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Antonio Basile (Ufficiale)

Antonio Basile (Ufficiale) ha scritto 2101 articoli per Antonio Basile – OFFICIAL BLOG

Vendesi Comune di Carpino – Bando per l’assegnazione in proprietà di suoli comunali

Il Comune intende cedere in proprietà i suoli  A3 – A4 – A5 – A6 – A7 – A8 – D2 – D3 – D6 – D7 – D8 – D9 – D10 – G1 – G2 – G3  nell’ambito della zona P.I.P. per la costruzione di nuovi impianti produttivi o per l’ampliamento e/o trasferimento di impianti produttivi già esistenti.
Possono presentare domanda le imprese, i consorzi di imprese e le società  consortili, anche in forma cooperativa.
La domanda in bollo, redatta secondo lo schema allegato al presente bando sub “A” deve pervenire entro e non oltre le ore 12,00 del giorno 09 novembre 2010 al protocollo del Comune o spedita a mezzo raccomandata A.R. (fa fede il timbro dell’Ufficio Postale).

Il piano particolareggiato delle aree per insediamenti produttivi, la suddivisione dei lotti da assegnare con tabella dei dati metrici ed economici sono indicati nell’allegato al presente bando sub. “B”.

BANDO PER L’ASSEGNAZIONE IN PROPRIETA’ DI AREE NELL’AMBITO DEL PIANO PER INSEDIAMENTI PRODUTTIVI ( P.I.P.)
ALLEGATO A SCHEMA DI DOMANDA
ALLEGATO B TABELLA DATI METRICI ED ECONOMICI

ALLEGATO B STRALCIO

CARPINO PROGETTI MUSICALI E CORSI FORMATIVI ANCHE NELLE SCUOLE | Costituito il gruppo «MusicArte»

«MusicArte», la nuova associazione musicale nata a Carpino, grazie all'iniziativa di giovani musicisti del luogo al fine di incrementare e diffondere lo studio e la conoscenza si proprone di organizzare e gestire i corsi attualmente attivati presso la Scuola di Musica.

Anche col Carpino Folk Festival la Puglia diventa la Regione della Musica – Repubblica.it

Cultura, dalla Puglia sfida a Tremonti
Fondi Ue per la "Regione della musica"

Nichi Vendola parla di "Puglia Sounds", progetto a largo raggio per creare un vasto indotto musicale. "La cultura non dà da mangiare? Non è vero, in tempi di crisi è risorsa morale, ma anche materiale". Ela prossima primavera arrivano Gianna Nannini e Vasco Rossi di PAOLO GALLORI

ROMA – La cultura è lontana dal cuore dell'impero. Perché "non si mangia", dice il ministro dell'Economia Tremonti, chiudendo il rubinetto. In periferia, invece, c'è chi sulla cultura scommette per creare veri, concreti posti di lavoro. Accade a Sud, nella Puglia del governatore Nichi Vendola, che racconta una scommessa tutta nuova. Si chiama Puglia Sounds e su di essa la Regione ha puntato le risorse finanziarie del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale con l'obiettivo di realizzare un virtuoso indotto.

Al centro del progetto la musica, che tanta parte ha in quel "rinascimento culturale" di cui i pugliesi parlano con fierezza. Di certo non un mero slogan, se la rivista XL col numero di novembre andrà in edicola con una compilation interamente dedicata alle band della nuova scena pugliese. Puglia Sounds ambisce ad andare oltre, sviluppando più identità in un unico scenario. Vuole essere polo d'attrazione per l'allestimento e la realizzazione di grandi produzioni musicali. La prima, un concerto-tributo per Nick Drake orchestrato da Joe Boyd, ha debuttato al Teatro Kursaal di Bari, ribattezzato per la sua nuova missione "Casa delle Musiche", il 9 e 10 ottobre. Prossimo appuntamento venerdi 15 ottobre con l'anteprima nazionale di Girano le pale, il nuovo album dei Folkabbestia. E qui si lavorerà ai nuovi spettacoli di Vasco Rossi e Gianna Nannini, attesi per la prossima primavera.

Puglia Sounds si pone anche l'obiettivo di internazionalizzare gli artisti pugliesi sostenendo le loro sortite all'estero. In questi giorni gli Après La Classe sono al Hitweek Festival di New York, i Nidi D'Arac suoneranno nell'ambito del Womex di Copenhagen a fine mese, mentre i Sud Sound System sbarcheranno in Australia a dicembre. Ma la parte più ambiziosa del progetto è dedicata a chi, in musica, spera in un futuro ad oggi tutto da inventare. I cosiddetti emergenti, che in tantissimi si sono già registrati sul sito di Puglia Sounds (www.pugliasounds.it).

Governatore Vendola, perché ha immaginato un indotto musicale in Puglia?
"Intanto un'idea generale: quando il cielo è offuscato dalle nubi oscure della crisi e della recessione, è il momento in cui bisogna investire in cultura, antidoto alla crisi per ragioni di civiltà ma anche materiali. Abbiamo immaginato di poter costruire un sistema produttivo complesso, legato a più filoni culturali. Innanzitutto abbiamo investito nel cinema, mettendo in piedi l'Apulia Film Commission, oggi protagonista della vita cinematografica nazionale, organizzando un festival internazionale con la supervisione di un grande del settore come Felice Laudadio, un barese che torna così a lavorare in Puglia. Sono nati due 'cineporti', le officine di tutte le arti e i mestieri legati al cinema. Arrivano i transatlantici delle grandi produzioni a girare in Puglia e trovano un 'portò in cui ormeggiare. E in questo porto, sia a Bari che a Lecce, trovano già tutto ciò che occorre a un set cinematografico. Questo significa far crescere anche una buona occupazione di ragazzi e ragazze pugliesi che prima, per inseguire il sogno del cinema, dovevano emigrare".

