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Antonio Basile (Ufficiale)

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Da Carpino a Melbourne per il Centenario di Jules Dassin

Radio Rete Italia Melbourne – Carpino Folk Festival – Associazione Transtv
Festival Pietre che Cantano – Ichnos Network HD – Festival del Cinena Europeo di Lecce
presentano
Da Carpino a Melbourne per il Centenario di Jules Dassin

Due appuntamenti tra l’Italia e l’Australia In occasione del centenario della nascita del regista e attore Jules Dassin.

Autore di “Rififi”, “Topkapi”,, “La Citta Nuda” e “Mai di Domenica”.

Domenica 18 Dicembre, giorno dell’anniversario, a partire dalle ore 19.00, a Carpino nel Gargano, è prevista l’innaugurazione del nuovo restiling del Bar de Bergolis, con gli arredi dell’epoca, il 1957, delle riprese del Film “La legge”, e una mostra permanente di immagini estratte direttamente dal film.

Lunedi 19 Dicembre dalle 19.00 alle 20.00 a Melbourne in Australia, (9 del mattino in Italia) trasmisssione speciale sul Centenario di Jules Dassin in onda su Radio Rete Italia. In studio il direttore dell’emittente Ivano Ercole e Joseph Caputo Presidente dell’Aurity per le Comunità Etniche dello Stato di Victoria. Sono previste telefonate e collegamenti con l’Italia, e contributi registrati, con numerosi interventi di critici, registi e attori; ed anche uno spazio di “teatro radiofonico” dove l’attrice Valeria Ferrario interpreterà stralci dall’autobiografia di Melina Mercouri: “I was born greek”.

Scenografia principale de “La legge”, che è un gioco tradizionale del Gargano sui “ruoli del potere”, fu proprio la Piazza del Popolo di Carpino, dove il bar storico de Bergolis si affaccia. E’ previsto un rinfresco l’intervento di “zio Carlo Sacco”, una delle comparse carpinesi del Film che racconterà della sua esperienza. Un collegamento skype permetterà saluti e interventi da parte di chi non potrà essere presente perché lontano. Della serata di Carpino al Bar de Bergolis nella diretta telefonica dl giorno dopo. Il Carpino Folk Festival è impegnato da anni nella ricerca degli (ex) ragazzi che parteciparono al film, e che hanno continuato la loro esistenza all’estero e forse proprio in Australia. Il talk show radiofonico sarà l’occasione per parlare di Dassin e della sua emigrazione dagli Stati Uniti al Mediterraneo. della sua capacità di alternasi tra Cinema d’autore e realistico a realizzazioni capaci anche di grandi successi commerciali. Fino ad un Film come “Mai di Domenica” veicolo di una delle canzoni più di successo al Mondo come “I ragazzi del Pireo”, e che verrà ripresentata dalle antenne di Rete Italia nelle bizzarre versdioni di Simon Harris, Nobraino e Cleveland Watkiss, dal “Live” di Pietre che Cantano edizione 2010 dedicata al 50° di “Never on sunday”. La scelta Dassin di vivere in Grecia a fianco di Melina Mercouri, non fù solo amore o convergenza artistica, ma li vide lottare insieme per riportare i “Marmi del Partenone” dal British Museum in Grecia. Facile sarà sconfinare anche nell’attualità, visto che in Australia e presente una grande Comunità proveninete dalla Grecia. Paese che in questi ultimi mesi è diventato il paradigma europeo, ed italiano, della peggiore delle minacce: “Il Baratro“. Cosa direbbero della Grecia di oggi Melina Mercouri e Jules Dassin se ci fossero ancora?

Un americano-greco che passò da Carpino

1911-2011 Memorial Jules Dassin
18.12.2011 Melbourne (AUS) Radio Rete Italia, h.19.00

Oggi, nell’Europa che discute della crisi economica dei suoi Stati, la Grecia è associata alla metafora del Baratro. Nessun Paese vuol finire come la Grecia. Nessun Paese vuole precipitare nel Baratro!

E pensare che è il Paese dove sona nate la Democrazia e la Filosofia. Per alcuni americani è diventato la meta dove trovare una più vera Libertà, dove ridare senso alla vita e alle emozioni.

Uno di questi “americani” era Jules Dassin, regista cinematografico con una importante carriera già avviata ad Hollywood. Il 18 dicembre ricorre in centesimo anniversario della sua nascita. E morto pochi anni fa, nel 2008. In Grecia. La sua compagna di vita Melina Mercouri er morta nel 1994. Una grande storia d’amore, ed un grande sodalizio artistico e politico. Melina e Jules hanno dedicato gli ultimi decenni della loro vita alla battaglia che ha come obiettivo il riportare ad Atene i favolosi Marmi del Partenone, ancora oggi in possesso del British Museum. Ricordare Dassin e Melina è ricordare un pezzo importante del XX secolo. Jules, figlio di ebrei russi trasferitisi in USA debutto come attore da ragazzo nel Teatro Yddish e, come diversi registi del suo tempo entrò nella “Lista Nera” della Commissione McCarty.

