Quanto contano la tutela e le sinergie nel turismo?
articolo di Gaetano Berthoud
Qualche settimana fa, pubblicando l’articolo “Gargano: Indietro Tutta”, ponevo delle riflessioni senza risposte sulle evoluzioni del turismo, sui nuovi problemi che diversi operatori stanno riscontrando, sulle difficoltà nelle sinergie e sulle strategie prospettate da alcuni illuminanti.
Proviamo però a dare delle risposte o comunque ad entrare meglio nella discussione e nelle varie e ipotetiche soluzioni da intraprendere, considerando che il 2010 e il 2011 saranno anni difficili per il settore. Ad esempio cominciamo a chiederci cosa non c’è nel nostro amato Gargano, cosa occorrerebbe per far si che il reparto turistico possa strutturarsi per poter meglio intraprendere le sfide che il mercato turistico globale esige.
Personalmente credo che più di ogni altra cosa, manchi una discussione SERIA sul turismo, un confronto che vede tutte le parti coinvolte intorno ad un tavolo, quindi operatori, enti, rappresentanti di categoria, consorzi, associazioni del territorio, associazioni di categoria, ma anche la popolazione garganica. Questo perché non se ne può più dei tanti luoghi comuni per poi ritrovarsi tutti in perfetta solitudine ad affrontare ogni tipo di problema, ad iniziare dalle tante difficoltà degli operatori turistici.
I luoghi comuni, secondo un mio parere da abbattere, sono quelli che gli operatori turistici siano tutti degli impostori, eco mafiosi, abusivisti, senza scrupoli né etica, che gli operatori pensano solo ai fatti loro, che si fanno “un’insaccata di soldi” lavorando 3 mesi l’anno.
I luoghi comuni sono quelli che chi non lavora nel settore pensa che l’attività turistica, anche se di riflesso, non gli porta nessun beneficio, ma poi chiediamoci se non ci fosse il turismo quanta verdura in meno si venderebbe, oppure che all’ufficio postale basterebbero meno impiegati, che le imprese edili avrebbero certamente meno da fare, che anche il cantoniere avrebbe meno strade da sistemare.
Riflettiamo… Se non ci fosse il turismo , avremmo strade ancora peggiori di quelle che abbiamo, basta pensare al Subappennino. Nelle scuole occorrerebbero molti meno insegnanti, poiché se non ci fosse il salvagente del turismo, molta gente, ancor più di quanto già accade, sarebbe costretta ad andar via, con relativi figli a seguito.
E poi ci sono, più che da abbattere, da combattere, i tanti luoghi comuni sulle istituzioni. Evitare anche qui le solite sagre di pensiero negativo, che, seppur giustificato, non porta certamente verso politiche di condivisione, anzi, sono dell’idea che i segnali devono sempre venire dal basso per poter meglio essere interpretati dalle istituzioni. Ci sono anche i tanti luoghi comuni sulle persone del Gargano, che non vogliono lavorare, che non sono professionali per il settore turistico, che non credono nel supporto organizzato alle strutture di settore, quindi anche qui si dilaga su concetti che tutto sommato portano ad ulteriore distacco.
Ora mi chiedo e vi chiedo:
Vogliamo cominciare a pensare che tutti insieme, coinvolti direttamente o indirettamente, dovremmo dare più dignità a questo settore che è la vera ricchezza di questo territorio, augurandoci che lo sia anche per le generazioni future? Possiamo provare ad uscire fuori da tutti questi luoghi comuni e confrontarci, dando ognuno il suo apporto e la propria risorsa e serietà a questo settore? Riusciremo mai a scavalcare le tante banalità che diciamo sul turismo, sugli operatori, sui cittadini garganici che ci lavorano o vorrebbero lavorarci?
Personalmente conosco cittadini garganici molto sensibili al turismo, conosco operatori (la gran parte) che fanno molti sacrifici e rischiano anche molto, operatori con un’etica ben delineata, e che grazie a loro portano occupazione, conosco politici che vorrebbero solo la spinta giusta dal settore per intraprendere un salto di qualità, così come apprezzo i tanti consorzi che, aldilà delle strategie giuste o perfezionabili, comunque svolgono un ruolo di promozione del territorio importante.
Ora rifletto sulla possibilità, se non sulla necessità, che tutte queste energie insieme possano rappresentare un’ottima linea guida per il settore.
Anche perché, nei tanti e timidi tentativi a volte fatti dalle istituzioni, altre volte da consorzi, non si è mai arrivati ad una consulta importante, immaginando il turismo come “L’azienda Gargano”, questo vuol dire che si continua ad operare senza mai fermarsi per delle riflessioni, senza mai chiedersi cosa fa bene, cosa va bene… eppure chiunque ha un’azienda ma anche semplicemente un’economia dettata da scelte, l’analisi la fa puntualmente, come ad esempio un operatore turistico ad ottobre sulla stagione trascorsa.
