La presenza ormai accertata sui monti della Daunia e del Gargano, ma sempre, comunque, ai limiti della sopravvivenza, del Lupo in Provincia di Foggia (14-18 Lupi su una popolazione italiana di 400-500), va considerata come una risorsa, una ricchezza in più, la testimonianza dell’elevato indice di naturalità dell’intero comprensorio e del buono stato di conservazione del patrimonio boschivo, che le popolazioni locali hanno saputo conservare e preservare nel tempo.
Sottraendolo all’antropizzazione selvaggia e al degrado. Da dove nasce, quindi la loro cattiva fama? Forse dal fatto che si tratta di animali elusivi, enigmatici e intelligenti, come l’homo sapiens, cacciatori sociali, comunitari, gerarchici e, perciò competitori, per di più irriducibili a schiavitù. Il Lupo, come è noto, è il più grande predatore europeo, di solito preda animali selvatici di piccola e media taglia, arrivando persino ad aggredire cinghiali giovani o con qualche difficoltà, raramente, però, e solo in alcuni periodi dell’anno, preda animali domestici, soprattutto ovini. La mancanza di animali selvatici in una determinata area durante il periodo dello svezzamento dei piccoli, induce i Lupi adulti ad aggredire occasionalmente bestiame domestico, causando inevitabilmente dei danni agli allevatori. A questo proposito, a seguito di un accordo tra Regione, Provincia ed ASL, si è stabilita una procedura per il risarcimento dei danni, che la Regione riconosce ed indennizza.
La procedura prevede che l’allevatore, il quale ha subito danni da Lupo o presunto Lupo, deve, nel più breve tempo possibile, contattare un Veterinario dell’ASL competente sul quel territorio, il quale deve recarsi sul posto e stilare un verbale sulle cause della morte degli animali, riportando il numero e la matricola degli animali morti. Il verbale, così compilato, deve essere consegnato all’Ufficio Caccia e Pesca della Provincia di Foggia, che insieme alla richiesta di indennizzo, redatta su apposito modulo dall’allevatore, verrà spedita agli Uffici competenti della Regione Puglia.
Le informazioni sulla procedura di indennizzo sui danni da Lupo sono disponibili presso la sede dell’Ufficio Caccia e Pesca della Provincia di Foggia, in Via Telesforo, 25, oppure contattando i seguenti numeri telefonici:
0881-791765 Domenico Guerra responsabile dell’Osservatorio Faunistico Provinciale
338-7274916 Michele Zullo Ossrvatoio Faunistico Provinciale
335-7128380 Luigi Paciello vice Com.te Polizia Provinciale
Saranno presenti anche Nichi Vendola e Elena Gentile.
L’ex Consorzio Agrario di Apricena dal 5 dicembre 2009 si chiamerà “Casa Matteo Salvatore”. Alla Cerimonia di inaugurazione (inizio ore 17, viale Di Vittorio) saranno presenti anche il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, Elena Gentile, Assessore regionale al Welfare, e il Consigliere regionale Dino Marino. A fare gli onori di casa l’Amministrazione Comunale di Apricena, con in testa il Sindaco Vito Zuccarino. «Non solo un omaggio dovuto – dichiara il primo cittadino – ad un artista simbolo della storia del nostro Mezzogiorno ma anche la costruzione attorno alla figura e il sempre vivo messaggio di Matteo Salvatore di un centro di rinnovato interesse verso i bisogni, i problemi, le aspettative e l’interpretazione creativa dei nostri giovani e del nostro futuro».
Amministratori locali, provinciali e regionali, esponenti della Chiesa, delle Associazioni e del mondo scolastico: tutti insieme per omaggiare il “folk singer” di Apricena. Un programma (vedi allegato) con momenti culturali e artistici che prevede il concerto omaggio a Matteo Salvatore “Note di musica popolare”: trio Rino Zurzolo, Ciccio Merolla, voce e chitarra Enzo Gragnaniello.
«“Casa Matteo Salvatore” – spiega Tommaso Pasqua, Assessore alle Politiche Sociali – sarà luogo di incontro e socializzazione per i giovani della città. Abbiamo abbinato, la tradizione culturale con le note di Matteo Salvatore, con i linguaggi moderni dei giovani. Abbiamo creato un contenitore ricco di contenuti in un discorso di continuità con il messaggio e l’arte del cantastorie apricenese ormai divenuto punto di riferimento per la musica popolare nazionale».