Il Festival Pietre che Cantano, Il Carpino Folk Festival, l’Associazione Transtv e il Festival del Cinema Europeo di Lecce vogliono ricordare Dassin nel giorno del suo centesimo compleanno attraverso Radio Rete Italia di Melbourne. Con uno speciale radiofonico con testimonianze, ricordi, brani sonori dei film, ed estratti musicali dal tributo che il Festival “Pietre che Cantano” ha dedicato lo scorso anno alla canzone “I ragazzi del Pireo”, la “Oscar Song” del Film “Never on Sunday – Mai di Domenica” considerata una delle 20 canzoni più famose del Mondo. Ed il caso ha voluto che il centesimo compleeanno di Dassin capitasse proprio di Domenica. Il programma prevede contibuti e collegamenti in diretta con l’Italia, dove saranno le 9 del mattino. Ed in particolare con Carpino, da dove verrà ascolata la voce di anziani carpinesi che parteciparono come figuranti, nel 1956, al set del Film “La legge”. Era la prima volta che approdava in Puglia un film con uno straordinario cast internazionale: Ives Montand, Gina Lollobrigida, Melina Mercouri, Marcello Mastroianni, Pierre Brasseur e Paolo Stoppa.

Sono previsti interventi, tra gli altri, dei critici cinematografici Roberto Silvestri, e Silvana Silvestri, del regista e studioso Angelo Amoroso d’Aragona, dei registi Luigi Di Gianni e Cecilia Mangini. Gli ultimi tre sono tutti, non a caso, impeganti sul fronte del Documentario, affascinati proprio dallo straordinario e personale modo di Dassin di “trattare” il Realismo. La Mangini, già collaboratrice di Pier Paolo Pasolini ed Ernesto De Martino, fu redattrice di un libro proprio sul Film “La Legge”, l’esperienza italiana di Dassin. E’ prevista una lettura di un estratto dal libro autobiografico di Melina Mercouri “I was born greek” da parte dell’attrice Valeria Ferrario.

Il Centenario di Dassin è un pretesto prezioso e affettuoso per riempire i “vuoti di memoria” un po’ di tutte le generazioni. La scelta dell’Australia non è casuale, così ricca di emigrazione greca e con una importante presenza dal Gargano. Proprio nei giorni scorsi il Consolato Greco di Melbourne è stato oggetto di un atto vandalico di giovani manifestanti neo-anarchisti. Forse per evitare “contestazioni estreme” dei Governi dovrebbe svilupparsi più curiosità per i Popoli. Ma la Grecia ha oggi grandi difficoltà economiche nel “raccontarsi”, ed è un problema per tutto il Mediterraneo. E’ vero, bisogna conoscere il Passato per cambiare il Futuro. Quando il Cinema riesce a produrre esperienze emotive dense, tanto quanto è denso e carnale il desiderio di Libertà, tanto quanto pesano il lavoro, la sofferenza e gli amori veri nella vita delle donne e degli uomni, allora anche il Cinema diventa memoria importante. Diventa Cultura che costruisce la Civiltà del Tempo. Ricostruire e ricordare aiuta a definire l’identità culturale, e tutti i perché, di quei perché, del come siamo cosi oggi.