E’ necessaria un’analisi del settore perché si commette un errore se si pensa che quello che fa vendere è l’albergo bello e moderno, e si sbaglia se si pensa che si lavora solo grazie alle proprie capacità. Si sbaglia perché le capacità sono fondamentali, così come la costanza e la serietà, ma se c’è una cosa a cui noi garganici dovremmo ogni giorno dire grazie è quella di essere in questo territorio baciato da madre natura, quindi diventa fondamentale la tutela, perché è il Gargano la nostra prima insegna luminosa, è il Gargano che ci da queste possibilità poiché gli ospiti accorrono, le spiagge si affollano, gli alberghi si riempiono grazie al Gargano.
L’azienda Gargano è di tutti, di tutte le persone che ci lavorano, ci vivono, ci operano, lo sostengono, un’azienda che non bisogna tradire, per questo da tutelare. Ma per tutelarla c’è bisogno proprio di tutti lasciando a casa banalità e luoghi comuni.
Perché ci arrabbiamo se qualcuno ci sfregia la macchina, invece ci importa poco se qualcuno ci sfregia un Trabucco? Lì forse dimentichiamo che prima ancora del danno alla natura, sta creando un danno alla nostra azienda.
Avete notato l’assenteismo del settore turistico di fronte a qualsiasi tipo di attacco che il nostro territorio ha ricevuto?
Ogni anno puntualmente si ripetono episodi incresciosi, solo negli ultimi 2 anni il settore turistico ha assistito passivamente al disastro dell’incendio nel 2007, all’attacco dei media nazionali, agli attacchi esasperati da parte della Gazzetta del Mezzogiorno “filo salentina”, agli incidenti dove ogni anno perdono la vita turisti, ad esempio nella galleria di Mattinata. Quest’estate un residence di Peschici ha vissuto la disavventura, che poteva capitare anche ad altre strutture non recentissime, di aver visto una famiglia ospite, essere vittima di una bombola di gas esplosa semplicemente per una disattenzione. Ho visto anche come quella struttura ha dovuto difendersi da sola, intanto dalle reti nazionali e dal televideo, continuavano ad uscire comunicati che destabilizzavano il nostro settore turistico, facendo passare per gravissime le condizioni della famiglia, quando poi in realtà sono stati dimessi il giorno dopo, per fortuna di tutti.
Ora vi chiedo, quanto occorrerebbe questo tipo di tutela? Quanto ne gioverebbe il territorio se ci fosse un’associazione di categoria di tutela del turismo? Magari con un presidente dalle spiccate doti interlocutive, con esperienza nel settore, un presidente di peso, che chiaramente andrebbe individuato tra gli operatori turistici.
Così La Gazzetta che ci insulta puntualmente ogni estate avrebbe risposte ufficiali dal settore, che essendo comunque di parte, non rischia ritorsioni personali, ecco perché i politici, sindaci, assessori, non parlano di fronte a questi affondi frontali sul turismo fatti da alcuni media, ecco anche perché loro continuano a fare ciò che ritengono, poiché non c’è nessuna associazione di categoria che gli potrebbe creare problemi o addirittura denunciarli.
Quando malauguratamente avremo episodi incresciosi, ci saranno dei comunicati ufficiali nel rispetto delle vittime, cosa importantissima anche per rispetto dei loro familiari. Ma tutto questo occorre anche per le nostre belle iniziative, fiere, eventi, insomma per tutto ciò che gira intorno al settore. Un associazione di categoria turistica aiuterebbe a far si che quella galleria di Mattinata fosse più monitorata e migliorata nella sicurezza, oppure pensiamo al tratto che da Vieste conduce verso la zona di Porticello, centinaia di metri di strada statale affiancando una recinzione fatta con del semplice filo spinato, dove basta una caduta da bicicletta per perdere la vita. Bene, una categoria che solleva questi casi aiuterebbe certamente il lavoro di Ersilia Nobile verso gli Enti sopra comunali.
Diciamo questo. La tutela è necessaria in tutti i settori del turismo, ad esempio da qualche giorno è nato il Comitato in difesa del mare, nato da anime ambientaliste, ma come non possiamo pensare che ciò aiuterà il turismo? Tranquilli che chi vorrà compiere atti illeciti nel nostro mare, d’ora in poi ci penserà una volta di più. Basta con le riunioni, molte volte occasionali, dove si conclude invitando gli operatori a mettere 300 euro o 500 euro a testa per fare quella fiera o quel catalogo.
Oggi non occorrono i soldi ma il cuore e possibilmente anche l’anima per un turismo più tutelato e di qualità. Per far questo occorre maturità ed intelligenza, come ad esempio fanno a Rimini, in Trentino o in Veneto.
Ricordate un paio d’anni fa la vicenda di una ragazza violentata sul lungomare di Rimini? Pensate che sia stata l’istituzione a incastrare “l’aggressore” dopo solo 2 giorni? No, è stata l’Associazione degli albergatori che in modo strategico mise una taglia diffondendo l’identikit del delinquente. Ecco così che una notizia negativa, loro riescono a convertirla in positiva, diffondendo tramite i mezzi stampa che Rimini era così sicura che, se qualcuno commetteva qualcosa, veniva subito “incastrato”.
