//
archives

Antonio Basile (Ufficiale)

Antonio Basile (Ufficiale) ha scritto 2098 articoli per Antonio Basile – OFFICIAL BLOG

Neve sul Gargano

Da questa mattina nevica su quasi tutto il Gargano, da San Marco in Lamis a Monte Sant’Angelo. Nella zona della Foresta Umbra, come potrete notare dalla webcam in alto di MeteoGargano.com, il manto nevoso ha raggiunto già i 5-6 centimetri d’altezza. Al momento si circola regolarmente sulle principali arterie, qualche difficoltà si riscontra solo sulla strada che da Monte Sant’Angelo conduce alla Foresta Umbra e a Vico del Gargano dove sono attesi i mezzi spargisale e spazzaneve. Gli uomini del servizio meteomont del Corpo Forestale dello Stato sono al lavoro nelle campagne di Monte Calvo e Monte Nero, le vette più alte del Promontorio, per assistere le aziende agricole e zootecniche della zona.

Fonte: TeleRadioErre

Capodogli spiaggiati, Greenpeace: “Prematuro dire che la plastica li ha uccisi”

"Il ritrovamento durante l’autopsia di buste di plastica nel tratto digerente dei capodogli spiaggiati alla Foce di Capoiale-Laguna, non ci sorprende e dimostra ancora una volta il grave stato di degrado dei nostri mari. – sostiene Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia – Ci sembra però prematuro (e poco credibile) affermare che questa sia la causa dello spiaggiamento." In una nota-stampa di Greenpeace si legge ancora: "Le ipotesi sono tante: da un possibile terremoto sottomarino all’immissione in mare di suoni a grande intensità (causati o da esercitazioni navali o da prospezioni acustiche per la ricerca di giacimenti di petrolio), all’inquinamento (verosimilmente analisi tossicologiche potrebbero confermare la presenza di metalli pesanti o altri inquinanti)". "Bisogna aspettare che gli esperti terminino di lavorare sui campioni prelevati per poter indicare con sicurezza le cause di questo disastro ambientale. Quello che è certo, però, è che il Mediterraneo, un mare semi chiuso, soffre particolarmente dell’impatto delle attività umane. E nulla viene fatto per preservarlo. Ad oggi meno dell’1% della sua superficie in alto mare, dove le balene vivono, è protetto. Non possiamo aspettare che muoiano i capodogli per intervenire." conclude Monti.

redazione Teleradioerre

La macelleria a cielo aperto…

Mare Adriatico che accarezza il Gargano quando infuria il Maestrale. “Il 9 dicembre sono stati avvistati 10 capodogli in difficoltà” rivela una elevata fonte militare italiana. Strano. Ma allora come mai la notizia è stata fatta trapelare agli organi di informazione soltanto il 10 dicembre? Cosa ha causato lo spiaggiamento di ben 7 cetacei e la loro morte sull’istmo di Varano? Inquinamento chimico e radioattivo, o inquinamento sonoro? Che fine hanno fatto gli altri esemplari? Tutte le balene potevano essere salvate? Qualcuna si è per caso riversata sul litorale di Vieste? Forse, era in corso un esperimento bellico? C’è un nesso con il recente ritrovamento nelle acque dell’omonimo e adiacente lago costiero (comunicante con il mare attraverso due canali), di tracce consistenti del radionuclide artificiale cesio 137? Esiste un legame con la presenza a poche miglia dal luogo dell’insabbiamento dei cetacei di numerose navi imbottite di veleni chimici, affondate nell’ultimo trentennio (Et Suyo Maru e Panayota senza citarle tutte)? Proprio dinanzi alla fascia costiera di Capojale e Foce Varano – anticamente una baia marina sulla quale si ergeva la città di Uria – si staglia la minuscola isola di Pianosa, soffocata da numerosi relitti inquinanti e da un tappeto di ordigni inesplosi risalenti alla seconda guerra mondiale e al più recente bombardamento della ex Jugoslavia (perfino all’uranio impoverito e tutti di marca angloamericana). Il fenomeno è ben noto ai tanti governi italiani e al padrone Usa. Non è tutto. Al largo del promontorio garganico alcuni ricercatori dell’Icram, oggi Ispra, hanno riscontrato e segnalato alle autorità (già a conoscenza ma silenti) la presenza di un’area sottomarina – diametro 10 miglia – contenente un numero imprecisato di ordigni convenzionali e chimici, alla profondità di 230 metri. Ancora al largo del Gargano, come è noto allo Stato Maggiore della Marina italiana, all’Us Navy ed al Pentagono, ad una profondità variabile tra i 200 e i 400 metri su una estensione notevole insiste un’autentica discarica di bombe chimiche inutilizzate. Basta esaminare i dati dei progetti REDCOD e ACAB per comprendere appieno il diastro ecologico appena annunciato dalla strana morte di questi nostri fratelli del mare. “Nei capodogli i primi esami hanno rivelato la presenza di embolie gassose” spiegano due cetologi, gli unici esperti che il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo, una perfetta incompetente in materia, si è ben guardata dal chiamare in loco. Il nemico numero uno di questo tesoro biologico è l’inquinamento. L’affondo acustico dei sonar militari spaventa i cetacei e li spinge ad un a risalita troppo rapida, in cui trovano frequentemente la morte. I cetacei sono estremamente dioednenti dall’udito per la loro sopravvivenza. Molti esperti sono preoccupati per i cetacei colpiti dall’inquinamento acustico causato dalla navigazione, dalle rilevazioni sismiche, dalle trivellazioni per l’estrazione degli idrocarburi, dalle costruzioni marine e dai dispositivi sonar. La marina militare Usa attualmente sta sperimentando dei cannoni pneumatici che sparano sugli abissi onde sonore fino a 270 decibel con intervalli di 20 secondi. La tolleranza acustica massima dei capodogli è di 150 decibel. La Cetacean International Society pubblica bollettini di cetacei uccisi da questo tipo di contaminazione acustica. Tra l’altro questo organismo scientifico indipendente da lobby economiche e governi ha denunciato una dozzina di esperimenti realizzati in gran segreto nel mar Ligure. Contaminazione causata non solo dai cannoni acustici calibrati, ma anche dai meno conosciuti Surtass Lfai dell’US Navy e della Nato. Si tratta di sistemi sonori per individuare sommergibili con uso di onde sonore di 250 decibel a bassa frequenza di 450-750 Hz. 2Dopo una nottata movimentata passata al telefono a sollecitare e avvisare vari enti, la mattina di venerdi 11 dicembre, tre esemplari risultavano ancora vivi mostrandosi relativamente vitali dopo circa 24 ore in una condizione di spiaggiamento. Gli altri erano purtroppo deceduti” denuncia Vincenzo Rizzi, presidente del centro studi naturalistici di Capitanata. “Malgrado la ferma volontà sinistra che delle centinaia di pescatori locali, di tentare di recuperare i tre esemplari, le istituzioni nazionali da Roma e sottolineo da Roma telefonicamente hanno deciso che gli animali dovevano morire” conclude con le lacrime agli occhi uno pochi veri ecologisti della Puglia. Per quale ragione il ministro Prestigiacomo ha decretato la morte a tavolino di questi giganti del mare? Terra Nostra ha interpellato il ministro della Difesa, Ignazio la Russa per sapere quantomeno se era in corso qualche esercitazione militare nella zona, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Allora abbiamo deciso di andare a fondo nell’indagine giornalistica e abbiamo scoperto che la Capitaneria di porto di Termoli, con l’ordinanza numero 46/09, firmata il 20 novembre 2009 dal capitano di fregata Raffaele Esposito, ha interdetto dal primo al 31 dicembre di quest’anno, un’area marina vicina alla zona di spiaggiamento, per consentire la realizzatone di un’esercitazione dell’Aeronautica militare italiana. Nel testo si legge: “lo specchio acqueo centrato nel punto di coordinate latitudine 42°00’00’’ N – longitudine 015°16’00’’ E e per un raggio di 2,5 miglia nautiche, è interdetto alla navigazione, ancoraggio, sosta e pesca comunque effettuata, nonché ogni altra attività direttamente e/o di riflesso connessa agli usi pubblici del mare”. E’ davvero strano che i pescatori del Gargano, come i naviganti civili, non siano informati. Come mai l’autopsia – più simile ad una gratuita macelleria – condotta dai vivisezionatori dell’università di Padova è stata realizzata sugli ultimi due capodogli agonizzanti (esemplari 6 e 7) e non sui primi cetacei arenati per stabilire le cause della morte? Il disastro combinato macellai universitari è documentato dalle immagini: questi animali hanno pure banchettato sul luogo della carneficina e si sono pure fatti ritrarre in foto ricordo dei trofei. Il ministero ambientale ha stanziato 150 mila euro per le balene che attualmente giacciono in putrefazione sul litorale. Un’altra enormità ingiustificata. Il disastroso evento ha dimostrato che il parco nazionale del Gargano ed il parco marino delle Tremiti sono due carrozzoni, anzi due poltronifici, enti incapaci di articolare il benché minimo intervento, alla stregua della Provincia di Foggia con i balbettanti Pepe e Pecorella. Nel Gargano nonostante convegni e conferenze a spese del contribuente negli ultimi 20 anni, non esiste ancora un osservatorio marino. Le balene sono i nostri antenati evoluti. Queste nobili creature degli abissi non conoscono frontiere, si muovono libere nei mari. Sono la specie simbolo dello stato di salute dei nostri mari. La voce di una balena viaggia fino a 1500 chilometri di distanza: se si ascolta attentamente si comprende che chiede aiuto. Purtroppo gli umani sono la specie più pericolosa sul globo terrestre.

