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Antonio Basile (Ufficiale)

Antonio Basile (Ufficiale) ha scritto 2101 articoli per Antonio Basile – OFFICIAL BLOG

Estrazioni petrolifere vicino alle Tremiti

Al più presto partiranno le estrazioni di petrolio nei mari circostanti le nostre meravigliose isole (foto del titolo, la zona interessata è la 498, ultima a destra; ndr). E’ una società irlandese ad avere ottenuto il permesso di ricerca, la PetrolCeltic International, che data l’economicità dell’operazione ne ha chiesti parecchi di permessi di estrazione, a partire da Martinsicuro fino alle Isole Tremiti. C’è da chiedersi come possa essere economico chiedere permessi di ricerca per trivellare nelle nostre bellissime acque, ma molte agevolazioni fiscali e un bassissimo canone da conferire allo Stato rendono la speculazione da parte di società estere veramente allettante.

Pagheranno circa 5 euro per metro quadro di concessione annuale: una miseria, che non rende conto dei danni ambientali che tale operazione può portare. Si tratta di petrolio di pessima qualità, difficile e costoso da estrarre, e sono estrazioni più soggette a incidenti. Nessuna manna dal cielo quindi per le Amministrazioni locali competenti che si vedranno corrispondere cifre quasi simboliche, per farsi bucherellare i fondali marini in prossimità di riserve naturali.

Negli Stati Uniti la società petrolifera Hevron ha dovuto inserire un messaggio grosso 2 pagine nel Washington Post, imposto per legge, dove praticamente ammette che le estrazioni di idrocarburi provocano malattie alle popolazioni che vivono vicine ai pozzi. Tumori, leucemie, malattie ai polmoni, neoplasie, in tutto il mondo civilizzato non viene più permessa l’estrazione vicino a centri abitati, e ancor più vicino a zone d’interesse paesaggistico-naturale.

Basterebbe un minimo incidente, qualcosa che va storto, e la filiera del turismo alle Isole Tremiti sarebbe distrutta per sempre. A Timor Est un piccolo incidente ha provocato la fuoriuscita di greggio e altre sostanza nocive che hanno contaminato le acque in maniera irreversibile, o quasi. Gli scienziati affermano che ci vorranno cento anni prima che l’ecosistema torni come prima.

Noi nell’Adriatico abbiamo la bella esperienza dell’ENI (compagnia petrolifera nostrana) che negli anni ’70-’80 riversò tonnellate di rifiuti tossici nelle acque tra Venezia e Bari, senza mai essere identificato un colpevole, e quindi sappiamo bene come possano restare impuniti tali disastri ambientali dalle nostre parti. Ma le associazioni a difesa del territorio si stanno muovendo.

Pio Luigi Staniscia

Per conoscenza:

PERMESSO DEL MINISTERO
http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/istanze/dettaglio.asp?cod=144

MAPPA ZONE INTERVENTI
http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/istanze/mappa.asp?cod=144

N.B. – In VIDEO DELLA SETTIMANA le Isole Tremiti come vorremmo rimanessero sempre così!

puntodistella.it

Ultimo aggiornamento sullo spiaggiamento dei capodogli

Non sarà la cava a pochi chilometri da Cagnano Varano ad ospitare le carcasse sezionate dei sette capodogli spiaggiati ad Isola Varano e Capojale. Lo ha deciso un secondo tavolo tecnico in prefettura, a cui hanno preso parte il prefetto Nunziante, l’assessore provinciale all’ambiente Pecorella, l’asl, la protezione civile, i sindaci di Cagnano Varano, Nicola Tavaglione ed Ischitella, Piero Colecchia. E proprio i due primi cittadini garganici avranno il compito di trovare zone dove seppellire i resti dei cetacei, visto che la cava cagnanese non ha i requisiti giusti e non è stato possibile, nell’immediatezza, rilevare l’altezza della falda acquifera, che potrebbe inquinarsi facilmente. Una soluzione deve essere trovata nel giro di poche ore, più che di pochi giorni, anche perché i capodogli sono in decomposizione e vanno smaltiti al più presto. In ogni caso i loro scheletri potranno essere recuperati, perché richiesti da numerosi musei di storia naturale, tra cui quello nascente di Manfredonia e l’oasi del lago Salso, sempre nel Foggiano.
teleblu.it

