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Ritornano FestambienteSud e Teatro Civile Festival

Dal 24 al 27 luglio la festa nel centro storico di Monte Sant’Angelo e nei giorni successivi il Teatro nel centro Storico di Vico del Gargano

Fervono i preparativi della quatra edizione di FestambienteSud, la festa nazionale di Legambiente per il Sud Italia. La novità di quest’anno è che il Teatro Civile Festival non coinciderà con le date di FestambienteSud, ma si svolgerà la settimana successiva, dal 29 luglio al 3 agosto, nel centro storico di Vico del Gargano.

FestambienteSud è musica, letteratura, artigianato, gastronomia e ambiente.

Dal Il diario Montanaro l’intervista a Salcuni direttore di FestambienteSud
Salve Sign. Salcuni. Ci racconti cos’è F.F.S.S. (Five Festival Sud System) e come nasce quest’idea.
FFSS è una rete di cinque festival della provincia di Foggia che hanno deciso autonomamente di mettersi assieme. Si tratta di FestambienteSud e Teatro Civile Festival di Legambiente, Suoni in Cava di Apricena, Carpino Folk Festival, Orsara Jazz e Festival d’Arte itinerante Apuliae. Per la verità già da qualche anno sono stati fatti tentativi di consorziare i festival, ma senza successo. A rilanciare l’idea è stato l’APT di Foggia che ha raccolto l’invito di Legambiente di supportare la creazione di un unico prodotto turistico della Capitanata legato ai più grossi eventi estivi. La rete comprende i festival estivi finanziati da bilancio dalla Provincia di Foggia e che beneficiano di finanziamento regionale o nazionale. A differenza della Notte della Taranta la nostra è una rete di iniziative eterogenee nelle arti e nei generi. Il Messaggio che abbiamo lanciato è che in Capitanata tra luglio e agosto trovi qualità ed eterogeneità: dal teatro alla letteratura, ai più disparati generi musicali (Jazz, lirica, folk, d’autore…).

Quali sono gli obiettivi che si vuole raggiungere accorpando i cinque festival?
Abbiamo deciso di partire dal turismo, sfruttando i festival come contenuti da offrire ai visitatori della nostra terra. E proprio per questo abbiamo lanciato FFSS alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano, con un testimonial d’eccezione. Renzo Arbore ha sposato la nostra causa anche per cercare di controbilanciare il danno d’immagine derivato dai disastrosi incendi che l’anno scorso hanno colpito il Gargano. Noi di FestambienteSud ricordiamo bene quel 24 luglio del 2007, poiché abbiamo dovuto prendere la difficile decisione se andare avanti con il nostro festival, che iniziava quella sera, oppure chiudere per lutto. Decidemmo assieme al sindaco di Peschici che era il caso di lanciare dal Gargano qualche segnale di normalità, portando avanti la nostra iniziativa, nei giorni in cui tutti i media nazionali ed internazionali descrivevano il Gargano come un inferno. E fioccavano le disdette per il mese di agosto (noi stessi abbiamo vissuto il mancato arrivo della maggior parte degli espositori e di alcuni ospiti a causa dell’emergenza incendi). Andammo avanti, ma annullammo le iniziative più festaiole, mantenendo gli eventi culturali. Il risultato è stato un festival più serio e composto. Meno sagra e più cultura.

Quali sono stati i motivi che vi hanno indotto a spostare la location del “Teatro Civile Festival” a Vico del Gargano (dato che lo scorso anno, lo stesso, ha avuto un enorme successo di critica e di pubblico, a Monte Sant’Angelo)?
Perché è stata chiesta, dalla comunità di Vico del Gargano, una certa attenzione da parte di Legambiente. Come dire di no, dal momento che Vico è dotato di un notevolissimo centro storico e di una grande tradizione di stagioni teatrali? Il centro storico di Vico del Gargano è ben conservato e merita, al pari di quello di Monte del Gargano, di essere conosciuto, frequentato e apprezzato. Il successo del teatro civile festival ha sorpreso anche noi. La presenza di critici teatrali e di un pubblico molto qualificato, l’attenzione della stampa nazionale generalista e di settore, l’incoraggiamento istituzionale da parte della Regione Puglia e del Teatro Pubblico Pugliese, il successo delle nostre produzioni teatrali, in tournee in tutta Italia, ci hanno confermato nell’idea che il futuro di FestambienteSud è nella qualità artistica e culturale della sua proposta. Proprio perché importante da subito, abbiamo deciso di staccare il teatro civile festival dall’appuntamento di FestambienteSud e di dargli la dignità di appuntamento a sé. Speriamo di aver fatto la scelta giusta.

