Il giorno 16 Aprile si è tenuto, presso la sede dell’associazione Insieme per, un incontro sul tema “Il Distretto Culturale”, promosso dalle associazioni Lavori in Corso, Amici della Musica, GAM, Montegargano e Newsgargano, a cura del Dott. Gaetano Rinaldi. La relazione ha suscitato notevole interesse tra i presenti e potrebbe essere seguita da un convegno, sempre sullo stesso tema, coinvolgendo personalità di spicco in tale ambito.
La cultura può e deve rappresentare per una città, per tanti versi in crisi di ruolo, un elemento fondamentale per la sua rinascita e per il suo sviluppo. Tanto più se, come nel caso di Monte Sant’Angelo, sono presenti gli elementi fondamentali per una buona riuscita: un centro cittadino ricco di un patrimonio storico, artistico ed architettonico di elevato valore; un contesto ambientale ad elevato pregio; ricche e complesse tradizioni antropiche.
L’utilizzazione e la valorizzazione di queste risorse possono avvenire in due modi: o con interventi improvvisati e scoordinati, oppure con interventi di carattere sistemico, effettuati sulla base di un intelligente progetto, in modo da favorire, tra l’altro, la creazione di una massa critica e, quindi, le economie di scala altrimenti non possibili. Si tratta di realizzare il cosiddetto DISTRETTO CULTURALE, che è l’omologo nel campo della utilizzazione delle risorse culturali dei tradizionali distretti economici, che hanno favorito l’industrializzazione e la competitività di ampie zone del nostro paese.
Alcune delle tappe fondamentali per giungere ad un autentico Distretto Culturale sono:
1) lo studio delle caratteristiche e delle potenzialità del territorio per arrivare alla fase di progettazione del Distretto;
2) la creazione di una filiera dei settori produttivi, in grado di favorire la tutela, la valorizzazione e la fruizione delle risorse culturali di Monte Sant’Angelo e del suo territorio: settori della formazione, del recupero urbano ed ambientale, dell’artigianato, dell’agroalimentare e dell’enogastronomia, della promozione e del marketing, dell’informazione, dell’informatica, dell’organizzazione di eventi, della creazione di strutture per la produzione di servizi culturali.
Si può proporre un esempio elementare per far comprendere le potenzialità presenti in questo progetto; si pensi alla tradizione delle nostre “ostie ripiene”, molto apprezzate tra i turisti, anche se spesso non sono rispettati i metodi di produzione e le caratteristiche originali di questo tipico prodotto montanaro. Nell’ambito del distretto culturale si procederebbe ad elaborare una disciplinare da rispettare nella produzione di questo pregiato alimento; si creerebbe un marchio di garanzia in modo che possa essere definita “ostia ripiena” solo quella prodotta nel nostro territorio, con le caratteristiche tipiche e irripetibili della zona. Nel frattempo il settore produttivo addetto alla produzione e al marketing, in grado di svolgere la sua attività con efficacia e senza problemi di sopravvivenza, consentirebbe una progressiva conquista di nuovi mercati, con effetti inimmaginabili sullo sviluppo della produzione delle ostie e quindi dell’occupazione;
3) tener presente che l’opzione del distretto culturale presuppone una scelta di campo, che si fondi essenzialmente sulla identità culturale del territorio, che è caratterizzata prioritariamente dall’attività di tutela delle risorse esistenti per arrivare poi alla fase della valorizzazione e della fruizione. La realizzazione del Distretto Culturale nella nostra città avrebbe favorito, con un buon margine di certezza, anche il riconoscimento del centro storico di Monte Sant’Angelo, oltre alla Basilica dell’Arcangelo, quale Patrimonio Mondiale dell’Umanità, così come è già accaduto per la Val di Noto;
4) un progetto di questo genere determinerebbe finalmente per Monte Sant’Angelo e il suo territorio uno sviluppo inimmaginabile del turismo di qualità, con reali effetti benefici sul livello dell’occupazione, specie giovanile;
5) la possibile attivazione di corsi professionalizzanti che coinvolgano le istituzioni scolastiche, organici e complementari a questa ipotesi di tutela e valorizzazione del territorio, in grado di creare figure professionali da impegnare nelle opportunità derivanti dal Distretto Culturale.
Dopo aver definito in sintesi il significato di Distretto Culturale e le opportunità che ne derivano, occorre capire se il comprensorio di Monte Sant’Angelo è dotato di risorse che ne giustifichino la proposta di realizzazione, procedendo contestualmente all’individuazione del territorio del distretto da realizzare e dei suoi confini.
L’elemento fondamentale per l’individuazione dei confini del Distretto è sicuramente l’omogeneità del territorio. È indispensabile la presenza di aspetti dotati di una precisa caratterizzazione, in grado di fornire una immagine ben definita al territorio.