Dobbiamo crescere, sono i tempi che ce lo impongono, ma anche un “nuovo” tessuto sociale che nel Gargano sta pian piano prendendo coscienza attraverso persone sensibili e giovanissimi audaci. Ora dovremmo davvero tentare di fare un passo avanti importante, qualcosa che non è mai stato fatto, cioè cercare di condividere idee, insieme a persone che possiamo anche rinnegare, non salutare, invidiare apertamente, ma ciò non significa che non dobbiamo sederci insieme allo stesso tavolo, proprio perché anche loro rappresentano il settore, quanto meglio o peggio di noi non lo so, ma certamente anch’essi coinvolti.
Mettere su quel tavolo tutte le idee, progetti, opinioni, pensieri, suggerimenti per un Gargano migliore, per dare pian piano vita ad una consulta importante e costante nel tempo sul tema “Turismo”.
I porti del Gargano, la difesa dei beni culturali, l’eolico che incombe, l’aeroporto, il trenino, le strade, gli uffici turistici, i rifiuti, l’ospedale, le ordinanze, le regole che non ci sono, l’offerta turistica coordinata, l’occupazione professionale del settore. E poi le statistiche di qualità del turismo, i rilevamenti sui motivi della presenza degli ospiti.
Tante cose da fare… Insieme! Lo scorso anno si parlava di Gargano Channel, altra iniziativa molto interessante e lungimirante, bene, perché non sederci tutti insieme per chiederci se ne valga la pena e semmai su come fare? Oppure tutti insieme decidere che non ci interessa…. Ma una discussione occorre su tutte le cose che ho appena scritto. Certo, ce ne sono alcune esclusivamente di responsabilità istituzionale, ma se l’istituzione comprende le volontà di un territorio non può far altro che comportarsi di conseguenza, quindi anche per loro diventa un aiuto percepire la volontà e la determinazione di un settore, per non dire di un territorio.
Il 9 Gennaio a Vico del Gargano con le associazioni Io Sono Garganico e Obiettivo Gargano promuoveremo proprio questa idea, un’idea semplice, pulita, lineare, o meglio, una linea orizzontale sul turismo dove ognuno è a fianco di qualcun altro, nessuno sopra, nessuno sotto.
Inviteremo tutti gli operatori turistici, tutti i consorzi, tutti i Comuni del Gargano, tutti gli enti sopra comunali, tutti i cittadini del Gargano sensibili al settore turistico e al territorio.
Ma soprattutto ad aspettarvi ci saranno le tante associazioni che proprio in quel giorno di un anno fa s’incontrarono per la prima volta, avviando così, senza troppe domande e con poche risposte, l’idea dell’associazionismo del Gargano, un’attività che in un solo anno ha visto almeno 20 incontri su temi a tutti noi cari, ma soprattutto la volontà di dare costanza a questi incontri ed avviare dibattiti e discussioni certamente fondamentali per la crescita culturale, prima ancora di quella del settore turistico.
Riproporremo lo stesso modello, tutti insieme in modo informale, senza linee guida di chi pensa di avere un progetto già scritto, ma TUTTO ancora da scrivere insieme sul capitolo TURISMO.
Ci incontreremo e magari per la prima volta lasceremo a casa o nella nostra azienda i nostri rancori personali, ma capiremo invece che la vera forza sta nello stare insieme, dove tutti insieme ne potremmo beneficiare, anche se poi i nostri rancori personali ce li teniamo lo stesso.
Ci sarebbe da chiedere quanto c’è di solo turistico in quest’analisi, forse poco, per questo mi auguro che tutti si sentano coinvolti da queste parole e abbiano voglia di venire il 9 a Vico, fosse solo per dare la propria disponibilità.
Anche perché la conclusione sta proprio in questo; il 9 a Vico non lanceremo altre idee se non quella di far sì che si cominci a radicare una consulta sul turismo.
L’incontro permetterà a tutti di dire la propria sul turismo, ma soprattutto, attraverso un form, chiederemo a tutti se intendono in futuro sedersi al tavolo di consulta, che sia istituzione, associazione, consorzio, privato, l’importante è che la volontà sia decretata da un sentimento sincero, sebbene eventualmente dettato da interessi. Così facendo potremmo arrivare ad un successivo incontro dove già sappiamo di cosa parlare e cosa chiederci, guardandoci in faccia, se abbiamo davvero voglia di continuare a vederci, a discutere, a dibattere, a lottare per auspicare il meglio per il turismo del nostro territorio.
Anche perché non bastano le idee, occorre capire se c’è davvero questo interesse, se ci sono persone che vogliono dare un contributo, fosse solo per passione del territorio, persone che hanno voglia di far nascere una nuova cultura turistica, che sacrificano tante volte il tempo, proprio perché forse pensano un po’ di più al domani. L’esempio delle associazioni del Gargano vale per tutti.
Vi aspettiamo il 9 gennaio a Vico.
Scusate ma sono come sempre curioso.Sono quasi certo che non lo sono dal momento che sò essere pochissimi (ahime) i terreni e gli agricoltori attualmente impegnati alla coltivazione di questo nostro prodotto.
