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Antonio Basile (Ufficiale)

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Prende il via Garganoletteratura

Rassegna Nazionale fra Ischitella e Vico del Gargano
Da fuoriporta.info
Sabato 7 marzo 2009 ha preso il via l’attuazione di un progetto, promosso e stimolato dagli assessori alla Cultura dei comuni di Ischitella Anna Maria Agricola e Vico del Gargano Giuseppe Aguiari in collaborazione con Rino Caputo Vincenzo Luciani Michele Angelicchio, Gaetano Berthoud, Mario Afferrante, Michele Afferrante, Giuseppe D’Errico, Licia Novaga facenti parte del Comitato promotore della costituenda associazione a sostegno della Rassegna Garganoletteratura.

Gli scopi fondamentali dell’iniziativa sono:
1) l’ulteriore qualificazione e consolidamento dei Premi letterari nazionali in svolgimento nei due Comuni (Vico, per romanzi brevi, già all’undicesima edizione; e Ischitella per raccolte di poesia nei dialetti d’Italia, già alla sesta edizione).
2) la creazione di una Rassegna letteraria annuale, a carattere nazionale della durata di 8 giorni (dal 5 al 13 settembre 2009) che, facendo perno sullo svolgimento delle iniziative collegate ai Premi già in essere, sia in grado di sviluppare altri eventi che coinvolgano gli operatori culturali (nelle diverse forme artistiche) dell’intero Gargano e sappiano veicolare un’immagine ed una proposta unitaria e coesa dell’intero territorio, superando una ristretta concezione campanilistica.
3) La rassegna denominata “Gargano Letterature” (sulla falsariga del Festivaletterature di Mantova) avrà alla sua base il divertimento culturale e l’intrattenimento, con la partecipazione di scrittori, musicisti, attori, giornalisti che saranno impegnati in reading di prosa e poesia, spettacoli, Concerti, incontri con autori, presentazione di libri, conferenze.
4) Faranno parte integrante della Rassegna, una mostra libraria dell’Editoria pugliese (con la partecipazione degli editori della regione) ed una mostra dei Prodotti Tipici agricoli ed artigianali del Gargano.
5) La programmazione degli eventi si rivolgerà non solo agli appassionati della lettura ma anche a chi è semplicemente curioso e sa di poter avere incontri stimolanti e diretti con personalità del mondo della cultura e dello spettacolo di livello nazionale.
6) Tutti i partecipanti, attraverso un apposito, invogliante pacchetto turistico potranno godere un Gargano “segreto”, riscoprendo la magia dei luoghi e dei centri storici, in un periodo dell’anno (settembre), tanto affascinante quanto non frequentato dalle correnti turistiche abitudinarie che si concentrano nel Gargano quasi esclusivamente nell’alta stagione.

Per il raggiungimento di questi ambiziosi obiettivi è stata decisa la costituzione di una specifica associazione che organizzi la Rassegna in ogni suo aspetto (programmazione, promozione, logistica, ecc.).
Gli assessori Agricola e Aguiari e il Comitato promotore della costituenda associazione si augura che lo sforzo individuale e poi corale di un gruppo di persone di buona volontà possa produrre il miracolo di un evento che sappia proiettare in ambito nazionale l’immagine di un Gargano fiducioso nelle sue risorse e nei suoi uomini, senza complessi di inferiorità.

