//
archives

Tutti i post

Questa categoria contiene 1914 articoli

Finanziaria, taglio di poltrone nelle Province e nei Comuni

Un emendamento del governo alla finanziaria, all’esame della commissione Bilancio della Camera, prevede una riduzione dei numeri a carico di Province e Comuni nonché dei consigli circoscrizionali, che sembrano destinati a sparire.

Il tutto a cominciare dalle prossime elezioni, non certo per i mandati in corso. L’emendamento del governo in realtà è una anticipazione di quella «carta delle autonomie» licenziata dal governo con un disegno di legge.

Ma come cambierebbero i numeri alla Provincia di Foggia e al Comune di Carpino?

Per la Provincia di Foggia:  il Consiglio passerà da 30 a 24 e la giunta da a 11 a 10

Per il Comune di Carpino: il Consiglio passerà da 17 a 12 e la giunta da 7 a 3

Progetto “spegni l’ignoranza”

Progetto “spegni l’ignoranza”, attività di monitoraggio, prevenzione e primo intervento in relazione agli incendi boschivi nel Parco Nazionale del Gargano – campagna antincendio.

Che questo Ente intende sostenere economicamente attività di monitoraggio, prevenzione e primo intervento in relazione agli incendi boschivi nel Parco Nazionale del Gargano per l’estate 2010 svolte da associazioni di volontariato in possesso dei requisiti di cui all’art. 7, comma 3, lett. b, della legge 21 novembre 2000, n° 353 (Legge Quadro in materia di incendi boschivi) e dotate di personale in possesso dei requisiti minimi psicofisici e attitudinali e di dispositivi di protezione individuale (D.P.I.) di cui alla Conferenza Unificata della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Repertorio Atti n. 597/C.U. del 25 luglio 2002.

Continua qui

Caccia illegale nel Parco Nazionale del Gargano: arrestato un uomo

Arrestato, nel Parco nazionale del Gargano nel territorio di Carpino, un uomo di 77 anni del posto. L’operazione, effettuata durante dei servizi mirati alla repressione dei reati ambientali, è stata coordinata dal Nucleo operativo Antibracconaggio di Roma. L’uomo, al quale sono poi stati concessi gli arresti domiciliari, è stato sorpreso in contrada Pasqualicchio mentre esercitava attività venatoria con un fucile con la matricola abrasa. Sono, inoltre, 23 le denunce per attività venatoria illegale che i forestali hanno effettuato, nell’ultimo periodo, in terra garganica e numerosi sono stati i sequestri di armi, munizioni, attrezzature illecite ed avifauna abbattuta.

Tatiana Bellizzi

GARGANO: attenti al lupo, risarcimenti per gli allevatori.

La presenza ormai accertata sui monti della Daunia e del Gargano, ma sempre, comunque, ai limiti della sopravvivenza, del Lupo in Provincia di Foggia (14-18 Lupi su una popolazione italiana di 400-500), va considerata come una risorsa, una ricchezza in più, la testimonianza dell’elevato indice di naturalità dell’intero comprensorio e del buono stato di conservazione del patrimonio boschivo, che le popolazioni locali hanno saputo conservare e preservare nel tempo.

Sottraendolo all’antropizzazione selvaggia e al degrado. Da dove nasce, quindi la loro cattiva fama? Forse dal fatto che si tratta di animali elusivi, enigmatici e intelligenti, come l’homo sapiens, cacciatori sociali, comunitari, gerarchici e, perciò competitori, per di più irriducibili a schiavitù. Il Lupo, come è noto, è il più grande predatore europeo, di solito preda animali selvatici di piccola e media taglia, arrivando persino ad aggredire cinghiali giovani o con qualche difficoltà, raramente, però, e solo in alcuni periodi dell’anno, preda animali domestici, soprattutto ovini. La mancanza di animali selvatici in una determinata area durante il periodo dello svezzamento dei piccoli, induce i Lupi adulti ad aggredire occasionalmente bestiame domestico, causando inevitabilmente dei danni agli allevatori. A questo proposito, a seguito di un accordo tra Regione, Provincia ed ASL, si è stabilita una procedura per il risarcimento dei danni, che la Regione riconosce ed indennizza.

