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Capitanata 2020. Il 2010 è l’anno dell’Auditorium Centro Culturale del Gargano

Auditorium della musica popolare proposto dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival.

Continua la campagna dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival per l’Auditorium della Musica Popolare del Gargano.
Articolo di Antonio Basile
Non permetteremo che si ritardi ancora la possibilità di dotare tutto il Gargano di un centro culturale in grado di incentivare attività ed eventi culturali di richiamo di scala nazionale e internazionale per rilanciare anche nel nostro territorio uno sviluppo sostenibile.
Il 17 dicembre, Gianni Mongelli, sindaco di Foggia, Comune capofila del Piano strategico “Capitanata 2020”, ha chiuso con la Regione Puglia l’intesa su 34 milioni 377mila 370,72 euro, il 90 percento delle risorse assegnate nell’ambito del Programma stralcio.
In questo modo i primi progetti della gerarchia della pianificazione strategica di “Capitanata 2020” potranno essere cantierizzati.
Nei giorni scorsi il monito della Cabina di Regia “tutti i progetti candidati al Programma Stralcio restano confermati e si chiederà alla Regione Puglia di sostenerli finanziariamente, a prescindere dai limiti prefigurati negli Assi e nelle Linee di intervento del Programma Operativo FESR 2007-2013 per le Aree vaste”.
Solo cosi afferma il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, si potrà “dare valore e conservare coesione intorno al Piano strategico Capitanata 2020”.
E di fatti è cosi. Soli cosi si può conservare la coesione di tutte le aree vaste della Capitanata compreso il Gargano.
Diversamente al danno si avrebbe ancora una volta la beffa.
Ricordiamo che a suo tempo allorquanto si trovò l’accordo per il primo stralcio fummo molto critici con i criteri adottati per la formazione della gerarchia dei progetti perchè danneggiavano ancora una volta il Gargano a vantaggio delle altre aree della provincia di Foggia. Critici fummo anche quando vi fù l’assegnazione delle prime risorse da parte della Regione Puglia perchè le decisioni prese dalla classe dirigente foggiana, in particolare quella di non aver istituito un Area Vasta per il Gargano, aveva fatto si che il traino turistico di tutta la Puglia fosse stato di fatto danneggiato anche in rapporto all’altra Area Vasta quella dei Monti Dauni.
Adesso bisogna rispettare la gerarchia del piano strategico perchè è l’ora per il nostro territorio.
E’, cioè, l’ora di puntare agli investimenti per la valorizzazione delle risorse culturali, naturali e sul pieno sviluppo delle potenzialità turistiche del territorio garganico.
Come ci ricorda Giovanni Dello Iacovo, responsabile delle Relazioni esterne e istituzionali “Capitanata 2020”, mercoledi prossimo 23 dicembre è fissato un incontro specifico sul recupero dell’Abbazia di Calena.
Per quanto ci riguarda il 2010 deve essere l’anno in cui puntare su una infrastruttura assolutamente necessaria per l’attrattività e per rendere urbano il Gargano che ha tanto bisogno di urbanità.
Nel corso del 2009 centinaia fra artisti, giornalisti, scrittori, registi, politici, albergatori, associazioni culturali, semplici simpatizzanti e tanta gente comune hanno sottoscritto il nostro appello per l’arte, la cultura e lo spettacolo anche sul Gargano.
Il 2010 deve essere l’anno dell’Auditorium della musica popolare come proposto dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, un luogo della cultura che trasformi il Gargano in un grande parco abitato dalla musica come è sempre stato nella sua storia.
Al momento nella pianificazione strategica, l’Auditorium è classificato sotto l’obiettivo di indirizzo “Città e Solidarietà” al III Livello, in una scala di priorità che va da I al IV, come: struttura di accoglienza a supporto del “Carpino Folk Festival”.
I soggetti coinvolti sono il Comune di Carpino, la Provincia di Foggia e il Parco Nazionale del Gargano. Importo stimato 3.150.000,00 Euro.
E’ l’ora di partire con gli studi di fattibilità e il progetto di dettaglio.
Per essere chiari non si sta parlando di una struttura minore, una nuova colata di asfalto e cemento come quelle che si vedono in tante cittadine italiane. Si discute di una struttura multifunzionale che agisca sia come sofisticato strumento di forte attrazione turistica sia come strumento di normalità urbanistica, ossia un impianto che dia anche all’area territoriale vasta del Gargano la possibilità di realizzare ogni tipo di evento, da quelli artistici e culturali (concerti, spettacoli, mostre artistiche, proiezioni) a quelli economici (fiere, esposizioni) e politici (congressi, dibattiti, comizi) che sia anche una piazza dove ci sta gente che lavora, ma allo stesso tempo anche un luogo piacevole per fare soste perchè ci sono negozi, bookshop, bar e ristoranti.
Una struttura d’eccellenza, insomma, che consenta il suo utilizzo per ogni aspetto della vita sociale delle nostre terre per creare un argine al degrado sociale e all’imbarbarimento, ma allo stesso tempo capace di sviluppare nuove attività in grado di attrarre flussi consistenti e sostenibili di visitatori, nonché qualificare, diversificare e ampliare la filiera turistica, di supportare lo sviluppo economico, l’accrescimento dell’identità culturale e sociale e di migliorare qualitativamente il sistema insediativo e infrastrutturale del Gargano, della provincia di Foggia e quindi della Puglia.
Non ci stancheremo mai di ripeterlo non serve al Gargano una struttura tipo palazzetto dello sport da dedicare alla musica, ma serve un complesso multifunzionale architettonico, testimonianza dei nostri tempi, progettato da un grande architetto, nell’area definita dal Piano Paesaggistico Regionale una sorta di anfiteatro naturale del promontorio, che faccia dal punto di vista artistico da contraltare all’opera di Renzo Piano a San Giovanni R. per Padre Pio, abbiamo parlato di Fuksas e di Richard Meier.
Un esempio dell’Auditorim della musica popolare del Gargano confacente con le esigenze del nostro territorio è possibile visualizzarlo a questo indirizzo:

