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La chiesa di Sant’Anna a Carpino

da http://www.puntodistella.it
Vorrei richiamare l’attenzione dei lettori di “punto di stella” sulla storia di un monumento del mio paese.
Carpino, fin dalle sue origini, è sempre stato un borgo agricolo. Per questo fu fatta costruire la chiesa di Sant’Anna: per consentire agli abitanti impegnati nella coltivazione dei campi di assistere alla messa.
Nominata per la prima volta in un documento del 1736, e annoverata tra le chiese rurali, in origine fu affidata alla custodia di un eremita, per il quale era stata realizzata una abitazione annessa alla chiesa, presto abbandonata, e che risultava già parzialmente distrutta agli inizi del Novecento. In seguito al primo crollo della copertura, l’edificio fu sottoposto a diversi interventi di restauro, che ne hanno, per fortuna, conservato l’aspetto originario. La semplice facciata in pietra bianca è ancora visibile; sulla parte alta del muro posteriore, un arco campanario sorregge una campana. Sull’unico altare in stile barocco, con colonne decorate da tralci di vite a spirale, campeggiava un bel quadro di fattura settecentesca raffigurante la Madonna col bambino e Sant’Anna, sottratto purtroppo nel 1969. Tale evento, unito alla distanza dal centro abitato, ha contribuito al suo progressivo abbandono, per cui, dopo un ulteriore crollo della copertura, appare allo stato di rudere.
Oggi questa chiesetta è dimenticata, nessuno più ne parla; i ragazzi del paese non sanno neppure dove si trova. La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? DONATELLA MARCANTONIO
Ringraziamo Donatella e per merito di Crono88 accendiamo i riflettori sulla Chiesa di S.Anna cliccando qui

UN LUOGO CHE VORRESTI SALVARE DALL’INDIFFERENZA

da http://www.puntodistella.it
Il posto che mi sta più a cuore è un luogo bellissimo ma rimasto a marcire come le foglie che cadute dall’albero rimangono lì, fin quando non spariscono del tutto. Questo luogo si trova in cima a una collina, è una piccola chiesetta dove si può vedere un panorama meraviglioso. Però ogni anno che passa tutti la dimenticano tranne noi ragazzi che vi andiamo molto volentieri.
Noi la chiamiamo la Santa Croce, è sempre chiusa tranne il 3 maggio. Il pomeriggio si svolge la messa ed è un giorno diverso dagli altri perché tutti i ragazzi ci vanno a trascorrere una giornata diversa, non solo noi di Carpino ma anche ragazzi di altri paesi. Come sarebbe meraviglioso curarla un po’, darle delle piccole attenzioni qualche volta.
Dall’apparenza sembra una normale chiesa, ma non è così. Non penso che dalle altre chiese del territorio si possa guardare il sole mentre sta tramontando dietro il lago di Varano; non penso che puoi rilassarti mentre guardi tutto ciò che hai intorno. In primavera è molto piacevole andarci; un po’ più sopra di questa chiesetta c’è un grande spazio verde. Questo luogo però viene lasciato degradare, tra bottiglie di ogni genere, anche rotte, panchine e cestini rotti, siringhe (ne possiamo trovare a centinaia) e anche profilattici! Sarebbe bello se quelle schifezze non ci fossero.
Non chiedo un miracolo, vorrei solo che gli dessero uno sguardo per dire: «Cavolo, ma perché non facciamo qualcosa!?». Invece no! Se la guardassero in che condizioni è ridotta, di sicuro direbbero: «I ragazzi di oggi non hanno rispetto più di nulla.» ROSALBA BASILE