Il Parco stanzia fondi per la tutela della razza podolica

Il Parco Nazionale del Gargano dopo l’intesa firmata con l’Apa (Associazione provinciale Allevatori) nel febbraio nel 2007 continua a stanziare aiuti,in termini finanziari, al mantenimento in purezza della mucca podolica. L’ultimo, in ordine di tempo, ammonta a circa ottantamila euro. Un nuovo ed importante contributo è stato quindi assicurato dal Parco Nazionale del Gargano agli imprenditori zootecnici che si impegneranno per il mantenimento in purezza della mucca podolica.
Infatti, dopo l’accordo siglato due anni fa tra il Presidente del Parco, Giandiego Gatta, ed i vertici dell’associazione Allevatori Razza Podolica e dell’Associazione Provinciale Allevatori, l’ente di via Sant’Antonio Abate a Monte Sant’Angelo non ha mai smesso di essere al fianco degli allevatori. L’accordo del 2007 sta consentendo di mantenere ben 500 capi in selezione (mentre oltre mille sono quelli iscritti nel Libro Genealogico) e di finanziare il sostentamento della razza podolica. Quello del mantenimento in purezza di questa razza rappresenta un obiettivo primario per il Parco del Gargano: “Mi sono particolarmente impegnato” spiega il presidente Giandiego Gatta “per la presentazione di un progetto già due anni fa, teso non solo alla salvaguardia ma soprattutto all’incremento del numero dei capi di razza podolica. Stiamo mantenendo fede ai nostri impegni, proseguendo sulla strada tracciata”. L’ultimo finanziamento stanziato, ovvero gli 80mila euro, certifica quale sia il livello di attenzione del Parco verso la razza podolica. Una razza, che non tutti sanno, è considerata la più rustica tra le razze italiane. Sul Gargano la troviamo allo stato brado sulle alture di Rignano Garganico, Monte Sant’Angelo, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, Mattinata, Carpino e nella tenuta di Santa Tecla a Vieste. La vacca podolica proviene dalla Podolia (regione dell’Ucraina) arrivata fin qui con l’invasione barbarica. Dopo la caduta dell’impero Romano la sua diffusione si è sviluppata lungo la costa del’Adriatico dal Veneto alla Puglia garganica. E’ una vacca a triplice attitudine: latte, carne e lavoro. Negli ultimi anni, con la meccanizzazione agricola il suo impiego nel campo lavorativo si è ridotto progressivamente. Oggi la vacca podolica è quotata come razza da carne e, in alcune zone e per alcuni periodi dell’anno, anche come animale da latte, quest’ultimo di ottima qualità, grazie all’alto contenuto di grasso, proteine e vitamine. Dal suo latte si produce infatti un buon formaggio, il “famoso” caciocavallo podolico, “guest star” della rinomata filiera gastronomica garganica e presidio Slow Food istituito dal Parco Nazionale del Gargano.

TURISMO: REGIONE PUGLIA, SERVE PATTO CON GOVERNO E IMPRESE (ANSA)

Serve «immediatamente» un ‘patto per il turismo’ tra Regioni, Governo e imprese, per rafforzare e sviluppare un settore che in Italia rappresenta quote rilevanti di Pil, ma è sempre più esposto alla crisi economica in atto e al rischio di un declino inesorabile. È la proposta dell’assessore al Turismo della Regione Puglia, Massimo Ostillio, rilanciata in un intervento che apparso sul quotidiano, ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’ – BARI, 8 MAR.

«Un accordo ampio e convinto tra sistema istituzionale e sistema imprenditoriale, potrebbe – secondo Ostillio – far superare le polemiche suscitate dal previsto commissariamento dell’Enit e dall’ipotesi di ricostituzione del Ministero del Turismo, per le quali le Regioni sono su posizioni ben distanti da quelle del Governo. Ma l’accordo servirebbe soprattutto ad evitare il tracollo del settore, focalizzando le questioni delle regole e delle risorse, riequilibrando cioè le competenze e la destinazione dei fondi pubblici che oggi finiscono in mille rivoli senza una vera finalizzazione e verifica dei risultati».
Qui il testo del comunicato ufficiale

CY.RO.N.MED Project – La Rete Ciclabile del Mediterraneo sul Gargano passa da Carpino

Individuati gli itinerari pugliesi
Su richiesta dell’Assessorato regionale ai Trasporti rendiamo disponibile la relazione dello studio di fattibilità del progetto CYRONMED, riguardante l’individuazione degli itinerari dei progetti di rete ciclabile EuroVelo e Bicitalia passanti per il territorio pugliese, e l’abstract in inglese della relazione stessa.

Particolare il tragitto che passa da Carpino

L’Alta via dell’Italia centrale, itinerario n. 11 di Bicitalia collega gli altipiani e i Parchi dell’Italia centrale, dalle Foreste Casentinesi sino al Parco Nazionale del Gargano.
L’itinerario, lungo 198,63 km, si sviluppa completamente all’interno dalla province di Foggia collegando il Sub Appennino Dauno con il Gargano.
L’itinerario n. 10 si sviluppa completamente all’interno dalla province di Foggia collegando il Sub Appennino Dauno con il Gargano.
Il percorso principale entra in Puglia, dopo aver lasciato i comuni molisani di San Giuliano di Puglia e Collotorto, attraverso la S.P. 5 che conduce a Casalnuovo Monterotaro e dal quale procede verso il centro abitato di Casalvecchio di Puglia percorrendo la S.P. 11.
Dopo aver lasciato il Sub Appennino entra nel territorio di Torremaggiore e quindi nel suo centro abitato che viene attraversato lungo le vie principali prima di imboccare la S.P. 38 che conduce a San Severo.
Giunto in questo centro abitato, anch’esso percorso lungo le vie principali, dopo un breve di tratto di S.S. 16 percorsa in direzione Foggia, imbocca prima la S.P. 27 e quindi la S.S. 47/bis che porta fino all’incrocio con la S.P. 28 che corre ai piedi del Gargano.
A questo punto sale sul promontorio percorrendo la S.P. 22 che porta a San Marco in Lamis e più in particolare alla frazione di Borgo Celano dalla quale partono due tracciati