Capojale – Tutti gli esemplari di capodogli sono ormai deceduti. A questo punto è venuto il crearsi il problema di come smaltire le carcasse dei cetacei.
Alcuni esemplari, i primi che sono venuti a mancare, sono stati trasportati su grossi camion verso una destinazione non meglio precisata nell’hinterland cagnanese. Gli ultimi animali morti, invece, sono sottoposti ad autopsia dagli esperti del CNR di Lesina, i quali sperano di riuscire a trovare delle tracce che indichino quali possano essere state le cause che hanno generato l’anomalia.
Qui di seguito metto a disposizione alcuni video, trovati in rete, che testimoniano il lavoro svolto dagli scienziati.
cagnanovarano.org

Nel suo capo si trova un enorme quantità (da 1 a 5 tonnellate) di una sostanza cerosa e trasparente detta "spermaceti", usata in cosmetica e come lubrificante. Altra sostanza ricercata è l’ambra grigia, concrezione che si rinviene nell’intestino del capodoglio, originata da resti di cefalopodi ingeriti. Un capodoglio può avere fino a 60 kg di ambra, usata in profumeria come fissativo
.
Che siano tra le cause del mancato tentativo di salvataggio?
 

Video sul sezionamento dei capodogli:

 

! Attenzione ! i filmati presentano immagini esplicite che potrebbero urtare la sensibilità di alcune persone!!

Capodogli in un mondo senza direzione

Lo ricordate il video che ha ritratto l’esecuzione a Napoli del boss di camorra? Il tipo con il cappellino che entra nel bar, simula una visita all’interno, esce, si avvicina alla vittima e, dapprima lo fredda alle spalle per poi finirlo con un colpo alla nuca. Il video delinea i contorni di un noto camorrista e ad oggi è ignota la ragione vera della pubblicizzazione del video. Che senso ha mostrare il video che ritrae un pregiudicato?

Il tizio con il berretto che dopo l’esecuzione si allontana con il ghigno sorridente sembra abbia commesso il tutto per la modica somma di Euro 500/00. Tanto vale una vita. In tempo di crisi non è tanto e non è neanche poco.

Nei giorni scorsi alcuni amici mi hanno riferito, con tono confidenziale medio, che, nel corso della manifestazione correlata al consiglio comunale del 1 aprile – quella che ha sancito la disponibilità del Consiglio Comunale di San Nicandro Garganico a conferire la disponibilità ad ospitare un impianto complesso per la gestione dei rifiuti – alcuni giovani manifestarono il proprio dissenso in cambio di denaro. In quell’occasione – lo ricordo per la condivisione di un senso istituzionale che dovrebbe essere comune – un sindaco non riuscì ad intervenire in consiglio comunale e tanta bella gente decise, nel momento dell’approvazione del deliberato, di scattare foto con il telefonino e lanciare bordate di ululati in direzione dei consiglieri comunali che approvavano l’accapo.

Il soprano lo fece per la modica somma di Euro 200/00; le comparse per Euro 50/00. Il soprano e le comparse hanno nome e cognome, sono noti; sono altrettanto noti gli erogatori di denaro.

A margine delle ragioni e dei torti, dei dubbi e delle ragioni, vorrei che su questo elemento iniziasse una riflessione forte, aperta, franca, per giungere alla condivisione di un codice etico che dovrebbe portare i partiti politici ad aborrire la violenza – foss’anche quella verbale – e a non coinvolgere nella militanza e nelle manifestazioni gente pregiudicata e che delinque ovvero che occupa illegalmente beni comunali.

I nove capodogli arenati sulle spiagge del Gargano qualcosa la dicono. Sono il simbolo di un mondo che non ancora ha trovato la sua rotta, la sua strada. Segno dei tempi. Ci parlano dello smarrimento e della deriva. Parlano anche di compassione e della resistenza. Due di loro, come le anatre di un pezzo da dio di Guccini, hanno preso il largo.