La procedura prevede che l’allevatore, il quale ha subito danni da Lupo o presunto Lupo, deve, nel più breve tempo possibile, contattare un Veterinario dell’ASL competente sul quel territorio, il quale deve recarsi sul posto e stilare un verbale sulle cause della morte degli animali, riportando il numero e la matricola degli animali morti. Il verbale, così compilato, deve essere consegnato all’Ufficio Caccia e Pesca della Provincia di Foggia, che insieme alla richiesta di indennizzo, redatta su apposito modulo dall’allevatore, verrà spedita agli Uffici competenti della Regione Puglia.

Le informazioni sulla procedura di indennizzo sui danni da Lupo sono disponibili presso la sede dell’Ufficio Caccia e Pesca della Provincia di Foggia, in Via Telesforo, 25, oppure contattando i seguenti numeri telefonici:

0881-791765 Domenico Guerra responsabile dell’Osservatorio Faunistico Provinciale

338-7274916 Michele Zullo Ossrvatoio Faunistico Provinciale

335-7128380 Luigi Paciello vice Com.te Polizia Provinciale

Apricena/ “CASA MATTEO SALVATORE”, SABATO 5 DICEMBRE L’INAUGURAZIONE

Saranno presenti anche Nichi Vendola e Elena Gentile.

L’ex Consorzio Agrario di Apricena dal 5 dicembre 2009 si chiamerà “Casa Matteo Salvatore”. Alla Cerimonia di inaugurazione (inizio ore 17, viale Di Vittorio) saranno presenti anche il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, Elena Gentile, Assessore regionale al Welfare, e il Consigliere regionale Dino Marino. A fare gli onori di casa l’Amministrazione Comunale di Apricena, con in testa il Sindaco Vito Zuccarino. «Non solo un omaggio dovuto – dichiara il primo cittadino – ad un artista simbolo della storia del nostro Mezzogiorno ma anche la costruzione attorno alla figura e il sempre vivo messaggio di Matteo Salvatore di un centro di rinnovato interesse verso i bisogni, i problemi, le aspettative e l’interpretazione creativa dei nostri giovani e del nostro futuro».
Amministratori locali, provinciali e regionali, esponenti della Chiesa, delle Associazioni e del mondo scolastico: tutti insieme per omaggiare il “folk singer” di Apricena. Un programma (vedi allegato) con momenti culturali e artistici che prevede il concerto omaggio a Matteo Salvatore “Note di musica popolare”: trio Rino Zurzolo, Ciccio Merolla, voce e chitarra Enzo Gragnaniello.
«“Casa Matteo Salvatore” – spiega Tommaso Pasqua, Assessore alle Politiche Sociali – sarà luogo di incontro e socializzazione per i giovani della città. Abbiamo abbinato, la tradizione culturale con le note di Matteo Salvatore, con i linguaggi moderni dei giovani. Abbiamo creato un contenitore ricco di contenuti in un discorso di continuità con il messaggio e l’arte del cantastorie apricenese ormai divenuto punto di riferimento per la musica popolare nazionale».
La vita di Matteo Salvatore nelle parole di Concetta Pennelli, Assessore alla Cultura. «Ricordare Matteo Salvatore – commenta l’amministratore – e diffondere l’eccezionalità del suo itinerario artistico tra i giovani è, per l’Amministrazione Comunale, un atto dovuto di gratitudine. Sfruttando le potenzialità espressive del dialetto, accompagnandosi con la chitarra, ha reso il suo canto accorata poesia e con tratti drammatici o velati di sottile ironia, ha saputo interpretare e narrare senza ombra d’ipocrisia e tracce di retorica, la vita della gente del Sud con cui ha condiviso il dramma della povertà, la disperata volontà di sopravvivere, di non perdere dignità ed orgoglio anche quando ogni tentativo di approdo per affermare i propri diritti era destinato a risolversi in una comprensione rifiutata in nome dell’egoismo e dell’indifferenza. Quanto Matteo Salvatore ha saputo darci è un contenitore culturale che racchiude un microcosmo da conoscere perché ricco di messaggi utili a determinare momenti di riflessione su quella catena umana costretta a vivere una vita di stenti che, oggi come ieri, continua ad essere portatrice di interrogativi ed attese che non trovano risposte».

