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Antonio Basile (Ufficiale)

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Carpino Folk Festival 2009,video

Grotta dei Pilastri,Rignano Garganico

La cavità  è un relitto di un ben più esteso sistema sotterraneo a cui presumibilmente apparteneva anche la vicina Grotta Paglicci. L’accesso naturale, costituito da un pozzo profondo 8 metri,è reso inagibile da una frana. A 50 metri di distanza. verso est, esiste un altro ingresso che permette di accedere, tramite un pozzetto ed un angusto cunicolo, in un modesto ambiente di crollo scavato in buona parte nel conglomerato. Un ulteriore salto di scarsa profondità  ed uno scivolo in accentuata pendenza, immettono in una superba caverna lunga circa 70 metri e scavata interamente nell’interstrato. Quest’ambiente è caratterizzato dalla presenza di numerosi gruppi stalagmitici la cui suggestiva bellezza ha suggerito il nome della grotta. Non mancano inoltre grosse stalattiti, drappi, meduse e concrezioni eccentriche che conferiscono all’insieme una coreografia originalissima ed irripetibile.Purtroppo anche questa cavità  a causa del suo facile accesso èstata ed è tutt’ora oggetto di continui atti di vandalismo. Innumerevoli scritte sulle pareti, concrezioni asportate o irrimediabilmente deturpate e persino profonde buche scavate alla ricerca di un fantomatico quanto improbabile tesoro, testimoniano lo stato di degrado in cui versa la grotta e l’impellente necessità  di regolarne l’accesso tramite un robusto cancello.

Da Guida alla speleologia del Gargano di Carlo Fusilli e Paolo Giuliani.

Clicca qui per vedere altre foto della grotta (foto di Domenico S. Antonacci scattate in occasione della visita alla grotta da parte Gruppo Argod)

Sagra dell’Olio extravergine di oliva e delle Fave di Carpino

Mostra fotografica di Nazario Cruciano

Teresa De Sio rende omaggio al cantore scomparso

Il Carpino folk festival si chiude oggi con un omaggio ad Antonio Maccarone, il cantore scomparso esattamente un mese fa. Sarà il suo gruppo di amici cantori insieme a Teresa de Sio e a Giovanni Mauriello a trasformare il concerto finale del Carpino Folk Festival in un tributo al cantore più ribelle che da sempre suonava la chitarra francese e fra i tre stili tipici di Carpino preferiva indubbiamente la muntanara, la tarantella in tonalità minore. La serata prevede da prima lo spettacolo di Giovanni Mauriello «Da Parthenope a Medina» e a seguire «Sacco e Fuoco» di Teresa de Sio. Poi tutti insieme sul palco di piazza del Popolo a chiudere il festival come da tradizione con i Cantori di Carpino in formazione ampliata e con uno spettacolo tutto speciale preparato ad hoc per il pubblico del Carpino Folk Festival ed in onore di Antonio Maccarone.
Nel corso della serata verranno premiati i vincitori del concorso fotografico «Premio Rocco Draicchio».

Gazzetta di Foggia — 08 agosto 2009 pagina 16

CARPINO FOLK FESTIVAL: ARRIVEDERCI AL 2010

Il festival della musica popolare e delle sue contaminazione nella serata conclusiva della 14.ma edizione e a un mese esatto dalla sua scomparsa rende omaggio ad Antonio Maccarone. Sarà il suo gruppo di amici cantori insieme a Teresa de Sio e Giovanni Mauriello a trasformare il concerto finale del Carpino Folk Festival in un tributo al cantore più ribelle che da sempre suonava la chitarra francese e fra i tre stili tipici di Carpino preferiva indubbiamente la muntanara, la tarantella in tonalità minore.

La storia pubblica dei Cantori di Carpino comincia negli anni Cinquanta. Nel 1954, per la precisione, quando un giovane ricercatore americano, Alan Lomax accompagnato da Diego Carpitella, parte dalla Sicilia per un viaggio alla scoperta dell’Italia sonora. Dal luglio 1954 al gennaio 1955 raccolgono circa 8mila documenti. Si fermano anche a Carpino, il 23 e 24 agosto, ponendo il primo mattone per la salvaguardia della tarantella del Gargano e dei Cantori di Carpino. Successivamente grazie allo stesso Carpitella, ma soprattutto a Roberto Leydi, i Cantori parteciperanno, al Teatro Lirico di Milano, nel marzo 1967, allo spettacolo "Sentite Buona Gente".