alternativi, il primo coincide con il tracciato della S.S. 272 e passa per San Giovanni Rotondo per poi proseguire lungo il tracciato della S.P. 43 mentre il secondo, coincidendo con la S.P. 22, conduce all’interno della Foresta Umbra.
Entrambi questi tracciati si incontrano in corrispondenza dell’incrocio per Carpino atteso che il tracciato che sale da San Giovanni Rotondo attraverso la S.P. 22 confluisce nella S.P. 43 ed arriva al suddetto comune della Foresta Umbra.
Da Carpino il percorso si muove prima verso Ischitella e poi verso Vico del Gargano procedendo lungo la S.P. 51.

Giunto nel centro urbano di Vico, avanza procedendo lungo la S.P. 52 che risale in quota fino ad intersecare la S.P. 52/bis che conduce, dopo aver intercettato la S.P. 52, e quindi percorso il Lungomare Europa, il centro abitato di Vieste.
Anche per l’itinerario n. 11 è stato previsto un tratto di variante che di fatto è una derivazione verso Monte Sant’Angelo lungo un percorso interno da ricavarsi sfruttando i sentieri del Parco del Gargano.

L’offerta è molto ben diversificata per la presenza di strutture ricettive di diversa tipologia, concentrate soprattutto in località meta di turismo religioso (San Giovanni Rotondo con 6.355 posti letto) e lungo la costa, con Vieste (44.617 posti letto) e Mattinata (5.480 posti letto). Diffusi sono gli i campeggi lungo la costa (Vieste) che in termini di posti letto rappresentano l’offerta più cospicua e gli agriturismi (17) presenti nelle aree interne del Parco del Gargano.
Gli albergabici presenti lungo questo itinerario sono 12, dei quali 9 a Vieste (tra campeggi, alberghi e agriturismi) e 3 a San Giovanni Rotondo.
Più del 74% della lunghezza dell’itinerario n. 14 Alta Via dell’Italia Centrale ha un livello di ciclabilità non accettabile. Pertanto, per tali tratti che interessano più di 147 km dell’intero itinerario saranno necessari specifici interventi di adeguamento. Solo per 4,5 km l’itinerario percorre all’interno (nei territori di Monte Sant’Angelo e S. Giovanni Rotondo) tratti che possiedono requisiti ottimali di ciclabilità, mentre per 47 km l’itinerario si snoda su strade a bassa intensità di traffico.

Biol 2009 verso il record d’iscrizioni

Vola verso il record di iscrizioni il Premio Biol, la manifestazione olivicola internazionale che dal 20 al 25 aprile, per il quattordicesimo anno consecutivo, porrà a confronto in Puglia i migliori oli bio-extravergini dei vari continenti. Questa nuova edizione, che sancisce il ritorno dell’evento ad Andria, epicentro olivicolo di livello mondiale, conta al momento già 250 iscrizioni (l’anno scorso alla fine furono circa 300) di oli provenienti da 17 paesi: oltre l’Italia, Arabia Saudita, Albania, Australia, Cile, Croazia, Egitto, Grecia, Israele, Nuova Zelanda, Palestina, Portogallo, Spagna, Tunisia, Turchia e due news entry: Giordania e Slovenia.

E tra fine mese e i primi di aprile si terrà la fase concorsuale delle preselezioni territoriali, previste in Campania, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Lazio, Molise, Puglia, Toscana, Sardegna, Sicilia, Umbria (che quest’anno include le Marche), Liguria (al debutto), nonché in Grecia.