D’ora in poi seguiremo puntigliosamente i lavori della Cabina di Regia di Capitanata 2020 e dell’Assessorato regionale alla Programmazione e Politiche Comunitarie. Un ruolo centrale potrà essere svolto anche dai Sistemi Turistici Locali e dai Sistemi turistici di prodotto, ma anche dai progetti che verrano attuati con i POIN, i PAIN e i FAS.
Ogni volta che rileveremo rallentamenti o cambi di rotta denunceremo all’opinione pubblica l’accaduto e i loro responsabili. Cosi come daremo massimo risalto ad ogni accellerazione e a coloro che ne avranno i meriti.
A questo proposito permetteteci di dire che consideriamo sconvolgenti i ritardi del Governo nazionale e del Cipe sui Fas, i fondi comunitari destinati allo sviluppo delle aree sottosvilupate. Francamente non è possibile che a ridosso del 2010 non siano ancora disponibili per le regioni del Sud le risorse del periodo di programmazione 2007/2013.
Tanti sinceri auguri di un dolce e felice Natale.
Si prega la massima condivisione e divulgazione.

Carpino/ Revocata la delega all’assessore Corleone

Il sindaco Manzo lo rispedisce tra i banchi del consiglio. Trombetta al suo posto.
di Francesco Mastropaolo
Date: Dec 20, 2009; Section: Gazzetta di Foggia; Page: FOGG13

Piccolo scossone in seno all’amministrazione comunale di Carpino, una coalizione di centrodestra sostenuta da Pdl e “Puglia prima di tutto”, al giro di boa del terzo anno di legislatura. Una revoca e una nuova nomina, a poco meno di tre anni dal suo insediamento, il sindaco, Rocco Manzo, ha rimandato sui banchi del consiglio l’ex assessore Francesco Paolo Corleone (revocata la delega assessorile), spiegando che si tratta di un normale avvicendamento. Al suo posto, l’attuale presidente del consiglio, Nicola Maria Trombetta, ex sindaco nelle due precedenti legislature; Trombetta è anche il rappresentante del Comune in seno alla Comunità montana del Gargano.
Ma che ci sia un certo malessere non lo si può neppure escludere, se è vero che qualche settimana fa l’assessore Michele Calvano aveva rimesso la delega, non spiegando però il motivo della sua decisione, al quale, però, il sindaco ha confermato la sua fiducia, restituendogli la delega.
Soltanto un “incidente di percorso”, dunque che, evidentemente, anche alla luce delle nuove deleghe, è stato riportato sui binari della collaborazione piena, e, di conseguenza, l’esecutivo dovrebbe uscire rafforzato ‘grazie, appunto, ad una sua ritrovata compattezza.
Non manca, comunque, chi soffia sul fuoco del sospetto lasciando aperta la porta a possibili fibrillazioni per il momento soltanto sopite in una maggioranza che farebbe, per una parte dell’opinione pubblica, fatica a mantenere fede al suo programma amministrativo, tant’è che i risultati di circa tre anni di mandato elettorale sarebbero tutt’altro che positivi, anzi, per certi versi addirittura più che deludenti. Ora si pone il problema della nomina del nuovo presidente della massima assise cittadina al posto del neo assessore Nicola Maria Trombetta; ma anche coprire finalmente il posto da sempre vacante della vice presidenza dello stesso organo, che, a meno di colpi di scena dell’ultimo momento, dovrebbe essere assegnato ad un componente delle minoranze, da indicare tra i quattro consiglieri dell’Udc, oppure dell’unico rappresentante del partito democratico.
Il nuovo esecutivo: Giuseppe Gentile (Vice sindaco e delega al personale), Rocco Ruo (Cultura, spettacoli, contenzioso, servizi sociali, urbanistica, gestione del territorio), Mario Fortore (Viabilità rurale), Antonio Basanisi(Ambiente, parchi e verde pubblico, servizi cimiteriali), Michele Calvano (Protezione civile, polizia municipale, sicurezza), Nicola Maria Trombetta (Lavori pubblici, politiche comunitarie e agricoltura).

