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Foggia contro le mafie

Tutte le mafie utilizzano e alimentano meccanismi di violenza e sopraffazione colpendo spesso i soggetti più deboli e isolati, finanche innocenti…
Ma per vivere esse devono trarre potere dalla complicità e/o dall’omertà dell’altro.
Per questo è necessario e importante scegliere, prendere posizione di fronte a fenomeni che coinvolgono tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana: dal lavoro all’economia, dal rispetto delle relazioni interpersonali ai problemi ambientali, dalla sicurezza urbana reale e percepita fino alle dinamiche della politica…
È possibile dire no, è possibile unirsi, anche nella nostra città spesso divisa e indifferente… È possibile sperare in una realtà migliore ed impegnarsi a cominciare da noi stessi.
È un appello per una comunità diversa e migliore, una Foggia che già esiste, lotta ed è contro le mafie.

foggiacontrolemafie.blogspot.com/

Per aderire all’appello scrivi a foggiacontrolemafie@gmail.com specificando nome, cognome, professione e indirizzo e-mail

Chi è democratico ‘è a pieno titolo antifascista’

Fini: "La destra si riconosca nei valori antifascisti I repubblichini stavano dalla parte sbagliata"

Raramente ho pubblicato notizie politiche di rilievo nazionale, ma questa volta sono proprio contento di farlo.

ROMA – Chi è democratico "è a pieno titolo antifascista" e la destra deve riconoscersi nei valori dell’antifascismo. Lo ha detto Gianfranco Fini alla festa di Azione giovani ‘Atreju 08’ a Roma. Il presidente della Camera ha anche affrontato la questione della Repubblica di Salò, sollevata qualche giorno fa in occasione della cerimonia di commemorazione dell’8 settembre dal ministro della Difesa Ignazio La Russa. "I resistenti stavano dalla parte giusta, i repubblichini dalla parte sbagliata", ha detto Fini. Subito dalla platea si sono levate grida di contestazione: "Sei stato chiaro ma non coerente, presidente".

Subito la replica: "A Salò c’è stata buona fede, riconoscerla è in molti casi doveroso ma è altrettanto doveroso dire che non si può equiparare chi stava da una parte e dall’altra. Onestà storica e compito di una destra che vuole fare i conti con il passato è dire che non è equivalente chi combatteva per una parte giusta e chi, fatta salva la buona fede, combatteva dalla parte sbagliata. La destra deve ribadirlo in ogni circostanza non per archiviarlo ma per costruire una memoria che consenta al nostro popolo di andare avanti".

La terza carica dello Stato ha sottolineato che "la destra politica italiana e a maggior ragione i giovani devono senza ambiguità dire alto e forte che si riconoscono in alcuni valori della nostra Costituzione, come libertà, uguaglianza e solidarietà o giustizia sociale. Sono tre valori che hanno guidato il cammino politico e ribadire che la destra vi si riconosce è un atto doveroso".


"Se in Italia – ha aggiunto Fini – non è stato così agevole, è perché non c’è stata una destra in grado di dire che ci riconosciamo in pieno nei valori antifascisti". Giorni fa hanno fatto molto discutere le dichiarazioni del sindaco di Roma Gianni Alemanno, secondo il quale "il fascismo non fu un male assoluto", mentre lo furono senza dubbio le leggi razziali.

"Quando ci si confronta con la storia – ha ribadito Fini – serve la consapevolezza che un periodo storico va giudicato nel suo complesso, e il giudizio complessivo da parte della destra del periodo del fascismo storico, dal 1922 al 1945 deve essere negativo, in ragione della limitazione e poi della soppressione della libertà. Non possiamo prescindere dai dati storici, il passato non lo possiamo né ignorare, né mistificare". Il presidente della Camera ha scandito a chiare lettere che non solo le leggi razziali sono state la colpa grave del fascismo, ma anche "la soppressione della libertà, la negazione dell’uguaglianza e infine la dichiarazione della guerra, una catastrofe che i nostri padri non hanno dimenticato".