Amici golosi? Un pacco pieno di tipicità
Regali per buongustai scelti nei «templi della tipicità». Dove sono? Cercateli dove c’è la biodiversità ovvero in quell’im – menso patrimonio dei nostri parchi naturali. Anello di congiunzione fra Puglia e Molise, dal 1991 il parco nazionale del Gargano ha custodito la foresta Umbra e il parco marino insieme alle tipicità gastronomiche. Mettere insieme un cestino di Natale composto da prelibatezze del Gargano è un piacere senza confini. Rara, e apprezzatissima, è la fava di Carpino da affiancare magari ai legumi ben augurali e – per restare in Puglia – possiamo scegliere le lenticchie verdi giganti di Altamura. Non può mancare un succulento salume e, qui nel Nord della Puglia, c’è la muscisca fatta di carne di pecora o di capra. Disossata, tagliata a pezzi, salata a dovere, insaporita con finocchietto selvatico ed aglio, essiccata. Di certo con la muscisca farete un regalo inusuale, e carico di storia visto che il nome pare provenga dalla parola araba mosammed ovvero cosa dura. Il più grande parco nazionale d’Italia è quello del Pollino, che da Matera a Potenza – di montagna in montagna – arriva fino a Cosenza. Dalla Basilicata alla Calabria è un tripudio di tipicità che ha ridato vita a piccoli borghi, di quelli dove vai solo perché hai un’ottima ragione (culinaria) per farlo. Nel Pollino lucano fra le regine indiscusse del gusto c’è senz’altro Terranova che, attraverso l’azio – ne incessante di ricerca del gastronomo Federico Valicenti, ha rimesso in circolazione prodotti straordinari. A sorpresa, sotto l’albero di Natale potreste mettere una pasta come il mischiglio fatta in piccolissime produzioni artigianali mischiando farina di semola con quelle meno nobili di ceci, fave e orzo. Unite poi un prezioso pecorino di Moliterno stagionato nei fondaci. Per le lenticchie augurali, nel parco del Pollino, la sfida è davvero eccezionale: la più ricercata è quella di Mormanno, paesino che della tipicità e del vino ha fatto il suo segno distintivo. Quest’anno i 12 produttori, dice Francesco Armentano, presidente del Presidio Slow Food della lenticchia di Mormanno, sono riusciti a produrne tre quintali ma – vista la bontà di questo legume piccolo e riconoscibile per i colori variegati – saranno destinati per lo più alla semina per incrementare la prossima raccolta. Chi riesce a trovarla, insomma, regalerà una vera e propria rarità. Ma nel parco del Pollino la lista di regali di gola desiderabili è davvero senza fine. Andate a Rotonda e, per esempio, soffermatevi sulle marmellate. Di zucca alle spezie e di fagioli rossi e sui mieli da abbinare, nel pacco regalo e nel piatto, al provolone affinato in vinaccia di Aglianico o in malto di trebbia di birre. E, di certo, il vostro regalo si distinguerà senza difficoltà.
BARI – La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore all’Assetto del Territorio e Urbanistica Angela Barbanente, ha approvato un bando pubblico che prevede la concessione di contributi a favore di privati che intendano procedere al recupero di alloggi da destinare alla locazione o a prima abitazione, purchè tale attività non venga svolta per finalità professionali o imprenditoriali. Nel complesso la Regione ha messo a disposizione 10.014.651,85 di euro (somma rinveniente dal finanziamento straordinario del Piano Casa Regionale).
La somma stanziata è destinata a finanziare due tipi di interventi:
1) il recupero di immobili da destinare all’affitto per un periodo non inferiore a otto anni applicando canoni di locazione non superiori a quelli definiti negli accordi fra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative;
2) il recupero di immobili da destinare a prima casa per se o per parenti e/o affini entro il secondo grado. In entrambe le ipotesi – sia con riferimento ai conduttori, sia con riferimento al proponente medesimo o suoi parenti o affini – il bando individua i requisiti soggettivi richiesti per poter beneficiare dell’abitazione recuperata con il contributo regionale (limiti di reddito, indisponibilità di altri immobili, ecc.).
Potranno essere candidati al finanziamento regionale gli interventi di recupero riconducibili alla tipologia della manutenzione straordinaria, del restauro e risanamento conservativo, della ristrutturazione edilizia. Non possono essere interessati abitazioni signorili, ville, palazzi di pregio (categorie catastali A/1, A/8, A/9) e quelli la cui superficie complessiva sia superiore a 160 metri quadrati. La misura del singolo contributo varia a seconda della tipologia di intervento e della durata della locazione:
a) sino ad un massimo 15.000 euro nel caso di immobili da destinare a prima casa per se o per parenti e/o affini entro il secondo grado;
b) sino ad un massimo di 25.000 qualora l’immobile sia destinato alla locazione per un periodo non inferiore a 8 anni;
c) sino ad un massimo di 35.000 qualora l’immobile sia destinato alla locazione per un periodo non inferiore a 16 anni.
Gli interessati potranno candidare anche più interventi di recupero con l’unica domanda che dovrà pervenire al Servizio Politiche Abitative della Regione Puglia entro e non oltre sessanta giorni dalla pubblicazione del Bando nel BURP.