La realizzazione del Distretto Culturale presuppone prioritariamente un’indagine volta ad individuare con precisione tutte le risorse esistenti, da quelle già presenti e fruibili a quelle potenziali; ma l’aspetto qualificante è la realizzazione di un progetto che si ponga l’obiettivo di tutelare valorizzare e rendere fruibili queste risorse; è questo l’aspetto innovativo e per certi aspetti rivoluzionario. Nel Distretto Culturale si tende ad ottenere dei risultati economici di grande rilievo, proprio prevedendo un rispetto rigoroso degli elementi più preziosi del patrimonio storico, artistico, architettonico e naturalistico del territorio.
I prestigiosi risultati che si possono ottenere dalla realizzazione di un distretto culturale, dipendono fondamentalmente dalla correttezza delle procedure utilizzate, dalla loro efficacia ed economicità.
L’Associazione Lavori in Corso ritiene che questo sia uno dei percorsi da imboccare per approdare a diverse nuove opportunità economiche, capaci di fortificare l’economia del nostro paese, e considera fortemente valide le idee espresse dal Dott. Gaetano Rinaldi nella riunione del 16/04/2009, relativamente alla fattibilità del progetto a Monte Sant’Angelo e alle sue potenzialità per il territorio circostante; in particolare durante lo stesso incontro il Vice Presidente nazionale di Italia Nostra ha esposto dettagliatamente gli spunti necessari e le vie da percorrere, arricchiti di ipotesi concrete, perché il progetto possa spiccare il volo anche a Monte Sant’Angelo, con tutte le opportunità che ne derivano.
Il Distretto Culturale presuppone una forte interazione tra i soggetti portatori di interessi diffusi, le piccole e medie imprese interessate e la politica e richiede in primis un cambiamento radicale della mentalità, rendendo consapevoli tutti i soggetti della sua bontà e delle possibilità che ne scaturiscono; con questi propositi e secondo questi obiettivi ci associamo alla disponibilità mostrata dal Dott. Gaetano Rinaldi a lavorare in sinergia con la politica, che ci amministra, alla realizzazione della grande opportunità per Monte Sant’Angelo, rappresentata dal Distretto Culturale.
Ufficio Stampa Lavori in Corso.
La Procura di Foggia dopo aver acquisito documenti e testimonaianze relative alla situazione della diga di Occhito e in particolare alla presenza della cosiddetta "Alga Rossa" nell’invaso appulo molisano.
In un’ intervista rilasciata alla "Gazzetta di Capitanata" nei giorni scorsi, il Procuratore Vincenzo Russo non si sbilancia, ma comunque fa nascere più di qualche preoccupazione nei lettori: "Abbiamo vincoli di riservatezza stretti, ma continuiamo a tenere alta l’attenzione.Stiamo facendo degli accertamenti". "Potrebbero esserci sviluppi – continua Russo – nelle prossime settimane".
I depuratori secondo quanto trapela dalla procura potrebbero essere i veri colpevoli dell’insorgenza dell’alga. Si stanno raccogliendo elementi sulla funzionalità dei depuratori. Il depuratore di San Bartolomeo in Galdo tra i principali idiziati, oltre al fatto che non si capisce come siano potuti essere autorizzati gli scarichi.
E’ naturale che ci si chieda come mai siano stati autorizzati scarichi dei depuratori di città come Campobasso in un bacino che fornisce acqua per l’alimentazione umana di 700mila foggiani. Oggi a bari dovrebbe esserci un tavolo tecnico convocato dall’Arpa ed allargato anche alle Autorità di Bacino, all’Acquedotto Pugliese e al Cnr.
dal giornale on-line www.capitanata.it
AD AVVALORARE TALE TESI LE RECENTI TEORIE SULL’EVOLUZIONE DELL’UOMO – MA LE RICERCHE NEL SITO PREISTORICO SONO ANCORA INTERROTTE
di Angelo Del Vecchio
RIGNANO GARGANICO (FG). L’Homo Sapiens di Grotta Paglicci potrebbe avere origini africane e non essere autoctono. A supportare questa tesi le recenti teorie sull’evoluzione della razza europea moderna, sostenuta oramai da quasi tutti i ricercatori italiani e stranieri.
Secondo gli scienziati, circa 200.000 anni fa nasceva in una zona ristretta dell’Africa un uomo differente, dall’intelligenza superiore e da una praticità stilistica e di adattamento fuori dal comune. Si tratta del Sapiens, che nel giro di circa 160.000 anni ha rimpiazzato in tutto il mondo l’ormai obsoleto Homo neanderthalensis.