L’uso pubblico della cultura popolare in Puglia

di Sergio Torsello
direttore artistico del Festival La Notte della Taranta
Fondazione Notte della Taranta“La taranta pizzica ancora, ma il suo morso fa fare salti di gioia”. Con questa battuta fulminante, capace di condensare in poche righe un intero universo di senso e al tempo stesso un radicale mutamento di paradigma, l’antropologo Marino Niola apriva nell’estate scorsa sul “Venerdì” di Repubblica una raffinata riflessione a cinquant’anni dalla pubblicazione del libro più noto di Ernesto De Martino, La Terra del rimorso. Questa severa monografia antropologica, a lungo ignorata nel panorama accademico italiano, agli inizi degli anni ’90 è diventata una potente risorsa simbolica cui si sono ispirate nuove pratiche reiventive di tradizioni locali da tempo in disuso (come la musica e la danza), dando origine ad uno dei fenomeni socioantropologici più interessanti tra quelli emersi sulla scena mondiale negli ultimi quindici anni. Un movimento giovanile informale, fluido, “interstiziale”, come lo definisce Piero Fumarola, ha individuato proprio nella musica tradizionale una via privilegiata per un nuovo senso di appartenenza e un ritrovato amor loci trasformando in breve il Salento in una sorta di “patria culturale”, un esempio da imitare nel campo della valorizzazione dei patrimoni tradizionali. La stessa Notte della Taranta, l’evento più eclatante di questo fermento culturale, non solo nasce in questo contesto appena accennato, ma addirittura ne costituisce il prodotto più emblematico. Non è il caso in questa sede di ripercorrere la storia di un fenomeno sul quale esiste ormai una abbondante letteratura (locale e accademica). Ma alcuni dati oggettivi vanno almeno sottolineati. Tra i tanti meriti del “movimento” che sostiene il revival salentino della pizzica uno mi sembra particolarmente importante, quello di aver aperto un dibattito ( talvolta anche acceso ) su un tema cruciale: l’”uso pubblico della cultura popolare”, per usare una felice espressione di Fabio Dei, ossia “l’uso della cultura popolare all’interno di politiche territoriali di tutela e valorizzazione del patrimonio etnografico e delle identità locali”. A distanza di anni, tuttavia, gli esiti di quel dibattito sono ancora aperti, non si sono tradotti com’era logico attendersi in un nuovo linguaggio e in una nuova pratica politica capace di valorizzare gli aspetti positivi di tali processi, pensiamo su tutti alla domanda di tutela dei “beni comuni” emersa con forza in questi anni nelle pratiche politiche adottate dal “movimento” (la cura delle risorse naturali e del patrimonio culturale, ma aggiungerei anche la memoria e il sapere critico come suggerisce il recente bel “manifesto” dei beni comuni di Ugo Mattei). Molti importanti risultati sono stati raggiunti in questi anni in termini di marketing territoriale, di ricaduta economica, di creazione di nuovo capitale sociale, e certo non sono mancati ingenti investimenti pubblici a favore dei grandi eventi di spettacolo come la Notte della Taranta e, sia pur in misura minore la Focara di Novoli, la Festa di San Rocco a Torrepaduli, il Folk Festival di Carpino sul Gargano. Ma paradossalmente la cultura popolare sembra oggi quasi espunta dal dibattito locale. Rimane l’unanime riconoscimento dell’importanza dei grandi attrattori turistici. Ma il ruolo del patrimonio tradizionale, nel quadro delle politiche della cultura locali,che pure nel corso degli anni si era guadagnato uno spazio di riconoscibilità pubblica, sembra oggi relegato in una posizione più defilata, se non addirittura marginale. Questa proposta di legge di tutela della musica di tradizione orale pugliese contiene dunque molti motivi di interesse. Se da un lato colloca la Puglia al livello delle più avanzate esperienze legislative regionali in materia di tutela dei patrimoni immateriali, dall’altro sposta il focus dell’attenzione dalle iniziative di spettacolo alle attività di ricerca e documentazione ponendosi di fatto come una nuova opportunità di dialogo tra il mondo istituzionale e il multiforme universo degli operatori di settore.
In questa nuova fase infatti alle istituzioni locali spetta un compito fondamentale di connessione, di facilitazione e di sostegno non solo alle eccellenze emerse in questi anni ma anche alla pluralità dei soggetti impegnati nel settore. Solo così, forse, la fertile primavera pugliese, nella quale tanta parte ha avuto il movimento di riscoperta della musica tradizionale salentina, non si risolverà in un’altra bruciante occasione mancata.

Canti e suoni della tradizione di Carpino

Il Carpino Folk Festival alla libreria Ubik di Foggia
Giovedì 8 dicembre, ore 19.00
Pio Gravina ed Enrico Noviello presentano l’opera dell’associazione culturale
Canti e suoni della tradizione di Carpino (Edizioni Kiurumuny, 2011)
Doppio Cd + libro che mette insieme tutto il lavoro svolto fino a questo momento
Intervengono il Presidente del Carpino Folk Festival, Michele Ortore
L’editore Luigi Chiriatti e il cantatore di Carpino Maich Maccarone
Coordina l’incontro l’autrice Roberta Jarussi.
Al termine della serata, una degustazione d’olio d’oliva.

Figli di una comunità ormai nota anche fuori dall’Italia. Ricercatori della memoria orale, fatta di storie e di Storia. Suonatori e divulgatori della tradizione. È tutto quanto ruota attorno all’espressione Carpino Folk Festival, associazione culturale nata ufficialmente quindici anni fa, ma che trae vita da un lavoro lontanissimo, di enorme qualità culturale.
Canti e suoni della tradizione di Carpino (Edizioni Kiurumuny, 2011) è il doppio disco compendiato da un libro che mette insieme tutto il lavoro svolto fino a questo momento, dalla ricerca, alle registrazioni, ai canti e ai testi della tradizione della musica di Carpino. Giovedì 8 dicembre, festa dell’Immacolata, alle ore 19.00, nello spazio live della Libreria Ubik di Foggia avrà luogo la presentazione ufficiale di questo intenso lavoro, durante una serata di festa condita anche da ottima musica, rivolta a tutti appassionati del genere.

La cura del lavoro oggetto della presentazione è firmata da Pio Gravina ed Enrico Noviello, ma sono molti i protagonisti che ne hanno fatto (e ne fanno) parte, come testimoniano i due Cd, contenenti molte registrazioni storiche, interviste d’epoca e ben 35 brani di questa straordinaria tradizione musicale e culturale. Oltre a Gravina e Noviello infatti, in libreria saranno presenti il Presidente dell’associazione culturale Carpino Folk Festival, Michele Ortore, l’editore Luigi Chiriatti e il cantatore di Carpino Maich Maccarone. Il coordinamento dell’incontro è affidato all’autrice Roberta Jarussi. Al termine della serata, una degustazione d’olio d’oliva a cura dell’Azienda Agricola Ortore.

