Foggia, Mercoledì 15 aprile 2009 – Conferenza di presentazione del Consorzio per la promozione della qualità culturale del territorio – 5FSS
Il "Consorzio per la promozione della Qualità Culturale del Territorio" <!–
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5FSS
(Five Festival Sud System)
Ha il piacere di invitare la S.V. alla
Conferenza di presentazione del Consorzio 5FSS
Foggia – Palazzo Dogana (Sala giunta della Provincia di Foggia)
Mercoledì 15 aprile 2009, ore 10:30
Introduce e coordina:
FRANCO SALCUNI, Presidente del Consorzio 5.F.S.S. (Associazione Legambiente FestambienteSud)
Partecipano:
On. ANTONIO PEPE, Presidente della Provincia di Foggia
SILVIA GODELLI, Assessore al Mediterraneo della Regione Puglia
BILLA CONSIGLIO, Vice Presidente della Provincia di Foggia, Assessore alla Cultura
NICOLA VASCELLO, Assessore al Turismo della Provincia di Foggia
MICHELE FERRARA, Vice Presidente 5FSS (Associazione Orsara Musica)
MICHELE ORTORE, Direttore 5FSS (Associazione Culturale Carpino Folk Festival)
GIANNA FRATTA, Consigliera 5FSS (Associazione Spazio Musica)
ANTONIO POTENZA, Consigliere 5FSS (Associazione Suonincava)
Info. e Contatti
www.fivefestival.it
Mobile: ![]()

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+39 3395299998
BARI — La Puglia è area esposta a rischio sismico? La risposta è sì. Ma fino a che punto? Qui gli interlocutori mostrano imbarazzo e fanno capire che è meglio soprassedere. Insomma, l’invito è a ripassare. Università di Bari, Dipartimento di Geologia e geofisica. Qualche studente si aggira ancora nei corridoi a fine lezione, incrociamo l’uomo giusto al posto giusto: Salvatore De Lorenzo, ricercatore in geofisica ed autore di studi e pubblicazioni sulla sismologia sperimentale. «Lo sa perché è difficile avere un’idea esatta di quali pericoli si corrono veramente nella nostra regione?» chiede lui. Segue un attimo di silenzio. «Perché — riprende — qui mancano gli strumenti per monitorare il territorio». Scusi, e perché tutti diciamo che il Gargano è a rischio sismico? «Per quello che le dicevo: lì e solo lì esiste una piccola rete di sismografi, peraltro superati come concezione». Insomma, pare di capire che la Capitanata è più a rischio della Terra di Bari e di quella d’Otranto solo perché è in quel luogo che sono concentrati gli unici 5 sismografi dell’Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia. «Le stazioni sismologiche pugliesi, sia per numero che per copertura di territorio — prosegue De Lorenzo — non ci consentono ad oggi di studiare in maniera quantitativa la sismicità di fondo, i piccoli terremoti che quotidianamente si verificano sotto i nostri piedi e che oscillano da magnituto 1 a magnitudo 2. La Puglia è tutta zona sismica, eccome se lo è…». Secondo uno studio che ha poi dato luogo ad un progetto condiviso con l’Università di Barcellona e l’Istituto Geodinamico di Atene, il territorio pugliese avrebbe bisogno per un monitoraggio puntuale di un sismografo ogni 5oo chilometri quadrati. Il progetto, che ha visto l’impegno dei professori Piero Dellino, Luigi La Volpe, Mariano Loddo, Domenico Schiavone e Agata Siniscalchi, riguarda lo sviluppo di un network di sensori sismici ed elettrici che coprano l’intera regione. Una richiesta di finanziamenti è già stata avanzata all’Unione europea ed è intenzione degli studiosi rivolgersi adesso anche alla Regione. «Occorrerebbe solo un milione di euro». Niente ma anche tanto.
