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Antonio Basile (Ufficiale)

Antonio Basile (Ufficiale) ha scritto 2098 articoli per Antonio Basile – OFFICIAL BLOG

Le Favole pugliesi di Manlio Triggiani

«Favole pugliesi» dalla A alla Z
Ponte per la memoria
di ENRICA SIMONETTI

«Tutti i grandi sono stati bambini una volta (ma pochi di essi se ne ricordano)», diceva Antoine de Saint Exupéry. Affermazione in parte vera, ma se consideriamo il mondo delle favole, queste costituiscono sicuramente il «ponte» della memoria, quello che ci permette di viaggiare nel tempo senza alcuna dimensione del tempo. Nate forse in Oriente, diffuse nel mondo da milioni e milioni di storie orali, le fiabe e le favole (le prime popolate di fate, orchi e giganti; le seconde abitate invece dagli animali) sono sopravvissute non solo alle generazioni ma anche ai confini geografici. Spaziano tra foreste nordiche e masserie mediterranee; convivono con popoli ricchi e viziati e con la povertà; si nutrono di tradizioni popolari, di detti e proverbi figli del folklore.

Un universo popolare che sembra senza limiti. Una barriera però esiste ed è quella del ricordo: un po’ come nella canzone popolare, ci sono testi capaci di sopravvivere all’oblìo e altri, invece, destinati a scomparire. Forse è stata questa la spinta che ha portato il giornalista Manlio Triggiani a compiere una vasta ricerca nei testi perduti e mai più ristampati, nelle tradizioni orali e nei riti antichi, al fine di recuperare i racconti della nostra terra: dal lungo lavoro è nato il volume Favole pugliesi (Progedit, pp. 175, euro 18), con prefazione di Raffaele Nigro e illustrazioni di Clara De Cristo, Silvano Pica, Renata Salvemini.

Sessanta favole con altrettanti modi di vedere la nostra storia, perché ciascun racconto porta con sé un pizzico di saggezza popolare o di visione familiare e sociale del suo tempo. Manlio Triggiani ha raccolto tutto questo materiale «made in Puglia » rieditando ciò che sembrava introvabile e spiegando nell’intro – duzione la convinzione di quanto il mito (citando Mircea Eliade) faccia parte delle nostre origini, del nostro vagare nel tempo. Sì, perché le fiabe – nonostante il loro dipanarsi in un mondo impossibile e fantastico – hanno in realtà una grande connotazione quotidiana e anche quando descrivono fate o cavalieri, topi e suocere, parlano soltanto di noi.

illustrazione librodi favole di ManlioOgni fiaba è stata catalogata secondo un ordine alfabetico guidato dal principio che esse «reclamizzano»: dalla A alla Z, partendo da «accortezza» (con la storia del grano e del massaio), si finisce a «zizzania», leggendo la vicenda dei cani che odiano i gatti e dei gatti che odiano i topi. E tra creature incredibilmente lontane da noi, si percorrono molti dei nostri sentimenti, volando dalla benevolenza all’ingratitudine, dalla paura alla sincerità. La prima scoperta che questa ricerca porta al pubblico è che le fiabe e favole pugliesi sono tante, tantissime e che hanno in se stesse la spiegazione di non pochi proverbi arrivati dai tempi antichi ai giorni nostri. Ecco la madre che copre le magagne dei figli, facendoli crescere in ogni agio ed eccovi l’af fermazione che «mazze e panelle fanno i figli belli»; o, ancora, nella favola «I tre consigli» ritroviamo detti popolari sempre validi, come l’universale affermazione: «Chi lascia la via vecchia e prende la nuova, sa ciò che lascia, e non sa ciò che trova».