Il Servizio Politiche Abitative della Regione individuerà gli interventi da finanziare sulla base di graduatorie redatte secondo i puntuali criteri definiti dal Bando, quali: localizzazione dell’intervento (punti utili per la graduatoria sono riconosciuti agli interventi che ricadono in comuni capoluoghi di provincia, comuni non capoluogo ad alta tensione abitativa, comuni non ad elevata tensione abitativa con popolazione superiore a 20.000 abitanti o ancora in ambiti territoriali di rigenerazione urbana, nei centri storici); condizioni d’uso dell’alloggio (premiati gli interventi che interessano alloggi non occupati); disponibilità di permesso di costruire o di altro titolo abilitativo; maggiore capacità dell’intervento di assicurare livelli di sostenibilità ambientale e di efficienza energetica.
I lavori dovranno avere inizio, pena la decadenza dal finanziamento, entro un anno dalla pubblicazione del provvedimento di ammissione al finanziamento. Questo sarà erogato in una prima tranche pari al 40%, ad avvenuta esecuzione del 50% dei lavori, in una successiva del 20% all’ultimazione dei lavori e con il saldo ad esito della verifica da parte degli uffici regionali, tra l’altro, della sussistenza dei requisiti soggettivi in capo ai conduttori o ai beneficiari dell’abitazione.
«E’ la prima volta – ha commentato l’assessore Angela Barbanente – che la Regione, per rispondere al bisogno di alloggi sociali, si rivolge direttamente ai piccoli proprietari di immobili per il recupero di alloggi , spesso non occupati ed in condizioni fatiscenti. Con la previsione di un contributo significativo la Regione li sollecita a recuperare gli immobili in proprietà per riportarli alla loro efficienza edilizia e funzionale e soprattutto alla loro naturale destinazione: ad essere cioè prima casa del proprietario stesso o di un suo stretto parente o abitazione concessa in affitto per almeno otto anni e a canone calmierato. Inoltre, con questa iniziativa – ha concluso l’assessore – contribuiamo in maniera concreta e decisa al rilancio del settore edilizio, particolarmente importante in questo momento di crisi, puntando però, a differenza di precedenti esperienze, sulla ristrutturazione e rigenerazione edilizia del patrimonio immobiliare esistente dei centri pugliesi».
Appena il bando sarà pubblicato sarà cura di questo Magazine darne notizia.
Al più presto partiranno le estrazioni di petrolio nei mari circostanti le nostre meravigliose isole (foto del titolo, la zona interessata è la 498, ultima a destra; ndr). E’ una società irlandese ad avere ottenuto il permesso di ricerca, la PetrolCeltic International, che data l’economicità dell’operazione ne ha chiesti parecchi di permessi di estrazione, a partire da Martinsicuro fino alle Isole Tremiti. C’è da chiedersi come possa essere economico chiedere permessi di ricerca per trivellare nelle nostre bellissime acque, ma molte agevolazioni fiscali e un bassissimo canone da conferire allo Stato rendono la speculazione da parte di società estere veramente allettante.
Pagheranno circa 5 euro per metro quadro di concessione annuale: una miseria, che non rende conto dei danni ambientali che tale operazione può portare. Si tratta di petrolio di pessima qualità, difficile e costoso da estrarre, e sono estrazioni più soggette a incidenti. Nessuna manna dal cielo quindi per le Amministrazioni locali competenti che si vedranno corrispondere cifre quasi simboliche, per farsi bucherellare i fondali marini in prossimità di riserve naturali.
Negli Stati Uniti la società petrolifera Hevron ha dovuto inserire un messaggio grosso 2 pagine nel Washington Post, imposto per legge, dove praticamente ammette che le estrazioni di idrocarburi provocano malattie alle popolazioni che vivono vicine ai pozzi. Tumori, leucemie, malattie ai polmoni, neoplasie, in tutto il mondo civilizzato non viene più permessa l’estrazione vicino a centri abitati, e ancor più vicino a zone d’interesse paesaggistico-naturale.
Basterebbe un minimo incidente, qualcosa che va storto, e la filiera del turismo alle Isole Tremiti sarebbe distrutta per sempre. A Timor Est un piccolo incidente ha provocato la fuoriuscita di greggio e altre sostanza nocive che hanno contaminato le acque in maniera irreversibile, o quasi. Gli scienziati affermano che ci vorranno cento anni prima che l’ecosistema torni come prima.
Noi nell’Adriatico abbiamo la bella esperienza dell’ENI (compagnia petrolifera nostrana) che negli anni ’70-’80 riversò tonnellate di rifiuti tossici nelle acque tra Venezia e Bari, senza mai essere identificato un colpevole, e quindi sappiamo bene come possano restare impuniti tali disastri ambientali dalle nostre parti. Ma le associazioni a difesa del territorio si stanno muovendo.
