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Il Gargano che non c’è!

Quanto contano la tutela e le sinergie nel turismo?
articolo di Gaetano Berthoud

Qualche settimana fa, pubblicando l’articolo “Gargano: Indietro Tutta”, ponevo delle riflessioni senza risposte sulle evoluzioni del turismo, sui nuovi problemi che diversi operatori stanno riscontrando, sulle difficoltà nelle sinergie e sulle strategie prospettate da alcuni illuminanti.
 
Proviamo però a dare delle risposte o comunque ad entrare meglio nella discussione e nelle varie e ipotetiche soluzioni da intraprendere, considerando che il 2010 e il 2011 saranno anni difficili per il settore. Ad esempio cominciamo a chiederci cosa non c’è nel nostro amato Gargano, cosa occorrerebbe per far si che il reparto turistico possa strutturarsi per poter meglio intraprendere le sfide che il mercato turistico globale esige.
 
Personalmente credo che più di ogni altra cosa, manchi una discussione SERIA sul turismo, un confronto che vede tutte le parti coinvolte intorno ad un tavolo, quindi operatori, enti, rappresentanti di categoria, consorzi, associazioni del territorio, associazioni di categoria, ma anche la popolazione garganica. Questo perché non se ne può più dei tanti luoghi comuni per poi ritrovarsi tutti in perfetta solitudine ad affrontare ogni tipo di problema, ad iniziare dalle tante difficoltà degli operatori turistici.
 
I luoghi comuni, secondo un mio parere da abbattere, sono quelli che gli operatori turistici siano tutti degli impostori, eco mafiosi, abusivisti, senza scrupoli né etica, che gli operatori pensano solo ai fatti loro, che si fanno “un’insaccata di soldi” lavorando 3 mesi l’anno.
 
I luoghi comuni sono quelli che chi non lavora nel settore pensa che l’attività turistica, anche se di riflesso, non gli porta nessun beneficio, ma poi chiediamoci se non ci fosse il turismo quanta verdura in meno si venderebbe, oppure che all’ufficio postale basterebbero meno impiegati, che le imprese edili avrebbero certamente meno da fare, che anche il cantoniere avrebbe meno strade da sistemare.
 
Riflettiamo… Se non ci fosse il turismo , avremmo strade ancora peggiori di quelle che abbiamo, basta pensare al Subappennino. Nelle scuole occorrerebbero molti meno insegnanti, poiché se non ci fosse il salvagente del turismo, molta gente, ancor più di quanto già accade, sarebbe costretta ad andar via, con relativi figli a seguito.
 
E poi ci sono, più che da abbattere, da combattere, i tanti luoghi comuni sulle istituzioni. Evitare anche qui le solite sagre di pensiero negativo, che, seppur giustificato, non porta certamente verso politiche di condivisione, anzi, sono dell’idea che i segnali devono sempre venire dal basso per poter meglio essere interpretati dalle istituzioni. Ci sono anche i tanti luoghi comuni sulle persone del Gargano, che non vogliono lavorare, che non sono professionali per il settore turistico, che non credono nel supporto organizzato alle strutture di settore, quindi anche qui si dilaga su concetti che tutto sommato portano ad ulteriore distacco.
 
Ora mi chiedo e vi chiedo:
Vogliamo cominciare a pensare che tutti insieme, coinvolti direttamente o indirettamente, dovremmo dare più dignità a questo settore che è la vera ricchezza di questo territorio, augurandoci che lo sia anche per le generazioni future? Possiamo provare ad uscire fuori da tutti questi luoghi comuni e confrontarci, dando ognuno il suo apporto e la propria risorsa e serietà a questo settore? Riusciremo mai a scavalcare le tante banalità che diciamo sul turismo, sugli operatori, sui cittadini garganici che ci lavorano o vorrebbero lavorarci?
 
Personalmente conosco cittadini garganici molto sensibili al turismo, conosco operatori (la gran parte) che fanno molti sacrifici e rischiano anche molto, operatori con un’etica ben delineata, e che grazie a loro portano occupazione, conosco politici che vorrebbero solo la spinta giusta dal settore per intraprendere un salto di qualità, così come apprezzo i tanti consorzi che, aldilà delle strategie giuste o perfezionabili, comunque svolgono un ruolo di promozione del territorio importante.
 
Ora rifletto sulla possibilità, se non sulla necessità, che tutte queste energie insieme possano rappresentare un’ottima linea guida per il settore.
 
Anche perché, nei tanti e timidi tentativi a volte fatti dalle istituzioni, altre volte da consorzi, non si è mai arrivati ad una consulta importante, immaginando il turismo come “L’azienda Gargano”, questo vuol dire che si continua ad operare senza mai fermarsi per delle riflessioni, senza mai chiedersi cosa fa bene, cosa va bene… eppure chiunque ha un’azienda ma anche semplicemente un’economia dettata da scelte, l’analisi la fa puntualmente, come ad esempio un operatore turistico ad ottobre sulla stagione trascorsa.
 
