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Antonio Basile (Ufficiale)

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Carpino: convalidato il fermo della moglie dell’uomo trovato morto all’interno della sua abitazione

Il Gip del Tribunale di Lucera ha convalidato, questa mattina il fermo nei confronti di Antonia Russo. Si tratta della moglie di Michele Bramante, l’uomo di Carpino trovato morto all’interno della sua abitazione. Gli inquirenti non lasciano trapelare nulla, ma il fatto che il Gip abbia convalidato il fermo lascia intendere che ci siano gravi indizi di colpevolezza nei confronti della donna accusata – così informano gli stessi investigatori – di omicidio volontario. Massimo riserbo anche per l’arma utilizzata per compiere l’ipotetico delitto, che configurerebbe tra gli oggetti sequestrati all’interno dell’abitazione dei due anziani subito dopo il ritrovamento del cadavere. Intanto si attendono ancora gli esiti degli esami istologici effettuati su alcuni tessuti prelevati dalla gola della vittima.

Lago Salso,wwf riceve intimidazioni

Gravissima azione intimidatoria a Lago Salso. Nella mattinata del primo febbraio, un capanno d’osservazione del Gobbo Rugginoso, un’anatra molto rara oggetto di uno dei numerosi progetti naturalistici dell’Oasi, è stato incendiato e distrutto completamente. Solo grazie al tempestivo intervento di un operatore si è evitato il propagarsi delle fiamme alla vicina voliera che ha subito danni solo marginali. Siamo a sud del comune di Manfredonia in provincia di Foggia. L’area di 540 ettari del Lago Salso fa parte del sistema delle zone umide di Capitanata, le più importanti dell’Italia Meridionale. Inclusa nel perimetro del Parco Nazionale del Gargano, ricade anche nel SIC “Zone umide della Capitanata” e nella ZPS denominata “Paludi presso il Golfo di Manfredonia”, caratterizzati dalla presenza di numerose specie di avifauna di interesse comunitario.

Da pochi giorni questo gioiello della natura è entrato a far parte del sistema delle Oasi WWF in base ad una Convenzione sottoscritta, in occasione della Fiera Mediterre a Bari, tra il WWF Italia e la Società di gestione Oasi Lago Salso S.r.l., costituita dal Comune di Manfredonia, dall’Ente Parco Nazionale del Gargano e dal Centro Studi Naturalistici Onlus. “È chiaro – ha dichiarato Enzo Rizzi del C.S.N. – che questa azione intimidatoria è collegata con la costituzione della nuova oasi WWF e alla chiusura della caccia avvenuta domenica scorsa. È evidente che i bracconieri interessati alla zona sono irritati per questa scelta strategica di conservazione della natura”.

“Non è il primo attacco – ha dichiarato Fulco Pratesi presidente onorario WWF Italia – che bracconieri sferrano contro le Oasi del WWF, ottenendo però l’unico risultato di far accrescere il malanimo della popolazione contro questa piccola ma arrogante minoranza”. Per il WWF Italia, l’attentato è la prova della concretezza e della bontà della scelta di inserire Lago Salso nel sistema delle oasi WWF. Sarà necessario, però, in futuro, un maggiore sostegno da parte delle Istituzioni ed in particolare dell’Ente Parco del Gargano e della Regione con la quale di recente è stato firmato un protocollo d’intesa per incrementare il “turismo natura” in Puglia. In particolare, il WWF Italia ritiene indispensabile il supporto di tali Enti per arrivare al più presto alla costituzione presso l’Oasi Lago Salso di un Comando del Corpo Forestale dello Stato, che svolgerebbe azione di vigilanza anche per la vicina Palude Frattarolo.

L’attentato incendiario di Lago Salso, evidenzia il WWF, finisce anche con l’inserirsi nella preoccupante situazione di estrema aggressività venatoria che si riscontra in concomitanza dell’approvazione al Senato dell’articolo 38 della cosiddetta Legge Comunitaria che cancella i limiti della stagione venatoria, attualmente compresi tra il 1° settembre ed il 31 gennaio, e che aprirebbe, se approvata anche alla Camera, una stagione di caccia selvaggia per tutto l’anno.

Fonte: WWF Italia via argoiani

Adesso è cosa certa| Vogliono riempirci di merda !!!