Intanto fino al 20 marzo ci si può ancora iscrivere: le aziende che producono, imbottigliano o commercializzano olio extravergine biologico possono farlo tramite il sito http://www.premiobiol.it, o contattando l’organizzazione tecnica del CiBi-Consorzio Italiano per il Biologico (via O. Serena, 37 – 70126 Bari; Tel./ Fax + 39 080 5582512).

Dopo la fase delle preselezioni territoriali la giuria internazionale testerà gli oli finalisti e assegnerà vari riconoscimenti: il “Premio Biol”, rivolto al migliore olio extravergine biologico imbottigliato all’origine e pronto per la commercializzazione; il “Biolpack”, per il miglior packaging, ossia il confezionamento di prodotto con il migliore design e l’etichettatura più chiara; il “Biolblended”, premio per il miglior blended, cioè il prodotto finito (quindi imbottigliato) commercializzato con marchi non del produttore, ma che abbia comunque origine e qualità certa. Più vari riconoscimenti speciali e territoriali.
Ma come di consueto il Biol non è solo concorso:il programma collaterale prevederà varie iniziative gastronomiche, culturali e convegnistiche. E per il secondo anno consecutivo sarà mantenuto il binomio tra olio e pesce biologici grazie al connubio col BiolFish, progetto internazionale sulla pesca e acquacoltura sostenibile, su cui si accenderanno i riflettori a giugno a Monopoli.
Il Premio Biol è patrocinato da Ifoam e Ministero delle Politiche Agricole, e si svolge in collaborazione con enti locali e vari organismi di settore tra cui Regione Puglia, Camera di Commercio di Bari, Città di Andria, Comune di Monopoli, Aiab Puglia, Icea – Istituto Certificazione Etica e Ambientale, Consorzio Puglia Natura.
L’anno scorso vinse il premio biol puglia l’azienda di Carpino:
BIO DOP DAUNO GARGANO
Sio S.p.a.
C.da Coppa
71010 Carpino (Foggia)
http://www.siogargano.com

Il Corriere del Sud n. 279 del 9 marzo 2009

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Tutela e Promozione delle Minoranze Linguistiche della Capitanata

Lunedì premiazione della 2 ^ Edizione del Concorso “Lingue e culture senza frontiere – Radici e identità, il francoprovenzale e l’arbëresh, due culture e due lingue che vivono: memorie delle origini”.

Si terrà lunedì lunedì 9 marzo, alle ore 10.30 nella Sala del Consiglio della sede di via Telsforo della Provincia di Foggia, la premiazione dei ragazzi che hanno partecipato alla 2^ Edizione del Concorso “Lingue e culture senza frontiere – Radici e identità, il francoprovenzale e l’arbëresh, due culture e due lingue che vivono: memorie delle origini”.
Il concorso rientra nell’ambito delle attività di animazione territoriale previste dal progetto di tutela e promozione delle Minoranze Linguistiche della Capitanata.
La manifestazione è promossa dall’assessorato provinciale alla Cultura e alle Politiche Scolastiche, con il coordinamento di Euromediterranea Pianificazione & Sviluppo e la collaborazione delle Amministrazioni Comunali di Casalvecchio di Puglia, Celle di San Vito, Chieuti, Faeto.
Nel corso della premiazione sarà presentata la guida “Le Minoranze Linguistiche in Capitanata: un itinerario turistico-culturale”, che racconta le bellezze naturalistiche, storiche e architettoniche dei quattro comuni coinvolti nell’ambito del progetto ai sensi della Legge 482/99.
Ma l’incontro di lunedì sarà anche l’occasione per presentare le attività progettuali da realizzare nell’anno 2009. “La tutela delle minoranze linguistiche – commenta l’assessore provinciale alla Cultura, Billa Consiglio – è un dovere che l’Amministrazione provinciale avverte in maniera particolare, soprattutto perché sul territorio esse rappresentano un pezzo di identità la cui difesa significa investire sul turismo culturale, contribuendo così a diversificare e destagionalizzare l’offerta della Capitanata”.
Alla cerimonia di premiazione parteciperanno Billa, assessore alla Cultura Provincia di Foggia; Domenico Lomelo, assessore ai Beni Culturali; Regione Puglia; Raffaella Belgioiso, dirigente della Provincia di Foggia; Maria Rosaria Gemma, dirigente della Regione Puglia Diritto allo Studio; Michele Boccamazzo, sindaco di Casalvecchio di Puglia; Achille Mario Cocuzzi, sindaco di Celle di San Vito; Lucia Antonietta Dardes, sindaco di Chiesti; Antonio Marella, sindaco di Faeto.