Costantino Squeo, sindaco di San Nicandro Garganico
da garganonews.it

Aereoporto a Foggia, ne parla l’assessore Vascello

La Puglia è una regione stretta e lunga. Per andare da Vieste a Leuca occorrono cinque ore di macchina. Grosso modo lo stesso tempo di percorrenza per andare da Foggia a Bologna.

La Puglia è una delle principali mete turistiche del sud dell’Italia. Delle provincie pugliesi Foggia è quella che registra il maggior numero di arrivi e presenze turistiche. Per essere più chiari nel 2008 il Salento ha avuto 3.800.000 presenze turistiche a fronte di quelle del Gargano che ammontano a 4.500.000 circa. La provincia di Foggia inoltre detiene circa il 50% dei posti letto dell’intera regione.

Il mercato mondiale delle vacanze negli ultimi anni si è caratterizzato per il diffondersi di una tendenza che è quella di vacanze sempre più brevi ma più frequenti durante l’anno. Questo impone a tutte le località turistiche di avere aeroporti a servizio che non distino più di un’ora e mezza, ma soprattutto è indispensabile evitare ai flussi turistici rotture di carico durante il viaggio.

L’aeroporto di Bari dista più di tre ore dalle località turistiche del Gargano con la presenza di almeno tre rotture di carico. La distanza tra Bari e Peschici è superiore a quella tra Bari e Leuca. In passato sono stati investiti 120 mln di euro per la costruzione della pista di Grottaglie, infrastruttura necessaria per un importante insediamento industriale (Alenia) che ha creato 400 nuovi posti di lavoro.

L’industria alberghiera del Gargano da occupazione a oltre 7.000 addetti considerando solo i settori della ristorazione e della ricettività. Non più di qualche mese fa sono stati stanziati 205 mln di euro per potenziare le infrastrutture del sistema aeroportuale pugliese, così ripartite 200 mln divisi tra gli aeroporti di Bari e Brindisi e 5 mln per quello di Foggia. La regione Calabria che ha una conformazione geografica simile a quella della Puglia sviluppa il suo sistema aeroportuale puntando su tre scali Lamezia, Reggio e Crotone.

La domanda è: perchè in Puglia questo non può avvenire?
Perché la provincia di Foggia non può avere un aeroporto degno di questo nome?

Nicola Vascello . Assessore al Turismo e Trasporti . Provincia di Foggia.

Alla carpinese Concetta Zezza il premio Saccia 2009

Sabato 19 dicembre, alle ore 19,00 presso l’auditorium comunale di Vico del Gargano, si svolgerà la quinta edizione del premio “Antonio Saccia” IL GARGANO CHE LAVORA, una manifestazione itinerante che ha già toccato i comuni di Ischitella, Rodi, Peschici e Vieste.

Nel corso della cerimonia verranno premiati imprenditori, professionisti, associazioni del volontariato, rappresentati dello sport, della comunicazione, dell’arte e della cultura, figli della terra garganica che attraverso il proprio impegno hanno particolarmente contribuito alla crescita sociale ed economica.
La manifestazione verrà condotta da Luca Sardella e Manila Nazzaro, noti personaggi dello spettacolo anch’essi conterranei così come gli allievi del conservatorio che eseguiranno alcuni brani di musica classica e folk.
Così come nelle passate edizioni verranno assegnate 5 borse di studio riservate agli alunni del quinto anno  degli istituti superiori del Gargano che sono risultati primi nello svolgimento di una traccia avente oggetto “Il turismo quale veicolo per la valorizzazione dell’olio d’oliva garganico” ed un videoclip della durata di 15 minuti.
La commissione che ha esaminato i lavori è qualificata ed autorevole:
Prof. Lazzaro Rino CAPUTO – Preside della facoltà di lettere e filosofia
Prof. Franco SALVATORI – Ordinario di Geografia – presidente della società geografica italiana
Prof.ssa Francesca CHIUSAROLI -Docente di linguistica generale ed applicata
Prof. Ernesto DI RENZO – Docente di storia delle tradizioni popolari ed antropologia del Turismo
Tutti dell’università di Tor Vergata – Roma.
I riconoscimenti 2009 saranno conferiti a:
Concetta ZEZZA – Direttore generale del ministero dell’Economia e delle Finanze (orig. Carpino)
Luciano CANNAROZI de GRAZIA – Direttore generale min. Funzione Pubblica (orig. Ischitella)
Mario MARATEA – Imprenditore nel settore della produzione di liquori tipici (Monte S.A)
Domenico ROMONDIA – Imprenditore – Prodotti di pasticceria (Vico del G.no)
Michele SCARALE – presidente dell’associazione commercianti “corso Matteotti” (San Marco )
Antonio VILLANI – Giornalista (Sannicandro)
Carlo NOBILE – Premio “alla memoria” – (Vieste)

