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Antonio Basile (Ufficiale)

Antonio Basile (Ufficiale) ha scritto 2101 articoli per Antonio Basile – OFFICIAL BLOG

La tarantella NON E’ SOLO SALENTINA!

In questo estratto dalla "Fisica Appula" (1806) , Michelangelo Manicone tratta del fenomeno del tarantismo in capitanata; questo documento è la prova storica che la tarantella era un’usanza diffusa anche nella nostra provincia e non solo legata al Salento.

Le ragioni degli Antitarantisti, e risposte de Tarantisti

Mi piglierò io il laborioso impegno di descriver qui la Tarantola appula? Favellerò io delle tante inezie, ciance, e mentecattaggini, che dai collettori di favole sonosi su questo celebre Ragno scritte, e dette? Perderò io il tempo ed il senno nel confutare gravemente tutte le opinioni, che fino ad ora sono state avanzate per ispiegar la danza de Tarantolati? No. Io esaminerò solo due punti tarantistici, che col clima appulo han rapporto; riferirò le ragioni dell’ uno e dell’ altro partito; e nulla deciderò io, ma deciderà il Leggitore illuminato insieme e disappassionato.

Or il Tarantismo è un vero ed effettivo morbo, oppure un inganno, un’ impostura, una favola? Il Signor Suaammerdam, il nostro Tommaso Cornelio, e cent’altri Antitarantisti sono di sentimento, che il Tarantismo altro non sia che una favola di mendichi, e di vagabondi. Parecchi Naturalisti, dicon essi, non ci fanno forse sapere, che i ragni non sono velenosi?

Rispondono i Tarantisti, che i ragni non sono velenosi ne’ climi freddi, e che lo sono ne’ climi roventi. Si sa, che il clima influisce molto sulla genesi, e sull’ esaltamento del veleno. Si sa, che que’ Serpenti, i quali ne’ nostri climi temperati sono esenti da veleno, nella zona torrida sono velenosissimi. Si sa dalle sperienze del Redi, che le vipere sono più velenose nella estiva stagione, che in tempo d’ inverno. Si sa finalmente dalle sperienze dello stesso Redi, che gli scorpioni Africani non erano più velenosi nel mese di Novembre; che ripigliavano la forza velenosa ai 23 di Febbrajo; e che erano velenosissimi nella state. Or caldo è il clima dell’Apulia, ed arido il terreno; ed ecco perché qui sono velenose le Tarantole.

Replicano gli Antitarantisti: si trovano le Tarantole non solo nell’Apulia, ma eziandio nella Calabria, nella Sicilia, nell’Asia; nella Persia, ed in cent’altri climi più caldi di quello dell’ Apulia. Or perché nessun’ombra di Tarantismo sentesi in tali Regioni, ed il Tarantismo ha risuonato per secoli nell’Apulia?

Rispondono i Tarantisti con un’apostrofe: Antitarantisti, dicono, agevole non è lo svolgere dall’ aspo questa matassa. La natura è un gruppo d’arcani . Chiedetene dunque lo scoprimento a que’ Filosofi, i quali malgrado della natura si fanno sacerdoti di lei, e siccome oracoli spacciano delle spiegazioni intorno i più ombrati misteri della medesima. Ma dal che noi non possiamo spiegare l’arcano, di cui si tratta, potete voi dedurne da ciò, essere una favola il Tarantismo? No certamente. Se è una favola, perché subito, o dopo alcune ore dal morso cominciasi a sentire dal Tarantolato un ardore, e dolore nella parte morsicata? Perché intromettendosi il veleno entro i nervi, ed accrescendosi per conseguenza la tensione dei medesimi, e la infezione del fluido nervoso , si sente dallo stesso Tarantolato una oppressione di cuore, una turgescenza del ventricolo e degli intestini, una sete grande, una mancanza di respiro? Perché finalmente a questi sintomi sussieguono una lassezza universale, una lipotimia, e così l’ ammalato rimarrebbe, e ‘l tutto andrebbe in peggio, se non si desse un pronto rimedio? E dunque un morbo vero il Tarantismo .

Opinione del Rosati

Il chiarissimo Signor Rosati di Foggia chiama il Tarantismo morbo ridicolo e ideale, e pensa, che il distruggitore di un tale immaginario morbo sia stato il lume delle Scienze.

Diffatti, soggiungo io, quanti pregiudizj non ha tolto via la Fisica? Quei, che posti nel bagno, stavano a galla, quarantanni addietro erano riguardati come indemoniati. Oggi questo è un fenomeno fisico. A vista de’ fuochi fatui, d’ una ecclisse, d’una aurora boreale, e d’ una cometa il popolo pochi anni addietro tremava: oggi non trema più ;e da tali felsi timori lo ha liberato la Fisica.

Quindi essendo vero, che il Tarantismo sia un morbo ideale, è vero ben anche, che il distruggitore del medesimo sia stato il lume della vera Fisica, ma se poi il veleno della Tarantola è un vero e reale veleno, per qual ragione, domandasi, non si parla più nella Daunia di Tarantismo, ancorché i morsi insensibili di questo insetto seguissero ad accadere?

Tutte le preparazioni delle officine sono inutili per la cura del Tarantismo. L’unico rimedio è la Musica. Il Tarantolato balla, e mercé del furioso dimenamento del corpo, suda grandemente, e cosi si espelle il veleno. La sonata, che usano gli Apuliesi per fare che i Tarantolati ballino, chiamasi Tarantella. Questo vocabolo pare essere di Greca origine; giacché il verbo "tarantin" significa commovere grandemente: il che concorda assai bene colle azioni de’ Tarantolati. Forse la voce Tarantola deriva da questa Greca dizione.

Io sospetto che ciò dipenda dalla diminuzione del caldo estivo qui accaduta. Che il calore vada in pieno scemando, ed il freddo nel totale crescendo sempre, l’ ho altrove dimostrato. Or posta una tale verità meteorologica, ecco com’io ragiono. Il caldo influisce grandemente sulla genesi, e sull’esaltamento del veleno; qui il caldo estivo è scemato; dunque potrebbe essere, che la diminuzione del caldo fosse la cagione, perché i morsi della Tarantola erano funesti ne’ tempi andati, ed innocenti a’ dì nostri. Questa conseguenza è piuttosto un mio dubbio, che un mio sentimento. Il Leggitore pensante vedrà, se esso, sia appoggiata ad un fondamento sodo, e se in conseguenza s’inalzi al supremo grado della probabilità.

