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Un americano-greco che passò da Carpino

1911-2011 Memorial Jules Dassin
18.12.2011 Melbourne (AUS) Radio Rete Italia, h.19.00

Oggi, nell’Europa che discute della crisi economica dei suoi Stati, la Grecia è associata alla metafora del Baratro. Nessun Paese vuol finire come la Grecia. Nessun Paese vuole precipitare nel Baratro!

E pensare che è il Paese dove sona nate la Democrazia e la Filosofia. Per alcuni americani è diventato la meta dove trovare una più vera Libertà, dove ridare senso alla vita e alle emozioni.

Uno di questi “americani” era Jules Dassin, regista cinematografico con una importante carriera già avviata ad Hollywood. Il 18 dicembre ricorre in centesimo anniversario della sua nascita. E morto pochi anni fa, nel 2008. In Grecia. La sua compagna di vita Melina Mercouri er morta nel 1994. Una grande storia d’amore, ed un grande sodalizio artistico e politico. Melina e Jules hanno dedicato gli ultimi decenni della loro vita alla battaglia che ha come obiettivo il riportare ad Atene i favolosi Marmi del Partenone, ancora oggi in possesso del British Museum. Ricordare Dassin e Melina è ricordare un pezzo importante del XX secolo. Jules, figlio di ebrei russi trasferitisi in USA debutto come attore da ragazzo nel Teatro Yddish e, come diversi registi del suo tempo entrò nella “Lista Nera” della Commissione McCarty.

Il Festival Pietre che Cantano, Il Carpino Folk Festival, l’Associazione Transtv e il Festival del Cinema Europeo di Lecce vogliono ricordare Dassin nel giorno del suo centesimo compleanno attraverso Radio Rete Italia di Melbourne. Con uno speciale radiofonico con testimonianze, ricordi, brani sonori dei film, ed estratti musicali dal tributo che il Festival “Pietre che Cantano” ha dedicato lo scorso anno alla canzone “I ragazzi del Pireo”, la “Oscar Song” del Film “Never on Sunday – Mai di Domenica” considerata una delle 20 canzoni più famose del Mondo. Ed il caso ha voluto che il centesimo compleeanno di Dassin capitasse proprio di Domenica. Il programma prevede contibuti e collegamenti in diretta con l’Italia, dove saranno le 9 del mattino. Ed in particolare con Carpino, da dove verrà ascolata la voce di anziani carpinesi che parteciparono come figuranti, nel 1956, al set del Film “La legge”. Era la prima volta che approdava in Puglia un film con uno straordinario cast internazionale: Ives Montand, Gina Lollobrigida, Melina Mercouri, Marcello Mastroianni, Pierre Brasseur e Paolo Stoppa.

Sono previsti interventi, tra gli altri, dei critici cinematografici Roberto Silvestri, e Silvana Silvestri, del regista e studioso Angelo Amoroso d’Aragona, dei registi Luigi Di Gianni e Cecilia Mangini. Gli ultimi tre sono tutti, non a caso, impeganti sul fronte del Documentario, affascinati proprio dallo straordinario e personale modo di Dassin di “trattare” il Realismo. La Mangini, già collaboratrice di Pier Paolo Pasolini ed Ernesto De Martino, fu redattrice di un libro proprio sul Film “La Legge”, l’esperienza italiana di Dassin. E’ prevista una lettura di un estratto dal libro autobiografico di Melina Mercouri “I was born greek” da parte dell’attrice Valeria Ferrario.

Il Centenario di Dassin è un pretesto prezioso e affettuoso per riempire i “vuoti di memoria” un po’ di tutte le generazioni. La scelta dell’Australia non è casuale, così ricca di emigrazione greca e con una importante presenza dal Gargano. Proprio nei giorni scorsi il Consolato Greco di Melbourne è stato oggetto di un atto vandalico di giovani manifestanti neo-anarchisti. Forse per evitare “contestazioni estreme” dei Governi dovrebbe svilupparsi più curiosità per i Popoli. Ma la Grecia ha oggi grandi difficoltà economiche nel “raccontarsi”, ed è un problema per tutto il Mediterraneo. E’ vero, bisogna conoscere il Passato per cambiare il Futuro. Quando il Cinema riesce a produrre esperienze emotive dense, tanto quanto è denso e carnale il desiderio di Libertà, tanto quanto pesano il lavoro, la sofferenza e gli amori veri nella vita delle donne e degli uomni, allora anche il Cinema diventa memoria importante. Diventa Cultura che costruisce la Civiltà del Tempo. Ricostruire e ricordare aiuta a definire l’identità culturale, e tutti i perché, di quei perché, del come siamo cosi oggi.

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