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Piano Territoriale Foggia, la soddisfazione e le riflessioni dal Carpino Folk Festival

Lo strumento, che individua e disciplina le potenzialità e le criticità del territorio sotto il profilo paesaggistico, ambientale, culturale, della mobilità e dei trasporti, è stato votato all’unanimità dal Consiglio della Provincia di Foggia giovedì 11 dicembre 2008, nelle sue diverse declinazioni tematiche.

In data 12 febbraio 2009 è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia l’avviso di deposito dello Schema di Piano Territoriale di Coordinamento provinciale aprendo cosi la fase di sessanta giorni di consultazione delle organizzazioni ambientaliste, socioculturali, sindacali ed economico-professionali attive nel territorio.
Per tale ragione l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival ha sentito la necessità di far sentire anche il suo punto di vista che andiamo a declinare di seguito.
Esprimiamo ampia soddisfazione, per questo importante risultato, e ci auguriamo che costituisca per la Capitanata un nuovo punto di inizio per un sviluppo ecocompatibile, capace di tutelare e valorizzare il suo grande patrimonio ambientale e culturale e risolvere i diversi problemi che affliggono diverse parti delle aree interne e costiere.

Apprezziamo il grande lavoro di monitoraggio compiuto sulle caratteristiche geomorfologiche del territorio (http://www.territorio.provincia.foggia.it).
Notevole la monografia dei beni culturali: tutte le Masserie identificate, le Poste, gli Sciali e i Casini, ed ancora le Ville e i Poderi, le Taverne e i Trabucchi, le Torri e le Fortificazioni, i Castelli, i Palazzi Signorili, le Abbazie, i Monasteri, le Chiese e le Cappelle, ma anche le Fontane, i Pozzi e i Ruderi, le Grotte (ce ne risultano molte di più) e gli Acquedotti hanno oggi uno strumento di pianificazione strategica per essere tutelati e valorizzati.

Concordiamo nell’individuazione delle lagune di Lesina e Varano come aree di intervento prioritario per la promozione di iniziative di riqualificazione.

Condividiamo tutte le criticità del sistema ambientale e quelle relative al sistema insediativo dovute alla carenza nella dotazione e nella qualità delle infrastrutture (nei giorni scorsi si faceva notare che sul Gargano non è possibile neanche organizzare dei congressi, noi aggiungiamo che non è possibile realizzare nessun evento culturale, artistico, sportivo, economico e politico di rilievo nazionale e internazionale ed è per questo che ci auguriamo che dalle azioni che scaturiranno dal Piano vi siano anche quelle volte a sostenere la realizzazione dell’Auditorium della Musica Popolare – http://www.carpinofolkfestival.com -, ribadiamo una struttura architettonica idonea alla realizzazione di ogni tipo di evento, capace di sviluppare nuove attività in grado di attrarre flussi consistenti e sostenibili di visitatori, nonché qualificare, diversificare e ampliare la filiera turistica).

Siamo pienamente d’accordo sulla necessità di specificare il termine risorsa, quando ci si riferisce alle risorse culturali, per evitare che esse vengano viste per finalità meramente economiche e quindi destinate al mero consumo senza provvedere anche alla loro conservazione, in quanto condividiamo in pieno il monito della Relazione Generale secondo la quale le risorse culturali della Capitanata e del Garganon “sono già in uno stato non buono e necessitano di politiche volte al recupero e alla fruizione”.

Ci venga però permesso di negare l’affermazione secondo la quale "il censimento dei beni culturali dà un immagine compiuta della ricchezza e della varietà del patrimonio culturale della provincia di Foggia". Non è cosi. Nel Piano è quasi completamente assente la componente immateriale di questo patrimonio, ossia non c’è nessun riferimento a "(Art. 2 della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco) le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, le abilità – come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali agli stessi associati – che le comunità, i gruppi, e in alcuni casi, gli individui, riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale. Questo patrimonio culturale immateriale, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in funzione del loro ambiente, della loro interazione con la natura e la loro storia, e dà loro un senso di identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana".
Come la stessa Relazione Generale afferma non possiamo considerare sufficiente uno sviluppo fondato esclusivamente sulle iniezioni di strade, edifici e aree produttive, dobbiamo per forza di cose tenere in considerazione anche la componente immateriale.