Nucleare: Consiglio dei Ministri impugna lo stop della Puglia

Il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare dinnanzi alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che impediscono l’installazione di impianti nucleari nei loro territori. Lo riferiscono fonti governative. La decisione è stata presa su proposta del ministro Claudio Scajola (Sviluppo Economico) e d’intesa con il ministro Raffaele Fitto (Affari Regionali). ‘L´impugnativa delle tre leggi è necessaria per ragioni di diritto e di merito’, ha spiegato il ministro Scajola. ‘In punto di diritto – ha aggiunto – le tre leggi intervengono autonomamente in una materia concorrente con lo Stato (produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica) e non riconoscono l´esclusiva competenza dello Stato in materia di tutela dell´ambiente, della sicurezza interna e della concorrenza (articolo 117 comma 2 della Costituzione). Non impugnare le tre leggi avrebbe costituito un precedente pericoloso perchè si potrebbe indurre le Regioni ad adottare altre decisioni negative sulla localizzazione di infrastrutture necessarie per il Paese’. ‘Nel merito – ha continuato il ministro – il ritorno al nucleare è un punto fondamentale del programma del Governo Berlusconi, indispensabile per garantire la sicurezza energetica, ridurre i costi dell´energia per le famiglie e per le imprese, combattere il cambiamento climatico riducendo le emissioni di gas serra secondo gli impegni presi in ambito europeo’. Il ministro Scajola ha inoltre ricordato che ‘al prossimo Consiglio dei Ministri del 10 febbraio ci sarà l´approvazione definitiva del decreto legislativo recante tra l´altro misure sulla definizione dei criteri per la localizzazione delle centrali nucleari’. In particolare, nell´elenco delle leggi regionali all´esame del Consiglio dei Ministri, con richiesta di impugnativa dinanzi alla Corte costituzionale ex art. 127 della Costituzione, vi sono le leggi delle Regioni Puglia n. 30/09, Campania n. 2/10 e Basilicata n. 1/10. Il ministro Scajola ha preannunciato che ‘il Governo impugnerà tutte le eventuali leggi regionali che dovessero strumentalmente legiferare su questa materia, strategica per il Paese’. ‘La questione nucleare è di rilevante importanza per le strategie di politica economica ed energetica del Governo, e investono un punto fondamentale nei rapporti fra competenze statali e regionali. L´art. 7 del decreto-legge n. 112/2008, convertito in legge n. 133/2008, definisce la strategia energetica nazionale posta in essere, perseguendo, fra l´altro, l´obiettivo della realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare’, ha aggiunto Scajola ricordando poi che ‘le tre leggi regionali sono lesive della competenza esclusiva attribuita allo Stato in materia di tutela dell´ambiente e dell´ecosistema, nonchè nell´ambito della sicurezza e della concorrenza (art. 117 comma 2 della Costituzione)’. Scajola ha concluso rilevando che ‘sulla medesima questione si è già pronunciata nel senso esposto la Corte costituzionale’.

Omicidio di Carpino neanche l’autopsia svela il mistero

Continua il giallo sulla morte di Michele Bramante il pensionato di 68 anni, il cui corpo è stato trovato domenica sera nella sua abitazione con una profonda ferita alla gola.
I carabinieri subito dopo il ritrovamento del corpo dell’uomo hanno fermato la moglie accusandola di omicidio volontario.
Nella tarda serata di ieri, infatti, è stata eseguita l’autopsia sull’uomo che doveva essere utile per capire se effettivamente l’anziano era stato ucciso e, dunque, verificare la posizione della moglie. L’autopsia, secondo alcune indiscrezione non avrebbe fornito elementi utili tanto che i medici legali hanno chiesto altro tempo per eseguire degli esami istologici sui tessuti prelevati dalla gola dell’uomo: la zona dove, secondo la prima ricostruzione dei carabinieri sarebbe stato colpito con un punteruolo provocandogli l’emorragia che lo ha ucciso.
Dunque qualche informazioni in più potrà essere nota soltanto nella tarda serata di oggi. Solo dopo l’esito degli esami istologici il gip del tribunale di Lucera potrà decidere se confermare o meno il fermo della moglie di Michele Bramante.