Opinione de Serao

Il celebre nostro Serao, crede, che il Tarantismo sia un morbo endemico degli Apuliesi, il quale deesi ridurre al genere de’ delirj malinconici originati dal calar del clima, dai vegetabili sostanziosi e dalle carni straordinariamente nutrienti. Udiamo come la discorre, ed eccone le proprie parole. Il clima, della Puglia piana, dic’egli, è caldo oltre misura… La natura poi di quella terra è tale, che tutti i frutti di essa, le erbe, le biade, e per conseguente le carni degli animali, che hanno ivi la loro pastura, sono di robustezza, e di efficacia straordinaria. Or tutte queste cose devono, partorite una qualità. De’ sughi del corpo in colui che le usa giornalmente, ed una tessitura del corpo stesso, tale da render gli umori parte violenti ed impetuosi né movimenti del loro anima, e parte ponderosi e compatti, e di elementi troppo stretti ed affollati insieme: dalla qual disposizione nasce di leggieri, a quel che si può capire medicinalmente. Misterica nelle donne, e una specie d’Ipocondria negli uomini; o sia per dirla con meno parole nella lingua de vecchi Medici, il Temperamento Malinconico, quello che esaltato di poco, costituisce gli uomini assai vicini alla mestizia luttuosa, alla mattezza, e talora al furore, ed all’ insania. Fin qui l’illustre Serao.

Veramente il credere, che il Tarantismo dipenda dal clima, e dagli alimenti, mi pare che non sia un ragionato delirio mentre si sa, che il calore grande del clima può generare una prava crase di umori, ed indi il delirio melancolici. Ma se i Tarantisti avesser domandato al Serao: se il Tarantismo è un morbo indigeno, perché 30 o 40 anni indietro in Foggia, ed in tutta la Daunia, le piazze e le campagne erano nella state piene di deliranti, ed al presente non si fa veruna commemorazione di un tal morbo? Il clima d’ oggi non è lo stesso che quello di 30 anni addietro? Gli alimenti non sono pure gli stessi? Perché dunque il clima, e gli alimenti anni sono producevano il delirio malanconico, ed al presente non l producono più? O non l’han mai prodotto o dovrebbon produrlo anch’oggi. Se i Tarantisti, dico, avessero così domandato al Serao, che avrebb’egli risposto? Lettori, indovinate, ch’io vò favellare di altri nocivi insetti.

Documento trascritto da Sara Di Bari e Domenico S. Antonacci

Capodogli arenati a Capojale: tutti morti

Alla fine non è servita a nulla la lotta contro il tempo per salvare i sette capodogli arenatisi questa mattina a Foce Varano. I sette cetacei sono tutti morti nelle ultime ore, a causa dei danni riportati nello spiaggiamento. Lo rende noto l’assessore all’Ambiente della Provincia di Foggia, Stefano Pecorella che ha convocato nella sede della Guardia di Finanza a Foce Capoiale una riunione tecnica – che è in corso – per pianificare e coordinare gli interventi necessari per affrontare l’emergenza. Al tavolo tecnico partecipano rappresentanti dell’Istituto Zooprofilattico di Foggia, i sindaci del Comuni di Ischitella e di Cagnano Varano, i responsabili del Servizio Veterinario dell’Ausl di Foggia, il responsabile nazionale del Centro studi sui Cetacei e i responsabili del Parco Nazionale del Gargano. ‘Quello che è accaduto – spiega Pecorella – è un fenomeno assolutamente straordinario, che impone la massima e seria analisi da parte degli addetti ai lavori sulle cause che hanno determinato lo spiaggiamento’. ‘Il fenomeno – conclude l’assessore – impone la massima responsabilità degli enti coordinati anche per gli interventi di rimozione delle carcasse dei mammiferi, che diversamente già oggi potrebbero costituire un serio problema di carattere ambientale’.

Tatiana Bellizzi,teleradioerre

Greenpeace: spiaggiamento molto, molto, anomalo ma non esistono strutture per recuperare i grandi cetacei

BARI – «Si tratta di uno spiaggiamento molto, molto, anomalo – dice Giorgia Monti, responsabile campagna mare Greenpeace – però è anche vero che la gente solleva la testa quando accadono questi eventi drammatici ma poi non si interroga su ciò che ha fatto. Ha limitato le attività umane dannose? Ha creato aree protette?».
La prima segnalazione dei capodogli in difficoltà risale a 24 ore fa, possibile che non si sia riusciti a salvarli? Non c’è un sistema di pronto intervento sulla falsa riga di quello americano?
«No, per il recupero manca un sistema di pronto intervento e forse si dovrebbe creare un centro di riferimento nel Mediterraneo. Ed è vero che perdere sette capodogli è drammatico perché sono animali adulti e magari pronti per la riproduzione, però è anche vero che il loro spiaggiamento è molto difficile da gestire». «Si deve considerare – spiega Giorgia Monti – che potrebbero essersi spiaggiati perché qualcosa ha interferito col loro sistema di orientamento. E allora, anche se li si rimettesse al largo, gli animali tornerebbero a spiaggiarsi. Il recupero di questi animali, infatti, si fa in piscina ma, d’altro canto, di piscine per cetacei molto grandi, come sono i capodogli spiaggiati in Puglia, non ne esistono».