Il Canto a Tenore di Bitti nella terra della tarantella

BASILICA – CATTEDRALE DI VIESTE – FESTA A MARIA

5 MAGGIO 2007 – ORE 21.00

I TENORES DI BITTI – “MIALINU PIRA”
IL CANTO A TENORE

Il canto a “tenore” è l’espressione etnico musicale più arcaica della Sardegna centrale ed è la prova dell’esistenza della pratica polifonica in tempi remotissimi. E’ realizzato da quattro cantori chiamati Bassu (Basso), Contra (Contralto), Mesu Oche (Mezza voce), Oche (Voce), disposti in cerchio, riproponendo la forma architettonica dell’antica civiltà sarda, quella nuragica. Ci troviamo di fronte ad un modo molto particolare di cantare dal punto di vista timbrico. Delle quattro voci due sono gutturali: Bassu e sa Contra. Esse caratterizzano in maniera peculiare il canto a tenore. Su Bassu con un suono grave e profondo e un caratteristico vibrato mantiene la stessa tonalità della voce solista, ovvero la  fondamentale della triade su cui si accorda la polifonia del tenore; una quinta sopra si trova la Contra che si caratterizza per un suono più lineare, metallico e meno vibrato. E’ difficile stabilire le origini del Canto a Tenore che secondo alcuni risalirebbe addirittura a 4000 anni fa. La natura del canto sembrerebbe strettamente radicata nella vita pastorale, nella solitudine della campagna, a stretto contatto con il bestiame e con la natura. Bitti è uno dei paesi in cui si pratica il Canto a Tenore. Immerso nel centro della Sardegna, nelle vicinanze di Nuoro, in Barbagia, Bitti è il paese di Michelangelo “Mialinu” Pira, antropologo e studioso della cultura bittese, alla cui memoria è intitolato il gruppo.  Il 25 Novembre 2005 il Canto a Tenore di Bitti è stato riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio Intangibile dell’Umanità.
Il repertorio della serata è caratterizzato soprattutto da antichi canti religiosi della tradizione sarda dal 1500 al 1900. Due particolarità accomunano questi canti alla devozione mariana dei viestani. La prima riguarda  l’affinità di melodia tra alcuni canti a tenore e quelli classici delle novene a S. Maria di Merino. La seconda è che tra i canti a tenore più famosi figura “Grobbes de  s’Annossata”, ossia canti in onore dell’Annunziata, e  la statua di S. Maria di Merino altro non è che una classica rappresentazione dell’Annunciazione.

Il Concerto è organizzato dalla Società di Storia Patria per la Puglia – gruppo di Vieste “Pasquale Soccio”, in collaborazione con la Comunità Parrocchia Cattedrale di Vieste e L’Associazione Musicale Onlus “Nuova Diapason” nell’ambito della “Festa a Maria”. Si ringraziano vivamente tutti i viestani che con il loro contributo hanno permesso la realizzazione di questo grande evento religioso e culturale.

Palazzo Dogana cinque i rappresentati dal Gargano

La pattuglia alla Provincia espressa dai due collegi del Promontorio. Una trentina i delusi. Cinque i rappresentanti dei due collegi del Gargano nord: Vico del Gargano (Cagnano, Carpino. Ischitella, Vico del Gargano) e Vieste (Peschici, Rodi Garganico, Vieste) eletti in seno al nuovo Consiglio provinciale. Altro dato numerico: la pattuglia che rappresenterà questa parte di territorio è un sesto di coloro che il 13 e 14 aprile erano nelle liste dei cinque candidati alla presidenza della Provincia. Un risultato che si può leggere in chiaroscuro, nel senso che con l’occhio dell’ottimismo si può tranquillamente definire più che buona la consistenza della componente nordgarganica; sull’altra faccia della medaglia: il numero dei delusi è abbastanza consistente, ben venticinque.
A1 di là di ogni altra valutazione, c’è un dato oggettivo che nessuno può disconoscere: per la prima volta nella sua storia, cinque esponenti politici di quest’area geografica entrano a far parte della massima assemblea provinciale, e ciò non può che essere salutato come un successo di proporzioni, forse neppure pensabili alla vigilia del voto. Dobbiamo andare indietro di qualche anno per trovare due esponenti nord garganici in Provincia: gli ultimi, in ordine temporale, Vincenzo Caruso (Vieste), Guido Pupillo (Vico del Gargano); nella giunta del presidente Antonio Pellegrino, l’ex assessore (esterno) Pierino Amicarelli. Rappresentanza nord garganica tutta spostata a destra: quattro su cinque, un dato che è in linea con il piccolo tsunami che ha travolto il centrosinistra che ora sta leccandosi le ferite. Per la prima volta siederanno a Palazzo Dogana: Carmine D’Anelli, Giuseppe Di Pumpo e Rocco Ruo; conferma, invece, per Angelo De Vita e l’uscente assessore al bilancio, Nicola Tavaglione.
La geografia degli eletti: Cagnano Varano ha due rappresentanti, un ex sindaco, Giuseppe Di Pumpo, e l’attuale primo cittadino, Nicola Tavaglione; Carpino, Rocco Ruo; Rodi Garganico, il suo sindaco, Carmine D’Anelli; Vieste, Angelo De Vita.
A bocca asciutta, Ischitella, Peschici, Vico del Gargano (si può consolare con Rocco Ruo, visto che vi risiede da qualche anno avendo sposato una vichese), comuni che avevano candidato rispettivamente: Michele Dionisio, Michele Di Fine, Matteo Tricarico; Fabrizio Losito, Giovanni Maggiano, Giampiero Protano, e l’ex sindaco, Francesco Tavaglione; Nicola Apruzzese, Roberto Budrago, Costanzo Di Iorio, Michele Pupillo.
Con la campagna elettorale ormai alle spalle e il dato numerico è incontestabile, d’ora in poi i cinque eletti dovranno misurarsi con i problemi legati al Gargano nord: dalla viabilità al turismo, dall’edilizia scolastica all’ambiente.