corrieredelmezzogiorno.it
Comunicato stampa: Pro Loco Cagnano, Monte Sant’angelo, Orsara:
PROGRAMMA
Saluto di
Nichi VENDOLA / Presidente Regione Puglia
Con
Vittorio ANDIDERO / Presidente Commissione Turismo Confindustria Puglia
Silvia GODELLI / Assessore al Mediterraneo Regione Puglia
Carmelo GRASSI / Presidente Teatro Pubblico Pugliese
Guido GUERZONI / Università Bocconi
Alessandro LATERZA / Presidente Naz. Commissione Cultura Confindustria
Domenico LOMELO / Assessore Beni Culturali Regione Puglia
Massimo OSTILLIO / Assessore al Turismo Regione Puglia
Case History: Festival Internazionale di Edimburgo
Interventi di
Oscar IARUSSI / Presidente Apulia Film Commission
Nicola LAFORGIA / Assessore alle Culture Comune di Bari
Ruggero MARTINES / Soprintendente Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia
Franco PUNZI / Italiafestival
Gianfranco VIESTI / Presidente Arti
Modera
Luca TREMOLADA / ilSole24Ore
In collaborazione con
Università di Bari, Facoltà di Lingue , Ordine dei Giornalisti della Pugl
Idee originali e tanta progettualità le sensazioni respirate nell’incontro
organizzato dall’Assessore allo Sport e alle Politiche Giovanili di Vico del
Gargano Nicolino Sciscio che si è tenuto nel pomeriggio del 2 aprile presso la
Sala Consiliare del comune garganico, moderato da Antonio Troia della redazione
di Ondaradio. L’amore per questi posti, le opportunità dei fondi comunitari che
a breve arriveranno e un felice resoconto regionale dell’amministrazione del
Programma per le Politiche Giovanili “Bollenti Spiriti” sono stati gli assi
portanti dell’appuntamento.
Dopo i saluti del sindaco Luigi Damiani si è entrati nel vivo dell’incontro
con la presentazione dei risultati ottenuti dal programma regionale “Bollenti
Spiriti” a cura di Marco Costantini e Giada Tedeschi (http://bollentispiriti.regione.puglia.it).
E’ poi intervenuto Umberto. Maffeo di Euromeditteranea, società foggiana che si
occupa di progettazione e sviluppo per fondi stanziati dalla Comunità Europea.
Infine c’è stata la presentazione di due progetti finanziati dal concorso
Principi Attivi che in questa occasione si sono formalizzati e sono passati alla
fase della messa in opera tramite la stipula del patto di impegno con la
Regione.
http://www.carpinofolkfestival.com/AltraRadio.asx
Il primo progetto sarà gestito e coordinato da Stefania Presutto, Simona Valente
ed Anna Monno, dell’Associazione Culturale “Green Tourism –Gargano-”, e riguarda
la realizzazione di visite guidate nell’entroterra garganico, che andranno a
coinvolgere affascinanti centri storici come quello di Vico del Gargano ma anche
diversi ambienti naturali tra cui gli uliveti monumentali e i “giardini”
d’agrumi, che costituiscono un unicum nel paesaggio adriatico. L’altro progetto
presentato è stato quello di Pio Gravina di San Giovanni Rotondo e della sua
Associazione “Gargano System”, che si propone di ricostruire la memoria storica
legata ai centri storici di sei piccoli comuni del Gargano, andando a ricercare
per ognuno di essi le antiche denominazioni di piazze e strade, per arricchirle
di tradizione e sapori di un tempo.
Il mio consiglio è di ascoltare la lunga
registrazione audio che trovo molto istruttiva, ma soprattutto di prendere gli
spunti utili per la prossima progettazione che gli stessi operatori assicurano
di esserci nel corso dell’anno. Non facciamola girare inutilmente sta Luna.
“Carpino Folk Festival e il Patrimonio Immateriale del Gargano"
VENERDI’ 1° maggio 2009
h. 9,30 – 12,30: presentazione del corso – tarantella di Carpino
h. 12,30 – 13,30: lezione teorica: "Come nasce un ballo di tradizione? Quale differenza fra danza etnica e danza folk"
h. 13,30 pranzo
h. 16-20: lezione pratica: tarantella di Carpino e di San Giovanni Rotondo
h. 20,30: cena
h. 21,30: CANTABALLO: serata di intrattenimento con proiezione di video e balli
SABATO 2 maggio 2009
h. 9,30 – 11,30: lezione pratica con vari esempi di pizzica pizzica del Salento leccese
h. 11,30 – 11,45 Intervallo
11,45 – 13,30: lezione pratica con vari esempi di pizzica pizzica del Salento leccese
h. 13,30 pranzo
h. 15: Escursione artistico-ambientale: visita alla Foresta Umbra e alla basilica di S. Michele Arcangelo di Monte Sant’Angelo
h. 20: cena
h 21,00: Premiazione concorso fotografico “Rocco Draicchio” Carpino Folk Festival e il patrimonio immateriale del Gargano
a seguire: CANTABALLO: serata di intrattenimento con serenate carpinesi, musiche e balli popolari pugliesi
DOMENICA 3 maggio 2009
h. 9,30 – 11,30: lezione pratica con i balli ottocenteschi popolari pugliesi: valzer fiorato, scotis di Cutrofiano
h. 11,30 – 11,45 Intervallo
11,45 – 13,30: lezione pratica con i balli ottocenteschi popolari pugliesi: scozio e quadriglia.