A breve le immagini e il video dell’inchiesta

Gianni Lannes

QUINTA EDIZIONE DEL PREMIO MATTEO SALVATORE

Quinto Premio Matteo Salvatore

Si terrà al Teatro del Fuoco, sabato 19 Dicembre, la quinta edizione del premio Matteo Savatore.
Sul palco si esibiranno, presentati da Mario De Vivo, gli PSEUDOFONIA, ROSAPAEDA, GIANMARIA TESTA e FAUSTO MESOLELLA con MIMMO EPIFANI
Ospiti della serata: Tavola 28 e Nicola Giuliani.
prezzo del biglietto di ingresso € 5.

Si è tenuta nella Sala Giunta di Palazzo Dogana, alla presenza di Nicola Vascello (Presidente APT e Assessore al Turismo della Provincia di Foggia), Billa Consiglio (Assessore alla Cultura della Provincia di Foggia), il direttore artistico Angelo Cavallo e Mario De Vivo (responsabile degli Spettacoli e dei Grandi Eventi della Provincia di Foggia e conduttore della serata) la conferenza stampa di presentazione della quinta edizione del Premio Matteo Salvatore. La manifestazione, voluta dal manager Angelo Cavallo, Margherita Salvatore, figlia del folk singer apricenese, Teresa Rendine, direttrice della Girotondo Pugliese e Gennarino Arbore, si terrà a Foggia sabato 19 dicembre, a partire dalle 21.00, sul palco del Teatro del Fuoco. Durante la conferenza stampa di presentazione, Angelo Cavallo ha illustrato le motivazioni che hanno spinto a selezionare i premiati di quest´anno: la band foggiana degli Pseudofonia, la cantante Rosapaeda, il cantautore Gianmaria Testa, Fausto Mesolella, chitarrista degli Avion Travel, e Mimmo Epifani (per il progetto "Lu Pugliese a Roma), che si esibiranno durante la serata di premiazione. Ospiti della quinta edizione del Premio Matteo Salvatore saranno i Tavola 28 e Nicola Giuliani.
 Angelo Cavallo ha anche presentato le attività a margine del Premio Matteo Salvatore:
– Per il Centro Studi Matteo Salvatore, sito presso la Biblioteca Provinciale Magna Capitana, il lavoro, già iniziato da Cavallo, di trascrizione di tutte le ballate dell´artista scomparso, in lingua Italiana che diventerà un libro e un sostegno per la conoscenza delle ballate, non più in distribuzione, ma ascoltabili, a utilizzo di ricerche, dal catalogo sonoro, depositato presso la Biblioteca Provinciale.
– Matteo Salvatore diventerà un fumetto da divulgare nelle scuole della Capitanata. Si intitolerà Le Quattro Stagioni dell´Anima Meridionale e percorre la vita dell´uomo attraverso le ballate significative di Matteo Salvatore ovvero l´animo del fanciullo con i giochi e la spensieratezza, del giovane con l´amore e l´emigrazione.
– Verrà realizzato un mediometraggio sui 5 anni di attività del Premio Matteo Salvatore con l´aggiunta di filmati inediti, a cura di Angelo Cavallo, Cosimo Damiano Damato e Mediafarm, la cittadella della comunicazione.
-Ristampa dell´ultimo CD "Ogni giorno una storia" di Matteo Salvatore, prodotto nel 2002 per "Stampa Alternativa".
– Film, progetto e stesura di un soggetto e realizzazione cinematografica sulla vita artistica dell´artista pugliese.
– Progetto di istituzione del Festival di Capitanata, con l´ambizione di concentrare l´attenzione sulla poesia e la melodia dei sud di tutto il mondo, messi a confronto sul un unico palcoscenico, la terra di Capitanata.
– La sera precedente all´evento, nei locali de La Carboneria (a Foggia, in via San Domenico 48) si terrà La leggenda del cantastorie solitario, l´anteprima del Premio Matteo Salvatore che vedrà esibirsi gli ospiti del premio Fausto Mesolella (chitarrista degli Avion Travel) e Mimmo Epifani. Sempre in serata verrà presentato il video Mediterraneo dei Tavola 28. La serata avrà inizio alle 21.00. La prestigiosa manifestazione, promossa dall´associazione Girotondo Pugliese, quest´anno è stata organizzata con i patrocini dell´Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, l´Assessorato alla Cultura della Provincia di Foggia, la Biblioteca Provinciale La Magna Capitana, l´Apt Foggia e il Club Tenco Sanremo.
Media partners dell´iniziativa sono, invece, l´emittente televisiva Teleradioerre – che trasmetterà (in differita) la serata – RadioNova97 e il magazine Viveur. Il Settimanale del tempo Libero.

