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Potatori di olivo ,«Serve un corso di formazione»

SAN SEVERO. Avviare corsi di formazione per potatori di alberi d’olivo con l’intento di creare nuove opportunità lavorative per i giovani sanseveresi e garantire figure utili all’agricoltura locale. A proporlo l’Associazione Comart commercianti, artigiani e agricoltori per San Severo, presieduta da Enzo de Filippis.
 «In un periodo di crisi economica come quella in atto – spie ga Angelo Nardella, consigliere della Comart – è necessario che le città, come San Severo che possono contare ancora sull’agricoltura come motore di sviluppo, investano sulla formazione di figure professionali
agricole che vanno sempre più scomparendo. Ormai i potatori di alberi d’olivo, ad esempio, sono sempre più difficili da reperire e spesso molti agricoltori sono costretti ad affidarsi ad avventurieri del settore rischiando di rovinare il secolare patrimonio arboreo che i nostri padri con sapienza hanno conservato fino ai nostri tempi».
 Le tradizionali potature “a vaso aperto”, infatti, solo pochissimi maestri sanseveresi, classe anni ’50 sono ancora capaci di praticarla e di insegnarla. Dal sodalizio, quindi, intendono attivarsi per evitare che tra qualche anno questa antica arte scompaia completamente.
I corsi di formazione, quindi, sono rivolti a giovani e meno giovani che vogliano intraprendere un’attività nel campo agricolo o semplicemente acquisire specifiche competenze. «Grazie all’au – silio di navigati agricoltori e di esperti del settore – prosegue il consigliere della Comart – ci proponiamo a breve di istituire corsi di formazione per potatori agricoli. Riteniamo, inoltre, che questi corsi possano dare opportunità lavorative a tanti giovani che potranno così avviare un’atti – vità di cui c’è realmente bisogno in città. Nello steso tempo, sarà colmata la crescente richiesta di questa manodopera avanzata dei proprietari terrieri della città e dei comuni limitrofi».
In questo modo secondo l’As – sociazione Comart si avvierebbe anche una riscoperta dell’antica tradizione agricola fondamentale nella storia dell’evoluzione cittadina, ma che negli ultimi anni è stata completamente abbandonata a sé stessa. «Il nostro intento – conclude Nardella – è di coinvolgere nel progetto le istituzioni, le associazioni di categoria, le scuole professionali e l’Università di Foggia».
 

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