Come nelle passate edizioni è prevista la partecipazione di tutte le istituzioni del territorio.

Concetta Zezza già nel 2001 viene nominata dal Presidente della Repubblica "Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana" si tratta di una onorificenza assegnata per  "ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.".

Una stella nel cuore della notte

“Soffia…soffia…soffia…!”
Trasportato dal vento è un grido di guerra.
Al grido di guerra poi segue l’attacco. Per ogni trenta centimetri di lunghezza, un respiro in superficie, un minuto sott’acqua alla successiva immersione.
È questa la regola empirica dei balenieri mentre scrutano l’acqua alla ricerca del mio sbruffo, per fare lesti un po’ di calcoli.
E se dopo al grido, ai calcoli arriva l’attacco, la nostra morte, seppure siamo giganti, s’appende anche ad altre esche.
Non c’è un grido, né una fiocina che sibila, ma mi sono ritrovato spiaggiato sul Gargano.
Era l’alba.
Mai vista l’alba da questa insolita posizione.
Sdraiato su di un fianco. Un occhio schiacciato sulla sabbia, un occhio rivolto al cielo.
Bei colori in questo cielo all’alba.
Respiro con fatica e nella mia quasi totale immobilità, fatta eccezione per la coda che cerco di sbandierare, mi sento addosso il mare che va a morire sulla spiaggia e la brezza che deve guidare il mare.
Non vedo un granché con un occhio solo.
Il cielo, però, sì. Via via diventa più chiaro e mi sembra proprio di emergere e di essere giunto alle ultime centinaia di metri dalla superficie, dove la luce riesce a penetrare e a sconfiggere il buio.
Con l’aumentare della luce, aumentano i rumori. Strani suoni emettono questi umani.
Si staranno organizzando.
Il tempo passa lento. Non sono abituato a restare a lungo fermo e il respiro…ah, cosa darei per uno sbruffo!!
Gli umani giungono numerosi.
Chissà se la vita, qui, è simile a quella negli abissi?!Se il più grande divora il più piccolo?!
È un sistema d’equilibrio giù nel mare.
Ma adesso questo sistema non vale.
Io sono approdato in un mondo che non è il mio.
Sono il più grande, ma in realtà riverso su di un fianco senza sbruffo e con un occhio affossato sono il più debole.
Che questi strani suoni umani stiano organizzando il mio salvataggio, in modo che non si guasti l’equilibrio del mio mondo e non disturbi quello della terra?!
Intanto la luce comincia a diminuire e immagino di inabissarmi.
Chiedo collaborazione al mio corpo; la coda non risponde ai comandi e resta fissa come una bandiera inamidata.
E allora mi aggrappo al ricordo e ai viaggi tra i profondi fondali, ai misteri abissali che questi umani credono di aver compreso e di poter governare… giusto per ignorare i flash delle macchine fotografiche che ho capito non servono affatto per la mia salvezza.
Quando l’occhio ritorna presente, si riempie di crepuscolo e di lì a poco il cielo pieno di luce si fa cielo pieno di buio.
E nel buio un piccolo piccolo puntino bianco mi fissa, immobile quanto me.
Ormai c’è poco movimento sulla spiaggia.
Il moto delle onde mi fa sentire a casa mia, nonostante qualcosa mi abbia cacciato sulla soglia.
Riportarmi dentro deve essere complicato o poco desiderato, altrimenti cosa ci farei ancora qui?!
Il puntino bianco brilla ancora uguale ed è ciò che vedo come ultimo ricordo.
Solo una stella nel cuore della notte