E’ accaduto anche in Italia, dove la nuova specie si è stabilita principalmente in 7 aree: Grotta Paglicci a Rignano Garganico; Grotta delle Veneri a Parabita e giacimento di Samari a Gallipoli, i due siti leccesi; Caverna delle Arene Candide a Finale Ligure e Grotta dei Balzi Rossi a Ventimiglia (Liguria); Grotta del Romito a Papasidero (Calabria); e Grotta Ticchiara e Sant’Angelo Muxaro ad Agrigento (Sicilia). Questa affascinante teoria parla di 7 mamme progenitrici, che dall’Africa si sono spostate in Europa e diffuse nel globo terrestre. Dall’analisi del Dna mitocondriale, che si trova nel cosiddetto Mitocondrio cellulare (vera e propria centrale energetica degli organismi viventi), si è scoperto che l’attuale razza europea non è più antica di 45.000 anni.
A tale conclusione sono giunti qualche tempo fa i ricercatori del Centro romano di Antropologia molecolare per lo studio del Dna antico, guidato da Olga Rickards, scienziata di fama internazionale. La Rickards ha messo in piedi, assieme al suo team di esperti, una sorta di macchina del tempo, che analizza il Dna più arcaico. E’ grazie a questo Centro (ma anche a quelli di Pisa e Firenze) che si è potuto stabilire con certezza che non c’è alcun legame tra l’Homo di Neanderthal, che visse anche a Paglicci, e l’Homo Sapiens, di cui sono stati rinvenuti due scheletri umani interi nella grotta rignanese (un giovinetto di 11-12 anni, vissuto 23-24.000 anni fa, e una ragazza di 18-21 anni, deceduta 24-25.000). In più, la donna che abitava l’antro di Paglicci è stata certamente la madre evolutiva di tanti Homo Sapiens, che hanno poi colonizzato il Meridione, il Centro e il Settentrione italico. Parlare, però, di una razza nata in loco non è, secondo questa ultima teoria, una dichiarazione esatta.
Infatti, anche la specie vissuta in grotta, a sei-sette chilometri da Rignano Garganico, ha origini Africane. Probabilmente il Neanderthal di Paglicci è stato da essa sostituita, forse a causa della legge principale che disciplina da sempre natura: il più forte vince sul più debole. E oggi è il Dna mitocondriale a dimostrarla con scientificità assoluta. Ma se la scienza fa grossi passi in avanti, non tutto va bene a livello locale. Infatti, come emerso in un recente incontro presso il Museo di Grotta Paglicci a Rignano Garganico tra la Pubblica Amministrazione (maggioranza e opposizione) e i soci del sodalizio culturale, le ricerche sono bloccate da diversi anni e non si capisce bene quando potranno riprendere. Ad occuparsi degli scavi, come noto, è l’Università degli Studi di Siena sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologica della Puglia. Il possibile crollo di una parte della parete esterna della grotta e la necessità di mettere in sicurezza l’intero giacimento, che ad oggi è ancora di proprietà della famiglia Bramante di San Giovanni Rotondo, impediscono di fatto ogni azione di studio diretto.
A ciò va aggiunta la mancata apertura del Museo vero e proprio in paese e la possibilità che il costruendo Museo Virtuale di Grotta Paglicci (da realizzare con fondi Pis Europei per l’ammontare di circa 3 miliardi di vecchie lire) sia affidato dal Parco Nazionale del Gargano, per via dei soliti "dimorfismi burocratici", a ditte o associazioni esterne al territorio, dopo ben 15 anni di intensa e incessante attività del Centro Studi Paglicci, che vanta al suo interno attivisti e professionisti nel campo dell’archeologia arcaica, della peletnologia, della peleontologia, della geologia, del turismo e dell’impresa. In un recente incontro tra il Centro Studi e il presidente della riserva naturale, avv. Giandiego Gatta, quest’ultimo si è detto disponibile a permettere un "continuum" gestionale e a garantire un ritorno economico-occupazionale sul posto.
Se son rose fioriranno…
Ulteriori informazioni su: http://www.paglicci.net
Fonte Garganopress.net
Le recenti iniziative della magistratura foggiana confermano quanto sostenuto da tempo da WWF, Centro Studi Naturalistici ed Arco Consumatori circa l’opacità della gestione dell’invaso di Occhito, principale risorsa per l’acqua potabile in Capitanata. Ne è ulteriore conferma la scoperta fatta dalle associazioni che la cosiddetta alga rossa potrebbe non essere purtroppo l’unica emergenza sanitaria che affligge la diga’, scrive il WWF Foggia.
I pugliesi devono sapere infatti che da tempo imprecisato la Regione Puglia sta usufruendo di una deroga ai valori massimi ammissibili dei trialometani nell’acqua per il consumo umano.