Una coppia afflitta da tempo da gravi problemi di salute

     •C A R P I N O.- Michele Bramante abitava a ‍Carpino, in vicolo "Vesuvio", a poche decine di metri dalla chiesa di san Cirillo, insieme alla moglie, A.R. cinquantottenne originaria di Rodi Garganico. Padre di due figli, un uomo e una donna entrambi sposati e trasferitisi da molti anni, per motivi di lavoro, in Germania, Michele Bramante era molto conosciuto in paese, una comunità che, per buona parte dell’anno, vive il tran tran quotidiano senza scossoni. Qui tutti si conoscono, come avviene in tutti i paesi di questo Gargano che continua a vedere allungarsi la lista dei giovani che, sempre più numerosi, sono costretti ad emigrare.    Una vita sociale che è tutta nella piccola piazza del paese, il "palcoscenico" di una comunità che, da alcuni anni, vive dell’eco della risonanza della manifestazione   estiva del ‍Carpino folk festival.    La notizia della morte del pensionato ha destato, naturalmente, molto stupore, anche perchè non c’erano stati precedenti che potessero far pensare ad un fatto così tragico.    Una famiglia tranquilla, da   tempo, però, pare che la moglie accusasse problemi di salute, tant’è che, si dice, sia tuttora seguita da specialisti. Stato di salute che, forse, si sarebbe aggravato subito dopo l’intervento a cui era stato sottoposto il marito, per una neoplasia alla gola.    Intervento pienamente riuscito, ma che potrebbe aver aggravato lo stato di salute della signora Bramante .    E anche il fatto che al momento della scoperta del cadavere del marito, i carabinieri pare che l’abbiano trovata in uno stato confusionale potrebbe essere la riprova che per la signora l’intervento chirurgico subito dal coniuge abbia potuto peggiorare il suo stato di salute.    Sono soltanto ipotesi alle quali dovranno dare una risposta gli inquirenti, una volta conosciuti i risultati dell’autopsia.

Gargano….Monte Spigno

Sannicandro/ROSAPAEDA IN “CONCERTO PER UN AMICO”

Domenica 07 febbraio presso il Cinema Teatro Italia di San Nicandro Garganico, alle ore 20:30 avrà luogo lo spettacolo di beneficenza di Rosapaeda: “Concerto per un amico”.
Il concerto, organizzato dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con l’Accademia Musicale “Solis Specimen” e con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di San Nicandro Garganico, è finalizzato alla raccolta di fondi a favore di un amico musicista che si trova in una grave situazione di precarietà economica.
Rosapaeda, protagonista indiscussa della scena etno-world italiana, torna sul Gargano, dopo l’esibizione della scorsa estate al Carpino Folk Festival, con il suo fortunato “mater heart folk live tour” dedicato, per l’occasione, ad un amico in difficoltà.
L’artista barese presenterà i brani del suo ultimo lavoro “Mater Heart Folk”, prodotto dalla Felmay, che segna la sua piena maturazione artistica. La sua voce spicca per nitidezza, grande ricchezza interpretativa e per l’originalità della proposta musicale ormai lontanissima dagli stereotipi del folk. Il suo infatti è considerato da molti un lavoro in direzione di una nuova definizione dello stile popolare.
Sul palco, oltre a Rosapaeda, una band di 5 musicisti guidati da Eddi Romano, compositore ed arrangiatore dei brani, in uno spettacolo di grande impatto emotivo.

Associazione culturale Carpino folk Festival
Testo a cura di Alessandro Sinigagliese

Pericolo estrazioni petrolifere alle tremiti scongiurato..almeno per ora

La Giunta regionale– su proposta dell’assessore all’Ecologia, Onofrio Introna – ha espresso parere sfavorevole, nell’ambito della procedura di valutazione di impatto ambientale, per il progetto di ricerca idrocarburi al largo delle Isole Tremiti proposto dalla Petroceltic Elsa Spa. La Giunta ha deliberato dopo il parere del Comitato Regionale VIA che ha analizzato gli impatti delle fasi di indagine e delle fasi di perforazione del pozzo contenuti nello Studio di impatto ambientale che:
1. “appare non puntuale”
2. senza adeguato inquadramento dello sfruttamento del litorale adriatico su vasta scala
3. a pochi chilometri dalla costa
4. a poca distanza dal parco nazionale del Gargano e dalla riserva delle Isole Tremiti.