Famiglie e invidie, gelosia e unione. Tutto è nelle favole, compresa la nostra voglia di immaginazione, il volo fantastico della mente e la sua concreta ricaduta per terra. Un librarsi e ripiombare nella realtà che accomuna tutte le fiabe e le favole, da quelle del grande Esopo ai più recenti La Fontaine, Grimm, Andersen e tanti altri. È bello fare un parallelo tra la favolistica classica di questi autori conosciuti in tutto il mondo e le favole pugliesi, alcune a noi note, altre – ritrovate in questo volume – completamente dimentic ate. Raffaele Nigro nella sua prefazione nota anche l’atte ggiamento degli animali delle favole pugliesi, qui meno aggressivi e mostruosi che nei racconti fantastici nordici. Uno stile che è il riflesso letterario e culturale di mondi diversi probabilmente, ma accomunati dalla semplicità che anima tutte le fiabe: portatrici di saggezza, destinate a chiudersi con un lieto fine e ambientate nella natura.

Se Nigro teme che il mondo di oggi, imbarbarito e inebetito dalla tv, sia meno prolifico di fantasia; se l’autore Triggiani si chiede quanta utilità abbia il risvegliare dalla sonnolenza questo mondo antico e popolare, la spiegazione c’è e si trova nelle ultime pagine del volume: due fogli non scritti e lasciati con il titolo «La mia favola», un suggerimento, uno stimolo a creare nuovi ponti per la nostra fantasia.

Notizie su Facebook dal Palazzo di Carpino

Voci insistenti danno per certo un avvicendamento nella compagine governativa del Comune di Carpino.
Pare che le dimissioni di uno dei componenti della Giunta stiano mettendo in atto tutta una serie di avvicendamenti nelle cariche e deleghe distribuite a ridosso delle elezioni amministrative del 28-29 Maggio 2007.
Pare certa la promozione ad assessore del consigliere Rocco Vivoli che cederebbe cosi la delega alla cultura.
Stante cosi le cose si apre di fatto il totonomine per la delega alla Cultura.
Possiamo giocare anche noi a identificare un possibile identikit?
Cosa dovrebbe avere e sapere un delegato alla Cultura del Comune di Carpino?
Ma neanche il tempo per aprire i giochi e per consentirmi di proporre Antonio Piccininno che subito arriva la notizia che ci sarebbe già un papabile:
Rocco Pio Giambattista
Data di Nascita: 14/06/1980 – luogo: San Giovanni Rotondo
Data Elezione: 27/05/2007 (nomina: 12/06/2007)
Partito: Lista Civica
Categoria Professionale: Esercente Negozio di Ferramenta
Titolo di Studio: Licenza di Scuola Media Superiore

Per saperne di più: http://www.facebook.com/carpinonews

ANNI ’90, gocce di splendore [musicale ndr]

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di Giovanni Vacca

 

La nostalgia non è il parametro migliore per giudicare i fatti della vita, specialmente in musica, l’arte più capace di fissare i ricordi associandoli ad essa.

Evitando dunque la trappola della nostalgia si può però ricordare, e cercare una spiegazione, quando si è avuta la fortuna di vivere una stagione particolarmente felice sotto il profilo creativo per vederla poi inevitabilmente finire.[….]

Gli anni ’80 avevano segnato in Italia la fine della canzone politica e della riscoperta della musica popolare:il riflusso, l’elettronica, il postmoderno, sembravano aver innescato una tendenza irreversibile. I primi anni ’90 invertirono questo percorso: il crollo dei paesi socialisti, la prima guerra del golfo, la costituzione di organismi di controllo sovranazionale e i primordi di Internet avviarono quella globalizzazione che altro non fu che un meccanismo di più stretta integrazione dei mercati e di simultaneità degli eventi che riunì in un rinnovato “villaggio globale”, e nel segno del dominio americano, un pianeta che aveva vissuto per 50 anni in blocchi contrapposti. Non furono poche le reazioni di spaesamento e di ruvida ridefinizione identitaria, ma ci fu anche un’entusiasmante crescita di velocità nella circolazione del flusso delle informazioni, delle immagini, dei suoni.