La vita di Matteo Salvatore nelle parole di Concetta Pennelli, Assessore alla Cultura. «Ricordare Matteo Salvatore – commenta l’amministratore – e diffondere l’eccezionalità del suo itinerario artistico tra i giovani è, per l’Amministrazione Comunale, un atto dovuto di gratitudine. Sfruttando le potenzialità espressive del dialetto, accompagnandosi con la chitarra, ha reso il suo canto accorata poesia e con tratti drammatici o velati di sottile ironia, ha saputo interpretare e narrare senza ombra d’ipocrisia e tracce di retorica, la vita della gente del Sud con cui ha condiviso il dramma della povertà, la disperata volontà di sopravvivere, di non perdere dignità ed orgoglio anche quando ogni tentativo di approdo per affermare i propri diritti era destinato a risolversi in una comprensione rifiutata in nome dell’egoismo e dell’indifferenza. Quanto Matteo Salvatore ha saputo darci è un contenitore culturale che racchiude un microcosmo da conoscere perché ricco di messaggi utili a determinare momenti di riflessione su quella catena umana costretta a vivere una vita di stenti che, oggi come ieri, continua ad essere portatrice di interrogativi ed attese che non trovano risposte».
"Soluzione di equilibrio politico ed esperienza amministrativa"
Lo stallo politico e amministrativo che contraddistingue negativamente la Comunità Montana del Gargano, ormai da troppo tempo, impone a noi tutti sindaci del territorio una piena ed operativa assunzione di responsabilità. Perchè a noi più che ad altri è noto quale valore aggiunto possa garantire la piena funzionalità dell’organismo di rappresentanza degli interessi complessivi del ‘sistema Gargano’. Tanto più nella delicata e decisiva fase attuale di programmazione delle progettualità che ci consentiranno di attingere, autonomamente ed all’interno della pianificazione strategica di area vasta ‘Capitanata 2020′, alle risorse stanziate dall’Unione Europea e rese disponibili dalla Regione Puglia. Investire nella qualità condivisa del governo della Comunità Montana, inoltre, consente a di attivare un luogo istituzionale politicamente neutro in cui a prevalere siano esclusivamente gli interessi generali del territorio e non quelli particolari del singolo Comune. Infine, avvertiamo il dovere di sollecitare la ricerca di un accordo che scongiuri l’ipotesi del commissariamento dell’Ente, poichè il superamento delle difficoltà attuali e la programmazione di misure di sviluppo sociale ed economiche per il futuro non troverebbero risposte adeguate nella neutralità tecnica del governo.
Con queste premesse, avanziamo pubblicamente la proposta di candidare Matteo Cannerozzi De Grazia alla guida della Comunità Montana del Gargano; individuando nella sua figura un punto di equilibrio politico e l’opportunità di mettere a disposizione del territorio la sua esperienza amministrativa. Su questa ipotesi ci auguriamo possa aprirsi un dibattito scevro da pregiudizi di carattere politico e aperto al confronto su temi e programmi da mettere, con urgenza, all’ordine del giorno dell’attività della Comunità Montana del Gargano.
«Favole pugliesi» dalla A alla Z
Ponte per la memoria
di ENRICA SIMONETTI
«Tutti i grandi sono stati bambini una volta (ma pochi di essi se ne ricordano)», diceva Antoine de Saint Exupéry. Affermazione in parte vera, ma se consideriamo il mondo delle favole, queste costituiscono sicuramente il «ponte» della memoria, quello che ci permette di viaggiare nel tempo senza alcuna dimensione del tempo. Nate forse in Oriente, diffuse nel mondo da milioni e milioni di storie orali, le fiabe e le favole (le prime popolate di fate, orchi e giganti; le seconde abitate invece dagli animali) sono sopravvissute non solo alle generazioni ma anche ai confini geografici. Spaziano tra foreste nordiche e masserie mediterranee; convivono con popoli ricchi e viziati e con la povertà; si nutrono di tradizioni popolari, di detti e proverbi figli del folklore.