Canti e suoni della tradizione di Carpino (Edizioni Kurumuny, 2011; Cd doppio con libretto, 80 pagine; € 15). Un impegno ideale, culturale, di ricerca e di metodo, concentrato in suoni, come indica il titolo stesso. In musica e tradizione proveniente da Carpino e da quell’ampio ventaglio di insediamenti distribuito intorno al lago di Varano, lungo la strada che attraversa Capoiale, San Nicola di Varano, Cagnano Varano, Ischitella, Vico del Gargano, fino a Rodi Garganico, in posizione rialzata e panoramica sul Poggio Pastromele. A raccontare – e spiegare – tutto l’immenso patrimonio sonoro concentrato nel doppio Cd, un libretto ben suddiviso in capitoli specifici, ciascuno incentrato su una questione particolare. Che cos’è la tradizione? Di quale tradizione si parla? Da dove arrivano i suoni? Quali sono le principali differenze stilistiche ravvisabili tra i vari brani? Che tipo di lavoro di ricerca è stato compiuto? A queste e ad altre domande, gli autori e i cantori stessi dell’associazione culturale Carpino Folk Festival, hanno risposto con precisione e dovizia di particolari. Il lavoro concentra molte pubblicazioni precedenti e testimonia il presente di una comunità, la quale ha dalla sua l’esperienza sessantennale di etnomusicologi e ricercatori di rilievo, come Ettore De Carolis, Roberto Leydi e Diego Carpitella, unita all’apporto di nuove voci di oggi e di domani, come i due curatori Enrico Noviello e Pio Gravina.

“Canti e suoni della tradizione di Carpino”, il doppio cd è ora acquistabile online!!

Da qualche giorno il portale ufficiale del Carpino Folk Festival è tornato online rinnovandosi ed introducendo una nuova sezione dedicata all’acquisto del doppio cd prodotto quest’estate dall’associazione:
“Canti e suoni della tradizione di Carpino”

Per perpetuare la crescita in coscienza della comunità e per ritessere i fili della propria memoria può essere utile raccogliere in un unico supporto digitale le voci testimonianti il repertorio ricchissimo di Carpino: Nunzia D’Antuono, Michele Maich Maccarone, Matteo Scansuso, Carlo Trombetta, Michele Di Giacomo, Angela Sacco, Maria Di Perna, Maria Vittoria Sacco, Nicola Di Perna, Andrea Sacco, Rocco Antonio Sacco, Rocco Valente, Antonio Piccininno.

Il doppio cd si può acquistare a questo link, (verrà spedito al vostro indirizzo)

Oppure su iTUNES:
Volume 1
Volume 2

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E’ PUGLIA BITE LO SPETTACOLO PRODOTTO DAL CARPINO FOLK FESTIVAL

CARPINO FOLK FESTIVAL H20
… è fiume e mare, è dolce e salata, è nemica ed amica, è confine e infinito, è principio e fine.
Domenica 07 Agosto 2011 dalle ore 22,00 in Piazza del Popolo – Carpino
PUGLIA BITE
L'ideale unione della Puglia attraverso le musiche dei suoi estremi: il Gargano ed il Salento.

diretta da Mauro Durante
 
I diversi timbri, modi di cantare, dialetti, colori, le diverse danze e le splendide voci, che hanno facce da giovani ma che sembrano portatrici di un passato dai contorni mitici, parlano per l'occasione una sola lingua, quella pugliese, con il chiaro intento di cercare e creare un'identità comune nella modernità. 
 
Un progetto musicale di Mauro Durante, leader del Canzoniere Grecanico Salentino e assistente di Ludovico Einaudi alla Notte della Taranta, in cui le pizziche salentine e le tarantelle garganiche si alternano e fluiscono le une nelle altre senza soluzione di continuità, in una festa di tammorre e tamburelli, nacchere e pietre, chitarre battenti e mandole, archi e organetti, zampogna e banda di fiati.
Uno spettacolo da non perdere, che è allo stesso tempo viaggio e incontro, presente e passato, musica e magia.
 
Lo spettacolo è prodotto dal Carpino Folk Festival interessato al coinvolgimento dei giovani nella valorizzazione delle specificità territoriali con l'obiettivo di cementare delle nuove icone della musica popolare di casa nostra come espressione alta di vitalità culturale.
 
Ispirandosi ai valori, alla poetica e alle capacità dei suonatori e dai cantatori della tradizione, "PUGLIA BITE" vuole presentare al grande pubblico, prima pugliese e poi nazionale e internazionale, brani ritenuti godibili solo da specialisti e musicologi.
 
La prima nazionale avverrà nel corso della XVI edizione del Carpino Folk Festival che si svolgerà il 4, 5, 6, 7, 8 e 9 agosto 2011, la presentazione domenica 24 luglio a Cagnano Varano e poi spettacoli verranno promossi nelle principali piazze e teatri della Puglia con l’auspicato coinvolgimento del Teatro Pubblico Pugliese e della sua filiera di produzioni. Non verrà trascurato il mercato Estero di modo da promuovere l’immagine della Puglia come location di eventi e di produzione culturali di particolare qualità.
 
Gli artisti coinvolti:
Mauro Durante: violino, tamburi a cornice, voce, direzione musicale
Silvia Perrone: danza
Luca Tarantino: chitarra classica, battente, basso, cori
Maria Mazzotta: voce, nacchere, tamburello
Massimiliano Morabito: organetto
Giulio Bianco: zampogna, flauti, armonica a bocca
Giancarlo Paglialunga: voce, tamburello
Vito de Lorenzi: batteria, percussioni, tamburello
Roberta Mazzotta: violino
Antonello Cavallo: violoncello, cori
Igor Legari: contrabbasso
Peppe Grassi: mandolino, mandoloncello
Pio Gravina: voce, chitarra battente
Antonio Manzo: tammorra
Antonio Pizzarelli : clarinetto,clarinetto basso
Raffaele Gentile: clarinetto
Antonio Antonacci: sax alto
Pasquale Manobianco: sax tenore
Giovanni Palmieri: corno
Domenico Marino: tromba
Marcello Cruciano: basso tuba
Guglielmo Dimidri: sound engineer

 Il Programma della XVI Edizione del primo festival pugliese sulla musica popolare e sue contaminazioni.