Cosa è accaduto dopo l'investimento nel cinema?
"Abbiamo prodotto un'infrastruttura culturale che non ha precedenti nella regione. Per dire, stiamo completando un'operazione unica in Europa. La Puglia ha 258 comuni, in 169 abbiamo ristrutturato vecchi immobili, come mercati dell'ortofrutta, caserme, fabbriche, mattatoi, trasformandoli in 'laboratori urbani'. Luoghi dove organizzare un cineforum come montare una pellicola, ascoltare un concerto o avere sale per provare e per incidere musica. Attrezzati con computer per ogni tipo di disabilità. Nei laboratori urbani si prova anche a incubare lavoro nuovo legato ai filoni della creatività. In questi anni abbiamo fatto cose dalla forza evocativa straordinaria, come la ricostruzione del Petruzzelli, dopo una stagione infinita di immobilismo. Per noi era strategico ricostruire la 'cassa armonicà della dignità del territorio. Abbiamo fatto investimenti sistematici sui teatri di provincia, su 20 cinema di qualità, paragonabili alle vecchie sale d'essai. Messo in piedi questo circuito, abbiamo finanziato istituzioni e fondazioni culturali, e scommesso in modo importante su la Notte della Taranta, il Festival della Valle d'Itria o il Carpino Folk Festival. Abbiamo disseminato la Puglia non di eventi effimeri, ma di strutture produttive".

E si arriva a Puglia Sounds…
"Il vettore, in entrata e in uscita, per la circolazione culturale ed economica delle produzioni musicali. Un'etichetta che mette insieme i musicisti pugliesi, li aiuta a superare le difficoltà di ogni passaggio della vita artistica. Avere i luoghi in cui provare, gli spazi e le tecnologie per produrre musica, li aiuta a conoscerci e a scoprire il mondo, a internazionalizzarsi. Contemporaneamente, aiuta la Puglia a sprovincializzarsi dal punto di vista musicale, perché è un'etichetta che diventa polo d'attrazione per musica di qualità a livello mondiale. Si tratta di un altro segmento importante di quel distretto industriale della creatività a cui stiamo lavorando".

Tra le grandi produzioni che hanno scelto la Puglia e Puglia Sounds, si annunciano la prossima primavera i tour di Vasco Rossi e Gianna Nannini. Chi preferisce?
"Mi piacciono moltissimo entrambi, difficilmente si può fare una graduatoria. Due modalità di vocalizzare e di interpretare assolutamente differenti. Hanno in comune un tratto esplosivo di anarchia corporale e una musica libertaria. E' difficile, sono tutti e due adorabili. Ma posso dire chi è il mio preferito in generale…"

Prego Governatore…
"Sono assolutamente innamorato di Franco Battiato".

A chi affiderebbe la canzone simbolo di un nuovo corso per la sinistra?
"Sarebbe scorretto da parte mia reclutare a sua insaputa qualunque cantautore. Ci sono canzoni di diversi autori che hanno una forza di stimolo per la politica, sembrano afferrarla per il bavero, scuoterla e chiederle di essere meno autoreferenziale, di non essere così monotona ma di accogliere la polifonia della vita. Canzoni di Vecchioni, De Gregori, Dalla… fino alla canzone che io ho usato spesso nelle mie campagne elettorali: La cura di Battiato".

Torniamo a Puglia Sounds. A Sud il tasso di disoccupazione giovanile è altissimo, il governo riduce i finanziamenti alla cultura. In questo contesto crede sia possibile convincere i ragazzi che un percorso professionale nella musica sia possibile, quando la musica è ignorata anche dalla scuola?
"Penso ai miei anni di liceo, quando studiavo da un'amica non solo perché era la mia compagna di studi ma anche perché aveva il giradischi. E  io andavo a casa sua a scoprire le novità dei cantautori. Per me era la 'casa della musica', c'era lo stereo, un segno del lusso nella mia formazione. Oggi la musica è inglobata nell'ordinario della vita quotidiana. Il rischio è che ce ne sia non dico troppa, ma in una quantità talmente caotica da non produrre un'educazione musicale. E' necessario affrontare la musica in maniera non naif e non spettacolaristica, ma come uno dei grandi strumenti di civilizzazione di un territorio. Come possiamo capire il nostro Risorgimento se non usando il melodramma come una forma di rappresentazione di
quella temperie culturale e anche come un prezioso megafono del sentimentalismo patriottico di quella stagione dell'Ottocento? Non so se sarebbe immaginabile la rivolta nelle università senza Bob Dylan e i Beatles. E quanti amori sarebbero stati più scarni, poveri e sfortunati senza quei tre o quattro miliardi di canzoni d'amore. Tuttavia, penso che bisogna guardare alla musica anche come possibilità produttiva straordinaria. Oggi, poi, nell'incrocio tra intelligenza umana e artificiale si schiudono potenzialità inaudite per le produzioni musicali. Siamo dinanzi a un mondo che va affrontato in senso pieno, come un ciclo produttivo di ricchezza. Ricchezza di ogni genere, a tutto campo.

Puglia Sounds sostiene anche i concerti all'estero degli artisti pugliesi. Quale missione affida loro?
"Credo siano spontaneamente protagonisti di una relazione che deve essere sempre più cogente tra 'locus' e ' globus'. Ci sono quelli che si autoisolano nel 'locus', lo delimitano quasi fossimo all'età della pietra. Noi no, pensiamo che l'identità abbia bisogno di respirare, altrimenti muore di claustrofobia. Ha bisogno del vento cosmopolita. Quindi i nostri gruppi in giro per il mondo raccontano la Puglia, la sua musica e le straordinarie potenzialità di un meticciato, non solo musicale, che può salvare il mondo dalle sue psicosi e fobie".

Il progetto è sostenuto finanziariamente dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale. I soldi messi a disposizione del Sud dall'Unione Europea spesso sono rimasti a Bruxelles, quando non sono serviti a erigere cattedrali nel deserto o sono stati oggetto di piani truffaldini…
"Noi stiamo interpretando in maniera attiva i compiti che erano stati assegnati dalla strategia di Lisbona in termini di implementazione dei fattori innovativi nella gestione dei nostri sistemi economici. E siamo anche in linea con la strategia di Europa 2020. Ci stiamo comportando da cittadini europei e da governanti europei".