Il progetto di marketing territoriale della Provincia di Foggia intitolato ‘Mettiamo le ali ai vostri sci’

Presentato questa mattina a Palazzo Dogana il calendario 2010 della Provincia di Foggia

Un progetto di ampio respiro che vedrà le province di Foggia e Belluno protagoniste della propria promozione turistica, culturale ed enogastronomica attraverso una collaborazione virtuosa che, questa mattina presso la Sala Giunta di Palazzo Dogana, ha visto nella presentazione del calendario ufficiale 2010 della Provincia di Foggia il suo atto inaugurale. Alla presenza degli assessori provinciali al Turismo, Nicola Vascello e alla Cultura, Billa Consiglio, e dell’assessore al Turismo della Provincia di Belluno, Matteo Toscani, è stato presentato agli organi di informazione il nuovo calendario, ancora una volta nella duplice versione da parete e da scrivania. Gli scatti di Franco Cautillo, quest’anno dedicati ai castelli della Daunia, racconteranno per 12 mesi le ricchezze architettoniche della provincia di Foggia. La copertina è dedicata a Castel Fiorentino, luogo dove morì l’imperatore Federico II di Svevia, all’interno spazio ai castelli di Rocchetta Sant’Antonio, Sant’Agata di Puglia, Bovino, Lucera, Monte Sant’Angelo, Peschici, Isole Tremiti, Torremaggiore, Serracapriola, Manfredonia, Pietramontecorvino e Deliceto.

Il progetto di marketing territoriale intitolato ‘Mettiamo le ali ai vostri sci’, inaugurato stamane, parte subito con la promozione turistica della provincia di Belluno sui calendari realizzati dall’Ente di Palazzo Dogana. Un’intera pagina dedicata a ‘Belluno, terra da vedere, gustare e vivere!’ arricchita dagli scatti fotografici delle Dolomiti, di recente riconosciute patrimonio dell’umanità e che per larga parte ricadono all’interno del territorio provinciale bellunese.

“Dopo il successo dello scorso anno abbiamo deciso di continuare sulla strada della promozione territoriale – ha evidenziato l’assessore provinciale alla Cultura, Billa Consiglio – attraverso l’esaltazione dei castelli della Daunia, in taluni casi ancora poco conosciuti e valorizzati ma che costituiscono una parte fondamentale della nostra ricchissima storia. Veicolarne la bellezza, non solo all’interno del nostro territorio ma anche fuori dai confini provinciali, attraverso le belle fotografie che rendono questo calendario un prodotto di gran pregio, è il modo migliore per esaltare le nostre molteplici eccellenze culturali”.

Entrando nel dettaglio della collaborazione con la Provincia di Belluno, l’assessore al Turismo della Provincia di Foggia Nicola Vascello ha spiegato che si tratta di “un progetto in cui le azioni di promozione reciproca saranno molteplici: dalla presentazione e distribuzione del nostro calendario, a gennaio a Belluno, alla promozione delle Dolomiti, in estate sul Gargano, che sarà conseguente alla promozione del nostro Gargano nella provincia bellunese già a partire dalle prossime settimane. Un interscambio denso sia da un punto di vista turistico che culturale ed enogastronomico tra due territori che, per caratteristiche variegate e diversificate, possiedono una grande capacità di integrazione”.

L’assessore al Turismo della Provincia di Belluno, Matteo Toscani, al quale la Provincia di Foggia ha donato il San Michele d’argento, simbolo del territorio, ha espresso “soddisfazione per un progetto di grande respiro in cui l’integrazione tra i monti bellunesi delle Dolomiti e il mare del Gargano, accomunati dall’essere meta di turismo di alta qualità, potrà giovarsi di una importante opportunità fornita dal rispettivo marketing territoriale. Un turismo che non è solo paesaggistico. Le province di Foggia e Belluno sono accomunate anche dalla caratteristica di essere mete del turismo religioso, San Giovanni Rotondo con Padre Pio e il territorio bellunese con il Papa Giovanni Paolo I nonché da una importante opportunità di completamento sotto il profilo del turismo enogastronomico con le rispettive eccellenze, olio e vino per la Capitanata, formaggi e salumi per il bellunese, che si integrano perfettamente tra loro. Si tratta di un progetto ambizioso – ha concluso Toscani – che ci vedrà più volte impegnati nella reciproca promozione attraverso diverse iniziative che, sicuramente, costituiranno una grande opportunità per gli operatori turistici e per le comunità dei nostri territorio”.

Il Gargano che non c’è!