Puglia Elezioni Regionali 2010: il Gargano se non rappresentato da chi lo conosce e lo vive a fondo, sarà sempre marginalizzato

I circoli PD reclamano candidature garganiche
Anna Lucia Sticozzi
tratto da "La Gazzetta del Mezzogiorno" ed. "La Gazzetta di Capitanata" del 20 dicembre 2009

SAN MARCO IN LAMIS – “Almeno una delle undici candidature a consigliere per le prossime elezioni regionali dovrà essere espressione del Gargano”. E’ quanto hanno chiesto i circoli garganici del Pd riunitosi a San Marco in un incontro finalizzato alla costituzione di un coordinamento garganico che consenta al territorio di poter più efficacemente rappresentare le proprie esigenze e dar voce ai bisogni di un’area come quella garganica rimasta ancora troppo marginale e poco rappresentata. La necessità di creare una rete dei circoli garganici per “dare voce” al Gargano a cominciare dalle elezioni regionali 2010 al centro della riunione presieduta da Paolo Soccio, segretario del Pd di S. Marco, cui hanno partecipato rappresentanti politici ed istituzionali dei vari comuni: Michele De Angelis, segretario di circolo di San Giovanni Rotondo, Pasquale Renzulli di Monte Sant’Angelo, Matteo Orlando di Rignano, Mario Russo di Ischitella; il consigliere provinciale Gaetano Cusenza, il sindaco di S. Marco Michelangelo Lombardi ed alcuni capigruppo consiliari (Emanuele Leggieri per San Marco, Matteo Urbano per San Giovanni) e molti consiglieri dei vari comuni fra i quali l’assessore di Vico, Nicolino Sciscio ed anche ex amministratori di S. Severo (Antonio Villani e Raffaele D’Angelo). Assenti “giustificati” per impegni sopravvenuti, i rappresentanti dei circoli di San Nicandro e di Vieste. Al termine dei lavori i presenti hanno stilato un documento comune a firma delle rappresentanze del Pd di Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Monte S. Angelo, Rignano Garganico, Rodi Garganico, S. Giovanni Rotondo, S. Marco in Lamis. “Le prossime elezioni regionali – vi si legge – impongono serie riflessioni e scelte strategiche importanti, al fine di recuperare una significativa identità territoriale che va ancora costruita a livello di partito. La fase congressuale, nazionale e regionale, pur nella diversità di opzioni politiche-programmatiche presentate, ha prodotto un risultato positivo e inclusivo nel Partito, registrando già significativi elementi di crescita. Anche in presenza di un Congresso Provinciale che si celebra con differenti posizioni e con due candidati alla segreteria, i Congressi di Circolo possono e devono determinare azioni unitarie. I circoli del PD delle comunità garganiche, o viciniori – continuano i rappresentanti dei circoli garganici – possono svolgere un ruolo importante per il Gargano e possono attivare energie positive per la Capitanata e per l’intera Regione. Noi vogliamo e chiediamo che le candidature debbano essere espressione dei territori, quale frutto di un ragionamento valutativo e prospettico condiviso, proveniente dai circoli e non imposte dall’alto (Federazione provinciale, Partito regionale) o da accordi presi singolarmente o, peggio, precongressuali.
L’esperienza del passato ci ha più volte insegnato che se non si superano i campanilismi e non si crea una rete di circoli che si legano insieme su un progetto comune, sarà sempre difficile, se non impossibile, per realtà elettoralmente limitate nei numeri, come i nostri comuni garganici, riuscire ad esprimere un proprio rappresentante in seno al Consiglio regionale.
Il Gargano, pur esprimendo una grande ricchezza culturale, storica, economica, naturalistico-ambientale, per la provincia di Foggia e per la Puglia, se non debitamente rappresentato da chi lo conosce e lo vive a fondo, sarà sempre marginalizzato a livello regionale, ed emergeranno più le sue fragilità che le sue enormi potenzialità.”

In Puglia, petrolio al posto del turismo

Non facciamoci infinocchiare, lo stesso avvenne in Basilicata.
I lucani non hanno visto ne sviluppo ne euro.

La Gazzetta del Mezzogiorno.it
di Giuseppe Armenise
BARI – Vocazione turistica? Provate voi a promuovere le spiagge sterminate sulle quali si affaccia il promontorio del Gargano o le acque cristalline del Salento mentre sul destino della regione con l’esposizione costiera più estesa d’Italia incombe la minaccia del petrolio. Il passo tra la Puglia perla del turismo e la Puglia pattumiera è davvero breve. E le popolazioni già si mobilitano per dire no a questo possibile scempio. Al loro fianco anche l’amministrazione regionale che proprio ieri, attraverso l’assessore all’Ecologia, Onofrio Introna, ha annunciato di voler affiancare l’azione di rivendicazione di quanti «si oppongono alle ricerche petrolifere in una delle più belle zone costiere d’Italia».

La ricerca del petrolio sui fondali di fronte al litorale di Puglia promette di portare solo danni. L’esiguità dei possibili giacimenti, la cui portata si esaurirebbe, secondo alcuni, in poco più di un anno e mezzo, non giustifica affatto il costo ambientale richiesto alle popolazioni in termini di interferenze deleterie con l’attività di pesca, di sconvolgimenti inevitabili degli ecosistemi marini (nelle aree interessate affacciano riserve marine protette, parchi regionali e zone umide di assoluto pregio), di compromissione dell’industria turistica (stabilimenti balneari e strutture ricettive) che negli ultimi due anni proprio in Puglia ha mostrato segnali in controtendenza rispetto al generale calo registrato ovunque.