Il fulmine a ciel sereno della Silvia Godelli: tutte le Aree Vaste sono state un fallimento

In base a quanto riporta Rosalia Marcantonio dell'ilgrecale.it a fine dicembre la Regione chiederà lo sblocco dei fondi dei Area Vasta. Lo avrebbe annunciato ieri l´assessore Silvia Godelli, nel corso del suo intervento ad Alberona, dove si è svolta la tavola rotonda dedicata alla promozione turistica dei Monti Dauni. Per la Godelli tutte le esperienze di programmazione strategica delle Aree Vaste di Puglia sono state un fallimento. "E´ mancata la figura del regista unico – ha detto la Godelli – e questo ha prodotto solo frammentazione, e l´inevitabile dispendio di tempi ed energia. Se le cose stanno così – ha detto ancora la Godelli – una volta sbloccati i fondi, la Regione avvierà una programmazione mirata di concerto con i singoli comuni".

Ma com'è?
Mentre l'area vasta di capitanata modifica il proprio statuto per la realizzazione degli interventi “a rete” che richiedono una gestione unitaria, la Godelli afferma che è mancato il regista univo e che si è perso tempo ed energia?
Si potrebbe essere portati a pensare che la Godelli è sciuta pazza.
Ma la realtà è un'altra.
Proviamo a fare delle ipotesi.
Lo scorso mese di maggio e giugno la Regione Puglia dopo i vari tentennamenti delle aree vaste intima l'uscita dei bandi per la realizzazione delle opere messe in cantiere con il programma stralcio. In altre parole dopo la programmazione strategica delle aree vaste la Regione in attesa dello sblocco dei finanziamenti FAS e POIN, lo scorso dicembre approva uno primo stanziamento alle singole aree vaste di 20.000.000,00 di euro. A Maggio invita le aree vaste ad uscire con le gare d'appalto e poiché ha l'obbligo della cantierabilità stabilisce in deroga che si considerano partiti i cantieri al momento della pubblicazione dell'appalto. (Non sono pratico di queste cose, quindi nei dettaglio posso sbagliare). Contestualmente stabilisce delle date massime per la pubblicazione: 15 luglio 2010, 15 ottobre 2010 e oltre 15 ottobre 2010.

Vuoi vedere che poiché siamo al 15 di ottobre non si hanno notizie di possibili pubblicazioni?

Anche in questo caso bisogna leggere i documenti pubblicati.
Qui sotto vi facciamo vedere l'elenco delle opere che si era deciso di realizzare con il primo stralcio e le successive integrazioni.
La cosa che salta subito all'occhio è la distribuzione geografica. Come dicemmo qualche mese fa, i soldi sul Gargano non arrivano. Solo piccole cose. Potete valutare voi stessi dove sono concentrati i 20.000.000,00.
Altra cosa che emerge è che Carpino manca.
In realtà in uno dei due interventi a rete quello relativo all'e-government è incluso anche il nostro comune che come abbiamo dimostrato qualche giorno fa ha una situazione a dir poco disastrosa. Comunque briciole.
I documenti usciti ci tranquillizzano quando appare l'elenco dei comuni che hanno interventi al vaglio del piano Plurifondo. C'è Carpino e quindi c'è l'Auditorium del Gargano.

Ma tornando al sistema capitanata cos'è che impedisce l'uscita degli appalti?
I progetti ovvio.
Premetto che non li conosco tutti e che il continuo fluttuare dei nomi e delle classificazioni non aiuta all'individuazione.
Guardate le risorse destinate alla realizzazione del Treno-tram: quasi 7 milioni di euro su 20.
Tanti penserete a primo atticco.
In realtà è una somma assolutamente irrisoria rispetto alla stima iniziale fatta per la realizzazione di tutta l'opera: 250 milioni di euro.
Allora 1+1=2: gli appalti non possono essere pubblicati perché i progetti esecutivi non ci sono. Senza appalti non si ha la cantierabilità, senza la cantierabilità non si possono trattenere i soldi europei, la Godelli parla di fallimento delle aree vaste e la programmazione strategica ritorna in regione che la concorderà con i singoli comuni delle opere interessate.
Conclusione: abbiamo perso quasi tre anni e tante energie in opere non realizzabili con questi strumenti di programmazione, ma questo era ipotizzabile fin dalla partenza, perchè ci siamo intestarditi?

L'analisi è volutamente sempliciotta perchè con il tecnicismo sarebbe stato difficile far compredere il tutto in poche righe.

Avviso pubblico per finanziare interventi di efficientamento e risparmio energetico comuni fino a 15000 abitanti

Avviso pubblico POI per i comuni fino a quindicimila abitanti, quindi anche per il comune di Carpino e quasi tutti i comuni del Gargano.

Emanato il 22 settembre scorso dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare l'Avviso pubblico diretto a finanziare interventi di efficientamento e risparmio energetico sugli edifici di proprietà comunale, con priorità per le strutture di particolare valore e pregio architettonico, paesaggistico e culturale.

L'iniziativa si sviluppa  nell'ambito del Programma Operativo Interregionale POI "Energie rinnovabili e risparmio energetico" 2007/2013 ed è rivolto ai comuni fino a 15.000 abitanti, compresi i borghi antichi e di pregio, e le loro forme associative, presenti nelle regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia che possono proporre le proprie Manifestazioni di interesse entro l’8 novembre 2010.
Allegati in PDF
Allegati in WORD

Se non presentiamo il progetto, poi non lamentiamoci se non ce l'approvano.