Il neo consigliere Rocco RUO evidenzia la mancanza nell’esecutivo provinciale di assessori garganici

Durante la seduta del Consiglio Provinciale del 29 maggio u.s., anche il neo eletto consigliere Rocco RUO, nel corso del suo intervento, evidenzia la mancanza nell’esecutivo provinciale di assessori garganici.

"Sig. Presidente della Giunta Provinciale, Cari Colleghi Consiglieri, da strade diverse, abbiamo condiviso la stessa meta con fiducia e tenacia.
Anche la nostra compagine politica “La capitanata Prima di tutto”, ha contribuito, con 13.217 voti, pari al 3,66% dei consensi, alla  storica vittoria del 27 e 28 aprile.
Purtroppo, con rammarico registriamo che con una scelta unilaterale, Ella Sig. Presidente ha ritenuto di escluderci dalla squadra di governo. Ritenevamo e riteniamo di avere acquisito i meriti, il diritto a farne parte “sul campo”.
Noi, dal canto nostro, siamo e restiamo forza di maggioranza e la incalzeremo per rivendicare non poltrone ma risposte per il territorio.

Per rispetto ai nostri elettori, ai 30 nostri candidati di tutti collegi della Provincia, conserviamo la nostra identità costituendoci quest’oggi in gruppo consiliare.
Personalmente, sono stato eletto in un collegio del Gargano Nord (Vico del Gargano) un collegio provinciale abbandonato dall’Istituzione Provincia da sempre. In particolare, il mio comune di provenienza (Carpino), non esprimeva un consigliere provinciale dal lontano 1970, quando il compianto nostro concittadino Ciccio Maccarone, fu eletto a Palazzo Dogana.

Inoltre, Sig Presidente, la sua scelta, ed eventualmente quella dei partiti della coalizione, di non nominare nella Giunta provinciale nessun assessore Garganico, nessun assessore rappresentante di una parte di territorio che, invece, meriterebbe attenzioni particolarissime e che ha contribuito, in maniera decisiva, alla Sua elezione non può assolutamente essere condivisa.
A lei e alla Giunta Provinciale formuliamo i migliori auguri di buon lavoro.
Rocco RUO capogruppo de “La capitanata Prima di tutto”
Fonte: Ondaradio

Palazzo Dogana cinque i rappresentati dal Gargano

La pattuglia alla Provincia espressa dai due collegi del Promontorio. Una trentina i delusi. Cinque i rappresentanti dei due collegi del Gargano nord: Vico del Gargano (Cagnano, Carpino. Ischitella, Vico del Gargano) e Vieste (Peschici, Rodi Garganico, Vieste) eletti in seno al nuovo Consiglio provinciale. Altro dato numerico: la pattuglia che rappresenterà questa parte di territorio è un sesto di coloro che il 13 e 14 aprile erano nelle liste dei cinque candidati alla presidenza della Provincia. Un risultato che si può leggere in chiaroscuro, nel senso che con l’occhio dell’ottimismo si può tranquillamente definire più che buona la consistenza della componente nordgarganica; sull’altra faccia della medaglia: il numero dei delusi è abbastanza consistente, ben venticinque.
A1 di là di ogni altra valutazione, c’è un dato oggettivo che nessuno può disconoscere: per la prima volta nella sua storia, cinque esponenti politici di quest’area geografica entrano a far parte della massima assemblea provinciale, e ciò non può che essere salutato come un successo di proporzioni, forse neppure pensabili alla vigilia del voto. Dobbiamo andare indietro di qualche anno per trovare due esponenti nord garganici in Provincia: gli ultimi, in ordine temporale, Vincenzo Caruso (Vieste), Guido Pupillo (Vico del Gargano); nella giunta del presidente Antonio Pellegrino, l’ex assessore (esterno) Pierino Amicarelli. Rappresentanza nord garganica tutta spostata a destra: quattro su cinque, un dato che è in linea con il piccolo tsunami che ha travolto il centrosinistra che ora sta leccandosi le ferite. Per la prima volta siederanno a Palazzo Dogana: Carmine D’Anelli, Giuseppe Di Pumpo e Rocco Ruo; conferma, invece, per Angelo De Vita e l’uscente assessore al bilancio, Nicola Tavaglione.
La geografia degli eletti: Cagnano Varano ha due rappresentanti, un ex sindaco, Giuseppe Di Pumpo, e l’attuale primo cittadino, Nicola Tavaglione; Carpino, Rocco Ruo; Rodi Garganico, il suo sindaco, Carmine D’Anelli; Vieste, Angelo De Vita.
A bocca asciutta, Ischitella, Peschici, Vico del Gargano (si può consolare con Rocco Ruo, visto che vi risiede da qualche anno avendo sposato una vichese), comuni che avevano candidato rispettivamente: Michele Dionisio, Michele Di Fine, Matteo Tricarico; Fabrizio Losito, Giovanni Maggiano, Giampiero Protano, e l’ex sindaco, Francesco Tavaglione; Nicola Apruzzese, Roberto Budrago, Costanzo Di Iorio, Michele Pupillo.
Con la campagna elettorale ormai alle spalle e il dato numerico è incontestabile, d’ora in poi i cinque eletti dovranno misurarsi con i problemi legati al Gargano nord: dalla viabilità al turismo, dall’edilizia scolastica all’ambiente.