I trialometani sono una famiglia di composti che si formano quando l’acqua viene trattata con prodotti a base di cloro per la potabilizzazione e possono avere effetti cancerogeni e tossici su fegato e reni, gli stessi organi bersaglio delle ormai famigerate microcistine prodotte dall’alga rossa.
Leggendo l’autorizzazione ministeriale si scopre che il provvedimento di deroga avrebbe dovuto riportare tra l’altro i motivi di deroga, il parametro interessato, i risultati del precedente controllo pertinente ed il valore massimo ammissibile per la deroga, l’area geografica, la quantità di acqua fornita ogni giorno, la popolazione interessata e gli eventuali effetti sulle industrie alimentari interessate, un opportuno programma di controllo che preveda, se necessario, una maggiore frequenza dei controlli, una sintesi del piano relativo alla necessaria azione correttiva, compreso un calendario dei lavori, una stima dei costi, la relativa copertura finanziaria e le disposizioni per il riesame.
Purtroppo nulla di tutto questo è desumibile dal provvedimento di deroga adottato dalla Regione Puglia la quale si è limitata a disporre che l’Acquedotto Pugliese provvedesse affinchè la popolazione interessata fosse tempestivamente ed adeguatamente informata della deroga applicata e delle relative condizioni che la disciplinano, nonchè provvedesse a formare raccomandazioni a gruppi specifici di popolazione per i quali la deroga possa costituire un rischio particolare.
Il timore è infatti che, agli effetti nocivi delle microcistine si sommino quelli dei trialometani, determinando un’esposizione cumulativa a fattori di rischio che potrebbero essere particolarmente insidiosi per talune categorie come i bambini, le donne in gravidanza e i dializzati.I documenti citati sono scaricabili dal sito: http://arcopuglia.blogspot.com/search/label/Acqua
Tommi Guerrieri
Teleradioerre.it
Tutti insieme tra entusiasmi e polemiche. Obiettivo, puntare sui centri storiciUno dei prossimi appuntamenti a Carpino
Dalle parole ai fatti. L’associazionismo garganico, dopo una prima fase intrisa di entusiasmo, difficoltà, e polemiche, cerca di compiere il passaggio fondamentale. Sta nascendo, insomma, un nuovo Gargano.
Gli attori che corrono di più, i principali protagonisti del cambiamento del Gargano si incontrano: siamo al quarto appuntamento, siamo a Rignano Garganico.
Un incontro durato tre ore, denso di contenuti e di proposte.
Ma non tutte le città sono presenti, in particolare la parte più a nord del Gargano è quasi assente. Parola d’ordine: organizzarsi per coinvolgere le altre associazioni. Michele Eugenio di Carlo, dell’associazione Gargano Europa, di Vieste, frena: “Non tutte le associazioni sono attive: alcune nascono a seguito di strumentalizzazioni politiche.
Facciamo attenzione”. Segue l’intervento del Sindaco di Rigano Garganico, il quale saluta con entusiasmo il nuovo movimento: “Oggi l’unica possibilità di sviluppo per il nostro territorio è quella di unirsi per realizzare progetti competitivi da presentare in occasione dei bandi regionali – consiglia Antonio Gisolfi – Le eccessive difficoltà di bilancio per i comuni e la snervante lentezza degli stessi vi impongono di lavorare sodo”.
“Anche la Chiesa Cattolica aderisce all’associazionismo attivo del Gargano” afferma Don Nazareno Galullo, che cita una frase: “Da soli, si va veloce. Ma insieme, si va più lontano”. Primo punto all’ordine del giorno: costituzione coordinamento delle associazioni garganiche. Dopo pochi interventi, è chiaro il no, sia al documento unico, che al coordinamento, almeno fino a che non sia stata coinvolta buona parte dell’associazionismo attivo. Nasce una discussione, a tratti accesa. Angelillis, MAG di Manfedonia: “È necessario creare una sovrastruttura. Bisogna creare un coordinamento ed un portale di riferimento per tutte le associazioni”. Anche Macchia Libera approva con decisione.
Pronta la risposta da Monte Sant’Angelo: “Perché cercare altrove quello che già c’è? Perché chiederci di affrontare una fatica in più per aprire e gestire un nuovo portale?” Altre associazioni si uniscono a questa voce, e la decisione finale è quella di utilizzare per il momento lo spazio offerto da portali come ildiariomontanaro.it e garganopress.net, che hanno già una forte notorietà e rappresentano delle realtà consolidate.
Franco Salcuni di Legambiente preme per passare al lato operativo. Viene proposto, in sostanza, di porre particolarmente l’attenzione sui centri storici delle città del Gargano.