«Per noi di Greenpeace – conclude Giorgia Monti – è una tragedia la perdita di questi capodogli e c’è un grande senso di impotenza. Però noi andiamo ancora più a monte della fase di salvataggio. Secondo noi, il miglior modo per evitare questi spiaggiamenti risiede nella tutela del mare, nel controllo delle fonti di inquinamento (anche acustico), del traffico marittimo, nella creazione di aree protette. Se si operasse in questo modo si proteggerebbero tutte le specie marine e non solo i capodogli».
MARISA INGROSSO dalla GdM

Gargano, cimitero di Moby Dick Sette capodogli giacciono sulla sabbia

FOGGIA – L’acre visione di sette capodogli morti sulla spiaggia alla Foce di Varano la dice lunga sul riscaldamento dei mari e sulle nuove "rotte" di balenotteri e simili. Sarebbe infatti la prima volta, informa la Capitaneria di porto di Vieste, «che cetacei di queste dimensioni (dai 7 ai 10 metri di lunghezza, ndr),vengono trovati spiaggiati sulle coste dell’Adriatico». La costa pugliese del Gargano diventa per un giorno un triste cimitero delle balene. I mammiferi sono stati trovati sul litorale al nord, Foce di Varano, in prossimità del lago di Lesina.

 

Sull’arenile sono da molte ore presenti gli uomini di Protezione civile, Capitaneria, e i veterinari dell’Asl che hanno provato senza riuscirci a salvare due dei capodogli «arenati», ancora in vita ma in lenta agonia. E la possibilità di farli riprendere il largo, a quanto pare, si è rivelata una strada non praticabile.

TRASPORTO A PADOVA – I mezzi meccanici e le gru in queste ore trovano non poche difficoltà nelle operazioni di approccio agli animali sulla sabbia, data l’ampiezza della spiaggia. Sul posto è presente anche il professor Alessandro Bortolotto, responsabile nazionale del Centro studi sui cetacei. Si ipotizza anche il trasporto all’università di Padova di alcuni esemplari a scopo di studio.

 
 

LE IPOTESI – Perchè il Gargano è diventato nello spazio di un mattino un cimitero di capodogli? Secondo gli animalisti, avrebbero perso l’orientamento finendo sulle spiagge del promontorio pugliese, forse, ma è solo un’ipotesi, a causa delle forti mareggiate che hanno interessato l’Adriatico in questi giorni.

IL MINISTERO – Il Ministero dell’Ambiente, appresa la notizia ha allertato l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e la Guardia costiera, che ha mandato lungo il litorale – oggi segnato da avverse condizioni atmosferiche e da mare agitato – una motovedetta che sta pattugliando la zona per monitorare la situazione e per individuare, magari, altri capodogli nelle acque pugliesi.

IDENTIKIT DEL CAPODOGLIO – Il capodoglio più famoso della storia è Moby Dick, nato dalla fantasia di Melville, romanticamente identificato con l’appellativo di «balena bianca». Ma il capodoglio, dalla testa enorme e allungata, non è una balena (spesso si fa confusione) perchè ha i denti. Il nome scientifico è Physeter macrocephalus, appartiene alla famiglia degli Odontoceti, come i delfini. Il maschio può anche superare i venti metri per sessanta tonnellate.

corrieredelmezzogiorno.it

Video del servizio del Tg2

“Se il caldo renda baccanti le femmine” e l’origine del proverbio Fuggi da Foggia

"Lo stesso Longano dir osa, che qui il caldo rende le femmine baccanti. La stessa infamazione ripetei io a chiusi occhi nel mio Ragionamento chimico fisico intorno al mefitismo della Città di San severo . Io mi ritiro da questa opinione . Dicono , che i soli Eroi sanno piegarsi a cosiffatte ritirate. Io mi piego senza presumere di Eroismo .
Dico adunque,essere la proposizione del Longano una menzogna di rapido girovago. Le vaghe e spiritose donzelle appule, precise le Manfredoniane amano la danza;e ballano mirabilmente la vivave e movitiva Tarantella:ma la ballano per passatempo,e non perchè il caldo le rende baccanti.Ritiratezza,onestà,fatica,e modesta e discreta liberà;ecco la divisa delle donne appule.I Manfredoniani amano appassionatamente il Canto e l’ballo. Essi discendono dagli antichi Sipontini, i quali , come scrisse de’ medesimi l’Imperador Federico , erano furenti pel canto, e per la danza: Ad Cantum promptunt subsaltat molle Sipontum .Ad un buon uomo , il quale bramava , che da Mantredonia proscritta fosse la danza , io per risposta gli narrai cio che Monsignor di Fenelon disse ad un Curato. Un dì un Curato vantavasi in presenza del Fenelon d’aver ne’ giorni festivi proscritta la danza dal suo villaggio. Signor Curato , disse l’umano Prelato , siamo meno severi verso gli altri; astenamci noi di ballare, e che i contadini ballino. Perché non permetter loro, che dimentichino per qualche istante le loro sciagure?
Ma dicesi: le donne Foggiane non corrono ogni anno nell’ultima Domenica di Aprile alla Chiesa della Madonna dell’ Incoronata, dove tutto il giorno gozzovigliano e danzano, e tornan poi la sera a casa facendo in carrette le vere baccanti? Rattristante e vera obbiezione! Si; l’ultima Domenica di Aprile era un giorno di ubriachezze, di libertinaggio, di risse, e di omicidj. Oh profanazione! Sclamava il vero Cristiano; oh vitupero della santa Religione! Ho detto era; perché la profanazione della Festa è pressoché finita. Anni addietro era una vera manìa; perché non era il basso popolo quello, che portava la battuta, e dava il tuono e la voce in quella Musica, ma il Gentiluomo. Oggi i Gentiluomini portano in trionfo la moriggeratezza; ed ecco perché il popolo si è corretto, ed il baccantismo è terminato. Quindi le Foggiane erano baccanti non per ragion di clima, ma sibbene per ragion di educazione. Primamente, in Aprile il caldo non è in Foggia tale da render baccanti le femmine. Secondamente, se il clima le rendeva baccanti altre volte, perché non le rende tali anche al presente? Finalmente, perché sotto il medesimo clima non eran tutte baccanti, ma solo quelle, che amavano di portare in trionfo la scostumatezza? Dunque il cattivo esempio le rendeva tali, non già il clima.
Dicesi ancora, che Foggia sia un vasto bordello; quindi quel proverbio appulo:fuggi da Foggia. Ma questa è una vecchia calunnia ripetuta oggi solo da quei, che non conoscono i costumi de’ Paesi. Le donne pubbliche, che sono qui confinate in uno stretto vicolo detto Pontescuro, sono, forestiere: una o due sono Foggiane. Laonde siccome mal si giudicherebbe, a modo di esempio, della Filosofia Italiana dalle opinioni di tre o quattro Preti Calabresi, così non è da lodarsi la precipitazion di coloro, i quali per due donne pubbliche tutto il bel sesso Foggiano accusano di deboscia.
El vero: vi sono in Foggia, molte donne mantenute, che passano da una mano all’ altra: ma la deboscia di queste è l’effetto della miseria, e non già del feroce caldo, e del costume dominante. Voi difficilmente troverete donne di cattivo odore in quelle famiglie, in cui avvi da mangiare, da bere, da vestire, e da soddisfare onestamente gli altri appetiti della natura. Veggonsi donne brifalde solo nelle famiglie bisognose; e queste vendono i loro miseratibili favori ai Soldati d’ Amore, non perché il caldo le rende baccanti, e le colafizza la carne, ma perché la fame rode loro le budella. Il perché le manierose, amabili e gentili Signore Foggiane, sono vergini modeste, mogli fedeli, e madri virtuose. Quindi ecco il senso del proverbio fuggi da Foggia; cioè fuggi da Foggja nella state ,e nell’autunno. Nella state, perché il caldo ti annoja, e le zanzare, i moscherini, ed altri impertinentissimi insetti ti mangiano; e nell’autunno, perché l’aria è incostante e la febbre terzana ti farà una ingrata visita."