La rivoluzione musicale italiana partì da quei centri sociali occupati autogestiti (csoa) tuttora attivi ma che all’epoca ebbero un vero e proprio boom […]

Il modello furono le posse del rap, del dub e del raggamuffin e i suoni non più quelli del rock o quelli dei folk singer ma quelli dei generi periferici, le musiche e i balli dei ghetti neri americani, delle comunità giamaicane dell’Inghilterra con i loro sound system e, miracolo, delle tradizioni popolari italiane, riportate a un insperato secondo revival. Il fenomeno partì in contemporanea da varie città e un elemento caratteristico ne fu la riscoperta dei dialetti, prima poco diffusi (a parte la scena napoletana). Il dialetto simboleggiava, da un lato, una reazione alla temuta omologazione che la globalizzazione avrebbe potuto portare, dall’altro l’emergere di una sensibilità neocomunitaria, che assumeva di nuovo le “radici” folkloriche non come alternativa ma come complemento ai nuovi mezzi elettronici […]

Da quell’onda lunga sarebbe poi discesa l’attenzione verso anziani esecutori di musica tradizionale, con il rilancio di figure storiche della canzone popolare pugliese (Matteo Salvatore, Uccio Aloisi, Andrea Sacco) che all’improvviso si ritrovarono a suonare in concerti pieni di giovani, come era accaduto ai vecchi bluesman americani al festival di Newport negli anni ’60. Tutto ciò cambiò improvvisamente molte cose: vedere i concerti dei gruppi di maggior successo costava cinquemila lire ( in confronto alle improponibili cifre che venivano richieste negli stadi per assistere alle esibizioni di divi della canzone e del rock lontani ed inavvicinabili), mentre la televisione e la stampa cominciarono a dedicare spazi sempre più ampi al nuovo trend. […]

 

liberamente trascritto da Rocco D’Antuono

fonte "Alias" N.47 – 28 Nov 2009

Il presidente del comitato civico “Navi Gargano” sarà Michele E. diCarlo

A pochi giorni dalla costituzione del Comitato Civico "Navi affondate a largo del Gargano" spunta il nome del futuro presidente del Comitato. E’ Michele Eugenio di Carlo, garganico di Vieste, docente e grande personalità dell’Associazionismo Attivo del Gargano da sempre impegnata nella tutela del patrimonio ambientale garganico e non solo.
In questi giorni il consenso intorno al "padre dell’ambientalismo garganico", come qualcuno lo definisce, è cresciuto notevolmente nell’ambito associativo, ma soprattutto nell’ambito politico nazionale e regionale, per ricoprire questa prestigiosa carica.
Oggi la conferma: diCarlo sarà il presidente del Comitato Civico "Navi affondate a largo del Gargano", un comitato che, lo ricordiamo, nasce a seguito del Convegno organizzato il 28 Ottobre a San Nicandro Garganico a cui hanno partecipato, oltre allo stesso diCarlo (moderatore), l’assessore regionale Minervini e il giornalista Gianni Lannes, autore dell’inchiesta "madre" che ha portato agli occhi di tutti una situazione preoccupante anche per la salute pubblica dei cittadini garganici.
Un comitato che si pone ambiziosi (per il Gargano) obbiettivi come la sensibilizzazione della popolazione, ma soprattutto la creazione di un canale diretto con le istituzioni locali, finora chiuse in uno sconcertante "non vedo, non sento, non parlo". Buona fortuna presidente!

Giuseppe Bruno

Aiuti per commercializzazione e vendita dei prodotti biologici

Pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 190 del 26 novembre 2009 l’Avviso pubblico per la selezione di progetti di sostegno alla commercializzazione e alla vendita dei prodotti biologici, come previsto dal Programma Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Biologica in Puglia.