Il 30 e 31 Ottobre in programma il 6° MEETING FOLK MATTEO SALVATORE

Lo sguardo di Ulisse…ricordanto matteo Salvatore
pubblicata da Sinuhe da Foggia il giorno venerdì 3 settembre 2010
Matteo Salvatore  per diritto di appartenenza era e resta la voce e l’urlo della Storia delle genti di Capitanata. Tra ballate, aforismi, storie di vita vissuta Matteo ha raccontato un’epoca profondamente radicata nel nostro presente.“Buona sera, io sono Matteo Salvatore, e adesso facciamo un po’ di cultura. La cultura della mia terra, il Gargano”. Così inaugurava i suoi spettacoli Matteo, con chiarezza fin dalle prime parole. Lui sì che sapeva cosa significa “cultura”: memoria, rispetto delle radici, amore per la gente, passione per le loro storie, la loro vita. Quando cantava era come se cantasse per ognuno dei presenti ai suoi concerti, non per un indefinibile numero di spettatori, ma per ognuno di loro, “uno per uno”. Animato sempre da grande entusiasmo Matteo non nascondeva mai l’emozione di abbracciare il pubblico nella dimensione che più amava, quella della piazza.Massimo esponente della canzone popolare del XX secolo, ma di quella d’autore, Matteo Salvatore è sempre riuscito ad immergersi totalmente nel patrimonio di storia, sentimenti e tradizioni popolari esprimendoli con il proprio modo di sentire e di fare musica, più unico che raro. Matteo è stato e resta una sorta di storiografo attento e al contempo un poeta commosso e smaliziato.  Le storie che ha cantato e che ci ha lasciato le ha interpretate con entusiasmo e con grande passione sempre, accompagnate dal suono di una impeccabile chitarra: un grande repertorio di sua composizione nel quale ha saputo trasfondere con semplicità e professionalità i secolari temi dell’amore, della passione, della sofferenza, della vitalità delle sue genti. Matteo commuoveva senza mai cadere nella retorica con i temi del ricordo; ironico fino alla sferzata, sempre rispettoso della tradizione dei cantastorie; portavoce dell’animo e dei gusti popolari di cui è stato capace farsi straordinario interprete. Attraverso la sua voce forte e vibrante, acuta, spesso stridula, accompagnata da una chitarra colta, ha diffuso la storia della sua terra. La sue parole rimbalzavano sulla sua musica a volte dure come pietre, malgrado le note musicali allegre. Ha raccontato la sua storia che è la vera Storia del suo popolo, delle sue gioie e delle sue sofferenze. Efficace testimone di una lontana e perduta tradizione, ha manifestato sentimenti, esperienze, sogni, frustrazioni di un passato prossimo che ha allungato le sue propaggini nel nostro presente. Per oltre mezzo secolo Matteo ha cantato la sua terra che nonostante la modernizzazione, non ha ancora visto rimarginare le cicatrici delle sue innumerevoli perdite: la perdita delle proprie radici culturali messe in crisi da una errata interpretazione del moderno (sic!) pensiero globalizzante. Eppure, come ha tenacemente e caparbiamente testimoniato fino alla fine Matteo, è ancora possibile rintracciare i valori legati al mondo e alla visione di una tradizione e di una civiltà che formano l’humus da cui trae linfa la resistenza quotidiana di una umanità altrimenti disorientata. Lui lo ha fatto per tutta la vita, era la sua ancora di salvezza e al contempo la sua lotta senza sosta nella convinzione che nonostante il dolore, la povertà e l’ingiustizia, il domani può essere migliore.  La sue canzoni pervase da dolorose memorie, da disperate invocazioni, da richieste d’amore o da allegre ballate sanno riequilibrare il peso del dolore e della fatica di vivere, liberando l’uomo dalla morte quotidiana, aprendogli uno squarcio d’eternità.  Il suo canto divenne da subito un elemento di comunicazione per eccellenza, oltre a rappresentare un inimitabile veicolo di denuncia e di espressione culturale. Le canzoni di Matteo restano documenti insostituibili e preziosi di modi di pensare, di lavorare, di denunciare. Matteo è riuscito a far convivere la tradizione garganica con un gusto aperto  verso la canzone d’autore. Ma, attenzione, quel che si intuisce dall’ascolto delle sue opere è che questa dimensione più ampia l’abbia in gran parte cercata semplicemente dentro sé stesso tanto è naturale, fluente e circuente il suo mondo musicale. Un’intera vita letteralmente avvolta da sonorità vere e vive; ascoltarlo è una esperienza che non può lasciare indifferenti, la sue canzoni non lasciano nulla di uguale. Dopo l’ascolto di Matteo che narra e canta, nessun occhio può restare cieco, nessun orecchio sordo, nessuna bocca  resta muta. Autore fatto d’amore, d’asprezza temperata, di ricchezza espressiva, cantava e raccontava  come sfogliando un libro di immagini, ed ecco via via i suoni, le storie raccontate, i personaggi ritratti e ancora l’attimo fuggente e i sogni, spesso gli incubi, le visioni fra realtà e fantasia, le invocazioni, le imprecazioni. Uomo dei Sud esprimeva le ansie, i valori, le attese e le sofferenze di sempre. Non c’è serenità buonista né arcadia nel mondo musicale di Matteo, nemmeno la memoria sembra tranquillizzante. I suoi legami con la terra d’origine, il Gargano, restano soprattutto di tipo culturale, inevitabili per un autore che ha sempre scavato nelle radici popolari espresse essenzialmente nel cantato in dialetto e nel racconto autobiografico che sa farsi universale. Matteo è stato a suo modo uno dei rari e insuperabili interpreti delle angosce e del disincanto di chi ha vissuto il XX secolo ed è stato catapultato nel XXI. Che sia poetica  trasognata o canto rabbioso, la propensione musicale di Matteo non lasciava mai indifferenti. In essa si erano stratificate storie antiche  e voglia di esprimersi senza nostalgie gratuite. La sua ricerca musicale ha rafforzato il senso di intreccio fra canzone d’autore e poetiche popolari, ravvivando antiche sonorità, tradizioni e sentimenti riscoprendone l’universalità attraverso un senso di identità forte e meditato. Matteo è stato un autore infaticabile, agitatore capace di proporre soluzioni inedite nella musica resistendo come ha potuto all’omologazione e all’insipienza . Matteo ha nutrito intimamente, fino alla fine la legittima vanità che il suo lavoro poteva arginare l’inevitabile oblio. Matteo era fatto di sole e di pietre, di luci abbaglianti e d’improvvisi tagli d’ombra, di antiche e moderne sofferenze. Cantore fortemente legato alle proprie radici, rispettoso della tradizione ma pronto a reinterpretarle con sempre nuova e rara intensità. A lui resta legata l’idea di un instancabile “trovatore” velato da una malinconia mai risolta. Un artista fuori dal coro che ha cantato e urlato la sua e nostra Storia con voce forte e nitida.  I suoi occhi guardavano sempre oltre, il suo era lo sguardo di Ulisse.