Comunità Montana Gargano, i sindaci del PD candidano Cannerozzi alla presidenza

"Soluzione di equilibrio politico ed esperienza amministrativa"

Lo stallo politico e amministrativo che contraddistingue negativamente la Comunità Montana del Gargano, ormai da troppo tempo, impone a noi tutti sindaci del territorio una piena ed operativa assunzione di responsabilità. Perchè a noi più che ad altri è noto quale valore aggiunto possa garantire la piena funzionalità dell’organismo di rappresentanza degli interessi complessivi del ‘sistema Gargano’. Tanto più nella delicata e decisiva fase attuale di programmazione delle progettualità che ci consentiranno di attingere, autonomamente ed all’interno della pianificazione strategica di area vasta ‘Capitanata 2020′, alle risorse stanziate dall’Unione Europea e rese disponibili dalla Regione Puglia. Investire nella qualità condivisa del governo della Comunità Montana, inoltre, consente a di attivare un luogo istituzionale politicamente neutro in cui a prevalere siano esclusivamente gli interessi generali del territorio e non quelli particolari del singolo Comune. Infine, avvertiamo il dovere di sollecitare la ricerca di un accordo che scongiuri l’ipotesi del commissariamento dell’Ente, poichè il superamento delle difficoltà attuali e la programmazione di misure di sviluppo sociale ed economiche per il futuro non troverebbero risposte adeguate nella neutralità tecnica del governo.
Con queste premesse, avanziamo pubblicamente la proposta di candidare Matteo Cannerozzi De Grazia alla guida della Comunità Montana del Gargano; individuando nella sua figura un punto di equilibrio politico e l’opportunità di mettere a disposizione del territorio la sua esperienza amministrativa. Su questa ipotesi ci auguriamo possa aprirsi un dibattito scevro da pregiudizi di carattere politico e aperto al confronto su temi e programmi da mettere, con urgenza, all’ordine del giorno dell’attività della Comunità Montana del Gargano.

Fonte: teleradioerre

Le Favole pugliesi di Manlio Triggiani

«Favole pugliesi» dalla A alla Z
Ponte per la memoria
di ENRICA SIMONETTI

«Tutti i grandi sono stati bambini una volta (ma pochi di essi se ne ricordano)», diceva Antoine de Saint Exupéry. Affermazione in parte vera, ma se consideriamo il mondo delle favole, queste costituiscono sicuramente il «ponte» della memoria, quello che ci permette di viaggiare nel tempo senza alcuna dimensione del tempo. Nate forse in Oriente, diffuse nel mondo da milioni e milioni di storie orali, le fiabe e le favole (le prime popolate di fate, orchi e giganti; le seconde abitate invece dagli animali) sono sopravvissute non solo alle generazioni ma anche ai confini geografici. Spaziano tra foreste nordiche e masserie mediterranee; convivono con popoli ricchi e viziati e con la povertà; si nutrono di tradizioni popolari, di detti e proverbi figli del folklore.

Un universo popolare che sembra senza limiti. Una barriera però esiste ed è quella del ricordo: un po’ come nella canzone popolare, ci sono testi capaci di sopravvivere all’oblìo e altri, invece, destinati a scomparire. Forse è stata questa la spinta che ha portato il giornalista Manlio Triggiani a compiere una vasta ricerca nei testi perduti e mai più ristampati, nelle tradizioni orali e nei riti antichi, al fine di recuperare i racconti della nostra terra: dal lungo lavoro è nato il volume Favole pugliesi (Progedit, pp. 175, euro 18), con prefazione di Raffaele Nigro e illustrazioni di Clara De Cristo, Silvano Pica, Renata Salvemini.