Tema subito condiviso da tutti.
L’Argod di San Nicandro: “Uniamo i nostri talenti e mettiamoli a disposizione. Eseguiamo un monitoraggio dei centri storici, fotografando ogni particolare di essi”. La proposta è stata accolta con impeto, ma l’intervento dell’esperto Eugenio di Carlo impone una riflessione: “Dobbiamo lavorare affinché il mondo politico non debba mai più azzardarsi a trattare così il nostro territorio. Da noi è difficile prodigarsi per questo: a Vieste ho avuto più volte paura. In tante occasioni sono riuscito a bloccare degli scempi, ma non ho mai potuto cantare vittoria, spesso mi sono dovuto nascondere…”.
Entro la prossima riunione l’Arci di San Marco raccoglierà delle tabelle compilate da tutte le associazioni, per stilare una sorta di “archivio delle competenze”.
Partirà poi un lavoro suddiviso per città: fotografare i centri storici nel dettaglio, per poi decidere durante la prossima riunione il modo migliore per intervenire. Duro l’intervento di Pio Gravina, per l’associazione Cala la Sera di San Giovanni Rotondo: “Da noi la situazione è scandalosa. Il centro storico è ridotto all’osso, martoriato, quasi non esiste più. Vorremmo tanto organizzare degli eventi in quegli spazi, ma sinceramente ci vergogniamo di quello che c’è”. Si passa poi al tema eventi: “difendiamo le nostre iniziative” è il monito della Pro Loco di San Giovanni. Nasce l’idea di programmare in anticipo gli eventi più importanti delle associazioni, in modo tale da non sovrapporre le iniziative.
Ma preme anche e soprattutto il tema dello sviluppo economico e sociale. Salcuni: “Ormai più di dieci anni fa, in occasione della nascita del Parco Nazionale del Gargano, è tornata la vita. Tante persone hanno fondato cooperative, i giovani sono rimasti con la speranza di un futuro dignitoso, spinti da quest’ondata di fiducia che avrebbe potuto stravolgere l’economia del territorio.
Così non è stato: solo due cooperative sono sopravvissute, ed i giovani sono scappati al nord. In questo periodo, stiamo assistendo ad un fenomeno simile: c’è stata un’esplosione di novità e di freschezza. Associazioni, cooperative, nuove realtà nel campo dell’informazione: è nostro compito fare interagire tutte queste componenti per creare sviluppo”. “Importante da questo punto di vista – afferma Angelo Del Vecchio, Circolo Giulio Ricci– l’asse che si è creata tra Rignano, San Marco, San Giovanni e Monte, tra alcune associazioni, le quali hanno presentato alla Regione Puglia già alcuni progetti”. In chiusura, il Presidente del Museo Grotta Paglicci, lancia un messaggio di incoraggiamento: “Stiamo facendo e faremo sacrifici, ma mai diremo ai giovani di andar via. A volte ci prende lo sconforto, ma questo territorio ha bisogno di noi, non molliamo”. Una giornata piacevole e ricca di appuntamenti è stata insomma quella di domenica 19 Aprile a Rignano.
Oltre all’incontro tra le associazioni, il più piccolo comune del Gargano ha ospitato la manifestazione “Voler bene all’Italia”, giornata nazionale dei piccoli comuni, e l’evento “Terremoto Music Village”, con la band di Ciro Iannaccone per raccogliere fondi in favore delle popolazioni colpite dal sisma d’Abruzzo. L’appuntamento di Maggio, sarà probabilmente ospitato da Carpino, per la quinta giornata dell’associazionismo attivo del Gargano. L’obiettivo resta lo stesso: passare dall’ “I care” al “we do”.
Occhito – A diciotto gradi l’alg a rossa potrebbe esalare l’ultimo respiro. Forse siamo vicini.
Nella diga di Occhito la temperatura già da qualche settimana risulta aumentata in media di 4-5 gradi rispetto alle rilevazioni dell’ultimo gelido inverno. Non siamo ancora sui livelli ottimali indicati da alcuni studi condotti sull’alg a rossa in altre regioni italiane (i laghi laziali di Albano e Nemi, così come quasi tutti i laghi siciliani). Ma con l’approssimarsi della stagione estiva si va inesorabilmente in questa direzione: il caldo è forse l’antidoto più efficace per neutralizzare la temibile microcistina.