Il Carpino Folk Festival ècofinanziato dall'UE-PO PUGLIA FESR 2007-2013 ASSE IV AZIONE4.3.2
L'autenticità e le tipicitàimmateriali del Gargano è finanziata nell'ambito del bando “Giovani Energiein Comune”, progetto promosso dal Dipartimento della Gioventù – Presidenzadel Consiglio dei Ministri e dall’Anci – Associazione Nazionale ComuniItaliani, per migliorare il “Coinvolgimento dei giovani nellavalorizzazione delle specificità territoriali”
La Rete dei Festival 5FSS èsostenuta dal Progetto Puglia Sounds – P.O. FESR Puglia 2007-2013 AsseIV
Un festival speciale, in una location speciale, inuna terra speciale
Iscritta all'Albo Regionale Pugliese dello Spettacolo
NGO maintaining official relations with UNESCO
www.carpinofolkfestival.com
www.facebook.com/CFFestival

Casting a Foggia per Carmine Crocco – Il generale dei briganti

Nel mese di giugno 2011 a Vieste saranno girate una parte delle scene di "Il generale dei briganti", nuova fiction TV diretta da Paolo Poeti e prodotta dalla Ellemme Group per la prima serata di Rai 1.
Protagonista della miniserie in due puntate sarà Daniele Liotti nei panni di Carmine Crocco, storico capo dei briganti lucani che contribuirono in maniera determinante all’Unità d’Italia, schierandosi a fianco di Garibaldi.

Per figuranti e comparse, la produzione sta cercando donne e uomini di età compresa tra i 18 e i 60 anni dalla fisionomia mediterranea.

I casting si terranno:
28 maggio 2011 – Foggia – Teatro dei Limoni (via Giardino 21) – dalle ore 10,30 alle ore 19.
29 maggio 2011 – Foggia – Teatro dei Limoni (via Giardino 21) – dalle ore 15,30 alle ore 19.
30 maggio 2011 – Vieste – Fever Dance Accademy (Via Dante Alighieri 29/F) – dalle ore 10,30 alle ore 16.
31 maggio 2011 – Vieste – Fever Dance Accademy (Via Dante Alighieri 29/F) – dalle ore 10,30 alle ore 16.

Chi intende partecipare deve essere munito di fotocopia del documento d'identità e codice fiscale.

Per maggiori info.:
Lello Petrone
pugliacasting@gmail.com

Investire sul Carpino Folk Festival vuol dire investire sul nostro territorio

– A tutti i cittadini di Carpino

– Ai titolari di locali pubblici e di attività commerciali

– Al senso civico dei più giovani

 

"Il Carpino Folk Festival ricopre un ruolo importante nella scena musicale della Puglia. Si tratta di un evento fantastico, dove stare tra il pubblico è meraviglioso cosi come esibirsi sul palcoscenico.

Da oltre 15 anni è un evento portatore di valori, di legami con il territorio, di passione, tradizione, identità e credibilità.

E' nato a Carpino il primo grande festival pugliese della musica popolare e delle sue contaminazioni.

 

Quest'anno l'Associazione organizzatrice ha davvero bisogno del sostegno di TUTTI per assicurare che uno dei più grandi eventi del suo genere dell'Italia del sud possa continuare a fornire un'esperienza  superiore ai tanti altri festival patacca!

La motivazione a sostenerci può essere la passione per la musica, il  desiderio di preservare un evento culturale che alimenta la nostra  economia e l'industria del turismo culturale della Puglia, o la consapevolezza che i giovani, i talenti e i nostri visitatori continuano  a vivere il festival cosi com'è stato concepito, ossia come una grande festa popolare.

 

Ci sono molti modi per sostenerci, in particolare attraverso:

Donazioni – per essere un importante sostenitore

Contributi – per essere partner e co-generatore dei nostri eventi e dei nostri risultati

Sponsorizzazioni – per associare il festival e gli  spettacoli del singolo artista alla propria azienda/istituzione che ne  ha permesso la realizzazione.

 

Le donazioni e i contributi possono essere  effettuati autonomamente tramite

– PayPal (il metodo sicuro di pagamento online con carta di credito)

bonifico bancario intestato a "Associazione Culturale Carpino Folk Festival" – IBAN: IT32 V088 1078 3300 0002 0009 201 (Banca Credito Cooperativo Agenzia di Carpino – x i carpinesi nel mondo il codice SWIFT o BIC: ICRAITRRMIO);

Nella causale scrivere "Nome Cognome sostiene il CFF"

 

Le donazioni superiori a 10,00 € che perverranno entro il 15 luglio 2011 verranno citate in apposita sezione dei 5000 books 10×21 del festival.

Per i contributi restiamo disponibili ad ogni eventuale documentazione da produrre.