A Vico del Gargao incontro di approfondimento su ‘Principi Attivi’ il progetto della Regione Puglia rivolto ai Giovani

Una buona idea, minimo 2 persone tra i 18 e i 32 anni, fino a 25.000 € di contributo, 1 anno di tempo, scade il 31 luglio.
La Regione Puglia, Assessorato alle Politiche Giovanili, la Commissione Nazionale ANCI sulle politiche giovanili, il Comune di Vico del Gargano Assessorato allo Sport e Politiche Giovanili,
incontrano i giovani per illustrare i nuovi progetti, le prospettive, gli obiettivi allo scopo di creare occasioni di apprendimento e di attivazione diretta, promuovere capacità progettuale, nuove idee per una Puglia dinamica e migliore.
Nel corso dell’incontro, il dirigente dei “Bollenti Spiriti” Roberto Covolo, insieme ad Annibale D’Elia e Carmine Ranieri, illustrerà i contenuti del progetto articolato su: Principi Attivi; Master e
Perfezionamento; Laboratori Urbani.

L’incontro con i giovani si terrà nella sala consiliare del Comune, alle ore 17.00 del 19/5/2008.
Qui puoi scaricare il bando e gli allegati

E’ on line IL GARGANO NUOVO MAGGIO 2008

Puoi scaricarlo qui: http://files.splinder.com/e428c0239c173d6d7851a123c529ead3.pdf

Buona Lettura!

La via del pellegrino obiettivo Unesco

da http://www.newsgargano.it

Continua il cammino da parte del sito “Italia Langobardorum. Centri di potere e di culto (568-774 d.C.)”, per raggiungere il prestigioso obiettivo di entrare a far parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Sito nel quale figura, come si ricorderà, anche la basilica del santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo. Ieri da Spoleto, dove si è conclusa la due giorni (6 e 7 maggio) dell’incontro tra tutti i referenti istituzionali coinvolti (vale a dire cinque regioni, sei province, otto amministrazioni comunali, l’ente parco del Gargano, due comunità montane, tre enti ecclesiastici, due fondazioni pubblico-private, due centri di studi, diciannove uffici territoriali del ministero tra direzioni e sovrintendenze), sono arrivate buone nuove. Una su tutte: la rinomata Accademia della Norvegia ha inviato nei giorni scorsi al Ministero dei Beni Ambientali e Culturali, un nota di sostegno scientifico alla candidatura del sito. Una iniziativa, questa, che viene ritenuta, da parte degli addetti ai lavori, di buon auspicio per l’esito finale, poiché l’accademia norvegese è considerata un organismo scientifico di grande prestigio. “Se tanto… mi dà tanto…allora siamo cavallo” recita un vecchio adagio. Ad ogni buon conto per numeri di enti e istituzioni coinvolte, si tratta di una delle candidature più innovative e complesse mai presentate dall’Italia all’Unesco. Per la città dell’Arcangelo a Spoleto era presente il sindaco Andrea Ciliberti: «Tutto procede per il verso giusto – ha detto a margine dell’incontro – siamo in pieno fase operativa e ci stiamo preparando ad accogliere la visita ispettiva nel prossimo periodo estivo. Intanto annuncio che dopo Spoleto, tutti i soggetti interessati, si riuniranno a Monte Sant’Angelo nel prossimo mese di giugno». Lo scopo dell’incontro tra tutti referenti istituzionali è stato quello di verificare le attività avviate (o da avviare) sui singoli luoghi della rete (sono sette come ben si ricorderà ossia Cividale del Friuli, sede del primo ducato longobardo e comune che ha proposto per primo la candidatura nel 1996, Brescia, Castelseprio, Spoleto, Campello, Benevento ed appunto Monte Sant’Angelo) e soprattutto per pervenire alla costituzione formale della struttura che sarà chiamata a coordinare e monitorare il processo di gestione previsto nel piano elaborato per la candidatura (sito web, pubblicazioni, segnaletica, pannellistica, etc.). Il Piano di gestione del progetto è stato presentato a fine febbraio scorso all’ambasciatore italiano presso l’Unesco, che ha avviato poi l’istruttoria con l’Icomos (International Council on monuments and sites). Si sta così procedendo con la prima valutazione della documentazione presentata e con l’ispezione fissata nell’estate del 2008 (a luglio o a settembre) che potrebbe comportare una (eventuale) richiesta di documentazione integrativa da presentare entro gennaio 2009. Se la candidatura sarà accolta lo si saprà solo a luglio 2009, quando avverrà la valutazione finale, la quale sarà comunicata nella riunione spagnola di Siviglia. Si è quindi in dirittura d’arrivo: dopo aver svoltato l’angolo, Monte Sant’Angelo “vede ” il traguardo stagliarsi all’orizzonte. Partita lo scorso 9 gennaio con la storica firma presso la sede del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali di via del Collegio Romano 27 a Roma, l’avventura sta procedendo sui binari concordati. Tutto procede secondo copione. Sulla base di un trattato internazionale conosciuto come Convenzione sulla protezione del Patrimonio Mondiale, culturale e naturale, adottato nel 1972, l’Unesco ha finora riconosciuto un totale di 830 siti (644 beni culturali, 162 naturali e 24 misti) presenti in 138 Nazioni del mondo. Attualmente l’Italia è la nazione che detiene il maggior numero di siti. L’Unesco riconosce il titolo di Patrimonio Mondiale, facendo sì che la loro tutela diventi una responsabilità ripartita fra i membri della Comunità internazionale.

Vieste:il primo passo verso l’aeroporto

Imageda http://www.newsgargano.it
Vieste – E’ stato avviato un percorso virtuoso che potrebbe avere come risultato la realizzazione di un aeroporto a Vieste. Il primo passo importante c’è stato l’altra sera in Consiglio comunale dove, a maggioranza, è stato approvata la variante al Piano regolatore generale per la realizzazione di infrastrutture aeroportuali in località “Piano Grande”, una vasta area pianeggiante che supera i cento ettari alle porte del centro garganico, dove potrebbe nascere, appunto, l’aeroporto. 

 

Un sogno accarezzato da sempre, ma che, per alterne vicende, non è stato possibile, almeno finora concretizzare. Molto entusiasmo al momento del voto favorevole di tutta la maggioranza di centrodestra; pollice verso della componente di minoranza del Partito democratico. La proposta dell’assessore al turismo, Nicola Rosiello, è stata, e non poteva essere diversamente, oggetto di un serrato confronto tra maggioranza e opposizione, ma alla fine, è passata con i voti dei soli consiglieri del suo gruppo. Un risultato, questo, non certamente scontato alla vigilia dei lavori consiliari, visto che, in altri momenti una parte della stessa componente di maggioranza aveva espresso non poche perplessità sulla bontà dell’iniziativa, ma soprattutto sulla sua fattibilità. Evidentemente, gli argomenti portati dall’assessore Rosiello sono stati più che convincenti, tanto da ricevere il voto unanime dei suoi colleghi di gruppo. Il primo passo è stato fatto; d’ora in poi il cammino non sarà certamente privo di ostacoli. Il primo scoglio vero sarà quello di convincere i proprietari (una ventina) dell’area su cui dovrebbe nascere la struttura aeroportuale, a vendere. Una ipotesi di fattibilità che sarebbe meno ostica di quanto si potesse pensare fino a non molto tempo fa, allorchè il solo tentativo di avviare una trattativa con i proprietari era da ritenere addirittura perdente. Ora, il fronte del “no” sarebbe meno rigido e il fatto che Rosiello abbia, insistentemente, voluto che la massima assise cittadina approvasse quella che, almeno per il momento, è soltanto un’ottima iniziativa che esiste ancora sulla carta, vuol dire che per l’assessore al turismo ci sono le condizioni per poter avviare l’iter procedurale al fine di concludere la fase progettuale. L’area ritenuta idonea si trova, come ricordavamo, non molto distante da Vieste: cento ettari di superficie che, in un territorio come Vieste, rappresentano, per i proprietari una sorta di gallina dalle uova d’oro. Per l’opposizione si tratta soltanto di voler gettare polvere negli occhi dell’opinione pubblica, perchè il progetto è di difficile concretizzazione, sia per i tempi lunghi, ma anche per difficoltà oggettive che verranno fuori nel momento in cui si dovrà passare dalle buone intenzioni e dall’entusiamo iniziale a tradurre il tutto in documenti di fattibilità. Comunque, da qualsiasi parte la si guardi, l’idea dell’aeroporto a Vieste e, di riflesso, a servizio anche degli altri Comuni di questa fascia di territorio, non può che essere sostenuta, pur sapendo che il suo “decollo” avrà bisogno di un buon motore e di ottime ali. Il primo e più spigoloso degli ostacoli da superare sarà, senz’ombra di dubbio, ottenere il placet da parte dei proprietari, operazione non certamente semplice per via degli interessi che sono in gioco. Tant’è che non sono in pochi coloro che sospettano che, dietro la facciata della realizzazione dello scalo aeroportuale, ci sia soltanto una possibile speculazione edilizia. Quanto ci sia vero e fondato, ma anche che possa trattarsi di un tentativo per far fallire sul nascere l’iniziativa dell’aero – scalo è tutto da verificare. Il tempo, come suol dirsi, sarà, come sempre, galant uomo. Certo è che bisognerà valutare i prossimi passi per capire se il tutto è soltanto una bolla di sapone oppure ci sia, non solo da parte dell’Organo di Governo cittadino, ma il concorso di Enti, e non solo, la ferma volontà di arricchire il territorio di una nuova, importante opportunità di sviluppo e, pertanto, di lavoro.

Parte la prima edizione delle Preciniadi

ImageC’era una volta Apricena che giocava. Sabato 31 Maggio ore 15.30 piazzale Andrea Costa in occasione della festa patronale tornano ad Apricena dopo anni di assenza, i giochi della nostra tradizione. Parte infatti la prima edizione delle Preciniadi.

Organizzatori dell’iniziativa il comitato festa patronale. Si tratta di un evento senza precedenti volto a riproporre a tutti gli apricenesi alcuni degli sport e delle attività ludiche che la tradizione popolare ha tramandato fino ai giorni nostri. L’intento è quello di raccogliere in un’unica e prestigiosa sede tutti quei giochi, alcuni dei quali divenuti vere e proprie discipline sportive, che affondano le radici nel tempo. E’ giusto non disperdere certi valori e riproporre tante attività, spesso dimenticate, portando a conoscenza dei più giovani, soprattutto di quelli nati e cresciuti nelle città, l’esistenza storica di attività ludico-sportive che in passato costituivano, oltre che momento di svago, un motivo di aggregazione, unito ad una sana, campanilistica competizione in manifestazioni che vedevano la partecipazione intere comunità: paesi diversi o differenti rioni del medesimo paese.
Nelle varie aree gli intervenuti, il torneo è suddiviso in due categorie, dai 10 ai 14 anni e dai 15 anni in su, si potranno cimentare nel tiro alla fune, corsa col sacco a staffetta, cinque pietre e la bandierina. Le squadre che dovranno comprendere ambedue i sessi, saranno composte da 10 persone che decideranno di volta in volta chi schierare nei vari giochi. Ovviamente l’aspetto sportivo si accoppierà con i risvolti culturali di cui l’evento è portatore, offrendo spunti e momenti di riflessione a tutti coloro che interverranno. Alla manifestazione è anche abbinata anche una particolare lotteria. Si propone per il prossimo anno, e riservato agli alunni delle scuole elementari e medie, un tema “Inventa il Tuo Gioco".
“I bambini dovranno farsi raccontare dai nonni un gioco e, una volta imparato, potranno recarsi in piazza, dove ognuno potrà mostrare il proprio gioco che verrà valutato dalla giuria che premierà il migliore”. Le iscrizioni sono già aperte e fino al 24 di maggio presso il comitato festa patronale nei pressi della villa.

A Cagnano Varano i nostri nonni giocavano cosi…

Comunicato di Leonarda Crisetti
La PROLOCO CAGNANO il 9 maggio dalle ore 16.00 alle 21.00 in occasioni della festa dei Santi patroni di Cagnano Varano Michele e Cataldo presenta la quarta edizione dei "Giochi dei nonni". Ecco le performances competitive:

   1. tiro alla secchia con corsa sui somari;
   2. tiro alla fune;
   3. corsa nei sacchi;
   4. palo della cuccagna.

Quest’anno la manifestazione vede la partecipazione degli alunni del liceo socio-psicopedagogico "G. De rogatis", impegnati nel Progetto: Il gioco uno strumento per crescere: I nostri nonni giocavano così … .
La Proloco – Cagnano, nell’estendere l’invito a partecipare, ricorda che i giochi della tradizione, oltre che occasione di sano divertimento, sono opportunità per riscoprire la propria identità.

Si cercano giovani idee per una Puglia migliore

Una buona idea, minimo 2 persone tra i 18 e i 32 anni, fino a 25.000 € di contributo, 1 anno di tempo, scade il 31 luglio: parte Principi Attivi, la nuova scommessa di Bollenti Spiriti. 


Ci siamo!  Il bando di Principi Attivi è stato approvato con determina del Dirigente del Settore Politiche Giovanili e Sport n. 213 del 7 maggio 2008. Nella prossima settimana sarà pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia: da quel momento saremo pronti a ricevere le vostre proposte.

C’è tempo fino al 31 luglio per la presentazione delle domande: cerchiamo giovani idee per una Puglia migliore. 
Scarica il bando di concorso [icon Principi Attivi – Bando (153.77 kB)]
Scarica il formulario di candidatura [icon Principi Attivi – Formulario (1.02 MB)]
Scarica le linee guida per l’ammissibilità delle spese [icon Principi Attivi – Linee Guida (178.73 kB)]

D’ora in poi chi si lamenta è un cazzone se non presenta il suo progetto, perchè la schedina bisogna giocarla per fare 13 !!!

Carpino Folk Festival 2008: pacchetti Apt per turisti

da Teleradioerre
Saranno messi in vendita, attraverso i circuiti delle agenzie di viaggio ed altri canali turistici, pacchetti promozionali che consentiranno al turista di trascorrere qualche giorno in provincia di Foggia visitando i luoghi caratteristici di giorno e ascoltando buona musica la sera.
L’azienda di promozione turistica di Foggia, i direttori dei festival che rientrano nell’iniziativa "Five festival sud system" – le manifestazioni musicali che si svolgono in estate nel foggiano – i sindaci dei comuni di Orsara e Apricena e i rappresentanti delle agenzie di viaggio hanno curato un programma per accogliere i turisti interessati alla musica e a scoprire il territorio.
La manifestazione "Five festival sud system" è nata con lo scopo di portare, oltre alla buona musica, anche il turista nelle zone del foggiano meno frequentate da turisti nel periodo estivo. Nell’edizione 2008, i cinque festival della provincia di Foggia, infatti, viaggeranno sotto uno stesso marchio, dal Carpino Folk Festival a Festambiente Sud di Monte Sant’Angelo, dai Suoni in cava di Apricena al Festival Apuliae e all’Orsara Jazz.

Festa delle Apparizioni di San Michele l’8 maggio a Monte S.Angelo su una delle vette più alte del promontorio garganico

da http://www.newsgargano.it
I pellegrinaggi ai grandi santuari della Cristianità, Roma, San Giacomo di Compostella, Gerusalemme e il Monte Gargano dell’Arcangelo Michele, determinarono il configurarsi delle grandi vie come ”Romea”, ”Francigena”, ”Camino de Santiago”… Una strada dei pellegrini che nel tempo si consolidò come "Via Sacra Langobardorum", è il tratto che collegava direttamente la capitale longobarda Benevento al Santuario di San Michele sul Gargano.

Infatti, questo nobile nome, secondo la tradizione, è legato alla devozione dell’Arcangelo che i Longobardi, fin dal sec. VI, diffusero dapprima nella Longobardia Maior (Lombardia-Veneto-Friuli) e più tardi in tutta l’Europa.
Con la diffusione del culto micaelico, il Monte divenne santuario nazionale dei Longobardi e la "Via Sacra Langobardorum", uno degli itinerari privilegiati dai pellegrini, in Italia meridionale, alla grotta dell’Arcangelo. Il nome e la funzione di "Via Sacra" sono attestati, fin dai primi decenni di questo Millennio in documenti che la presentano col nome di ”Via Francesca”. Con questo nome essi affermano in modo chiaro il suo inserimento nel percorso della Via Francesca o Francigena che, proveniente dalle regioni settendrionali della Francia, attraversate le Alpi, percorreva tutta la penisola italica, conducendo le comitive dei pellegrini del Nord Europa alle grandi mete religiose già sopra citate.  La Via Sacra ”Langobardorum”, s’insinuava (dopo S. Severo) nella Valle di Stignano, fino a raggiungere il convento S. Maria di Stignano; di qui risaliva al convento di San Matteo e a San Giovanni Rotondo; giunta, poi, a Pantano (oggi dopo il bivio per Cagnano) si biforcava: un tratto proseguiva per Ruggiano, toccando l’abbazia di Pulsano fino a Monte S. Angelo, l’altro s’inoltrava nella Valle di Carbonara per risalire anch’esso sulla montagna dell’Arcangelo. Essa era aspra e faticosa per l’accidentalità del terreno, per la presenza di fitti boschi, d’animali selvatici e predatori. Il tracciato della ”Via” era costellato da tanti "hospitia", romitori, monasteri, cappelle votive munite di pozzi, idonei ad ospitare e soccorrere viandanti e pellegrini. Alcuni di questi luoghi sono diventate famose abbazie, altri dei centri abitati. Ad ogni principale punto della "Via Sacra" era sempre presente un antico tracciato viario che metteva in comunicazione le altre strade frequentate dai pellegrini, provenienti da versanti diversi, diretti alla Basilica. Da San Giovanni Rotondo una via scendeva verso Sud e conduceva all’abbazia di San Leonardo di Siponto (o in Lama Volara), un’altra si dirigeva verso Sud-Est e, attraverso la Valle dell’Inferno giungeva a Siponto, che in seguito divenne passaggio obbligato dei pellegrini verso la Sacra Montagna. ”La Via Sacra” è ancora oggi percorribile in tutto il suo tracciato e rappresenta nella successione delle tappe con i suoi santuari ancora attivi, il cammino di conversione che il cristiano è chiamato a compiere. Per raggiungere il Santuario il pellegrino poteva percorrere un’altra strada che, in direzione Sud-est, scendeva verso la piana di Siponto, lungo la quale trovava un servizio d’assistenza pari a quello della "Via Sacra". Su questo percorso incontrava chiese, monasteri, castelli, ed ospizi. Importante punto di, riposo e di sostentamento fu l’abbazia di San Leonardo in Siponto: in questa zona diversi erano gli insediamenti preistorici e paleocristiani che attiravano l’attenzione del pellegrino. Fra questi il complesso preistorico di Scaloria e di Occhiopinto e il complesso ipogeico di Capparelli, espressioni della civiltà rupestre altomedievale. Oltrepassato Siponto, la ”Via” saliva a Monte Sant’Angelo attraverso i valloni che "rigavano" a pettine tutto il paesaggio costiero. Lungo il Vallone di Scannamuliera il pellegrino s’inerpicava sullo sperone roccioso di Ripasanta per una scala di gradini scavati nel costone, detta Scala Santa e, seguendo la cresta montuosa, raggiungeva la grotta di San Michele Arcangelo. Le tracce del pellegrinaggio garganico sono ancora impresse nei solchi di queste vie e tratturi: su molte rocce è scritta la storia silenziosa dell’uomo medievale. I graffiti e le iscrizioni rinvenuti sono la testimonianza esatta e visiva di un afflusso di pellegrini provenienti da tutte le parti d’Europa, spinti da un unico intento che era quello devozionale e penitenziale. Il pellegrinaggio garganico ha avuto anche una valenza sociale e culturale: le soste convenzionali consentivano la comunicazione e la trasmissione delle diverse tradizioni. Fu proprio sulle strade del pellegrinaggio, lungo le tappe che portavano ai santuari, che si venne a creare quella che fu in tutta l’Europa l’unità della cultura.

Più di 200 telai a Carpino nel 1866, ma si tesseva già nella villa romana di Avicenna

‘TELAI E PANNI DEL GARGANO’
Tra passato e presente – recensione di Teresa Rauzino

Disvela i tracciati dell’antica arte della tessitura. Nasce dai ricordi personali che hanno radici profonde nel cuore di chi scrive. Come le tradizioni narrate. Ricordi che riportano alla mente i rumori operosi dei telai a mano su cui le donne, fin dalla più tenera età, un tempo realizzavano i capi del corredo delle future spose. Ma anche, non dimentichiamolo, quello degli sposi.
 
Il telaio rappresenta il simbolo della civiltà agro-pastorale, fino agli anni Sessanta del Novecento componente fondamentale dell’economia pugliese, ma non solo. Fu una costante di tutta l’area mediterranea. Fino a qualche tempo fa, in Sardegna, la nascita di una bambina veniva salutata con una frase emblematica: ‘hamus una filonzana!’, ‘abbiamo una filatrice!’. Le candide telerie pugliesi erano apprezzate in tutto il Mediterraneo fin dai tempi più remoti. Nelle zone archeologiche dell’area oggi inclusa nel Parco Nazionale del Gargano sono stati ritrovati dei reperti tipici di questa antica attività, come i pesi da telaio e le spole. Testimoniano, se mai ce ne fosse bisogno, la diffusione a tappeto dell’arte della tessitura nelle nostre contrade. E questo è attestato fin dal tardo Neolitico.
In epoca greca, l’attività è documentata dall’iconografia vascolare. E dalla figura-simbolo di Penelope che, in attesa del ritorno ad Itaca del suo errante Ulisse, ‘finchè il giorno splendea, tessea la tela/superba, e poi la distessea la notte/al complice chiaror di mute faci(Odissea, libro II)’. Anche tra i ruderi delle antiche ‘villae’ romane di Santa Maria di Merino (Vieste), di Agnuli (Mattinata), di Avicenna (Piana di Carpino) di Sant’Annea (Sannicandro ) sono stati trovati antichi pesi da telaio.
Per l’età medievale, il ‘Codice diplomatico di Tremiti’ ed il ‘Regesto di San Leonardo’ di Siponto documentano che la realizzazione di panni di seta, di lana e di lino era un’attività esercitata presso i monasteri femminili, oltre che dalle tessitrici laiche. Erano ‘le donne di Dio’ a confezionare i capi di vestiario dei frati di Pulsano, come testimoniano le ‘lamentazioni’ delle Monache del Convento di Santa Cecilia di Monte Sant’Angelo, dipendenti dal suddetto cenobio. Le ‘mistiche’ fanno presente ad Alessandro III, di passaggio sul Gargano, che i monaci pretendono troppo da loro, sollecitano troppo spesso una maggiore produzione di ‘pannos, suderas, cingolas, besaciolas, saccos’. E, sicuramente, esse preferirebbero impegnare il loro prezioso tempo nelle salvifiche preghiere. Oppure miniando pregevoli codici, come quello oggi conservato presso la Biblioteca Nazionale di Napoli e realizzato dalle consorelle foggiane del loro stesso ordine monastico.
Panni d’altare, tovaglie, parati di lino, pianete di seta, imbottite di lana e penne d’oca, oltre che cuscini, coltri, tovaglioli, ‘tele grosse’ utilizzate in cucina sono ‘donati’ dagli Oblati dell’Ordine Teutonico alla Chiesa di S. Pietro di Vico del Gargano.
La produzione della lana aumentò in modo eccezionale in epoca aragonese con l’istituzione della ‘Regia Dogana della Mena delle Pecore’. Il prodotto grezzo era conservato nei fondaci appartenenti a commercianti locali, ma anche a quelli esteri. Furono i Veneziani a monopolizzarne lo smercio.
L’attività tessile si affinò sempre più. Il frate minore Michelangelo Manicone, autore di una delle più singolari opere dell’illuminismo europeo, ‘La Fisica Appula’, in una lettera all’Intendente di Capitanata datata 8 luglio 1809, afferma che le telerie che si lavorano in Vico del Gargano, suo paese natale, ‘potrebbero gareggiare con quelle delle Fiandre, se vi si introducesse il metodo d’imbiancar le tele, e di darle il lustro, come in quella Nazione si usa’.
La ‘Statistica’ del prefetto Scelsi elenca il numero dei telai e delle tessitrici di tutta la Capitanata nel 1866: l’arte della tessitura è esercitata in 39 comuni con 2426 telai. Il numero delle addette è pari al numero di telai presenti in ogni paese, ma le apprendiste non vengono contate. L’attività è concentrata quasi esclusivamente sul Gargano: si distinguono Vico (800 telai), Rodi (250 telai), Carpino (200 telai), Monte Sant’Angelo (130), Cagnano Varano (80), Vieste (60), San Severo (50), Peschici (48), Ischitella (42). Fanalino di coda: Foggia con 12 telai e Cerignola con 10.
Il libro di Lemme e de Leo riporta innumerevoli ‘carte dotali’ ritrovate negli Archivi di Stato di Foggia-Lucera. Documenti estremamente interessanti, che elencano i vari tipi di capi presenti nelle cassapanche delle famiglie di rango, e che illuminano un buio passato. Scrigno di tesori artistici e naturali, il Gargano ha custodito immutate queste antiche tradizioni, che rischiavano di essere disperse.
Dobbiamo al ricordo ed alla manualità delle anziane tessitrici di Vico e di Carpino la conservazione di originali tecniche artigiane. Oggi sono rivissute e rivisitate dalle giovani imprenditrici delle cooperative ‘Telaio di Carpino’ e ‘Penelope’ che, dopo un periodo di specifica formazione professionale, hanno incominciato a produrre i manufatti in fibre naturali. Rispettando la tradizione nell’innovazione, con esperte di ‘design’ come la ventisettenne Alessandra Ruo, che diplomatosi all’Accademia delle Belle Arti, e già affascinata dalla storia del laboratorio tessile della Bauahus, scuola tedesca di arte e mestieri in cui insegnavano ‘maestri’ del calibro di Paul Klee e Wassilj Kandiskij, decise di iscriversi al corso di formazione per tessitrici del Parco Nazionale del Gargano. Divenendone, di fatto, la stilista.
Il merito di aver creduto fortemente nell’iniziativa, presentando il ‘Progetto Penelope’ fin dall’Istituzione del Parco, va comunque tutto ascritto a Menuccia Fontana. Il concreto sostegno dell’Ente e delle leggi sull’imprenditoria giovanile ha reso fattibile il suo sogno, la sua ‘utopia’: l’artigianato tessile è risorto dalle ceneri dell’oblio e della dimenticanza. Come l’Araba Fenice.

Telai e panni del Gargano di Carmine de Leo e Mario Lemme,  Edizioni del Parco, Grenzi, 2002

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