Sessanta favole con altrettanti modi di vedere la nostra storia, perché ciascun racconto porta con sé un pizzico di saggezza popolare o di visione familiare e sociale del suo tempo. Manlio Triggiani ha raccolto tutto questo materiale «made in Puglia » rieditando ciò che sembrava introvabile e spiegando nell’intro – duzione la convinzione di quanto il mito (citando Mircea Eliade) faccia parte delle nostre origini, del nostro vagare nel tempo. Sì, perché le fiabe – nonostante il loro dipanarsi in un mondo impossibile e fantastico – hanno in realtà una grande connotazione quotidiana e anche quando descrivono fate o cavalieri, topi e suocere, parlano soltanto di noi.

illustrazione librodi favole di ManlioOgni fiaba è stata catalogata secondo un ordine alfabetico guidato dal principio che esse «reclamizzano»: dalla A alla Z, partendo da «accortezza» (con la storia del grano e del massaio), si finisce a «zizzania», leggendo la vicenda dei cani che odiano i gatti e dei gatti che odiano i topi. E tra creature incredibilmente lontane da noi, si percorrono molti dei nostri sentimenti, volando dalla benevolenza all’ingratitudine, dalla paura alla sincerità. La prima scoperta che questa ricerca porta al pubblico è che le fiabe e favole pugliesi sono tante, tantissime e che hanno in se stesse la spiegazione di non pochi proverbi arrivati dai tempi antichi ai giorni nostri. Ecco la madre che copre le magagne dei figli, facendoli crescere in ogni agio ed eccovi l’af fermazione che «mazze e panelle fanno i figli belli»; o, ancora, nella favola «I tre consigli» ritroviamo detti popolari sempre validi, come l’universale affermazione: «Chi lascia la via vecchia e prende la nuova, sa ciò che lascia, e non sa ciò che trova».

Famiglie e invidie, gelosia e unione. Tutto è nelle favole, compresa la nostra voglia di immaginazione, il volo fantastico della mente e la sua concreta ricaduta per terra. Un librarsi e ripiombare nella realtà che accomuna tutte le fiabe e le favole, da quelle del grande Esopo ai più recenti La Fontaine, Grimm, Andersen e tanti altri. È bello fare un parallelo tra la favolistica classica di questi autori conosciuti in tutto il mondo e le favole pugliesi, alcune a noi note, altre – ritrovate in questo volume – completamente dimentic ate. Raffaele Nigro nella sua prefazione nota anche l’atte ggiamento degli animali delle favole pugliesi, qui meno aggressivi e mostruosi che nei racconti fantastici nordici. Uno stile che è il riflesso letterario e culturale di mondi diversi probabilmente, ma accomunati dalla semplicità che anima tutte le fiabe: portatrici di saggezza, destinate a chiudersi con un lieto fine e ambientate nella natura.

Se Nigro teme che il mondo di oggi, imbarbarito e inebetito dalla tv, sia meno prolifico di fantasia; se l’autore Triggiani si chiede quanta utilità abbia il risvegliare dalla sonnolenza questo mondo antico e popolare, la spiegazione c’è e si trova nelle ultime pagine del volume: due fogli non scritti e lasciati con il titolo «La mia favola», un suggerimento, uno stimolo a creare nuovi ponti per la nostra fantasia.