Grazia D’Altilia (da fuoriporta.info)

Capodogli: le carcasse saranno conservate a scopo scientifico

E’ stata decisa, questa mattina durante un vertice in prefettura, la sorte delle carcasse dei capodogli spiaggiati sulle coste del Gargano. Doppio il problema all’esame degli esperti e delle autorità: come effettuare il trasporto e come procedere allo smaltimento di oltre 140mila chilogrammi di carne. Scartata l’idea di smaltire in mare le carcasse, ci si è posti il problema di quale discarica avrebbe potuto ospitare tanto materiale da smaltire. La soluzione è arrivata dal mondo scientifico e culturale. Tanti i musei di storia naturale che hanno chiesto lo scheletro dei cetacei. Per questo le carcasse non saranno distrutte, ma sezionate e depositate in una cava, che sarà messa in sicurezza, e sepolte da uno strato di terra e calce. Al termine del processo di decomposizione delle carni, gli scheletri saranno recuperati e affidati a chi ne ha fatto richiesta. Il sito individuato per questa operazione, che non costerà meno di 150mila euro, è una cava a due km da Cagnano Varano.

Vincenzo D’Errico

Intanto vi lascio ad una riflessione che nasce da un commento lasciato ad uno dei tanti video su youtube sul fatto:

Nessuno ha interesse a salvare i capodogli arenati, ma non serve ucciderli per ottenere la loro preziosa AMBRA GRIGIA. Basta avere un po di fortuna e trovarne più di 10 chili su una spiaggia, Il valore del vomito?Più di 600.000 euro. La sostanza viene usata soprattutto per fabbricare profumi: un solo grammo costa tra i 20 e i 65 dollari. Invece a noi diranno ke è stato un bene, visto ke ci sono poke ricerke su questi cetacei e i loro skeletri serviranno agli istituti ke potranno analizzarli.

Che pensare?

Capodogli spiaggiati: domani incontro in Prefettura per la rimozione delle carcasse

Foto di Domenico RosaE’ stata convocato per domani mattina nella prefettura di Foggia una riunione interistituzionale che dovrà risolvere il problema della rimozione e destinazione finale dello smaltimento delle carcasse dei sette capodogli spiaggiati tre giorni fa per cause ancora sconosciute lungo il litorale della Foce Varano, tra i comuni di Cagnano Varano e Ischitella. Dalla prefettura di Foggia fanno sapere che i primi tentativi che sono stati fatti per rimuovere le carcasse sono falliti a causa dell’enorme mole degli animali che sono lunghi tra i 10 e i 15 metri e pesano fino oltre 13 tonnellate. Intanto nella zona dello spiaggiamento sono state disposte particolari misure di ordine pubblico e prevenzione sanitaria per evitare l’avvicinamento di curiosi che possano entrare in contatto con le carcasse ormai in decomposizione.

redazione Teleradioerre,foto di Domenico Rosa e ondaradio

San Severo non è più una fermata degli Eurostar

Il tempo di scorrerlo e il nuovo orario invernale di Trenitalia – in vigore da domenica tredici dicembre – ha già innescato un nuovo caso diplomatico in Puglia. A San Severo e Barletta nelle cui stazioni non ci saranno più fermate di treni Eurostar e a Lecce dove è stato cancellato il collegamento diretto con Torino.