I progetti finanziabili devono comprendere aspetti di natura promozionale-commerciale e aspetti di natura divulgativa. Le iniziative ammissibili sono:
– Agricoltura Bio in piazza: mercato periodico locale all’aperto per la vendita diretta di prodotti biologici;
– Spaccio Bio: luogo al chiuso con vendita diretta dei prodotti biologici;
– Informa Bio: momenti informativi per approfondire le conoscenze dei prodotti biologici.
Possono presentare domanda i seguenti soggetti, in forma singola e associata:
– Organizzazioni professionali agricole
– Associazioni di produttori biologici
– Gruppi di acquisto solidale
– Associazione temporanea d’Impresa.
I soggetti che intendono presentare manifestazione d’interesse devono essere legalmente costituiti, operanti sul territorio regionale e nello statuto deve essere menzionato che le attività effettuate sono tese alla valorizzazione dell’agricoltura biologica pugliese.
La domanda deve essere formulata secondo le modalità indicate nell’Avviso ed inviata, unitamente alla documentazione, mediante raccomandata con avviso di ricevimento entro il giorno 25 gennaio 2010 al seguente indirizzo:
Regione Puglia
Area Politiche per lo Sviluppo Rurale – Servizio Agricoltura – Osservatorio Fitosanitario
Lungomare Nazario Sauro, 45/47 – 70121 Bari.
Ulteriori informazioni relative all’Avviso possono richiedersi al dirigente dott. Francesco Coluccia – lungomare Nazario Sauro, 45/47 – Bari, tel. 0805405141, fax 0805405284, email f.coluccia@regione.puglia.it .
La procedura è stata avviata con determinazione dirigenziale n. 2615/2009 comprendente i Criteri di selezione (allegato B) e lo Schema di domanda di ammissione (allegato C).

A Foggia il primo Festival delle innovazioni per le diverse abilità

Si terrà alla Fiera di Foggia dal 5 al 7 dicembre.

Nasce in Puglia il primo Festival delle innovazioni per le diverse abilità: si chiama InnovAbilia e si svolgerà nella Fiera di Foggia dal 5 al 7 dicembre, organizzato dalla Regione Puglia e da ARTI – Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione.
L’iniziativa – la prima del genere nel Mezzogiorno – coinvolge istituzioni, aziende pugliesi e nazionali fornitrici di servizi innovativi nel settore, centri di ricerca, associazioni, persone con diverse abilità e società nel suo complesso, con l’obiettivo di divulgare i servizi, i prodotti innovativi e le misure di sostegno esistenti in Puglia e dedicati al miglioramento della qualità di vita delle persone che incontrano difficoltà nel quotidiano. Ciò attraverso esposizioni, convegni, workshop e seminari, dimostrazioni e momenti di spettacolo.
Dunque, uno sguardo panoramico che passa dalle nuove tecnologie alla mobilità, dall’inclusione scolastica e lavorativa al turismo sostenibile – per citare alcuni temi – per evidenziare come l’insieme delle realtà operanti nel settore fornisca un impulso allo sviluppo economico territoriale.
InnovAbilia sarà presentata alla stampa a Bari, nella sala adiacente all’aula del Consiglio regionale (via Capruzzi, piano terra) il 23 novembre alle ore 11. Interverranno l’assessore regionale alla Solidarietà Elena Gentile e la presidente dell’ARTI Giuliana Trisorio Liuzzi.

A San Nicandro arriva Gherardo Colombo

A Palazzo Fioritto ci sarà un incontro-dibattito sulle regole

 

Promosso dall’assessorato alla Cultura, il prossimo 26 novembre nell’auditorium di Palazzo Fioritto alle ore 21.15, un importante incontro/dibattito con Gherardo Colombo, già magistrato e attuale direttore editoriale della Garzanti Libri, che presenterà il suo libro “Sulle regole”.

Gherardo Colombo, per oltre trent’anni in magistratura, protagonista di vicende giudiziarie tra le più famose e inquietanti della storia recente del Paese come la scoperta della Loggia P2, il delitto Ambrosoli, Mani pulite, i processi Imi-Sir. Lodo Mondadori e Sme.

In Italia si sente spesso parlare di una giustizia “malata”, di un’amministrazione della giustizia lenta e corrotta, di violazione sistematica delle leggi, di mancanza di legalità. Si ha la sensazione di vivere in un paese dove, sotto l’apparenza delle leggi uguali per tutti, trionfano in realtà il sotterfugio e la furbizia, un paese dove coloro che rispettano le leggi vengono scavalcati ogni giorno da coloro che le infrangono.

L’occasione dell’incontro è la presentazione del libro "Sulle regole" che è un’opera di un’acuta quanto fondamentale riflessione sulla cultura della giustizia e sul senso profondo delle regole. Senza rispetto delle regole, spiega infatti Colombo, non potremmo vivere in società. Ma senza una discussione pubblica sulle ragioni delle regole, la vita in società non potrebbe fare passi avanti, non saprebbe proiettarsi verso il futuro in modo dinamico, non riuscirebbe a immaginare nuovi diritti né a creare forme migliori di convivenza.