Gargano….Monte Sacro

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Monte Sacro -Gargano from ventura talamo on Vimeo.

Carpino. Giungono notizie tristi dal CorrieredelMezzogiorno

Carpino, pensionato ucciso con il punteruolo: fermata la moglie.

La donna, Antonia Russo, di 56 anni, è indagata per omicidio volontario: fu trovata in stato di choc.

 

FOGGIA – È stata sottoposta a fermo di polizia giudiziaria la moglie di Michele Bramante, il pensionato di 68 anni ucciso con un colpo di punteruolo alla gola, il cui cadavere è stato trovato dai carabinieri la sera di domenica scorsa nella sua abitazione a Carpino nel foggiano. La donna, Antonia Russo, di 56 anni, è indagata per omicidio volontario. Il fermo è stato eseguito dai carabinieri della Compagnia di Vico del Gargano che sin dai primi passi delle indagini avevano avuto sospetti sulla donna che fu trovata in stato di choc accanto al cadavere, adagiato sul letto, del marito sessantottenne. Per oggi è prevista l’autopsia nel corso della quale si potrà tra l’altro accertare se la morte dell’uomo sia stata causata dal colpo di punteruolo che gli ha bucato la carotide, e che gli investigatori ritengono sia stato inferto da sua moglie. Sono stati i due figli della coppia, che attualmente risiedono in Germania, ad avvertire i carabinieri di quello che era successo, probabilmente avvertiti dalla madre nel corso di una telefonata. Le indagini sono dirette dalla procura di Lucera.

Carpino, uomo trovato morto nella sua abitazione

Si tratta quasi certamente di omicidio
Carpino si tinge di rosso e di giallo. Rosso, come la pozza di sangue in cui è stato trovato un uomo di 67 anni. Giallo, come il mistero sulla sua morte. Michele Bramante, questo il nome della vittima, era a casa sua, per terra, con il collo insanguinato. Nell’abitazione c’era anche la moglie, in stato confusionale.  In un primo momento, ecco il perché del giallo, si era pensato ad un’emorragia causata proprio da un intervento chirurgico al collo, subito dall’uomo qualche tempo fa per una cisti. Dopo una prima ispezione cadaverica, però, il medico legale ha stabilito che il decesso è avvenuto a causa di una ferita da arma da taglio, forse un punteruolo, che ha reciso la carotide e ha provocato la fuoriuscita del sangue. A dare l’allarme non è stata la moglie, ma i figli della coppia, che vivono in Germania e che non erano riusciti a contattare i genitori. Sul caso indagano i carabinieri di Vico del Gargano e la procura di Lucera. Mentre la moglie di Bramante, una donna di 56 anni, è stata sottoposta ad interrogatorio, perché deve chiarire la sua posizione, il medico legale ha disposto l’autopsia, prevista per domani.

GARGANO: Il turismo, l’ambiente, la cultura e il ceto medio riflessivo

Scrivo ora un pezzo che il mio amico Ninì Delli Santi, a seguito del Forum provinciale del Turismo che si tenne molto tempo fa a Vieste, mi aveva sollecitato per il suo libro sul turismo che non ha aspettato il mio ritardo ed è fortunatamente già a disposizione dei lettori, senza il mio intervento. Grazie all’appuntamento dedicato al turismo che si è tenuto a Vico del Gargano sabato scorso, ho l’occasione di riordinare le mie idee per affidarle ad uno scritto.

Se ci chiediamo come rilanciare il turismo nella provincia di Foggia, senza chiederci come rilanciare l’intera economia provinciale, a mio avviso perdiamo tempo. E se ci chiediamo come rilanciare l’economia del nostro territorio, senza rilanciare socialmente e culturalmente la comunità, ancora una volta perdiamo tempo.

Per fare, sul Gargano, un turismo che stia in campo, capace di presente e di futuro, capace di intercettare la parte migliore del nostro Paese e dei nostri “concittadini” europei, per ricostruire una economia non di retroguardia, occorre assicurare sei requisiti imprescindibili: 1. la qualità ambientale, 2. la qualità culturale del territorio, 3. la legalità, 4. un cambiamento della e nella attuale classe dirigente, 5. l’attrattività per i consumi interni della nostra provincia e non solo per l’utenza esterna, 6. la concentrazione della promozione solo in alcune realtà, evitando di sprecare denaro con interventi di comunicazione a pioggia.