Il primo a lanciare l’allarme, un paio di settimane fa, il deputato di Monopoli, città a 40 km da Bari, Pierfelice Zazzera. Proprio nel mare di Monopoli e nella zona Sud tra le province di Bari e Brindisi (a una distanza che varia tra i 10 e i 37 km al largo) si segnalano tre punti di potenziale perforazione. Al momento, il ministero dell’Ambiente ha autorizzato solo le prospezioni sismiche (a colpi di proiettili ad aria, tecnicamente air gun) per la caratterizzazione delle aree oggetto dell’interesse delle società petrolifere (tutte con sede all’estero anche se in almeno in case partecipate da società italiane). Ma quei tre punti di prospezione sono diventati, nel frattempo, 7. Sui tavoli delle Capitanerie di porto competenti, infatti, sono arrivate richieste per l’avvio di attività in mare anche a Molfetta (20 km a nord di Bari) e poi a Gallipoli e a Taranto. Nel comprensorio della Capitaneria di Termoli, invece, ricadono i punti di interesse al largo delle isole Tremiti, sede di una delle più estese riserve marine di Puglia. E da Monopoli, i Verdi annunciano per bocca del portavoce Giuseppe De Leonibus: «I punti complessivi di possibile perforazione, in prospettiva sono addirittura 15, 5 dei quali nell’arco jonico».

Gli elementi per rendere inquiete le popolazioni locali e le amministrazioni (compresa quella monopolitana che è retta da un sindaco di centrodestra, quindi affine al governo nazionale) ci sono tutti. Non ultimo il fatto che Regione e enti locali sostengono di aver saputo di questa campagna di ricerca del petrolio ormai a cose fatte, quando cioè ormai non era più possibile esprimere alcun parere. Una lettera, in realtà, risulta inviata dal ministero dell’Ambiente alle amministrazioni delle città costiere (compreso il capoluogo di regione, Bari) a gennaio. Ma gli uffici competenti di ciascuno dei Comuni in indirizzo sostengono di non averla mai ricevuta. In più, tra i due quotidiani scelti per rendere pubblica la procedura avviata ne è stato scelto uno («Il Giorno» di Milano) che non ha alcuna diffusione in Puglia. E così la protesta si sposterà molto presto in strada. Il comitato di cittadini cui già hanno dato la propria adesione Italia dei valori e Verdi si costituirà ufficialmente la prossima settimana, il 28 dicembre, e già si annunciano una serie di manifestazioni.

Decisamente duro l’attacco dell’assessore Introna al ministro Stefania Prestigiacomo: «Mentre sta rappresentando l’Italia al vertice di Copenhagen – dice Introna – sul clima, dal suo ministero arrivano bordate che renderanno la Puglia la pattumiera d’Italia e di Europa. I più grandi scienziati e i più eminenti statisti cercano modi per ridurre le emissioni di gas serra in Danimarca. Mentre il ministro si fa bella con discorsi sul Bel Paese, ci viene reso noto che risultano depositate alle Capitanerie di porto ben 7 nuove richieste di prospezioni geologiche per ricerche di gas e petrolio. La Regione non può neppure restare inerte. La Prestigiacomo sta a Copenaghen e i suoi uffici dicono che per il rigassificatore di Brindisi a due passi dalla case va tutto bene. Il Ministro parla al vertice Onu sull’ambiente, ma con una mano nascosta firma il raddoppio della centrale Eni di Taranto. Si tratta di scelte scellerate. Appena arriveranno i decreti, stia pur sicura il ministro che saranno impugnati dalla Regione».