E’ Antonio Pepe il nuovo presidente della Provincia di Foggia, Rocco Ruo di Carpino al momento è consigliere

E’ Antonio Pepe il nuovo presidente della Provincia di Foggia. Il candidato del centrodestra è stato eletto con 132.455 voti e il 54,02% delle preferenze.

La vittoria di Pepe rappresenta la conquista storica di Palazzo Dogana della destra, dopo oltre 50 anni di ininterrotto governo della sinistra. Professionista stimato, Pepe ha sempre vissuto a Foggia, dove è nato il 10 gennaio del 1946.

Ecco nel dettaglio la composizione del consiglio provinciale.
Dieci seggi al Popolo delle libertà, e cioè Aniello Maciulli (collegio di Trinitapoli), Francesco De Monte (collegio Cerignola 2), Pasquale Dotoli (collegio Lucera 1), Domenico Farina (collegio Cerignola 1), Francesco Di Paola (collegio Margherita di Savoia), Angelo De Vita (collegio Vieste), Emilio Gaeta (collegio di San Severo 1), Giuseppe La Torre (collegio Manfredonia 3) e Paolo Mongiello (collegio Foggia 2). Primo dei non eletti per il Pdl è Paolo La Torre (collegio Foggia 6).
Un seggio per Alleanza per la Capitanata, e cioè Nino Santarella (collegio di Accadia), primo dei non eletti Giuseppe Moscarella (collegio di Orta Nova); un seggio alla Capitanata prima di tutto, con Rocco Ruo (collegio di Vico del Gargano); un seggio alla Lista del presidente Pepe, con Carmine D’Anelli (collegio di Vieste); tre seggi all’Udc, con Nicandro Marinacci (collegio di San Nicandro Garganico), Antonio Bonfitto (collegio di San Marco in Lamis) ed Enrico Santaniello (candidato presidente); un seggio alla Rosa Bianca, Pasquale Pellegrino (collegio Foggia 6); un seggio alla Destra, con Paolo Agostinacchio (candidato presidente).
Il centrosinistra prende invece dodici seggi: quello del candidato presidente Paolo Campo, quindi altri sette seggi al Partito democratico: Antonio Prencipe (collegio Manfredonia 2), Antonio Angellilis (collegio Manfredonia 1), Vincenzo Balzamo (collegio Manfredonia 3), Gaetano Cusenza (collegio di San Giovanni Rotondo), Nicola Sgarra (collegio Cerignolam 1), Rocco Pezzano (collegio Cerignola 1) e Sergio Clemente (collegio Foggia 5).
Due seggi per il Partito socialista: Bernardo Lodispoto (collegio Margherita di Savoia) e Nicola Tavaglione (collegio Vico del Gargano); un seggio alla Sinistra Arcobaleno con Michele Augello (collegio di San Marco in Lamis) ed infine un seggio all’Italia dei valori con Massimo Colia (collegio Cerignola 1).