Notizie su Facebook dal Palazzo di Carpino

Voci insistenti danno per certo un avvicendamento nella compagine governativa del Comune di Carpino.
Pare che le dimissioni di uno dei componenti della Giunta stiano mettendo in atto tutta una serie di avvicendamenti nelle cariche e deleghe distribuite a ridosso delle elezioni amministrative del 28-29 Maggio 2007.
Pare certa la promozione ad assessore del consigliere Rocco Vivoli che cederebbe cosi la delega alla cultura.
Stante cosi le cose si apre di fatto il totonomine per la delega alla Cultura.
Possiamo giocare anche noi a identificare un possibile identikit?
Cosa dovrebbe avere e sapere un delegato alla Cultura del Comune di Carpino?
Ma neanche il tempo per aprire i giochi e per consentirmi di proporre Antonio Piccininno che subito arriva la notizia che ci sarebbe già un papabile:
Rocco Pio Giambattista
Data di Nascita: 14/06/1980 – luogo: San Giovanni Rotondo
Data Elezione: 27/05/2007 (nomina: 12/06/2007)
Partito: Lista Civica
Categoria Professionale: Esercente Negozio di Ferramenta
Titolo di Studio: Licenza di Scuola Media Superiore

Per saperne di più: http://www.facebook.com/carpinonews

ANNI ’90, gocce di splendore [musicale ndr]

Normal
0
14

false
false
false

MicrosoftInternetExplorer4

/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:”Tabella normale”;
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-parent:””;
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin:0cm;
mso-para-margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:10.0pt;
font-family:”Times New Roman”;
mso-ansi-language:#0400;
mso-fareast-language:#0400;
mso-bidi-language:#0400;}

di Giovanni Vacca

 

La nostalgia non è il parametro migliore per giudicare i fatti della vita, specialmente in musica, l’arte più capace di fissare i ricordi associandoli ad essa.

Evitando dunque la trappola della nostalgia si può però ricordare, e cercare una spiegazione, quando si è avuta la fortuna di vivere una stagione particolarmente felice sotto il profilo creativo per vederla poi inevitabilmente finire.[….]

Gli anni ’80 avevano segnato in Italia la fine della canzone politica e della riscoperta della musica popolare:il riflusso, l’elettronica, il postmoderno, sembravano aver innescato una tendenza irreversibile. I primi anni ’90 invertirono questo percorso: il crollo dei paesi socialisti, la prima guerra del golfo, la costituzione di organismi di controllo sovranazionale e i primordi di Internet avviarono quella globalizzazione che altro non fu che un meccanismo di più stretta integrazione dei mercati e di simultaneità degli eventi che riunì in un rinnovato “villaggio globale”, e nel segno del dominio americano, un pianeta che aveva vissuto per 50 anni in blocchi contrapposti. Non furono poche le reazioni di spaesamento e di ruvida ridefinizione identitaria, ma ci fu anche un’entusiasmante crescita di velocità nella circolazione del flusso delle informazioni, delle immagini, dei suoni.

La rivoluzione musicale italiana partì da quei centri sociali occupati autogestiti (csoa) tuttora attivi ma che all’epoca ebbero un vero e proprio boom […]

Il modello furono le posse del rap, del dub e del raggamuffin e i suoni non più quelli del rock o quelli dei folk singer ma quelli dei generi periferici, le musiche e i balli dei ghetti neri americani, delle comunità giamaicane dell’Inghilterra con i loro sound system e, miracolo, delle tradizioni popolari italiane, riportate a un insperato secondo revival. Il fenomeno partì in contemporanea da varie città e un elemento caratteristico ne fu la riscoperta dei dialetti, prima poco diffusi (a parte la scena napoletana). Il dialetto simboleggiava, da un lato, una reazione alla temuta omologazione che la globalizzazione avrebbe potuto portare, dall’altro l’emergere di una sensibilità neocomunitaria, che assumeva di nuovo le “radici” folkloriche non come alternativa ma come complemento ai nuovi mezzi elettronici […]

Da quell’onda lunga sarebbe poi discesa l’attenzione verso anziani esecutori di musica tradizionale, con il rilancio di figure storiche della canzone popolare pugliese (Matteo Salvatore, Uccio Aloisi, Andrea Sacco) che all’improvviso si ritrovarono a suonare in concerti pieni di giovani, come era accaduto ai vecchi bluesman americani al festival di Newport negli anni ’60. Tutto ciò cambiò improvvisamente molte cose: vedere i concerti dei gruppi di maggior successo costava cinquemila lire ( in confronto alle improponibili cifre che venivano richieste negli stadi per assistere alle esibizioni di divi della canzone e del rock lontani ed inavvicinabili), mentre la televisione e la stampa cominciarono a dedicare spazi sempre più ampi al nuovo trend. […]