Nasce il Comitato per la tutela del mare garganico

VIESTE – E’ nato a Vieste, ma solo per le formalità costitutive, in quanto riunisce rappresentanti da vari paesi del Gargano, il "Comitato per la tutela del mare del Gargano", prima creatura con rilevanza giuridica del movimento delle associazioni garganiche che si riconoscono nell’Associazionismo Attivo del Gargano. Alla firma dell’atto costitutivo, presso lo studio legale dell’avvocato Francescantonio Bosco si sono dati appuntamento un gruppo di promotori che hanno individuato quale presidente del comitato Michele Eugenio Di Carlo, fra i membri più attivi dell’associazionismo garganico, con un impegno costante per le tematiche ambientali e la difesa della salute pubblica. Moltissime le adesioni già pervenute al Comitato che si propone di attivare ogni iniziativa utile per "salvaguardare l’ecosistema marino, occupandosi al contempo di tutelare la salute delle popolazioni garganiche e di tutti coloro che visitano il territorio per finalità turistiche, lavorative e scientifiche; sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della salubrità del mare e dei rischi per la salute umana derivanti dall’inquinamento dello stesso; istituire un canale diretto e preferenziale con le autorità (politiche, giudiziarie e militari) nazionali, regionali e locali, al fine di promuovere le azioni necessario per realizzare tali obiettivi". E’ la "società civile" che scende in campo, un esempio di quella cittadinanza che intende interpretare un ruolo attivo e diretto nella gestione del territorio, intervenendo, qualora si ritiene possa derivargliene pregiudizio, nei procedimenti promossi dalle amministrazioni territoriali e dagli enti pubblici, per la tutela degli interessi generali delle comunità e del territorio. "La costituzione del Comitato è un appuntamento che viene da lontano – spiega il presidente Di Carlo – e che ha attraversato nella sua lunga fase di gestazione numerose remore e traversie di tutti i tipi. L’inchiesta del giornalista Gianni Lannes di circa tre anni fa e il riuscito convegno del 28 ottobre scorso a San Nicandro Garganico con la netta presa di posizione dell’assessore regionale alla legalità, alla trasparenza e alla cittadinanza attiva, Guglielmo Minervini, hanno determinato la volontà comune di costituire un Comitato." Fra le prime iniziative del Comitato, proprio la sollecitazione degli impegni presi da Minervini nel corso del convegno sulle navi affondate al largo del Gargano, rispetto all’istituzione di un tavolo tecnico, l’indizione di una conferenza di servizi e la destinazione di fondi per la rimozione dell’Eden V dalla costa lesinese. Forte e decisivo l’impegno di molti giovani del mondo dell’associazionismo garganico che inaugurano una nuova stagione di impegno, contro i silenzi e l’immobilismo della poltica, l’indifferenza di tanti, per partecipare alla costruzione del proprio futuro.
Anna Lucia Sticozzi

tratto da "La Gazzetta del Mezzogiorno" ed. "La Gazzetta di Capitanata" del 20 dicembre 2009tma

Neve a Carpino

Foto scattata da Contrada Coppa

Neve sul Gargano

Da questa mattina nevica su quasi tutto il Gargano, da San Marco in Lamis a Monte Sant’Angelo. Nella zona della Foresta Umbra, come potrete notare dalla webcam in alto di MeteoGargano.com, il manto nevoso ha raggiunto già i 5-6 centimetri d’altezza. Al momento si circola regolarmente sulle principali arterie, qualche difficoltà si riscontra solo sulla strada che da Monte Sant’Angelo conduce alla Foresta Umbra e a Vico del Gargano dove sono attesi i mezzi spargisale e spazzaneve. Gli uomini del servizio meteomont del Corpo Forestale dello Stato sono al lavoro nelle campagne di Monte Calvo e Monte Nero, le vette più alte del Promontorio, per assistere le aziende agricole e zootecniche della zona.

Fonte: TeleRadioErre

Capodogli spiaggiati, Greenpeace: “Prematuro dire che la plastica li ha uccisi”

"Il ritrovamento durante l’autopsia di buste di plastica nel tratto digerente dei capodogli spiaggiati alla Foce di Capoiale-Laguna, non ci sorprende e dimostra ancora una volta il grave stato di degrado dei nostri mari. – sostiene Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia – Ci sembra però prematuro (e poco credibile) affermare che questa sia la causa dello spiaggiamento." In una nota-stampa di Greenpeace si legge ancora: "Le ipotesi sono tante: da un possibile terremoto sottomarino all’immissione in mare di suoni a grande intensità (causati o da esercitazioni navali o da prospezioni acustiche per la ricerca di giacimenti di petrolio), all’inquinamento (verosimilmente analisi tossicologiche potrebbero confermare la presenza di metalli pesanti o altri inquinanti)". "Bisogna aspettare che gli esperti terminino di lavorare sui campioni prelevati per poter indicare con sicurezza le cause di questo disastro ambientale. Quello che è certo, però, è che il Mediterraneo, un mare semi chiuso, soffre particolarmente dell’impatto delle attività umane. E nulla viene fatto per preservarlo. Ad oggi meno dell’1% della sua superficie in alto mare, dove le balene vivono, è protetto. Non possiamo aspettare che muoiano i capodogli per intervenire." conclude Monti.

