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CARPINO IERI IL COMPLEANNO DI ANTONIO, UNO DEI CANTORI

Quelle 93 candeline sulla torta di Piccininno

Enza Moscaritolo  dalla Gazzetta del Mezzogiorno

Mette tenerezza Antonio Piccininno, questo vecchietto fragile e ossuto, ma sempre sorridente, gli occhi scavati e l’imman – cabile coppola calcata bene in testa. Ieri, uno dei componenti dei Cantori di  (insieme allo scomparso Andrea Sacco e ad Antonio Maccarone) ha festeggiato il traguardo dei novantatre anni, conservando ancora intatta la freschezza di un adolescente innamorato della vita, la schiettezza e la frugalità della sua terra e della sua storia. La fama e le tournée in giro per il mondo non lo hanno cambiato, anzi. Incanta i suoi interlocutori con le sue storie primordiali narrate in dialetto, alternato ad un po’ di italiano: ad animarlo è sempre quell’incontenibile voglia di raccontare e di raccontarsi, sul palco e fuori dal palco, senza quelle noiose pretese didascaliche e moraleggianti di chi è avanti negli anni e pretende di insegnare ai più giovani, chiosando con un semplice «Ai miei tempi si faceva così», di trasferire un bagaglio di informazioni ricco di aneddoti, di deliziose schermaglie d’amore e tecniche di corteggiamento della civiltà contadina. Ed è proprio per questo che i giovani e i ragazzi di questa generazione, che probabilmente non sanno nemmeno collocare storicamente gli eventi e le vicissitudini amorose cui Piccininno allude, lo seguono con calore e coinvolgimento. Un compleanno circondato dalle attenzioni della sua famiglia e della sua gente, della sua  che grazie a questi personaggi, già scivolati nella leggenda, è diventata sinonimo di musica popolare in Puglia e nel mondo.

Nel pomeriggio di oggi dall’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia:
Auguri affettuosissimi ad Antonio Piccininno anche da parte mia!
02/19/2009 04:13 PM
Silvia Godelli
Cogliamo l’occasione di ringraziare quanti ci hanno riempiti di messaggi d’auguri per il nostro pastorello.

Inizia la Bit 2009 : possiamo ascoltarla su Ondaradio

Una tre giorno nel cuore della capitale europea, Milano- Sandro Siena e Gaetano Simone vi porterano a spasso per la Borsa Internazionale del Turismo che si terrà come ogni anno nella zona fiera di Milano. Dalle 10,00 del mattino fino alle 16,00 tre lunghe dirette (imprevisti permettendo) con musica interviste e tavoli d’incontro sul turismo mondiale e locale del Gargano.
Per ascoltarla resta qui oppure vai su www.carpinofolkfestival.com

Il Campione Italiano 2009 del Cubo di Rubik 3x3x3 è di Cagnano Varano

Massimiliano Iovane,è questo il nome del giovane sedicenne cagnanese diventato neo campione italiano del cubo di rubik nella specialità 3x3x3.La sua storia con il "cubo" iniziò ad aprile scorso, quando suo padre,di ritorno da un viaggio di lavoro,gli comprò il famoso gioco.Testardo,Max (come lo chiamano gli amici) non si diede pace finchè ,dopo qualche giorno di intenso allenamento, riuscì a risolvere il cubo.
Da allora portò sempre con se il rompicapo e non perse un occasione per esercitarsi: durante la ricreazione tra i banchi di scuola,nel tragitto per andare a scuola (a Carpino),ormai Max era diventato un "cubodipendente".I tempi per risolvere il gioco passarono dai 10 minuti ai 5 fino ai pochi secondi (di fatto soli 13 circa).Ormai noto per la sua spiccata bravura nella attivissima community virtuale che raccoglie gli appassionati del cubo,Max decide di partecipare alla sua prima competizione ufficiale,l’Italian open 2009,svoltosi a Bergamo il 14 febbraio.Lì conosce di persona i suoi "rivali",alcuni provenienti dal Giappone,altri dall’Olanda,poi ancora cinesi,inglesi ma anche,ovviamente, un nutrito numero di italiani per un totale di circa 70 partecipanti.
Max ,mantenendo la calma,non si è fatto sopraffare dalla "tensione della prima volta" e si è distinto tra tutti piazzandosi tra i miglior tempi nelle varie categorie e diventando Campione italiano del cubo di rubik nella specialità 3x3x3 ,con il secondo miglior tempo italiano di sempre ,13,87 secondi.
Questo gioco è ancora poco diffuso in italia nonostante negli ultimi anni ,grazie ad internet,gli appassionati possono "incontrarsi",sfidarsi via videochat e scambiarsi consigli ed opinioni sulla passione che gli accomuna.Massimiliano Iovane farà parte nel team che rappresenterà l’Italia ai prossimi Mondiali del Cubo di Rubik.In bocca al lupo Max,e tieni alto il nome del Gargano!
I cubi di Max
Canale Youtube di Max Iovane
Sito web dell’Open Italian 2009 – Classifica dell’Open Italian 2009

