale. Tutte le piccole “opere d’arte” verranno sistemate nel “CIELO” della galleria che ospita la manifestazione.
Il giorno della Befana (6 gennaio 2010) verranno estratte più stelline e premiate con giochi e doni. Le stelline devono pervenire in busta chiusa entro il 15 dicembre prossimo indirizzando a “UNA STELLA X PESCHICI” c/o Casasola – Casella Postale 33 – Peschici, oppure consegnate a mano dall’8 al 15 dicembre (ore 15-18) alla Galleria “don Achille” ricordando di scrivere il mittente sul retro della busta.
Dalla redazione di PUNTO DI STELLA
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 è stata registrata dagli strumenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 15.59 in provincia di Foggia. Le località prossime all’epicentro, rende noto il Dipartimento della Protezione Civile, sono San Nicandro Garganico, Cagnano Varano e San Marco in Lamis. Dalle verifiche effettuate dalla sala situazione Italia del Dipartimento non risultano danni a persone o cose.