Quannë ce zapp e quannë ce potë | Nun tëng zien e nun tëng nëpote | Quannë jè temp d vtignà | Zien da qua e nëpote de là.

30 ottobre 2010
ore 9:00
conferenza sulla musica della tradizione popolare
INGRESSO LIBERO
interverranno:
Nicola Briuolo, allievo di Matteo Salvatore
Antonio Piccinino, cantore di Carpino
Vito Zuccarino, sindaco di Apricena
Concetta Pennelli, assessore alla cultura città di Apricena
Michele Zuffrano, presidente associazione P.A.C.
Mario Milone, direttore artistico a
ssociazione P.A.C.
al termine della conferenza
interverranno
"I LùTM' BR'GANT"
gruppo folk di
Vico del Gargano

ore 21:00 concerto dei
I GIROLLER°  
I CANTORI DI CARPINO
ALLA BUA

31 ottobre 2010
ore 21:00 esibizione dei
I CANTORI DI MONTE SANT'ANGELO
I TARANTULA GARGANICA
'A PARANZA R'O LIONE

Durante le due giornate del meeting sarà allestita una mostra artigianale di strumenti musicali di ANTONIO RIGNANESE – Vico del Gargano
presso CASA MATTEO SALVATORE  piazza delle ARTI
viale G. di Vittorio
sipario mattina ore 9:00 sera ore 21:00
per info ; Vincenzo – 3493988247 – Roberta 3272090002

Cultura e turismo: i piccoli borghi lanciano una grande sfida

‘'Cultura e Turismo: i piccoli Borghi lanciano una grande sfida'', è stato il tema di un interessante convegno promosso dalla Fiera di Foggia nell'ambito della 32^ Campionaria Nazionale d'Ottobre ed organizzato in collaborazione con la Provincia di Foggia, che ha visto una particolare attenzione alle aree interne, in grado di organizzare eventi culturali di grande spessore.
Dopo il saluto del Presidente dell'Ente Fiera, Fedele Cannerozzi che ha parlato di ‘'rassegna di grande interesse, legata al binomio turismo e cultura'', è stata la vice presidente della Provincia, Maria Elvira Consiglio a presentare il tema del convegno: ‘'La nostra è una provincia bellissima, una sorta di provincia-regione perchè nel nostro territorio abbiamo il mare, le montagne, le colline, il Tavoliere, paesi bellissimi, ricchi di storia, di cultura, le cattedrali. Abbiamo di tutto e abbiamo, in particolare, i piccoli borghi che ci raccontano una storia. La nostra provincia deve fare di tutto per coniugare la cultura al turismo e allo sviluppo. La nostra sfida oggi è – ha concluso Consiglio – riuscire a fare sistema, lavorare insieme, regione, provincia, comuni ed enti economici''.
Molto atteso l'intervento dell'assessore regionale al Mediterraneo, Cultura e Turismo, Silvia Godelli: ‘'Sono convinta che questo territorio abbia delle risorse straordinarie. Ho verificato che il territorio, ove ci sia una proposta chiara e seria, ha una capacità di risposta altissima. Naturalmente, ad ognuno tocca il proprio compito. I borghi – ha precisato Godelli – sono una caratteristica di questo territorio. Ma ora, il nostro obiettivo è quello di fare un salto di qualità, che può essere rappresentato dall'innesto di segmenti, tutti di pregio, che hanno bisogno, però, di essere coordinati tra di loro''. Godelli ritiene che il turismo religioso sia una risorsa importante se diventa turismo della Capitanata che è in grado di mettere insieme tutti i tipi di turismo che questo territorio propone e offre. ‘'Noi – ha concluso Godelli – vogliamo portare progetti per farceli approvare. Io costruisco e guardo avanti; non colgo la polemica''.
Secondo il presidente della Camera di Commercio, Eliseo Zanasi, ‘'è arrivato il momento in cui questa sfida va assolutamente raccolta e messa in atto. Dobbiamo assieme mettere a punto e condividere un progetto che tenga conto anche di un sistema infrastrutturale. Le due gambe su cui poggiare la nostra economia, sono soprattutto quella dell'agricoltura innovativa e quella del turismo religioso''.
Il responsabile del Comitato scientifico del Club ‘'I Borghi più belli d'Italia'', Antonio Centi, rimarcando l'importanza dei piccoli borghi, ha evidenziato come in Giappone si sia costituito un club degli amici dei borghi più belli d'Italia, e questo è un fatto veramente eccezionale. Nel rimarcare l'importanza dei piccoli borghi, Centi ha reso noto che nel 2008, nei 189 borghi italiani, c'è stato un fatturato di circa 1 miliardo di euro, con circa 7 milioni di presenze turistiche''.
Il presidente del Gal Meridaunia, Alberto Casoria ha puntato molto sul bisogno di una politica buona, perchè ‘'abbiamo bisogno di buoni esempi , soprattutto in un momento in cui la nostra provincia vive un'aggressione da parte di una criminalità organizzata, che non fa crescere il sistema produttivo''.
La serie degli interventi è stata conclusa dalla presidente del Club Unisco di Foggia, Floredana Arnò che ha evidenziato come ‘'facendo squadra abbiamo realizzato dei bellissimi progetti'' e dal Direttore generale Five Festival Sud System, Franco Salcuni.
redazione Teleradioerre

Lo stato dell’arte comparato dei servizi di e-government di Carpino e degli altri comuni del Gargano

Un'indagine effettuata presso i Comuni aderenti all‟Area Vasta di Capitanata 2020 mostra lo stato dell'arte dei servizi di e-government di Carpino.
La Cabina di regia ieri ha approvato il progetto preliminare ‘Sviluppo del sistema di e-government regionale nell’area vasta Capitanata 2020′ e ha proposto il Comune di Foggia come capofila di un intervento a rete, che riguarderà tutti i Comuni dell’area vasta.
Il progetto è stato finanziato per 1.707.489 euro a valere sulla Linea d’intervento 1.5 per l’implementazione dei servizi pubblici informatizzati di base presso i Comuni pugliesi, secondo gli standard definiti dal CRIPAL e le previsioni del Codice dell’amministrazione digitale.
La situazione migliorerà?