Un universo popolare che sembra senza limiti. Una barriera però esiste ed è quella del ricordo: un po’ come nella canzone popolare, ci sono testi capaci di sopravvivere all’oblìo e altri, invece, destinati a scomparire. Forse è stata questa la spinta che ha portato il giornalista Manlio Triggiani a compiere una vasta ricerca nei testi perduti e mai più ristampati, nelle tradizioni orali e nei riti antichi, al fine di recuperare i racconti della nostra terra: dal lungo lavoro è nato il volume Favole pugliesi (Progedit, pp. 175, euro 18), con prefazione di Raffaele Nigro e illustrazioni di Clara De Cristo, Silvano Pica, Renata Salvemini.
Sessanta favole con altrettanti modi di vedere la nostra storia, perché ciascun racconto porta con sé un pizzico di saggezza popolare o di visione familiare e sociale del suo tempo. Manlio Triggiani ha raccolto tutto questo materiale «made in Puglia » rieditando ciò che sembrava introvabile e spiegando nell’intro – duzione la convinzione di quanto il mito (citando Mircea Eliade) faccia parte delle nostre origini, del nostro vagare nel tempo. Sì, perché le fiabe – nonostante il loro dipanarsi in un mondo impossibile e fantastico – hanno in realtà una grande connotazione quotidiana e anche quando descrivono fate o cavalieri, topi e suocere, parlano soltanto di noi.
illustrazione librodi favole di ManlioOgni fiaba è stata catalogata secondo un ordine alfabetico guidato dal principio che esse «reclamizzano»: dalla A alla Z, partendo da «accortezza» (con la storia del grano e del massaio), si finisce a «zizzania», leggendo la vicenda dei cani che odiano i gatti e dei gatti che odiano i topi. E tra creature incredibilmente lontane da noi, si percorrono molti dei nostri sentimenti, volando dalla benevolenza all’ingratitudine, dalla paura alla sincerità. La prima scoperta che questa ricerca porta al pubblico è che le fiabe e favole pugliesi sono tante, tantissime e che hanno in se stesse la spiegazione di non pochi proverbi arrivati dai tempi antichi ai giorni nostri. Ecco la madre che copre le magagne dei figli, facendoli crescere in ogni agio ed eccovi l’af fermazione che «mazze e panelle fanno i figli belli»; o, ancora, nella favola «I tre consigli» ritroviamo detti popolari sempre validi, come l’universale affermazione: «Chi lascia la via vecchia e prende la nuova, sa ciò che lascia, e non sa ciò che trova».
Famiglie e invidie, gelosia e unione. Tutto è nelle favole, compresa la nostra voglia di immaginazione, il volo fantastico della mente e la sua concreta ricaduta per terra. Un librarsi e ripiombare nella realtà che accomuna tutte le fiabe e le favole, da quelle del grande Esopo ai più recenti La Fontaine, Grimm, Andersen e tanti altri. È bello fare un parallelo tra la favolistica classica di questi autori conosciuti in tutto il mondo e le favole pugliesi, alcune a noi note, altre – ritrovate in questo volume – completamente dimentic ate. Raffaele Nigro nella sua prefazione nota anche l’atte ggiamento degli animali delle favole pugliesi, qui meno aggressivi e mostruosi che nei racconti fantastici nordici. Uno stile che è il riflesso letterario e culturale di mondi diversi probabilmente, ma accomunati dalla semplicità che anima tutte le fiabe: portatrici di saggezza, destinate a chiudersi con un lieto fine e ambientate nella natura.
Se Nigro teme che il mondo di oggi, imbarbarito e inebetito dalla tv, sia meno prolifico di fantasia; se l’autore Triggiani si chiede quanta utilità abbia il risvegliare dalla sonnolenza questo mondo antico e popolare, la spiegazione c’è e si trova nelle ultime pagine del volume: due fogli non scritti e lasciati con il titolo «La mia favola», un suggerimento, uno stimolo a creare nuovi ponti per la nostra fantasia.
Voci insistenti danno per certo un avvicendamento nella compagine governativa del Comune di Carpino.
Pare che le dimissioni di uno dei componenti della Giunta stiano mettendo in atto tutta una serie di avvicendamenti nelle cariche e deleghe distribuite a ridosso delle elezioni amministrative del 28-29 Maggio 2007.