La passione per la politica è stata ereditata dal padre, Giuseppe Pepe, stimato primo cittadino di Foggia. Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza con 110 e lode è diventato notaio all’età di 27 anni.

Componente del Consiglio dell’Ordine Notarile del distretto di Foggia, Pepe è stato eletto per la prima volta deputato nella XII legislatura per poi tornare alla Camera dei Deputati nel 1996, nel 2001 e di nuovo nel 2006.

Nelle varie legislature è sempre stato componente la Commissione Finanze, oltre che componente del Comitato paritetico Camera/Senato sull’attuazione del federalismo fiscale, membro della Commissione parlamentare consultiva in materia di riordino fiscale, membro della Commissione speciale per l’esame della relazione del Governo in tema di riordino delle norme legislative e regolamentari.

Nella legislatura 2001/2006 Pepe è stato capogruppo di Alleanza Nazionale in Commissione Finanze, e membro della Giunte delle elezioni (giunta che ha presieduto nella sua prima seduta in questa legislatura).

Nella legislatura 2006/2008 Pepe oltre ad essere componente la Commissione finanze è stato segretario della Giunta per le autorizzazione a procedere.

Buon lavoro a tutti e che la popolazione di Capitanata sia orgogliosa di voi tutti. Un particolare augurio per il nostro concittadino Rocco Ruo affinchè fra 4 anni tutti i carpinesi ti siano riconoscenti per il lavoro svolto.

Il nuovo numero di Fuoriporta, il mensile di Vico del Gargano

Scarica il Fuoriporta di Aprile!
Una “maledetta primavera” per alcuni, che non si presta a canzoni di nessun genere, mentre gioisce chi ha saputo aspettare con pazienza il logorio del potere.
Coloro che devono purtroppo soccombere, indipendentemente dalle vittorie o dalle sconfitte elettorali, sono i cittadini del Gargano. L’ultima in ordine di apparizione è la notizia, (pare non buona) che proviene dal settore della sanità. La Regione Puglia si conferma Ente con molti gradi di miopia, non solo per non vedere in lontananza un sacrosanto diritto, ma per non saper cogliere i reali bisogni di un territorio, più che di una comunità, mortificato da una politica manageriale che affida ai conti e alle spese, l’unica via di uscita per risolvere le crisi. L’ospedale di zona non è un optional ai servizi (magari!) già esistenti, ma rappresenta per la gente garganica, una speranza di sopravvivenza. In luoghi storicamente isolati da una rete viaria obsoleta ed impervia, difficile da percorrere, prevedere un centro di accoglienza e di cura che assicuri quantomeno il primo soccorso ed esami diagnostici di qualità non è certo un reato. O una richiesta indecente.
Se poi, il prezzo da pagare grava sempre sulla pelle della povera gente…
Come da tradizione, non ci resta che pregare. Pregheremo i nostri Santi, ora che Padre Pio sarà anche più visibile, pregheremo i nostri politici, che hanno bisogno di grandi stimoli per operare o fare “miracoli”, pregheremo i nuovi governanti, che tra tasse e voli aerei potrebbero anche prendere in considerazione migliaia di garganici, che vivono con coraggio e abnegazione, una terra che nel bene e nel male fa sempre e comunque parte dell’Italia…! Bossi e Calderoli permettendo.Editoriale di Michele Lauriola

Premio Biol in Puglia all’olio di Carpino

Il Premio Biol in Puglia è stato assegnato all’extravergine ‘Dop dauno Gargano’ dell’azienda Sio di Carpino che se lo aggiudica per il secondo anno consecutivo. Il Biolethic per il miglior contributo etico è andato all’olio palestinese della cooperativa Al Reef.
Gli altri vincitori della tredicesima edizione del Premio Biol-BiolFish – la cui giuria ha valutato 310 oli di 19 Paesi – saranno proclamati e premiati nel prossimo mese di giugno. Dietro il dop garganico si è piazzato il ‘Fruttato medio’ dell’azienda Minervini di Molfetta. Altri riconoscimenti, come il Biolphoto agli scatti, sono andati ad Antonella Roscino di Conversano per la sezione olio e Vito Centomani di Monopoli per la sezione mare. Oltre alle prime premiazioni, domani verrà presentata una ricerca su pesca ecosostenibile e acquacoltura bio condotta dall’Istituto certificazione etica e ambientale Coispa in collaborazione con la Regione Puglia e si terrà la manifestazione ‘Il pesce in piazza’, degustazione organizzata dai pescatori monopolitani.