La fisica Appula,Manicone

Branco di capodogli si arena sul Gargano

GARGANO – Una decina di capodogli si sono arenati al largo della costa di Foce Varano sul Gargano. La prima segnalazione di avvistamento dei cetacei è stata lanciata ieri pomeriggio alle 15.30 da quando gli uomini della Capitaneria di Porto di Vieste hanno allertato il Centro Nazionale Studi Cetacei e il servizio Veterinario.

Dalle prime ore di questa mattina gli esperti, con alcuni mezzi della Guardia Costiera di Vieste, stanno operando per tentare le procedure per portare in salvo i cetacei.

«A me han detto che ce ne sono tre spiaggiati e tre o quattro in zona – dice Marco Affronte (biologo marino e responsabile scientifico della Fondazione Cetacea onlus di Riccione) – e mi risulta che, di quelli spiaggiati, due sono morti e uno sta morendo adesso».

Secondo Affronte, sul luogo stanno convergendo vari esperti dell’Università di Bari e anche dall’Università di Padova. Per lui «Si tratta di un evento eccezionale perché in Adriatico non è assolutamente frequente. Anzi, in Adriatico i capodogli capitano rarissimamente».

Intanto si stanno mobilitando anche i volontari. «Sto cercando di raggiungere la zona via mare – dice Giovanni Furii, biologo che lavora al Centro di recupero tartarughe marine di Manfredonia – ma non sarà facile perché c’è mare grosso da quella parte. Per i cetacei spiaggiati forse non c’è nulla da fare ma, speriamo di poter aiutare gli altri che, al momento, sono a una quarantina di metri dalla riva».

Comunità Montana del Gargano: non ci meritiamo tutto questo.

Ancora nulla di fatto alla Comunità Montana del Gargano e cosi il prefetto di Foggia commissaria l’ente.

Il resoconto del Consiglio di oggi
Si è consumata l’ennesima pagina negativa sul rapporto tra istituzioni e struttura tecnico-amministrativa nel Consiglio del 10 dicembre alla Comunità Montana del Gargano. Il Presidente dell’ente dott. Nicola Pinto esordisce con una comunicazione ai consiglieri, facendo presente a tutti dell’ennesimo tentativo di boicottaggio messo in atto del Segretario Ugo Galli nei confronti della politica dell’ente. il Segretario, che dovrebbe affiancare il Presidente nel regolare svolgimento dei suoi ruoli, ha fatto letteralmente saltare due sedute di consiglio per cavilli tecnici, impedendo gli adempimenti e l’adeguamento dello statuto come previsto dalla legge Regionale. Addirittura il segretario ha impedito al presidente l’utilizzo della carta intestata per comunicazioni istituzionali, motivando che Nicola Pinto è in fase di prorogatio e non può usare carta intestata. La seduta è stata incandescente, in effetti gli interventi dei consiglieri, sia di maggioranza che di minoranza, hanno “condannato” l’atteggiamento del dipendente. – Stiamo aspettando che il TAR si pronunci sul ricorso presentato per accedere agli atti- ha sostenuto Pinto, dopodichè percorreremo tutte le strade possibili per far venire alla luce tutti gli abusi e soprusi dei dipendenti che ormai hanno dichiarato guerra alla politica che voleva un ente vitale e funzionale al territorio. Ovvio che il prezzo da pagare da parte dei dipendenti sarebbe stato quello di piegare la testa e lavorare, rinunciando a tutti i privilegi di cui godono oggi. Gli stacanovisti del riposo li ha ribattezzati il prof. Peppino Maratea.
Il TAR si pronuncerà a giorni e molto probabilmente in maniera favorevole ai due amministratori dell’ente che per due anni hanno passato le pene dell’inferno per poi essere assolti con formula piena. La richiesta è di accedere a tutti gli atti posseduti dalla Comunità Montana in merito al progetto WDCNET. Potrebbero uscire novità da quei documenti, uno su tanti ad esempio chi usava l’auto dell’ente (acquistata all’insaputa di tutti) per andare a Giulianova nelle Marche e a che fare… Giulianova ricordiamo, è il paese dell’accusatore Gino Verrocchi. Da qui potrebbero nascere nuovi scenari e magari le cose potrebbero capovolgersi a favore dei due amministratori ed ovviamente a sfavore del Segretario Galli e dell’ ing. Verrocchi… Ma di questo ne parleremo più in la. E’ inconcepibile pensare che il presidente non possa avere a disposizione i documenti dell’ente da egli stesso presieduto. Eppure sul Gargano succede anche questo. Un altro abuso venuto alla luce proprio nella seduta del consiglio è il cambio della serratura agli uffici del GAL Gargano che ha sede nella struttura della CMG. Si pensi che Galli ha cambiato le serrature e non ha permesso l’accesso ai dipendenti del GAL. Non si è capito bene, ma Galli sostiene che l’artefice sia proprio il presidente del Gal, Nicola Abatantuono. Lo stesso Abatantuono delegato dalla giunta a rappresentare la CMG nel cda del Gal.. Da qui partono le critiche da parte di maggioranza e minoranza sull’atteggiamento  del presidente del Gal e sulle mancate comunicazioni. E’ da giugno che ormai la chiave della serratura degli uffici del Gal è posseduta soltanto da Ugo Galli. Ma la comunità montana, socio di maggioranza del Gal, era tenuta all’oscuro di tutto. Abatantuono e Galli si rimbalzano le colpe, ma si ha l’impressione che ci sia combutta tra i due. Comunque, su proposta di Vincenzo Totaro (UDC) dell’ opposizione e di Nicola Pinto, c’è stata una mozione d’ordine votata all’unanimità per far restare il Gal nei locali della CMG per questa programmazione ormai al termine e per la prossima. Intanto si attendono sviluppi sulle nuove nomine e sul nuovo Consiglio dell’ente montano che non si è insediato nemmeno questa volta a causa della mancata nomina di tutti i 13 membri che costituiranno il nuovo organo rappresentativo. Si ha l’impressione che si vada per le lunghe anche perché in diversi comuni a marzo si rinnovano i consigli comunali e fino ad allora la situazione potrebbe restare ferma, con Pinto alla presidenza.
Invece Peppino Maratea nel suo intervento comunica a tutti che, dopo il successo dell’iniziativa pubblica tenuta a Vico (almeno 300 i presenti) per raccontare i retroscena della vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto, scenderà in altre piazze come Monte, Manfredonia, Vieste, Mattinata pubblicamente per raccontare i "Due anni di inferno, dall’arresto all’assoluzione: i fatti (e tutto quello che c’è stato dietro…)" come egli stesso ha voluto intitolare le sue itineranti iniziative. Da quanto si è capito l’unico a fare opposizione a Nicola Pinto è Ugo Galli, anche perché tutti gli ultimi atti sono passati sempre all’unanimità.
I prossimi saranno mesi caldi nei vari enti, nonostante le basse temperature invernali che attanagliano Monte Sant’Angelo, sede di molti enti sovracomunali.