E’ Antonio Pepe il nuovo presidente della Provincia di Foggia, Rocco Ruo di Carpino al momento è consigliere

E’ Antonio Pepe il nuovo presidente della Provincia di Foggia. Il candidato del centrodestra è stato eletto con 132.455 voti e il 54,02% delle preferenze.

La vittoria di Pepe rappresenta la conquista storica di Palazzo Dogana della destra, dopo oltre 50 anni di ininterrotto governo della sinistra. Professionista stimato, Pepe ha sempre vissuto a Foggia, dove è nato il 10 gennaio del 1946.

Ecco nel dettaglio la composizione del consiglio provinciale.
Dieci seggi al Popolo delle libertà, e cioè Aniello Maciulli (collegio di Trinitapoli), Francesco De Monte (collegio Cerignola 2), Pasquale Dotoli (collegio Lucera 1), Domenico Farina (collegio Cerignola 1), Francesco Di Paola (collegio Margherita di Savoia), Angelo De Vita (collegio Vieste), Emilio Gaeta (collegio di San Severo 1), Giuseppe La Torre (collegio Manfredonia 3) e Paolo Mongiello (collegio Foggia 2). Primo dei non eletti per il Pdl è Paolo La Torre (collegio Foggia 6).
Un seggio per Alleanza per la Capitanata, e cioè Nino Santarella (collegio di Accadia), primo dei non eletti Giuseppe Moscarella (collegio di Orta Nova); un seggio alla Capitanata prima di tutto, con Rocco Ruo (collegio di Vico del Gargano); un seggio alla Lista del presidente Pepe, con Carmine D’Anelli (collegio di Vieste); tre seggi all’Udc, con Nicandro Marinacci (collegio di San Nicandro Garganico), Antonio Bonfitto (collegio di San Marco in Lamis) ed Enrico Santaniello (candidato presidente); un seggio alla Rosa Bianca, Pasquale Pellegrino (collegio Foggia 6); un seggio alla Destra, con Paolo Agostinacchio (candidato presidente).
Il centrosinistra prende invece dodici seggi: quello del candidato presidente Paolo Campo, quindi altri sette seggi al Partito democratico: Antonio Prencipe (collegio Manfredonia 2), Antonio Angellilis (collegio Manfredonia 1), Vincenzo Balzamo (collegio Manfredonia 3), Gaetano Cusenza (collegio di San Giovanni Rotondo), Nicola Sgarra (collegio Cerignolam 1), Rocco Pezzano (collegio Cerignola 1) e Sergio Clemente (collegio Foggia 5).
Due seggi per il Partito socialista: Bernardo Lodispoto (collegio Margherita di Savoia) e Nicola Tavaglione (collegio Vico del Gargano); un seggio alla Sinistra Arcobaleno con Michele Augello (collegio di San Marco in Lamis) ed infine un seggio all’Italia dei valori con Massimo Colia (collegio Cerignola 1).

La passione per la politica è stata ereditata dal padre, Giuseppe Pepe, stimato primo cittadino di Foggia. Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza con 110 e lode è diventato notaio all’età di 27 anni.