La Compagnia del Caffè sceglie Carpino come ‘sede’

“Il buon caffè” a Carpino per presentare le nuove modalità di preparazione Come cambiano gusto e preparazione del caffè. La classica "taz­zulina" di caffè sotto la lente di in­gradimento nel corso di uno stage sulle nuove tecniche di elaborazione del caffè espresso che s’è tenuto a Carpino, or­ganizzato dalla "Compagnia del caffè" dell’Associazione internazionale Scae (Speciality coffee association of Europe), rappresentata dal barman Aibes – Iba, già campione mondiale 2001; Marcello Vi­tellone, docente di questo primo incontro tenutosi a Carpino. Notevole l’affluenza degli addetti, ri­gorosamente presenti su invito e gra­tuitamente, ai quali è stato spiegato che «la fortuna di un bar non si realizza solo con una attenta igiene, prodotti di buona qualità e molta buona volontà, ma anche con una propensione a spostare le proprie iniziative commerciali verso una evolu­zione della solita somministrazione di un buon caffè espresso, e, quindi: attenzione particolare alle origini del prodotto del caffè; alle nuove tecniche di estrazione dell’espresso con alcuni segreti; analisi attenta ai parametri tecnici delle attrez­zature di macinatura ed infusione, pu­lizia, manutenzione e controllo qualità acqua». I partecipanti hanno potuto verificare "de visu" le nuove tendenze del gusto del "mondo caffè" eseguite con decorazioni suggestive, affinando anche la loro bra­vura nel realizzare il "cappuccino per­fetto". Un’iniziativa che in un primo momento poteva apparire fuori luogo, soprattutto in una terra che produce in particolare agrumeti, ma che si è ben inserita nel paessaggio del Gargano ed in particolare in quello, aspro e naturale, del Gargano interno dove il promontorio ha ancora molto da offrire. Al di là della manifestazione, va sot­tolineato come anche questo genere di iniziative consente una destagionalizza­zione del turismo, perché l’offerta viene appunto allargata per convention di que­sto tipo, anche se riservati ad una quota minima di persone, che fanno appunto aumentare i flussi turistici e dopo il sole ed il mare è quello che ci vuole per consolidare l’offerta turistica del Gar­gano, anche di quello interno.

Network of Adriatic Parks

Si svolgerà il 24 aprile a Comacchio (FE) la tavola rotonda sul progetto  N.A.P. – Network of Adriatic Parks dal tema “Turista, viaggiatore o pellegrino? Quale target e strategia turistica nei Parchi Adriatici?”. Il progetto rientra  nel programma di prossimità Adriatico Interreg IIIA – Cooperazione transfrontaliera per il settore del turismo e della cultura. La Puglia aderisce al progetto comunitario come partenr con l’Ente Parco Nazionale del Gargano.

Il progetto intende promuovere, valorizzare e conservare le risorse naturali che costituiscono le aree Parco e le oasi naturalistiche Adriatiche attraverso la realizzazione della messa in rete dei servizi offerti, con il ricorso a strumentazioni informatiche. Si mirerà ad offrire ai flussi eco-turistici una serie di informazioni attualmente difficili da ottenere e favorire, attraverso la strutturazione della rete dei Centri Visita e degli operatori, il dialogo transnazionale di carattere scientifico, culturale ed educativo; il trasferimento di buone prassi, la formazione e lo start up di imprese operanti nel settore del turismo responsabile, la condivisione di metodologie e del metodo partecipativo di coinvolgimento degli operatori locali, nonché la promozione e commercializzazione congiunta e reciproca.