GARGANO: A QUALE SANTO CHIEDERE?

Incominciamo a guardare dentro la nostra comunità
di Michele Angelicchio da Puntodistella.it
Foto di Rocco Miucci (Le campagne di Carpino)

Non è passato molto tempo da un nostro precedente articolo (“Gargano: primi in turismo ultimi in infrastrutture”) e come sempre la personale casella di posta elettronica trabocca di testimonianze pro e contro. Altra lunga processione di contumelie e affettuose adesioni per un altro articolo di qualche giorno fa: “Meridione, questione infinita o finita”.

Fare riferimento al contenuto della nostra posta, per spiegare il cammino di questo Gargano, è poca cosa e poi non sarei certamente obiettivo. E allora leggiamo alcune cose a noi vicine per cercare di capire come viene guardato questo Gargano e cosa dobbiamo aspettarci dalla politica e da quel governo delle difficoltà che, a nostro parere, sono il vero banco di prova di una classe politica.

Su l’Attacco di oggi, sabato 7 marzo, leggiamo: «Sull’aeroporto del Gargano, Tatarella (eurodeputato Salvatore Tatarella) taglia corto: “Il piano di sviluppo dei trasporti non prevede nessuna nuova infrastruttura per i prossimi 50 anni. Bisogna essere più concreti, e fare piccoli passi alla volta”. Quindi, non si vola per il momento e per i prossimi 50 anni.»

Abbiamo pensato subito alla “mobilità lenta” ma, nel girare la pagina del giornale, leggiamo: “Il Gargano non usufruirà di una mobilità lenta su rotaia”. A dichiararlo è Daniele Giannetta responsabile del settore treni di Ferrovie del Gargano: “Avevamo avanzato una proposta al Parco Nazionale del Gargano, nell’ambito del progetto PIS, ma non abbiamo avuto risposte in merito”.

Come rispondere a queste cose? Come possiamo rispondere a queste cose? Siamo nella condizione di rispondere? Il Gargano possiede una forza e una identità per saper rispondere? Sono tutti interrogativi che resteranno senza risposta se non incominciamo a guardare dentro la nostra comunità. Questo Gargano ricco di storia e luogo di comunità, groviglio di tradizioni e pensieri che l’hanno portato a essere “un’enciclopedia di vite” deve incominciare a porre i primi tasselli per una sorta di convivenza e compatibilità attiva fra i vari interessi: San Giovanni Rotondo con Carpino; Vieste con Monte Sant’Angelo; San Marco con Rodi; Vico del Gargano con Sannicandro, ecc. ecc.

L’auspicio è di riuscire a costruire nel tempo un’identità solida in grado di reggere davvero la pochezza della politica che ci viene sbattuta in faccia quotidianamente. Una identità per costruire insieme le possibili, eventuali, ma sempre più necessarie, modalità di tali aggregazioni, sulla base di una concezione secondo cui anche le diversità quando opportunamente organizzate, possano trasformarsi in punti di forza.

Non siamo a chiedere un modello utopico che neghi le realtà individuali, ma una visione strategica che le contempli insieme nelle rispettive identità finalizzandole però a una crescita generale. Nulla impedisce che gli orizzonti possano essere allargati a tutto il Gargano.

E’ dell’ultimo minuto la notizia che i 258 sindaci di Puglia riceveranno una lettera con la quale si chiede di esprimersi sulla costruzione di centrali elettriche nucleari nella regione. Siamo curiosi di conoscere le risposte dei primi cittadini garganici.

SAN MARCO IN LAMIS, LA GROTTA DELLA VERGOGNA

Riceviamo e pubblichiamo la denuncia degli amici del Gruppo Speleologico "Montenero"

E’ sabato pomeriggio, contattati dagli scout di Foggia per un escursione in una delle grotte garganiche di facili accesso, ci rechiamo nel "Bosco Difesa di S. Matteo" per mostrare ai nostri ospiti la Grotta della Difesa.
La cavità suborizzontale impostata su frattura tettonica, ad orientamento NO-SE, è costituita da una caverna invasa da crolli cementati e ricca di concrezioni. Dopo una ventina di metri la cavità si strozza in un modesto ambiente in cui non vi sono prosecuzioni.