In premessa voglio dire che chiunque ponga il problema del rilancio del turismo “unicamente” in termini di presenza/assenza di infrastrutture e servizi materiali fa un errore strategico, poiché ha dimenticato che i flussi dipendono principalmente dal “motivo del viaggio” e solo secondariamente dalla facilità o difficoltà di raggiungimento o di permanenza per la presenza di strade, autostrade, porti, aeroporti, a meno che non si parli di target specifici. Del resto l’età dell’oro del turismo garganico l’abbiamo vissuta quando le infrastrutture viarie e d’altro tipo erano scarse o inesistenti. Ora, indubitabilmente, stiamo vivendo un declino del turismo del Gargano, pur avendo più servizi e un’offerta più organizzata rispetto al passato. Perché accade questo? Perché il Gargano ha perso la sua verginità ambientale e culturale che rappresentava il suo attrattore più forte e il principale motivo del viaggio. Non voglio essere frainteso: le infrastrutture materiali sono importanti, (attenzione, voglio ricordare che accanto a sistemi di comunicazione e spostamento, servizi sanitari e igienici, spazi pubblici, infrastrutture sono anche auditorium, librerie, teatri, biblioteche, summer e winter schools, monumenti e musei aperti e funzionanti, banda larga…), ma ritengo che, la loro presenza/mancanza non rappresenti l’unico motivo del successo/insuccesso del turismo. I fattori che garantiscono il successo sono prevalentemente altri.

1. La qualità ambientale del territorio è pertanto il primo requisito per il rilancio del turismo sul Gargano. La qualità del paesaggio rurale e dei centri storici, del mare, delle coste; la lotta all’abusivismo edilizio ed alla “speculazione organizzata”; una moderna gestione dei rifiuti; il rilancio del Parco Nazionale del Gargano, che ha smarrito la sua mission di volano e attrattore di un turismo nuovo nel momento in cui non ha saputo trovare la strada per assolvere all’altro suo compito principale, quello di garantire la tutela dei valori ambientali e culturali del territorio. Tutto questo garantisce che una fetta importante dei potenziali turisti consideri il Gargano tra le mete possibili, meritevoli di un viaggio e di una spesa. In assenza di questi requisiti siamo destinati a uscire fuori non solo dai circuiti di business, ma anche dai circuiti mentali dei nostri connazionali e dei fratelli europei. Saremo semplicemente dimenticati.

2. La qualità culturale del territorio. Il Salento e altre zone della nostra Puglia, la Toscana, le Marche, il Lazio, l’Umbria, alcune aree della Sicilia, parte delle regioni del Nord, affidano il successo turistico alla presenza di qualità culturale nel territorio. Attenzione, non parliamo solo dei beni culturali, che abbiamo tutti, ma di attività e di servizi, accompagnati da un livello medio di cultura dei residenti, che si traduce nella giusta sensibilità degli operatori di intercettare, con una offerta colta, la parte del ceto medio più disposta a spendere per gustare il territorio, per incontrarlo, per crescere e per formarsi. Qualità culturale è anche quella dei residenti, che, se rozzi e ignoranti, rappresentano il primo dissuasore dei flussi turistici, se, invece, sono colti, intelligenti e sensibili ne rappresentano il principale attrattore. E la qualità culturale delle comunità accoglienti dipende da ottime politiche formative e culturali, e anche da un livello alto dei “consumi” culturali, che attualmente in Capitanata sono al fondo delle classifiche nazionali. Stessa cosa dicasi per gli eventi. Ormai sono numerosi studi e ricerche sull’impatto economico dei festival e sul Gargano esistono già delle realtà festivaliere consolidate che attualmente rappresentano un attrattore e un volano di attività economiche (e non mi riferisco solamente a quelle storiche, Carpino Folk Festival e FestambienteSud, aderenti al consorzio 5FSS di cui, indegnamente, sono il presidente pro tempore). I festival vanno potenziati e va potenziato un circuito degli eventi culturali e di spettacolo che può dare il suo importante contributo. Noi su questo stiamo lavorando, ma serve il pieno e appassionato appoggio delle amministrazioni locali e degli operatori.