 

Manifattura dei Marinati – ore 9.15
Comacchio (FE)
Corso Mazzini, 200 – 44022

Per maggiori info.:
(+39)053357693

Approfondimento: Il sito del Lead Partner del Progetto

Il nuovo cd del gruppo ‘Tarantella del Gargano’

tratto da http://www.puntodistella.it
«Siamo i diavoli alle chitarre; quelli svegli fino al mattino. Siamo "gli angeli che ballano intorno"; la musica che nasce nei paesi. Siamo l’eco delle piazze. Siamo i ragazzi con cui hai suonato a Scapoli, le ragazze che hai baciato a Carpino. Siamo la gioia che hai vissuto a Melpignano, le birre che hai bevuto a Bergolo. Siamo quelli che amano "questa donna", che hanno costruito giardini con "ori fini e acqua sorgentiva". Siamo quelli a cui da piccola hai rubato il cuore, quelli che non ti hanno mai detto una "parola a mmale". Siamo quelli che se non ti volevano bene non sarebbero venuti a cantarti. Siamo i cinque che con lo zoppo Fraccacchione sono andati a rubare le pere. Siamo gli "amanti ritornati", quelli per cui suonano le campane. Siamo le due zitelle che ballano. Siamo quelli mozzicati dalla Taranta. Siamo la “Tarantella del Gargano”. Si presentano così, nel loro spazio web http://www.myspace.com/capitannemo, rivendicando fortemente e orgogliosamente la propria identità (Sime de Monte e tenime la chepa toste! ), i componenti del gruppo di musica popolare “Tarantella del Gargano”. Sono Matteo Rignanese alias capitan Nemo (canto e chitarra); Pinuccio Ciliberti detto a cavaripa (canto). Ci sono anche “quei pazzi dei Sud Folk”: Angela Bisceglia (voce). Bernardo Bisceglia (mandola e voce); Peppe di Iasio (chitarra a basso e voce); Michele Cotugno (chitarra battente); Domenico Prencipe (chitarra acustica); Michelino Bisceglia (tammorra); Ilaria Rignanese (ballerina); Valeria Totaro (ballerina); Veronica Granatiero (ballerina); Michele Sacco (ballerino). Sul sito è possibile ascoltare (e scaricare free) 4 brani (“Tarantella di Monte”, “L’aria dli Muntanere”, “Montanara li Strusce”, “Aprile e nun Aprile”) tratti da “e llarjulà”, un cd di nuova uscita del gruppo. Interessante, nei post del blog, un intervento del leader Matteo Rignanese che, utilizzando il nick name Kudos, spiega ai blogger che “La Tarantella del Gargano non esiste”: «Fino a qualche tempo fa ero fermamente convinto dell’esistenza di questo brano magico la cui scrittura si perde nel tempo (andate a dare un occhio al "Cantico dei Cantici"). La mia certezza derivava dall’aver ascoltato di persona la sua esecuzione, dall’ averne interpretato i versi nelle occasioni più disparate, dall’aver comprato almeno una decina di dischi in cui è stato inciso con interpretazioni che vanno dal folk al jazz, passando per la musica sperimentale e chi più ne ha più ne metta. Per capirci sto parlando del brano in cui un giovanotto si interroga su "come fare per amare questa donna" e gli viene in mente di costruire un giardino. Da bravo Garganico sono fiero ed orgoglioso che un brano così ipnotico ed affascinante rappresenti la mia terra e quindi anche me. Il punto è che questo brano non si chiama "Tarantella del Gargano", e sul Gargano di tarantella non ce n’è soltanto una. La "Tarantella suonata alla Montanara" (ovvero "così come si suona a Monte Sant’Angelo) successivamente intitolata "alla Montanara" o più semplicemente "Montanara", e sempre più spesso chiamata "tarantella del Gargano" è uno dei tre stili di tarantella della città di Carpino; un modo di suonare, la decisione di un musicista di "interpretare" la tarantella su cui tessere i propri versi (una volta improvvisati, oggi rigorosamente fedeli a quanto tramandato dal passato). Su questo stilema esistono innumerevoli versi, alcuni strutturati in canzone vera e propria (di cui la più famosa appunto quella della bella figliola e del giardino), altri estemporanei, tutti strutturati in endecasillabi. Così come pure di Stili si tratta quando si parla delle altre Tarantelle suonate a Carpino: La Viestesana (Vieste), particolarissima per una digressione dalla tonalità maggiore a quella minore che avviene improvvisa per 2/4 di battuta; la Rodianella (Rodi Garganico), quanto di più gioioso la musica possa rappresentare. A queste bisogna aggiungere quanto si è conservato negli altri paesi: la tarantella di Sannicandro, li strusce di Monte S. Angelo etc.etc. In un contesto così vasto ricco di sfumature è senz’altro fuori luogo parlare di Tarantella del Gargano; al massimo si può parlare di "Tarantelle del Gargano". A fare i pignoli poi ci sarebbe da sottolineare che il Gargano con le tarante non ha un granchè a che fare. Quelle che si eseguono e che si continua a tramandare sono delle serenate; a morsi e pizzichi, ragni e tarante (a parte due soli versi della tarantella di Monte Sant’Angelo che fanno riferimento a due ragazze senza marito che il cantore invita a lasciar ballare) non si fa riferimento in nessun verso. Sono tutti versi d’amore, al massimo di sdegno quando non sono canti religiosi. Sì son d’accordo con voi che poco importa se "nel blu dipinto di blu" sia conosciuta in tutto il mondo come "volare", la sua bellezza resta immutata. Ma così come non esiste "volare" non esiste la "tarantella del Gargano". Anche se tutti continueranno a chiederci di suonarla, e noi non avremo nessun dubbio su cosa suonare! Forza Monte!».