Componente del Consiglio dell’Ordine Notarile del distretto di Foggia, Pepe è stato eletto per la prima volta deputato nella XII legislatura per poi tornare alla Camera dei Deputati nel 1996, nel 2001 e di nuovo nel 2006.

Nelle varie legislature è sempre stato componente la Commissione Finanze, oltre che componente del Comitato paritetico Camera/Senato sull’attuazione del federalismo fiscale, membro della Commissione parlamentare consultiva in materia di riordino fiscale, membro della Commissione speciale per l’esame della relazione del Governo in tema di riordino delle norme legislative e regolamentari.

Nella legislatura 2001/2006 Pepe è stato capogruppo di Alleanza Nazionale in Commissione Finanze, e membro della Giunte delle elezioni (giunta che ha presieduto nella sua prima seduta in questa legislatura).

Nella legislatura 2006/2008 Pepe oltre ad essere componente la Commissione finanze è stato segretario della Giunta per le autorizzazione a procedere.

Buon lavoro a tutti e che la popolazione di Capitanata sia orgogliosa di voi tutti. Un particolare augurio per il nostro concittadino Rocco Ruo affinchè fra 4 anni tutti i carpinesi ti siano riconoscenti per il lavoro svolto.

Amichevole “AVVISO DI GARANZIA” per il neo sindaco di PESCHICI, Mimmo Vecera

di Piero Giannini
Parafrasando un detto d’Oltralpe (“Le roi est mort. W le roi”), salutiamo il sindaco uscente, Francesco Tavaglione, che ha guidato Peschici per dieci lunghi anni, ovviamente tra alti e bassi – sarà la Storia a stabilire quali i preponderanti – e diamo il benvenuto al neo eletto primo cittadino: Mimmo Vecera. Gli consegniamo idealmente la fascia tricolore in una maniera un po’ originale, senza dubbio diversa rispetto ad altri benvenuto, ricordandogli il suo programma, cioè quanto ha “promesso” ai potenziali elettori in campagna elettorale riprendendolo da quanto ha scritto nel suo volantino. Ciò per renderlo edotto (una sorta di amichevole “avviso di garanzia”) che gli staremo alle calcagna depennando di volta in volta – e comunicandolo alla cittadinanza – gli obiettivi programmatici che avrà raggiunto. Non è e non vuole essere una forma di esasperato “controllo”, ma un pro-memoria a suo uso e consumo che gli sarà, riteniamo, molto utile nel prosieguo della sua attività amministrativa, che immaginiamo lunga e perigliosa ancorché produttiva e “fattizia”, e tornerà utilissima per la squadra che lo ha supportato. Oggi cominciamo con le motivazioni che lo hanno spinto a costituire la lista: la necessità di “CAMBIAMENTO, RINNOVAMENTO e RICOSTRUZIONE – ha scritto, continuando: – su questi pilastri si fonda l’azione politica che ci proponiamo di offrire a tutti i nostri concittadini. Si tratta essenzialmente di una “POLITICA DEL FARE”, volta a evidenziare l’essenzialità dei problemi che maggiormente incombono sul vivere comune. La nostra intenzione è quella di affrontare fin da subito quelle che sono le urgenze immediate. Inoltre, attraverso una seria programmazione, a partire dalle infrastrutture e le opere pubbliche, proietteremo Peschici in un futuro diverso e moderno. Le cose da fare sono sicuramente tante, tuttavia le idee non mancano.” Basta così. Nelle prossime settimane, tuttavia non superando i classici “primi cento giorni”, quelli nei quali generalmente si tocca con mano l’efficientismo di un gruppo manageriale, gli rammenteremo i punti fermi della sua programmazione con l’assicurazione che li casseremo dall’elenco qualora, e ce lo auguriamo vivamente, saranno conseguiti. Non sarà uno stretto e asfissiante “controllo”, ci ripetiamo, ma sappia il dottor Mimmo Vecera, sindaco di Peschici, che non lo perderemo di vista. Il paese e le sue urgenze sono al di sopra di tutto, questo lo capiscono benissimo anche lui e la sua “scorta”. Comunque e sempre: BUON LAVORO!
http://www.puntodistella.it