Da allora, da Carpino sono passati in tanti, artisti e ricercatori. Giovanna Marini, Francesco Nasuti, Carlo d’Angiò, Robert Fix, Pino Gala, Enrico Noviello, Salvatore Villani, Ettore de Carolis, Eugenio Bennato e Carlo d’Angiò. Roberto De Simone, con la Nuova compagnia di canto popolare, sarà il primo a riproporre, nel 1972, le tarantelle carpinesi proprio grazie alla collaborazione con Teresa De Sio e Giovanni Mauriello.

La serata di chiusura dell’8 agosto prevede dapprima lo spettacolo di Giovanni Mauriello, “Da Parthenope a Medina”, e a seguire “Sacco e Fuoco” di Teresa de Sio. Poi tutti insieme sul palco di Piazza del Popolo a chiudere il festival come da tradizione coi Cantori di Carpino in formazione ampliata e uno spettacolo tutto speciale preparato ad hoc per il pubblico del Carpino Folk Festival in onore di Antonio Maccarone.

Nel corso della serata, trasmessa in diretta da Telenorba in tutta la Puglia, la Basilicata, il Molise e parte di Calabria e Campania, verranno premiati i vincitori del Concorso Fotografico – Premio Rocco Draicchio edizione 2008.

CARPINO UNA GRANDE PRODUZIONE CON IL CONSERVATORIO

Il festival folk rende omaggio a De Andrè

Gazzetta del Mezzogiorno — 07 agosto 2009   pagina 16   sezione: Foggia

Il festival della musica popolare e delle sue contaminazione rende omaggio oggi a Fabrizio de Andrè. «Quello a Fabrizio de Andrè – spiegano gli organizzatori – sarà l’omaggio più grande mai organizzato nel Sud Italia, mai eseguito su un palco e in una piazza, mai tanto maestoso in termini numerici».
In tutto una sessantina di elementi, saliranno sul palco di piazza del Popolo, tra gli artisti del team di David Riondino, la banda del conservatorio «Umberto Giordano» di Rodi Garganico e il coro polifonico «Stefano Manduzio» di San Nicandro Garganico.
L’impegno e la complessità delle prove orchestrali che da due mesi si stanno svolgendo presso il conservatorio di Rodi Garganico ne fanno sicuramente la più imponente produzione artistica del Carpino Folk Festival.
Dopo il tributo a De André gli omaggi di Rita Botto alla Sicilia e alla più grande cantante folk Rosa Balistreri, ma non mancheranno brani di autori più contemporanei, come quelli di Franco Battiato. Da giorni si parla sempre più insistentemente di un omaggio speciale anche al nostro più grande artista pugliese Domenico Modugno. Accompagnerà Rita Botto uno dei più grandi interpreti jazz della scena italiana, il foggiano Teo Ciavarella che per la seconda sera consecutiva sale sul palco del Carpino Folk Festival. In chiusura il tributo speciale di «Rosapaeda» a Miriam Makeba, la voce dell’Africa scomparsa la scorsa estate, e a Roberto Murolo, delicato e attento interprete della grande tradizione musicale partenopea. Domani gran finale con, tra gli altri, Teresa De Sio.

gazzettadelmezzogiorno.it

6 Agosto – Guglielmo Pagnozzi e Voodoo Sound Club feat Collettivo Musicale Carpinese,special guest Teo Ciavarella

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6 Agosto – Guglielmo Pagnozzi e Voodoo Sound Club feat Collettivo Musicale Carpinese,special guest Teo Ciavarella

L’OMAGGIO DEL SUD DELL’ITALIA A 10 ANNI DALLA SCOMPARSA DI FABRIZIO DE ANDRÉ

DAVID RIONDINO in La Buona Novella di Fabrizio De’André al CARPINO FOLK FESTIVAL domani 7 agosto