h. 13,30 pranzo
h. 15: saluti e partenze
La partecipazione ai corsi è subordinata al versamento della quota associativa di €uro:
* 250,00 che comprende, oltre all’iscrizione ai corsi proposti, anche l’alloggio presso l’Hotel Bellavista a Carpino per la sola durata dell’attività formativa, trattamento mezza pensione escluso bevande in camera doppia o tripla;
* 80,00 che comprende la sola partecipazione alle attività didattiche
Per informazioni ed Iscrizioni: Associazione Culturale Carpino Folk Festival
Via Mazzini, 88 – 71010 Carpino (FG) Tel e Fax. 0884 326145 dalle 10:30 alle 13:00 – 16:00 alle 19:00
Alessandro Sinigagliese 347/9012313
segreteria@carpinofolkfestival.com – laboratorididattici@carpinofolkfestival.com
L’iscrizione ai corsi comporta il versamento di un anticipo di € 50,00 sul seguente conto corrente:
BANCA DI CREDITO COOPERATIVO “CASSA RURALE ED ARTIGIANA DI SAN GIOVANNI ROTONDO”, AGENZIA DI CARPINO
Conto corrente intestato a :
ASSOCIAZIONE CULTURALE CARPINO FOLK FESTIVAL
C/C N. 920155 – ABI 8810 – CAB 78330 – IBAN: IT32 V088 1078 3300 0002 0009 201
specificare nella causale “Anticipo x SuonidiPassi in Primavera”
Qualora entro il 23 Aprile 2009 non si raggiunga un numero minimo di partecipanti i laboratori non verranno effettuati e gli eventuali anticipi verranno restituiti.
Gli abiti d’epoca sono esposti nella Sala 13 del Museo Storico, Etnografico e della Civiltà Contadina di San Nicandro Garganico (a Palazzo Fioritto)
L’EVOLUZIONE DELL’ABITO FEMMINILE A SAN NICANDRO GARGANICO NEL XX SECOLO
di Teresa Maria Rauzino
Nei paesi garganici il peso della tradizione e delle differenze sociali si riflettevano anche nelle fogge del vestire. La stratificazione era molto netta: pochi erano i nobili, pochi i grandi proprietari terrieri, non molto numerosi gli appartenenti alle professioni liberali (avvocati, medici, notai, insegnanti); esiguo il numero dei commercianti e degli artigiani; preponderante, fino a raccogliere il 90% della popolazione, era il ceto bracciantile e quello dei pastori. Il contesto preponderante è quello della civiltà contadina, con l’economia basata essenzialmente sull’agricoltura e sulla pastorizia, sull’uso del cavallo utilizzato per il trasporto delle persone e delle merci, carrozze e carretti (o come animale da lavoro per la coltivazione dei campi, aratura e semina). Una civiltà ancora intatta nelle regioni meridionali, soprattutto nelle zone tagliate fuori dalle grandi vie di comunicazione quale era appunto il Gargano. In quel periodo anche l’Italia è ancora un paese essenzialmente agricolo, l’industria muove appena i primi passi, con un vistoso ritardo rispetto ad altre nazioni come la Germania, la Francia, l’Inghilterra che, ricche di materie prime, avevano avviato già da molto tempo l’industrializzazione.
Le condizioni di vita, assai diverse fra queste varie classi sociali, si riflettevano fedelmente nella foggia dei vestiti maschili e femminili.
Oggi gli abiti muliebri sono esposti al pubblico nella Mostra dal titolo: “Evoluzione dell’abito femminile a San Nicandro Garganico”. Organizzata dal Museo Storico, Etnografico e della Civiltà contadina con il Centro Studi Storici ed Archeologici del Gargano, questa Mostra di abiti femminili è relativa alle classi più umili che costituivano la parte più rilevante della popolazione. Gli abiti, riferibili agli Anni Trenta-Quaranta del Novecento, sono quelli tipici del Gargano; in particolare stati raccolti nella zona di San Nicandro Garganico.
La Mostra è visitabile nella sede museale di Palazzo Fioritto a Sannicandro Garganico dal 28 marzo 2009 fino alla fine di giugno 2009, il sabato e la domenica dalle ore 18,30 alle ore 20,30. Per gli altri giorni della settimana e per le visite guidate dei gruppi o delle scolaresche, si consiglia di contattare, con qualche giorno di anticipo, il prof. Michele Grana (responsabile del Museo Storico, Etnografico e della Civiltà contadina) ai seguenti recapiti telefonici: 0882-472369; 339-8179911.