“Ho sentito l’esigenza di trovare un momento importante, con la testimonianza di un protagonista della giustizia in Italia, per far comprendere anche ai cittadini di San Nicandro Garganico il senso delle regole e della convivenza civile in una società libera, plurale e democratica. Penso che la partecipazione di Gherardo Colombo nella nostra città porterà un notevole contributo a sensibilizzare il tema della legalità, per questo invito all’incontro non solo gli addetti ai lavori della giustizia, ma invito soprattutto i giovani con i loro genitori a partecipare ad un confronto e un dialogo che stimoli la consapevolezza dell’importanza delle regole nel pieno esercizio dei propri diritti.” Così l’assessore alla cultura Riccardo Tricarico commenta l’iniziativa con Gherardo Colombo.

Cambiare Carpino? E’ possibile. Tutto sta ad impegnarsi

Su Facebook non solo indignazione, ma anche buoni propositi.
Cambiare Carpino? E’ possibile. Tutto sta ad impegnarsi.
E’ questo il titolo di una discussione aperta sulla pagina di Carpino su Facebook curata da Domenico Sergio Antonacci e Giuseppe Bruno.

"Con questa discussione, vogliamo raccogliere quelle che sono le prime esigenze dei carpinesi che, forse, l’amministrazione comunale non ha sufficientemente ascoltato e risolto.
PER FAVORE niente frasi sui politici di ora, ma solo proposte, che saranno inoltrate ai politici e non solo: diventeranno il manifesto della Carpino e del Gargano che vuole cambiare, vuole migliorare.

Ed ora pronti, partenza, VIA! Cominciamo ad immaginare una Carpino migliore."

L’idea è quella di individuare le proposte possibili. Quindi lavorare sulle linee di finanziamento per renderle praticabili. Infine organizzare un convegno con gli amministratori e la classe dirigente locale per prendere impegni.
Potremmo provare ad aiutarli, in fondo non ci costa nulla e forse il nostro impegno potrebbe tornarci utile.
Bisogna cliccare qui e scrivere i tuoi buoni propositi

Finanziato il Comune di Carpino per l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati

In esecuzione della delibera di Giunta n. 812 del 13 maggio 2009 che prevedeva lo stanziamento di € 3.900.00,00 da assegnare ai Comuni per gli interventi in materia di eliminazione delle barriere architettoniche previsti dalla legge. n. 13 del 9 gennaio 1989, articoli 10 e 11, per le annualità 2005-2006-2007, è ora disposta la liquidazione e la ripartizione tra gli stessi Comuni di tale somma con atto dirigenziale.
Si tratta della determinazione della dirigente del Servizio Programmazione Sociale e Integrazione Sociosanitaria n. 111 del 15 ottobre 2009 che nell’Allegato “A” riporta, nella colonna “Totale da erogare”, gli importi destinati ai singoli Comuni per la copertura delle domande di contributo ritenute ammissibili per gli anni 2005, 2006 e 2007, presentate per piccoli interventi infrastrutturali nelle abitazioni di residenza di nuclei familiari di cittadini diversamente abili.
Il Comune di Carpino, che aveva fatto una richiesta di 9310,97 €uro, riceve 8930,48.
Determina ed allegato sono pubblicati nel Bollettino ufficiale regionale n. 186 del 20 novembre 2009.

Carpino, ancora auto rubate e cassonetti bruciati

Ancora una volta bruciati in vari punti del paese i contenitori utilizzati per la raccolta dei rifiuti.
Ancora altre auto rubate a fini di estorsione.

Mentre si cercano i colpevoli sale l’indignazione dei cittadini su Facebook.

Chi sa, andasse dai Carabinieri e presentasse un esposto, chi ha dei legittimi timori, facesse pervenire alle forze dell’ordine quanto sa.

il Turismo in Puglia è in controtendenza rispetto al paese Italia,con punte massime per il Gargano e il Salento

Venerdi e Sabato 20/21.11.2009 si è svolto il Forum regionale del Turismo in Puglia
Di seguito il discorso di Magda Terrevoli, Assessore al Turismo e Industria Alberghiera, in apertura dei lavori di Sabato.
Quindi tutte le relazioni rese pubbliche.