3. Legalità. Stiamo sempre a parlare di marketing per rilanciare il buon nome del Gargano e decantare le sue bellezze e non ci accorgiamo che la criminalità locale opera un contro marketing micidiale. Quanti milioni di euro occorre spendere in comunicazione per cancellare nell’opinione pubblica nazionale e internazionale l’effetto nefasto della notizia di un omicidio di mafia? O della notizia che proprio il turismo sul Gargano è vittima di un racket organizzato e martellante? Che le istituzioni locali, invece che affrontare e risolvere il problema della legalità, tendono, invece, a sottovalutare, sottacere, negare? Ci siamo mai chiesti quale impatto abbia la criminalità sui clienti o potenziali tali del turismo del Gargano? E quale effetto sortisca l’idea che la politica e la cultura locale siano deboli e omertosi? E’ inutile scagliarsi contro il sistema dell’informazione o contro le associazioni che denunciano quanto accade sul territorio. Non c’è sopravvalutazione del fenomeno: semplicemente c’è il fenomeno criminale e un ridicolo tentativo di sottovalutazione. Estirpare l’illegalità e il crimine può contribuire a rilanciare l’immagine del Gargano. Anche il solo combattere, senza ambiguità e finzioni, riscatterebbe il nostro territorio. La nascita dell’associazione anti racket di Vieste, da questo punto di vista, rappresenta un importante segnale positivo proprio per i potenziali clienti del turismo garganico.

4. Il ricambio della classe dirigente. Sembra chiaro come, tranne alcune importanti eccezioni, con questa classe dirigente (che non è solo politica) non si vada lontani. Le sue responsabilità storiche possono essere riassunte in tre punti. 1. Non ha saputo trovare una strada per l’economia locale, confondendo economia e speculazione. L’economia è un processo sociale capace di produrre, e riprodurre nel tempo, ricchezza diffusa e competenze professionali e di cittadinanza, di generare relazioni positive per la comunità, di facilitare la sua apertura e non la sua chiusura. La speculazione, al contrario, produce ricchezze immediate, in un lasso di tempo limitato e concentrate nelle mani di poche persone, genera conflitti, disgrega la comunità, alimenta vizi e qualità negative uccidendo la democrazia e la cittadinanza. La politica può fare molto in campo economico: un sindaco in politica economica ha più potere del Ministro del Tesoro, per orientare le scelte e il destino di una comunità. La speculazione si è, invece, impadronita del Gargano. 2. La seconda responsabilità consiste nel non aver saputo aprire il Gargano alla Puglia, all’Italia e all’Europa. Il Gargano è isolato, politicamente, culturalmente, socialmente. Siamo i peggiori nella nostra regione che negli ultimi anni è invece cresciuta tutta. Diamo sempre la colpa a Foggia e a Bari che ci escludono. La verità e che la nostra classe dirigente è generalmente arretrata, debole, culturalmente e politicamente arroccata. La “sindrome di Calimero” non ci farà uscire dall’isolamento, ma continuerà ad affossarci. 3. La terza responsabilità della classe dirigente è quella di non aver compreso oppure, peggio, di aver compreso e colpevolmente ostacolato la nascita di una politica sovra comunale, all’altezza dell’idea della “Città Gargano”. Sprecando due grandi opportunità: la Comunità Montana, ridotta ad uno spettacolo indecente; il Parco nazionale del Gargano di cui abbiamo già detto.