Daniela Aponte commissario ad acta

Daniela Aponte, capo gabinetto dell’ufficio territorio del governo della Prefettura di Foggia, è stata nominata commissario ad acta della Comunità Montana del Gargano. Con l’arrivo del commissario, chiamato all’adeguamento dello statuto della Comunità Montana, rimane in carica solo il presidente Nicola Pinto e l’organo rappresentativo dell’ente montano, annullato l’organo esecutivo. La prossima settimana, in attesa di conoscere il nome del rappresentante del comune di Cagnano Varano, si provvederà all’elezione del nuovo consiglio e del nuovo presidente.

Capitanata 2020 ,per Di Gioia “il sistema è saltato” (alias ” tu,avuann, ZUMB! ” )

Diversi gli assi e le progettualità contenute nel corposo dossier presentato alla stampa: alla realizzazione della Strada a Scorrimento Veloce del Gargano a quella della Strada Regionale 1 – con i relativi assi di penetrazione che collegheranno l’arteria alle aree interne – sino agli interventi nel campo della messa in sicurezza del territorio dal rischio idraulico e dal dissesto idrogeologico; dal progetto per la riqualificazione dell’Abbazia di Kàlena sino all’innovativa idea di costruire una rete integrata e moderna dei servizi bibliotecari e museali della Capitanata.Il sistema è saltato. Non usa mezzi termini l’assessore provinciale al bilancio Leo Di Gioia, nel definire cosa sta succedendo nei rapporti tra Enti locali e Regione a proposito del finanziamento dei progetti elaborati in vista dei finanziamenti europei nell’ambito della pianificazione strategica di Area Vasta. Le dichiarazioni di Di Gioia arrivano il giorno dopo l’esternazione di un altro malessere, quello del sindaco del capoluogo Gianni Mongelli. "Non è questione di partigianeria politica – chiarisce Di Gioia durante la presentazione del dossier della provincia di Foggia contenente gli interventi proposti sui fondi europei – la questione è che viene cancellata la libera scelta degli Enti sui quali siano le priorità del territorio, e quindi si mette in onda un corto circuito". Il sistema saltato cui si riferisce Di Gioia è quello organizzativo della Regione. Se fino a poche settimane fa l’unico interlocutore dei capifila dell’Area Vasta era l’assessore regionale alla pianificazione strategica, ora i punti di riferimento degli enti sono i singoli assessorati, che determinano anche quali sono gli interventi da finanziare, scavalcando le priorità individuate dalla cabine di regia. E’ il caso della rete wi-fi, individuata da Palazzo Dogana come una priorità del territorio provinciale, ed ora avocata alla Regione, che procederà con un suo progetto regionale. Il sistema dell’Area vasta, per Di Gioia come per Mongelli, funziona solo se viene rispettato il lavoro fatto dal territorio, e cioè finanziato il progetto nato sul territorio. Se invece, si lascia andare Di Gioia, deve decidere tutto la Regione, allora abbiamo buttato via tre anni di lavoro. Con il rischio che scadano i termini ed i progetti vengano definanziati. Per questo Pepe e Di Gioia, chiedono regole chiare e risposte urgenti.Un parco progetti da circa due miliardi di euro per una piattaforma di interventi spendibile sui tavoli regionali, nazionali ed europei. Sono i numeri e le finalità del lavoro progettuale condotto dall’Amministrazione provinciale nel campo della Pianificazione Strategica di Area Vasta, raccolto in un dossier e presentato questa mattina nella Sala Giunta di Palazzo Dogana dal presidente della Provincia, Antonio Pepe; dall’assessore alla Pianificazione Strategica, Leonardo Di Gioia; e dal Dirigente del Settore Pianificazione Strategica, Potito Belgioioso. 155 pagine in cui è stata raccolta la sintesi del contributo tecnico che la Provincia ha affiancato al determinante ruolo di coordinamento politico nella definizione delle opzioni di sviluppo presentate a valere sui Fondi Fas e Fesr 2007-2013. "La Pianificazione Strategica di Area Vasta – ha affermato il presidente Pepe – rappresenta una straordinaria opportunità per valorizzare adeguatamente le nostre eccellenze e per colmare i ritardi di carattere infrastrutturale. Un ringraziamento sincero voglio rivolgerlo all’ingegner Belgioioso, a tutto il personale e ai tecnici del Settore Pianificazione Strategica del nostro Ente, perché è grazie alla loro competenza e alla loro professionalità se siamo stati in grado di presentarci a questo appuntamento con un’autorevolezza non soltanto politica, ma anche di carattere progettuale. Ringrazio poi l’assessore Di Gioia, perché attraverso il suo lavoro la Provincia di Foggia