Quanto contano la tutela e le sinergie nel turismo?
articolo di Gaetano Berthoud

Qualche settimana fa, pubblicando l’articolo “Gargano: Indietro Tutta”, ponevo delle riflessioni senza risposte sulle evoluzioni del turismo, sui nuovi problemi che diversi operatori stanno riscontrando, sulle difficoltà nelle sinergie e sulle strategie prospettate da alcuni illuminanti.
 
Proviamo però a dare delle risposte o comunque ad entrare meglio nella discussione e nelle varie e ipotetiche soluzioni da intraprendere, considerando che il 2010 e il 2011 saranno anni difficili per il settore. Ad esempio cominciamo a chiederci cosa non c’è nel nostro amato Gargano, cosa occorrerebbe per far si che il reparto turistico possa strutturarsi per poter meglio intraprendere le sfide che il mercato turistico globale esige.
 
Personalmente credo che più di ogni altra cosa, manchi una discussione SERIA sul turismo, un confronto che vede tutte le parti coinvolte intorno ad un tavolo, quindi operatori, enti, rappresentanti di categoria, consorzi, associazioni del territorio, associazioni di categoria, ma anche la popolazione garganica. Questo perché non se ne può più dei tanti luoghi comuni per poi ritrovarsi tutti in perfetta solitudine ad affrontare ogni tipo di problema, ad iniziare dalle tante difficoltà degli operatori turistici.
 
I luoghi comuni, secondo un mio parere da abbattere, sono quelli che gli operatori turistici siano tutti degli impostori, eco mafiosi, abusivisti, senza scrupoli né etica, che gli operatori pensano solo ai fatti loro, che si fanno “un’insaccata di soldi” lavorando 3 mesi l’anno.
 
I luoghi comuni sono quelli che chi non lavora nel settore pensa che l’attività turistica, anche se di riflesso, non gli porta nessun beneficio, ma poi chiediamoci se non ci fosse il turismo quanta verdura in meno si venderebbe, oppure che all’ufficio postale basterebbero meno impiegati, che le imprese edili avrebbero certamente meno da fare, che anche il cantoniere avrebbe meno strade da sistemare.
 
Riflettiamo… Se non ci fosse il turismo , avremmo strade ancora peggiori di quelle che abbiamo, basta pensare al Subappennino. Nelle scuole occorrerebbero molti meno insegnanti, poiché se non ci fosse il salvagente del turismo, molta gente, ancor più di quanto già accade, sarebbe costretta ad andar via, con relativi figli a seguito.
 
E poi ci sono, più che da abbattere, da combattere, i tanti luoghi comuni sulle istituzioni. Evitare anche qui le solite sagre di pensiero negativo, che, seppur giustificato, non porta certamente verso politiche di condivisione, anzi, sono dell’idea che i segnali devono sempre venire dal basso per poter meglio essere interpretati dalle istituzioni. Ci sono anche i tanti luoghi comuni sulle persone del Gargano, che non vogliono lavorare, che non sono professionali per il settore turistico, che non credono nel supporto organizzato alle strutture di settore, quindi anche qui si dilaga su concetti che tutto sommato portano ad ulteriore distacco.
 
Ora mi chiedo e vi chiedo:
Vogliamo cominciare a pensare che tutti insieme, coinvolti direttamente o indirettamente, dovremmo dare più dignità a questo settore che è la vera ricchezza di questo territorio, augurandoci che lo sia anche per le generazioni future? Possiamo provare ad uscire fuori da tutti questi luoghi comuni e confrontarci, dando ognuno il suo apporto e la propria risorsa e serietà a questo settore? Riusciremo mai a scavalcare le tante banalità che diciamo sul turismo, sugli operatori, sui cittadini garganici che ci lavorano o vorrebbero lavorarci?
 
Personalmente conosco cittadini garganici molto sensibili al turismo, conosco operatori (la gran parte) che fanno molti sacrifici e rischiano anche molto, operatori con un’etica ben delineata, e che grazie a loro portano occupazione, conosco politici che vorrebbero solo la spinta giusta dal settore per intraprendere un salto di qualità, così come apprezzo i tanti consorzi che, aldilà delle strategie giuste o perfezionabili, comunque svolgono un ruolo di promozione del territorio importante.
 
Ora rifletto sulla possibilità, se non sulla necessità, che tutte queste energie insieme possano rappresentare un’ottima linea guida per il settore.
 
Anche perché, nei tanti e timidi tentativi a volte fatti dalle istituzioni, altre volte da consorzi, non si è mai arrivati ad una consulta importante, immaginando il turismo come “L’azienda Gargano”, questo vuol dire che si continua ad operare senza mai fermarsi per delle riflessioni, senza mai chiedersi cosa fa bene, cosa va bene… eppure chiunque ha un’azienda ma anche semplicemente un’economia dettata da scelte, l’analisi la fa puntualmente, come ad esempio un operatore turistico ad ottobre sulla stagione trascorsa.
 
E’ necessaria un’analisi del settore perché si commette un errore se si pensa che quello che fa vendere è l’albergo bello e moderno, e si sbaglia se si pensa che si lavora solo grazie alle proprie capacità. Si sbaglia perché le capacità sono fondamentali, così come la costanza e la serietà, ma se c’è una cosa a cui noi garganici dovremmo ogni giorno dire grazie è quella di essere in questo territorio baciato da madre natura, quindi diventa fondamentale la tutela, perché è il Gargano la nostra prima insegna luminosa, è il Gargano che ci da queste possibilità poiché gli ospiti accorrono, le spiagge si affollano, gli alberghi si riempiono grazie al Gargano.
 
L’azienda Gargano è di tutti, di tutte le persone che ci lavorano, ci vivono, ci operano, lo sostengono, un’azienda che non bisogna tradire, per questo da tutelare. Ma per tutelarla c’è bisogno proprio di tutti lasciando a casa banalità e luoghi comuni.
 
Perché ci arrabbiamo se qualcuno ci sfregia la macchina, invece ci importa poco se qualcuno ci sfregia un Trabucco? Lì forse dimentichiamo che prima ancora del danno alla natura, sta creando un danno alla nostra azienda.

Avete notato l’assenteismo del settore turistico di fronte a qualsiasi tipo di attacco che il nostro territorio ha ricevuto?
 