«IL GARGANO COME LE ALPI: INFRASTRUTTURE COMPATIBILI CON IL TERRITORIO»

Intervista all’assessore regionale al Turismo Silvia Godelli
Incentivare il turismo sostenibile, dotare il territorio di infrastrutture di mobilità che siano compatibili con il territorio e sostenere la collaborazione integrata fra imprese ed Enti locali.
Sono stati questi gli elementi principali su cui si è incentrato l’intervento dell’assessore regionale al Turismo Silvia Godelli che si è presentata al Gargano lunedì scorso 27 settembre nel corso di un convegno svoltosi a Monte Sant’Angelo, quarta tappa del "Giro d’Italia delle donne che fanno impresa".
L’iniziativa era organizzata da Unioncamere insieme alle Camere di commercio ed ai Comitati per l’imprenditoria femminile e si articola in nove tappe sul territorio nazionale.
Quali saranno le linee di azione nei prossimi mesi per quanto riguarda la promozione turistica?
«Voglio concentrarmi moltissimo sull’area del foggiano, del Subappenino e del Gargano perché penso che facendola decollare completeremo un sistema integrato della Puglia caratterizzato dalla molteplicità delle identità territoriali e delle potenzialità. Penso ad un turismo sostenibile che tenga conto delle bellezze naturalistiche e culturali, dell’offerta enogastronomica e ci consenta di attrarre nuovi segmenti sia dall’Italia che dall’estero anche tenendo conto dell’esigenza di creare nuove occasioni per il turismo «slow», il turismo «lento», quello dei territori più beli ma spesso meno accessibili».
Per la mobilità sul Subappenino e sul Gargano a livello infrastrutturale quale sarà la vostra impostazione? La sostenibilità può esser conciliabile con un discorso numerico di consistenza dei flussi?
«Certamente sì. L’intero Gargano ed il Subappenino sono territori montani ma… nel nostro Paese anche le alpi lo sono!… Il problema è dotarli di infrastrutture che consentano spostamenti comodi senza che questo però faccia ipotizzare forme di scorrimento veloce che non sono compatibili con il territorio. Le alpi sono piene di turisti in quasi tutti i mesi dell’anno… i territori montani della Puglia lo saranno».
Per la dotazione finanziaria del settore turismo su quali risorse potrete contare?
«Stiamo cercando soprattutto di ottimizzare le risorse di derivazione comunitaria sia quelle dei fondi di sviluppo che quelle dei fondi interregionali. Speriamo su quelli di poter costruire questi percorsi».
Per le fiere di settore, per quest’anno il discorso su «Aurea» è ormai chiuso o ci sono ancora delle possibilità?
«Intendo discutere con le istituzioni del territorio, gli Enti locali, la Camera di Commercio per individuare una soluzione che permetta di fare una promozione del turismo religioso senza dover intervenire con cifre non sostenibili per l’attuale situazione finanziaria della Regione che fino alla fine di quest’anno ha i vincoli del patto di stabilità imposto dal Governo nazionale».
Agli imprenditori privati ha chiesto di aggregarsi, in che maniera? Le istituzioni come possono poi collaborare?
«Il prossimo 7 ottobre sarò a Foggia, alla fiera. Avremo degli incontri e faremo dei tavoli… So che la Provincia ha predisposto un primo tavolo… prenderemo delle decisioni operative».
L’operatività finanziaria della Regione è vincolata dal patto di stabilità e dal piano sanitario. Quando ci si sbloccherà per riattivare i flussi economici a beneficio delle imprese e delle comunità locali?
«Bisognerebbe chiedere a Tremonti, Berlusconi e Fitto quando smetteranno di perseguitarci. Noi siamo considerati una regione da mettere alla berlina, da penalizzare, da rendere marginale solo perché hanno paura delle fortune politiche di Vendola. Quattro milioni di cittadini stanno pagando il prezzo di una sorta di persecuzione politica che io ritengo assolutamente inaccettabile».
A livello legislativo, il disegno di legge di riforma con un’agenzia regionale del turismo incentrata su Bari sarà portato subito in commissione? Chiederete tempi celeri?
«Andiamo in commissione la settimana prossima e in aula al più presto, mi auguro, compatibilmente con i tempi dei provvedimenti sulla sanità che hanno inevitabilmente la precedenza perché si rischia un ulteriore taglio di 500 milioni di euro. Io sono pronta già da luglio… mi auguro di portare a casa al più presto questa legge perché ci aiuterà a fare una promozione integrata dell’intero territorio pugliese mantenendo però l’attenzione e l’articolazione sui territori provinciali».
Antonio Troia da Ondaradio.info

Silvia Godelli: “I Turisti in Puglia ben oltre le presenze dell’estate 2009″ di Lucio Lussi

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Bari – Quando ancora i dati sono provvisori il trend per la Puglia è in netta controtendenza col resto del Paese e per il futuro più arrivi dall’estero. L’assessore regionale al Mediterraneo traccia un primo bilancio, positivo, della stagione estiva appena conclusa. Presto abolite le Apt per fare posto a un’Agenzia unica per comunicare l’immagine del marchio Puglia. Basta Notti bianche. In autunno per destagionalizzare più spazio a beni culturali e aree naturalistiche anche perché non ci sono più soldi. Il cinema è diventato un valore aggiunto facendo diventare la Puglia un grande palcoscenico.

Assessore regionale Silvia Godelli, quali sono i dati sulle presenze turistiche in Puglia nei mesi di luglio e agosto 2010?

“Non abbiamo ancora i dati definitivi, ma con quelli in mio possesso, il 55% del totale, abbiamo già eguagliato le presenze dell’estate 2009. Mancano le grandi aree di insediamento e le grosse catene alberghiere, quindi alla fine dei conteggi supereremo ampiamente i numeri dello scorso anno. In Italia c’è stato un trend negativo, ma la Puglia ha retto bene e ha registrato un incremento notevole di turisti”.