redazione Teleradioerre

La macelleria a cielo aperto…

Mare Adriatico che accarezza il Gargano quando infuria il Maestrale. “Il 9 dicembre sono stati avvistati 10 capodogli in difficoltà” rivela una elevata fonte militare italiana. Strano. Ma allora come mai la notizia è stata fatta trapelare agli organi di informazione soltanto il 10 dicembre? Cosa ha causato lo spiaggiamento di ben 7 cetacei e la loro morte sull’istmo di Varano? Inquinamento chimico e radioattivo, o inquinamento sonoro? Che fine hanno fatto gli altri esemplari? Tutte le balene potevano essere salvate? Qualcuna si è per caso riversata sul litorale di Vieste? Forse, era in corso un esperimento bellico? C’è un nesso con il recente ritrovamento nelle acque dell’omonimo e adiacente lago costiero (comunicante con il mare attraverso due canali), di tracce consistenti del radionuclide artificiale cesio 137? Esiste un legame con la presenza a poche miglia dal luogo dell’insabbiamento dei cetacei di numerose navi imbottite di veleni chimici, affondate nell’ultimo trentennio (Et Suyo Maru e Panayota senza citarle tutte)? Proprio dinanzi alla fascia costiera di Capojale e Foce Varano – anticamente una baia marina sulla quale si ergeva la città di Uria – si staglia la minuscola isola di Pianosa, soffocata da numerosi relitti inquinanti e da un tappeto di ordigni inesplosi risalenti alla seconda guerra mondiale e al più recente bombardamento della ex Jugoslavia (perfino all’uranio impoverito e tutti di marca angloamericana). Il fenomeno è ben noto ai tanti governi italiani e al padrone Usa. Non è tutto. Al largo del promontorio garganico alcuni ricercatori dell’Icram, oggi Ispra, hanno riscontrato e segnalato alle autorità (già a conoscenza ma silenti) la presenza di un’area sottomarina – diametro 10 miglia – contenente un numero imprecisato di ordigni convenzionali e chimici, alla profondità di 230 metri. Ancora al largo del Gargano, come è noto allo Stato Maggiore della Marina italiana, all’Us Navy ed al Pentagono, ad una profondità variabile tra i 200 e i 400 metri su una estensione notevole insiste un’autentica discarica di bombe chimiche inutilizzate. Basta esaminare i dati dei progetti REDCOD e ACAB per comprendere appieno il diastro ecologico appena annunciato dalla strana morte di questi nostri fratelli del mare. “Nei capodogli i primi esami hanno rivelato la presenza di embolie gassose” spiegano due cetologi, gli unici esperti che il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo, una perfetta incompetente in materia, si è ben guardata dal chiamare in loco. Il nemico numero uno di questo tesoro biologico è l’inquinamento. L’affondo acustico dei sonar militari spaventa i cetacei e li spinge ad un a risalita troppo rapida, in cui trovano frequentemente la morte. I cetacei sono estremamente dioednenti dall’udito per la loro sopravvivenza. Molti esperti sono preoccupati per i cetacei colpiti dall’inquinamento acustico causato dalla navigazione, dalle rilevazioni sismiche, dalle trivellazioni per l’estrazione degli idrocarburi, dalle costruzioni marine e dai dispositivi sonar. La marina militare Usa attualmente sta sperimentando dei cannoni pneumatici che sparano sugli abissi onde sonore fino a 270 decibel con intervalli di 20 secondi. La tolleranza acustica massima dei capodogli è di 150 decibel. La Cetacean International Society pubblica bollettini di cetacei uccisi da questo tipo di contaminazione acustica. Tra l’altro questo organismo scientifico indipendente da lobby economiche e governi ha denunciato una dozzina di esperimenti realizzati in gran segreto nel mar Ligure. Contaminazione causata non solo dai cannoni acustici calibrati, ma anche dai meno conosciuti Surtass Lfai dell’US Navy e della Nato. Si tratta di sistemi sonori per individuare sommergibili con uso di onde sonore di 250 decibel a bassa frequenza di 450-750 Hz. 2Dopo una nottata movimentata passata al telefono a sollecitare e avvisare vari enti, la mattina di venerdi 11 dicembre, tre esemplari risultavano ancora vivi mostrandosi relativamente vitali dopo circa 24 ore in una condizione di spiaggiamento. Gli altri erano purtroppo deceduti” denuncia Vincenzo Rizzi, presidente del centro studi naturalistici di Capitanata. “Malgrado la ferma volontà sinistra che delle centinaia di pescatori locali, di tentare di recuperare i tre esemplari, le istituzioni nazionali da Roma e sottolineo da Roma telefonicamente hanno deciso che gli animali dovevano morire” conclude con le lacrime agli occhi uno pochi veri ecologisti della Puglia. Per quale ragione il ministro Prestigiacomo ha decretato la morte a tavolino di questi giganti del mare? Terra Nostra ha interpellato il ministro della Difesa, Ignazio la Russa per sapere quantomeno se era in corso qualche esercitazione militare nella zona, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Allora abbiamo deciso di andare a fondo nell’indagine giornalistica e abbiamo scoperto che la Capitaneria di porto di Termoli, con l’ordinanza numero 46/09, firmata il 20 novembre 2009 dal capitano di fregata Raffaele Esposito, ha interdetto dal primo al 31 dicembre di quest’anno, un’area marina vicina alla zona di spiaggiamento, per consentire la realizzatone di un’esercitazione dell’Aeronautica militare italiana. Nel testo si legge: “lo specchio acqueo centrato nel punto di coordinate latitudine 42°00’00’’ N – longitudine 015°16’00’’ E e per un raggio di 2,5 miglia nautiche, è interdetto alla navigazione, ancoraggio, sosta e pesca comunque effettuata, nonché ogni altra attività direttamente e/o di riflesso connessa agli usi pubblici del mare”. E’ davvero strano che i pescatori del Gargano, come i naviganti civili, non siano informati. Come mai l’autopsia – più simile ad una gratuita macelleria – condotta dai vivisezionatori dell’università di Padova è stata realizzata sugli ultimi due capodogli agonizzanti (esemplari 6 e 7) e non sui primi cetacei arenati per stabilire le cause della morte? Il disastro combinato macellai universitari è documentato dalle immagini: questi animali hanno pure banchettato sul luogo della carneficina e si sono pure fatti ritrarre in foto ricordo dei trofei. Il ministero ambientale ha stanziato 150 mila euro per le balene che attualmente giacciono in putrefazione sul litorale. Un’altra enormità ingiustificata. Il disastroso evento ha dimostrato che il parco nazionale del Gargano ed il parco marino delle Tremiti sono due carrozzoni, anzi due poltronifici, enti incapaci di articolare il benché minimo intervento, alla stregua della Provincia di Foggia con i balbettanti Pepe e Pecorella. Nel Gargano nonostante convegni e conferenze a spese del contribuente negli ultimi 20 anni, non esiste ancora un osservatorio marino. Le balene sono i nostri antenati evoluti. Queste nobili creature degli abissi non conoscono frontiere, si muovono libere nei mari. Sono la specie simbolo dello stato di salute dei nostri mari. La voce di una balena viaggia fino a 1500 chilometri di distanza: se si ascolta attentamente si comprende che chiede aiuto. Purtroppo gli umani sono la specie più pericolosa sul globo terrestre.