Ogni anno puntualmente si ripetono episodi incresciosi, solo negli ultimi 2 anni il settore turistico ha assistito passivamente al disastro dell’incendio nel 2007, all’attacco dei media nazionali, agli attacchi esasperati da parte della Gazzetta del Mezzogiorno “filo salentina”, agli incidenti dove ogni anno perdono la vita turisti, ad esempio nella galleria di Mattinata. Quest’estate un residence di Peschici ha vissuto la disavventura, che poteva capitare anche ad altre strutture non recentissime, di aver visto una famiglia ospite, essere vittima di una bombola di gas esplosa semplicemente per una disattenzione. Ho visto anche come quella struttura ha dovuto difendersi da sola, intanto dalle reti nazionali e dal televideo, continuavano ad uscire comunicati che destabilizzavano il nostro settore turistico, facendo passare per gravissime le condizioni della famiglia, quando poi in realtà sono stati dimessi il giorno dopo, per fortuna di tutti.
 
Ora vi chiedo, quanto occorrerebbe questo tipo di tutela? Quanto ne gioverebbe il territorio se ci fosse un’associazione di categoria di tutela del turismo? Magari con un presidente dalle spiccate doti interlocutive, con esperienza nel settore, un presidente di peso, che chiaramente andrebbe individuato tra gli operatori turistici.
 
Così La Gazzetta che ci insulta puntualmente ogni estate avrebbe risposte ufficiali dal settore, che essendo comunque di parte, non rischia ritorsioni personali, ecco perché i politici, sindaci, assessori, non parlano di fronte a questi affondi frontali sul turismo fatti da alcuni media, ecco anche perché loro continuano a fare ciò che ritengono, poiché non c’è nessuna associazione di categoria che gli potrebbe creare problemi o addirittura denunciarli.
 
Quando malauguratamente avremo episodi incresciosi, ci saranno dei comunicati ufficiali nel rispetto delle vittime, cosa importantissima anche per rispetto dei loro familiari. Ma tutto questo occorre anche per le nostre belle iniziative, fiere, eventi, insomma per tutto ciò che gira intorno al settore. Un associazione di categoria turistica aiuterebbe a far si che quella galleria di Mattinata fosse più monitorata e migliorata nella sicurezza, oppure pensiamo al tratto che da Vieste conduce verso la zona di Porticello, centinaia di metri di strada statale affiancando una recinzione fatta con del semplice filo spinato, dove basta una caduta da bicicletta per perdere la vita. Bene, una categoria che solleva questi casi aiuterebbe certamente il lavoro di Ersilia Nobile verso gli Enti sopra comunali.
 
Diciamo questo. La tutela è necessaria in tutti i settori del turismo, ad esempio da qualche giorno è nato il Comitato in difesa del mare, nato da anime ambientaliste, ma come non possiamo pensare che ciò aiuterà il turismo? Tranquilli che chi vorrà compiere atti illeciti nel nostro mare, d’ora in poi ci penserà una volta di più. Basta con le riunioni, molte volte occasionali, dove si conclude invitando gli operatori a mettere 300 euro o 500 euro a testa per fare quella fiera o quel catalogo.
 
Oggi non occorrono i soldi ma il cuore e possibilmente anche l’anima per un turismo più tutelato e di qualità. Per far questo occorre maturità ed intelligenza, come ad esempio fanno a Rimini, in Trentino o in Veneto.
 
Ricordate un paio d’anni fa la vicenda di una ragazza violentata sul lungomare di Rimini? Pensate che sia stata l’istituzione a incastrare “l’aggressore” dopo solo 2 giorni? No, è stata l’Associazione degli albergatori che in modo strategico mise una taglia diffondendo l’identikit del delinquente. Ecco così che una notizia negativa, loro riescono a convertirla in positiva, diffondendo tramite i mezzi stampa che Rimini era così sicura che, se qualcuno commetteva qualcosa, veniva subito “incastrato”.
 
Dobbiamo crescere, sono i tempi che ce lo impongono, ma anche un “nuovo” tessuto sociale che nel Gargano sta pian piano prendendo coscienza attraverso persone sensibili e giovanissimi audaci. Ora dovremmo davvero tentare di fare un passo avanti importante, qualcosa che non è mai stato fatto, cioè cercare di condividere idee, insieme a persone che possiamo anche rinnegare, non salutare, invidiare apertamente, ma ciò non significa che non dobbiamo sederci insieme allo stesso tavolo, proprio perché anche loro rappresentano il settore, quanto meglio o peggio di noi non lo so, ma certamente anch’essi coinvolti.
 
Mettere su quel tavolo tutte le idee, progetti, opinioni, pensieri, suggerimenti per un Gargano migliore, per dare pian piano vita ad una consulta importante e costante nel tempo sul tema “Turismo”.
 
I porti del Gargano, la difesa dei beni culturali, l’eolico che incombe, l’aeroporto, il trenino, le strade, gli uffici turistici, i rifiuti, l’ospedale, le ordinanze, le regole che non ci sono, l’offerta turistica coordinata, l’occupazione professionale del settore. E poi le statistiche di qualità del turismo, i rilevamenti sui motivi della presenza degli ospiti.
 
 
Tante cose da fare… Insieme! Lo scorso anno si parlava di Gargano Channel, altra iniziativa molto interessante e lungimirante, bene, perché non sederci tutti insieme per chiederci se ne valga la pena e semmai su come fare? Oppure tutti insieme decidere che non ci interessa…. Ma una discussione occorre su tutte le cose che ho appena scritto. Certo, ce ne sono alcune esclusivamente di responsabilità istituzionale, ma se l’istituzione comprende le volontà di un territorio non può far altro che comportarsi di conseguenza, quindi anche per loro diventa un aiuto percepire la volontà e la determinazione di un settore, per non dire di un territorio.
 
Il 9 Gennaio a Vico del Gargano con le associazioni Io Sono Garganico e Obiettivo Gargano promuoveremo proprio questa idea, un’idea semplice, pulita, lineare, o meglio, una linea orizzontale sul turismo dove ognuno è a fianco di qualcun altro, nessuno sopra, nessuno sotto.
 
Inviteremo tutti gli operatori turistici, tutti i consorzi, tutti i Comuni del Gargano, tutti gli enti sopra comunali, tutti i cittadini del Gargano sensibili al settore turistico e al territorio.
 
Ma soprattutto ad aspettarvi ci saranno le tante associazioni che proprio in quel giorno di un anno fa s’incontrarono per la prima volta, avviando così, senza troppe domande e con poche risposte, l’idea dell’associazionismo del Gargano, un’attività che in un solo anno ha visto almeno 20 incontri su temi a tutti noi cari, ma soprattutto la volontà di dare costanza a questi incontri ed avviare dibattiti e discussioni certamente fondamentali per la crescita culturale, prima ancora di quella del settore turistico.
 