Qual è la politica del suo assessorato nei confronti del turismo?

“In primo luogo ci stiamo impegnando a promuovere il territorio pugliese attraverso un’azione efficace di comunicazione. Dobbiamo essere in grado di vendere eccellentemente il “brand Puglia” e per questo stiamo puntando soprattutto all’estero, attraverso l’introduzione di nuovi collegamenti aerei diretti con la Svizzera, la Germania e la Russia. In secondo luogo, ho presentato un disegno di legge per riorganizzare la burocrazia del turismo: le Apt ormai sono obsolete e intendo superarle creando un’Agenzia unica per la Puglia, articolata nelle sei diverse province. A mio avviso è necessario dare del marchio Puglia un’immagine unica e coordinare le attività dei territori”.

Cosa sta facendo la regione per rilanciare le imprese alberghiere?

“Stiamo definendo nuovi rapporti con le imprese: da un lato, i bandi che stanziano risorse per il miglioramento strutturale dei luoghi ricettivi, dall’altro, un percorso di aggiornamento professionale per il personale impegnato nelle strutture ricettive, con particolare riferimento alle lingue straniere e all’utilizzo del computer. In questo modo stiamo perfezionando le modalità di accoglienza dei turisti”.

Quali sono gli altri progetti?

“Nell’ambito del Programma Operativo Interregionale (POIN) abbiamo dato vita ad una serie di progetti, da presentare adesso all’Autorità di Gestione, che hanno come riferimenti territoriali il Salento e il Gargano. Nel Gargano è in fase di lancio un progetto per la mobilità su rotaia, treno-tram, e i percorsi ciclabili e pedonali.
Abbiamo approntato un nuovo intervento sul turismo religioso, in modo da ampliare i viaggi e le permanenze non sono ai luoghi di culto. Con il progetto “Città aperte”, la scorsa estate, le chiese, i musei e le aree archeologiche sono rimaste aperte sino a tarda sera. Con l’assessore al territorio Barbanente stiamo mettendo a punto un programma integrato di valorizzazione dei beni culturali e ambientali, per incrementare e destagionalizzare il turismo. E poi non dimentichiamo la rete dei Festival, la Taranta, i Dialoghi di Trani, il Carpino festival e il “turismo slow” che punta a destagionalizzare l’offerta turistica”.

E il turismo nel Salento?

“Il turismo nel Salento è lanciatissimo e anche la scorsa estate abbiamo avuto una grande affluenza. Adesso si dovrebbe operare nel rafforzamento delle identità territoriali  creando un contenitore unico, finanziato con i fondi del POIN, e caratterizzato da spettacoli, manifestazioni enogastronomiche e valorizzazione dei beni culturali”.

E il resto della Puglia?

“La Valle d’Itria sta vivendo una fase di rilancio grazie all’interesse manifestato dagli anglosassoni di target elevato (attori, intellettuali, scrittori) nei confronti di trulli e masserie. Nella Bat, oltre al Castel del Monte, il monumento più visitato, al Festival di Andria e ai Dialoghi di Trani, c’è anche la pinacoteca De Nittis a Barletta. Anzi stiamo organizzando a Parigi una mostra sul De Nittis. Qualche problema ce l’abbiamo ancora nel tarantino a causa delle annose ragioni ambientali legate all’Ilva. Presto rilanceremo il Museo Archeologico Nazionale di Taranto attraverso un intervento capillare di comunicazione, sperando che possa tornare ai fasti della mostra degli ori. Gli ori in fondo sono sempre lì…”

Lei è anche assessore al Mediterraneo

“In quest’ambito sono in corso i nuovi programmi europei di cooperazione con i Balcani, con il sud est europeo e con la sponda sud del Mediterraneo. Siamo tra le prime regioni d’Europa per numero e qualità di progetti di cooperazione presentati”.

In che modo la Puglia può rappresentare un crocevia nei rapporti con l’Oriente e con gli stati del Mediterraneo?

“Il porto di Bari è il punto di riferimento per il traffico di merci e persone, soprattutto con i Balcani. Il porto di Taranto, invece, è importante per la logistica e il traffico di navi che arrivano dall’estremo Oriente dopo aver oltrepassato il Canale di Suez, e non a caso è stato siglato un accordo con il porto di Rotterdam per cooperare nella logistica e nel trasporto su gomma.

Per quanto riguarda i Balcani, poi, le relazioni economiche con l’Albania e con i paesi del Corridoio 8, Macedonia, Romania e Bulgaria, sono ben avviate, grazie al commercio import-export e agli investimenti. Molti imprenditori pugliesi si trasferiscono in questi stati per fare impresa, soprattutto nel settore delle energie rinnovabili (numerose sono le aziende di eolico e fotovoltaico installate in Albania) e dell’agricoltura. Siamo una regione agricola e stiamo avviando programmi di cooperazione con gli stati balcanici, del Medio Oriente e del bacino del Mediterraneo, al fine di innovare i cicli produttivi e la trasformazione dei prodotti e cooperare nella produzione. E’ stato avviato, in tal senso, un programma di cooperazione con il Libano per la produzione congiunta dell’olio d’oliva, che verrà poi esportato in territori tradizionalmente privi di olio d’oliva come l’est Europa e la Russia.

Per avere un quadro completo del ruolo della nostra regione, non tralasciamo nemmeno l’impegno per facilitare l’ingresso dei paesi balcanici nell’Unione Europea e i frequenti contatti economici e commerciali con la sponda sud del Mediterraneo, in particolar modo con l’Egitto”.

La cooperazione crea anche nuovi posti di lavoro?

“Certo. Come nel caso della tutela delle coste balcaniche: la nostra regione esporta il know how ma anche tecnici, esperti e manodopera”.

Centralità mediterranea o centralità europea?

“La Puglia ha una centralità mediterranea per ragioni storiche, culturali, sociali, economiche e commerciali. E’ compito dell’Europa non abbandonare le regioni del sud per occuparsi esclusivamente delle regioni centrosettentrionali del continente”.

Trasporti. Quanto sono vicini alla Puglia i paesi del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente?