Pio Luigi Staniscia
Per conoscenza:
PERMESSO DEL MINISTERO
http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/istanze/dettaglio.asp?cod=144
MAPPA ZONE INTERVENTI
http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/istanze/mappa.asp?cod=144
N.B. – In VIDEO DELLA SETTIMANA le Isole Tremiti come vorremmo rimanessero sempre così!
puntodistella.it
Non sarà la cava a pochi chilometri da Cagnano Varano ad ospitare le carcasse sezionate dei sette capodogli spiaggiati ad Isola Varano e Capojale. Lo ha deciso un secondo tavolo tecnico in prefettura, a cui hanno preso parte il prefetto Nunziante, l’assessore provinciale all’ambiente Pecorella, l’asl, la protezione civile, i sindaci di Cagnano Varano, Nicola Tavaglione ed Ischitella, Piero Colecchia. E proprio i due primi cittadini garganici avranno il compito di trovare zone dove seppellire i resti dei cetacei, visto che la cava cagnanese non ha i requisiti giusti e non è stato possibile, nell’immediatezza, rilevare l’altezza della falda acquifera, che potrebbe inquinarsi facilmente. Una soluzione deve essere trovata nel giro di poche ore, più che di pochi giorni, anche perché i capodogli sono in decomposizione e vanno smaltiti al più presto. In ogni caso i loro scheletri potranno essere recuperati, perché richiesti da numerosi musei di storia naturale, tra cui quello nascente di Manfredonia e l’oasi del lago Salso, sempre nel Foggiano.
teleblu.it
Capojale – Tutti gli esemplari di capodogli sono ormai deceduti. A questo punto è venuto il crearsi il problema di come smaltire le carcasse dei cetacei.
Alcuni esemplari, i primi che sono venuti a mancare, sono stati trasportati su grossi camion verso una destinazione non meglio precisata nell’hinterland cagnanese. Gli ultimi animali morti, invece, sono sottoposti ad autopsia dagli esperti del CNR di Lesina, i quali sperano di riuscire a trovare delle tracce che indichino quali possano essere state le cause che hanno generato l’anomalia.
Qui di seguito metto a disposizione alcuni video, trovati in rete, che testimoniano il lavoro svolto dagli scienziati.
cagnanovarano.org
Nel suo capo si trova un enorme quantità (da 1 a 5 tonnellate) di una sostanza cerosa e trasparente detta "spermaceti", usata in cosmetica e come lubrificante. Altra sostanza ricercata è l’ambra grigia, concrezione che si rinviene nell’intestino del capodoglio, originata da resti di cefalopodi ingeriti. Un capodoglio può avere fino a 60 kg di ambra, usata in profumeria come fissativo.
Che siano tra le cause del mancato tentativo di salvataggio?
Video sul sezionamento dei capodogli:
Lo ricordate il video che ha ritratto l’esecuzione a Napoli del boss di camorra? Il tipo con il cappellino che entra nel bar, simula una visita all’interno, esce, si avvicina alla vittima e, dapprima lo fredda alle spalle per poi finirlo con un colpo alla nuca. Il video delinea i contorni di un noto camorrista e ad oggi è ignota la ragione vera della pubblicizzazione del video. Che senso ha mostrare il video che ritrae un pregiudicato?
Il tizio con il berretto che dopo l’esecuzione si allontana con il ghigno sorridente sembra abbia commesso il tutto per la modica somma di Euro 500/00. Tanto vale una vita. In tempo di crisi non è tanto e non è neanche poco.
Nei giorni scorsi alcuni amici mi hanno riferito, con tono confidenziale medio, che, nel corso della manifestazione correlata al consiglio comunale del 1 aprile – quella che ha sancito la disponibilità del Consiglio Comunale di San Nicandro Garganico a conferire la disponibilità ad ospitare un impianto complesso per la gestione dei rifiuti – alcuni giovani manifestarono il proprio dissenso in cambio di denaro. In quell’occasione – lo ricordo per la condivisione di un senso istituzionale che dovrebbe essere comune – un sindaco non riuscì ad intervenire in consiglio comunale e tanta bella gente decise, nel momento dell’approvazione del deliberato, di scattare foto con il telefonino e lanciare bordate di ululati in direzione dei consiglieri comunali che approvavano l’accapo.
Il soprano lo fece per la modica somma di Euro 200/00; le comparse per Euro 50/00. Il soprano e le comparse hanno nome e cognome, sono noti; sono altrettanto noti gli erogatori di denaro.
A margine delle ragioni e dei torti, dei dubbi e delle ragioni, vorrei che su questo elemento iniziasse una riflessione forte, aperta, franca, per giungere alla condivisione di un codice etico che dovrebbe portare i partiti politici ad aborrire la violenza – foss’anche quella verbale – e a non coinvolgere nella militanza e nelle manifestazioni gente pregiudicata e che delinque ovvero che occupa illegalmente beni comunali.
I nove capodogli arenati sulle spiagge del Gargano qualcosa la dicono. Sono il simbolo di un mondo che non ancora ha trovato la sua rotta, la sua strada. Segno dei tempi. Ci parlano dello smarrimento e della deriva. Parlano anche di compassione e della resistenza. Due di loro, come le anatre di un pezzo da dio di Guccini, hanno preso il largo.
Costantino Squeo, sindaco di San Nicandro Garganico
da garganonews.it
La Puglia è una regione stretta e lunga. Per andare da Vieste a Leuca occorrono cinque ore di macchina. Grosso modo lo stesso tempo di percorrenza per andare da Foggia a Bologna.
La Puglia è una delle principali mete turistiche del sud dell’Italia. Delle provincie pugliesi Foggia è quella che registra il maggior numero di arrivi e presenze turistiche. Per essere più chiari nel 2008 il Salento ha avuto 3.800.000 presenze turistiche a fronte di quelle del Gargano che ammontano a 4.500.000 circa. La provincia di Foggia inoltre detiene circa il 50% dei posti letto dell’intera regione.