SAN MARCO IN LAMIS. La flora del Gargano si arricchisce di una nuova specie. E’ stata infatti scoperta nei boschi di San Marco in Lamis una nuova pianta dal nome “Saxifraga rotundifolia L. (famiglia delle Saxifragaceae), pianta erbacea perenne, diffusa sulle montagne dell’Europa meridionale. Lo annuncia Philipp Wagensommer, dottore in Biodiversità e conservazione della natura, da tempo trapiantato sulla Montagna del Sole.
Si tratta dunque del primo ritrovamento di questa specie sul Gargano e di una importante conferma della presenza della stessa in Puglia. In Italia la saxifraga è presente in tutte le regioni e cresce nei boschi montani, spesso su substrato roccioso. Il nome comune della specie è “Sassifraga a foglie rotonde” o “Erba Stella”. La nuova specie si riconosce per le foglie basali rotondette e carnose, con margine crenato-dentato, e per i bei fiori, piccoli e numerosi, dal colore bianco, muniti di piccole macchie bruno-porporine. Nonostante la presenza della saxifraga in Puglia è data per certa dai principali specialisti nazionali di flora, in realtà, mancavano finora dei riscontri concreti. In particolare, sul Gargano essa finora non era mai stata indicata; e le uniche stazioni pugliesi in cui la specie, piuttosto mesofila, potrebbe crescere si trovano sul Subappennino Dauno e forse sulle Murge. “La saxifraga rotundifolia è stata scoperta da me il 29 aprile di due anni fa sul fianco esposto a nord-est di una dolina in località “Le Chiancate”, nel comune di San Marco in Lamis” dice Wagensommer. “Cresce su roccia calcarea” ha aggiunto “tra i muschi, assieme a poche altre specie, tra cui la felce Asplenium trichomanes L”. Il Gargano si conferma ancor più come un laboratorio botanico a cielo aperto. Già “capitale delle orchidee”, la Montagna del Sole si arricchisce ora di una nuova specie che la rende ancor più “unica e fantastica”.
garganopress.net
ISOLE TREMITI. ”L’asta si farà, e Pianosa se troverà acquirenti, che già ci sono, sarà venduta”. Non ha dubbi il sindaco delle Isole Tremiti Peppino Calabrese. Che a distanza di qualche giorno dalle polemiche
scaturite alla notizia della messa all’incanto dell’isoletta di Pianosa allo scopo di racimolare fondi per rimpinguare il bilancio comunale, interviene per spiegare perché l’asta la può fare “nel rispetto della legge”.
LA REAZIONE – L’intento di Calabrese è quello di rispondere ad alcune dichiarazioni del governatore Vendola e dell’assessore al turismo Massimo Ostillio. Il primo aveva affermato che “il sindaco non è proprietario dell’isola, che è una riserva marina e come tale appartiene al Parco Nazionale del Gargano e al demanio, per cui la sua non è neanche una provocazione, è una boutade, un esercizio di artificio polemico senza alcuna base”. Il secondo aveva invece rimarcato che alle “Tremiti abbiamo
dato tanto, tra cui i fondi per lavori portuali e per l’Abbazia sono stati spesi milioni di euro”.
NIENTE FONDI – Per Calabrese invece le cose stanno in maniera diversa. Punto uno “Pianosa rientra nel patrimonio disponibile del Comune delle isole Tremiti, per cui né il Parco del Gargano né il Demanio risultano essere i proprietari”. Punto due: “All’isola di Pianosa sussistono vincoli, come su tutte le Isole, per cui quando è il caso ci limitiamo a chiedere dei pareri agli organi preposti per quanto di loro competenza”. Punto tre: “Pianosa è preda di pescatori di frodo che fanno scempio ambientale dei fondali a causa degli esplosivi utilizzati e nessuna vigila”. Punto quattro: “Ringrazio l’amico Ostillio per i cinquecento mila euro, che vanno aggiunti al milione datoci dallo Stato, per la costruzione di un rifugio per le navi e le barche in transito, i cui lavori partiranno a breve.