“Con l’eccezione dell’Egitto, gli altri paesi sono in difficoltà. L’Adriatico è difficilmente navigabile dalle grosse navi a causa dei fondali bassi e in Israele c’è il porto di Haifa, ma all’interno di una zona geopolitica precaria e poco competitiva. Per quanto riguarda i trasporti aerei, non mancano i voli diretti con la sponda africana e mediorientale, mentre per andare nei Balcani siamo costretti a fare scalo a Roma”.

La Puglia può essere ancora un’arca di pace?

“Lavoro ogni giorno per raggiungere questo obiettivo. Mi rendo conto che non si tratta di un’impresa facile, anche perché la politica estera viene fatta dai governi degli stati”.

L’assessorato di cui lei è titolare prevede anche la delega alla cultura. Qual è l’impegno della regione in questo settore?

“Lo sviluppo e la vivacità culturali sono indispensabili in una regione come la nostra. Tra i progetti finanziati con fondi comunitari ci sono i “Teatri Abitati”, un nuovo modo di gestione pubblico-privata dei luoghi di spettacoli dal vivo, che verrà sperimentato all’interno di 12 residenze teatrali. E poi c’è il progetto Puglia Sounds , che valorizza il sistema musicale regionale, e oltre ad una sezione specifica per la musica da camera, permetterà ai giovani talenti pugliesi di misurarsi. Puglia Sounds ha la finalità di co-produrre sul territorio regionale eventi nazionali e internazionali di valore, in collaborazione con i principali centri musicali di Europa, come l’Auditorium – Parco della Musica di Roma e il Barbican Centre di Londra”.

E il cinema?

“Il cinema va a gonfie vele e il nostro territorio è diventato un palcoscenico naturale per le produzioni italiane ed estere. Aumentano a dismisura i film girati nella nostra regione e questo implica nuove opportunità di lavoro, le produzioni, infatti hanno l’obbligo di assumere maestranze locali.
Continua, infine, l’esperienza dei cineporti: dopo il successo di Bari abbiamo aperto il secondo cineporto a Lecce”.

Qual è l’apporto di Apulia Film Commission alla crescita economica e culturale della nostra terra?

“Oltre alle opportunità di nuovi posti di lavoro, i film ambientati in Puglia aumentano l’interesse turistico verso la nostra regione. Dal punto di vista culturale, invece, abbiamo dato vita al progetto Circuito d’autore: in 20 sale sparse su tutto il territorio regionale si proiettano esclusivamente film di qualità. Un altro impegno chiaro, in questo settore, è la promozione dei giovani talenti”.

Quale futuro per la Notte della Taranta?

“Sicuramente florido. Ora la Notte della Taranta deve industrializzarsi e fare accordi di partenariato a largo raggio con tv, imprese, ecc. per rafforzare e vendere meglio il proprio marchio”.

Dopo la spesa di 6 milioni dello scorso anno, si rifaranno le Notti Bianche?

“No, le notti bianche non ci saranno più”.

Come mai?

“Il nuovo assessore regionale la pensa diversamente rispetto al precedente”.

Forse si è resa conto dello spreco di denaro pubblico?

“Non c’è stato uno spreco di denaro pubblico. In quella fase di lancio di una certa idea della Regione Puglia la notte bianca ha funzionato bene e ci sono state ottime ripercussioni turistiche”.

E allora?

“Allora i fondi mancano e i grandi eventi non possono essere fatti ogni anno. I grandi eventi sono previsti in estate. Per destagionalizzare il turismo e proporre un’offerta competitiva anche in inverno preferiamo puntare sulla valorizzazione dei beni culturali e delle aree naturalistiche”.

Un giudizio sul Piano per il sud?

“E che cos’è? Un nuovo modo per derubarci dei finanziamenti che erano previsti per il mezzogiorno e che, come al solito, non vedremo?”.

Quali sono i suoi programmi per i prossimi mesi?

“A breve lancerò il distretto della creatività, che metterà insieme cinema, teatro, arti contemporanee e musica per dare vita ad un distretto economico basato sulla creatività. Insieme al turismo, la creatività è la chiave di volta per lo sviluppo della nostra terra”.

Cosa pensa della Regione Salento?

“E’ una barzelletta. Se si facesse una regione Salento non ci sarebbero nemmeno i soldi per pagare gli stipendi ai dipendenti. Le difficoltà burocratiche incontrate dalla BAT dovrebbero essere un esempio, e si tratta di una nuova provincia, chissà cosa succederebbe con una nuova regione.  A cosa serve una regione Salento se non a stare peggio? Forse qualcuno non ha ancora capito che per migliorare le condizioni socioeconomiche dei territori e degli individui bisogna ragionare in termini di coalizioni sempre più grandi, e non più piccole”.

Carpino Avviso Pubblico – Affidamento incarico professionale per la Valutazione della Vulnerabilità Sismica delle Scuole

A seguito della firma della Convenzione con l’assessore regionale alle Opere pubbliche, Fabiano Amati, il Comune di Carpino emette l'Avviso Pubblico per l'Affidamento di un incarico professionale per la Valutazione della Valutazione della Vulnerabilità Sismica di Secondo Livello di alcuni Edifici Scolastici adibiti a Scuola Media e Elementare appartenenti all’ “Istituto Comprensivo Padre G. Castelli”. Importo a base di gara Euro 87.762,37

I soggetti interessati ad ottenere l’affidamento dell’incarico, potranno presentare l’offerta in apposito plico, debitamente sigillato e controfirmato sui lembi di chiusura, entro il termine perentorio, data l’ urgenza , delle ore 12,00 del 10° giorno dalla data di pubblicazione (23 settembre 2010) del presente bando al seguente indirizzo: Comune di Carpino – Via Mazzini 36, 71010 – Carpino.

Possono partecipare alla selezione ingegneri e architetti liberi professionisti singoli o associati, le società di detti professionisti, le società di ingegneria ed i relativi raggruppamenti temporanei o consorzi.

Qui oltre all'Avviso Pubblico
– Modello di domanda – Allegato “A” Schema offerta economica – Allegato “B” Schema attività similari

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