Attenzione: non consegnate soldi in contanti a nessuno li chieda per il Carpino Folk Festival!

 

Per le sponsorizzazioni, non vi offriamo un mero  acquisto di spazi, come altri, ma una creazione congiunta di opportunità  per le quali siamo pronti ad ascoltare le vostre proposte.

Tuttavia, in attesa delle stesse, per passare immediatamente al  concreto, con azioni che possono sostenere la promozione la diffusione e  consolidamento del vostro brand vi proponiamo i nostri pacchetti  pubblicitari innovativi e soprattutto fortemente visibili tra i giovani,  i lavoratori e le imprese che hanno nel proprio territorio il vero  patrimonio.

(A seguito della vostra scelta formalizzeremo il tutto con regolare contratto di sponsorizzazione e fatturazione.)

 

Per divulgare, in maniera diffusa e capillare, le attività, i servizi e le Vostre opportunità sul territorio pugliese.

# Pacchetto A = 9 mila euro + iva

– Rendere visibile “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR nella piazza del concerto

– Inserire il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sui 10.000 volantini A5 del festival

– Inserire il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sui 5.000 flayer 14×21 (2 ante) del festival

– Inserire il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sul sito web ufficiale del festival www.carpinofolkfestival.com e nella community di facebook del festival www.facebook.com/cffestival

– Inserire il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR nella cartella  stampa del festival su tutti i comunicati stampa che verranno lanciati  per promuovere il festival insieme al banner dedicato agli enti  istituzionali.

– Inserire il logo "Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sullo sfondo delle interviste ufficiali e della conferenza stampa

 

Per garantire un'informazione visibile e trasparente sulle possibilità offerte dall'"Azienda" e dalle sue "Attività/Prodotti"

# Pacchetto B = 15 mila euro + iva

– Esporre il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sulle 2 torri del palco del festival

– Inserire il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sui 1000 manifesti 70×100 della XVI edizione

– Inserire il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR e breve testo (60  caratteri spazi inclusi) nella grafica degli spazi pubblicitari  programmati su un quotidiano Nazionale (2 uscite – 15 moduli)

– Mettere a disposizione dello SPONSOR 2 pagine dei 5000 books 10×21  (2 ante 24 pag.) del festival per la proprio comunicazione e promozione.

 

# Pacchetto A + B = 22 mila euro + iva

Per ciascuno dei pacchetti A, B e A+B  è inclusa la possibilità dello  SPONSOR di distribuire prodotti promozionali e gadget dello SPONSOR  medesimo durante il festival.

 

# Azione C = Mettere a disposizione uno Stand nella  Piazza dei concerti per la promozione/vendita dei prodotti dell’azienda  dello SPONSOR, esclusi quelli alimentari, Inserire il logo  “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sui 10.000 volantini e sui 5.000  flayer  = 2000,00 + iva

# Azione D = Mettere a disposizione dello SPONSOR 2  pagine dei 5000 books del festival per la proprio comunicazione e  promozione = 1.000,00 + iva

# Azione E = Inserire il logo “Azienda/Prodotto" dello SPONSOR sui 10.000 volantini e sui 5.000 flayer  = 800,00 + iva

# Azione F = Inserire il logo "Azienda/Prodotto"  dello SPONSOR nella pagina dedicata agli SPONSOR sui 5000 books del  festival = 500,00 + iva

 

Comunque decidete di sostenere la nostra attività, sappiate che il vostro contributo è molto apprezzato.

Ogni erogazione è per il festival molto importante.

Carpino li 23 maggio 2011

 

Associazione Culturale Carpino Folk Festival

Su Fb: http://www.facebook.com/CFFestival

Sul Web: http://www.carpinofolkfestival.com/

 

Per contatti diretti:

Telefono: +39 0884 326145

Mobile: +39 360512842

info@carpinofolkfestival.com

Panni e tessuti realizzati al telaio a mano su Gargano

L’allevamento degli ovini e di conseguenza l’abbondanza della lana, insieme alla presenza passata della coltivazione del lino, del cotone e della canapa ha supportato da sempre la lavorazione al telaio dei tessuti nell’area garganica. I segni di questa attività si perdono nella notte dei tempi come dimostra il ritrovamento dei pesi di telai negli scavi archeologici degli insediamenti Dauni.
E da quell’epoca, per secoli, sino a pochi decenni fa, quasi in ogni casa, il ritmico suono dei telai ha accompagnato il passaggio delle stagioni. Si filava a mano soprattutto il corredo della sposa e dello sposo. Nel 1866, mentre iniziava il declino di questa attività domestica, sul Gargano erano ancora presenti 1800 telai.
Telai storici ed esempi di tessiture si possono ammirare nei musei storico-antropologici di Monte Sant’Angelo, Sannicandro G. e Foggia. Ma filati moderni confezionati secondo le tradizionali tecniche si possono osservare ed acquistare a Carpino e Vico del G.
Alcuni anni fa infatti per iniziativa dell’Ente Parco è nato il progetto Penelope e le ultime artigiane del telaio hanno insegnato a giovani tessitrici l’antica arte. Ne sono nate due cooperative “Telaio di Carpino’ e ‘Penelope’ che, dopo un periodo di formazione professionale, hanno incominciato a produrre i manufatti in fibre naturali. Ma il vero motore del progetto sono state le anziane tessitrici di Vico e di Carpino che hanno conservato l’abilità nel realizzare le originali tecniche artigiane.

