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Il Gargano ribolle. E il merito è delle associazioni

Tutti insieme tra entusiasmi e polemiche. Obiettivo, puntare sui centri storici
Articolo a cura di Domenico Prencipe

Uno dei prossimi appuntamenti a Carpino

Dalle parole ai fatti. L’associazionismo garganico, dopo una prima fase intrisa di entusiasmo, difficoltà, e polemiche, cerca di compiere il passaggio fondamentale. Sta nascendo, insomma, un nuovo Gargano.
Gli attori che corrono di più, i principali protagonisti del cambiamento  del Gargano si incontrano: siamo al quarto appuntamento, siamo a Rignano Garganico.
Un incontro durato tre ore, denso di contenuti e di proposte.
Ma non tutte le città sono presenti, in particolare la parte più a nord del Gargano è quasi assente. Parola d’ordine: organizzarsi per coinvolgere le altre associazioni. Michele Eugenio di Carlo, dell’associazione Gargano Europa, di Vieste, frena: “Non tutte le associazioni sono attive: alcune nascono a seguito di strumentalizzazioni politiche.
Facciamo attenzione”. Segue l’intervento del Sindaco di Rigano Garganico, il quale saluta con entusiasmo il nuovo movimento: “Oggi l’unica possibilità di sviluppo per il nostro territorio è quella di unirsi per realizzare progetti competitivi da presentare in occasione dei bandi regionali – consiglia Antonio Gisolfi – Le eccessive difficoltà di bilancio per i comuni e la snervante lentezza degli stessi vi impongono di lavorare sodo”.
“Anche la Chiesa Cattolica aderisce all’associazionismo attivo del Gargano” afferma Don Nazareno Galullo, che cita una frase: “Da soli, si va veloce. Ma insieme, si va più lontano”. Primo punto all’ordine del giorno: costituzione coordinamento delle associazioni garganiche. Dopo pochi interventi, è chiaro il no, sia al documento unico, che al coordinamento, almeno fino a che non sia stata coinvolta buona parte dell’associazionismo attivo. Nasce una discussione, a tratti accesa. Angelillis, MAG di Manfedonia: “È necessario creare una sovrastruttura. Bisogna creare un coordinamento ed un portale di riferimento per tutte le associazioni”. Anche Macchia Libera approva con decisione.
Pronta la risposta da Monte Sant’Angelo: “Perché cercare altrove quello che già c’è? Perché chiederci di affrontare una fatica in più per aprire e gestire un nuovo portale?” Altre associazioni si uniscono a questa voce, e la decisione finale è  quella di utilizzare per il momento lo spazio offerto da portali come ildiariomontanaro.it e garganopress.net, che hanno già una forte notorietà e rappresentano delle realtà consolidate.
Franco Salcuni di Legambiente preme per passare al lato operativo. Viene proposto, in sostanza, di porre particolarmente l’attenzione sui centri storici delle città del Gargano.
Tema subito condiviso da tutti.
L’Argod di San Nicandro: “Uniamo i nostri talenti e mettiamoli a disposizione. Eseguiamo un monitoraggio dei centri storici, fotografando ogni particolare di essi”. La proposta è stata accolta con impeto, ma l’intervento dell’esperto Eugenio di Carlo impone una riflessione: “Dobbiamo lavorare affinché il mondo politico non debba mai più azzardarsi a trattare così il nostro territorio. Da noi è difficile prodigarsi per questo: a Vieste ho avuto più volte paura. In tante occasioni sono riuscito a bloccare degli scempi, ma non ho mai potuto cantare vittoria, spesso mi sono dovuto nascondere…”.
Entro la prossima riunione l’Arci di San Marco raccoglierà delle tabelle compilate da tutte le associazioni, per stilare una sorta di “archivio delle competenze”.
Partirà poi un lavoro suddiviso per città: fotografare i centri storici nel dettaglio, per poi decidere durante la prossima riunione il modo migliore per intervenire. Duro l’intervento di Pio Gravina, per l’associazione Cala la Sera di San Giovanni Rotondo: “Da noi la situazione è scandalosa. Il centro storico è ridotto all’osso, martoriato, quasi non esiste più. Vorremmo tanto organizzare degli eventi in quegli spazi, ma sinceramente ci vergogniamo di quello che c’è”. Si passa poi al tema eventi: “difendiamo le nostre iniziative” è il monito della Pro Loco di San Giovanni. Nasce l’idea di programmare in anticipo gli eventi più importanti delle associazioni, in modo tale da non sovrapporre le iniziative.
Ma preme anche e soprattutto il tema dello sviluppo economico e sociale. Salcuni: “Ormai più di dieci anni fa, in occasione della nascita del Parco Nazionale del Gargano, è tornata la vita. Tante persone hanno fondato cooperative, i giovani sono rimasti con la speranza di un futuro dignitoso, spinti da quest’ondata di fiducia che avrebbe potuto stravolgere l’economia del territorio.
Così non è stato: solo due cooperative sono sopravvissute, ed i giovani sono scappati al nord. In questo periodo, stiamo assistendo ad un fenomeno simile: c’è stata un’esplosione di novità e di freschezza. Associazioni, cooperative, nuove realtà nel campo dell’informazione: è nostro compito fare interagire tutte queste componenti per creare sviluppo”. “Importante da questo punto di vista – afferma Angelo Del Vecchio, Circolo Giulio Ricci– l’asse che si è creata tra Rignano, San Marco, San Giovanni e Monte, tra alcune associazioni, le quali hanno presentato alla Regione Puglia già alcuni progetti”. In chiusura, il Presidente del Museo Grotta Paglicci, lancia un messaggio di incoraggiamento: “Stiamo facendo e faremo sacrifici, ma mai diremo ai giovani di andar via. A volte ci prende lo sconforto, ma questo territorio ha bisogno di noi, non molliamo”. Una giornata piacevole e ricca di appuntamenti è stata insomma quella di domenica 19 Aprile a Rignano.
Oltre all’incontro tra le associazioni, il più piccolo comune del Gargano ha ospitato la manifestazione “Voler bene all’Italia”, giornata nazionale dei piccoli comuni, e l’evento “Terremoto Music Village”, con la band di Ciro Iannaccone per raccogliere fondi in favore delle popolazioni colpite dal sisma d’Abruzzo. L’appuntamento di Maggio, sarà probabilmente ospitato da Carpino, per la quinta giornata dell’associazionismo attivo del Gargano. L’obiettivo resta lo stesso: passare dall’ “I care” al “we do”.

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