IL SUO 93ESIMO COMPLEANNO. AUGURI!

ANTONIO PICCININNO: LA SUA EREDITA’, CONSIDERAZIONI A MARGINE

di Amedeo Trezza

Oggi è il novantatreesimo compleanno di Antonio Piccininno, auguri! La straordinaria occasione di avere tra di noi uno degli ultimi cantatori di tradizione del sud Italia non può che indurci a riflettere, ancora una volta, sul ruolo della testimonianza e sulle prospettive della musica popolare.
Questo appuntamento di compleanno è così per me diventata l’occasione per fare un punto della situazione in itinere sullo stato dell’arte nel dibattito in proposito. E così, come esattamente un anno fa richiamavo la necessità di non smettere mai d’apprendere dagli antichi cantatori e suonatori non tanto le etichette d’un mondo che non c’è più ma lo spirito di quel mondo, spirito che sotto forme diverse può restare identico nella sostanza, sia pur non nella forma, così quest’anno vorrei soffermarmi su di un altro aspetto del dibattito fra tradizione e innovazione.
Negli ultimi anni mi sembra di aver assistito a Carpino (ma comunque e per fortuna molto meno che altrove) ad una progressiva spettacolarizzazione della tarantella di Carpino e del Gargano, laddove il palcoscenico si mostrava come ribalta di una rappresentazione – a carattere ludico – quasi imprescindibile per la realizzazione delle performances artistiche. Questa forma di resa spettacolarizzante se per un verso ha il merito di ripresentare e preservare una porzione di memoria culturale dall’oblio, dall’altra ha portato ad una defunzionalizzazione dei canti carpinesi che appaiono ai più oggi come canti ludici fini a loro stessi. Non è superfluo invece ricordare che il vero contesto di realizzazione di tali pratiche sonore e canore era ben più complesso e mostrava risvolti socio-antropologici che possiamo per brevità qui individuare nella pratica di senso complessa incarnata dalla serenata d’amore ad personam (fatta non solo di sonetti e strofette ma anche – e soprattutto – dalla Canzone).
Tuttavia lo spirito dei tempi ci offre questo potente sistema di comunicazione che è la rappresentazione scenica che individua un recitante (un performante) e un pubblico che partecipa in quanto assiste, fruisce e semmai valuta la performance. È lo schema della comunicazione teatrale-televisiva che pervade anche ritmi, culture e contesti che per estrazione e vocazione erano a quel sistema (moderno consumistico) alternativi, estranei e critici. Tuttavia quello schema comunicativo prevale. Ma per fortuna non del tutto. E un notevole esempio ce lo dà proprio Antonio Piccininno il quale sa certo ben comportarsi da attore sul palcoscenico ma allo stesso tempo quando scende di lì non dismette il suo abito ma al contrario lo continua (e forse anche meglio) a vestire tra la gente, nei suoi posti abituali della piazza, nel paese, a casa sua. Il suo continuare a cantare, a darsi alla gente e agli amici a prescindere da quale spazio sociale del paese occupi in un dato momento il suo corpo la dice lunga sulla autenticità di un uomo che non ‘fa’ il cantatore ma lo è. Il suo valorizzare lo spazio urbano di Carpino al di là e al di fuori del palco e dei palchi ci suggerisce forse un modo per suggerire a noi stessi e al mondo un modo diverso e forse un po’ più motivato e organico di proporre e veicolare forme e sostanze di un patrimonio artistico di musica popolare come quello di Carpino e del Gargano.
Sarebbe bello ad esempio veder dedicata una serata allo spontaneismo in piazza e in strada nel paese, a gruppi volontari di cantatori e suonatori ‘sciolti’ catalizzare a turni non prestabiliti l’attenzione dei passanti che non saranno più classificabili come turisti-fruitori di un bene di consumo, bensì viaggiatori e produttori essi stessi di un bene immateriale.
È secondo questa logica che sarebbe veicolabile un sistema di valori basato non più sull’etica del consumo, cioè sul  prodotto offerto da consumare ad opera di chi è stato già previsto come consumatore dall’organizzazione del Festival, bensì su quello della produzione partecipata incrociata di chi viene e di chi resta, associando a forme di spettacolarizzazione significativi momenti di co-produzione spontanea, che di certo non dispiacerebbero agli anziani cantatori e suonatori di Carpino. Una dimensione partecipativa che forse risolverebbe anche le beghe di gelosie e di visibilità tra di loro poiché a tenere il banco non sarebbe più il monopolio di un palco ma ciascuno si sceglierebbe il suo palco e la sua referenza.
In questo senso sarebbe auspicabile, a mio avviso, far vedere – o far intra-vedere – tra le maglie del tempo dello spettacolo un altro tempo, quello della condivisione dall’interno e partecipata, come quella che ci suggerisce involontariamente Antonio Piccininno nella sua tensivizzazione dello spazio della piazza, dentro e fuori la piazza. Quando Antonio tante volte dice a me come ad altri, negli spazi del gazebo coperto della pro-loco, “aspettami qui, ora devo andare a cantare sul palco, poi quando finisco ritorno e riprendiamo a parlare e a cantare e suonare, non ti muovere” pare voler suggerire proprio questo.
Così, forse, si potrebbe ricominciare a rintracciare e praticare quelle precondizioni spontaneistiche che nella notte dei tempi hanno generato le più variegate e affascinanti forme di musica popolare.