Riproporremo lo stesso modello, tutti insieme in modo informale, senza linee guida di chi pensa di avere un progetto già scritto, ma TUTTO ancora da scrivere insieme sul capitolo TURISMO.
 
Ci incontreremo e magari per la prima volta lasceremo a casa o nella nostra azienda i nostri rancori personali, ma capiremo invece che la vera forza sta nello stare insieme, dove tutti insieme ne potremmo beneficiare, anche se poi i nostri rancori personali ce li teniamo lo stesso.
 
Ci sarebbe da chiedere quanto c’è di solo turistico in quest’analisi, forse poco, per questo mi auguro che tutti si sentano coinvolti da queste parole e abbiano voglia di venire il 9 a Vico, fosse solo per dare la propria disponibilità.
 
Anche perché la conclusione sta proprio in questo; il 9 a Vico non lanceremo altre idee se non quella di far sì che si cominci a radicare una consulta sul turismo.
 
L’incontro permetterà a tutti di dire la propria sul turismo, ma soprattutto, attraverso un form, chiederemo a tutti se intendono in futuro sedersi al tavolo di consulta, che sia istituzione, associazione, consorzio, privato, l’importante è che la volontà sia decretata da un sentimento sincero, sebbene eventualmente dettato da interessi. Così facendo potremmo arrivare ad un successivo incontro dove già sappiamo di cosa parlare e cosa chiederci, guardandoci in faccia, se abbiamo davvero voglia di continuare a vederci, a discutere, a dibattere, a lottare per auspicare il meglio per il turismo del nostro territorio.
 
Anche perché non bastano le idee, occorre capire se c’è davvero questo interesse, se ci sono persone che vogliono dare un contributo, fosse solo per passione del territorio, persone che hanno voglia di far nascere una nuova cultura turistica, che sacrificano tante volte il tempo, proprio perché forse pensano un po’ di più al domani.  L’esempio delle associazioni del Gargano vale per tutti.

Vi aspettiamo il 9 gennaio a Vico.

Saranno veramente tipici i prodotti dei pacchi natalizi che regaliamo ai nostri amici golosi?

Scusate ma sono come sempre curioso.
Oggi su tutta la Gazzetta del Mezzogiorno è apparso nella sezione nazionale e poi in ogni sezione provinciale la promozione di cui sotto.
Siccome ritengo che la Fava di Carpino oltre ad essere uno strumento di marketing territoriale, promuove soprattutto un modello alimentare rispettoso dell’ambiente, della tradizione e dell’identità culturale di Carpino in grado di creare quell’economia che può arrestare l’abbandono dei giovani dal luogo in cui sono nati, mi piacerebbe che il “Presìdio della fava di Carpino”, per "difendere" effettivamente questo prodotto tradizionale a rischio di estinzione, verificasse la vera provvenienza di quelle fave?

Sono quasi certo che non lo sono dal momento che sò essere pochissimi (ahime) i terreni e gli agricoltori attualmente impegnati alla coltivazione di questo nostro prodotto.

Amici golosi? Un pacco pieno di tipicità

  Salumi, marmellate, formaggi e perfino lenticchie gran riserva

  [a.mill.]

     Regali per buongustai scelti nei «templi della tipicità». Dove sono? Cercateli dove c’è la biodiversità ovvero in quell’im – menso patrimonio dei nostri parchi naturali. Anello di congiunzione fra Puglia e Molise, dal 1991 il parco nazionale del Gargano ha custodito la foresta Umbra e il parco marino insieme alle tipicità gastronomiche. Mettere insieme un cestino di Natale composto da prelibatezze del Gargano è un piacere senza confini. Rara, e apprezzatissima, è la fava di ‍Carpino da affiancare magari ai legumi ben augurali e – per restare in Puglia – possiamo scegliere le lenticchie verdi giganti di Altamura. Non può mancare un succulento salume e, qui nel Nord della Puglia, c’è la muscisca fatta di carne di pecora o di capra. Disossata, tagliata a pezzi, salata a dovere, insaporita con finocchietto selvatico ed aglio, essiccata. Di certo con la muscisca   farete un regalo inusuale, e carico di storia visto che il nome pare provenga dalla parola araba mosammed ovvero cosa dura.    Il più grande parco nazionale d’Italia è quello del Pollino, che da Matera a Potenza – di montagna in montagna – arriva fino a Cosenza. Dalla Basilicata alla Calabria è un tripudio di tipicità che ha ridato vita a piccoli borghi, di quelli dove vai solo perché hai un’ottima ragione (culinaria) per farlo.    Nel Pollino lucano fra le regine indiscusse del gusto c’è senz’altro Terranova che, attraverso l’azio – ne incessante di ricerca del gastronomo Federico Valicenti, ha rimesso in circolazione prodotti straordinari. A sorpresa, sotto l’albero di Natale potreste mettere una pasta come il mischiglio fatta in piccolissime produzioni artigianali mischiando farina di semola con quelle meno nobili di ceci, fave e orzo. Unite poi un prezioso pecorino di Moliterno   stagionato nei fondaci. Per le lenticchie augurali, nel parco del Pollino, la sfida è davvero eccezionale: la più ricercata è quella di Mormanno, paesino che della tipicità e del vino ha fatto il suo segno distintivo. Quest’anno i 12 produttori, dice Francesco Armentano, presidente del Presidio Slow Food della lenticchia di Mormanno, sono riusciti a produrne tre quintali ma – vista la bontà di questo legume piccolo e riconoscibile per i colori variegati – saranno destinati per lo più alla semina per incrementare la   prossima raccolta. Chi riesce a trovarla, insomma, regalerà una vera e propria rarità.    Ma nel parco del Pollino la lista di regali di gola desiderabili è davvero senza fine. Andate a Rotonda e, per esempio, soffermatevi sulle marmellate. Di zucca alle spezie e di fagioli rossi e sui mieli da abbinare, nel pacco regalo e nel piatto, al provolone affinato in vinaccia di Aglianico o in malto di trebbia di birre. E, di certo, il vostro regalo si distinguerà senza difficoltà.