Spettacolo Unico – Produzione CFF

Con la straordinaria partecipazione della Banda del Conservatorio Statale di Musica “Umberto Giordano” di Rodi Garganico diretta da Giuseppe Spagnoli e del Coro Polifonico “Stefano Manduzio” di Sannicandro Garganico diretto da Costanza Manduzio

ideato e diretto da David Riondino

La buona novella, una delle più importanti raccolte di racconti in versi di Fabrizio De Andrè, uscita nel 1970, rielaborata e interpretata per una banda, due voci, con un interprete d’eccezione come David Riondino. Un omaggio al De Andrè rivoluzionario alle prese con un tema religioso tratto dai Vangeli Apocrifi, gesto che al tempo fu oggetto di polemiche violente. Il progetto è dell’attore, comico e cantautore David Riondino, voce recitante sulle note dell’album riprodotto dalla Banda e la Corale del Conservatorio Statale di Musica Umberto Giordano di Rodi Garganico ed eseguito dalla voce solista di Chiara Riondino. L’elaborazione della partitura musicale è stata affidata a Marco Pontini. Il progetto è stato ideato da David Riondino con la collaborazione di Fabio Battistelli.

La Buona Novella è il capolavoro di De Andrè, composto nel pieno della contestazione studentesca e operaia, del fermento politico, della lotta di classe. L’album leggendario, dove si condensano straordinariamente sacro e profano, dove si ritrova la già (de)cantata elegia degli umili e si sferzano con durezza e asprezza gli abusi del potere, dove coesistono amore e odio, e soprattutto dove viene sì riletta la figura del Cristo, uomo puro mandato a morire da una società borghese, ma dove trova spazio la figura di Maria, non più Madonna, ma semplicemente donna. Un’opera musicale che è in realtà poesia pura, dimostrazione palese del genio di De Andrè.

Rende omaggio al noto cantautore, con uno spettacolo in cui canta e diviene voce recitante David Riondino, toscano, classe 1953, artisticamente nato con la generazione dei cantautori degli anni Settanta: con canzoni come La canzone dei piedi e Ci ho un rapporto. Giovanissimo ha debuttato al teatro Zelig di Milano e da allora ha esplorato quasi tutte le forme di comunicazione. Sfuggito grazie alla sua poliedricità ai più comuni cliché artistici, definisce l’intellettuale “una persona fisica, che comunica, che partecipa, che sa trasformare la sua esperienza in qualcosa che serva anche agli altri, che non trasforma il sapere in potere, che ha un’idea sentimentale del comunicare” ed è alla ricerca di un nuovo linguaggio, “la perfetta commistione tra musica, scrittura e disegno”.

Più che resoconti storici e obiettivi, i Vangeli Apocrifi rappresentano una raccolta di leggende che umanizzano i personaggi principali sottolineandone pregi e difetti, fino alla demistificazione, accentuando l’elemento del dettaglio e del miracolo per soddisfare la curiosità popolare; diffondendosi fino a influenzare profondamente i costumi, le feste e le tradizioni. De Andrè dedica ai Vangeli Apocrifi un intero album, La Buona Novella. Interessato da sempre alle vicende dei deboli e degli emarginati, il grande cantautore genovese attinge alle leggende popolari per ritrovarvi temi a lui cari come lo scetticismo, l’ipocrisia, la speranza, la giustizia del messaggio cristiano e l’ingiustizia spesso praticata dalla Chiesa.

David Riondino         voce recitante
Chiara Riondino         voce solista
Fabio Battistelli         clarinetto
Angelo Lazzeri         chitarra
Alessandro Giachero     pianoforte
Milco Merloni             contrabbasso
Mauro Giorgeschi         batteria

Banda del Conservatorio Statale di Musica Umberto Giordano di Rodi Garganico
Direttore: Giuseppe Spagnoli
Antonio Pizzarelli        Clarinetto
Mario Manicone        Clarinetto
Michele Augelli        Clarinetto Basso
Antonio Falco            Oboe
Teresa Salvemini        Ottavino
Antonio Montecalvo        Flauto
Pasquale Manobianco    Sax Contralto
Rocco Iocolo            Sax Soprano
Antonio d’Avolio        Sax Tenore
Vincenzo Limosani        Sax Baritono
Miki Paolino            Sax Tenore
Giovanni Calmieri        Corno
Giuseppe Cutaneo        Corno
Luigi Cicchetti            Tromba
Angelo Voto            Tromba
Michele Maiorano        Trombone
Michele Manicone        Eufonio Baritono
Giuseppe Cutaneo        Basso Tuba
Emanuel Castelluccia    Percussioni
Elio Spagnoli            Percussioni
Michele Paolino        Timpani