 

liberamente trascritto da Rocco D’Antuono

fonte "Alias" N.47 – 28 Nov 2009

Il presidente del comitato civico “Navi Gargano” sarà Michele E. diCarlo

A pochi giorni dalla costituzione del Comitato Civico "Navi affondate a largo del Gargano" spunta il nome del futuro presidente del Comitato. E’ Michele Eugenio di Carlo, garganico di Vieste, docente e grande personalità dell’Associazionismo Attivo del Gargano da sempre impegnata nella tutela del patrimonio ambientale garganico e non solo.
In questi giorni il consenso intorno al "padre dell’ambientalismo garganico", come qualcuno lo definisce, è cresciuto notevolmente nell’ambito associativo, ma soprattutto nell’ambito politico nazionale e regionale, per ricoprire questa prestigiosa carica.
Oggi la conferma: diCarlo sarà il presidente del Comitato Civico "Navi affondate a largo del Gargano", un comitato che, lo ricordiamo, nasce a seguito del Convegno organizzato il 28 Ottobre a San Nicandro Garganico a cui hanno partecipato, oltre allo stesso diCarlo (moderatore), l’assessore regionale Minervini e il giornalista Gianni Lannes, autore dell’inchiesta "madre" che ha portato agli occhi di tutti una situazione preoccupante anche per la salute pubblica dei cittadini garganici.
Un comitato che si pone ambiziosi (per il Gargano) obbiettivi come la sensibilizzazione della popolazione, ma soprattutto la creazione di un canale diretto con le istituzioni locali, finora chiuse in uno sconcertante "non vedo, non sento, non parlo". Buona fortuna presidente!

Giuseppe Bruno

Aiuti per commercializzazione e vendita dei prodotti biologici

Pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 190 del 26 novembre 2009 l’Avviso pubblico per la selezione di progetti di sostegno alla commercializzazione e alla vendita dei prodotti biologici, come previsto dal Programma Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Biologica in Puglia.

I progetti finanziabili devono comprendere aspetti di natura promozionale-commerciale e aspetti di natura divulgativa. Le iniziative ammissibili sono:
– Agricoltura Bio in piazza: mercato periodico locale all’aperto per la vendita diretta di prodotti biologici;
– Spaccio Bio: luogo al chiuso con vendita diretta dei prodotti biologici;
– Informa Bio: momenti informativi per approfondire le conoscenze dei prodotti biologici.
Possono presentare domanda i seguenti soggetti, in forma singola e associata:
– Organizzazioni professionali agricole
– Associazioni di produttori biologici
– Gruppi di acquisto solidale
– Associazione temporanea d’Impresa.
I soggetti che intendono presentare manifestazione d’interesse devono essere legalmente costituiti, operanti sul territorio regionale e nello statuto deve essere menzionato che le attività effettuate sono tese alla valorizzazione dell’agricoltura biologica pugliese.
La domanda deve essere formulata secondo le modalità indicate nell’Avviso ed inviata, unitamente alla documentazione, mediante raccomandata con avviso di ricevimento entro il giorno 25 gennaio 2010 al seguente indirizzo:
Regione Puglia
Area Politiche per lo Sviluppo Rurale – Servizio Agricoltura – Osservatorio Fitosanitario
Lungomare Nazario Sauro, 45/47 – 70121 Bari.
Ulteriori informazioni relative all’Avviso possono richiedersi al dirigente dott. Francesco Coluccia – lungomare Nazario Sauro, 45/47 – Bari, tel. 0805405141, fax 0805405284, email f.coluccia@regione.puglia.it .
La procedura è stata avviata con determinazione dirigenziale n. 2615/2009 comprendente i Criteri di selezione (allegato B) e lo Schema di domanda di ammissione (allegato C).

Archivi