Contributi a favore di privati che intendano procedere al recupero di alloggi da destinare alla locazione o a prima abitazione

BARI – La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore all’Assetto del Territorio e Urbanistica Angela Barbanente, ha approvato un bando pubblico che prevede la concessione di contributi a favore di privati che intendano procedere al recupero di alloggi da destinare alla locazione o a prima abitazione, purchè tale attività non venga svolta per finalità professionali o imprenditoriali. Nel complesso la Regione ha messo a disposizione 10.014.651,85 di euro (somma rinveniente dal finanziamento straordinario del Piano Casa Regionale).

La somma stanziata è destinata a finanziare due tipi di interventi:
1) il recupero di immobili da destinare all’affitto per un periodo non inferiore a otto anni applicando canoni di locazione non superiori a quelli definiti negli accordi fra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative;
2) il recupero di immobili da destinare a prima casa per se o per parenti e/o affini entro il secondo grado. In entrambe le ipotesi – sia con riferimento ai conduttori, sia con riferimento al proponente medesimo o suoi parenti o affini – il bando individua i requisiti soggettivi richiesti per poter beneficiare dell’abitazione recuperata con il contributo regionale (limiti di reddito, indisponibilità di altri immobili, ecc.).

Potranno essere candidati al finanziamento regionale gli interventi di recupero riconducibili alla tipologia della manutenzione straordinaria, del restauro e risanamento conservativo, della ristrutturazione edilizia. Non possono essere interessati abitazioni signorili, ville, palazzi di pregio (categorie catastali A/1, A/8, A/9) e quelli la cui superficie complessiva sia superiore a 160 metri quadrati. La misura del singolo contributo varia a seconda della tipologia di intervento e della durata della locazione:
a) sino ad un massimo 15.000 euro nel caso di immobili da destinare a prima casa per se o per parenti e/o affini entro il secondo grado;
b) sino ad un massimo di 25.000 qualora l’immobile sia destinato alla locazione per un periodo non inferiore a 8 anni;
c) sino ad un massimo di 35.000 qualora l’immobile sia destinato alla locazione per un periodo non inferiore a 16 anni.

Gli interessati potranno candidare anche più interventi di recupero con l’unica domanda che dovrà pervenire al Servizio Politiche Abitative della Regione Puglia entro e non oltre sessanta giorni dalla pubblicazione del Bando nel BURP.

Il Servizio Politiche Abitative della Regione individuerà gli interventi da finanziare sulla base di graduatorie redatte secondo i puntuali criteri definiti dal Bando, quali: localizzazione dell’intervento (punti utili per la graduatoria sono riconosciuti agli interventi che ricadono in comuni capoluoghi di provincia, comuni non capoluogo ad alta tensione abitativa, comuni non ad elevata tensione abitativa con popolazione superiore a 20.000 abitanti o ancora in ambiti territoriali di rigenerazione urbana, nei centri storici); condizioni d’uso dell’alloggio (premiati gli interventi che interessano alloggi non occupati); disponibilità di permesso di costruire o di altro titolo abilitativo; maggiore capacità dell’intervento di assicurare livelli di sostenibilità ambientale e di efficienza energetica.

I lavori dovranno avere inizio, pena la decadenza dal finanziamento, entro un anno dalla pubblicazione del provvedimento di ammissione al finanziamento. Questo sarà erogato in una prima tranche pari al 40%, ad avvenuta esecuzione del 50% dei lavori, in una successiva del 20% all’ultimazione dei lavori e con il saldo ad esito della verifica da parte degli uffici regionali, tra l’altro, della sussistenza dei requisiti soggettivi in capo ai conduttori o ai beneficiari dell’abitazione.

«E’ la prima volta – ha commentato l’assessore Angela Barbanente – che la Regione, per rispondere al bisogno di alloggi sociali, si rivolge direttamente ai piccoli proprietari di immobili per il recupero di alloggi , spesso non occupati ed in condizioni fatiscenti. Con la previsione di un contributo significativo la Regione li sollecita a recuperare gli immobili in proprietà per riportarli alla loro efficienza edilizia e funzionale e soprattutto alla loro naturale destinazione: ad essere cioè prima casa del proprietario stesso o di un suo stretto parente o abitazione concessa in affitto per almeno otto anni e a canone calmierato. Inoltre, con questa iniziativa – ha concluso l’assessore – contribuiamo in maniera concreta e decisa al rilancio del settore edilizio, particolarmente importante in questo momento di crisi, puntando però, a differenza di precedenti esperienze, sulla ristrutturazione e rigenerazione edilizia del patrimonio immobiliare esistente dei centri pugliesi».

Appena il bando sarà pubblicato sarà cura di questo Magazine darne notizia.

Estrazioni petrolifere vicino alle Tremiti

Al più presto partiranno le estrazioni di petrolio nei mari circostanti le nostre meravigliose isole (foto del titolo, la zona interessata è la 498, ultima a destra; ndr). E’ una società irlandese ad avere ottenuto il permesso di ricerca, la PetrolCeltic International, che data l’economicità dell’operazione ne ha chiesti parecchi di permessi di estrazione, a partire da Martinsicuro fino alle Isole Tremiti. C’è da chiedersi come possa essere economico chiedere permessi di ricerca per trivellare nelle nostre bellissime acque, ma molte agevolazioni fiscali e un bassissimo canone da conferire allo Stato rendono la speculazione da parte di società estere veramente allettante.

Pagheranno circa 5 euro per metro quadro di concessione annuale: una miseria, che non rende conto dei danni ambientali che tale operazione può portare. Si tratta di petrolio di pessima qualità, difficile e costoso da estrarre, e sono estrazioni più soggette a incidenti. Nessuna manna dal cielo quindi per le Amministrazioni locali competenti che si vedranno corrispondere cifre quasi simboliche, per farsi bucherellare i fondali marini in prossimità di riserve naturali.

Negli Stati Uniti la società petrolifera Hevron ha dovuto inserire un messaggio grosso 2 pagine nel Washington Post, imposto per legge, dove praticamente ammette che le estrazioni di idrocarburi provocano malattie alle popolazioni che vivono vicine ai pozzi. Tumori, leucemie, malattie ai polmoni, neoplasie, in tutto il mondo civilizzato non viene più permessa l’estrazione vicino a centri abitati, e ancor più vicino a zone d’interesse paesaggistico-naturale.