A breve le immagini e il video dell’inchiesta

Gianni Lannes

QUINTA EDIZIONE DEL PREMIO MATTEO SALVATORE

Quinto Premio Matteo Salvatore

Si terrà al Teatro del Fuoco, sabato 19 Dicembre, la quinta edizione del premio Matteo Savatore.
Sul palco si esibiranno, presentati da Mario De Vivo, gli PSEUDOFONIA, ROSAPAEDA, GIANMARIA TESTA e FAUSTO MESOLELLA con MIMMO EPIFANI
Ospiti della serata: Tavola 28 e Nicola Giuliani.
prezzo del biglietto di ingresso € 5.

Si è tenuta nella Sala Giunta di Palazzo Dogana, alla presenza di Nicola Vascello (Presidente APT e Assessore al Turismo della Provincia di Foggia), Billa Consiglio (Assessore alla Cultura della Provincia di Foggia), il direttore artistico Angelo Cavallo e Mario De Vivo (responsabile degli Spettacoli e dei Grandi Eventi della Provincia di Foggia e conduttore della serata) la conferenza stampa di presentazione della quinta edizione del Premio Matteo Salvatore. La manifestazione, voluta dal manager Angelo Cavallo, Margherita Salvatore, figlia del folk singer apricenese, Teresa Rendine, direttrice della Girotondo Pugliese e Gennarino Arbore, si terrà a Foggia sabato 19 dicembre, a partire dalle 21.00, sul palco del Teatro del Fuoco. Durante la conferenza stampa di presentazione, Angelo Cavallo ha illustrato le motivazioni che hanno spinto a selezionare i premiati di quest´anno: la band foggiana degli Pseudofonia, la cantante Rosapaeda, il cantautore Gianmaria Testa, Fausto Mesolella, chitarrista degli Avion Travel, e Mimmo Epifani (per il progetto "Lu Pugliese a Roma), che si esibiranno durante la serata di premiazione. Ospiti della quinta edizione del Premio Matteo Salvatore saranno i Tavola 28 e Nicola Giuliani.
 Angelo Cavallo ha anche presentato le attività a margine del Premio Matteo Salvatore:
– Per il Centro Studi Matteo Salvatore, sito presso la Biblioteca Provinciale Magna Capitana, il lavoro, già iniziato da Cavallo, di trascrizione di tutte le ballate dell´artista scomparso, in lingua Italiana che diventerà un libro e un sostegno per la conoscenza delle ballate, non più in distribuzione, ma ascoltabili, a utilizzo di ricerche, dal catalogo sonoro, depositato presso la Biblioteca Provinciale.
– Matteo Salvatore diventerà un fumetto da divulgare nelle scuole della Capitanata. Si intitolerà Le Quattro Stagioni dell´Anima Meridionale e percorre la vita dell´uomo attraverso le ballate significative di Matteo Salvatore ovvero l´animo del fanciullo con i giochi e la spensieratezza, del giovane con l´amore e l´emigrazione.
– Verrà realizzato un mediometraggio sui 5 anni di attività del Premio Matteo Salvatore con l´aggiunta di filmati inediti, a cura di Angelo Cavallo, Cosimo Damiano Damato e Mediafarm, la cittadella della comunicazione.
-Ristampa dell´ultimo CD "Ogni giorno una storia" di Matteo Salvatore, prodotto nel 2002 per "Stampa Alternativa".
– Film, progetto e stesura di un soggetto e realizzazione cinematografica sulla vita artistica dell´artista pugliese.
– Progetto di istituzione del Festival di Capitanata, con l´ambizione di concentrare l´attenzione sulla poesia e la melodia dei sud di tutto il mondo, messi a confronto sul un unico palcoscenico, la terra di Capitanata.
– La sera precedente all´evento, nei locali de La Carboneria (a Foggia, in via San Domenico 48) si terrà La leggenda del cantastorie solitario, l´anteprima del Premio Matteo Salvatore che vedrà esibirsi gli ospiti del premio Fausto Mesolella (chitarrista degli Avion Travel) e Mimmo Epifani. Sempre in serata verrà presentato il video Mediterraneo dei Tavola 28. La serata avrà inizio alle 21.00. La prestigiosa manifestazione, promossa dall´associazione Girotondo Pugliese, quest´anno è stata organizzata con i patrocini dell´Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, l´Assessorato alla Cultura della Provincia di Foggia, la Biblioteca Provinciale La Magna Capitana, l´Apt Foggia e il Club Tenco Sanremo.
Media partners dell´iniziativa sono, invece, l´emittente televisiva Teleradioerre – che trasmetterà (in differita) la serata – RadioNova97 e il magazine Viveur. Il Settimanale del tempo Libero.