Pare certa la promozione ad assessore del consigliere Rocco Vivoli che cederebbe cosi la delega alla cultura.
Stante cosi le cose si apre di fatto il totonomine per la delega alla Cultura.
Possiamo giocare anche noi a identificare un possibile identikit?
Cosa dovrebbe avere e sapere un delegato alla Cultura del Comune di Carpino?
Ma neanche il tempo per aprire i giochi e per consentirmi di proporre Antonio Piccininno che subito arriva la notizia che ci sarebbe già un papabile:
Rocco Pio Giambattista
Data di Nascita: 14/06/1980 – luogo: San Giovanni Rotondo
Data Elezione: 27/05/2007 (nomina: 12/06/2007)
Partito: Lista Civica
Categoria Professionale: Esercente Negozio di Ferramenta
Titolo di Studio: Licenza di Scuola Media Superiore
Per saperne di più: http://www.facebook.com/carpinonews
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di Giovanni Vacca
La nostalgia non è il parametro migliore per giudicare i fatti della vita, specialmente in musica, l’arte più capace di fissare i ricordi associandoli ad essa.
Evitando dunque la trappola della nostalgia si può però ricordare, e cercare una spiegazione, quando si è avuta la fortuna di vivere una stagione particolarmente felice sotto il profilo creativo per vederla poi inevitabilmente finire.[….]
Gli anni ’80 avevano segnato in Italia la fine della canzone politica e della riscoperta della musica popolare:il riflusso, l’elettronica, il postmoderno, sembravano aver innescato una tendenza irreversibile. I primi anni ’90 invertirono questo percorso: il crollo dei paesi socialisti, la prima guerra del golfo, la costituzione di organismi di controllo sovranazionale e i primordi di Internet avviarono quella globalizzazione che altro non fu che un meccanismo di più stretta integrazione dei mercati e di simultaneità degli eventi che riunì in un rinnovato “villaggio globale”, e nel segno del dominio americano, un pianeta che aveva vissuto per 50 anni in blocchi contrapposti. Non furono poche le reazioni di spaesamento e di ruvida ridefinizione identitaria, ma ci fu anche un’entusiasmante crescita di velocità nella circolazione del flusso delle informazioni, delle immagini, dei suoni.
La rivoluzione musicale italiana partì da quei centri sociali occupati autogestiti (csoa) tuttora attivi ma che all’epoca ebbero un vero e proprio boom […]
Il modello furono le posse del rap, del dub e del raggamuffin e i suoni non più quelli del rock o quelli dei folk singer ma quelli dei generi periferici, le musiche e i balli dei ghetti neri americani, delle comunità giamaicane dell’Inghilterra con i loro sound system e, miracolo, delle tradizioni popolari italiane, riportate a un insperato secondo revival. Il fenomeno partì in contemporanea da varie città e un elemento caratteristico ne fu la riscoperta dei dialetti, prima poco diffusi (a parte la scena napoletana). Il dialetto simboleggiava, da un lato, una reazione alla temuta omologazione che la globalizzazione avrebbe potuto portare, dall’altro l’emergere di una sensibilità neocomunitaria, che assumeva di nuovo le “radici” folkloriche non come alternativa ma come complemento ai nuovi mezzi elettronici […]
Da quell’onda lunga sarebbe poi discesa l’attenzione verso anziani esecutori di musica tradizionale, con il rilancio di figure storiche della canzone popolare pugliese (Matteo Salvatore, Uccio Aloisi, Andrea Sacco) che all’improvviso si ritrovarono a suonare in concerti pieni di giovani, come era accaduto ai vecchi bluesman americani al festival di Newport negli anni ’60. Tutto ciò cambiò improvvisamente molte cose: vedere i concerti dei gruppi di maggior successo costava cinquemila lire ( in confronto alle improponibili cifre che venivano richieste negli stadi per assistere alle esibizioni di divi della canzone e del rock lontani ed inavvicinabili), mentre la televisione e la stampa cominciarono a dedicare spazi sempre più ampi al nuovo trend. […]
liberamente trascritto da Rocco D’Antuono
fonte "Alias" N.47 – 28 Nov 2009
A pochi giorni dalla costituzione del Comitato Civico "Navi affondate a largo del Gargano" spunta il nome del futuro presidente del Comitato. E’ Michele Eugenio di Carlo, garganico di Vieste, docente e grande personalità dell’Associazionismo Attivo del Gargano da sempre impegnata nella tutela del patrimonio ambientale garganico e non solo.