5. L’economia turistica non può reggersi solo sui turisti extra regionali ed extra provinciali. Anzi, i cosiddetti consumi interni al territorio sono una fonte determinante di reddito e di guadagno, ma soprattutto sono la fonte primaria dei processi della cosiddetta destagionalizzazione (almeno all’inizio del suo processo). L’unica maniera, infatti, per far crescere la qualità e la quantità dell’economia turistica, da anni ce lo diciamo senza che molto sia accaduto, è destagionalizzare. Un turismo per tutto l’anno crea stabilità lavorativa e continuità aziendale, uniche garanzie di crescita e di professionalità. Il turista che viene da lontano tende a concentrare nei soliti periodi le vacanze sul Gargano e nei week end non pensa di venirci, poiché attualmente manca l’offerta. E’ chi vive vicino che, come una specie pioniera, può fare turismo durante l’anno, soprattutto nei week end favorendo la nascita dell’offerta stessa. A questo proposito, però, dobbiamo chiederci chi siano i potenziali clienti del turismo interno. Non tutte le fasce della popolazione sentono allo stesso modo il bisogno o hanno la possibilità di vivere più volte l’anno l’esperienza del week end sul Gargano, o di un’escursione giornaliera in grado di servirsi, però, dei servizi del turismo locale. Ad eccezione dei flussi di turismo religioso, per i quali va fatto un discorso a parte, è il ceto medio cosiddetto “riflessivo” che tiene alto questo genere di consumi interni. Lo stesso gruppo sociale che compra libri, giornali, va al cinema e al teatro, frequenta la ristorazione di medio-alta qualità, è sensibile agli eventi e si muove sul territorio con una certa facilità. Lo stesso che, spesso giovane, è, nella nostra provincia costretto ad emigrare, perché sono assenti o deboli le politiche che ne favoriscano la permanenza e la prosperità. E questa debolezza rappresenta un problema per tutte le regioni meridionali, con maggiore gravità nelle aree marginali. Lo ha intuito il governo regionale che, investendo significativamente sui giovani e sulla cultura, ha gettato le basi per un rafforzamento di questa fascia sociale in tutta la Puglia. E’ la debolezza di questa fascia di popolazione che finora ha contribuito a rendere difficile la nascita di un turismo “fuori stagione” sul Gargano. La Capitanata solo in parte ha intuito la grande opportunità fornita dalla Regione. A questa debolezza si aggiunge la debolezza della nostra città capoluogo. Foggia sta crescendo troppo lentamente ed è lontana dall’essere una città media come Bari, che tiene alti i flussi nel Salento, o grande come Roma che, con i suoi flussi, regge l’intero sistema turistico laziale, abruzzese, umbro e della Bassa Toscana. Meno problemi ci sono per il preappenninno meridionale (l’asse Orsara-Troia, per intenderci), più raggiungibile del Gargano, perché oltre che su Foggia può contare anche su parte della Campania e rivolgersi pertanto ad un territorio più ampio. Le uniche realtà garganiche che possono dirsi realmente destagionalizzate, oltre a San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo per via del turismo religioso, sono Mattinata che pesca su un bacino di prossimità sull’asse Manfredonia-Foggia, e più lentamente Lesina, che sta beneficiando della presenza dell’uscita autostradale. Il resto è tutto da costruire e si può fare solo mettendo su un sistema di attrattori fondato sulla cultura, lo spettacolo dal vivo, il turismo natura. E considerando un’area di prossimità che sicuramente coinvolga anche il Molise, la BAT, e la provincia di Benevento.

6. Manca una compiuta strategia di promozione. A volte lo spreco di risorse è la cifra della nostra comunicazione pubblica. A mio avviso si deve concentrare la maggior parte dell’attenzione e dei finanziamenti per cercare di intercettare i flussi interni e di prossimità e le aree e gli assi metropolitani più vicini, quelli cioè, che hanno la possibilità, anche in mancanza di un aeroporto che funzioni come si deve, di frequentare il Gargano nei week end. L’offerta deve pertanto rivolgersi al ceto medio delle aree metropolitane di Bari, Napoli e Roma, e all’asse urbano abruzzese e marchigiano che corre sulla A14. E la comunicazione deve essere continua e presente principalmente in queste aree, che complessivamente sono abitate da più di dieci milioni di persone e sono raggiungibili in meno di tre ore. Tutto questo a condizione che sul Gargano ci sia la volontà di ricostruire un’economia turistica, abbandonando una visione meramente speculativa dell’economia. A volte è forte l’impressione che la stagionalità sia una condizione accettata volentieri da molti operatori e che in alcuni casi il turismo sia diventato l’alibi per portare acqua al mulino della speculazione edilizia. Aspettando di essere smentiti con i fatti, siamo disponibili a fare la nostra parte collaborando con le persone, le aziende e le istituzioni di buona volontà che credono nel trinomio ambiente-cultura-economia e che vogliano costruire un’intelligente strategia di attrazione dei flussi.

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