Lenzuola, tovaglie, tunacedde, stoffa per il materasso, indumenti vari si confezionavano con la tela che veniva prodotta dalle tessitrici. La loro bottega era la loro casa, per cui i loro attrezzi erano mescolati, spesso in ambienti piccoli, alla buffetta (tavolo lungo e stretto su cui mangiare, stirare, ecc.), al comò e ad altri mobili, magari vicino alla cemmeneia (caminetto).
Ma quali erano gli attrezzi che servivano oltre al telaio? C’era lu vinnele, la jurdeture, la ‘ndruvola, li cannedde ed altro.
La jurdeture era composto da due tavole strette e grosse con molti buchi sulla facciata con dentro un piolo per parte. Si appoggiava al muro e su quei pioli si faceva passare il cotone che andava a sua volta arrotolato su di un cilindro dalla parte posteriore del telaio.
La vinnele, invece, serviva a tenere su la matassa del cotone o della lana da cui si formavano i gomitoli, srotolando i quali, poi, si riempivano li cannnedde, che, a loro volta, s’inserivano nella ‘adruvola, attrezzo fondamentale nella tessitura. Era fatto a mo’ di barchetta, lungo una quindicina di centimetri per sei circa. Era un pezzo di legno scavato all’interno, con due buchi ciechi alle estremità che servivano ad accogliere un filo di ferro, il quale passava attraverso un sottile pezzo di canna su cui era avvolta una piccola quantità di filo che, passando attraverso la trama del telaio, formava, filo dopo filo, la tela. Ogni volta che passava il filo, la tessitrice, con un piede, azionava su di una pedacchia (pedale) per combinare la trama. Passato il filo, con una mano prendeva la ‘ndruvola e con l’altra tirava a sé, con una certa energia, lu pottene. Dopo di che azionava l’altro piede e contemporaneamente lanciava la ‘ndruvola nella trama, facendola passare dall’altra parte e ancora giù il piede e via con altri colpi per assestare bene il filo nella trama. Quando poi la tela cresceva, la donna srotolava il cotone dal cilindro posteriore, lo bloccava e arrotolava la tela al cilindro anteriore e via sempre così fino alla conclusione del lavoro ordinato.
Il telaio, invece, era formato da due grossi pezzi di trave lunghi circa due metri, poggianti su quattro “piedi” per trave, due avanti e due dietro. Sulle travi erano innestate due robuste tavole di legno duro, attraversate da un’altra tavola che le univa, sia da una parte che dall’altra. Quelle tavole verticali avevano due fori per parte di circa venti centimetri di diametro nei quali si inserivano i cilindri cui abbiamo accennato prima. Di sotto c’erano due (o quattro) pedacchie (pedali), pigiando sui quali con i piedi si permetteva l’apertura o la chiusura delle fasce di cotone provenienti dal cilindro posteriore. Lavorando con due pedali, si produceva tela liscia e leggera, mentre con quattro si produceva panno più duro e forte, detto “a spiga”: c’era, quindi, la tela a duje pede e la tela a quattre pede.