In questi giorni il consenso intorno al "padre dell’ambientalismo garganico", come qualcuno lo definisce, è cresciuto notevolmente nell’ambito associativo, ma soprattutto nell’ambito politico nazionale e regionale, per ricoprire questa prestigiosa carica.
Oggi la conferma: diCarlo sarà il presidente del Comitato Civico "Navi affondate a largo del Gargano", un comitato che, lo ricordiamo, nasce a seguito del Convegno organizzato il 28 Ottobre a San Nicandro Garganico a cui hanno partecipato, oltre allo stesso diCarlo (moderatore), l’assessore regionale Minervini e il giornalista Gianni Lannes, autore dell’inchiesta "madre" che ha portato agli occhi di tutti una situazione preoccupante anche per la salute pubblica dei cittadini garganici.
Un comitato che si pone ambiziosi (per il Gargano) obbiettivi come la sensibilizzazione della popolazione, ma soprattutto la creazione di un canale diretto con le istituzioni locali, finora chiuse in uno sconcertante "non vedo, non sento, non parlo". Buona fortuna presidente!
Giuseppe Bruno

Pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 190 del 26 novembre 2009 l’Avviso pubblico per la selezione di progetti di sostegno alla commercializzazione e alla vendita dei prodotti biologici, come previsto dal Programma Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Biologica in Puglia.
I progetti finanziabili devono comprendere aspetti di natura promozionale-commerciale e aspetti di natura divulgativa. Le iniziative ammissibili sono:
– Agricoltura Bio in piazza: mercato periodico locale all’aperto per la vendita diretta di prodotti biologici;
– Spaccio Bio: luogo al chiuso con vendita diretta dei prodotti biologici;
– Informa Bio: momenti informativi per approfondire le conoscenze dei prodotti biologici.
Possono presentare domanda i seguenti soggetti, in forma singola e associata:
– Organizzazioni professionali agricole
– Associazioni di produttori biologici
– Gruppi di acquisto solidale
– Associazione temporanea d’Impresa.
I soggetti che intendono presentare manifestazione d’interesse devono essere legalmente costituiti, operanti sul territorio regionale e nello statuto deve essere menzionato che le attività effettuate sono tese alla valorizzazione dell’agricoltura biologica pugliese.
La domanda deve essere formulata secondo le modalità indicate nell’Avviso ed inviata, unitamente alla documentazione, mediante raccomandata con avviso di ricevimento entro il giorno 25 gennaio 2010 al seguente indirizzo:
Regione Puglia
Area Politiche per lo Sviluppo Rurale – Servizio Agricoltura – Osservatorio Fitosanitario
Lungomare Nazario Sauro, 45/47 – 70121 Bari.
Ulteriori informazioni relative all’Avviso possono richiedersi al dirigente dott. Francesco Coluccia – lungomare Nazario Sauro, 45/47 – Bari, tel. 0805405141, fax 0805405284, email f.coluccia@regione.puglia.it .
La procedura è stata avviata con determinazione dirigenziale n. 2615/2009 comprendente i Criteri di selezione (allegato B) e lo Schema di domanda di ammissione (allegato C).
Si terrà alla Fiera di Foggia dal 5 al 7 dicembre.
Nasce in Puglia il primo Festival delle innovazioni per le diverse abilità: si chiama InnovAbilia e si svolgerà nella Fiera di Foggia dal 5 al 7 dicembre, organizzato dalla Regione Puglia e da ARTI – Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione.
L’iniziativa – la prima del genere nel Mezzogiorno – coinvolge istituzioni, aziende pugliesi e nazionali fornitrici di servizi innovativi nel settore, centri di ricerca, associazioni, persone con diverse abilità e società nel suo complesso, con l’obiettivo di divulgare i servizi, i prodotti innovativi e le misure di sostegno esistenti in Puglia e dedicati al miglioramento della qualità di vita delle persone che incontrano difficoltà nel quotidiano. Ciò attraverso esposizioni, convegni, workshop e seminari, dimostrazioni e momenti di spettacolo.