è riuscita a riappropriarsi di un ruolo centrale in questo settore; a diventare camera di coordinamento e di compensazione degli interessi territoriali, disegnando una prospettiva di sviluppo armonica per la Capitanata". Secondo il presidente della Provincia, tuttavia, "adesso tocca alla Regione e al Governo supportare il nostro sistema degli Enti Locali, confermando l’impianto delle priorità individuate dal territorio e accelerando l’assegnazione delle risorse economiche".Diversi gli assi e le progettualità contenute nel corposo dossier presentato alla stampa: alla realizzazione della Strada a Scorrimento Veloce del Gargano a quella della Strada Regionale 1 – con i relativi assi di penetrazione che collegheranno l’arteria alle aree interne – sino agli interventi nel campo della messa in sicurezza del territorio dal rischio idraulico e dal dissesto idrogeologico; dal progetto per la riqualificazione dell’Abbazia di Kàlena sino all’innovativa idea di costruire una rete integrata e moderna dei servizi bibliotecari e museali della Capitanata, per i quali proprio nei giorni scorsi la Regione Puglia ha deciso, riconoscendo al progetto una rilevanza ed una strategicità di respiro regionale, di stipulare un apposito Accordo di Programma Quadro. "Per la prima volta – ha spiegato l’ingegner Belgioioso – un Ente Locale si dota di uno strumento di straordinaria importanza, in grado di essere spendibile su tutti i tavoli di contrattazione, contenente opzioni strategiche capaci di intercettare finanziamenti nazionali, regionali europei".Complessivamente, l’attività progettuale condotta dalla Provincia contiene interventi per un totale di 1.618.059.633 euro per le reti di collegamento (all’interno delle quali rientrano la Strada Regionale 1, la Strada a Scorrimento Veloce del Gargano); 23 milioni 500mila euro per la valorizzazione e messa in rete delle risorse storico-culturali e naturali (all’interno delle quali rientrano la riqualificazione dell’Abbazia di Kàlena e la costruzione una rete integrata e moderna dei servizi bibliotecari e museali della Capitanata); 124 milioni 35mila euro per la salvaguardia e la messa in sicurezza del territorio (all’interno delle quali rientrano gli interventi per combattere il dissesto idrogeologico del territorio); 14 milioni 146mila euro per lo sviluppo di energia da fonti rinnovabili; 3 milioni 859mila 600 euro per il potenziamento delle infrastrutture digitali. Interventi per altri 270 milioni di euro, invece, riguardano la manutenzione e la messa in sicurezza dell’edilizia scolastica."Si tratta di un lavoro imponente – ha spiegato l’assessore Di Gioia – che individua le prospettive di sviluppo della Capitanata in una logica di stretta e totale interconnessione con gli altri strumenti di pianificazione territoriale, come il Piano di Coordinamento Provinciale ed il Piano Regionale dei Trasporti e che interessa entrambi i Piani Strategici attivati sul territorio (‘Capitanata 2020’ e ‘Monti Dauni’, ndr). Questa nostra capacità di programmazione, però, rischia di essere vanificata senza un cambio di rotta radicale da parte della Regione Puglia, che ha sostanzialmente cambiato le carte in tavola, avocando a sé la scelta delle priorità e parcellizzando tra i diversi assessorati regionali la gestione delle risorse economiche. Manca un quadro di regole chiare all’interno delle quali muoverci, manca il rispetto delle priorità di sviluppo individuate dal territorio. Si ribalta e si sconfessa così la filosofia stessa della Pianificazione Strategica di Area Vasta, con un ritardo drammatico che se non colmato rischia di far tornare a Bruxelles milioni e milioni di euro". "A tre anni dall’avvio di questo importante processo – ha proseguito l’assessore Di Gioia – la Regione Puglia non è ancora in grado di definire l’entità
e l’ambito di utilizzo dei fondi destinati al cosiddetto ‘Piano Stralcio’. Dal governo regionale aspettiamo dunque risposte certe sui criteri di valutazione dei progetti e sui tempi di erogazione dei finanziamenti, decisi a difendere fino in fondo ed in tutte le sedi il lavoro prodotto sino ad oggi in maniera unanime e condivisa dal sistema degli Enti Locali, dell’imprenditoria, delle organizzazioni sindacali e dell’associazionismo del territorio".

ondaradio.info

Il Comune di Ischitella vuol fare girare le pale…

Arrivano le feste con tutte le sue palle di Natale, ma nel Gargano oltre ai colori delle luci e il sapore delle tradizioni, qualcos’altro distrae l’attenzione dai grigi inverni del nostro territorio.
Articolo di Gaetano Berthoud