Una decisione che avrà delle ripercussioni pesanti sull’economia della Regione e che ha mandato in crisi i tanti pugliesi che lavorano al nord e che ora, per tornare a casa, dovranno adattarsi ai tempi più lunghi degli Espressi e degli Intercity o optare per l’auto. Tante le prese di posizione di esponenti politici come Francesco Damone che si è fatto promotore di un ordine del giorno approvato all’unanimità in Consiglio regionale con il quale si chiede al Governo Vendola di intervenire pesantemente sui vertici dell’azienda per evitare che la decisione di Trenitalia vada in porto. A scongiurare i tagli anche l’assessore provinciale ai Trasporti Nicola Vascello per il quale ‘è impensabile che sia penalizzata San Severo che rappresenta uno snodo centrale per i flussi turistici che ogni anno affollano il Gargano’. Le novità di Trenitalia renderebbero peraltro vane quelle risorse economiche che la Regione Puglia eroga proprio per assicurare il collegamento tra san Severo e le località del promontorio. "E’ un’ingiustizia, ha dichiarato l’assessore regionale ai trasporti Mario Loizzo, che da due mesi chiede al ministero di intervenire, ma senza risultati. Intanto domenica tredici è arrivata e con essa l’ennesima penalizzazione per la Puglia intera.

http://www.sanmarcoinlamis.eu

Il calendario della biodiversità di alberi e frutti del Gargano

Il calendario, come mezzo che è utile, non solo per l’utilizzo classico, ma questa volta per approcciarsi ad un tema nuovissimo: la BIODIVERSITA’, intesa come caratteristica determinante della vita (varietà di specie animali e vegetali, di habitat naturali, di biocenosi e di geni) e base importante per l’esistenza e le attività dello stesso uomo.

Il tema non è casuale: il 2010 è l’anno mondiale della biodiversità delle
Nazioni Unite (ONU)
, con il grande obiettivo di frenare la riduzione a cui essa è esposta. Abbiamo perso non solo vita spontanea ma stiamo per perdere definitivamente anche la diversità di specie e varietà agrarie (biodiversità alimentare).

In questo calendario vogliamo trattare di biodiversità alimentare, appunto, e cioè di quelle entità biologiche, i frutti, quale prodotto della secolare azione dei nostri contadini e che si è impoverita drasticamente: mangiamo non più di 4 tipi di mele, più o meno in tutti i paesi sviluppati; i nostri nonni mangiavano fino a 40 varietà diverse. Nell’arco di un quarantennio sulle nostre tavole si è persa questa diversità.

Ma gli alberi ancora restano, per fortuna, per ricostruire storie, tradizioni, per poter salvare frutti, sapori, entità biologiche: è l’Archeologia degli alberi, dei loro frutti dimenticati, dei Frutti Antichi. Basta andare indietro di due generazioni e già si può parlare di antichità. I frutti antichi sono quelli che nell’arco di questi ultimi 30-40 anni hanno conosciuto un lento, silenzioso e graduale abbandono con l’affermazione della frutticoltura moderna o di quella cosiddetta industriale che ha investito solo marginalmente il Gargano, rivelandosi oggi uno straordinario serbatoio di frutti antichi, la struttura fondamentale della sua agricoltura che ha radici lontane.

Non è nostalgia del passato: perdiamo geni, sapori, conoscenze, risorse con sicure prospettive economiche (prodotti tipici) che possono servire al nostro Gargano.

È questa l’idea della Banca di Credito Cooperativo di San Giovanni Rotondo, “la Banca con radici profonde nel territorio”.

L’autore del calendario (foto e testi) è Nello Biscotti insegnante, naturalista di professione (botanico), che da anni dedica le sue energie allo studio della biodiversità vegetale del nostro Gargano.

Gallery in fondo pagina

Ma il Parco Nazionale del Gargano non era il più visitato d’Europa?

LA CLASSIFICA DEI MIGLIORI PARCHI D’ITALIA. E QUELLO DEL GARGANO?
di Federico Massimo Ceschin

Secondo i tour operator internazionali, il Parco dell’Etna è il più richiesto tra i Parchi regionali italiani dai turisti interessati in maniera specifica al "prodotto parchi", mentre tra i Parchi nazionali i più gettonati sono il Parco d’Abruzzo e quelli del Gran Paradiso, delle Cinque Terre, delle Dolomiti.