Dunque, uno sguardo panoramico che passa dalle nuove tecnologie alla mobilità, dall’inclusione scolastica e lavorativa al turismo sostenibile – per citare alcuni temi – per evidenziare come l’insieme delle realtà operanti nel settore fornisca un impulso allo sviluppo economico territoriale.
InnovAbilia sarà presentata alla stampa a Bari, nella sala adiacente all’aula del Consiglio regionale (via Capruzzi, piano terra) il 23 novembre alle ore 11. Interverranno l’assessore regionale alla Solidarietà Elena Gentile e la presidente dell’ARTI Giuliana Trisorio Liuzzi.
A Palazzo Fioritto ci sarà un incontro-dibattito sulle regole
Promosso dall’assessorato alla Cultura, il prossimo 26 novembre nell’auditorium di Palazzo Fioritto alle ore 21.15, un importante incontro/dibattito con Gherardo Colombo, già magistrato e attuale direttore editoriale della Garzanti Libri, che presenterà il suo libro “Sulle regole”.
Gherardo Colombo, per oltre trent’anni in magistratura, protagonista di vicende giudiziarie tra le più famose e inquietanti della storia recente del Paese come la scoperta della Loggia P2, il delitto Ambrosoli, Mani pulite, i processi Imi-Sir. Lodo Mondadori e Sme.
In Italia si sente spesso parlare di una giustizia “malata”, di un’amministrazione della giustizia lenta e corrotta, di violazione sistematica delle leggi, di mancanza di legalità. Si ha la sensazione di vivere in un paese dove, sotto l’apparenza delle leggi uguali per tutti, trionfano in realtà il sotterfugio e la furbizia, un paese dove coloro che rispettano le leggi vengono scavalcati ogni giorno da coloro che le infrangono.
L’occasione dell’incontro è la presentazione del libro "Sulle regole" che è un’opera di un’acuta quanto fondamentale riflessione sulla cultura della giustizia e sul senso profondo delle regole. Senza rispetto delle regole, spiega infatti Colombo, non potremmo vivere in società. Ma senza una discussione pubblica sulle ragioni delle regole, la vita in società non potrebbe fare passi avanti, non saprebbe proiettarsi verso il futuro in modo dinamico, non riuscirebbe a immaginare nuovi diritti né a creare forme migliori di convivenza.
“Ho sentito l’esigenza di trovare un momento importante, con la testimonianza di un protagonista della giustizia in Italia, per far comprendere anche ai cittadini di San Nicandro Garganico il senso delle regole e della convivenza civile in una società libera, plurale e democratica. Penso che la partecipazione di Gherardo Colombo nella nostra città porterà un notevole contributo a sensibilizzare il tema della legalità, per questo invito all’incontro non solo gli addetti ai lavori della giustizia, ma invito soprattutto i giovani con i loro genitori a partecipare ad un confronto e un dialogo che stimoli la consapevolezza dell’importanza delle regole nel pieno esercizio dei propri diritti.” Così l’assessore alla cultura Riccardo Tricarico commenta l’iniziativa con Gherardo Colombo.
Su Facebook non solo indignazione, ma anche buoni propositi.
Cambiare Carpino? E’ possibile. Tutto sta ad impegnarsi.
E’ questo il titolo di una discussione aperta sulla pagina di Carpino su Facebook curata da Domenico Sergio Antonacci e Giuseppe Bruno.
"Con questa discussione, vogliamo raccogliere quelle che sono le prime esigenze dei carpinesi che, forse, l’amministrazione comunale non ha sufficientemente ascoltato e risolto.
PER FAVORE niente frasi sui politici di ora, ma solo proposte, che saranno inoltrate ai politici e non solo: diventeranno il manifesto della Carpino e del Gargano che vuole cambiare, vuole migliorare.
Ed ora pronti, partenza, VIA! Cominciamo ad immaginare una Carpino migliore."
L’idea è quella di individuare le proposte possibili. Quindi lavorare sulle linee di finanziamento per renderle praticabili. Infine organizzare un convegno con gli amministratori e la classe dirigente locale per prendere impegni.
Potremmo provare ad aiutarli, in fondo non ci costa nulla e forse il nostro impegno potrebbe tornarci utile.
Bisogna cliccare qui e scrivere i tuoi buoni propositi