Sto parlando delle diaboliche iniziative di alcuni comuni, pronti a risolvere i loro problemi di bilancio, o meglio, l’incapacità di gestione di un territorio, con colpi di bacchetta magica, comodamente seduti “in poltrona”.
Parliamo questa volta del Comune di Ischitella, che comprende tutto il comprensorio di Foce Varano, parte del lago di Varano, senza contare le tante aree culturali a forte vocazione turistica, dimenticate e lasciate al loro destino.
La riflessione è del tutto spontanea; questi enti stanno trovando risorse nel modo più semplice possibile, cioè speculando per primi su questo territorio, baciato dalla fortuna per natura, ma messo sotto i piedi per scelta.
Veniamo però ai fatti.  Siamo al 19 agosto 2009. Mentre chi più, chi meno, si dedica a qualche giorno di ferie, magari con un bel bagnetto a mare, c’è un comune che non conosce soste e lavora con applicazione e sacrificio agli impegni. E’ appunto il Comune di Ischitella che, nel bel mezzo di feste e festicciole, si riunisce in consiglio comunale e delibera qualcosa di davvero scandaloso per il territorio, aggiungiamoci vergognoso per l’etica e mancanza totale di chiarezza.
 Delibera che la società Seva srl, VISTO quello e VISTO quell’altro, può tranquillamente procedere alla progettualità di impiantare 80 pale eoliche nel mare al largo di Foce Varano, per la precisione a 6 chilometri dalla spiaggia, quindi tranquillamente visibili da Foce Varano, Ischitella, Vico, Torre Mileto, Rodi, San Nicandro e Lesina.
A questo si aggiunge che chiunque attraverserà il nostro mare in direzione Tremiti, parliamo di milioni di turisti l’anno, passerà dinnanzi a questo Parco Eolico, per il quale suggerisco un chiosco così da creare attrattiva ai naviganti.
 Ora, dal momento che la legge sulle risorse a basso impatto ambientale, nello specifico gli offshore, non richiedono nessun tipo di avvallo da istituzioni superiori, ecco come la genialata raggiunge il suo senso. Cosa possiamo fare per risanare le casse del Comune? Signori politici stiamo calmi (sembra aver pensato qualcuno del Comune di Ischitella), possiamo ancora continuare a stare seduti come spettatori alla distruzione del territorio senza aver troppi problemi, mettiamo le pale eoliche al largo e i soldi per risanare arriveranno.
Ma che belle idee. Idee che dimostrano totalmente come alcuni comuni del Gargano mostrano tutti i loro limiti nella capacità di gestione di un territorio, continuando a non pensare a grandi sacrifici, idee ed opportunità per rendere un territorio vincente, ma preoccupandosi solo di dove andare a trovare la pezza a colori per risolvere “’l’ultimo dei problemi”, senza pianificazioni strategiche e sviluppo imprenditoriale.
Si continua a pensare alle feste, ai fuochi, ai loro giochetti politici di disgregazione, poi invece le emergenze vengono gestite un po’ come dei Last minute.
Ma poi pensiamo ad altro, ad esempio come un Comune di Ischitella e non solo, non si rendono conto che hanno tra le mani una Ferrari che necessiterebbe solo della benzina, che poi sarebbero le idee, per farli andare a 300 km all’ora, invece sembrano dei paesi del subappennino, sempre a piangere, a pensare di risolvere problemi accontentandosi della loro posizione, non riuscendo quasi mai a capire un concetto semplice; per avere i risultati occorre del lavoro vero, fatto di passione per il territorio, fatto di sacrifici come qualsiasi azienda fa, invece il luogo comune, non a torto, è che fare politica locale significa pensare ai fatti propri senza rischiare mai, senza impegnarsi troppo, dispensando favori a seconda della situazione, è soprattutto non sporcarsi mai le mani di lavoro, perché sembra che quello non tocchi a loro.
Intanto però giocano con i nostri territori per attutire la loro incapacità. Quindi signori abituiamoci a questo ed altro, chissà che tra qualche anno non si potranno vendere le spiagge, allora vedrete che faranno anche questo, vendere chiese, santuari, monumenti.
Magari un giorno sarà possibile vendere le piazze, poi il mare del comprensorio, i laghi e la natura circostante, venderanno l’ombra ma se sarà possibile anche il sole, l’importante è che loro non si sbattono troppo, in compenso però dovremmo sbatterci di più noi per rendere decoroso un territorio dove nei politici trova molte volte i primi nemici.
Ma completiamo questa minestra aggiungendoci un po’ di sale e pepe. Detto che, secondo la loro visione futuristica, con questa scusa del basso impatto ambientale sembra che ci stiano facendo un favore a fare cattedrali nel mare, aggiunto che sentir parlare di nuovi posti di lavoro attraverso questa cattedrale è una fesseria inascoltabile (guardare il subappennino se ha avuto posti di lavoro), resta la poca chiarezza dell’operazione.
In pratica questo Comune delibera il nulla, se non la totale disponibilità nel concedersi tra le braccia della Seva srl e lasciargli fare quanto da loro proposto. Mi spiego meglio.
Da quel che si evince non c’è nessuna analisi economica che possa dire quanto il Comune di Ischitella ricavi da questa operazione, cioè non sappiamo nemmeno se ne valga la pena, pur di tenere i politici ancora nei bar, intanto però viene deliberato il nulla, cioè tutto.
Dopo il sale veniamo al pepe. Non risulta un po’ strano anche a voi deliberare cose di cui non si sa il beneficio? Come mai l’opposizione non si è presentata a manifestare l’assenso o il dissenso? Siamo certi che non ci sia altro considerando come questa delibera così pesante, poiché riguarda tutto il Gargano, venga fatta così in sordina nei giorni di festa? Voi vendereste una macchina senza sapere cosa vi danno? Magari se non è vostra si, ed è forse questo il problema vero, quello di non spiegare niente o poco alla popolazione, di riempirsi la bocca con il basso impatto ambientale, di promettere posti di lavoro che non arriveranno e soprattutto mi viene da chiedere se non sia giusto che ci sia un sospetto su un’operazione che non ha niente di saggio, etico e chiaro nei confronti di un territorio ad altissima propensione turistica.
A questo punto è anche prevedibile una risposta ufficiale del Comune di ischitella che dichiara di aver “solo” valutato un vantaggio per poi a seguire considerare i vantaggi economici, ma a quel punto devono anche spiegare la necessità di una delibera convoncando il 19 agosto un consiglio apposito, in giorni che di solito l’assenteismo è più che scontato.
Come dice un proverbio “chi non cura la propria magione è un uomo senza ragione”.