Questa seconda giornata di Forum ha per me un significato importante: serve a mettere in contatto i bisogni e le domande degli operatori che vivono e lavorano nel settore del turismo con il mondo della politica e dell’amministrazione pubblica: questo rapporto, io credo, deve cercare di essere il più possibile aperto e bidirezionale.
Persona, qualità, sostenibilità e formazione, i quattro nuclei tematici attorno cui il Forum del Turismo 2009 è stato pensato, si possono senz’altro annoverare anche tra gli obiettivi di questa amministrazione regionale – e speriamo anche della prossima – : da questi punti di contatto mi auguro possano continuare a svilupparsi sinergie e progetti comuni.
Il primo elemento che vorrei mettere in risalto è proprio la centralità del turismo all’interno di un piano più ampio di sviluppo e innovazione per la nostra regione. Il turismo è stato per anni considerato un’attività quasi residuale di fronte ai ben più rilevanti – così erano considerati – settori primario e secondario. Sempre di più oggi, di fronte alla dura crisi che agricoltura e industria pugliese si trovano ad affrontare, soffrendo la congiuntura internazionale, il turismo emerge come settore in controtendenza e in viva crescita. Non riporterò i dati citati ieri e che ci confortano sui risultati degli ultimi anni: quello che è certo è che sempre più il turismo rappresenta una centralità economica da sostenere e a cui dedicare interesse.

Innanzitutto credo che lo si possa leggere come una delle possibili vite del territorio e nel territorio. Con questo voglio dire che il turismo è economia nel senso migliore del termine, capace di produrre coscienza di sé, individuale e delle collettività. Per fare un esempio pensiamo al valore identitario del fenomeno del tarantismo e allo straordinario successo degli eventi connessi al ballo della pizzica: si è trattato di un brand esportato in tutto il mondo, nato dal tradurre un fenomeno di valore antropologico – e che ha diffuso insieme a una musica, l’identità e la tradizione migliore di un luogo, il Salento.
Turismo dunque come realizzazione dei luoghi e delle persone, perché è realizzazione all’interno del proprio contesto, della propria terra, per la propria terra e soprattutto con la propria terra.
In questo orizzonte di significati ci è apparso naturale proporre e sostenere una collaborazione per i prossimi mesi: sono felice di chiamare sul palco Flavia Pennetta con cui stiamo per avviare un progetto pilota per veicolare il marchio turistico della Puglia durante alcuni tornei ai quali lei parteciperà. Il suo straordinario successo ci parla di una donna giovanissima, pugliese, che con il talento e l’impegno si è affermata in una disciplina sportiva estremamente competitiva: ci è sembrata la candidata ideale per rappresentare il meglio della nostra regione nelle occasioni nazionali e internazionali.
Ma torniamo alla centralità del settore del turismo nella nostra attuale economia regionale: si tratta di un sistema produttivo “leggero” e diversificato, che difficilmente entrerà in crisi tutto insieme, che ha futuro e si rivolge a mercati altrettanto plurali, reggendosi su un sistema di reti. Questi elementi si intrecciano poi con la realizzazione di processi come quelli delle Aree Vaste, dei Sistemi Turistici Locali, dei Polimuseali e dei Sistemi turistici di prodotto, dei POIN PAIN e FAS che stanno intervenendo con modalità diverse sui territori.
Naturalmente se dobbiamo pensare al modo migliore di governare e sviluppare un fenomeno, non possiamo prescindere dal valutarne l’impatto, sia nel senso positivo delle scelte da compiere, che negativo delle criticità da sciogliere.
Partiamo dalle scelte: occorre che l’offerta turistica pugliese tenga conto di tre elementi diversi: innanzi tutto sia in grado di stare nel mercato e di relazionarsi con i competitors diretti, mantenendosi cioè una scelta economicamente sostenibile per l’utente in relazione all’offerta. In secondo luogo bisogna che i viaggiatori siano messi di fronte a motivazioni forti, significative per scegliere la Puglia come meta e in ultimo occorre che si agevoli al massimo il processo decisionale del viaggiatore. Si tratta di rendergli il più semplice possibile reperire informazioni sulla sua meta di viaggio, a partire dai trasporti, dall’accoglienza e ricettività, fino all’offerta culturale e ricreativa secondo i suoi gusti e desideri.