Anche i produttori olivicoli di Carpino al Sial di Montreal

I prodotti olivicoli dell’APO Unasco di Foggia al SIAL di Montreal (22/04/2008)
I migliori prodotti olivicoli di Capitanata saranno in mostra al SIAL, The Nord American Food Market Place, che si terrà dal 23 al 25 aprile 2008 a Montreal in Canada. Nell’ambito della “informative, educational and promotional campaign about the chimical, organological and qualitative aspects of extra virgin olive oil” (campagna informativa, formativa e promozionale sulle caratteristiche chimiche, organolettiche e qualitative dell’olio extra vergine di oliva), saranno presenti negli stand canadesi i prodotti delle aziende associate all’APO (Associazione Provinciale Olivicoltori) UNASCO di Foggia. Si tratta delle aziende: Cooperativa Agricola Fortore (Torremaggiore); De Pasquale (Torremaggiore); D’Arnese (Carpino); Agribasile (Carpino); Antichi Sapori di Antonio Russi (San Severo).
“Abbiamo voluto assicurare la presenza della nostra Capitanata – spiega Carla Costantino, presidente provinciale dell’APO UNASCO – ad un appuntamento di valenza internazionale perché crediamo davvero che il nostro olio meriti un palcoscenico di livello mondiale. Si tratta di una campagna di promozione triennale dell’olio extravergine di oliva, in Stati Uniti e Canada, finanziata con il contributo dell’Unione Europea e dell’Italia”. Secondo l’APO, “la provincia di Foggia deve puntare sempre più sulla leva del marketing agro-alimentare per far conoscere la notevole qualità dei marchi dei produttori foggiani”.
Al meeting canadese interverranno due tra i più grandi esperti internazionali del settore: Samuel Klein del Center of Human Nutrition della Washington University School of Medicine di St. Louis e di Luigi Fontana del Dipartimento di Sanità alimentare ed animale dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma. Saranno studiati gli “health benefits”, i benefici per la salute apportati dall’olio extra vergine. “In questa direzione, riteniamo strategica – afferma il presidente provinciale dell’APO di Foggia – la promozione di quella produzione locale capace di puntare sulla tracciabilità. Essa è requisito fondamentale per fare il salto di qualità sui mercati internazionali. Nei più importanti Paesi del mondo, sempre più consumatori considerano l’olio extravergine un prodotto alimentare fondamentale per la salute e, pertanto, vogliono conoscerne con precisione – sottolinea Carla Costantino – l’origine prima di acquistarlo. Per questo motivo, la Capitanata deve sfruttare ed accrescere – conclude la responsabile dell’APO – la tradizione storica che la racconta quale terra produttrice di uno straordinario olio d’oliva”.
da Radioerre

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