Piano Territoriale Foggia, la soddisfazione e le riflessioni dal Carpino Folk Festival

Lo strumento, che individua e disciplina le potenzialità e le criticità del territorio sotto il profilo paesaggistico, ambientale, culturale, della mobilità e dei trasporti, è stato votato all’unanimità dal Consiglio della Provincia di Foggia giovedì 11 dicembre 2008, nelle sue diverse declinazioni tematiche.

In data 12 febbraio 2009 è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia l’avviso di deposito dello Schema di Piano Territoriale di Coordinamento provinciale aprendo cosi la fase di sessanta giorni di consultazione delle organizzazioni ambientaliste, socioculturali, sindacali ed economico-professionali attive nel territorio.
Per tale ragione l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival ha sentito la necessità di far sentire anche il suo punto di vista che andiamo a declinare di seguito.
Esprimiamo ampia soddisfazione, per questo importante risultato, e ci auguriamo che costituisca per la Capitanata un nuovo punto di inizio per un sviluppo ecocompatibile, capace di tutelare e valorizzare il suo grande patrimonio ambientale e culturale e risolvere i diversi problemi che affliggono diverse parti delle aree interne e costiere.

Apprezziamo il grande lavoro di monitoraggio compiuto sulle caratteristiche geomorfologiche del territorio (http://www.territorio.provincia.foggia.it).
Notevole la monografia dei beni culturali: tutte le Masserie identificate, le Poste, gli Sciali e i Casini, ed ancora le Ville e i Poderi, le Taverne e i Trabucchi, le Torri e le Fortificazioni, i Castelli, i Palazzi Signorili, le Abbazie, i Monasteri, le Chiese e le Cappelle, ma anche le Fontane, i Pozzi e i Ruderi, le Grotte (ce ne risultano molte di più) e gli Acquedotti hanno oggi uno strumento di pianificazione strategica per essere tutelati e valorizzati.

Concordiamo nell’individuazione delle lagune di Lesina e Varano come aree di intervento prioritario per la promozione di iniziative di riqualificazione.

Condividiamo tutte le criticità del sistema ambientale e quelle relative al sistema insediativo dovute alla carenza nella dotazione e nella qualità delle infrastrutture (nei giorni scorsi si faceva notare che sul Gargano non è possibile neanche organizzare dei congressi, noi aggiungiamo che non è possibile realizzare nessun evento culturale, artistico, sportivo, economico e politico di rilievo nazionale e internazionale ed è per questo che ci auguriamo che dalle azioni che scaturiranno dal Piano vi siano anche quelle volte a sostenere la realizzazione dell’Auditorium della Musica Popolare – http://www.carpinofolkfestival.com -, ribadiamo una struttura architettonica idonea alla realizzazione di ogni tipo di evento, capace di sviluppare nuove attività in grado di attrarre flussi consistenti e sostenibili di visitatori, nonché qualificare, diversificare e ampliare la filiera turistica).

Siamo pienamente d’accordo sulla necessità di specificare il termine risorsa, quando ci si riferisce alle risorse culturali, per evitare che esse vengano viste per finalità meramente economiche e quindi destinate al mero consumo senza provvedere anche alla loro conservazione, in quanto condividiamo in pieno il monito della Relazione Generale secondo la quale le risorse culturali della Capitanata e del Garganon “sono già in uno stato non buono e necessitano di politiche volte al recupero e alla fruizione”.

Ci venga però permesso di negare l’affermazione secondo la quale "il censimento dei beni culturali dà un immagine compiuta della ricchezza e della varietà del patrimonio culturale della provincia di Foggia". Non è cosi. Nel Piano è quasi completamente assente la componente immateriale di questo patrimonio, ossia non c’è nessun riferimento a "(Art. 2 della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco) le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, le abilità – come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali agli stessi associati – che le comunità, i gruppi, e in alcuni casi, gli individui, riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale. Questo patrimonio culturale immateriale, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in funzione del loro ambiente, della loro interazione con la natura e la loro storia, e dà loro un senso di identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana".
Come la stessa Relazione Generale afferma non possiamo considerare sufficiente uno sviluppo fondato esclusivamente sulle iniezioni di strade, edifici e aree produttive, dobbiamo per forza di cose tenere in considerazione anche la componente immateriale.

Probabilmente ci sono ancora molte difficoltà da superare affinché si giunga presto a conoscere, tutelare, conservare e promuovere il ricchissimo patrimonio intangibile che molti considerano appartenente solo al mondo degli appassionati e degli amatori, ma che, invece, etnologi, sociologi, antropologi, paesaggisti ed una lunga serie di altri professionisti non considerano affatto un patrimonio volatile e di inessenziale, basti pensare che ormai anche nel mondo dell’impresa e dell’economia, il vantaggio competitivo non è più rappresentato tanto dalla tecnologia in se stessa, ma dal capitale umano disponibile, dall’insieme delle competenze delle persone capaci di indirizzare e svilupparne le potenzialità.

Chiunque davanti alla redazione di un strumento di pianificazione strategica non può più non fare una seria riflessione sui temi dell’identità locale e della cultura, ma anche sulla qualità della vita dei suoi “abitanti” e pertanto non può prescindere per la Capitanata e per il Gargano da ciò che per le nostre comunità rappresenta la diversità culturale e la creatività umana che è rinchiusa nei pellegrinaggi, nelle cavalcate, nelle Feste Patronali e dei Santi, nelle Feste dei Fuochi e dei Falò, nelle Fiere e nelle Sagre, nei Cortei e nelle Giostre, nelle Corse degli Asini e dei Palii, nelle Rappresentazione, nelle Processioni e nelle Via Crucis, nei Carnevali e nelle Fanoie ed ancora nella Cultura Musicale locale, nelle Forme e nei Comportamenti, negli Stili, nei Lessici e negli Strumenti musicali, nei Musicisti e nei Cantori e in tutte le occasioni del canto.

Anche volendo solo considerare il solo aspetto della valorizzazione e quindi del turismo (ma viene da sé anche la tutela), la considerazione che ci viene da fare è quella che quando facciamo un viaggio non siamo solo incuriositi dal patrimonio ambientale, dai monumenti, dalle infrastrutture e dai servizi di mobilità, ma siamo anche e forse soprattutto desiderosi di scoprire gli uomini che ci vivono, le loro famiglie, i loro usi e i loro costumi ed anche il loro sistema dei valori, quindi anche se non vogliamo dare una specificazione a questo tipo di risorse, potremmo permetterci di non tenerne conto dal punto di vista strategico?

Può, in altre parole, un innovativo modello di sviluppo territoriale non dare un importante ruolo alla valorizzazione del patrimonio artistico-culturale?
Pensiamo di no, pensiamo che un Piano Territoriale di Coordinamento debba valorizzare i centri storici, le risorse naturali, quelle archeologiche, la mobilità e il trasporto ma anche le risorse culturali materiali ed immateriali, artistiche, etnoantropologiche, quelle artigianali, gastronomiche e delle tipicità agroalimentari e nel contempo avvalersi di prestigiose rassegne culturali ormai affermate.

Riteniamo quindi che sia necessario attivare anche una rete interculturale che tenga insieme la musica, il teatro, la danza, le tradizioni storiche ed etnoantropologiche, e favorire l’erogazione di fondi di sostegno agli operatori che si occupano della tutela e della promozione del nostro patrimonio culturale ed artistico.

Certi che questi nostri spunti siano meritevole di ulteriori riflessioni, ci auguriamo che il Piano indirizzi e coordini le azioni e i progetti dei comuni e degli altri enti locali verso una vera valorizzazione paesistica, di tutela dell’ambiente, di supporto allo sviluppo economico e all’identità culturale e sociale, di miglioramento qualitativo del sistema insediativo e infrastrutturale per accrescere il benessere delle genti della Capitanata e del nostro Gargano.

Chiesa di Sant’Anna,aggiornamenti

La chiesa di Sant’Anna,locata nel piano di Carpino a qualche centinaia di metri in linea d’aria dal benzinaio sulla superstrada è ormai in condizioni pietose.

Questa foto è stata scattata circa 2 settimane fa:  

L’architrave del portale è caduto a fine 2008,la struttura stessa potrebbe crollare da un momento all’altro.

Questa è la chiesa come si presentava del 2007 ,con l’architrave staccato ma non ancora a terra.

Perchè tutto questo deve continuare?La Chiesa era uno dei posti più importanti per i nostri antenati,li si raccoglievano per pregare durante i lavori nei campi ed ora li stiamo disonorando "fregandocene" delle sue condizioni.Carpinesi,vergognamoci!

Il Poeta di Cagnano Varano – Francesco Bocale – ci ha lasciato il giorno 15 febbraio 2009

Stimatissimo Draicchio,

ho avuto l’opportunità e la gioia di lasciarmi trasportare dalle voce e dai suoni una sera di agosto, a Carpino, in Piazza del Popolo. Voci e suoni carichi di emozioni, dei cantatori di Carpino.
Di questo devo ringranziare te e la comunità carpinese perchè avete saputo custodire e rievocare la magia e il fascino del canto garganico.
Io sono di Cagnano, ricca di passato e povera di futuro. Vivo in Lombardia da molti anni.
Quella sera non volevo andare via anche se i miei bambini erano stanchi. Mi sono lasciato trasportare dalla dolcezza di quei "vecchi" cantori.
Di ritorno a Cagnano, il mio pensiero è tornato spesso su quella magica sera carpinese e si è materializzato in alcuni "versi" che mando a te e ai cantatori in segno di ringraziamento.
Inoltre voglio offrirti il mio volumetto: "Infanzia: giorno beato" sicuro che saprai apprezzarne il contenuto e il messaggio.

Tuo, Francesco Bocale – li 30 agosto 97

BIT, TUTTO IL MONDO DEL TURISMO IN MOSTRA

Milano, 11 febbraio 2009 – Conto alla rovescia allo sprint finale per Bit 2009: la 29.ma edizione della Borsa Internazionale del Turismo si terrà al quartiere fieramilano a Rho da giovedì 19 a domenica 22 febbraio. Un’edizione che, in linea con la tradizione e la missione di Bit, sarà sempre più all’insegna della qualità e della internazionalità. Qualità dell’offerta presente e della proposta culturale; internazionalità di una panoramica mondiale che vede un ruolo di primo piano dell’estero con new entry, ritorni e presenze rafforzate di grande significato. Studiata per le esigenze del pubblico anche la logistica della manifestazione, ospitata nei padiglioni immediatamente accessibili dalla metropolitana.
I contenuti saranno il tratto distintivo anche della inaugurazione, che quest’anno evolve da cerimonia a convegno-dibattito sul tema della globalizzazione del turismo. All’incontro, che si terrà giovedì 19 febbraio alle ore 10.00 presso l’Auditorium del Centro Congressi Stella Polare, parteciperanno alti esponenti delle istituzioni e delle associazioni di categoria italiane e internazionali, con un intervento dell’on. Michela Brambilla, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega a turismo.

“Puglia, da Brand turistico a sviluppo economico”. E’il tema dell’ incontro con la stampa del Presidente della Regione, Nichi Vendola in programma venerdì 20, alle ore 12, nella sala Scorpio del Centro Congressi Stella Polare della Fiera di Milano Rho Pero – sarà l’occasione per tracciare un bilancio dei risultati ottenuti dalla Regione Puglia nel settore turistico; per fornire ai giornalisti dati concreti sugli indicatori economici che contraddistinguono il successo della Puglia in controtendenza con quanto accade in altre regioni italiane; per illustrare i progetti futuri e tutte le iniziative che caratterizzeranno la presenza dalla Regione a questa edizione della Bit.
In particolare, forte di un’offerta ricca e variegata legata agli itinerari della fede e della tradizione religiosa, la Regione Puglia presenterà il progetto “La Settimana Santa in Puglia tra fede e tradizione”, in un’ottica di valorizzazione del patrimonio culturale della regione da una parte e di destagionalizzazione dell’offerta dall’altra.
La delegazione della Capitanata e del Gargano entrerà in campo Giovedì 19 Febbraio 2009 alle ore 12.00 con la presentazione della candidatura ufficiale dell’Italia per la “World Heritage List” UNESCO – Italia Langobardorum – Centri di potere e di culto (568-774 D.C.).
Scarica il programma degli eventi di tutta la Regione Puglia.

Il materiale dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival sarà reperibile presso l’Azienda di Promozione Turistica della Provincia di Foggia e della Provincia di Bari. Inoltre la nostra manifestazione sarà tra le eccellenze di "Puglia Terra di eventi" e verrà citata anche dal Direttore di “Dove” Carlo Montanaro e da Marco Berchi Direttore di “Qui Touring” in occasione della presentazione delle loro pubblicazioni monografiche sulla Puglia che usciranno in tutte le edicole nel mese di Marzo.

Don Antonio, ultimo cantastorie di Puglia

di Raffaele Nigro
Che emozione vedere un teatro traboccare di gente per un uomo che compie novant’anni e che, accompagnato da tre giovani armati di fisarmonica e chitarre, intona canzoni dialettali brindisine. Un paese intero, San Vito dei Normanni, stretto intorno a quest’uomo ma anche a una tradizione che le appartiene tutta: quella della canzone e della musica popolare.
Cinquant’anni in Germania – Antonio d’Errico è uno degli ultimi cantastorie e ha cantato da giovane canti d’amore, villanelle e barcarole nate dalla fantasia popolare. Antonio ha trascorsi almeno cinquant’anni come operaio metalmeccanico in Germania e poi come trainante, o carrettiere – conduttore di  traini – a casa. Da Brindisi a San Vito e viceversa, oppure da Latiano a Mesagne, trasportando operai e merci: vino, olive, grano. Durante il tragitto, per strade che ancora non erano asfaltate e sulle quali le ruote traballavano, un tragitto lungo e faticoso, Antonio usava farsi compagnia con la propria voce. Altre volte portava le donne in campagna, a giornata, oppure l’acqua ai lavoranti. Sedeva ore e ore a cassetta e da qui il paese  ha tratto il nomignolo con cui oggi tutti lo conoscono, Cascetta.