Questi tre elementi su cui è possibile lavorare e che devono naturalmente essere affinati su più livelli devono integrarsi in una cornice più ampia che è quella dell’accoglienza nella terra di Puglia. Come ho già accennato nel discorso di ieri per me accoglienza significa innanzi tutto che le tre necessità appena citate sono utili a valorizzare qualcosa che già c’è e che aspetta solo di essere reso fruibile al meglio. Sviluppare il turismo in Puglia non significa creare alcunché di artificioso o costruito su modelli del divertentismo. Nella sua pluralità di espressioni l’accoglienza è un fatto storico di questa terra, si lega al suo dna, al suo vissuto, fatto di incontri tra genti diverse e tra diverse povertà, nel senso più profondo di semplicità. Non solo: accoglienza è anche integrazione di processi produttivi come somma di esperienze pregresse che mettono in contatto una pluralità di settori: l’artigianato, l’agricoltura, l’architettura, l’enogastronomia.
Ma veniamo all’impatto del sistema-turismo e ad alcune delle tante opportunità che occorre cogliere. Innanzitutto è prioritario cercare di distribuire al meglio i viaggiatori nel tempo e nello spazio: il che significa destagionalizzare da un lato, e dall’altro incentivare progetti che valorizzino nuovi itinerari: penso alla grande crescita nella nostra regione del cicloturismo, al recupero dei percorsi dei treni storici, alla riscoperta della via Francigena del Sud.
D’altra parte la destagionalizzazione, che ha già portato ottimi risultati negli ultimi anni nella nostra regione, richiede un forte coordinamento con altri assessorati: in questo senso è stato importante il lavoro con l’assessorato alle attività culturali per la creazione di un unico cartellone di eventi regionali e l’attrazione dei grandi eventi, ma si può fare molto anche con l’assessorato all’agricoltura – i nostri prodotti infatti hanno una forte valenza nell’indicare la Puglia come meta turistica – . Sempre in questa direzione è andata anche la collaborazione con l’assessorato alle Politiche giovanili, che sta realizzando il primo Meeting Internazionale dei giovani che si svolgerà in Puglia nel mese di gennaio e per il quale offriremo ospitalità ai partecipanti.
Destagionalizzare significa inoltre coinvolgere nelle attività della nostra regione viaggiatori che già di per sé non scelgono come periodi di vacanza i mesi estivi, come i turisti provenienti dall’Europa del Nord, target peraltro molto interessante in quanto tradizionalmente dotati di maggiore capacità di spesa e attento a standard qualitativi elevati in termini di servizi e sostenibilità.
 
Veniamo alle criticità: l’impatto del turismo su un territorio può anche avere conseguenze negative. Lo si vede bene in alcune località del turismo estivo in cui il numero dei visitatori fa entrare in crisi la rete idrica, quella dei trasporti, le strutture mediche e di assistenza e così via.
Si tratta di elementi che solo in piccola parte competono all’assessorato di cui mi occupo, ma che hanno il loro peso nel decretare il successo di una vacanza o di un viaggio, e sono fondamentali per tenere alto il livello della qualità dell’offerta.
Un altro nodo interessante da affrontare è quello dell’efficienza versus standardizzazione. Il fatto di essere qui a parlarne segnala già di per sé che un risultato nel senso dell’ottimizzazione dei servizi e della ricettività è stato raggiunto. Quello che bisogna evitare è di offrire un prodotto standardizzato, un prodotto che si possa trovare ovunque.
La Puglia è e deve restare il più possibile una meta autentica, dove l’autenticità si legge nei menù, nelle musiche, negli arredi, non rappresentando affatto una chiusura ma la migliore coscienza della propria ricchezza.
Grazie a tutti.

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