Probabilmente ci sono ancora molte difficoltà da superare affinché si giunga presto a conoscere, tutelare, conservare e promuovere il ricchissimo patrimonio intangibile che molti considerano appartenente solo al mondo degli appassionati e degli amatori, ma che, invece, etnologi, sociologi, antropologi, paesaggisti ed una lunga serie di altri professionisti non considerano affatto un patrimonio volatile e di inessenziale, basti pensare che ormai anche nel mondo dell’impresa e dell’economia, il vantaggio competitivo non è più rappresentato tanto dalla tecnologia in se stessa, ma dal capitale umano disponibile, dall’insieme delle competenze delle persone capaci di indirizzare e svilupparne le potenzialità.

Chiunque davanti alla redazione di un strumento di pianificazione strategica non può più non fare una seria riflessione sui temi dell’identità locale e della cultura, ma anche sulla qualità della vita dei suoi “abitanti” e pertanto non può prescindere per la Capitanata e per il Gargano da ciò che per le nostre comunità rappresenta la diversità culturale e la creatività umana che è rinchiusa nei pellegrinaggi, nelle cavalcate, nelle Feste Patronali e dei Santi, nelle Feste dei Fuochi e dei Falò, nelle Fiere e nelle Sagre, nei Cortei e nelle Giostre, nelle Corse degli Asini e dei Palii, nelle Rappresentazione, nelle Processioni e nelle Via Crucis, nei Carnevali e nelle Fanoie ed ancora nella Cultura Musicale locale, nelle Forme e nei Comportamenti, negli Stili, nei Lessici e negli Strumenti musicali, nei Musicisti e nei Cantori e in tutte le occasioni del canto.

Anche volendo solo considerare il solo aspetto della valorizzazione e quindi del turismo (ma viene da sé anche la tutela), la considerazione che ci viene da fare è quella che quando facciamo un viaggio non siamo solo incuriositi dal patrimonio ambientale, dai monumenti, dalle infrastrutture e dai servizi di mobilità, ma siamo anche e forse soprattutto desiderosi di scoprire gli uomini che ci vivono, le loro famiglie, i loro usi e i loro costumi ed anche il loro sistema dei valori, quindi anche se non vogliamo dare una specificazione a questo tipo di risorse, potremmo permetterci di non tenerne conto dal punto di vista strategico?

Può, in altre parole, un innovativo modello di sviluppo territoriale non dare un importante ruolo alla valorizzazione del patrimonio artistico-culturale?
Pensiamo di no, pensiamo che un Piano Territoriale di Coordinamento debba valorizzare i centri storici, le risorse naturali, quelle archeologiche, la mobilità e il trasporto ma anche le risorse culturali materiali ed immateriali, artistiche, etnoantropologiche, quelle artigianali, gastronomiche e delle tipicità agroalimentari e nel contempo avvalersi di prestigiose rassegne culturali ormai affermate.

Riteniamo quindi che sia necessario attivare anche una rete interculturale che tenga insieme la musica, il teatro, la danza, le tradizioni storiche ed etnoantropologiche, e favorire l’erogazione di fondi di sostegno agli operatori che si occupano della tutela e della promozione del nostro patrimonio culturale ed artistico.

Certi che questi nostri spunti siano meritevole di ulteriori riflessioni, ci auguriamo che il Piano indirizzi e coordini le azioni e i progetti dei comuni e degli altri enti locali verso una vera valorizzazione paesistica, di tutela dell’ambiente, di supporto allo sviluppo economico e all’identità culturale e sociale, di miglioramento qualitativo del sistema insediativo e infrastrutturale per accrescere il benessere delle genti della Capitanata e del nostro Gargano.

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