Il progetto di marketing territoriale della Provincia di Foggia intitolato ‘Mettiamo le ali ai vostri sci’

Presentato questa mattina a Palazzo Dogana il calendario 2010 della Provincia di Foggia

Un progetto di ampio respiro che vedrà le province di Foggia e Belluno protagoniste della propria promozione turistica, culturale ed enogastronomica attraverso una collaborazione virtuosa che, questa mattina presso la Sala Giunta di Palazzo Dogana, ha visto nella presentazione del calendario ufficiale 2010 della Provincia di Foggia il suo atto inaugurale. Alla presenza degli assessori provinciali al Turismo, Nicola Vascello e alla Cultura, Billa Consiglio, e dell’assessore al Turismo della Provincia di Belluno, Matteo Toscani, è stato presentato agli organi di informazione il nuovo calendario, ancora una volta nella duplice versione da parete e da scrivania. Gli scatti di Franco Cautillo, quest’anno dedicati ai castelli della Daunia, racconteranno per 12 mesi le ricchezze architettoniche della provincia di Foggia. La copertina è dedicata a Castel Fiorentino, luogo dove morì l’imperatore Federico II di Svevia, all’interno spazio ai castelli di Rocchetta Sant’Antonio, Sant’Agata di Puglia, Bovino, Lucera, Monte Sant’Angelo, Peschici, Isole Tremiti, Torremaggiore, Serracapriola, Manfredonia, Pietramontecorvino e Deliceto.

Il progetto di marketing territoriale intitolato ‘Mettiamo le ali ai vostri sci’, inaugurato stamane, parte subito con la promozione turistica della provincia di Belluno sui calendari realizzati dall’Ente di Palazzo Dogana. Un’intera pagina dedicata a ‘Belluno, terra da vedere, gustare e vivere!’ arricchita dagli scatti fotografici delle Dolomiti, di recente riconosciute patrimonio dell’umanità e che per larga parte ricadono all’interno del territorio provinciale bellunese.

“Dopo il successo dello scorso anno abbiamo deciso di continuare sulla strada della promozione territoriale – ha evidenziato l’assessore provinciale alla Cultura, Billa Consiglio – attraverso l’esaltazione dei castelli della Daunia, in taluni casi ancora poco conosciuti e valorizzati ma che costituiscono una parte fondamentale della nostra ricchissima storia. Veicolarne la bellezza, non solo all’interno del nostro territorio ma anche fuori dai confini provinciali, attraverso le belle fotografie che rendono questo calendario un prodotto di gran pregio, è il modo migliore per esaltare le nostre molteplici eccellenze culturali”.

Entrando nel dettaglio della collaborazione con la Provincia di Belluno, l’assessore al Turismo della Provincia di Foggia Nicola Vascello ha spiegato che si tratta di “un progetto in cui le azioni di promozione reciproca saranno molteplici: dalla presentazione e distribuzione del nostro calendario, a gennaio a Belluno, alla promozione delle Dolomiti, in estate sul Gargano, che sarà conseguente alla promozione del nostro Gargano nella provincia bellunese già a partire dalle prossime settimane. Un interscambio denso sia da un punto di vista turistico che culturale ed enogastronomico tra due territori che, per caratteristiche variegate e diversificate, possiedono una grande capacità di integrazione”.

L’assessore al Turismo della Provincia di Belluno, Matteo Toscani, al quale la Provincia di Foggia ha donato il San Michele d’argento, simbolo del territorio, ha espresso “soddisfazione per un progetto di grande respiro in cui l’integrazione tra i monti bellunesi delle Dolomiti e il mare del Gargano, accomunati dall’essere meta di turismo di alta qualità, potrà giovarsi di una importante opportunità fornita dal rispettivo marketing territoriale. Un turismo che non è solo paesaggistico. Le province di Foggia e Belluno sono accomunate anche dalla caratteristica di essere mete del turismo religioso, San Giovanni Rotondo con Padre Pio e il territorio bellunese con il Papa Giovanni Paolo I nonché da una importante opportunità di completamento sotto il profilo del turismo enogastronomico con le rispettive eccellenze, olio e vino per la Capitanata, formaggi e salumi per il bellunese, che si integrano perfettamente tra loro. Si tratta di un progetto ambizioso – ha concluso Toscani – che ci vedrà più volte impegnati nella reciproca promozione attraverso diverse iniziative che, sicuramente, costituiranno una grande opportunità per gli operatori turistici e per le comunità dei nostri territorio”.

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