Campo e Pepe, si va al ballottaggio – Si torna a votare domenica 27 aprile

FOTO Le voci su una possibile vittoria di Paolo Campo al primo turno sono state smentite. Sarà invece il ballottaggio a decidere chi sarà il nuovo presidente della Provincia di Foggia. All’1.24 della scorsa notte i dati definitivi con il totale delle sezioni scrutinate pari a 693 in tutta la provincia. La coalizione di Paolo Campo ha raggiunto il 42,8%, quella di Antonio Pepe si è fermata al 37,4%. Decisivo, per una vittoria del centro destra, sarà l’apporto di Enrico Santaniello che ha superato il 15% e che si è detto disponibile ad un apparentamento. La decisione però spetta ad Antonio Pepe che nei prossimi giorni la renderà nota. Gli elettori di Capitanata dunque dovranno tornare alle urne domenica prossima 27 aprile. Con la vittoria di Paolo Campo il centro sinistra conquisterebbe per la quarta volta consecutiva Palazzo Dogana. Dal 1994 -infatti- da quando è stata introdotta l’elezione diretta , la scelta del presidente della Provincia è sempre avvenuta al primo turno sia con Antonio Pellegrino che con Carmine Stallone, entrambi del centro sinistra. Antonio Pepe, qualora vincesse, porterebbe per la prima volta il centro destra alla direzione di Palazzo Dogana. Il manfredoniano Paolo Campo è stato sostenuto dalla sua città dove ha raggiunto il 57,52% , mentre è stato tradito da Foggia che comunque gli ha dato fiducia con 33875 voti pari al 39,84% .Esattamente due punti di differenza con Antonio Pepe che nella sua città ha ottenuto 32170 voti ossi il 37,84% . Un distacco minimo che si è riflesso anche a livello provinciale portando così al ballottaggio e quindi ad un nuovo election day, che questa volta però sarà definitivo.

Provincia di Foggia: ballottaggio Campo / Pepe decide Santaniello, i dati delle elezione e del collegio di Vico del Gargano

Comunità Montana del Gargano, Carpino elegge i propri rappresentanti

Si riunirà il prossimo 18 aprile il consiglio comunale di Carpino per eleg­gere i nuovi rappresentanti al­la Comunità Montana del Gar­gano, unico accapo in discus­sione nel consesso cittadino -che si riunirà a palazzo di città -alle ore 12.
Sono tre i rappresentanti da eleggere: due per la maggio­ranza, uno per l’opposizione, per sostituire gli uscenti Rocco Ruo, Franco D’Errico ed An­tonio Draicchio.
Sui nomi dei futuri consi­glieri alla Comunità Montana, al momento solo ipotesi, men­tre l’unico che appare più ac­creditato nella corsa per uno scranno all’ente di via S. An­tonio Abate pare Mario Trom­betta (PdL), in quota alla mag­gioranza. Per gli altri due nomi (uno di maggioranza e uno dell’oppo­sizione, rappresentata da Pd, Rc ed Udc) invece, si dovrà attendere che si svolga la riu­nione dell’assemblea cittadi­na, che è stata fissata per ve­nerdì prossimo.

«Dalla lettera di San Paolo votante ai politici: ‘Un voto migliore’»

C’è un grande foglio rosa

dove nascono speranze
che si chiamano elettori
quello è il grande foglio elettorale.

Uno non tradirli mai, han fede in te.
Due non li deludere credono in te.
Tre non farli piangere, votano te.
Quattro non li abbandonare, ti cercheranno.
Quando avrai le mani in pasta e governerai
per le cose belle ti ringrazieranno
soffriranno per gli errori tuoi.

E tu ministro non lo sai
ma se governi è grazie a noi.
Adesso chiedi un voto ma
un voto ha i suoi comandamenti.

Uno non tradirci mai, votiamo te.
Due non ci deludere, crediamo in te.
Tre non farci piangere, votiamo te.
Quattro non farci restare tutti in mutande
e al governo sentirai sulle spalle tue
tutte le promesse, tutte le speranze
di… un voto migliore».

Fiorello e Baldini nell’ultimo giorno di campagna elettorale si sono lasciati andare sulle note di «Un mondo d’amore», brano reso celebre da Gianni Morandi nel 1967

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