Ho conosciuto Antonio e la sua voce possente come quella di un orco nella villa di Luciano Sardelli, in una delle molte contrade di San Vito dei Normanni. D’estate sull’aia di quella casa, si usava festeggiare fino a qualche anno fa, il passaggio del ferragosto, con cene ricchissime. I piatti erano quelli della tradizione: polpette con mollica e uova, melanzane ripiene, peperoni fritti e appresso, l’ira di Dio di contorni e primitivo. Roba che la mamma di Luciano preparava finquando se l’è sentita, con l’aiuto di alcune amiche. Antonio era il conduttore della serata, la colonna sonora, con «Mannaggia lu rimu», con pizziche e stornelli sanvitesi e canzoni degli anni ’20 e ’30, intonate dapprima in controcanto con la moglie Vincenza Di Viesto e poi in coro con tutti i commensali.
Malinconico o gioioso – Nonostante la voce intonata e una memoria di ferro, Antonio non ha mai accettato di fare della  passione per la canzone popolare un mestiere. Eppure, ai tempi della Germania, lo chiamavano a cantare tra i torrenti di birra e più volte ha partecipato ai festival dell’Avanti, a Brindisi tra altri cantori folk della provincia. Ancora oggi, nonostante l’età avanzata, gli piace cantare, in casa di amici, quando ci si riunisce per banchetti. Ama un repertorio appassionato, a volte malinconico, a volte giocoso: «Giovanotti belli, ci l’amori faciti, no’ sciati appressu alli femmini, ca la libertà pirditi».
Ma Cascetta apre un capitolo su un argomento poco noto, la diffusione della tradizione canora a San Vito e dintorni. Potrei azzardare che la nascita del seicentista Leonardo Leo  abbia costituito un blasone illustre per la città, che abbia convinto ai primi del ‘900 qualche barbiere ad aprire una scuola di mandolino e i principi Dentice di Frasso a sostenerli. Sta di fatto che oggi è in piedi nel paese che ha dato i natali all’italianista Vitilio Masiello un’associazione di «Amici del mandolino» e vivono ancora una diecina di vecchissimi cantastorie. Né va sottaciuto che il noto gruppo di riproposizione della musica e della canzone popolare «La Taricata» è di San Vito.
A San Vito dei Normanni – Scrive oggi Silvia Di Dio in un volumetto che accompagna il cd nel quale sono raccolte alcune canzoni interpretate da Antonio Cascetta e promosso da Lorenzo Caiolo, che fu il 1966 il primo anno  in cui la Pro loco fondata da don Antonio Chionna promosse un gruppo folk del quale facevano parte il tamburellista Luigi Panebianco, e fisarmoniche e mandolini e chitarre suonate da Peppe Rizzo, Peppe Lanzillotta e altri e con un nutrito gruppo di ballerini capeggiati da Santino D’Errico.
 Il gruppo visse per qualche anno, poi si sciolse e si rifondò dieci anni dopo come Folk Studio. Ma uno dei concerti più belli che si ebbero a San Vito fu nel 2003, quando si esibirono alla chitarra Leonardo Tamborrino, mestu Lunardu, e al mandolino Pietro Camporeale, entrambi di Carovigno, all’organetto Antonio Zurlo lu siggiaru, di Cisternino e Vincenzo Vita, maestro di mandolino. Un gruppo di musicanti tutti ultraottantenni. In quella circostanza si esibirono anche due anziani  che avevano tenuto in piedi il gruppo folk L’eco di San Vito, con Cotrina Fasano e Angelo Sabatelli, anch’essi vicini attualmente al secolo. Insomma una tradizione ricca di presenze e che andrebbe studiata almeno da una tesi di laurea.

UN’ALGA ROSSASTRA NELLA DIGA DI OCCHITO

Alga rossastra nella diga, paura per l’acqua potabile. Allertate Protezione civile e Arpa per i controlli – Potrebbe essere comparsa per l’aumento di quantità di acqua in diga o per l’inquinamento del Fortore

E’ li da un mese e mezzo fa. E da allora non si riesce ad eliminarla.

Il Consorzio di bonifica, l’ente che gestisce e controlla l’invaso ha allertato l’assessorato regionale e provinciale all’Ambiente, la Prefettura, l’Arpa, l’Acquedotto pugliese e la protezione civile.
"E’ la prima volta che vediamo comparire quella che ci è stato riferito essere il plancton rubescens – conferma il direttore del consorzio Michele D’Arcangelo – abbiamo quindi allertato gli organismi preposti al controllo della qualità delle acque. So che si stanno facendo numerose verifiche ».
Le preoccupazioni per la presenza di quest’alga sono legate al fatto che l’acqua dell’invaso di Occhito viene erogata all’acquedotto pugliese che dopo i processi di depurazione e potabilizzazione la immette nelle condotte dell’acqua potabile. «Nel mese di dicembre sono state notate nell’acqua dell’invaso alcune chiazze rossastre. Si è poi visto che erano determinate dalla presenza di alghe. Chiazze ancor oggi presenti in diga e monitorate costantemente », spiega D’Arcangelo. I
l 4 febbraio il consorzio ha informato tutti gli enti e sono scattati immediatamente i controlli, con l’invio di un campione delle alghe e dell’acqua anche l’Istituto superiore di sanità, come confermano dall’amministrazione provinciale. «Non c’è nessuna situazione preoccupante. Sono state effettuate tutte le analisi e non c’è alcun rischio una volta che l’acqua è stata depurata – assicura l’assessore provinciale all’Ambiente, Stefano Pecorella – abbiamo attivato sia l’Arpa regionale che l’Istituto superiore di sanità e i controlli comunque proseguono anche se le prime analisi ci hanno tranquillizzato ».
La diga dunque è sotto controllo visto che l’alga continua ad essere presente in più punti. «C’è stato nei giorni scorsi anche un incontro tra il presidente della Provincia e il presidente dell’Acquedotto pugliese – aggiunge Pecorella – nessun meccanismo alternativo a quello del monitoraggio costante dell’acqua è stato al momento predisposto. Quindi si può stare tranquilli ». Acquedotto, Arpa, consorzio e provincia da oltre una settimana stanno lavorando gomito a gomito per evitare qualsiasi riscchio per la popolazione, informando continuamente sia la protezione civile che la prefettura. Si sta anche cercando di capire cosa abbia potuto produrre all’improvviso la presenza di questa alga, che non si era mai vista ad Occhito, che sprigiona una tossina molto nociva se l’uomo dovesse venirne in contatto.
E’ un alga, secondo uno studio dell’istituto di sanità, che si adatta facilmente ed è anche molto resistente. Per questa ragione nonostante le analisi abbiano fornito elementi rassicuranti non si abbassa la guardia e si prosegue con i controllo. Due le ipotesi che però al momento non trovano conferme ufficiali ma che si stanno verificando. L’alga rossa potrebbe essere comparsa a causa dell’aumento vertiginoso della quantità di acqua in diga. Da una condizione di emergenza idrica si è passati nel giro di un mese e mezzo con la pioggia continua agli oltre 180 mila metri cubi di questi giorni. L’altra ipotesi è legata all’allarme che era stato lanciato dal nucleo investigativo di polizia ambientale del corpo forestale di Stato sulle condizioni ambientali critiche della discarica di Serra Pastore a San Bartolomeo in Galdo dal quale fuoriusciva percolato.
«Il notevole flusso di liquidi di percolazione fuoriusciti dal corpo della discarica, stimato in una portata di 2 litri al secondo – aveva messo in evidenza il nucleo investigativo – confluisce nel vasto reticolo idrografico del fiume Fortore che alimenta la diga di Occhito, unica fonte di approvvigionamento d’acqua potabile della provincia di Foggia». Successivamente a questo allarme, nei giorni in cui per altro pioveva molto, c’era stato un sopralluogo dei tecnici del consorzio di Bonifica.
Contemporaneamente a Benevento presso la discarica di Serre si effettuò un prelievo straordinario di percolato e si avviarono le misure di bonifica e messa in sicurezza della discarica e dell’intera area. Procedure avviate dopo il 4 febbraio. Il Consorzio di bonifica ha informato tutti gli enti Campioni di liquido inviati all’Istituto superiore di sanità D’Arcangelo : «Le prime macchie rosse le abbiamo notate a dicembre, e subito ci siamo allertati»

Antonella Caruso
da Corriere del Mezzogiorno

GROTTA PAGLICCI: E” FATTA!

In "zona Cesarini" salvi i 3 miliardi destinati alla realizzazione del Museo Virtuale di Grotta Paglicci e della Preistoria del Gargano. Lo comunicano il Parco Nazionale del Gargano e la Pubblica Amministrazione del più piccolo comune della Montagna del Sole. A giorni partiranno i lavori per l’aggiornamento strutturale e l’ammodernamento dell’ex-asilo municipale, dell’ex-chiesa del Purgatorio e della mostra-museo di Corso Giannone. Esultano dal Coordinamento Amici di Paglicci, il sodalizio che raggruppa aziende e associazioni turistiche del posto.

Sulla questione c’era stato nei giorni scorsi un incontro informale nella sede del Parco Nazionale del Gargano, alla presenza del presidente Giandiego Gatta, che aveva assicurato il "salvataggio" in extremis del doppio finanziamento. Con la spinta del Comune, delle Associazioni e dello stesso Ente Parco si è giunti a un risultato che porterà benefici all’intera popolazione rignanese e garganica, e permetterà di far conoscere alla grande massa i tesori archeologici rinvenuti a Grotta Paglicci (in foto un graffito; nella realtà è disegnato in verticale; ndr) e in altri siti preistorici importanti del Promontorio.

La ditta esecutrice dei lavori ha firmato l’atto di consegna degli stessi, mentre già tutte le attrezzature sono state acquistate dall’Ente Parco. Allo stesso modo, per concludere, sono stati incaricati i registi, i tecnici e le aziende per la realizzazione di una "multivisione" sul Paleolitico e la Preistoria del Parco Nazionale del Gargano.

A giugno la consegna dei lavori.

Angelo Del Vecchio

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