Basterebbe un minimo incidente, qualcosa che va storto, e la filiera del turismo alle Isole Tremiti sarebbe distrutta per sempre. A Timor Est un piccolo incidente ha provocato la fuoriuscita di greggio e altre sostanza nocive che hanno contaminato le acque in maniera irreversibile, o quasi. Gli scienziati affermano che ci vorranno cento anni prima che l’ecosistema torni come prima.

Noi nell’Adriatico abbiamo la bella esperienza dell’ENI (compagnia petrolifera nostrana) che negli anni ’70-’80 riversò tonnellate di rifiuti tossici nelle acque tra Venezia e Bari, senza mai essere identificato un colpevole, e quindi sappiamo bene come possano restare impuniti tali disastri ambientali dalle nostre parti. Ma le associazioni a difesa del territorio si stanno muovendo.

Pio Luigi Staniscia

Per conoscenza:

PERMESSO DEL MINISTERO
http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/istanze/dettaglio.asp?cod=144

MAPPA ZONE INTERVENTI
http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/istanze/mappa.asp?cod=144

N.B. – In VIDEO DELLA SETTIMANA le Isole Tremiti come vorremmo rimanessero sempre così!

puntodistella.it

Ultimo aggiornamento sullo spiaggiamento dei capodogli

Non sarà la cava a pochi chilometri da Cagnano Varano ad ospitare le carcasse sezionate dei sette capodogli spiaggiati ad Isola Varano e Capojale. Lo ha deciso un secondo tavolo tecnico in prefettura, a cui hanno preso parte il prefetto Nunziante, l’assessore provinciale all’ambiente Pecorella, l’asl, la protezione civile, i sindaci di Cagnano Varano, Nicola Tavaglione ed Ischitella, Piero Colecchia. E proprio i due primi cittadini garganici avranno il compito di trovare zone dove seppellire i resti dei cetacei, visto che la cava cagnanese non ha i requisiti giusti e non è stato possibile, nell’immediatezza, rilevare l’altezza della falda acquifera, che potrebbe inquinarsi facilmente. Una soluzione deve essere trovata nel giro di poche ore, più che di pochi giorni, anche perché i capodogli sono in decomposizione e vanno smaltiti al più presto. In ogni caso i loro scheletri potranno essere recuperati, perché richiesti da numerosi musei di storia naturale, tra cui quello nascente di Manfredonia e l’oasi del lago Salso, sempre nel Foggiano.
teleblu.it

Capojale – Tutti gli esemplari di capodogli sono ormai deceduti. A questo punto è venuto il crearsi il problema di come smaltire le carcasse dei cetacei.
Alcuni esemplari, i primi che sono venuti a mancare, sono stati trasportati su grossi camion verso una destinazione non meglio precisata nell’hinterland cagnanese. Gli ultimi animali morti, invece, sono sottoposti ad autopsia dagli esperti del CNR di Lesina, i quali sperano di riuscire a trovare delle tracce che indichino quali possano essere state le cause che hanno generato l’anomalia.
Qui di seguito metto a disposizione alcuni video, trovati in rete, che testimoniano il lavoro svolto dagli scienziati.
cagnanovarano.org

Nel suo capo si trova un enorme quantità (da 1 a 5 tonnellate) di una sostanza cerosa e trasparente detta "spermaceti", usata in cosmetica e come lubrificante. Altra sostanza ricercata è l’ambra grigia, concrezione che si rinviene nell’intestino del capodoglio, originata da resti di cefalopodi ingeriti. Un capodoglio può avere fino a 60 kg di ambra, usata in profumeria come fissativo
.
Che siano tra le cause del mancato tentativo di salvataggio?
 

Video sul sezionamento dei capodogli:

 

! Attenzione ! i filmati presentano immagini esplicite che potrebbero urtare la sensibilità di alcune persone!!

Capodogli in un mondo senza direzione

Lo ricordate il video che ha ritratto l’esecuzione a Napoli del boss di camorra? Il tipo con il cappellino che entra nel bar, simula una visita all’interno, esce, si avvicina alla vittima e, dapprima lo fredda alle spalle per poi finirlo con un colpo alla nuca. Il video delinea i contorni di un noto camorrista e ad oggi è ignota la ragione vera della pubblicizzazione del video. Che senso ha mostrare il video che ritrae un pregiudicato?

Il tizio con il berretto che dopo l’esecuzione si allontana con il ghigno sorridente sembra abbia commesso il tutto per la modica somma di Euro 500/00. Tanto vale una vita. In tempo di crisi non è tanto e non è neanche poco.

Nei giorni scorsi alcuni amici mi hanno riferito, con tono confidenziale medio, che, nel corso della manifestazione correlata al consiglio comunale del 1 aprile – quella che ha sancito la disponibilità del Consiglio Comunale di San Nicandro Garganico a conferire la disponibilità ad ospitare un impianto complesso per la gestione dei rifiuti – alcuni giovani manifestarono il proprio dissenso in cambio di denaro. In quell’occasione – lo ricordo per la condivisione di un senso istituzionale che dovrebbe essere comune – un sindaco non riuscì ad intervenire in consiglio comunale e tanta bella gente decise, nel momento dell’approvazione del deliberato, di scattare foto con il telefonino e lanciare bordate di ululati in direzione dei consiglieri comunali che approvavano l’accapo.

Il soprano lo fece per la modica somma di Euro 200/00; le comparse per Euro 50/00. Il soprano e le comparse hanno nome e cognome, sono noti; sono altrettanto noti gli erogatori di denaro.

A margine delle ragioni e dei torti, dei dubbi e delle ragioni, vorrei che su questo elemento iniziasse una riflessione forte, aperta, franca, per giungere alla condivisione di un codice etico che dovrebbe portare i partiti politici ad aborrire la violenza – foss’anche quella verbale – e a non coinvolgere nella militanza e nelle manifestazioni gente pregiudicata e che delinque ovvero che occupa illegalmente beni comunali.

I nove capodogli arenati sulle spiagge del Gargano qualcosa la dicono. Sono il simbolo di un mondo che non ancora ha trovato la sua rotta, la sua strada. Segno dei tempi. Ci parlano dello smarrimento e della deriva. Parlano anche di compassione e della resistenza. Due di loro, come le anatre di un pezzo da dio di Guccini, hanno preso il largo.

Costantino Squeo, sindaco di San Nicandro Garganico
da garganonews.it

Archivi