E’ quanto emerge dal "Rapporto Turismo-Natura 2009" del Centro Studi Permanente dell’Osservatorio di Ecotur, la più importante manifestazione italiana sul turismo naturalistico, che ha celebrato lo scorso fine settimana a Chieti la sua 19esima edizione.

Fin qui, probabilmente, niente di nuovo. I complimenti all’Abruzzo rischiano di diventare rituali, quindi quest’anno preferisco indirizzarli ai siciliani che sono stati i veri protagonisti della manifestazione.

Ma… vediamo la classifica finale dei Parchi Nazionali più visitati d’Italia:
11° P.N. del Gran Sasso
10° P.N. della Maiella
09° P.N. della Sila
08° P.N. dei Monti Sibillini
07° P.N. dello Stelvio
06° P.N. dell’Arcipelago Maddalena
05° P.N. delle Cinque Terre
04° P.N. del Gran Paradiso
03° P.N. del Pollino
02° P.N. delle Foreste Casentinesi
01° P.N. d’Abruzzo

Ritengo che numerosi altri, come me, potranno notare il particolare di una assenza.
Eppure ho sempre sentito dire – da fonti autorevoli – che ci sarebbe nel nostro Paese il Parco Nazionale "più visitato d’Europa"!

Mi si perdonerà, ma questa storia dei dati che mancano (ma che nessuno sembra intenzionato a commissionare!), inizia ad apparirmi soltanto come un alibi. Un pretesto per affermare tutto ed il contrario di tutto.
Non inizia a farsi strada il legittimo sospetto che i vari milioni di pellegrini di San Giovanni Rotondo siano soltanto il risultato di un counter privo di qualsiasi forma di intelligenza? E che nel contempo questi numeri privi di fondamento scientifico possano rendersi utili unicamente a legittimare qualche ego campanilistico sempre in ansia da prestazioni e affamato di risultati da "nove colonne"?

Se la Città di Padre Pio realizzasse davvero quei numeri, sommati a quelli di Vieste, certamente non si farebbe fatica a far decollare l’aeroporto e non mancherebbero gli investimenti (locali ma anche "forestieri") per rilanciare le infrastrutture ed i servizi (come fu negli anni Settanta del secolo lungo).
Invece è notizia di ieri che l’apertura di decine di nuove rotte aeroportuali verso la Germania ed il Nord Europa riguarderà solo Bari e Brindisi.

E se davvero qui attorno ci fosse l’area protetta "più visitata d’Europa", sono sicuro che moltissimi giovani che incontro – e che rimangono alla ricerca di un futuro – sarebbero diventati guide, guardie, tour operator, accompagnatori, traduttori, interpreti; avrebbero costituito associazioni e cooperative che, invece di attendere il contributo per la sopravvivenza, sarebbero andate a costituire l’indotto economico che trasforma un Parco in una risorsa per tutto il territorio, migliorando l’accoglienza con una infinita gamma di servizi a valore aggiunto (noleggi, maneggi, agriturismo, cicloturismo, ecc.).

Forse questa mattina ho messo il piede sbagliato giù dal letto? Il buon senso mi ha definitivamente abbandonato? Sono vittima di un abbaglio? Tutto possibile. Non me ne si voglia.
Mi chiedo se esista un Ente che – tra le sue competenze non condivise e frammentabili – intenda commissionare uno studio sulle presenze reali, una ricerca sulla attrattività reale del territorio, un censimento serio del patrimonio culturale ed ambientale che ha qualche chance realistica di competere sui mercati nazionali ed internazionali (rifuggendo la logica della banale distribuzione a pioggia sul territorio, anche dove i turisti non potranno arrivare mai), avviare una qualche attività di "pricing" che renda tangibile il profitto che potrebbe derivare da ciascun attrattore (magari all’interno di un piano industriale), che si prenda la responsabilità di stabilire quali eventi possono esercitare un ruolo turistico distinguendoli (attraverso l’attribuzione delle risorse) da quelli che hanno un valore sociale, e che – infine – si assuma l’onere di posizionare il territorio tra le mete turistiche di eccellenza con un piano di investimenti (pubblico-privati) di prim’ordine.

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