Il mercato mondiale delle vacanze negli ultimi anni si è caratterizzato per il diffondersi di una tendenza che è quella di vacanze sempre più brevi ma più frequenti durante l’anno. Questo impone a tutte le località turistiche di avere aeroporti a servizio che non distino più di un’ora e mezza, ma soprattutto è indispensabile evitare ai flussi turistici rotture di carico durante il viaggio.
L’aeroporto di Bari dista più di tre ore dalle località turistiche del Gargano con la presenza di almeno tre rotture di carico. La distanza tra Bari e Peschici è superiore a quella tra Bari e Leuca. In passato sono stati investiti 120 mln di euro per la costruzione della pista di Grottaglie, infrastruttura necessaria per un importante insediamento industriale (Alenia) che ha creato 400 nuovi posti di lavoro.
L’industria alberghiera del Gargano da occupazione a oltre 7.000 addetti considerando solo i settori della ristorazione e della ricettività. Non più di qualche mese fa sono stati stanziati 205 mln di euro per potenziare le infrastrutture del sistema aeroportuale pugliese, così ripartite 200 mln divisi tra gli aeroporti di Bari e Brindisi e 5 mln per quello di Foggia. La regione Calabria che ha una conformazione geografica simile a quella della Puglia sviluppa il suo sistema aeroportuale puntando su tre scali Lamezia, Reggio e Crotone.
La domanda è: perchè in Puglia questo non può avvenire?
Perché la provincia di Foggia non può avere un aeroporto degno di questo nome?
Nicola Vascello . Assessore al Turismo e Trasporti . Provincia di Foggia.
Sabato 19 dicembre, alle ore 19,00 presso l’auditorium comunale di Vico del Gargano, si svolgerà la quinta edizione del premio “Antonio Saccia” IL GARGANO CHE LAVORA, una manifestazione itinerante che ha già toccato i comuni di Ischitella, Rodi, Peschici e Vieste.
Nel corso della cerimonia verranno premiati imprenditori, professionisti, associazioni del volontariato, rappresentati dello sport, della comunicazione, dell’arte e della cultura, figli della terra garganica che attraverso il proprio impegno hanno particolarmente contribuito alla crescita sociale ed economica.
La manifestazione verrà condotta da Luca Sardella e Manila Nazzaro, noti personaggi dello spettacolo anch’essi conterranei così come gli allievi del conservatorio che eseguiranno alcuni brani di musica classica e folk.
Così come nelle passate edizioni verranno assegnate 5 borse di studio riservate agli alunni del quinto anno degli istituti superiori del Gargano che sono risultati primi nello svolgimento di una traccia avente oggetto “Il turismo quale veicolo per la valorizzazione dell’olio d’oliva garganico” ed un videoclip della durata di 15 minuti.
La commissione che ha esaminato i lavori è qualificata ed autorevole:
Prof. Lazzaro Rino CAPUTO – Preside della facoltà di lettere e filosofia
Prof. Franco SALVATORI – Ordinario di Geografia – presidente della società geografica italiana
Prof.ssa Francesca CHIUSAROLI -Docente di linguistica generale ed applicata
Prof. Ernesto DI RENZO – Docente di storia delle tradizioni popolari ed antropologia del Turismo
Tutti dell’università di Tor Vergata – Roma.
I riconoscimenti 2009 saranno conferiti a:
Concetta ZEZZA – Direttore generale del ministero dell’Economia e delle Finanze (orig. Carpino)
Luciano CANNAROZI de GRAZIA – Direttore generale min. Funzione Pubblica (orig. Ischitella)
Mario MARATEA – Imprenditore nel settore della produzione di liquori tipici (Monte S.A)
Domenico ROMONDIA – Imprenditore – Prodotti di pasticceria (Vico del G.no)
Michele SCARALE – presidente dell’associazione commercianti “corso Matteotti” (San Marco )
Antonio VILLANI – Giornalista (Sannicandro)
Carlo NOBILE – Premio “alla memoria” – (Vieste)
Come nelle passate edizioni è prevista la partecipazione di tutte le istituzioni del territorio.
Concetta Zezza già nel 2001 viene nominata dal Presidente della Repubblica "Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana" si tratta di una onorificenza assegnata per "ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.".
“Soffia…soffia…soffia…!”
Trasportato dal vento è un grido di guerra.
Al grido di guerra poi segue l’attacco. Per ogni trenta centimetri di lunghezza, un respiro in superficie, un minuto sott’acqua alla successiva immersione.
È questa la regola empirica dei balenieri mentre scrutano l’acqua alla ricerca del mio sbruffo, per fare lesti un po’ di calcoli.
E se dopo al grido, ai calcoli arriva l’attacco, la nostra morte, seppure siamo giganti, s’appende anche ad altre esche.
Non c’è un grido, né una fiocina che sibila, ma mi sono ritrovato spiaggiato sul Gargano.
Era l’alba.
Mai vista l’alba da questa insolita posizione.
Sdraiato su di un fianco. Un occhio schiacciato sulla sabbia, un occhio rivolto al cielo.