Bisognerà in ogni caso attendere un altro mese prima di valutare se le tracce di Planktothrix rubescens nel lago che disseta i foggiani sono ancora mobili e perfettamente in salute. Il responsabile dell’Ar pa regionale, Giorgio Assennato, mostra un cauto ottimismo: «Stiamo uscendo dal periodo acuto – spiega – attraversiamo forse l’ultima fase a rischio, dopo di chè il caldo dovrebbe annientare la presenza dell’alga nell’invaso. In ogni caso, voglio ribadirlo, i continui monitoraggi sulla qualità dell’acqua ci dicono che non c’è alcun pericolo per l’alimentazione umana». I rimedi adottati dall’Acquedotto pugliese per ridurre il tasso di tossicità dell’alga sono considerati dall’Istituto superiore di sanità all’altezza della situazione. I filtri al carbonio attivo installati sull’impianto di potabilizzazione di Finocchito sembrano funzionare. Per bonificare la diga di Occhito però bisognerebbe svuotarla, ipotesi ad oggi mai presa in considerazione data la sua impraticabilità. In ogni caso se il caldo dovesse uccidere l’alga rossa, non è detto che questa non ritorni con l’avvento del primo freddo. Anzi nelle condizioni attuali di Occhito (manutenzione mai effettuata in quarantadue anni, scarichi incontrollati) ci sono tutte le condizioni perchè la Planktothrix rubescens diventi un ospite fisso nell’invaso almeno durante i mesi invernali. Cosa si sta facendo per limitare la presenza dell’alga in un contesto pur oggettivamente difficile? Nulla, o quasi. Se è vero che la diga non si può svuotare, va pure sottolineato che il fenomeno algale è una conseguenza diretta dell’incu ria al quale è stato abbandonato il lago per decenni. Nel bacino che disseta i foggiani scaricano diversi depuratori. E già questa sembra una contraddizione in termini della quale nessuno sembra però volersi preoccupare. Se poi si rileva, come ha fatto il Consorzio di bonifica della Capitanata, che alcuni dei depuratori segnalati non sono a norma, l’alga diventa una spia d’allarme per denunciare che il rischio per la salute pubblica non comincia da oggi ma va avanti incontrollato da chissà quanto tempo. La Gazzetta l’allarme depuratori lo ha denunciato oltre un mese fa, ma si attende ancora la convocazione del tavolo tecnico in sede di Arpa regionale al quale partecipino i rappresentanti di Molise e Campania. Proprio il depuratore della città di Campobasso – come denunciato dal Consorzio – sarebbe il maggior indiziato. La Procura foggiana, qualche settimana fa, si è attivata per venire a capo del problema. Un magistrato ha effettuato una ricognizione su Occhito a bordo di un elicottero forse per individuare gli scarichi illegali, o presunti tali. Non è dato sapere se sia stata aperta un’inchiesta, ma forse a questo punto solo l’intervento della magistratura potrebbe sbloccare lo stallo.
In Puglia è la provincia di Foggia quella a più alto rischio sismico ed è attorno ad essa che si concentrano i principali interventi avviati in particolare dopo il terremoto che nel 2003 toccò il Molise e alcuni comuni pugliesi al confine. La Regione, secondo quanto riferisce l’assessore alle Opere Pubbliche, Onofrio Introna, ha finanziato un monitoraggio e un progetto di valutazione (7 mln di euro) del rischio sismico in tutti i 64 comuni del foggiano e un programma di messa in sicurezza di tutte le scuole della provincia che si trovano a ridosso del bacino sismico del 2003. La Regione ha inoltre già finanziato e realizzato verifiche e valutazioni del rischio in singoli comuni dauni (1.800.000 euro), l’adeguamento alla normativa antisismica dell’ospedale di Foggia (1.800.000 euro). Altri 3.600.000 euro finanziano verifiche compiute nei loro territori dai Comuni foggiano. In tutta la Puglia, inoltre, la Regione ha avviato un censimento degli edifici sensibili (chiese, ospedali, scuole e stadi) e chiesto alle amministrazioni di compilare un elenco con una valutazione del rischio. Il censimento è ancora in corso e, secondo quanto riferisce Introna, sono stati individuati oltre 2000 edifici sensibili molti dei quali, però, in quanto edifici storici, presentano difficoltà per la messa in sicurezza.tt
Nasce il consorzio dei 5 festival dell’estate dauna
Sostenuto da Provincia e Regione
Stefania Labella
Sarà una sorta di passaggio di testimone da un evento all’altro, un festival della cultura immateriale che abbraccerà mare e monti dauni e sei manifestazioni. Il Five Festival Sud System diventa consorzio dopo l’esperimento dello scorso anno mirato ad un coordinamento di cinque manifestazioni che da decenni animano l’estate della Capitanata, dal Subappennino al Gargano. La staffetta. Si inizia con «FestAmbienteSud» di Monte Sant’Angelo (22 – 25 luglio). Poi tocca a «Orsaramusica» (25 luglio – 2 agosto); quindi il «Carpino Folk Festival» dal 2 al 9 agosto. Dal 5 al 18 agosto il festival d’arte itinerante «Apuliae» e dal 16 al 20 agosto «Suoni in cava» ad Apricena. L’unica manifestazione ancora in attesa di collocazione temporale è il Teatro Civile Festival.