ALTRE OPERE -Per le altre opere, tipo l’Abbazia voglio solo ricordare che i lavori sono stati appaltati nel 2003 (ndc la giunta Vendola si è insediata nel 2005)”. Per cui” è la chiosa finale “nessuna polemica, ma solo puntualizzazioni. Anzi, invito il governatore Vendola a farsi un giro alle Tremiti, scoprirà come i tremitesi vogliano sentirsi orgogliosi di essere pugliesi”. Insomma lanciata la provocazione, l’ennesima, dopo quella dellavisita di Gheddafi prevista a suo dire a luglio e dopo la richiesta di annessione al Molise il sindaco delle Tremiti torna a bomba e ne ha per tutti. Replicando in maniera piccata a chi a suo dire non dice la verità
ilcorrieredelmezzogiorno.it
SAN SEVERO. Avviare corsi di formazione per potatori di alberi d’olivo con l’intento di creare nuove opportunità lavorative per i giovani sanseveresi e garantire figure utili all’agricoltura locale. A proporlo l’Associazione Comart commercianti, artigiani e agricoltori per San Severo, presieduta da Enzo de Filippis.
«In un periodo di crisi economica come quella in atto – spie ga Angelo Nardella, consigliere della Comart – è necessario che le città, come San Severo che possono contare ancora sull’agricoltura come motore di sviluppo, investano sulla formazione di figure professionali
agricole che vanno sempre più scomparendo. Ormai i potatori di alberi d’olivo, ad esempio, sono sempre più difficili da reperire e spesso molti agricoltori sono costretti ad affidarsi ad avventurieri del settore rischiando di rovinare il secolare patrimonio arboreo che i nostri padri con sapienza hanno conservato fino ai nostri tempi».
Le tradizionali potature “a vaso aperto”, infatti, solo pochissimi maestri sanseveresi, classe anni ’50 sono ancora capaci di praticarla e di insegnarla. Dal sodalizio, quindi, intendono attivarsi per evitare che tra qualche anno questa antica arte scompaia completamente.
I corsi di formazione, quindi, sono rivolti a giovani e meno giovani che vogliano intraprendere un’attività nel campo agricolo o semplicemente acquisire specifiche competenze. «Grazie all’au – silio di navigati agricoltori e di esperti del settore – prosegue il consigliere della Comart – ci proponiamo a breve di istituire corsi di formazione per potatori agricoli. Riteniamo, inoltre, che questi corsi possano dare opportunità lavorative a tanti giovani che potranno così avviare un’atti – vità di cui c’è realmente bisogno in città. Nello steso tempo, sarà colmata la crescente richiesta di questa manodopera avanzata dei proprietari terrieri della città e dei comuni limitrofi».
In questo modo secondo l’As – sociazione Comart si avvierebbe anche una riscoperta dell’antica tradizione agricola fondamentale nella storia dell’evoluzione cittadina, ma che negli ultimi anni è stata completamente abbandonata a sé stessa. «Il nostro intento – conclude Nardella – è di coinvolgere nel progetto le istituzioni, le associazioni di categoria, le scuole professionali e l’Università di Foggia».
PATTO TRA I COMUNI DEL PROMONTORIO, ECCO IL BANDO PER ADERIRE ENTRO E NON OLTRE IL 30 APRILE 2009 – I SETTORI INTERESSATI: AMBIENTE, RIFIUTI, CULTURA, ARCHEOLOGIA
GARGANO. Patto interistituzionale tra i comuni di Cagnano Varano, Sannicandro Garganico, Carpino, Ischitella, Rodi Garganico, Peschici, Vieste, Manfredonia, San Marco in Lamis, Isole Tremiti, San Giovanni Rotondo, Rignano Garganico, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Vico del Gargano e Poggio Imperiale per creare 2000 nuovi posti di lavoro nel campo della cultura, dell’ambiente, della raccolta differenziata, del turismo e dell’archeologia
La notizia è stata anticipata oggi dall’agenzia di stampa Garganopress (http://www.garganopress.net) ed è trapelata ieri sera al termine di un incontro presso l’ex-sede della Comunità Montana del Gargano a Monte Sant’Angelo. Presenti tutti i sindaci interessati, il presidente del Parco Nazionale del Gargano, quello della Provincia di Foggia e il governatore regionale della Puglia, invitati per sugellare l’accordo intercomunale.
Per aderire ai bandi occorre essere residenti nelle cittadine aderenti al progetto o essere figli di emigrati dai comuni di Cagnano Varano, Sannicandro Garganico, Carpino, Ischitella, Rodi Garganico, Peschici, Vieste, Manfredonia, San Marco in Lamis, Isole Tremiti, San Giovanni Rotondo, Rignano Garganico, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Vico del Gargano e Poggio Imperiale.
Le domande dovranno pervenire ad uno dei Comuni della lista entro e non oltre le ore 12.00 del 30 aprile 2009 (con raccomandata A/R).