Si parte per la Croazia da Rodi!

La Croazia e le isole della Dalmazia nella prossima stagione estiva potranno essere raggiunte partendo dal porto turistico di Rodi Garganico. Sarà infatti attivo un servizio di collegamento due volte alla settimana. Nei giorni scorsi il Consiglio comunale della cit tadina garganica ha votato al l’unanimità, senza distinzioni tra centrosinistra e centro destra, la proposta del sindaco, Carmine D’Anelli di ampliare l’offerta affiancando ai collegamenti per le Isole Tremiti anche quelli con la Croazia. Sarà la società Ltm di Termoli a garantire i collegamen ti in circa due ore e mezza con l’isola di Korcula, e l’isola di Kvar il martedì e il mercoledì. Sarà utilizzato un catamarano jet che potrà trasportare 400 passeggeri in ogni viaggio. L’obietti vo è intercettare i turisti mordi e fuggi, quelli che come accade per le Tremiti vanno e tornano in giornata; ma soprattutto fare di Rodi un punto di imbarco per chi trascorre una settimana o più di ferie in Croazia. Entrato in funzione il 25 luglio scorso, il porto turistico di Rodi Garganico è al momento nell’Adriatico il punto più vicino alla costa della Cro azia.

Il progetto di attivare questo nuovo servizio di collegamento era stato preannunciato proprio durante la cerimonia di inaugurazione del porto cinque mesi fa. «Proseguiamo sulla strada intrapresa. Il nostro obiettivo non era solo quello di costruire un porto turistico ma di attivare una delle tante autostrade del ma re», spiega il sindaco D’Anelli che ha voluto il coinvolgimento del Consiglio comunale nonostante non fosse necessario questo tipo di passaggio amministrativo. «Il porto è di Rodi e del Gargano. Su questo tipo di scelte che riguardano la comunità e il territorio non possono esserci divisioni», spiega D’Anelli.

Da luglio a settembre il porto turistico di Rodi ha visto 300 transiti, un risultato giudicato positivo dal Comune e dalla società di gestione per un punto d’approdo al suo esordio. «I collegamenti con la Croazia non nascono con l’obiettivo di consentire ai nostri turisti di poter trascorrere una giornata o 48 ore sul l’altra sponda dell’Adriatico, ma di creare un rapporto proficuo con la Dalmazia tra i loro operatori turistici e i nostri – aggiunge il primo cittadino – e, perché no, far conoscere anche i nostri prodotti come si faceva nel novecento con le arance degli agrumeti di Rodi e Vico». Quest’estate si faranno dunque le prove generali per verificare se il collegamento con le isole della Dalmazia funziona e quanto interesse c’è. Il Comune infatti non esclude che sia possibile pensare in futuro anche ad un col legamento settimanale nel corso di tutto l’inverno. «E’ presto per dirlo, ma dobbiamo lavorare anche guardando a questo tipo di prospettiva».

Antonella Caruso

L’Archeobotanica di Nello Biscotti diventa il calendario 2010 della BCC

Un calendario di Archeobotanica cioè sulla Biodiversità di alberi e frutti del Gargano, un lavoro fatto dall’ufficio stampa e comunicazione della BCC e dal botanico Nello Biscotti. Tutto ciò nel calendario del 2010 che è l’anno mondiale della biodiversità  delle Nazioni Unite (ONU), con il grande obiettivo di tutelare la terra.

Scandire i mesi con i frutti, conoscere i vari frutti del Gargano è questo l’obiettivo culturale e divulgativo del progetto. I frutti, quale prodotto del secolare lavoro dei nostri contadini e che  si è impoverito drasticamente: mangiamo non più di quattro tipi di mele, più o meno in tutti i paesi sviluppati; i nostri nonni mangiavano fino a quaranta varietà diverse. Nell’arco di non più di un quarantennio sulle nostre tavole non vi è traccia di questa diversità. Ma gli alberi ancora restano, per fortuna, per ricostruire storie, tradizioni, per poter salvare frutti, sapori, entità biologiche: è l’Archeologia degli alberi, dei loro frutti dimenticati, dei Frutti Antichi.  Basta andare indietro di due generazioni e già si può parlare di antichità.

I frutti antichi sono quelli che nell’arco di questi ultimi 30-40 anni hanno conosciuto un lento, silenzioso e graduale abbandono con l’affermazione della frutticoltura moderna o di quella cosiddetta industriale. Ed è così che non mancano sorprese nel calendario come ad esempio le olive bianche, ci sono solo una decina di alberi in tutto il Gargano uno a Vieste e un noto albero anche a Vico del Gargano nei pressi del convento dei frati cappuccini. Da quanto raccontano anziani contadini sembra che l’olio che se ne ricavava, molto dolce e delicato, di eccellenti qualità organolettiche, veniva usato nell’estrema unzione. Il calendario sarà distribuito, gratuitamente , nei prossimi giorni presso le filiali della BCC.

L’autore, Nello Biscotti è agronomo naturalista (dottore di ricerca in geobotanica) impegnato nel campo della ricerca e della divulgazione scientifico-naturalistica. Ha pubblicato: Ambiente ed educazione ambientale, Schena Editore, Brindisi, 1996; Padre M. Manicone, un dimenticato naturalista del ‘700, Claudio Grenzi Editore, Foggia, 1997; Gargano terra di viaggi e peregrinazioni scientifico-naturalistiche, Ed. Quaderni del Parco, Foggia 2000; Botanica del Gargano, vol. I, II, Gerni Editori, San Severo, 2002. E’ autore  di articoli,  saggi, monografie (quotidiani, riviste scientifiche) su tematiche naturalistiche e coautore di : Il verde del Gargano. Appunti di una ricerca. Quad. n. 1 della Comunità Montana, 1990; Il Parco Nazionale del Gargano. Uomini, caprioli e faggi. Gerni Editori, San Severo 1992; Paesaggio nel Gargano, Schena Editore, Brindisi, 1993. In corso di stampa: Paesaggi e biodiversità (Gerni Editori, San Severo); I frutti antichi del Gargano (Claudio Grenzi Editore)

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