Coro Polifonico “Stefano Manduzio” di Sannicandro garganico
Direttore: Costanza Manduzio
BASSI:
Michele Di Leo
Rocco Di Sipio
Nazario Gualano
Giuseppe Locci
Nazario Pertosa
Michele Vocino

TENORI:
Michele Cipriani
Domenico Cirelli
Angelo Frumenzio
Costantino La Piscopia
Ciro Maccarone
Matteo Rago
Antonio Ruggeri

CONTRALTI:
Grazia Cipriani
Adele Della Torre
Emilia Iannacone
Nunzia Magliari
Jennifer Ricciotti
Gelsomina Sfirra
Grazia Vetritto
Costanza Vocino

SOPRANI:
Rosa Franco
Costanza Giagnorio
Gina Giagnorio
Rosella Massaro
Rachele Ruggeri
Claudia Ruscitto

COLLABORAZIONE PIANISTICA:
Federico Russo
Rosa Ramone

Nel cuore delle tarantelle con De Sio e Riondino

Carpino Folk Festival

Nel cuore delle tarantelle con De Sio e Riondino

TERESA De Sio, Simone Cristicchi e David Riondino racconteranno la musica popolare al Carpino Folk Festival. Questa quattordicesima edizione, ha come ambizioso obiettivo "la promozione di un mondo armonioso": stasera, infatti, a Largo San Nicola ore 21,30 si percorre "Un viaggio nella terra della chitarra battente". Con centocinquanta musicisti, tre laboratori didattici e una settimana di concerti completamente gratuiti, la manifestazione si conferma evento unico, secondo solo alla "Notte della Taranta". Oltre a serenate, tarantelle e danze anche una mostra mercato degli strumenti musicali a cura dei costruttori garganici. Questo itinerario immaginario vuole riscoprire la tradizione agro pastorale, tramandata oralmente, e in parte ancora sconosciuta, di cui la musica è filo conduttore ed espressione massima. Segue "La notte di chi ruba donne", quella in cui a Carpino si va per il paese a "fare innamorare le donne alla finestra". I Cantori di Carpino, Petro´ Mmia e Rareca Antica riscoprono i luoghi del Gargano al ritmo di musiche lontane, creando un ponte ininterrotto tra passato e presente. Sarà Simone Cristicchi, poi, accompagnato da "Il coro dei minatori di Santa Fiora" ad aprire il 6 agosto in piazza del Popolo una serie di concerti che hanno come tema principale la contaminazione musicale tra le diverse tradizioni popolari d´Italia. Cristicchi si inventa "minatore" maremmano reinterpretando i canti di un mondo buio e dimenticato. "Si tratta di mantenere viva una memoria – spiega il direttore artistico del festival Luciano Castelluccia – e il festival vuole quest´anno partire con uno spettacolo legato alla Maremma e alle sue tradizioni". Ancora, David Riondino che, venerdì 7 agosto si esibisce con la partecipazione della Banda del Conservatorio statale di musica "Umberto Giordano" di Rodi Garganico e del coro polifonico "Stefano Manduzio" di Sannicandro Garganico con un omaggio alla "Buona Novella" di Fabrizio De´André. Durante la stessa serata anche Rosapaeda in un tributo a Miriam Makeba e Roberto Murolo. La brigantessa della musica italiana Teresa De Sio firmerà, infine, sabato 8 agosto la chiusura del festival. La cantautrice napoletana, preceduta da Giovanni Mauriello e I cantori di Carpino, presenterà "Sacco e fuoco", sua ultima fatica. Il concerto, nato da una costola del precedente lavoro "A sud a sud!", unisce musica tradizionale e nuove sonorità. La De Sio ha deciso di dedicare la sua esibizione, a un mese esatto dalla scomparsa, ad Antonio Maccarone, storico interprete della musica popolare e suonatore di nacchere e chitarre battenti. L´ottantanovenne musicista, completamente sordo da un orecchio e ceco, era memoria viva di un repertorio di tradizione orale imponente. – GIULIA FALZEA

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