Bei colori in questo cielo all’alba.
Respiro con fatica e nella mia quasi totale immobilità, fatta eccezione per la coda che cerco di sbandierare, mi sento addosso il mare che va a morire sulla spiaggia e la brezza che deve guidare il mare.
Non vedo un granché con un occhio solo.
Il cielo, però, sì. Via via diventa più chiaro e mi sembra proprio di emergere e di essere giunto alle ultime centinaia di metri dalla superficie, dove la luce riesce a penetrare e a sconfiggere il buio.
Con l’aumentare della luce, aumentano i rumori. Strani suoni emettono questi umani.
Si staranno organizzando.
Il tempo passa lento. Non sono abituato a restare a lungo fermo e il respiro…ah, cosa darei per uno sbruffo!!
Gli umani giungono numerosi.
Chissà se la vita, qui, è simile a quella negli abissi?!Se il più grande divora il più piccolo?!
È un sistema d’equilibrio giù nel mare.
Ma adesso questo sistema non vale.
Io sono approdato in un mondo che non è il mio.
Sono il più grande, ma in realtà riverso su di un fianco senza sbruffo e con un occhio affossato sono il più debole.
Che questi strani suoni umani stiano organizzando il mio salvataggio, in modo che non si guasti l’equilibrio del mio mondo e non disturbi quello della terra?!
Intanto la luce comincia a diminuire e immagino di inabissarmi.
Chiedo collaborazione al mio corpo; la coda non risponde ai comandi e resta fissa come una bandiera inamidata.
E allora mi aggrappo al ricordo e ai viaggi tra i profondi fondali, ai misteri abissali che questi umani credono di aver compreso e di poter governare… giusto per ignorare i flash delle macchine fotografiche che ho capito non servono affatto per la mia salvezza.
Quando l’occhio ritorna presente, si riempie di crepuscolo e di lì a poco il cielo pieno di luce si fa cielo pieno di buio.
E nel buio un piccolo piccolo puntino bianco mi fissa, immobile quanto me.
Ormai c’è poco movimento sulla spiaggia.
Il moto delle onde mi fa sentire a casa mia, nonostante qualcosa mi abbia cacciato sulla soglia.
Riportarmi dentro deve essere complicato o poco desiderato, altrimenti cosa ci farei ancora qui?!
Il puntino bianco brilla ancora uguale ed è ciò che vedo come ultimo ricordo.
Solo una stella nel cuore della notte
Grazia D’Altilia (da fuoriporta.info)
E’ stata decisa, questa mattina durante un vertice in prefettura, la sorte delle carcasse dei capodogli spiaggiati sulle coste del Gargano. Doppio il problema all’esame degli esperti e delle autorità: come effettuare il trasporto e come procedere allo smaltimento di oltre 140mila chilogrammi di carne. Scartata l’idea di smaltire in mare le carcasse, ci si è posti il problema di quale discarica avrebbe potuto ospitare tanto materiale da smaltire. La soluzione è arrivata dal mondo scientifico e culturale. Tanti i musei di storia naturale che hanno chiesto lo scheletro dei cetacei. Per questo le carcasse non saranno distrutte, ma sezionate e depositate in una cava, che sarà messa in sicurezza, e sepolte da uno strato di terra e calce. Al termine del processo di decomposizione delle carni, gli scheletri saranno recuperati e affidati a chi ne ha fatto richiesta. Il sito individuato per questa operazione, che non costerà meno di 150mila euro, è una cava a due km da Cagnano Varano.
Vincenzo D’Errico
Intanto vi lascio ad una riflessione che nasce da un commento lasciato ad uno dei tanti video su youtube sul fatto:
Nessuno ha interesse a salvare i capodogli arenati, ma non serve ucciderli per ottenere la loro preziosa AMBRA GRIGIA. Basta avere un po di fortuna e trovarne più di 10 chili su una spiaggia, Il valore del vomito?Più di 600.000 euro. La sostanza viene usata soprattutto per fabbricare profumi: un solo grammo costa tra i 20 e i 65 dollari. Invece a noi diranno ke è stato un bene, visto ke ci sono poke ricerke su questi cetacei e i loro skeletri serviranno agli istituti ke potranno analizzarli.
Che pensare?
E’ stata convocato per domani mattina nella prefettura di Foggia una riunione interistituzionale che dovrà risolvere il problema della rimozione e destinazione finale dello smaltimento delle carcasse dei sette capodogli spiaggiati tre giorni fa per cause ancora sconosciute lungo il litorale della Foce Varano, tra i comuni di Cagnano Varano e Ischitella. Dalla prefettura di Foggia fanno sapere che i primi tentativi che sono stati fatti
per rimuovere le carcasse sono falliti a causa dell’enorme mole degli animali che sono lunghi tra i 10 e i 15 metri e pesano fino oltre 13 tonnellate. Intanto nella zona dello spiaggiamento sono state disposte particolari misure di ordine pubblico e prevenzione sanitaria per evitare l’avvicinamento di curiosi che possano entrare in contatto con le carcasse ormai in decomposizione.
redazione Teleradioerre,foto di Domenico Rosa e ondaradio