La grotta scoperta nel 1973, si presentò ad i suoi primi esploratori in tutto il suo splendore, riccamente concrezionata, in essa erano presenti formazioni carsiche come cannule, corralloidi, eccentriche e le classiche forme stalatto-stalagmitiche, dico erano in quanto la grotta della Difesa in realtà era "indifesa" da tutti e tutto. Il suo facile ingresso e la posizione proprio sul ciglio stradale ha fatto si che venisse depredata da ignoti di tutto il suo tesoro naturalistico.

Che la grotta fosse stata ormai svuotata di tutte le sue splendide concrezioni è cosa risaputa, la cosa invece che abbiamo scoperto attualmente è che essa viene usata come pattumiera, circa venti pacchi di volantini pubblicitari di una nota catena di ferramenta sono stati buttati all’interno della cavità pochi mesi fà, infatti la data dei volantini era quella di luglio 2008. E’ dire che solo qualche settimana fà era stato messo un cancello metallico a protezione dell’ingresso, ma evidentemente il cancello serviva altrove per cui i soliti ignoti hanno provveduto a sradicarlo nel giro di qualche giorno.

Perchè i volantini sono stati buttati in grotta, nonostante ci siano i bidoni dell’immondizia a circa 200 metri ? Come mai le agenzie di volantinaggio non controllano il loro personale durante lo svolgimento delle proprie mansioni? Il gruppo speleologico Montenero ovviamente esporrà denuncia alle autorità, e divulgherà la notizia attraverso un video girato durante la pulizia della grotta che verrà pubblicato in questi giorni sul sito www.speleomontenero.net . Povera grotta chissà cosa avrà fatto di male nella sua vita precedente per essere oggi trattata così…………. CHE VERGOGNA!!!

Michele Radatti
http://www.speleomontenero.net

Alga rossa nella diga di Occhito,finalmente l’Asl risponde

Nell’ambito del monitoraggio posti in essere tra ASL di Foggia e ARPA Puglia in relaziona alla situazione idrica della provincia di Foggia, gli ultimi campioni rilevati e riferiti al giorno 27.02.2009, confermano l’efficace azione dei sistemi correttivi decisi dal tavolo tecnico interistituzionale regionale e posti in essere da AQP. Il posizionamento dei filtri a carbone attivo nell’impianto del Fortore e la diluzione dell’acqua a valle del potabilizzatore hanno sortito i benefici effetti previsti.C’è chi ha fatto scorta di venti e più confezioni d’acqua in bottiglia per timore di rimanerne sprovvisto e c’è chi si chiede se può continuare a usare l’acqua che scorre dal rubinetto di casa per cucinare. La presenza dell’alga rossa nella diga di Occhito continua a creare molta preoccupazione.  Nessun allarmismo, nessuna paura, ma il monito è comunque quello di restare vigili e seguire gli sviluppi di questa vicenda, che a sentire gli esperti, è in continua e costante evoluzione. Ieri riunione in Provincia dell’Unità di crisi, che ha fatto sapere che nelle acque, al momento, non c’è la tossina più pericolosa. La microcistina. I campioni analizzati non ne manifestano la presenza. Ma gli esperti precisano che i controlli devono essere serrati perchè resta difficile prevedere se fra qualche ora o fra qualche giorno la situazione potrebbe già cambiare. L’alga rossa potrebbe reagire alla situazione ambientale dell’acqua e sprigionare durante la fioritura la microcistina, andando a variare o ad alterare i valori. Per questo ogni giorno dalla diga vengono prelevati due campioni di acqua con l’alga, analizzati minuziosamente. A metà aprile l’acqua dell’invaso sarà utilizzata per l’irrigazione dei campi ed è impensabile che possa essere potabilizzata. Il comitato provinciale continua a lavorare. Arpa, Asl, assessorato all’ambiente, facoltà di agraria e due istituti di ricerca, il Cnr e l’istituto zooprofilattico.

garganicus.blogspot.com
www.ondaradio.info

Video dei Cantori di Carpino ad Effetto Sabato, su Rai Uno

Purtroppo non ci era stato segnalata la trasmissione quindi non ci siamo potuti attrezzare per la registrazione; Inoltre ho registrato con una fotocamera ed il video ne dimostra la bassa qualità video (manca il pezzo iniziale,circa 1 minuto):



Si trattava di un montaggio del Documentario coprodotto e cofinanziato dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival – Les Chanteurs de Carpino, regia di Thierry Gentet, 2007, 50 minuti prodotto in lingua francese, italiano, spagnolo e inglese.

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