Il consorzio è stato presentato ieri, nel corso di un incontro cui hanno partecipato l’assessore regionale alla cultura, Silvia Godelli; gli assessori provinciali Billa Consiglio e Nicola Vascello; il presidente del consorzio «5FSS» Franco Salcuni e i membri dei consiglio direttivo, ovvero i presidenti dei cinque festival che hanno dato vita al consorzio ovvero Michele Ferrara (Orsara Musica); Michele Ortore (Carpino Folk Festival); Gianna fratta (Spazio Musica che organizza il festival Apuliae) e Antonio Potenza (Suonincava). L’anno scorso i sei eventi portarono in Capitanata 250 artisti e 200 mila spettatori. Ma il consorzio, è stato detto da più voci durante l’incontro, non è solo un insieme di manifestazioni che cercano di non pestarsi i piedi, quanto «l’ideazione e gestione di progetti di qualità utili allo sviluppo della cultura e dello spettacolo», con la possibilità di attirare turismo e quindi sviluppare economia. Il consorzio non è chiuso anzi, aperto alla promozione di altre iniziative. Come quella della Casa Di Vittorio di Cerignola, con il progetto di lettura nei luoghi di lavoro.
A RIGNANO IL 19 APRILE 2009 IL RADUNO DEI PRINCIPALI SODALIZI CULTURALI, TURISTICI E SOCIALI DEL PROMONTORIO – IN OCCASIONE DELLA SESTA EDIZIONE DI "VOLER BENE ALL’ITALIA", VOLUTA DA LEGAMBIENTE – IN SERATA RACCOLTA FONDI PER I TERREMOTATI ABRUZZESI
RIGNANO GARGANICO. Reso noto il programma di massima della quarta "Giornata dell’associazionismo attivo del Gargano", che avrà luogo a Rignano Garganico il prossimo 19 aprile in occasione della festa nazionale dei piccoli comuni "Voler bene all’Italia", organizzata come noto a livello nazionale da Legambiente.
Le associazioni e i circoli attivi e propositivi della Montagna del Sole si incontreranno nel piccolo comune per confrontarsi e dialogare sulla necessità di fare sistema e di iniziare-continuare a lavorare in rete.
Per la prima volta all’iniziativa saranno invitate anche le aziende private, che vedono di buon occhio il coordinamento.
Dopo Vico del Gargano, San Giovanni Rotondo, Monte Sant’Angelo, ora è la volta di Rignano Garganico, una delle realtà sociali, culturali ed economiche più attive del Gargano e della Puglia.
La quarta giornata è organizzata dal Nuovo Circolo Culturale "Giulio Ricci" in collaborazione con il Comune di Rignano Garganico, la Parrocchia "Maria Santissima Assunta", il Centro Studi Paglicci (http://www.paglicci.net), l’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco in Congedo, la Cooperativa Araiani a r.l. (http://www.araiani.com), la Pro Loco e l’azienda "Gargano Energia" (http://www.garganoenergia.eu).
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PROGRAMMA DI MASSIMA
Quarta "Giornata dell’associazionismo attivo del Gargano"
Ore 10.00 – Accoglienza associazioni garganiche
Ore 11.00 – Visita guidata al centro storico di origine medievale e al Museo di Grotta Paglicci
Ore 12.00 – Inaugurazione itinerario dei "Portali rignanesi", alla ricerca-scoperta dell’antico mestiere dello scalpellino
Ore 13.00 – Pausa pranzo a cura del Circolo Culturale “Giulio Ricci” (Corso Giannone, 7)
Ore 15.00 – ADSL free – Prove di navigazione con la rete senza fili in paese
Ore 16.00 – Le associazioni si incontrano e si confrontano per fare sistema
Ore 19.00 – Convegno-dibattito sul tema “Internet e la nuova emigrazione. Web-tv, web-radio e giornali in rete, i mass-media riducono le distanze”
Ore 20.00 – Cena a base di prodotti locali offerta dalle aziende di Rignano e del Gargano
Ore 21.00 – Concerto funky, rock & folk – CIRO IANNACONE live – Raccolta fondi per terremotati abruzzesi
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| Per informazioni: Nuovo Circolo Culturale "Giulio Ricci" Corso Giannone, 7 71010 Rignano Garganico (FG) Cellulare 3494009003 |
Web http://www.rignanonews.com http://www.ilrifugiodelbrigante.com http://www.paglicci.net http://www.garganopress.net http://www.araiani.com http://www.garganoenergia.eu 3494009003@libero.it |
Turismo, cultura e ingegno al centro del dialogo sulle nuove strategie di rilancio dell’economia e delle imprese. Un meeting interattivo, occasione di confronto sui modelli di new economy. Al centro del dibattito, case history, indagini ed esperienze costruite nelle città globali che hanno saputo ottimizzare i grandi eventi culturali rilanciando la propria immagine e cancellando l’opacità lasciata da schemi esclusivamente industriali. Un confronto sugli effetti delle politiche di destagionalizzazione turistica e di scambio interculturale, catalizzatori di sviluppo civile e strumenti di reciproca conoscenza.