Testo dal sito del Parco Nazionale del Gargano

La libertà del canto è la libertà dell’uomo

Intervista resa a Jano giugno/settembre2011
La musica, una delle principali forme di comunicazione ed espressione dell’uomo e Carpino ne diventa l’emblema.
Esistono luoghi simbolici, quasi mitici, in ogni settore tematico, in ogni disciplina.
Nella storia dell’Etnomusicologia italiana, Carpino, grazie ai suoi cantori e all’intera comunità, è divenuto una sorta di santuario simbolico dell’«altra musica» per aver creato, conservato e oggi valorizzato un linguaggio musicale originalissimo che, per le sue particolarità melodiche, ritmiche e timbriche, hanno
incuriosito prima e affascinato dopo musicologi, ricercatori e artisti.
Tre sono le principali forme musicali tradizionali nel Gargano e di Carpino, quali le derivazioni etnomusicali?
Tre sono le forme principali di tarantelle a Carpino (Viestesana, Mundanara, Ruriana), ma sia a Carpino (Rurianella e Cagnanese) che nel resto del paesi del Gargano esistono molteplici gamme espressive. Tutte queste forme musicali vengono utilizzate indifferentemente per cantare i «Sunette» accompagnandosi con la chitarra battente, la chitarra francese, la tammorra e le castagnole. Diversa invece è la forma della «Canzone» che, accompagnata dalla sola chitarra battente, rappresenta il punto più alto delle serenate. A Carpino questo repertorio, recitato a cappella, era funzionale ai lavori nei campi e, accelerato e accompagnato con gli strumenti musicali, era funzionale ai balli durante le occasioni festive, e a portare la serenata per rendere pubblico un fidanzamento.
Le sue origini?
Nel campo delle tradizioni orali il periodo di riferimento documentale è 100 anni. Ma certi evidenti caratteri arcaici ci indicano radici risalenti a molto tempo prima. Questi canti, ora praticamente scomparsi, si ascoltavano quotidianamente nelle campagne del nostro promontorio, conosciuto anche come
una terra musicale. Di recente, grazie anche allo studio di Roberto De Simone, è stata individuata la struttura colta della tarantella del Gargano che girava in Italia e in Europa nell’800: Saint-Saëns, op. 6, «Tarantelle in A minor for flute, clarinet, and orchestra» (1857). Dando per scontato che Saint-Saëns, che visitò Roma, non venne mai sul Gargano, possiamo dedurre che nei circoli musicali di Roma nei primi dell’800 dovevano circolare manoscritti che riportavano la «muntanara» del Gargano e quindi desumere che già nel 700 le forme principali delle nostre tarantelle erano sostanzialmente come oggi le conosciamo. Molto sarebbe ancora da indagare. A esempio Ettore De Carolis sosteneva che il canto di Andrea Sacco non fosse molto diverso dalle prime forme di flamenco prima ancora dell’aggiunta dei virtuosismi delle chitarre. Questo potrebbe significare che scambi importanti vi siano stati durante il regno dei Borbone anche grazie alla diffusione della chitarra battente in tutt’Europa. Ahimè! Il flamenco è stato riconosciuto patrimonio dell’umanità, le tarantelle del Gargano, cosi come tutti i canti della tradizione orale italiana, sono ben lontani da questo riconoscimento.
La libertà del canto è la libertà dell’uomo, dai gospel al CFF, quanta storia…
Oggi non si usa più cantare, ma cantare in passato svolgeva un’importante funzione umana, tra le più normali e quotidiane. Non si cantava solo davanti ad un pubblico.
Cantavano un po’ tutti, dovunque e nelle più disparate occasioni: di mattina, di giorno e di notte; in casa, per strada e durante i lavori. Era lo stimolo primordiale ad esprimersi localmente, più o meno, connaturale all’uomo. Quel qualcosa in forte vibrazione che partiva dalla fronte e coinvolgeva il naso, la mandibola, i denti, la gola e giù per il petto fino alla pancia. Il tutto finalizzato all’emissione di suoni che tendono a sublimarsi e che forse per imitazione corrispondono al canto degli uccelli o ai versi degli animali in genere. Poi la radio e la televisione hanno snaturato questa funzione e l’hanno sostituita quasi completamente. Oggi la stagione dei festival, dei grandi raduni e la voglia di stare insieme stanno facendo, forse, riscoprire questa voglia di cantare. Il Carpino Folk Festival è questo, oltre ad avere l’ambizione di essere uno strumento di mediazione nella trasmissione della cultura orale.
Rocco Draicchio e i Cantori, davvero un fortunato incontro.
Rocco Draicchio era un artista e un carpinese. Non aveva bisogno di incontrare i cantori. Era impregnato della musica degli anziani di Carpino, come lo sono ogni angolo e ogni campo del nostro Gargano. Dovette solo prendere coscienza di tutto ciò, dopodiché fece in modo che per noi altri tutto questo fosse naturale. Oggi appare ovvio che il Carpino Folk Festival si svolga puntualmente ogni anno, anche se non sarà mai scontato. È auspicabile che le nostre amministrazioni si accorgano dell’esistenza della nostra musica popolare e della sua vitalità, anche ai fini turistici.
Siamo alla XVI edizione, che sappiamo essere anche itinerante. Gioie e dolori di questo Festival.
La gioia è di far parte di un progetto portatore di valori, di legami con il territorio, di passione, tradizione, identità e credibilità. Il più grande dolore è quello di non essere ancora riusciti a far comprendere pienamente l’importanza della cultura popolare del nostro ambiente geografico, l’importanza del nostro festival anche come strumento di marketing territoriale e di essere identificati, ancora dopo quindici anni, come coloro che vedono le istituzioni come vacche da mungere.

Enit | Paga la Puglia ma a Dubai pubblicizzano il Veneto

L’assessore al Turismo della Regione Puglia, Silvia Godelli, ha diffuso la seguente nota: “Se devo prestare fede alle dichiarazioni rilasciate alla stampa da un operatore turistico pugliese, pare che l’Enit, l’Ente Nazionale del Turismo, abbia prodotto nella giornata di lunedì 2 maggio una grave lesione dell’immagine della nostra Regione alla Fiera di Dubai. La Regione ha infatti acquistato uno stand per il costo di 27 mila Euro, inviando tutti i materiali turistici da diffondere nel corso delle giornate fieristiche, e pagando la presenza di una hostess di lingua araba per illustrare il materiale. Pare che nel primo giorno di fiera l’Enit non abbia garantito la presenza della hostess e, per coprire il vuoto, abbia fatto accedere allo stand pugliese dei rappresentanti della Regione del Veneto con i materiali del loro territorio. Dalla giornata di martedì 3 maggio, secondo giorno della Fiera di Dubai, i funzionari della Regione Puglia intanto giunti a destinazione dovranno rimediare a tale grave comportamento dell’Enit, chiedendo alla hostess in lingua araba, finalmente sopraggiunta, di spiegare ai visitatori e ai tour operator di Dubai la differenza tra le montagne di Cortina d’Ampezzo e il mare di Puglia. E’ in questo modo che l’Enit e il Ministero del Turismo pensano di promuovere il sistema turistico italiano? Facendo pagare le spese alla Regione Puglia ma pubblicizzando il Veneto anziché la Puglia?”

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