E’ necessaria un’analisi del settore perché si commette un errore se si pensa che quello che fa vendere è l’albergo bello e moderno, e si sbaglia se si pensa che si lavora solo grazie alle proprie capacità. Si sbaglia perché le capacità sono fondamentali, così come la costanza e la serietà, ma se c’è una cosa a cui noi garganici dovremmo ogni giorno dire grazie è quella di essere in questo territorio baciato da madre natura, quindi diventa fondamentale la tutela, perché è il Gargano la nostra prima insegna luminosa, è il Gargano che ci da queste possibilità poiché gli ospiti accorrono, le spiagge si affollano, gli alberghi si riempiono grazie al Gargano.
 
L’azienda Gargano è di tutti, di tutte le persone che ci lavorano, ci vivono, ci operano, lo sostengono, un’azienda che non bisogna tradire, per questo da tutelare. Ma per tutelarla c’è bisogno proprio di tutti lasciando a casa banalità e luoghi comuni.
 
Perché ci arrabbiamo se qualcuno ci sfregia la macchina, invece ci importa poco se qualcuno ci sfregia un Trabucco? Lì forse dimentichiamo che prima ancora del danno alla natura, sta creando un danno alla nostra azienda.

Avete notato l’assenteismo del settore turistico di fronte a qualsiasi tipo di attacco che il nostro territorio ha ricevuto?
 
Ogni anno puntualmente si ripetono episodi incresciosi, solo negli ultimi 2 anni il settore turistico ha assistito passivamente al disastro dell’incendio nel 2007, all’attacco dei media nazionali, agli attacchi esasperati da parte della Gazzetta del Mezzogiorno “filo salentina”, agli incidenti dove ogni anno perdono la vita turisti, ad esempio nella galleria di Mattinata. Quest’estate un residence di Peschici ha vissuto la disavventura, che poteva capitare anche ad altre strutture non recentissime, di aver visto una famiglia ospite, essere vittima di una bombola di gas esplosa semplicemente per una disattenzione. Ho visto anche come quella struttura ha dovuto difendersi da sola, intanto dalle reti nazionali e dal televideo, continuavano ad uscire comunicati che destabilizzavano il nostro settore turistico, facendo passare per gravissime le condizioni della famiglia, quando poi in realtà sono stati dimessi il giorno dopo, per fortuna di tutti.
 
Ora vi chiedo, quanto occorrerebbe questo tipo di tutela? Quanto ne gioverebbe il territorio se ci fosse un’associazione di categoria di tutela del turismo? Magari con un presidente dalle spiccate doti interlocutive, con esperienza nel settore, un presidente di peso, che chiaramente andrebbe individuato tra gli operatori turistici.
 
Così La Gazzetta che ci insulta puntualmente ogni estate avrebbe risposte ufficiali dal settore, che essendo comunque di parte, non rischia ritorsioni personali, ecco perché i politici, sindaci, assessori, non parlano di fronte a questi affondi frontali sul turismo fatti da alcuni media, ecco anche perché loro continuano a fare ciò che ritengono, poiché non c’è nessuna associazione di categoria che gli potrebbe creare problemi o addirittura denunciarli.
 
Quando malauguratamente avremo episodi incresciosi, ci saranno dei comunicati ufficiali nel rispetto delle vittime, cosa importantissima anche per rispetto dei loro familiari. Ma tutto questo occorre anche per le nostre belle iniziative, fiere, eventi, insomma per tutto ciò che gira intorno al settore. Un associazione di categoria turistica aiuterebbe a far si che quella galleria di Mattinata fosse più monitorata e migliorata nella sicurezza, oppure pensiamo al tratto che da Vieste conduce verso la zona di Porticello, centinaia di metri di strada statale affiancando una recinzione fatta con del semplice filo spinato, dove basta una caduta da bicicletta per perdere la vita. Bene, una categoria che solleva questi casi aiuterebbe certamente il lavoro di Ersilia Nobile verso gli Enti sopra comunali.
 
Diciamo questo. La tutela è necessaria in tutti i settori del turismo, ad esempio da qualche giorno è nato il Comitato in difesa del mare, nato da anime ambientaliste, ma come non possiamo pensare che ciò aiuterà il turismo? Tranquilli che chi vorrà compiere atti illeciti nel nostro mare, d’ora in poi ci penserà una volta di più. Basta con le riunioni, molte volte occasionali, dove si conclude invitando gli operatori a mettere 300 euro o 500 euro a testa per fare quella fiera o quel catalogo.
 
Oggi non occorrono i soldi ma il cuore e possibilmente anche l’anima per un turismo più tutelato e di qualità. Per far questo occorre maturità ed intelligenza, come ad esempio fanno a Rimini, in Trentino o in Veneto.
 
Ricordate un paio d’anni fa la vicenda di una ragazza violentata sul lungomare di Rimini? Pensate che sia stata l’istituzione a incastrare “l’aggressore” dopo solo 2 giorni? No, è stata l’Associazione degli albergatori che in modo strategico mise una taglia diffondendo l’identikit del delinquente. Ecco così che una notizia negativa, loro riescono a convertirla in positiva, diffondendo tramite i mezzi stampa che Rimini era così sicura che, se qualcuno commetteva qualcosa, veniva subito “incastrato”.
 
Dobbiamo crescere, sono i tempi che ce lo impongono, ma anche un “nuovo” tessuto sociale che nel Gargano sta pian piano prendendo coscienza attraverso persone sensibili e giovanissimi audaci. Ora dovremmo davvero tentare di fare un passo avanti importante, qualcosa che non è mai stato fatto, cioè cercare di condividere idee, insieme a persone che possiamo anche rinnegare, non salutare, invidiare apertamente, ma ciò non significa che non dobbiamo sederci insieme allo stesso tavolo, proprio perché anche loro rappresentano il settore, quanto meglio o peggio di noi non lo so, ma certamente anch’essi coinvolti.
 
Mettere su quel tavolo tutte le idee, progetti, opinioni, pensieri, suggerimenti per un Gargano migliore, per dare pian piano vita ad una consulta importante e costante nel tempo sul tema “Turismo”.
 
I porti del Gargano, la difesa dei beni culturali, l’eolico che incombe, l’aeroporto, il trenino, le strade, gli uffici turistici, i rifiuti, l’ospedale, le ordinanze, le regole che non ci sono, l’offerta turistica coordinata, l’occupazione professionale del settore. E poi le statistiche di qualità del turismo, i rilevamenti sui motivi della presenza degli ospiti.
 
 
Tante cose da fare… Insieme! Lo scorso anno si parlava di Gargano Channel, altra iniziativa molto interessante e lungimirante, bene, perché non sederci tutti insieme per chiederci se ne valga la pena e semmai su come fare? Oppure tutti insieme decidere che non ci interessa…. Ma una discussione occorre su tutte le cose che ho appena scritto. Certo, ce ne sono alcune esclusivamente di responsabilità istituzionale, ma se l’istituzione comprende le volontà di un territorio non può far altro che comportarsi di conseguenza, quindi anche per loro diventa un aiuto percepire la volontà e la determinazione di un settore, per non dire di un territorio.
 
Il 9 Gennaio a Vico del Gargano con le associazioni Io Sono Garganico e Obiettivo Gargano promuoveremo proprio questa idea, un’idea semplice, pulita, lineare, o meglio, una linea orizzontale sul turismo dove ognuno è a fianco di qualcun altro, nessuno sopra, nessuno sotto.
 
Inviteremo tutti gli operatori turistici, tutti i consorzi, tutti i Comuni del Gargano, tutti gli enti sopra comunali, tutti i cittadini del Gargano sensibili al settore turistico e al territorio.
 
Ma soprattutto ad aspettarvi ci saranno le tante associazioni che proprio in quel giorno di un anno fa s’incontrarono per la prima volta, avviando così, senza troppe domande e con poche risposte, l’idea dell’associazionismo del Gargano, un’attività che in un solo anno ha visto almeno 20 incontri su temi a tutti noi cari, ma soprattutto la volontà di dare costanza a questi incontri ed avviare dibattiti e discussioni certamente fondamentali per la crescita culturale, prima ancora di quella del settore turistico.
 
Riproporremo lo stesso modello, tutti insieme in modo informale, senza linee guida di chi pensa di avere un progetto già scritto, ma TUTTO ancora da scrivere insieme sul capitolo TURISMO.
 
Ci incontreremo e magari per la prima volta lasceremo a casa o nella nostra azienda i nostri rancori personali, ma capiremo invece che la vera forza sta nello stare insieme, dove tutti insieme ne potremmo beneficiare, anche se poi i nostri rancori personali ce li teniamo lo stesso.
 
Ci sarebbe da chiedere quanto c’è di solo turistico in quest’analisi, forse poco, per questo mi auguro che tutti si sentano coinvolti da queste parole e abbiano voglia di venire il 9 a Vico, fosse solo per dare la propria disponibilità.
 
Anche perché la conclusione sta proprio in questo; il 9 a Vico non lanceremo altre idee se non quella di far sì che si cominci a radicare una consulta sul turismo.
 
L’incontro permetterà a tutti di dire la propria sul turismo, ma soprattutto, attraverso un form, chiederemo a tutti se intendono in futuro sedersi al tavolo di consulta, che sia istituzione, associazione, consorzio, privato, l’importante è che la volontà sia decretata da un sentimento sincero, sebbene eventualmente dettato da interessi. Così facendo potremmo arrivare ad un successivo incontro dove già sappiamo di cosa parlare e cosa chiederci, guardandoci in faccia, se abbiamo davvero voglia di continuare a vederci, a discutere, a dibattere, a lottare per auspicare il meglio per il turismo del nostro territorio.
 
Anche perché non bastano le idee, occorre capire se c’è davvero questo interesse, se ci sono persone che vogliono dare un contributo, fosse solo per passione del territorio, persone che hanno voglia di far nascere una nuova cultura turistica, che sacrificano tante volte il tempo, proprio perché forse pensano un po’ di più al domani.  L’esempio delle associazioni del Gargano vale per tutti.

Vi aspettiamo il 9 gennaio a Vico.

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