Bari – Castello Svevo, Sala Bona Sforza
16 aprile 2009 9.30-13.30
La Puglia della Creatività
Cultura Turismo Territorio
Forum Interattivo
Saluto di Nichi VENDOLA- Presidente Regione Puglia
con
Vittorio ANDIDERO – Presidente Commissione Turismo Confindustria Puglia
Silvia GODELLI – Assessore al Mediterraneo Regione Puglia
Carmelo GRASSI – Presidente Teatro Pubblico Pugliese
Guido GUERZONI – Università Bocconi
Alessandro LATERZA – Presidente naz. Commissione Cultura Confindustria
Domenico LOMELO – Assessore Beni Culturali Regione Puglia
Massimo OSTILLIO – Assessore al Turismo Regione Puglia
Case History: Festival Internazionale di Edimburgo
Interventi di
Nicola LAFORGIA – Assessore alle Culture Comune di Bari
Ruggero MARTINES – Direttore Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia
Silvio MASELLI – Direttore Apulia Film Commission
Franco PUNZI – Presidente Italiafestival
Gianfranco VIESTI – Presidente Arti
Modera: Luca TREMOLADA (ilSole24ore)
In collaborazione con l’Università di Bari, Facoltà di Lingue e l’Ordine dei Giornalisti della Puglia.
Turismo, cultura ed ingegno al centro del dialogo sulle nuove strategie di rilancio dell’economia e delle imprese. A Bari, giovedì 16 aprile 2009 (Castello Svevo), si terrà il Forum "Cultura, Turismo Territorio", un’occasione di confronto sui modelli di new economy nei tre settori, nell’imminenza dell’attivazione dei finanziamenti europei della programmazione 2007-13.
Un dibattito con indagini, case history ed esperienze costruite nelle città globali che hanno saputo ottimizzare i grandi eventi culturali rilanciando la propria immagine e cancellando l’opacità lasciata da schemi esclusivamente industriali.
Un confronto sugli effetti delle politiche di destagionalizzazione turistica e di scambio interculturale, catalizzatori di sviluppo civile e strumenti di reciproca conoscenza.
Regione Puglia, Teatro Pubblico Pugliese, Commissione Cultura di Confindustria e Commissione Turismo di Confindustria Puglia, insieme ad esperti e studiosi del settore ne parleranno nella sala Bona Sforza del Castello nel corso del meeting interattivo, on line anche su Facebook.
La giornata di studio si aprirà alle 9.30 per concludersi intorno alle 13.30. Tra i relatori previsti, Guido GUERZONI (Università Bocconi), autore della ricerca pubblicata nel 2008 “Effetto Festival – L’impatto economico dei festival di approfondimento culturale” nella quale vengono passate al setaccio le best practices mondiali in tema di cultura del turismo ed esaminato l’impatto economico dei meta – eventi.
Dopo i saluti del Presidente Nichi VENDOLA, il giornalista del Sole 24 Ore ed esperto di comunicazione intermediale Luca TREMOLADA, modererà la tavola rotonda alla quale parteciperanno Vittorio ANDIDERO – Presidente Commissione Turismo di Confindustria Puglia, Silvia GODELLI – Assessore regionale al Mediterraneo, Carmelo GRASSI – Presidente del Teatro Pubblico Pugliese, Alessandro LATERZA – Presidente nazionale della Commissione Cultura di Confindustria, Domenico LOMELO – Assessore regionale ai Beni Culturali e Massimo OSTILLIO – Assessore regionale al Turismo.
Interverranno: Nicola LAFORGIA – Assessore alle Culture del Comune di Bari, Ruggero MARTINES – Direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia, Silvio MASELLI – Direttore dell’Apulia Film Commission, Franco PUNZI – Presidente dell’Italiafestival e Gianfranco VIESTI – Presidente Arti (Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione).
I lavori saranno realizzati con il contributo scientifico e la collaborazione della Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia, dell’Università degli Studi di Bari – Facoltà di Lingue – e dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia.